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Desiderare l'irreale

Dall'adolescenza (quindi, suppongo, da quando l'immaginazione si è staccata dalla mia realtà) ho sempre avvertito acutamente il desiderio e la mancanza struggente di qualcosa che non posso avere, qualcosa che di volta in volta colpisce e ossessiona, per qualche motivo, la mia fantasia: libri, film, persone, vestiti, ambienti, idee...
Scrivo "non posso avere", perché anche quando si tratta di qualcosa che concretamente possiedo (ad esempio un libro), quello di cui avverto la mancanza è essere quella cosa, viverci dentro.
Anche ora che sono più vicina alla mezza età che all'adolescenza non mi rassegno, è più forte di me.
E purtroppo non ho mai trovato nessuno con cui condividere questa singolarità, che però vorrei, almeno, capire meglio...
Qualcuno sa di cosa parlo?  :|
betgiuseppeBlunotte

Commenti

  • vera68vera68 Post: 3,035
    Talvolta...
    Non sempre. Non mi succede per gli oggetti né tantomeno per le persone. Mi succede davanti all'intensità della bellezza.... Di un film, di uno spettacolo di musica e danza. É l'impossibilità di sentirmi permeare da ciò che sto vedendo e ascoltando.
    Non lo avrei mai definito con il titolo del topic "desiderare l'irreale" 
    Forse è solo qualcosa di simile a ciò che dici tu

    Blunotte
  • amnesiiaamnesiia Post: 108
    modificato 8 settembre
    Ho sempre desiderato l'irreale.
    Ho desiderato un'altra realtà. Ho desiderato questa.
    Ho desiderato l'amicizia, poi ho desiderato rimanere da sola.
    Ho desiderato di vedere realizzato il sogno che avevo da ragazzina.
    Ho desiderato di vedere la mia immaginazione concretizzata nella realtà.
    Ho desiderato di vivere in un libro, poi ho desiderato che quella storia uscisse da quel libro.
    Ho desiderato che quel libro prendesse il posto della realtà, ho desiderato che la realtà fosse come quel libro.
    Che fosse bella almeno nel futuro.
    Ho desiderato il futuro e ho desiderato di essere ancora bambina.
    Ho desiderato poter suonare, danzare e cantare. Ho desiderato poter dipingere ancora.
    Ho desiderato di poter diventare ciò che ero e ho desiderato di diventare altro.
    Ho desiderato me stessa con tutta me stessa.
    Ho desiderato di poter volare come nei miei sogni.
    Ho desiderato la pace per tutti i popoli e una soluzione che mettesse tutti daccordo.
    Ho desiderato che sarei stata io a trovare quella soluzione.
    Ho desiderato di essere Dio. Ho desiderato di distruggere Dio con le mie stesse mani.
    Per avermi condannata a questa vita, la mia.
    Ho desiderato che esistesse una persona uguale a me.
    Avrei venduto l'anima nell'odio per averlo.
    L'ho chiesto alle stelle, triste.
    Il mio ultimo desiderio lo tengo per me.

    È il desiderio dell'irreale che muove l'animo di chi crea.
    È come il tocco di un dito su un'opera d'arte che rimane infinito al cospetto di chi la guarda.
  • aang91aang91 Post: 121
    @amnesiia perché ti attraeva di più il mondo della fantasia che la vita vera?
  • amnesiiaamnesiia Post: 108
    modificato 8 settembre
    @aang91 È come chiedere a un credente perchè crede in Dio se il mondo è pieno di persone.
    Potrei rispondere banalmente dicendo che non mi piaceva la mia vita e usavo la fantasia per sopportarla.
    Potrei dire che da bambina non mi piacevano delle cose e usavo la fantasia per rendere la realtà più accettabile.
    Non è solo quello.
    Non mi rifugiavo nelle storie che leggevo, non ci sarei mai potuta riuscire.
    Entravo in quelle storie, le facevo mie e poi le portavo nella realtà.
    Da piccola invece non leggevo niente, non riuscivo nemmeno a rimanere davanti alla televisione a guardare i miei programmi preferiti, non condividevo i miei giochi con nessuno.
    Come portavo le persone nel mio mondo e il mio mondo nella realtà?
    È quello che sto cercando di capire. Forse lo so già.
    Sarà quella cosa che inizia per A.
    Blunotte
  • aang91aang91 Post: 121
    @amnesiia non hai mai pensato di creare una storia sulla base dei racconti partoriti dalla tua mente?
    Era un ottimo modo per far conoscere il tuo mondo interiore alle persone più care.
    Blunottebet
  • aang91aang91 Post: 121
    @ClaraDiLuna quando dici questa cosa qui : “
    Dall'adolescenza (quindi, suppongo, da quando l'immaginazione si è staccata dalla mia realtà) ho sempre avvertito acutamente il desiderio e la mancanza struggente di qualcosa che non posso avere, qualcosa che di volta in volta colpisce e ossessiona, per qualche motivo, la mia fantasia: libri, film, persone, vestiti, ambienti, idee...” mi fa ripensare questa frase della storia infinita in cui autore ci fa sapere che Bastiano piangeva a dirotto quando finiva di leggere delle storie emozionanti ;questo perché non poteva sopportare il fatto che dovesse dire addio a dei personaggi che aveva imparato ad ammirare e rispettare senza le quali la sua vita appariva vuota e insignificante.  
    Proprio questo motivo che lo ha spinto a sviluppare la sua fantasia.Grazie a quella sua abilità riusciva a creare un seguito alle storie che lo avevano emozionato.
    Alla fine sei riuscita  a delle persone con cui puoi condividere il mondo della fantasia?
    Se si lo hanno apprezzato quando li hai raccontato delle storie partorite dalla tua mente.
  • amnesiiaamnesiia Post: 108
    @aang91 Non creavo proprio dei racconti, non so come descriverlo, era più come fare un gioco di ruolo dal vivo.
    Avvolte lo facevo nella mia mente mentre ascoltavo la musica o prima di addormentarmi, in questo caso ero io nelle storie originali.
    Non ero mai uno dei personaggi della storia, ero io come immaginavo sarei stata in quel mondo.
    Non riuscivo neanche ad attenermi alle storie, le modificavo e le facevo mie, avvolte capivo come sarebbero continuate prima che gli autori stessi decidessero come continuarle.
    Non ho mai creato niente dopo i tredici anni, prima di quell'età tutto quello che facevo era carta che finiva nella pattumiera.
    Dopo è diventato una scusa per dirmi che ero una perditempo, per dirmi che quello che avevo dentro era umiliante, imbarazzante, schifoso come me.
    Per riuscire a creare devi avere una certa sensibilità d'animo, se ogni cosa che fai è oggetto di insulto diventa difficile riuscire a credere in te e in quello che stai facendo.
    Avevo sviluppato diverse inibizioni, dal non riuscire a scrivere o a disegnare, all'espressività stessa.
    Anche adesso quando cerco di scarabocchiare qualcosa o anche solo di chiudere gli occhi e lasciarmi emozionare dai miei pensieri devo fare i conti con le ossessioni.
    Come se ogni volta che vago con l'immaginazione o che mi emoziono qualcuno mi costringesse a non farlo.
    "È inutile, non serve a niente, non porta profitto." "È imbarazzante, l'espressione libera fa paura."
    Creavo, immaginavo per poi creare, mi esprimevo per me. Poi non me lo hanno lasciato più fare.
    Mi toglievano anche i miei libri preferiti, per dirne un'altra. Libri, non fumetti.
    Diventare adulti senza aver lasciato traccia di sè, senza aver potuto coltivare come fare, senza essere potuti essere se stessi. È come aver avuto un pezzo di metallo legato alla faccia, una catena che ti tiene attaccato ad un muro e una stanza sotterranea dove fare finta di vivere.
    "Fai schifo al mondo e alla gente, qualunque cosa farai. Meglio se fai quello che diciamo noi che sappiamo come si vive.
    Morirai di fame un giorno. Non hai nessun talento, gli altri ce l'hanno. Quelli sì che valgono. Loro sì che possono permettersi di essere apprezzati dagli altri ancora. Anche se non sono niente di chè valgono sempre di più di te. Se non studi ti dovremmo mantenere per sempre. Eppure ti abbiamo sempre accontentata. Almeno loro qualcosa l'hanno fatta, tu non ci provi nemmeno. Soffri, che importa che non riesci a creare tanto non serve a niente. Non sei brava. Non sei bella. Non ti vorrà nessuno perchè non sai fare sesso. Non lo devi fare se no sei sporca. Noi lo facciamo ma noi siamo normali, tu no. Non sei nessuno, non ci infastidire con i tuoi pensieri noiosi. Dici solo fesserie. Parli troppo. Fai schifo. Fai schifo. Fai schifo più di tutti. Siamo i tuoi famigliari ma ti diremo che sono gli altri a dirti queste cose. È sempre e solo colpa tua."
    Almeno si vedeva un po' la luna da una finestra.
    BlunotteLinna
  • vera68vera68 Post: 3,035
    Riprendendo il tuo primo post @ClaraDiLuna, quel "non posso avere" = "non poter essere quella cosa, non poterci vivere dentro", può essere convertito in un bisogno di "fusione" ? 

    Tale bisogno l'ho provato, ma non verso un oggetto o una persona è un bisogno profondo di raggiungere un'intimità impedita o inibita. 
    È un desiderio che soffoca, può togliere il respiro. Non c'è paura, (anche quella soffoca e toglie il respiro), anzi. C'è il desiderio di un'amore profondo così alto e puro, in una parola, sublime, da provare la frustrazione di non poter essere una cosa sola con esso. 

    Blunotte
  • amnesiia ha detto:
    Ho sempre desiderato l'irreale.
    Ho desiderato un'altra realtà. Ho desiderato questa.
    Ho desiderato l'amicizia, poi ho desiderato rimanere da sola.
    Ho desiderato di vedere realizzato il sogno che avevo da ragazzina.
    Ho desiderato di vedere la mia immaginazione concretizzata nella realtà.
    Ho desiderato di vivere in un libro, poi ho desiderato che quella storia uscisse da quel libro.
    Ho desiderato che quel libro prendesse il posto della realtà, ho desiderato che la realtà fosse come quel libro.
    Che fosse bella almeno nel futuro.
    Ho desiderato il futuro e ho desiderato di essere ancora bambina.
    Ho desiderato poter suonare, danzare e cantare. Ho desiderato poter dipingere ancora.
    Ho desiderato di poter diventare ciò che ero e ho desiderato di diventare altro.
    Ho desiderato me stessa con tutta me stessa.
    Ho desiderato di poter volare come nei miei sogni.
    Ho desiderato la pace per tutti i popoli e una soluzione che mettesse tutti daccordo.
    Ho desiderato che sarei stata io a trovare quella soluzione.
    Ho desiderato di essere Dio. Ho desiderato di distruggere Dio con le mie stesse mani.
    Per avermi condannata a questa vita, la mia.
    Ho desiderato che esistesse una persona uguale a me.
    Avrei venduto l'anima nell'odio per averlo.
    L'ho chiesto alle stelle, triste.
    Il mio ultimo desiderio lo tengo per me.

    È il desiderio dell'irreale che muove l'animo di chi crea.
    È come il tocco di un dito su un'opera d'arte che rimane infinito al cospetto di chi la guarda.
    Io adesso in effetti creo, chissà se questo mi aiuterà ad appagare almeno in parte questo desiderio?
  • vera68 ha detto:
    Talvolta...
    Non sempre. Non mi succede per gli oggetti né tantomeno per le persone. Mi succede davanti all'intensità della bellezza.... Di un film, di uno spettacolo di musica e danza. É l'impossibilità di sentirmi permeare da ciò che sto vedendo e ascoltando.
    Non lo avrei mai definito con il titolo del topic "desiderare l'irreale" 
    Forse è solo qualcosa di simile a ciò che dici tu

    È il dolore che quella bellezza non sia LA vita, ma che sia solo uno spaccato di essa, una parentesi.
  • aang91 ha detto:
    @ClaraDiLuna quando dici questa cosa qui : “
    Dall'adolescenza (quindi, suppongo, da quando l'immaginazione si è staccata dalla mia realtà) ho sempre avvertito acutamente il desiderio e la mancanza struggente di qualcosa che non posso avere, qualcosa che di volta in volta colpisce e ossessiona, per qualche motivo, la mia fantasia: libri, film, persone, vestiti, ambienti, idee...” mi fa ripensare questa frase della storia infinita in cui autore ci fa sapere che Bastiano piangeva a dirotto quando finiva di leggere delle storie emozionanti ;questo perché non poteva sopportare il fatto che dovesse dire addio a dei personaggi che aveva imparato ad ammirare e rispettare senza le quali la sua vita appariva vuota e insignificante.  
    Proprio questo motivo che lo ha spinto a sviluppare la sua fantasia.Grazie a quella sua abilità riusciva a creare un seguito alle storie che lo avevano emozionato.
    Alla fine sei riuscita  a delle persone con cui puoi condividere il mondo della fantasia?
    Se si lo hanno apprezzato quando li hai raccontato delle storie partorite dalla tua mente.
    Non le ho trovate no 😔
    Ma dubito che potrei trovarle del resto, se sogni un mondo di fantasia e questo diventasse davvero reale forse non ti piacerebbe più, credo...
  • vera68 ha detto:
    Riprendendo il tuo primo post @ClaraDiLuna, quel "non posso avere" = "non poter essere quella cosa, non poterci vivere dentro", può essere convertito in un bisogno di "fusione" ? 

    Tale bisogno l'ho provato, ma non verso un oggetto o una persona è un bisogno profondo di raggiungere un'intimità impedita o inibita. 
    È un desiderio che soffoca, può togliere il respiro. Non c'è paura, (anche quella soffoca e toglie il respiro), anzi. C'è il desiderio di un'amore profondo così alto e puro, in una parola, sublime, da provare la frustrazione di non poter essere una cosa sola con esso. 

    Non so se ho capito cosa intendi, ti ho risposto su, non so se si capiva il senso 🙂
    Però ora che mi sono schiarita le idee magari faccio un post a parte...
  • vera68vera68 Post: 3,035
    @ClaraDiLuna, penso che espresso in termini diversi ma non sia poi dissimile 
  • Il problema è che questo mondo è così poco allettante che non regge il confronto con quello di fantasia neanche quando quest'ultimo è vicino al mondo reale....io ho un mondo interiore ricchissimo che si evolve con me e con quello che leggo e vedo. Entro nelle storie, divento un personaggio di esse, non uno di quelli gia presenti ma un versione di me adattata, spesso con una storia personale diversa da quella reale e con un aspetto diverso. Mi aiuta ad andare avanti in questo mondo così tristemente limitato.
    betClaraDiLuna
  • elisa16 ha detto:
    Il problema è che questo mondo è così poco allettante che non regge il confronto con quello di fantasia neanche quando quest'ultimo è vicino al mondo reale....io ho un mondo interiore ricchissimo che si evolve con me e con quello che leggo e vedo. Entro nelle storie, divento un personaggio di esse, non uno di quelli gia presenti ma un versione di me adattata, spesso con una storia personale diversa da quella reale e con un aspetto diverso. Mi aiuta ad andare avanti in questo mondo così tristemente limitato.
    Esattamente!
    Stavo anche riflettendo che, sebbene esista a mio parere un aspetto ineffabile per il quale, come dicevo sopra, la fantasia è quello che è proprio perché irreale, e dunque trasformarla in realtà significherebbe solo spostare il problema, il mondo ci mette del suo ad essere particolarmente, odiosamente prosaico e mediocre.
    Una volta preso coscienza di questo penso che si possa almeno cercare di trasformare la vita propria e quella altrui seguendo i propri "princìpi immaginativi"...
    bet
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