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Evento online per i 10 anni di Spazio Asperger

Cos'è la diagnosi

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Commenti

  • amnesiia ha detto:
    @Running_Free Da piccola se mi avessero messo luci meno forti a scuola, fatto meno rumore e le maestre fossero state più comprensive quando non volevo toccare gli altri sarebbe andata meglio.
    Possono esserci bambini che sentono di più queste cose e che non le vivono bene, per questo è utile l'informazione.
    Prendi l'epilessia, anche in quel caso con la giusta informazione maestre e compagni si adattano a cosa può prevenire un attacco epilettico nel bambino che ce li ha.
    Fin qui è piuttosto semplice. Come fai però a creare un ambiente socialmente comprensivo? Le maestre devono informarsi anche su questo? Serve un insegnante di sostegno apposito?
    E a casa? Se il bambino torna a casa e nessuno lo supporta o addirittura si peggiora la situazione?
    Da adulti è diverso. Però se vai a casa di amici e non sopporti il rumore, che ti tocchino, la luce delle stanza, il volume dello stereo, non puoi sempre pretendere che facciano di tutto per te.
    Come ti adatti in quel caso, se ti dà fastidio uno stimolo sensoriale c'è poco da fare.
    Mettiamo che si adattano loro. Poi subentrano magari problematiche sociali. Non riesci ad incontrarli sempre, te ne devi andare prima e non capiscono sempre il perchè, te ne stai in disparte se non ti piace di cosa parlano, ti senti a disagio perchè ci sono quelli che si scambiano effusioni esagerate.
    Come ti adatti. Fai finta di non vedere e cerchi lo stesso di partecipare. Non è carino però.
    @Amnesiia
    Sulle luci mi pare ne avessimo scritto e forse in uno scambio tra noi, concordavamo su questo (Ponevamo anche delle distinzioni di tipologie di lampade che tra l'altro esistono)

    Il rumore è un problema serio e talvolta serissimo: negli anni ho come appreso a "come metterlo da parte" mentalmente:
    Però se questo è improvviso ancora adesso mi arreca fastidio.
    Pure chi grida quando parla: anche se ad esempio si è distanti un metro, cerco di comprenderne le motivazioni, non ci sente, ha la pressione alta,ha altre problematiche che lo portino ad alzare il tono di voce, intendo in persone che lo abbiano non forte spontaneamente.
    Il rumore pare che piaccia ai NT : ricordo di un locale ristorante.
    Percepivo tutte le loro voci, ma tutte assieme, insopportabili.
    Ero teso per quello e me ne volevo andare via.

    L'informazione è basilare: se ci fai caso vedrai tanti thread proprio su questa.
    *Il forum nasce esattamente con questo intento.
    *Poi si è aperto ai genitori per i quali l'informazione è fondamentale e ti assicuro che chi lo gestisce ci tenga moltissimo a questo
    Vale più di mille thread.

    Epilessia mio fratello l'aveva, forse è familiare,non come lui ma ho solo scatti notturni dei quali mi rendo conto (Non rendo conto di altro quando dormo, ma per mia fortuna è qualcosa di solo similare non nei canoni dell'epilessia classica.

    Si certo che si: devono informarsi anche su questo, si troveranno ad averne a che fare e che faranno?
    Anni fa mi capitò un ragazzino asperger che per una mia parola sbagliata colpi i miei occhiali.
    Non accadde nulla: non mi feci male, non si ruppero erano da sole e per me erano fondamentali, non reagii minimamente.
    Era presente anche la madre che lo rimproverò, ma le dissi che fosse stato involontariamente causato da me, e che comunque non mi avesse creato alcun problema.

    *Compresi la sua reazione( e per una sola parola, gli dissi "shhh"perchè gridava)

    Si: serve un inseganante di sostegno che sia formato/a sull'autismo.
    Vedi @Amnesiia , anni fa ad un bimbo autistico affiancarono un insegnante di sostegno.Si descrisse"sono abituata con le persone Down(Trisomia 21)":
    Ma di autismo non ne conosceva nulla, per sua ammissione.
     La madre dopo alcune giornate ne chiese il cambio, perchè il figlio andava in crisi con lei.

    Cosa che non avveniva affatto con l'insegnante successiva(non era più simpatica dell'altra, era competente)

    A casa e nessuno lo supporta: questo è a causa dei suoi genitori (Se li abbia)
    "Da adulti è diverso. Però se vai a casa di amici e non sopporti il rumore, che ti tocchino, la luce delle stanza, il volume dello stereo, non puoi sempre pretendere che facciano di tutto per te.
    Come ti adatti in quel caso, se ti dà fastidio uno stimolo sensoriale c'è poco da fare."
    Vero.
    Se puoi adattarti certamente: hai ragione .

    Se sono amici ti conoscono e sanno cosa fare e cosa non fare nei tuoi riguardi.
    Altrimenti sono solo conoscenti e si può anche andarsene .

    Sono scappato letteralmente da una bellissima sagra del formaggio.
    Percepivo tutti quegli odori, tutti insieme, non riuscivo a starci.

    Non mi hanno capito: sono andato a sedermi a 100 metri da quel luogo , ma senza dire nulla, solo che non ce la facevo a starci.

    Semplicemente nel caso ultimo che descrivi: me ne vado .
    Senza fare tanti casini.

    Penso sia meglio piuttosto che stare li, hai ragione per loro non è carino.
    Vero.

    Perchè partecipare a tutti i costi?
    Se il problema sono io , me ne vado e basta.




    Linnaalexandra89
     *Chiedi perché compro riso e fiori? Compro il riso per vivere e i fiori per avere una ragione per cui vivere.*

    Confucio.

  • amnesiiaamnesiia Post: 305
    @Linna Credo che i tratti neurotipici si sviluppino con la crescita e facendo esperienza crescendo. Per questo motivo gli adulti as perdono le loro caratteristiche nd.
    Essendo un ritardo nello sviluppo è normale che si recuperi il ritardo crescendo e facendo esperienza ed essendo una sindrome più adattiva dell'autismo classico è più facile recuperarlo.
    Come si recupera il ritardo. Esercitando la teoria della mente, ovvero provando ad immedesimarsi negli altri per capire i loro stati d'animo. Lo facciamo con il pensiero quando proviamo a metterci nei panni dell'altro, a guardare dal suo punto di vista e ad immaginare tramite le nostre esperienze come si sente.
    Essendo un deficit ci vuole un po' più di tempo per riuscire a farlo e avendo la sensorialità elevata ciò ci rende più difficile farlo sul momento se stiamo parlando con una persona. Potremmo farlo dopo, quando ripensiamo con calma ad un avvenimento.
    Il comportamento sociale corretto viene dopo aver capito come funziona la mente degli altri.
    Il coping serve ad apparire come gli altri là dove non abbiamo ancora conoscenza del perchè gli altri si comportano solitamente in un certo modo.
    Sono mie teorie, non so se possono essere giuste!
    Linnabetalexandra89
  • amnesiiaamnesiia Post: 305
    modificato 20 novembre
    @Running_Free Per me non era carino :) Loro sono molto più flessibili mentalmente di noi, non gli diamo così fastidio. E non sono tutti estroversi come li immaginiamo, si adattano solo meglio perchè molte cose non gli danno problemi.
    Però non mi pensare come una più vicina a loro! Mi annoiavo a quegli incontri, avevo vent'anni esatti e poi non ne hanno fatti più. Erano persone che conoscevo da una vita e mi sentivo più "al sicuro" perchè sapevano che ero introversa e non mi dicevano niente se me ne stavo per conto mio.
    Non era divertente, non avrei passato il tempo così e mi sentivo a disagio a vedere comportamenti troppo estroversi, però chiudevo un occhio perchè sapevo che loro erano così.
  • amnesiia ha detto:
    @Linna Credo che i tratti neurotipici si sviluppino con la crescita e facendo esperienza crescendo. Per questo motivo gli adulti as perdono le loro caratteristiche nd.
    Essendo un ritardo nello sviluppo è normale che si recuperi il ritardo crescendo e facendo esperienza ed essendo una sindrome più adattiva dell'autismo classico è più facile recuperarlo.
    Come si recupera il ritardo. Esercitando la teoria della mente, ovvero provando ad immedesimarsi negli altri per capire i loro stati d'animo. Lo facciamo con il pensiero quando proviamo a metterci nei panni dell'altro, a guardare dal suo punto di vista e ad immaginare tramite le nostre esperienze come si sente.
    Essendo un deficit ci vuole un po' più di tempo per riuscire a farlo e avendo la sensorialità elevata ciò ci rende più difficile farlo sul momento se stiamo parlando con una persona. Potremmo farlo dopo, quando ripensiamo con calma ad un avvenimento.
    Il comportamento sociale corretto viene dopo aver capito come funziona la mente degli altri.
    Il coping serve ad apparire come gli altri là dove non abbiamo ancora conoscenza del perchè gli altri si comportano solitamente in un certo modo.
    Sono mie teorie, non so se possono essere giuste!
    Ciao  : intanto scusate perchè il post è specifico per la risposta a Linna
    *Bello il vedere questi scambi, non importa se abbiamo idee /conoscenze differenti (però a volte perchè sovente mi trovo a poter leggere post condivisibili, poi se pacati e senza àsti è pure rilassante.

    La tua prima affermazione pur non comprendendo me in essa, ha valenza quindi non la discuto si può uscire dalla diagnosi, se me lo chiedessero risponderei di si, ma occorre valutare l'affermazione.
    Se da un  punto di vista diagnostico : l'individuo che non vi rientri più ne esce, resta però Neurodiverso.
    Ovvio che non possa variare da ND A NT ad esempio.
    Ci possono essere  2 cose da capire:

    1) Diagnosi era inesatta?
    2)Lambivano i criteri diagnostici e poi con cambiamenti (possibili in loro :ipotizzo un 10% ma non lo erano cosi nettamente)
    ed hanno in realtà caratteristiche di subclinicita, non escono dallo spettro degli autismi(?)

    Metto dei punti di domanda per non dare giudizi perentori , mi tengo nella dubbiosità delle mie idee in proposito.

    Anthony Attwood penso sia molto attendibile.
    Un mio sogno era  farmi valutare da lui.
    Rimando a un link perchè io so che ha tenuto diverse conferenze proprio con la ONLUS Spazio Asperger.
    https://it.wikipedia.org/wiki/Tony_Attwood

    Rientro nelle risposte: 
    Ma se non possiedo la T.o.M come faccio a immedesimarmi in persone NT?
    Vado a linkare wiki perchè è più semplice da leggersi rispetto ad altre spiegazioni.
    https://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_della_mente
    "Il comportamento sociale corretto viene dopo aver capito come funziona la mente degli altri."
    Possono trascorrere 100 anni di tentativi: ma proprio tecnicamente è impossibile fare quanto scrivi.

    Se ci si riesce non si è nello spettro .
    Si è altro.

    La neurodiversità comprende anche altro.

    * Me ne sono fatto una ragione oramai.
    Sono cosi e basta.

    La diagnosi ha evidenziato attentamente la mancanza della T.o.M.

    In alcune domande non riuscivo affatto a raccapezzarmi , tanto che ho detto ai ricercatori (non riuscendovi) di passare alle altre domande dei test (erano veramente tante), e li mi bloccavo completamente.

    Ho risposto a domande complesse su altro.

    A queste no.

    *Scrivo della diagnosi non per farne "lode alla diagnosi" ed etichettarmi, ma per avere uno strumento di valutazione oggettivo .

    Tutto è disfunzionale in me.

    Ne ho più di una e tutte pubbliche, di diverse Ausl.

    In questo capo della ricerca scientifica si procede per teorie di persone eccelse.

    Vedi @Amnesiia

    Dopo le diagnosi che poi sono stata l'ultima parte della mia vita nel ricercare quelle risposte, mi sono distaccato dal leggerne.

    Anche non capendo dei perchè tento sempre di migliorarmi.

    Copio e incollo in me la strategia da me fruibile.

    *Poi in genere le persone non capiscono come io sia.

    Non posso spiegarglielo, ne mi ci avventuro: tempo perso e tantissimo stress.

    Quelle che lo sanno, mi aiutano nel mediare i miei comportamenti verso gli altri.

    Cerco di contraccambiare aiutando in quello che so,e credo si stupiscano per alcune mie qualità

    *I Deficit permangono, anche se faccio le cose, perchè ho appreso disfunzionalmente.

    L'ansiolitico mi serve per migliorarmi, lo uso strumentalmente.

    Non funziono socialmente.

    Come se pensassimo in due lingue opposte rispetto ai soggetti NT e spesso ai Subclinici stessi.

    "@Running_Free Per me non era carino  Loro sono molto più flessibili mentalmente di noi, non gli diamo così fastidio. E non sono tutti estroversi come li immaginiamo, si adattano solo meglio perchè molte cose non gli danno problemi.
    Però non mi pensare come una più vicina a loro! Mi annoiavo a quegli incontri, avevo vent'anni esatti e poi non ne hanno fatti più. Erano persone che conoscevo da una vita e mi sentivo più "al sicuro" perchè sapevano che ero introversa e non mi dicevano niente se me ne stavo per conto mio.
    Non era divertente, non avrei passato il tempo così e mi sentivo a disagio a vedere comportamenti troppo estroversi, però chiudevo un occhio perchè sapevo che loro erano così."

    Bello vedere il tuo contributo sereno nel forum  :)

    Non lo so .

    A me vedo accadono due cose:

    1) L'essere visti come un oggetto misterioso: mi ascoltano credo per 15 minuti se c'è interazione (anche perchè mantenere la concentrazione oltre quei minuti la vedo poco possibile); a volte ho fatto l'errore di dirlo a persone che ritenevo valide, ma non lo comprendono.
    *Può rivelarsi un "arma a doppio taglio "e occorre molta attenzione verso chi si relaziona con "Noi".

    2) Inflessibilità mentale: dal "se io sono cosi anche gli altri possono essere cosi"
    Solo cosi.
    Li,lascio proprio perdere.
    Cerco di usare il loro stesso sistema di comportamento.
    Non li capisco : sinceramente non vorrei essere come loro.

    Avere meno deficit si invece.
    Fino a dove potrò ...

    Si  :)
    Lo so che non siano tutti estroversi.
    Non ti saprei dire se percentualmente siano similari le caratteristiche di introversione estroversione, credo non tanto.

    *Essere introversi può essere un vantaggio, si commettono molti meno errori.
    Parlo molto, ma non sono affatto estroverso.

    *MI assale sovente il dubbio di parlare a persone che non capendomi mi facciano solo sprecare tempo ed energie.
    Poi lo stress da interazione è poco sostenibile per me.

    Lo vedo dalle reazioni degli altri non ND.

    Per loro non esiste questa tipologia di stress.

    *Ne hanno altre.
    Ne hanno.
    Hanno anche loro problemi.

    Non voglio intendere che solo "Noi" li abbiamo.
    Sarei in errore se lo facessi.
    Non sarebbe vero.

    Solo: non sono come "Noi".
    Non ragionano cosi.
    Non si comportano cosi.
    Non pensano cosi.

    Non siamo  meglio.

    Sulla comunicazione il distacco è enorme.

    Alcune persone come Greta T.Comunicano in maniera veloce e molto emozionale.
    Viene ammirata, ma non capita o vista come persona particolarmente abile in ciò che dovrebbe essere un suo Limite.

    Poi ci sono gli Haters(vabbè!ALtra storia)

    Ho conosciuto Asperger con ruoli importanti(molto importanti), si sono dimessi da quei ruoli proprio per la comunicazione.

    Non posso porre degli esempi perchè non ho il loro consenso.

    Grazie a chi abbia avuto la pazienza di leggere il post.

    *Non riesco a sintetizzare, i concetti sarebbero vacui 
















     *Chiedi perché compro riso e fiori? Compro il riso per vivere e i fiori per avere una ragione per cui vivere.*

    Confucio.

  • OlorinBianco ha detto:
    L'idea che mi sono fatto è la seguente: vi sono due approcci nel considerare l'autismo. Il primo è considerarlo come una condizione nella quale vi sono debolezze ma soprattutto punti di forza. In questo approccio l'autismo assume un ruolo di profilo di personalità. Io credo che tale approccio debba essere approfondito e indagato e codificato così come vengono codificate condizioni quali introversione/estrovetsione, APC, ecc. (mi scuso se utilizzo termini non esatti, non studio infatti psicologia), dunque non con un manuale diagnostico, ma non ho idea con che cosa, perché preso così, con i soli aspetti neutri/positivi o semplici difetti che non danno disfunzionalità significative non è un disturbo. Poi vi è il disturbo dello spettro autistico, cioè quello che si trova sui manuali diagnostici. Io credo che entrambi gli approcci sono validi e complementari: per disturbo si intente soltanto ed esclusivamente le difficoltà che spesso accompagnano le persone autustiche. Una persona può essere autistica e non avere il disturbo.

    Io credo che il limite tra disturbo e subclinicità talvolta è soggettivo e dipende dalla cultura e dall'ambiente. Credo che bisogna trovare un conpromesso: chi ha le difficoltà, per quanto riesce, con la dovuta terapia le tiene a bada, ma l'ambiente deve rendersi conto che quella persona alcune cose proprio non riesce e deve accettarla così com'è. Se questo compromesso viene raggiunto è facile giungere alla subclinicità. Non è che l'ambiente si adatti ma che l'ambiente accetti l'individuo e lo aiuti.

    La sofferenza anch'essa è soggettiva. Una persona ha una disabilità fisica ma può essere serena e non soffre. La disabilità viene considerata non per la sofferenza ma per il funzionamento, la persona non può camminare con le gambe ma ha trovato modo per muoversi lo stesso tramite la sedia a rotelle. Chi ha un disturbo dello spettro autistico anch'esso può essere perfettamente sereno, a meno che non abbia altre serie cromorbilità, ma il suo funzionamento sociale è compromesso. Le strategie che si possono apprendere con una terapia o tramite camuffamento sono lo strumento analogo alla sedia a rotelle che permette alla persona con DSA di "muoversi" nella società. 
    Oddio, soggettivo riferito all'Asperger mi pare azzardato, se fosse soggettivo non sarebbe una diagnosi, chiunque ha problemi di socializzazione sceglierebbe la diagnosi preferita tra l'ampia rosa di scelte disponibili. Uno riterrebbe più figo l'asperger, l'altro lo schizoide, l'altro il borderline fino al brivido di passare per psicopatico. Non è così, se non hai davanti un camice non è una diagnosi, ma una speculazione.
    vera68
  • Forse non mi sono espresso bene. Soggettivo nella parte centrale lo intendevo dal punto di vista della situazione vissuta e del giudizio clinico che soltanto uno specialista può dare. Uno potrebbe vivevere bene in un certo ambiente e non avere problemi finché le cose attorno a lui non cambiano. Magari le sue difficoltà non sono evidenti e potrebbe avere delle peculiarità per cui potrebbe rientrare in una neurodiversità non clinica. Non intendevo cioè che uno si "autodiagnostica"  scegliendo la sua diagnosi preferita, anche se chi lo fa c'è e sbaglia, per questo qualsiasi sospetto si abbia è meglio rivolgersi ad un esperto.

    Nell'ultima parte intendevo invece che se si hanno delle difficoltà di qualsiasi genere, ve ne sono di oggettive (che il clinico è in grado di valutare) e di soggettive (la sofferenza vissuta). Le oggettive ci sono a prescindere della sofferenza vissuta ed io credo che l'approccio migliore per affrontarle è cercare serenità in ogni contesto.

    betClaraDiLuna
    Riflettendo su di me e sul mi passato credo di essere Asperger ma al momento non ho ancora una diagnosi.
  • OlorinBianco ha detto:
    Forse non mi sono espresso bene. Soggettivo nella parte centrale lo intendevo dal punto di vista della situazione vissuta e del giudizio clinico che soltanto uno specialista può dare. Uno potrebbe vivevere bene in un certo ambiente e non avere problemi finché le cose attorno a lui non cambiano. Magari le sue difficoltà non sono evidenti e potrebbe avere delle peculiarità per cui potrebbe rientrare in una neurodiversità non clinica. Non intendevo cioè che uno si "autodiagnostica"  scegliendo la sua diagnosi preferita, anche se chi lo fa c'è e sbaglia, per questo qualsiasi sospetto si abbia è meglio rivolgersi ad un esperto.

    Nell'ultima parte intendevo invece che se si hanno delle difficoltà di qualsiasi genere, ve ne sono di oggettive (che il clinico è in grado di valutare) e di soggettive (la sofferenza vissuta). Le oggettive ci sono a prescindere della sofferenza vissuta ed io credo che l'approccio migliore per affrontarle è cercare serenità in ogni contesto.

    Il giudizio clinico non è puramente soggettivo e certamente non basato solo sui sintomi riferiti! Pensi davvero che lo psichiatra prenda per buona l'elencazione da parte del paziente dei criteri del DSM dell'Asperger? Che poi faccia finta di prenderla per buona per impostare una relazione è un altro conto... Un pesce non può che nuotare e l'osservazione è alla base della clinica.
    Peculiarità e neurodiversità ne abbiamo tutti, difficoltà anche. Non tutte le difficoltà sono patologiche, la vita è dura, ingiusta, faticosa, dolorosa, anche per chi non ha diagnosi alcuna.
    bet
  • betbet Post: 460
    Io ho avuto un amabile psichiatra che però fraitendeva sempre quello che dicevo! Un giorno che andai ad un controllo con il mio compagno uscimmo pensando che mi aveva scambiata con un altro paziente! Che risate!!! Mi parlava di cose assurde inesistenti nella mia vita! ...a forza di stare con i " matti" un po' matti ci diventano pure loro...: )))
    riotLinnaAntares
  • Io no, mai avuto uno psichiatra che non mi abbia dato un punto di vista alternativo lucido su ciò che mi stava accadendo, deve essere perché mi impegno a comprendere chi cerca di comprendermi e do valore ai feedback . I "matti" (parola quotidianamente associata alle persone con autismo tra l'altro) sono ubiquitari, e più sono matti e meno si conoscono e riconoscono nel punto di vista altrui. Spesso hanno difficoltà a comprendere le proprie difficoltà, si chiama carenza di insight. 
    bet
  • betbet Post: 460
    Il mio voleva essere un post leggero e ironico relativo ad una mia esperienza un po' originale! Tra i matti di cui parlavo tra virgolette c ero io per prima! Poi per me matto ha un accezione più leggera che malato di mente ( quale io sono per altro avendo una depre ansiosa praticamente cronica). A quello psichiatra ho voluto bene profondamente e so che lui teneva altrettanto a me come paziente. Era un po' suonato e so vede che a fine giornata ha mixato un po' di problemi a caso. Mi parlava di cocaina e ferrari. Roba che io in vita mia non ho mai manco avvicinato...è stato un episodio buffo sul quale alla fine abbiamo riso e ogni tanto ridiamo ancora
    AntaresPapaveroRossoLinnaRunning_Free
  • bet ha detto:
    Il mio voleva essere un post leggero e ironico relativo ad una mia esperienza un po' originale! Tra i matti di cui parlavo tra virgolette c ero io per prima! Poi per me matto ha un accezione più leggera che malato di mente ( quale io sono per altro avendo una depre ansiosa praticamente cronica). A quello psichiatra ho voluto bene profondamente e so che lui teneva altrettanto a me come paziente. Era un po' suonato e so vede che a fine giornata ha mixato un po' di problemi a caso. Mi parlava di cocaina e ferrari. Roba che io in vita mia non ho mai manco avvicinato...è stato un episodio buffo sul quale alla fine abbiamo riso e ogni tanto ridiamo ancora
    Aahh
    Ho un po' la tendenza a prendere le cose alla lettera.
    Sono contenta che tu abbia un bel rapporto col tuo ex psichiatra. In effetti qualcuno usa l'espressione matto in senso benevolo, come sinonimo di spontaneo. 

    betRunning_Free
  • Running_FreeRunning_Free Post: 431
    modificato 27 novembre
    bet ha detto:
    Io ho avuto un amabile psichiatra che però fraitendeva sempre quello che dicevo! Un giorno che andai ad un controllo con il mio compagno uscimmo pensando che mi aveva scambiata con un altro paziente! Che risate!!! Mi parlava di cose assurde inesistenti nella mia vita! ...a forza di stare con i " matti" un po' matti ci diventano pure loro...: )))
    Oh! 
    Almeno io  non è che  mi sappia spiegare proprio bene.
    Eppure parlo italiano.
    (Credo)  :)

    Forse era solo stanco!

    Matti ho poi letto cosa intendi: perchè anche io interpreto letteralmente, pure le gestualità dell'indicare le cose!

    Vabbè se non è importante ci sorrido pure  guarda!  :)
     *Chiedi perché compro riso e fiori? Compro il riso per vivere e i fiori per avere una ragione per cui vivere.*

    Confucio.

  • bet ha detto:
    Il mio voleva essere un post leggero e ironico relativo ad una mia esperienza un po' originale! Tra i matti di cui parlavo tra virgolette c ero io per prima! Poi per me matto ha un accezione più leggera che malato di mente ( quale io sono per altro avendo una depre ansiosa praticamente cronica). A quello psichiatra ho voluto bene profondamente e so che lui teneva altrettanto a me come paziente. Era un po' suonato e so vede che a fine giornata ha mixato un po' di problemi a caso. Mi parlava di cocaina e ferrari. Roba che io in vita mia non ho mai manco avvicinato...è stato un episodio buffo sul quale alla fine abbiamo riso e ogni tanto ridiamo ancora

    Tranquilla perchè se non avessero inteso il tuo post avresti (penso) subito un richiamo.
    Una volta ripresi un utente che ne scriveva invece convintamente.
    Sono termini che mi danno fastidio cosi come "affetto da..." 

    Sai, credo che oltre un certo limite quel lavoro sia per loro pesante.
    Non hanno capacità di ascoltare senza annoiarsi.

    Sopratutto quando si dice tante cose.

    Con me va sul sicuro è l'unico con il quale vado diretto al punto.
    Max 5 minuti: all'infine non ci voglio perdere tempo.

    Poi mi sembra come di rubare tempo agli altri suoi pazienti.
    O alle sue pause.

    So che lo stressi il suo lavoro.

    Seppure ne abbia forte stima per lui.

    (Forse viceversa)

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    Confucio.

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