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La castagnata dell'inclusione

loconiloconi Post: 357
modificato novembre 2019 in Discussioni tra genitori
Ieri all'asilo c'era la castagnata, tutti in giardino a mangiare castagne. A mio figlio non piacciono, ma adora il giardino. Il mercoledì va anche la terapista. Quando mio marito è andato a prenderlo ridevano di gusto, perché il bambino si è divertito, anzi avrebbe voluto cuocere lui le castagne!.
In tarda serata arriva una foto nella chat delle mamme, tutti bambini seduti in terra, mio figlio in un banchetto portato fuori apposta per lui, affianco ai compagni seduti, con la terapista accanto e 3 maestre intorno.
Mancava la scritta "ospedale psichiatrico 1920". Sono nera! Questa è l'inclusione? Presentare mio figlio al mondo come il povero handicappato. Stamattina mi sentiranno tutte, terapista compresa. La prossima volta lo tengo a casa.
CharadeChristiansperanza82sunsky
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Commenti

  • lizliz Post: 226
    Che vergogna......
    Assolutamente d'accordo con te.
    loconi
  • adiadi Post: 201
    Non ci sono parole !! Che rabbia @ioconi .. si impegnano proprio a farti sentire diverso eee . Ma la terapista ?
    Non voglio fumentarti dell’altro e ti consiglierei comunque di senrtire il perché di questa scelta .
    Sto trovando tanta difficoltà anch’io all asilo con le maestre di mio figlio . E ti capisco molto !
    loconi
  • Mi dispiace molto! Forse però non devi guardare la cosa con gli occhi da adulto, magari tuo figlio invece di sentirsi l'handicappato, si è sentito il principe con tutta l'attenzione per lui, altrimenti non sarebbe tornato a casa contento.
    Secondo me avere un trattamento alla pari con una diagnosi di autismo è difficile ... molto difficile. Per questo trovo molto grave etichettare bimbi lievi e autonomi perchè volente o nolente gli si cambia la vita, le esperienze che fanno, l'immagine che gli altri rimandano .... e dire se si cambia in meglio o in peggio è difficile.
    Poi purtroppo la tecnologia di oggi non permette l'oblio ... nel senso che da sempre a scuola c'è stato il bimbo "difficile" con il banco vicino alla maestra invece che ai compagni, ma nessuno faceva foto e magari oggi quel bimbo è manager in un'azienda. Il fatto che internet mantenga qualsiasi informazione è decisamente pericoloso.
    loconilizCharadeadiChristianBlunottegufomatto79Terra_di_Mezzosperanza82Valenta
  • loconiloconi Post: 357
    modificato novembre 2019
    Ho chiesto lumi alla terapista, pare che stessero finendo un'attività in classe e che lui non volesse, allora, come rinforzo gli hanno promesso il giardino, ma in giardino stavano cuocendo le castagne. Lui ha espresso più volte il desiderio di cucinare, quindi l'unico modo di evitare che si bruciasse era cercare di tenerlo nel banco. Poi secondo lei sono stati lì troppo tempo.
    Ho abbozzato, ma mi chiedo, e se lo avesse fatto un altro bambino? L'avrebbero preso in braccio o messo in un banco in giardino? E soprattutto ammesso e non concesso che fosse l'unico modo, era il caso di far fare una foto in quel momento, per poi metterla nelle chat delle mamme, in modo che tutte le famiglie della classe si sentano in diritto di mostrare " quel poverino del compagnetto autistico di mio figlio"?
    Più tardi ne parlerò con le maestre.
    Forse preferivo le foto delle feste di compleanno dove era presente, ma si scorgeva solo un piedino nell'angolo e solo io lo riconoscevo.
    gufomatto79Terra_di_Mezzosperanza82
  • E' difficile giudicare da fuori ..... però la foto potevano farla in maniera diversa!
    [comunque spero che sappiano prenderlo tuo figlio perchè non mi sembra proprio ..... in ogni caso a scuola si va per imparare quindi concentrati sul fatto che riescano a fargli fare il programma di classe, che è la cosa importante per il suo futuro. Poi non ricordo quanti anni ha ma io forse se lo ritieni all'altezza discuterei anche la foto con lui tanto per capire come la vive ..... non riesco a capire come fosse contento, di cosa fosse contento ..... di aver visto la cottura delle castagne senza aver potuto partecipare? o di aver fatto "dannare" le maestre? non è che gli hanno insegnato che è divertente dare fastidio perchè così si viene premiati ricevendo l'attenzione e un trattamento differenziato?]
  • loconiloconi Post: 357
    @mamma_francesca non va ancora ha scuola, deve compiere 5 anni l'anno prossimo, a lui credo fregasse solamente di vedere la cottura delle castagne e che il banco lo disturbasse perché era un ostacolo.
    Cmq ti arriva una foto così, mentre stai tornando dal lavoro, tutte commentano " Che meraviglia", e a me girano le scatole a mille.
    chiocciolinagufomatto79
  • E' una fortuna per tuo figlio che ti girino le scatole a mille, perchè vuol dire che credi in lui e pensi che possa fare molto di più ...... penso che molti genitori invece si intristirebbero molto e si potrebbero demoralizzare.
    loconiBlunottelizdamymammarosanna
  • HoneyHoney Post: 264
    Non ho parole!!! Ma sono pazzi? Ma come credevano che l'avessi presa? Fatti sentire mi raccomando!!
  • loconiloconi Post: 357
    modificato novembre 2019
    La maestra si è mostrata molto dispiaciuta, dice che è stato solo un momento di una lunga attesa, dove per evitare che il bambino si avvicinasse al fuoco, hanno deciso di mettere un banchetto con i giochini e farlo giocare.
    Diciamo che le ho detto che le credo, spero che la prox, volta ci pensi bene.
    Mi lamento perché voglio che si sentano controllate e sappiano che non va bene tutto, anche quando si è in buona fede.
    Deve passare il messaggio che devono trattarlo come gli altri e aiutatarlo dove ci sono deficit.
    Ne parlavo ieri con una amica, capisco le persone che non presentano la diagnosi alla scuola e ne scelgono una privata. È snervante lottare col pregiudizio e con l'aggravamento sociale a cui sono sottoposti i nostri figli ogni volta che un insegnante legge la parola "autismo"
    speranza82gufomatto79sunsky
  • damydamy Post: 1,196
    Non te la prendere più di tanto..tuttavia hai fatto bene a far capire loro che il bambino è ben seguito.
  • Anche la scuola privata ti dice che c’è un problema se lo vede con la differenza che sei cliente e non insistono più di tanto perché a loro interessa la retta mensile. Ci sono delle diversità è inutile prendersi in giro, altrimenti nn avrebbero una diagnosi appunto ma bisogna nn arrendersi e cercare di renderli funzionali ma sempre con grande consapevolezza.
  • @mammaconfusa80 ti posso garantire che dopo la scuola dell'infanzia, alle elementari, con la crescita e un ambiente molto più strutturato dell'asilo, non è affatto detto che le diversità si vedano di sicuro, e se il bimbo è lieve vale la pena vedere come va senza etichetta .... purtroppo la consapevolezza della diagnosi accentua le differenze ... io mi accorgo di come lo vedo "diverso" dagli altri molto di più delle persone che non sanno. Poi mio figlio è diverso in alcune cose, questo è vero, non mi prendo in giro, ma purtroppo nella nostra realtà le cose "funzionano" meglio senza comunicare la diagnosi ... e questo è "tremendo". perchè non dovrebbe essere così!
    In buona sostanza a scuola invece di utilizzarlo come strumento per aiutarli a crescere, spesso è uno strumento per ghettizzarli e allontanarli ancora di più dagli altri.
    Blunottesunsky
  • Sono d’accordo sul fatto che neurodiversita nn è sinonimo di disabilità ma sono consapevole che al momento mio figlio nn è al pari degli altri e va aiutato. I compagni di classe, i genitori e le maestre che ho trovato quest’anno lo stanno aiiutando così tanto che il salto sul sociale è evidente! Capisco che faccia male ma lavoriamo oggi per renderli più autonomi in futuro.
    LisaLaufeysonmammarosanna
  • loconiloconi Post: 357
    mammaconfusa80 ha detto:

    Anche la scuola privata ti dice che c’è un problema se lo vede con la differenza che sei cliente e non insistono più di tanto perché a loro interessa la retta mensile. Ci sono delle diversità è inutile prendersi in giro, altrimenti nn avrebbero una diagnosi appunto ma bisogna nn arrendersi e cercare di renderli funzionali ma sempre con grande consapevolezza.

    D'accordo, ma anche la società deve essere consapevole che non sono zombie o poveretti da compatire! Io non ne posso più! Enfatizzano tutto!
  • claluiclalui Post: 902
    Loconi molte cose fanno più male a noi che non ai nostri piccoli. Anzi alcune cose fanno male solo a noi poiché loro non le percepiscono o le vivono in maniera differente.
    In prima elementare non feci la festa di compleanno. Nonostante ciò le mamme raccolsero a mia insaputa i soldi e gli fecero un regalo. Unico bambino della classe a cui fu fatta una cosa del genere. Io non la presi benissimo. Questa dolce discriminazione mi mise un magone tremendo. Ma mio figlio, al contrario, fu semplicemente felicissimo di ricevere una chitarra nuova dai suoi compagni di classe al punto che è ancora “la chitarra degli amici”.
    I bocconi amari che dobbiamo mandar giù noi genitori sono tanti ma ho capito con il tempo che ognuno di questi va guardato dalla giusta prospettiva. Purtroppo non sempre, almeno nel nostro caso, i concetti di aiutarlo e insieme trattarlo come tutti gli altri si sposano bene. E in questi casi posso solo cercare di non far pesare a nessuno quanto questo mi faccia male.
    Hai fatto bene comunque a far notare la cosa in modo che si abbia in futuro più cura soprattutto lì dove le situazioni devono diventare visibili anche alle altre famiglie.
    LisaLaufeysondamyvera68mammaconfusa80gufomatto79sunsky
  • MarkovMarkov Post: 10,876
    Deve essere dura quando i figli hanno la mente più libera dei genitori in quanto a moralismi legnosi che è meglio non avere :)
    Sniper_Ops
  • LisaLaufeysonLisaLaufeyson Post: 1,474
    modificato novembre 2019
    Premetto che non mi riferisco a @loconi, che avrà avuto le sue ragioni per intervenire ..ma vuol essere solo una riflessione generica..
    Ho l'impressione che guardare tutto quello che avviene intorno ai nostri figli con sospetto e con lo spauracchio della discriminazione, finisca poi per essere discriminatorio e deleterio proprio nei loro confronti.
    È curioso lamentarsi di quanto la società guardi con pregiudizio la diagnosi di un bimbo autistico, se poi siamo noi genitori (generico) i primi a porre nostro figlio sempre al centro dell'attenzione (negativa), enfatizzando le situazioni.
    È come se li guardassimo noi per primi con occhi diversi, aspettandoci il peggio, e in un certo senso legittimassimo, così facendo, l'idea di bambini "fragili" che hanno gli altri.
    Per me è strano e non ne comprendo il meccanismo.

    Vorrei riuscire a spiegarmi meglio..e spero di non aver offeso nessuno.
    Post edited by LisaLaufeyson on
    damyvera68claluiCharademammarosannagufomatto79
  • @Markov a volte bisognerebbe mettersi nei panni altrui prima di sparare a zero. Ci sono genitori che come me hanno vissuto momenti difficili, fatto i conti in tasca per capire quali fossero le terapie che potevamo permetterci, letto e studiato di tutto anche la notte. In questo forum ci sono famiglie che mangiano pane e formaggio a fine mese, che prendono psicofarmaci e che non dormono la notte. Il tuo autismo non è quello di tutti.
    dad_guerrieroCharade
  • MarkovMarkov Post: 10,876
    Non ho capito cosa c'entra questo. Mi fa strano che si arrivi pure a non volere che il bimbo venga accettato con iniziative degli altri. Ci mancherebbe pure dirgli quali sono gli amici veri e quali no...
    sara79
  • @Markov io non avrei utilizzato l’espressione “moralismi legnosi” perché qui non si sta così allegri ma preoccupati, alcuni freschi di diagnosi pure appanicati. Vedere tuo figlio fuori col banchetto e con accanto le maestre non è una passeggiata di salute così come affrontare terapie costose e ansie per il futuro.
    claluiadichiocciolinadad_guerrierogufomatto79sunskyloconi
  • MarkovMarkov Post: 10,876
    Mi sembrano cose diverse. Terapie costose ed iniziative che altri prendono spontaneamente.

    Chissà com'è, quei bambini non pretendono nulla e vengono considerati dagli altri spontaneamente.
    Gli adulti fanno di tutto per spiegare al mondo di essere diversi e non vengono mai creduti quanto loro vorrebbero.
    Un contrappasso :D
  • claluiclalui Post: 902
    @Markov ma, se ti stai riferendo a me, forse non è chiaro che non è stata un’iniziative dei compagni ma delle mamme. Le stesse mamme che ad altri bimbi che non avevano festeggiato il compleanno non si sono sognate di fare un regalo. Al mio invece si.
    In ogni caso forse non mi sono espressa chiaramente. Ha espresso meglio il concetto @LisaLaufeyson .
    Ad ogni modo ti invito gentilmente a soppressare i modi di riferiti ai genitori. Non è generalmente garbato giudicare chichessia tanto meno quando non si ha esperienza in merito. E non mi sembra tu sia genitore.
    mammaconfusa80dad_guerriero
  • MarkovMarkov Post: 10,876
    modificato novembre 2019
    Sì avevo capito com'è andata.
    Qualche volta ero stato invitato a casa di compagni per gentile concessione delle madri e l'ho capito solo dopo.
    Sinceramente pazienza. Grazie al cielo non sono nato con gli istinti di rimuginare sulla buona fede.

    Non saprei che dire. Forse prima di pensare a problemi che esistono solo nella mente di adulti molto sensibili ed in grado di comprendere gli altri in modo perfettamente tipico, sarebbe opportuno pensare ai loro problemi. Tanto queste cose non le capiranno manco da adolescenti.
    Post edited by Markov on
  • @Ioconi io sono d'accordo con te. A mio parere le maestre trovano delle strategie per aiutare ciascun bimbo nelle sue necessità. Hanno usato il bianchino per separarlo dal fuoco, bastava però che tra le foto evitassero quella che mostrava tuo figlio dietro il banco con vicino alle maestre. Avrebbero dovuto diffondere solo le foto in cui tuo figlio era con gli altri o non c'era affatto, come capita sempre. È chiaro che nella realtà un bimbo che ha più bisogno potrebbe non essere in grado di svolgere un'attività nel momento giusto oppure non svolgerla nelle modalità di tutti ma la scuola deve mostrare di sé il lato migliore perché ci pensa già il mondo esterno a lavorare sulle differenze.
    chiocciolinaloconi
  • claluiclalui Post: 902
    È esattamente quello che ho detto @Markov . Ossia che questo genere di cose sono problemi miei, non di mio figlio che si è beatamente goduto il suo regalo. Il senso è proprio questo: certe volte proiettiamo sui nostri figli timori e dolori per situazioni che loro invece non vivono affatto così. Abbiamo una sorta di coda di paglia da diagnosi che non ci rende lucidi e che ci fa vedere le situazioni in maniera distorta. finiamo , così, per leggere in chiave di compassione o discriminazione anche azioni dettate dalla semplice buona fede o dalla contingenza degli eventi. E questo non è sano ne per noi ne per i nostri figli.
    Ovviamente non è sempre così e non vale per tutti.
    Sniper_OpsLisaLaufeysongufomatto79Markovsunskysperanza82loconi
  • sunskysunsky Post: 249

    È curioso lamentarsi di quanto la società guardi con pregiudizio la diagnosi di un bimbo autistico, se poi siamo noi genitori (generico) i primi a porre nostro figlio sempre al centro dell'attenzione (negativa), enfatizzando le situazioni.
    È come se li guardassimo noi per primi con occhi diversi, aspettandoci il peggio, e in un certo senso legittimassimo, così facendo, l'idea di bambini "fragili" che hanno gli altri.
    Per me è strano e non ne comprendo il meccanismo.


    Vorrei con tutte le mie forze riuscire a guardare mia figlia come la guardavo prima della diagnosi. Ma purtroppo non ci riesco. È verissimo quello che dici.
    Sono 3 le persone che sanno la diagnosi di mia figlia e sono certa che nessuno di loro la guarda come la guardo io.
    I miei occhi non sono quelli di una mamma ma di una persona ansiosa, triste, in attesa di un futuro problematico....e mia figlia va alla grande a scuola, le insegnanti mi hanno parlato benissimo nell'incontro individuale, l'allenatore della squadra mi ha detto che ha una parlata da bimba più grande, la sua terapista mi dice che è molto brava ecc.
    Ma temo il danno nel mio cervello causato dalla diagnosi (l'ultima, non la vediamo più- mi ha detto la NPI ad aprile) è irreversibile temo.
    adiLisaLaufeysonchiocciolinaloconilizCharade
  • JAA005JAA005 Post: 825
    modificato novembre 2019
    L'inclusione é spesso una facciata e lo dico da adolescente che da un decennio deve essere incluso, ma alla fine si sente il faro sparato in testa. Riesco solo in orchestra ad essere uno dei tanti, altrimenti rimango il povero disabile da compatire, tollerare o prendere per il...
    Poi nelle giustificazioni sento aria di arrampicata sugli specchi.

    Un abbraccio.
    Jo

    P.S. La castagnata dell'inclusione mi ricorda la polentata dell'oratorio di qualche anno fa. Va beh, un abbraccio.
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    Post edited by Sniper_Ops on
    mammaconfusa80ChristiandamysunskyBlunottesperanza82loconi
  • loconiloconi Post: 357
    Vi ringrazio tutti, è vero che sono pronta a intervenire per ogni cosa, certo non mi capita con l'altro figlio, che non ha diagnosi. Ovviamente davanti a una foto così, avrei chiesto spiegazioni, ma avrei pensato ad una punizione, (magari meritata). D'altro canto è vero che nessuno capisce mio figlio quanto lo capisco io, o perlomeno ho questa presunzione. Mi spaventa molto l'immagine che possono avere gli altri di lui e temo che possa interiorizzarla. Per lavoro vedo ragazzo che hanno il sostegno scolastico e quello che capita è che sanno di avere un trattamento di favore. Pur capendo perfettamente la differenza si permettono di darti del tu, di non rispettare le regole quando potrebbero, di non fare i compiti ecc, e questo nei casi positivi, perché in quelli negativi si sentono esclusi e incapaci. Bisogna trovare la chiave e le persone giuste, perché il sostegno sia valido. Io per ora vigilo e faccio sapere agli altri che devono stare attenti.
    JAA005
  • LisaLaufeyson ha detto:


    È come se li guardassimo noi per primi con occhi diversi, aspettandoci il peggio, e in un certo senso legittimassimo, così facendo, l'idea di bambini "fragili" che hanno gli altri.
    Per me è strano e non ne comprendo il meccanismo.

    Vorrei riuscire a spiegarmi meglio..e spero di non aver offeso nessuno.

    @LisaLaufeyson Sono una mamma che da poco ha ricevuto la diagnosi per il figlio, come detto già da qualcuno, sono entrata inevitabilmente nel vortice delle terapie, dei conti, cosa è giusto e cosa no, individuare la differenza fra ‘capriccio’ o sintomo/segnale, imbattersi in ogni giorno in quegli atteggiamenti che purtroppo li ‘etichettano’ sperando in fondo però che siano casuali e passeggeri, ecc
    Io si, in effetti l’ho sempre guardato con occhi diversi perché percepivo già qualcosa.. Ad oggi, dei ’complimenti’che mi hanno fatto i dottori che sono riuscita ad individuarlo presto, ci faccio poco, perché non mi acquieta, non sono stata la prima e spero non sarò l’ultima...
    Ho ancora poca esperienza, ma posso raccontarti di un episodio che mi ha colpito come un fulmine a ciel sereno (e comprendo come la semplice foto in questione, possa bruciare...).
    Due giorni fa ero in attesa per entrare dalla terapista, nella sala una dozzina di bambini con i relativi genitori-accompagnatori, una signora mi guarda dolce e mi chiede quanti anni avesse. Le rispondo che deve farne ancora 2, tutta orgogliosa io, del proprio ometto... la signora cambia faccia e intravedo tipo pena: ma così piccolo e già sta qui per lui!
    Da lì il fatto che buttasse tutto per terra, era visto in modo diverso dal semplice bimbetto che a 2anni tira giù le cose.

    Se dici che è nello spettro, ti guardano strano, se non dici nulla, ma ha atteggiamenti ‘poco consoni’, ti guardano strano, ed è li che ti viene forse lo spauracchio che intendi tu. Ma non è detto che se un genitore entra in modalità difesa, vuol dire che sia deleterio per il figlio, soprattutto quando l’ambiente circostante alla fine è ostile.
    Io sicuramente devo farmi ancora una corazza adeguata per i miei sentimenti, ma mai avrei immaginato come una piccola azione come uno sguardo, uno banchetto posizionato male, o una chitarra regalo, potessero avere così tanta risonanza.
    Tu dirai: si ok ma la risonanza è per voi genitori e non per i figli.
    Si è vero, ma se a quel banchetto ci si fossero seduti anche altri per la foto, oppure fosse stato tolto per lo scatto, il bambino avrebbe imparato una cosa nuova: ossia che nel momento della foto si sta tutto insieme e gli altri idem.

    La chitarra regalo, si è stata apprezzata dal figlio, ma proprio perché non è visto con occhi ‘fragili’ del genitore, quel regalo non è accettato, perché è delle mamme e non dei compagni (che hanno fatto di male loro per non ricevere regali dalle altre mamme?).

    Infine gli sguardi degli altri adesso non li capisce, ma quando lo farà, chi gli potrà insegnare a superarli senza ripercussioni, o senza che qualche sua azione sua subito mal giudicata...
    Quindi solo per mia esperienza ti dico, che sono queste piccole cose che ti portano a vedere quanto pregiudizio e ignoranza c’è intorno a noi, perché onestamente io non ne avevo ancora idea che fosse così...

    Scusate mi sono dilungata, ma Spero sia riuscita a spiegarmi e fatto capire il meccanismo che è scattato a me...
    gufomatto79damylizJAA005Christianadi
  • JAA005JAA005 Post: 825
    modificato novembre 2019
    @Smeagol , quando percepisci gli sguardi degli altri ti senti solo, inadeguato, un puntino colorato in mezzo a tanto grigiume, rischi di essere bulizzato ed emarginato.
    Io ho una madre fantastica che mi è molto vicina. Ora va meglio, ma sono stato bulizzato pesantemente per otto anni dai compagni e incompreso da alcuni prof. Ora va meglio perché io ho una corazza ed i compagni sono più grandi. Alcuni pensano che io sia pazzo, ma alla fin fine non mi fanno scherzi idioti e non mi dicono cattiverie spintonandomi.
    Jonathan
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    Post edited by Sniper_Ops on
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