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Come convivere con l'AS senza sentirsi "sbagliati"?

Questa è una domanda che va dritta al (mio) cuore.
Certe volte, quando vedo (e penso) ai miei difetti e alle mie "mancanze" (tipo il non essere "assertivo" nel chiedere, l'infiammarmi facilmente per certe questioni -specialmente politiche e sociali-, l'ansia, la misantropia), finisco sempre con il concludere che sono date dalla sindrome di Asperger, e questo mi fa sentire un disadattato.
Quindi mi sto domandando: come (con)vivere con l'Asperger senza sentirsi "sbagliati" (e magari aumentando la propria autostima)?
giuseppeRunning_Free

Commenti

  • Pensa a una cosa: le persone, in generale, sono esenti da difetti, ansie, problemi, caratteristiche peculiari, ecc?
    No, non esiste una persona così.
    E poi comunque non è una malattia e non è una stigma.
    betmarco3882Running_Free
    How wonderful it is that nobody need wait a single moment before starting to improve the world. - Anne Frank

    La paura uccide la mente. La paura è la piccola morte che porta con sé l'annullamento totale. Guarderò in faccia la mia paura. Permetterò che mi calpesti e mi attraversi, e quando sarà passata non ci sarà più nulla, soltanto io ci sarò. - Frank Herbert, libro Dune
  • betbet Post: 358
    @Minollo ma che sbagliato!!! Siamo tutti pieni di difetti. Alcuni dei miei minpiacciono pure! Altri meno. Non sono perfetta e neanche voglio esserlo anche perché avrei una "sindrome da perfezione" essendo gli esseri umani tutti imperfetti!
    Minollo
  • amnesiiaamnesiia Post: 108
    Devi pensare che asperger o no sei una persona con caratteristiche speciali che ti rendono unico.
    Devi credere tu per primo in te stesso, nel tuo modo di essere e nelle tue idee.
    Tutto il resto viene da sè.
    Minollo
  • amnesiiaamnesiia Post: 108
    @Shiki_Tima_Ryougi Non sempre si riesce ad accettare tutto del proprio modo di essere, ci sono cose che sentiamo lontane da noi e che non vorremo ci appartenessero.
    Forse non ci appartengono per davvero o ci appartengono come conseguenza di altre cose.
    Ma a cosa serve avere determinate capacità se non le si usa per risolvere i problemi?
    Chi si arrende ha perso ancor prima di partire.
  • @amnesiia certe cose non possono cambiare, anzi alcune ci definiscono. Se non le accetti vivi male. Con te stesso e gli altri.
    E poi non stiamo parlando di schizofrenia o problemi gravi, ma di una neurodiversità. Quello è un modo di funzionare. È come avere Linux nel PC al posto di Windows. È diverso, può fare cose diverse e cose uguali in modo diversi. Si può, anzi si deve, imparare a migliorarsi, sempre, ma l'autostima parte proprio dall'accettazione di chi sei. Non sei "sindrome di Asperger" o "l'autismo", ecc, ma sei tu, unico. Punto.
    betriotMinollo
    How wonderful it is that nobody need wait a single moment before starting to improve the world. - Anne Frank

    La paura uccide la mente. La paura è la piccola morte che porta con sé l'annullamento totale. Guarderò in faccia la mia paura. Permetterò che mi calpesti e mi attraversi, e quando sarà passata non ci sarà più nulla, soltanto io ci sarò. - Frank Herbert, libro Dune
  • riotriot Post: 6,387
    Minollo e @amnesia, acquisendo sempre maggiore consapevolezza e trovando soluzioni alle difficoltà, questi sentimenti ancora negativi piano piano si ridimensioneranno, lasciando posto anche ad un po' di orgoglio.
    Si, perché la neurodiversità ha anche tanti aspetti positivi che aiutano a vedere con maggiore lucidità le proprie capacità e qualità in rapporto alle altre persone.
    amnesiiaShiki_Tima_RyougibetMinollo
  • amnesiiaamnesiia Post: 108
    "Come convivere con l'AS senza sentirsi "sbagliati"?"

    Imparando a pensare fuori dagli schemi.
    MinollobetRunning_Free
  • ClaraDiLunaClaraDiLuna Post: 96
    modificato 7 settembre
    Per me ha aiutato: 

    Essere stufa e spossata di subire o percepire il giudizio delle persone e della società e dunque sottrarmi al gioco-
    La presa di coscienza che i problemi e la negatività semplicemente fanno, hanno sempre fatto e sempre faranno parte della vita (di tutti) e che sono anzi esistenzialmente indispensabili e significativi-
    Il considerare che poiché l'asperger esiste in natura è razionalmente più sensato vivere per come si è anziché pensare, irrazionalmente, di essere "sbagliati"-
    La consapevolezza che ciò che non va può essere migliorato, limato, aggirato, gestito, e ciò che va può essere incrementato-
    betMinolloRunning_Free
  • Minollo ha detto:
     questo mi fa sentire un disadattato.
    Quindi mi sto domandando: come (con)vivere con l'Asperger senza sentirsi "sbagliati"
    Perché dare per scontato che "disadattato"="sbagliato"?
    Ovvero che essere "ben adattat*" (dal punto di vista sociale, suppongo si intenda) sia "la cosa giusta"?
    A me pare che con questo modo di pensare sia inevitabile avere l'autostima bassa.
    Minolloeinstein14SwiftRunning_Free
  • PonyoPonyo Post: 435
    Alcune cose che descrivi secondo me non sono proprie dell'Asperger ma piuttosto sono conseguenze dell'essere cresciuto in un ambiente non adatto alle tue caratteristiche.
    Ad esempio dici di non essere assertivo nelle richieste. Questa è una conseguenza, non un tuo modo di essere. Probabilmente nello sviluppo le tue richieste non sono sembrate adeguate, quindi sono state rifiutate o ritenute sbagliate, da qui la tua paura nel chiedere.
    Allora puoi sfruttare la diagnosi di AS per cercare di educarti ad essere assertivo. Quando hai una necessità o un desiderio puoi imparare a spiegarti, magari per piccoli passi. Focalizza il punto, l'obiettivo, e lavoraci.
    La diagnosi non può essere il punto d'arrivo, deve essere un punto di inizio. Non serve a nulla se la prendi come una condanna, "sono così perché sono asperger". No, non sei così perché sei asperger, se così perché le circostanze magari ti hanno portato a reprimere alcune cose, ma non è detto che siano immutabili. Devi trovare le tue strategie per migliorare quelle parti che ti fanno soffrire. Ora hai uno strumento in più, la diagnosi. 
    Allora accettala, usala a tuo favore. 
    Hai difficoltà nel fare determinate richieste? Parti dal non condannarti per questo. Accogli la tua difficoltà, accettala, non frustrarti. Poi inizia a chiederti come fare per poter aggirare l'ostacolo. Ad esempio può venirti più facile scrivere invece che presentare verbalmente la richiesta. Allora invece di dirlo a voce puoi scrivere un messaggio spiegando che hai difficoltà a farlo verbalmente perché per te è troppo gravoso. Ovvio che non si può sempre, ma in alcuni casi è possibile.
    Sono solo esempi, ma per spiegare quella che secondo me deve essere la strategia da adottare.
    La diagnosi serve per migliorare la propria vita, per stare meglio. Altrimenti tanto vale rimanere senza sapere.
    MinolloClaraDiLunaamnesiiaRunning_Free
  • Running_FreeRunning_Free Post: 17
    modificato 16 settembre
    Minollo ha detto:
    Questa è una domanda che va dritta al (mio) cuore.
    Certe volte, quando vedo (e penso) ai miei difetti e alle mie "mancanze" (tipo il non essere "assertivo" nel chiedere, l'infiammarmi facilmente per certe questioni -specialmente politiche e sociali-, l'ansia, la misantropia), finisco sempre con il concludere che sono date dalla sindrome di Asperger, e questo mi fa sentire un disadattato.
    Quindi mi sto domandando: come (con)vivere con l'Asperger senza sentirsi "sbagliati" (e magari aumentando la propria autostima)?
    Ciao.
    Arrivo per ultimo: avete già fornito tante risposte sensate e utilissime.
    @Ponyo ha scritto in maniera piuttosto articolata quanto io ne pensi.
    *
    Molte tue valutazioni che in apparenza sono solo non positive, poi se osservate con attenzione offrono anche in se delle risposte.
    Riguardo al sentirsi "sbagliati"in una società non accettante e comprendente è il  minimo che puòi percepire.
    Lo è.
    Ma al contempo non sei tu ad essere "sbagliato", o disadattato.
    Con viverci è la risposta.

    Il è com battere affinchè si giunga a un migliorarsi costantemente.
    Se posso aggiungere alcune cose che forse non sono state scritte:Il tempo, la pazienza, la determinazione assoluta nel volere riuscire in
    apportare cambiamenti costanti, cercare strategie proprie nel risolvere i problemi(Ma questo è stato scritto già), il non pensare che sia tutto come "uguale" al giorno precedente.
    In quanto nulla lo è.
    Ogni giorno è differente e con accadimenti differenti dal precedente. Anche in una vita banale di una persona comune
    Tutto è elaborato dalla nostra mente come fosse un continuum del sempre uguale.
    Cosi non è : in questo devi porre estrema attenzione.

    Sempre per logica consequenziale, non potrà esserlo la tua esistenza .
    Non ricadrà in quel sempre uguale che tanto ti affligge.
    Nel bene o nel male esso sarà comunque sempre differente, e questo in ogni istante della tua vita.

    Il pensare che sia la TUA vita quindi unica e non ripetibile, deve conferirgli valenza.
    L'immutabile in natura semplicemente NON esiste.

    Se l'immutabile non esiste , non esiste nemmeno una condizione immutabile.
    Si può agire anche lentamente lo si può fare.
    Occorre tanto tempo.
    E di base una predisposizione mentale accettante.
    Se tu per primo non accetti te stesso, non potrai cercare che siano gli altri (estranei a te) ad accettarti per come sei.
    Non hai nulla di sbagliato: semmai sbagli cosi come sbagliamo tutti noi.
    In questo discorso penso solo alle persone con autismi (quindi è di per se come "monco").

    Pensare a noi equivale a ritagliarsi quella importanza che non ci diamo .
    Tu sei importante quanto lo sono gli altri ;
    Gli altri che tu consideri non sbagliati o meno sbagliati rispetto a come per il momento riesci a fare (esprimere).
    Cerca di implementare in te una cosa: il cambiare richiede tempo.
    Le nostre tempistiche hanno indispensabilità di tempi anche molto lunghi.
    Datti la possibilità di sbagliare .
    Tutti sbagliamo.
    Chi non sbaglia mai è perchè non tenta mai di cambiare se stesso.
    Piccole cose: non porti grandi obiettivi fin da subito.
    Immagina una forza d'inerzia nello spostare un masso con una leva.
    Inizialmente la fatica(forza applicata) sarà notevolissima.
    Poi una volta innescato il moto questo non si fermerà facilmente.
    Devi apprendere come non frapporre ostacoli a quel moto innescato.
    Anche nel mio caso ho dovuto superare situazioni molto difficoltose.
    E ancora ne dovrò superare.
    Questo ha dei limiti .
    In alcuni casi non li ha e li si può agire.
    Intorno ai 16 anni avevo un DOC molto intenso.
    Che con una strategia ho prima ridotto poi eradicato .
    Oppure solo disperso come in mille rivoli (Forse l'ipotesi è più probabile):
    Ci sono riuscito da solo.
    Non perchè sia particolare: penso che in tantissimi qui lo siamo.

    L'autostima è un concetto molto made in USA ,facendolo nostro ha valore.
    Tu vali.
    Csoi come le parole cambiano il nostro pensare se positive, possono fare l'inverso quelle negative che ci ripetiamo come se fosse un mantra negativo.
    Impariamo anche a cambiare ordine di pensiero e vedere non solo il brutto , ma anche il bello in noi stessi:
    Ricorda un pensiero positivo ti cambia strutturalmente "il cervello"in quanto neuroplastico.

    Ecco, rispetto a tanti altri fratellini minori come li ho sempre chiamati siamo ad alto funzionamento e possiamo sia aiutarci che aiutare chi queste potenzialità non le abbia per gravi deficit :
    Scusa se ho scritto cosi tanto.
    Spero non ti abbia confuso invece che esserti stato di potenziale aiuto.





    Minollo
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