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Storie di "ordinaria follia"

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Commenti

  • betbet Post: 480
    @vera68 aveva un perché anche la ribellione di mio figlio. Non ne aveva voglia! Però diciamo che la motivazione e la reazione non erano proporzionate. Ci stava un " non ho voglia" ma doveva finire lì non con tutta la sceneggiata a seguire...
    mammarosanna
  • mammarosannamammarosanna Post: 759
    modificato settembre 2021
    L'ordinaria follia sta nel fatto che tutti i santi giorni e per ogni piccolezza si deve combattere.

    Si combatte contro reazioni spropositate rispetto alle motivazioni che le hanno generate. L'estrema coerenza di cui i nostri bambini avrebbero bisogno sarebbe paragonabile a quella dei santi sulla terra. Ma noi siamo umani e abbiamo anche il diritto di dire che siamo stufi!

    Sono stufa che per eliminare ciascun comportamento problema io debba tutte le volte compilare griglie interminabili, o creare token economy che fanno perdere mattinate intere,che ogni aspetto del mio essere madre debba essere sotto una grossa lente di ingrandimento per cercare in me il difetto che ha generato il vizio.

    Questo da parte di psicologi, famigliari, parenti, conoscenti e insegnanti. 
    Alla fine folle lo divento io, che mi sento sempre sotto accusa perché tanto la colpa è sempre della madre!
    betLinnaMrs_Dalloway
  • betbet Post: 480
    @mammarosanna io credo che dovremmo invece sentirci brave mamme. Io ho tre figli e l attenzione, l analisi, la pazienza che ho con tom supera quella che mi serve con gli altri due messi insieme ( e considera che entrambi sono più piccoli di tom). Diciamo che quello che gli altri due imparano da soli per imitazione e per inclinazione personale con tom è frutto di studio trattative e ragionamenti Infiniti. Però che soddisfazione quando arrivano i risultati. Anche piccoli ma mi commuovono mi riempiono il cuore. Cose che se vedo fare agli altri due do per scontate ma quando le fa tom mi sembra di toccare il cielo con un dito. Questi meravigliosi complicatissimi figli rendono tutto speciale
    riot
  • @bet io vedo solo moltiplicarsi di comportamenti problema e vedo com'è facile la vita degli altri che non si sbattono più di tanto ed hanno figli ubbidienti.
    bet
  • betbet Post: 480
    @mammarosanna io faccio così ( magari è illusione ma voglio essere ottimista) penso che questi comportamenti piano piano rientreranno e assumeranno forme meno evidenti. Concentrati su quello che va bene. Sulle cose belle che ha tuo figlio. Sui progressi che ha fatto e su quello che di lui proprio ti piace ! Cerca di evidenziare nell immagine che hai di tuo figlio il positivo. Decrivilo a te stessa e agli altri in modo da mettere in luce tutte le cose belle!
    mammarosannaLinna
  • LinnaLinna Post: 369
    @bet.Quando eravamo piccoli la nonna"trascinava"noi tutt'e le domeniche a messa.Miei cugini erano state obbedienti e io no.
    Stare seduta composta , faceva male la schiena e testa.Odore di candele faceva venire la nausea.
    Tiravo fuori peggio di me.
    Con passere del anni portavo anche io mio figlio a messa.Gli facevo stare un po' dentro la chiesa e un po' fuori in giardino.Se no ,sapevo come andava a finire.
    Punizioni non funzionavano mai.
    La psicologa diceva che :la punizione mina la relazione di fiducia tra genitori e figli.

    bet
  • Io sono stato mandato a catechismo, ma più che altro per socializzare, e per tradizione (nella mia famiglia la religiosità cattolica è stata sempre stata più una tradizione molto moderata, e con spirito critico, distinguendo sempre la "religione del prete" da quella "di Cristo" ... Si andava a messa solo in occasioni particolari. Per fortuna, perché mi annoiavo moltissimo... E più che altro, non sapevo cosa fare: quando alzarsi in piedi, quando sedersi, cosa dire. E se c'è una cosa che mi fa sentire a disagio, è il non sapere cosa fare). Ricordo che la cosa che non capivo (e mi dava fastidio) era perché dovessi andare a "scuola" anche di domenica... Io, che vivevo la scuola come un lavoro, e quando il lavoro finiva, non volevo saperne più nulla prima delle 8 di mattina del giorno successivo, lo vivevo come uno "straordinario". Esattamente come la scuola, frequentato con diligenza e assiduità ma senza "entusiasmo". Come un lavoro. 
    Meno male che durava solo un'ora...

    Comunque, a proposito, ecco una cosa da tener presente se siete genitori, insegnanti, educatori o persone che hanno a che fare con i bambini: Per la percezione dei bambini, il tempo passa molto più lentamente che per voi, con tutti i pro ed i contro. Un'ora di un bambino equivale a quattro ore di un adulto... 
    betmammarosannaMrs_Dalloway
  • betbet Post: 480
    ...e oggi "storia di grande soddifazione". Tom ha fatto la prima Comunione: cerimonia lunghissima, tunica calda e pizzicosa.  Tom è stato semplicemente perfetto! Tranquillo e rilassato ha partecipato con serietà e autocontrollo! Sono felice
    mammarosannavera68LinnaBlunotteforzadeltassoStarMum
  • betbet Post: 480
    Nuovo episodio poco comprensibile e che mi ha spiazzato. Tom ieri doveva fare eco cuore perché ha avuto covid e l attività sportiva lo richiede. Spiegato tutto ampiamente prima: ti mette un gel un po' freddino poi ti passa sul torace una specie di rotella e guarda nel monitor il tuo cuore. Stai tranquillo dura poco e non fa male. Tom dice che lo fara' ma parlare di cuore polmoni organi interni e scheletro gli fa impressione. Ok ma tanto non guardi tu vai sereno. È entrato con me nello studio rigidissimo e tesissimo. Non si metteva bene nella posizione richiesta e come la doc ha iniziato mugolava: mmmm mmm fai veloce ahia uhia ecc. La doc : zitto tom se no non sento il battito fai come dico io e facciamo in 5 minuti.  Io : dai tom non è niente fai subito...smetti di fare li sciocchino ... la cosa è durata un po' perché non seguiva le indicazioni.
    Usciti si mette a piangere : ho avuto paura! ( ma di cosa? Non si sa...) quando eravamo lì a pagare ha iniziato a girare la testa a destra e sinistra velocemente guardando il soffitto.  Io sottovoce: smetti che sembri matto...
    Insomma io in imbarazzo non vedevo l ora di andare via. Cosa avrei dovuto fare? Come avrei potuto aiutarlo meglio? Grazie a tutti
    mammarosannaLinnaBlunotte
  • vera68vera68 Post: 3,268
    Ha avuto paura. Evidentemente aveva paura che non fosse tutto lì....
    Io credo che sia molto importante che si sentano compresi nelle paure. Il livello di paura è soggettivo ma va preso sul serio. 

    Se io bimbo sento che la mia sensazione di paura non è compresa, ma superficializzata io bimbo mi sentirò solissimo, sentirò di non essere davvero compreso.
    Io ho una grossa discrepanza tra un sentire interno e un sentire esterno. Cioè una cosa capita ad un altro è una bazzeccola, capita a me una tragedia. Io credo, ma è una mia pura opinione, sia il frutto di una crescita in cui veniva apprezzato il lato della donna (uomo, fa lo stesso) dura e invincibile che non ha paura di nulla e non deve chiedere mai, e nell'adattarmi a questo ho soffocato la vocina che invece aveva una paura fottuta, vocina che ogni tanto faceva (e oggi finalmente a pieno diritto fa) capolino. Oggi sta a me, alla mia parte adulta autotranquillizzarmi. 
    Non è il fatto che non ti spieghino, che non ti stiano vicino e il fatto che si prova un'emozione che non trova riscontro nell'altro.
    Viene sminuita o in ogni caso il bimbo capisce che non è compresa.
    Non trova una rassicurazione che lo tocchi davvero. 
    Non è che non ci sua rassicurazione, ma questa non giunge al cuore dell'altro

    Al solito ho dato una spiegazione filtrata dalle mie emozioni e dal mio vissuto 


    betBlunotteLinna
  • LinnaLinna Post: 369
    Ciao @bet.Abbiamo avuto lo stesso problema.
    Non gli piace essere toccato.Abbiamo risolto, grazie al dottore,che gli permetteva  di fare tutto da solo.Mettere gel,e c.t.Invece era molto interessato a guardare  immagini del monitor .Faceva tantissimi domande a proposito.




    vera68betmammarosannaBlunotte
  • betbet Post: 480
    @vera68 e @Linna grazie mille per gli utili suggerimenti. Io ho una grande fobia ( la superstrada) quindi capisco bene le paure immotivate, però come rassicurarlo senza ingigantire? Cioè io capisco la paura ma devo anche farti capire che non ha senso. Poi tu puoi avere paura lo stesso e io ti capisco ( infatti non  l ho sgridato , ma gli ho chiesto di spiegarmi bene) però non posso dirti che ha un senso. Io credo ( magari mi sbaglio) che era mio compito dire che non gli avrebbe fatto male, che sarebbe durato poco e che la sua reazione era sproporzionata rispetto all evento. Poi ci sta come dice Vera che lui abbia pensato che poi sarebbe venuto di peggio. Infatti andando là mi ha chiesto se era un chirurgo che tagliava...magari aveva in mente altre cose...grazie grazie . La prossima volta cercherò la collaborazione del doc nel metterlo a suo agio dicendo magari che ha molta paura degli studi medici...senza entrare nei dettagli con lui lì davanti. Che ne dite? 
    Comunque da piccolo era molto più curioso dal dottore e molto meno spaventato. Anzi erano i luoghi in cui dava il meglio perché faceva domande era molto sul pezzo. Ieri il terrore
    mammarosanna
  • vera68vera68 Post: 3,268
    Probabilmente agire come ha fatto il dottore di Linna che gli ha fatto mettere il gel ha permesso di prendere confidenza.

    Molto dipende anche dal dottore 

    Mia madre mi raccontava che quando a 4 anni mi tolsero le tonsille, il dottore non ebbe pazienza (o la perse) e mi strappò dalle mani di mia madre e io entrai in sala operatoria con ciuffi di capelli di mia madre nelle mani urlando come un'indemoniata. Mia madre disse che quando il dottore rientrò in camera per vedere come stavo, se mi ero svegliata bene, io mi drizzai sul letto tappandomi la bocca con le mani indietreggiando fin dove potevo

    Io non mi ricordo nulla, ma a volte penso che quando ho usato maniere forti verso i miei piccoli che avevano paura per qualcosa sminuendo i loro sentimenti in realtà facevo qualcosa che mi era stato fatto. Senza contare che lo stesso vedevo fare verso i nostri animali se non erano collaborato nelle cure.

    Quindi mi chiedo se l'episodio del dottore sia stato l'unico. Non ricordo
    BlunotteLinna
  • Scusate l'OT ma concordo: il feeling che c'è con il dottore vuol dire tantissimo.

    In questo perodo sto recuperando vari controlli medici.
    Uno degli specialisti che ho trovato è davvero bravo, ha dei modi fantastici per mettere le persone a proprio agio. Peccato che sia specialista in una sola branca della medicina, se no da lui mi farei fare tutto... 
    Comunque, ricordo che ho proprio pensato (ed ero tentata di proporgli come strategia di marketing, ma mi sono trattenuta :blush:) che uno come lui potrebbe tranquillamente specializzarsi nel trattare con persone NT.
    Perché secondo me ha i modi giusti "per natura", senza "aver studiato" come fare. Nessuna affettazione, nessuna gentilezza "tirata". Ci sono persone così, grazie al cielo.

    Poi ovviamente le simpatie sono individuali...

    Credo che sia importante, quando ce n'è la possibilità, tenersi stretto il dottore giusto per noi, una volta che si ha la fortuna di trovarlo.

    In linea generale, poi, secondo me le reazioni dei bambini migliorano, a mano a mano che accumulano esperienza e sanno cosa aspettarsi (le spiegazioni teoriche dall'esterno e la realtà vissuta in prima persona sono cose ben diverse). Certo, purché siano esperienze per la maggior parte positive, come ci ricorda @vera68.
    Certi traumi restano e rischiano di diventare fobie irrazionali.
    Linnavera68amnesiiabetmammarosannaRunning_Free
    ---- Per vari motivi, preferisco usare poco/per nulla la funzione messaggi privati. ----
  • amnesiiaamnesiia Post: 382
    modificato ottobre 2021
    Quando avevo paura da piccola si cercava di convincermi che la cosa che pensavo terrificante non era poi così paurosa banalizzandola per farmi tornare alla realtà.
    E in effetti avevo delle paure esagerate anche per cose che non esistevano o che immaginavo potessero esistere.
    Avevo più paura di queste cose immaginarie ma che con convinzione ritenevo reali che di quelle cose reali che avrebbero spaventato qualunque altra bambina.
    Quando era una cosa reale a farmi paura però avevo delle reazioni esagerate, piangevo, gridavo e mi dimenavo anche davanti a tutti.
    Penso che il razionalizzare le paure sia una buona strategia, anche se da piccoli ci vuole un po' più di impegno a mettere da parte dall'immaginazione.

    @Blunotte Bel commento!
    BlunotteLinnabetmammarosannaRunning_Free
  • betbet Post: 480
    @Linna mi pare che avevi scritto da qualche parte, non ricordo dove, che tuo figlio qualche tempo fa era preoccupato perché non sapeva come si pagano le bollette. Tom qualche giorno fa mi ha detto la stessa cosa. Ho paura che da grande non saprò come fare. Io non so come si pagano le bollette! E questa sera mi ha detto che la vita degli adulti gli sembra molto triste ed è preoccupato di dover diventare adulto anche lui! Chissà se è un aspetto comune questa paura di crescere...
    vera68Linna
  • vera68vera68 Post: 3,268
    Io l'ho sempre pensato @bet, ma non l'ho mai espresso. Già ero stupida e imbranata così... Non era il caso di confermarglielo ancora di più.
    Io fin da piccola ho pensato che non avrei saputo come fare. Non avrei saputo gestire le cose. "boh poi forse lo saprò fare, boh qualche cosa farò..."
    In realtà ancora oggigiorno è una sfida, salvo che  non sia qualcosa di  iperappreso. Dapprima mi si sbaracca il cervello, sembra che non possa pensare, poi piano piano riordino tutto

    Anche se molto ho imparato (e io volevo imparare) a sguazzare nelle carte burocratiche, come mio padre. Non perché mi piacesse, ma per difesa: "sguazzare" non è il termine giusto, non c'è alcun piacere nel farlo, salvo quello di venire a capo della faccenda. 

    Mia madre, la perfetta  segretaria, ossessiva e meticolosa,( altrimenti non sarebbe stata ina brava segretaria) era come carburante di una locomotiva, mio padre i binari. 

    Io soffro quando ci sono beghe, di qualsiasi natura, ancor di più se sono questioni burocratiche, porto un grosso peso nell'affrontarle, tuttavia  spesso mi è capitato di poter essere d'aiuto. 

    Mi ha fatto molta tenerezza leggere questa confessione di tuo figlio. Io credo che poi si impara dalla vita, a seconda anche dell'ambiente in cui viviamo. 



    mammarosannaRunning_FreebetLinna
  • Telamaticamente può riuscirci.
    Se questo è un problema adesso.

    Comunque nel caso serva: io non riuscivo a fare un bel nulla di queste cose. prevedevano interazioni per me impossibili.
    *Si migliora

    Anche a me faceva paura quel passaggio: e non era per la responsabilità .
    Proprio era un mondo per me del tutto astruso.

    Va aiutato insegnando con pazienza nel caso.

    Migliorerà e basta
    Migliorerà e basta vedrai
    betLinna


  • Non esistono "paure immotivate", hanno sempre una causa che si può risolvere con il metodo giusto.

    Esistono  paure motivate che se non affrontate peggiorano nutrendosi di se stesse.

    Blocca quella fase.

    Anche la tua super strada: anche io avevo paura di portare la macchina in nave da solo.

    Portata.

    Ho guidato a Genova: che per gli altri è un casino cosmico.

    (secondo loro)

    Per me non lo è stato.

    Non lo farò più: ma ci sono riuscito:

    Solo un esempio.

    Autostrada idem:paura.

    Ma poi?

    Notavo quanto fosse facile, rispetto che in città ad esempio.

    Certo non con la nebbia: paura giustificatissima
    LinnaBlunotte


  • betbet Post: 480
    @Running_Free per me autostrada e superstrada sono una fobia pura. Me le sogno anche ...in un periodo della mia vita ci ho guidato ma che fatica...a volte dovevo uscire.
    Comincio a sudare, tremo, mi sembra di non vedere bene...un incubo
    LinnaRunning_FreeBlunotte
  • betbet Post: 480
    Su mio figlio credo che anche lui veda gli adulti come alieni in un mondo incomprensibile. In più lui ha paura (secondo me) che sia come un cambiamento netto. Da oggi si fa così...e a lui gli stravolgimenti mettono molta paura
    LinnaBlunotte
  • amnesiiaamnesiia Post: 382
    modificato novembre 2021
    Rispondo a @bet e @Running_Free.
    Dunque.. io riesco a fare tutto senza problemi, da piccola mi facevano partecipare a cose burocratiche di diverso tipo.
    Se posso evito però perchè non mi piace uscire per queste cose.
    Il mondo degli adulti non è come ce lo siamo raffigurato da piccoli?
    Post edited by amnesiia on
    betLinnaRunning_FreeBlunotte
  • LinnaLinna Post: 369
    bet ha detto:
    @Linna mi pare che avevi scritto da qualche parte, non ricordo dove, che tuo figlio qualche tempo fa era preoccupato perché non sapeva come si pagano le bollette. Tom qualche giorno fa mi ha detto la stessa cosa. Ho paura che da grande non saprò come fare. Io non so come si pagano le bollette! E questa sera mi ha detto che la vita degli adulti gli sembra molto triste ed è preoccupato di dover diventare adulto anche lui! Chissà se è un aspetto comune questa paura di crescere...
    @ bet.Mio figlio ha detto di aver paura di non sapere come si pagano le tasse.
    Qui il problema era di non sapere .Non di come diventare adulti. E non vede l'ora di aver 18 anni.
    Così può firmare registrò da solo.Avere patente e c.t.
    Anche io già da tempo glielo faccio compilare tutti moduli da solo. Metto solo la firma.
    Il brutto delle bollete e che c'è una scadenza.
    Se lo rimandi al infinito, come lui a volte fa con le compiti e ripasso per le verifiche ( mi sa che si tratta di funzioni esclusive) poi si accumulano.E sarà difficile a gestire tutto.Poi ci sono anche imprevisti.Che e un stress  enorme.Ma purtroppo a volte ,non impara  dal propri errori.
    .Perche suoi interessi e più importanti.
    Running_FreebetBlunotte
  • bet ha detto:
    @Running_Free per me autostrada e superstrada sono una fobia pura. Me le sogno anche ...in un periodo della mia vita ci ho guidato ma che fatica...a volte dovevo uscire.
    Comincio a sudare, tremo, mi sembra di non vedere bene...un incubo
    Capisco.
    Sai di fobie ne ho avute e tante.
    Si superano sempre.
    Bisogna trovare le modalità adatte e non pensare in negativo e ne pensare alla paura della paura.
    L'evitare è il problema.
    Occorre non evitare e dire a persone fidate dei propri disagi.
    *Persone fidate *
    Si prova prima insieme a superarle, se la cosa creasse un disagio assoluto esistono terapie eccellenti anche solamente psicologiche.
    Più le affronti più queste svaniscono.
    A 16 anni in un bar, lo ricordo perfettamente, mi tremavano talmente tanto le mani che il bicchiere quasi lo facevo cadere.
    Lo tenni con 2 mani.
    Non cadde,l'imbarazzo era enorme, ma ci riuscii lo stesso.
    Si chiamano fobie semplici e si trattano perfettamente sta a noi provarci.
    Avevo anche quella delle altezze: mi tremevano le gambe al solo andare su un balcone.
    Mi sono come allenato al guardare giù da un  punto in alto e per ore, giorni, settimane.
    Per caso hanno fatto dei lavori al secondo piano di una casa.
    Hanno levato la ringhiera ,c'era solo un metro di larghezzza e sotto il vuoto.

    Ho camminato per 25metri perchè mi era stato chiesto un oggetto.
    Non ho rischiato nulla perchè avevo annullato la mia paura.

    Siccome non sono speciale io ma lo siamo tutti semmai....
    Basta affrontare a piccole dosi le fobie.
    *Facendosi aiutare da persone adatte se la cosa diventa cosi improponibile .
    Poi le terapie sono diverse e sono tante.
    Tu hai guidato lo stesso!
    Bravissima!
    Non importa che poi tu abbia avuto reazioni spiacevoli, ma hai avuto coraggio.
    Sai @bet penso che le fobie siano anche una fortuna, perchè ci proteggono dagli attacchi di panico,
    Sono attacchi di panico lievissimi e non disastranti.
    Tu prova con una persona affianco calma e intelligente spiegandogli tutto prima e bene.
    Poi potrai fermarti e delegare questa èrsona alla guida nel caso.Intanto allenati in strade per te meno difficili per adesso extraubane ma poco frequentate , statali ad esempio.
    ALtra fobia era nel guidare nel corso della notte.Mi sono allenato in una strada statale meno frequantata poi dopo molte settmenane ho tentato a guidare in una super strada.Era notte.
    Era sera tardi e dovevo e recarmi in aereoporto per prendere una persona cara.

    Ci sono riuscito.

    Ma  anche il ridurre i problemi sensoriali relativi all'aerporto stesso che anni prima per me era no improponibili.
    Ci sono riuscito.

    *Tu fai le cose intanto facendoti aiutare e poi ne riparleremo tra 1 mese.
    Non cedere ala tentazione del rinunciare.
    Comincia a pensare diversamente : l'ansia anticipatoria si ridurrà drasticamente.

    Pensa in maniera positiva e cerca di vedere te stessa che riesca a superare le difficltà , devi vederti superare le diffciloltà date dalle fobie,.
    Puoi non riuscire.

    Non pensare che se non riuscissi non troveresti modo di farlo in fituro.

    La questione della performance lasciala agli altri tu poniti solo piccoli obiettivi.
    Un tratto : va bene cosi.
    Poi diverranno 2 e cosi via.

    Scusa se ho scritto troppo sinteticamente eh! :)








    vera68betBlunotte


  • amnesiia ha detto:
    Rispondo a @bet e @Running_Free.
    Dunque.. io riesco a fare tutto senza problemi, da piccola mi facevano partecipare a cose burocratiche di diverso tipo.
    Se posso evito però perchè non mi piace uscire per queste cose.
    Il mondo degli adulti non è come ce lo siamo raffigurato da piccoli?
    Idem:ora.
    Ma ho faticato enormemente.
    Il mondo   degli adulti è noioso e ripetitivo.
    Forse  a me ha aiutato la mia educazione Tedesca.
    vera68bet


  • betbet Post: 480
    @Running_Free sì immaginarsi un se stesso che supera la fobia è sicuramente l approccio che mi aiuta di più.  Non mi aiuta invece avere qualcuno accanto, preferisco essere sola. La verità è che potrei provare pian piano ma è uno sforzo talmente grande e le sensazioni sono talmente spiacevoli che poi non lo faccio mai. Nelle strade "normali" guido senza problemi, anche nelle città...il problema con la guida è che hai paura anche di causare un incidente sentendoti così fuori controllo. Io le altre paure le ho superate bene, della serie non muoio di panico e non devo fare niente se non gestire la mia ansia. Alla guida no devi gestire e guidare...il problema è anche questo faccio un enorme sacrificio e supero la paura. E poi? Tanto non farò mai lunghi tratti e non sarà mai per me naturale per cui ...non so se ne valga davvero la pena. 
    Blunotte
  • Running_FreeRunning_Free Post: 514
    modificato novembre 2021
    Vale sempre la pena non fuggire di fronte alle proprie paure, perchè poi il danno avverrà in altri campi che non ci si attenda.
    *Non evitare  nulla mi raccomando ti fai solo dei danni:La persona vicina credimi ti scarica tensione.

    Se puoi fatti montare sistemi di frenata assistita o altro per renderti più sicura , si può se omologati per la tua auto.
    Pensavo che l'essere da sola  sia indirettamente un non avere chi ti giudichi e comunque un non avere tensione, magari la persona te la comunica(?) involontariamente.
    Ipotesi 2 è che tu essendo fobica abbia paura che altri ti vedano nell'errore: è un meccanismo che i fobici sovente usino.
    Anche di minimizzare agli altri le loro paure: attenta sempre a non farlo.

    Prendi lezioni in autostrada con la scuola guida : si può bastano poche.
    Una soluzione: io farei cosi.

    In modo ti passi la fobia 
    In bocca al lupo @bet a te e a tutti voi

    betBlunotte


  • vera68vera68 Post: 3,268
    Io ho paura di guidare fuori città, in autostrada, in montagna o su strade collinari. Ancor di più di notte. Lo stress é talmente alto che poi mi sento spossata e dormirei. 
    Certo che se lo devo fare, lo faccio ma dopo lo scotto è questo. 
    Mi hanno proposto di fare brevi tratti, iperapprendendoli, da sola, in modo da prendere confidenza con la strada. Lo so che in tali casi va meglio, ma lo stress c'è comunque. Conoscere la strada mi allevia delle tensioni, ma, come @bet, devo gestire troppe cose insieme, compreso la paura di causare incidenti di varia natura, compreso quello di non prender bene le misure nella gestione delle curve e andare fuori strada.
    Ho paura dei danni che posso causare, mi riecheggiano le urla di mio padre nelle orecchie per gli incidenti causati, per le beghe assicurative, per i carrozzieri ecc... Anche se da tempo che non c'è più.
    Io mi paralizzo anche quando la colpa non è mia, come l'ultima volta. Sono scesa dall'auto e non sapevo nemmeno più da che parte stavo arrivando. Connessioni cerebrali: zero! Questo urlava, minacciava di chiamare i vigili, mentre in realtà mi aveva tamponato. L'amica che era con lui ha fatto una telefonata dando un indirizzo, e poco dopo ecco arrivare un tizio che sosteneva di aver visto tutto e che in realtà andando in retromarcia io avevo tamponato lui. Io ero completamente scioccata le sole cose che mi venivano in mente era che ora avrei dovuto affrontare l'assicurazione, avrei dovuto dare spiegazioni, sentendomi dire che.... Sempre  e solo a me, capitano queste cose.
    O sono disattenta o poco furba. Due cose che mi sento dire da 53 anni, nonostante abbia combattuto fino allo stremo fino a sviluppare ipervigilanza che si trasforma in paranoia o iperdettagliamento anche quando non è necessario.
    Chissà se sarei stata più attenta con qualche urlo di meno nelle orecchie?

    Certo che posso migliorare, posso superare "il trauma" (perché di questo si tratta) ma io credo che in situazioni di stress, probabilmente mi tornerebbero vecchie modalità di funzionamento.
    Unica diversità (benché non sia da poco, anzi è fondamentale) è la consapevolezza. È il riconoscere che una vecchia modalità si sta attivando e il perché 
    betRunning_FreeBlunotte
  • vera68vera68 Post: 3,268
    modificato novembre 2021
    Comunque quell'ultima volta ebbi la fortuna di avere dei testimoni, io abito lì nella zona e questo tizio aveva fatto così casino da attirare l'attenzione dei commercianti e passanti.

    Questo non ha voluto compilare alcun fogli né darmi i suoi dati. Ho potuto solo prendere la targa. Quindi ho cominciato a pensare che forse avrei potuto fare altro che non mi veniva in mente... (ad un altro sarebbe venuto, ovviamente) 
    Dopo a casa sono stata supportata da mia figlia per gestire la situazione. Con l'assicurazione non sono neanche riuscita a parlare perché non mi uscivano le parole, strozzate in gola e io mi sentivo addosso lo sguardo giudicante della persona che già tempo prima mi aveva detto che la compagnia si rifiutava di assicurarmi ancora se avessi fatto un altro incidente... 
    Dopo, mi è uscita la rabbia: si può rendere una persona inabile a suon di urla e schok emotivi?
    Poi di prepotenti e persone senza scrupoli è pieno il mondo, quindi a maggior ragione forse sarebbe meglio rendere forti i piccoli non mandandoli in pezzi...

    Non è mandando in pezzi i piccoli che li facciamo diventare forti. 
    Io ho fatto lo stesso errore. Ho mandato in pezzi i miei piccoli come hanno mandato me. La beffa è che così si è convinti di fare il bene, perché una parte è sopravvissuta, forse si è anche adattata o forse ha fatto il callo e non sente più quella che è andata in pezzi e ancora geme.

    Dopo anni di terapia riuscita, quando si verificano certe condizioni, la stanchezza è lo stress in primis, basta nulla... 
    Una frase letta e si ripiomba lì e il dolore è sempre lo stesso, come se non fosse passato nulla 
    Post edited by vera68 on
    betBlunotte
  • betbet Post: 480
    Io ho mille motivi per essere una persona ansiosa e fobica primo tra tutti l ereditarietà! Bravo running, farmi vedere in panico mi fa aumentare l ansia tanto che quando avevo attacchi di panico il mio pensiero num 1 era scappare, restare sola. So che non muoio, non divento pazza però non voglio condividere quel momento con nessuno anche perché ho bisogno di tutte le mie energie e vedere un altro che si preoccupa o chiede mi dà più ansia. Io la vivo con serenità mi fa paura e la evito come chi ha paura della nave aereo o ascensore ecc. Non voglio neanche sforzarmi oltre, non sono perfetta mi vado bene con i miei limiti, non mi pesa ...quando avrò voglia motivazione ecc ci riproverò.  Per ora mi auguro che continuino a testare auto che guidano da sole ; )
    Blunotte
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