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Evento online per i 10 anni di Spazio Asperger

Cos'è la diagnosi

Purtroppo mi imbatto spesso in persone nello spettro che mi dicono di essere diversi e che tutto andrà bene se gli altri accetteranno la loro diversità. La mia opinione in merito è molto diversa. I disturbi dello spettro autistico sono diagnosi psichiatriche. La psichiatria è una branca della medicina, quindi, si pone una diagnosi comprendente una serie di sintomi e segni, possibilmente avendo una qualche idea delle cause e del decorso naturale del disturbo, il tutto allo scopo di predisporre un trattamento. Non esiste diagnosi psichiatrica che non si associ ad una qualche sofferenza per la persona o per l'ambiente circostante.
L'autismo si associa ad una enorme sofferenza soggettiva ad un enorme carico per le famiglie.
Le terapie disponibili sono diverse e vengono selezionate sulla base delle problematiche del paziente. Per me vale lo stesso per i disturbi dello spettro.
Non è una diagnosi giustificatoria che presuppone che l'ambiente si adatti all'individuo. Non è una scusa. Non è impossibile migliorare il proprio livello di adattamento ed è una nostra responsabilità farlo. Le terapie possono essere farmacologiche (vedo che qui sono veramente poco diffuse non so per quale motivo), comportamentali, specifiche per alcune comorbilità come i disturbi del comportamento alimentare oppure finalizzate a risolvere problemi esistenziali.
Detto questo, io ho seguito e seguo tantissime terapie in tutti e tre gli ambiti. Voi che terapie seguite?
betLinnavera68Running_Free
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Commenti

  • betbet Post: 460
    @PapaveroRosso non mi basta la spunta.  Sono troppo d accordo con te!!!!!!!
    PapaveroRossovera68
  • OlorinBiancoOlorinBianco Post: 53
    modificato 17 novembre
    L'idea che mi sono fatto è la seguente: vi sono due approcci nel considerare l'autismo. Il primo è considerarlo come una condizione nella quale vi sono debolezze ma soprattutto punti di forza. In questo approccio l'autismo assume un ruolo di profilo di personalità. Io credo che tale approccio debba essere approfondito e indagato e codificato così come vengono codificate condizioni quali introversione/estrovetsione, APC, ecc. (mi scuso se utilizzo termini non esatti, non studio infatti psicologia), dunque non con un manuale diagnostico, ma non ho idea con che cosa, perché preso così, con i soli aspetti neutri/positivi o semplici difetti che non danno disfunzionalità significative non è un disturbo. Poi vi è il disturbo dello spettro autistico, cioè quello che si trova sui manuali diagnostici. Io credo che entrambi gli approcci sono validi e complementari: per disturbo si intente soltanto ed esclusivamente le difficoltà che spesso accompagnano le persone autustiche. Una persona può essere autistica e non avere il disturbo.

    Io credo che il limite tra disturbo e subclinicità talvolta è soggettivo e dipende dalla cultura e dall'ambiente. Credo che bisogna trovare un conpromesso: chi ha le difficoltà, per quanto riesce, con la dovuta terapia le tiene a bada, ma l'ambiente deve rendersi conto che quella persona alcune cose proprio non riesce e deve accettarla così com'è. Se questo compromesso viene raggiunto è facile giungere alla subclinicità. Non è che l'ambiente si adatti ma che l'ambiente accetti l'individuo e lo aiuti.

    La sofferenza anch'essa è soggettiva. Una persona ha una disabilità fisica ma può essere serena e non soffre. La disabilità viene considerata non per la sofferenza ma per il funzionamento, la persona non può camminare con le gambe ma ha trovato modo per muoversi lo stesso tramite la sedia a rotelle. Chi ha un disturbo dello spettro autistico anch'esso può essere perfettamente sereno, a meno che non abbia altre serie cromorbilità, ma il suo funzionamento sociale è compromesso. Le strategie che si possono apprendere con una terapia o tramite camuffamento sono lo strumento analogo alla sedia a rotelle che permette alla persona con DSA di "muoversi" nella società. 
    PapaveroRossobetLinna
    Riflettendo su di me e sul mi passato credo di essere Asperger ma al momento non ho ancora una diagnosi.
  • OlorinBianco ha detto:
    L'idea che mi sono fatto è la seguente: vi sono due approcci nel considerare l'autismo. Il primo è considerarlo come una condizione nella quale vi sono debolezze ma soprattutto punti di forza. In questo approccio l'autismo assume un ruolo di profilo di personalità. Io credo che tale approccio debba essere approfondito e indagato e codificato così come vengono codificate condizioni quali introversione/estrovetsione, APC, ecc. (mi scuso se utilizzo termini non esatti, non studio infatti psicologia), dunque non con un manuale diagnostico, ma non ho idea con che cosa, perché preso così, con i soli aspetti neutri/positivi o semplici difetti che non danno disfunzionalità significative non è un disturbo. Poi vi è il disturbo dello spettro autistico, cioè quello che si trova sui manuali diagnostici. Io credo che entrambi gli approcci sono validi e complementari: per disturbo si intente soltanto ed esclusivamente le difficoltà che spesso accompagnano le persone autustiche. Una persona può essere autistica e non avere il disturbo.

    Io credo che il limite tra disturbo e subclinicità talvolta è soggettivo e dipende dalla cultura e dall'ambiente. Credo che bisogna trovare un conpromesso: chi ha le difficoltà, per quanto riesce, con la dovuta terapia le tiene a bada, ma l'ambiente deve rendersi conto che quella persona alcune cose proprio non riesce e deve accettarla così com'è. Se questo compromesso viene raggiunto è facile giungere alla subclinicità. Non è che l'ambiente si adatti ma che l'ambiente accetti l'individuo e lo aiuti.

    La sofferenza anch'essa è soggettiva. Una persona ha una disabilità fisica ma può essere serena e non soffre. La disabilità viene considerata non per la sofferenza ma per il funzionamento, la persona non può camminare con le gambe ma ha trovato modo per muoversi lo stesso tramite la sedia a rotelle. Chi ha un disturbo dello spettro autistico anch'esso può essere perfettamente sereno, a meno che non abbia altre serie cromorbilità, ma il suo funzionamento sociale è compromesso. Le strategie che si possono apprendere con una terapia o tramite camuffamento sono lo strumento analogo alla sedia a rotelle che permette alla persona con DSA di "muoversi" nella società. 
    Se una persona ha un DSA come lo chiami tu non ha una "personalità" particolare, ha un disturbo del neurosviluppo. Difficile non accorgersi di averlo perché porta con sé molti altri aspetti che vanno al di là delle difficoltà sociali. Una diagnosi fatta da un professionista saprà ben distinguere tra una personalità rigida e un disturbo dello spettro autistico e di sicuro terrà in considerazione anche l'eventuale disabilità che, come affermi giustamente tu, in rari casi in cui l'ambiente è particolarmente supportivo, può anche non esserci. Detto questo, dopo la diagnosi ci deve essere una terapia.
    bet
  • betbet Post: 460
    @PapaveroRosso e questa ti posso assicurare che non sempre viene data. Diagnosi di mio figlio: Asperger. Terapia niente! Solo se voglio posso affiancargli un insegnante di sostegno che, posso dirlo perché sono ins di sost, non ha alcuna formazione specifica sull autismo se non qualche corso generico e sull asperger anche meno! Può informarsi, leggere...ma niente di più, non sarà mai un professionista di quel settore! Ora io ho chiesto a mani giunte di dirmi cosa potrebbe aiutare mio figlio sono disposta a portarlo privatamente purché mi si dica cosa gli serve. Risposta: gli faccia fare tante esperienze, sport...cioè quello che avrei fatto senza la diagnosi. Mi chiedo: a cosa serve sta benedetta diagnosi???? Io le difficoltà di mio figlio le conoscevo anche prima ...e non è che ho cambiato il mio modo di approcciarmi a lui, cerco come prima di crescerlo nel migliore dei modi! Unica cosa utile che ha portato la diagnosi: questo forum
    adi
  • bet ha detto:
    @PapaveroRosso e questa ti posso assicurare che non sempre viene data. Diagnosi di mio figlio: Asperger. Terapia niente! Solo se voglio posso affiancargli un insegnante di sostegno che, posso dirlo perché sono ins di sost, non ha alcuna formazione specifica sull autismo se non qualche corso generico e sull asperger anche meno! Può informarsi, leggere...ma niente di più, non sarà mai un professionista di quel settore! Ora io ho chiesto a mani giunte di dirmi cosa potrebbe aiutare mio figlio sono disposta a portarlo privatamente purché mi si dica cosa gli serve. Risposta: gli faccia fare tante esperienze, sport...cioè quello che avrei fatto senza la diagnosi. Mi chiedo: a cosa serve sta benedetta diagnosi???? Io le difficoltà di mio figlio le conoscevo anche prima ...e non è che ho cambiato il mio modo di approcciarmi a lui, cerco come prima di crescerlo nel migliore dei modi! Unica cosa utile che ha portato la diagnosi: questo forum
    Ma lo ha portato in neuropsichiatria? Quanti anni ha?
    Linna
  • betbet Post: 460
    @PapaveroRosso mio figlio ha 10 anni. Ha avuto diagnosi lo scorso anno. L ho.portato al centro infanzia usl della nostra città ed è stata fatta valutazione lunghissima: logopediste, psicologhe e neuropsichiatra infantile!
  • LinnaLinna Post: 351
    @bet.Anche io ho portato mio figlio nella nostra Asl.Sono uscita senza diagnosi,non  parlo di terapie.Portatelo al parco,fate fare lo sport.
    Peccato che poi sono stata costretta a tornare.
    E più tardi a sbatterli porta in faccia.
    Per il tempo perso.Per loro" impegno","aiuto".
    Per tasse che pago.Perche non gli sgancia da lì nemmeno una bomba.
    A piazzare ad un ragazzino insegnante di sostegno,senza fare più nulla?Ma non scherziamo.
    Supporto ai genitori, terapia per figlio, collaborazione tra scuola ,famiglia psicologa.E qui che c'è un ruolo fondamentale sostegno. .Questo certo non accade.
    Un sostegno non deve avere una laurea in psicologia.E non deve avere superpoteri.

    bet
  • betbet Post: 460
    @Linna come faccio? Io sono andata lì a chiedere più e più volte! Niente non mi hanno saputo dire niente neanche il nome di un privato o un tipo di terapia ...come dovrei fare? La nostra asl di riferimento è quella al limite potrei provare un centro privato ma poi si riparte con tutto l iter della diagnosi da 0 non so se ho voglia di rimetterlo in gioco da capo. E poi se la diagnosi non dovesse combaciare??? Uhhh quanti dubbi
  • LinnaLinna Post: 351
    @bet.Capisco.Non sono nessuno.Scrivo le cose, secondo me.(E da come scrivi),tuo figlio va alla grande.E molto seguito da voi. Sono certa che ,nel momento del bisogno saprai come muoversi.
    E sei un genitore meraviglioso.
    Io quando sento parola "Asl", per me ,come per un toro coperta rossa.
    Ma e solamente una mia esperienza.Magari nel tanti centri lavorano meglio.E non voglio offendere nessuno.
    Io sono d'accordo con@PapaveroRosso.Ma purtroppo specialisti non si trovano a destra e sinistra.E poi succede anche,  quando ti fanno la diagnosi devi rimboccare tu le maniche per trovare terapisti giusti E puoi trovare tutto e di più.
    E si .Nello spettro non sono tutti geni.E non sono tutti uguali.
    E sono d'accordo con @OlorinBianco.
    Mi sembra che state dicendo la stessa cosa,ma ognuno a modo suo.Ma può darsi che mi sbaglio.



    bet
  • betbet Post: 460
    non mi hai offesa in nessun modo @Linna, anzi ti ringrazio per i complimenti che spero di meritare ! Anche io con la "mia" asl non mi sto trovando bene!!! Mi hanno dato una diagnosi dicendo che non tutte le figure professionali che l hanno visto erano d'accordo...in più non mi hanno proposto alcuna terapia né indicato un percorso da fare anche privatamente! Ora ho richiesto un altro incontro nel quale pretendero' che mi dicano qualcosa...non è possibile avere una diagnosi senza terapia su questo concordo in pieno con @PapaveroRosso ! Noi stiamo continuando a crescere Tom nel miglio modo possibile ma non siamo professionisti abbiamo bisogno di indicazioni ! Le indicazioni che mi hanno dato sono i soliti "vade mecum"  che non sono cucite su mio figlio! Quelle me le posso leggere da sola in qualsiasi manuale sull asperger, io da dei professionisti mi aspetterei un piano di intervento cucito sulle reali difficoltà di mio figlio non su quelle di un Asperger tipo...sono tutti ragazzi diversi, non tutto va bene per tutti...
  • LinnaLinna Post: 351
    @ bet.Che test gli hanno fatto fare?
    Hai una relazione? Prescrizioni?
    Nel mio caso :"Proseguire con TCC.
    Si consiglia di potenziare gli aspetti di  compressione e riconoscimento delle emozioni proprie e altrui nel diversi stati pragmatici."
    Questo non è Asl.
    Ma che pastiche gli devo dare?Scherzo.
    Dannati, dannati emozioni.

  • vera68vera68 Post: 3,130
    Io ho già scritto la mia esperienza più volte. 
    Primo approccio: visita neuropsichiatria dell'asl: no comment
    Valutazione logopedica dell'ASL :meglio, almeno abbiamo trovato una persona che sapeva trattare con i bambini.
    Diagnosi dsa piuttosto grave. Discrepanza alta tra qi verbale e non
    Troviamo una logopedista di un centro convenzionato molto brava, poi abbiamo dovuto abbandonarla perché il centro è stato chiuso. 
    Nuova logopedista:terribile. 
    Iniziamo un lungo girovagare tra centri specializzati che ci hanno solo spolpato e sfinito, centri di tutoraggio pagati cari e salati che non avevano l'approccio giusto. 
    Finalmente siamo approdati dalla terapeuta che ha preso in carico tutta la famiglia e tutte le sue disfunzionalita, prendendo in carico tutti i componenti per ciò che vi era bisogno. Noi continuiamo ad essere soggetti particolari, ma ognuno a suo modo, finalmente cominciamo ad adattarci all'ambiente e alla vita. Ma su di NOI (non solo su mia figlia) c'è stato uno sguardo d'insieme che si è poi di fatto trasformato, direi, in un progetto di ristrutturazione completa. 

    Occorre una rete di specialisti che siano disposti a confrontarsi e a lavorare insieme mettendo al centro il paziente e la sua evoluzione

    Concordo, una diagnosi senza un piano terapeutico, un progetto terapeutico, non serve a nulla. 


    La prima persona che deve avere fiducia nelle potenzialità del paziente deve essere lo specialista stesso. Sembrerebbe scontato. 
    Eppure di esempi contrari io ne ho ben presenti... 






    Running_FreeLinna
  • amnesiiaamnesiia Post: 305
    L'autismo è una condizione neurologica così come l'autismo ad alto funzionamento e la sindrome di asperger.
    Le basi neurologiche dell'autismo, quali aree del cervello sono morfologicamente diverse, sono ancora oggetto di ricerca.
    L'autismo non è un disturbo psichiatrico. I disturbi psichiatrici sono dovuti a perturbazioni dei circuiti celebrali, non a morfologie del cervello diverse.

    Le terapie farmacologiche non sono diffuse perchè non sono specifiche per l'autismo ma per i disturbi ad esso correlati, di solito di origine ansioso depressiva e che insorgono negli individui adulti.

    Dire che non è l'ambiente a doversi adattare ma l'individuo autistico è un po' dimostrazione che non si ha coscienza reale del problema.
    Sicuramente l'individuo con la crescita dovrà trovare le sue strategie ma fare informazione corretta aiuta e aiuterà tanti bambini a comprendere la propria condizione e a trovare supporto nell'altro quale maestre, compagni di scuola e famiglia.
    Da adulta invece posso dire che non è sempre possibile che l'altro si adatti, sopratutto se il vissuto dell'altro è stato più tranquillo del mio. Che si tratti di persone molto empatiche o poco empatiche. Ogniuno ha diritto di vivere le proprie libertà.
    OlorinBiancoLinnaRunning_FreeShinji
  • betbet Post: 460
    @Linna ha test ados 2 modulo 3, test per il qi, test per competenze neurolinguistica e test per apprendimenti. Conclusioni: disturbo di tipo asperger le maggiori difficoltà riguardano la sfera sociale e la condivisione di interessi. Terapia non c è.  
    Linna
  • amnesiiaamnesiia Post: 305
    Ho ripensato a tutti i tuoi thread @PapaveroRosso

    È possibile che con il tempo si recuperi il deficit nello sviluppo con l'esperienza e si sviluppino tratti nt.

    Running_Free
  • Si recuperino o li si copino?
     *Chiedi perché compro riso e fiori? Compro il riso per vivere e i fiori per avere una ragione per cui vivere.*

    Confucio.

  • bet ha detto:
    @Linna ha test ados 2 modulo 3, test per il qi, test per competenze neurolinguistica e test per apprendimenti. Conclusioni: disturbo di tipo asperger le maggiori difficoltà riguardano la sfera sociale e la condivisione di interessi. Terapia non c è.  
    Aiuto: mi vengono n mente termini difficile per spiegarmi.

    *Attenzione alle trappole della comunicazione indotta da individui neurotipici.

    Esempio: disturbo.

    Condivisione di interessi.

    Terapia non c'è: ma la terapia per ridimensionare un adattamento a un sociale prettamente neurotipico è utile se ridimensiona l'adattamento ad un comportamentalismo Watsoniano(John Watson) e al condizionamento Pavloviano 
    bet
     *Chiedi perché compro riso e fiori? Compro il riso per vivere e i fiori per avere una ragione per cui vivere.*

    Confucio.

  • amnesiiaamnesiia Post: 305
    Si recuperano perchè devi fare esperienza ad immedesimarti nelle persone.
    Puoi farlo anche stando a casa, devi solo pensare.
    Running_FreebetLinna
  • Possiedi aree di immedesimazione che io non possiedo.

    Io copio  e incollo, poi faccio mio, e diventa mio.

    Ma non mi immedesimo.

    Nemmeno in uno sbadiglio altrui

    (Ha una logica, non è una risposta fine a se stessa nell'ultima riga, ne ironica , ne sarcastica, lo specifico)
    vera68
     *Chiedi perché compro riso e fiori? Compro il riso per vivere e i fiori per avere una ragione per cui vivere.*

    Confucio.

  • *Possono esserci cosi come meno diagnosticate tra le donne , anche coi come più intelligenti socialmente nel camuffarsi 
    Da qui ad un 1 quarto delle diagnosi vs maschili
    Linna
     *Chiedi perché compro riso e fiori? Compro il riso per vivere e i fiori per avere una ragione per cui vivere.*

    Confucio.

  • amnesiiaamnesiia Post: 305
    Non ci credo neanche un po' a quello che non possiedi @Running_Free
    Running_Freevera68bet
  • (Apprezzo la tua gentilezza @Amnesiia: grazie)
     *Chiedi perché compro riso e fiori? Compro il riso per vivere e i fiori per avere una ragione per cui vivere.*

    Confucio.

  • amnesiiaamnesiia Post: 305
    Copiare è un'altra cosa ed è utile nei comportamenti.
  • Nessuna terapia: il punto (riferendomi al post di apertura) è che se hai più di 18 anni, non sei ne facilmente diagnosticato, e quindi aiutato in nessun modo.
    Si vedono comorbilità: farmaci per terapia di comorbilità
    Sinceramente per me sono stati deleteri-

    Forse dopo un decennio di prove con tantissimi altri : un ansiolitico.

    Poi lo uso per aiutarmi a fare altre cose: come sai mi invento strategie per funzionare in un mondo a me estraneo.

    *A volte mi scappa di dirlo, a persone fidate.

    Poi non lo menziono più l'Asperger.

    Non serve farlo

    Ed è solo contro producente.

    Ho anche provato a spiegare : ma vedo che è inutile.

    Magari non spiego bene ecco.

    *Che l'ambiente si adatti all'individuo , ho provato a spiegarlo a un medico che scriveva su un forum.

    Anche lei Asperger: ma non ci sono riuscito.

    Non è sensato lo sperare che siano gli altri ad adattarsi a noi.

    Non ne hanno alcun vantaggio essendo per loro un non problema se non coinvolti direttamente. 

    Le terapie ci sono per apprendere social skills, solo che non funziona proprio il sistema per gli over 18 enni.

    Noi non esistiamo : esistono i disturbi .

    Ormai si medicalizza tutto, persino i vaccini per il nulla si vendono, un grande affare.

    Spezzettando in mille rivoli problematiche singole poi diventano copie , copie ,copie, copie e terapie per problematiche diverse.

    SI frammenta perchè conviene non solo per capire bene (capire bene è lodevole )


    Linna
     *Chiedi perché compro riso e fiori? Compro il riso per vivere e i fiori per avere una ragione per cui vivere.*

    Confucio.

  • Running_FreeRunning_Free Post: 431
    modificato 19 novembre
    Unica consolazione è il vedere che alcuni nostri centri(Italiani) per i disturbi pervasivi dello sviluppo funzionano stupendamente.

    Solo che in alcune Regioni questa possibilità non  è garantita.

    Mi chiedo cosa si farebbe se questa fosse diffusa, e anche garantita per gli over 18 enni.

    I medici eccellenti li abbiamo: che dire...
    vera68
     *Chiedi perché compro riso e fiori? Compro il riso per vivere e i fiori per avere una ragione per cui vivere.*

    Confucio.

  • vera68vera68 Post: 3,130
    amnesiia ha detto:
    Non ci credo neanche un po' a quello che non possiedi @Running_Free
    Mi associo. La spunta non sarebbe bastata. 
  • amnesiiaamnesiia Post: 305
    @Running_Free Da piccola se mi avessero messo luci meno forti a scuola, fatto meno rumore e le maestre fossero state più comprensive quando non volevo toccare gli altri sarebbe andata meglio.
    Possono esserci bambini che sentono di più queste cose e che non le vivono bene, per questo è utile l'informazione.
    Prendi l'epilessia, anche in quel caso con la giusta informazione maestre e compagni si adattano a cosa può prevenire un attacco epilettico nel bambino che ce li ha.
    Fin qui è piuttosto semplice. Come fai però a creare un ambiente socialmente comprensivo? Le maestre devono informarsi anche su questo? Serve un insegnante di sostegno apposito?
    E a casa? Se il bambino torna a casa e nessuno lo supporta o addirittura si peggiora la situazione?
    Da adulti è diverso. Però se vai a casa di amici e non sopporti il rumore, che ti tocchino, la luce delle stanza, il volume dello stereo, non puoi sempre pretendere che facciano di tutto per te.
    Come ti adatti in quel caso, se ti dà fastidio uno stimolo sensoriale c'è poco da fare.
    Mettiamo che si adattano loro. Poi subentrano magari problematiche sociali. Non riesci ad incontrarli sempre, te ne devi andare prima e non capiscono sempre il perchè, te ne stai in disparte se non ti piace di cosa parlano, ti senti a disagio perchè ci sono quelli che si scambiano effusioni esagerate.
    Come ti adatti. Fai finta di non vedere e cerchi lo stesso di partecipare. Non è carino però.
    betLinnaRunning_Free
  • LinnaLinna Post: 351
    amnesiia ha detto:
    Si recuperano perchè devi fare esperienza ad immedesimarti nelle persone.
    Puoi farlo anche stando a casa, devi solo pensare.
    @ amnesia.
    Io purtroppo non ho capito questo commento.
    Mi puoi spiegare meglio, sempre se ti va.
  • LinnaLinna Post: 351
    bet ha detto:
    @Linna ha test ados 2 modulo 3, test per il qi, test per competenze neurolinguistica e test per apprendimenti. Conclusioni: disturbo di tipo asperger le maggiori difficoltà riguardano la sfera sociale e la condivisione di interessi. Terapia non c è.  
    @bet.Io non sono un esperto o c.t.
    Quel che so,che di solito fanno al genitori parent training.A bambini o ragazzi terapia cognitivo comportamentale oppure cognitivo affettiva.
    Basta leggere linee guida ISS .
    Running_Freebet
  • Running_FreeRunning_Free Post: 431
    modificato 20 novembre
    vera68 ha detto:
    amnesiia ha detto:
    Non ci credo neanche un po' a quello che non possiedi @Running_Free
    Mi associo. La spunta non sarebbe bastata. 
    Vi ringrazio , ma non mi sembra di scrivere nulla di "speciale".

    Tendo molto ad ammirare le persone che scrivono qui: imparo.

    Poi siete più chiari e brevi nell'esprimere concetti utili, io non lo sono quasi mai invece.

    *Un post lungo corre il serio rischio di non venire letto, quindi può diventare inutile nella comunicazione.

    Altri Utenti qui scrivevano post lunghi non li cito perchè se ne sono andati per varie loro ragioni.
    Si può pensare sia stata una loro scelta e basta, però, ecco , non credo lo abbiano fatto solo per quella motivazione.

    L'avessi scelto io il nome del forum, avrei dovuto usare "Grande Spazio Asperger" 
    bet
     *Chiedi perché compro riso e fiori? Compro il riso per vivere e i fiori per avere una ragione per cui vivere.*

    Confucio.

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