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Che cos'è che rende difficile mantenere le amicizie per le aspie donne?

Iniziare un'amicizia è difficile ma mantenerla lo è ancora di più.

Quante volte ho iniziato un'amicizia, il più delle volte è finita con un progressivo allontanamento fino a non farsi sentire più. Mi chiedo quale sia il problema, cos'è che manca per rendere una relazione stabile? Ho sempre dato molta importanza all'amicizia ma forse faccio qualcosa di sbagliato o forse l'amicizia è solo a senso unico ed io m'illudo. E quindi la domanda posta anche nel titolo:

Quali sono le caratteristiche in una donna asperger che rendono difficile mantenere un'amicizia?
Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo ma poi ho pensato, ci sono così tante persone nel mondo, ci dev'essere qualcuna proprio come me, che si sente bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io. Vorrei immaginarla, e immaginare che lei debba essere là fuori e che anche lei stia pensando a me. Beh, spero che, se tu sei lì fuori e dovessi leggere ciò, tu sappia che sì, è vero, sono qui e sono strana proprio come te.

Frida
RobKEuniceAmelieAndato46MikivanessaGrizlitestadimortoTormalinaNeraEstherDonnellye 11 altri.
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Commenti

  • RobKRobK Post: 1,267
    È capitato ciò molte volte anche a me, proprio recentemente stavo instaurando quella che credevo una bella amicizia, ma lei si è allontanata. Dopo aver riflettuto, credo che abbia perso questo tipo di rapporti per svariate ragioni, prima di tutto il farmi sentire raramente per prima, avere scarso interesse per alcune attivitá sociali (quindi dribblare certe situazioni o comunque limitarle, esempio pratico andare a ballare), l'aprirmi con l'altra persona dopo molto tempo, dare consigli invece di manifestare empatia durante uno sfogo altrui (ad esempio abbracciando).
    Amelierondinella61vanessatestadimortomammarosannamariel
  • AmelieAmelie Post: 5,373
    modificato giugno 2015
    Parlo per me (sempre supponendo di essere as): 
    in primis, la frequenza. 
    Non so regolare la frequenza, tendendo a farmi sentire troppo poco (di solito) o troppo frequentemente.
    Ma chi decide quando è troppo o troppo poco? Non ne ho idea. 
    Meno sono abituata a qualcuno, più tempo mi ci vuole per elaborare le emozioni che mi suscita e "riposarmi" (anche in positivo, cioè anche se la persona mi piace). Ma questo a volte è letto come totale mancanza di interesse: cioè l'opposto di ciò che effettivamente è!
    Aggiungiamo il fatto che tendo a non iniziare quasi mai una conversazione, anche per il timore di disturbare. Ma mi piace che l'altro mi cerchi e se lo fa io ne sono molto contenta.
    Un'altra cosa molto difficile per me è capire la reciprocità. Capire se esiste, leggere il non detto. Questo è un problema, che a sua volta genera ansia, quando/se il rapporto si approfondisce.
    Non essere brava e spontanea ad esprimere l'affetto: ci sono persone a cui ho scritto (non detto a voce) "ti voglio bene" dopo anni. Ecco, per alcune persone è importante sentirsi dire queste cose o essere abbracciate o cose del genere: non è il mio forte.
    I tempi: ci metto molto tempo per fidarmi, e ad aprirmi realmente, anche se posso raccontarmi non significa mi fidi. Non tutti sono disposti ad aspettare.
    Di primo acchito mi vengono in mente questi elementi. 

    PhoebeDomitillaGrizlitestadimortoyugenEstherDonnellywolfgangValeymkupPiu82ale82e 1 altri.
  • Andato46Andato46 Post: 5,160
    Io penso che bisogna solo trovare le persone giuste. Ho qualche amica con cui ci si sente raramente e con cui però c'è un rapporto di vera amicizia. Semplicemente loro mi accettano e mi vogliono bene per quello che sono, senza bisogno che io le chiami o le abbracci o simili. Direi che noi siamo fatte solo per rapporti profondi, mentre le amicizie più superficiali, basate sulla frequentazione, non fanno per noi e ci perdiamo subito.
    AmelieRobKPhoebediegotestadimortoValentayugenEstherDonnellywolfgangPiu82e 1 altri.
  • AmelieAmelie Post: 5,373
    Elanor ha detto:

    Io penso che bisogna solo trovare le persone giuste. Ho qualche amica con cui ci si sente raramente e con cui però c'è un rapporto di vera amicizia. Semplicemente loro mi accettano e mi vogliono bene per quello che sono, senza bisogno che io le chiami o le abbracci o simili. Direi che noi siamo fatte solo per rapporti profondi, mentre le amicizie più superficiali, basate sulla frequentazione, non fanno per noi e ci perdiamo subito.

    Sì. Va anche ricercata la qualità e, aggiungo, la compatibilità. Le "persone giuste" che dice @Elanor
    Io (e forse anche altre di voi) sono stata spesso tacciata di eccessiva selettività; eppure, credo sia utile. Si fa una scrematura ed è inutile arenarsi in rapporti superficiali e che restano tali se non ci sentiamo a nostro agio o non li sentiamo appartenerci. Soprattutto se non c'è compatibilità (del modo di intendere il rapporto e di alcuni gusti).
    Anche perché un rapporto superficiale è una conoscenza, non un'amicizia.
    DomitillaGrizlitestadimortoEstherDonnelly
  • KrigerinneKrigerinne Post: 3,163
    Non ho mai avuto problemi a mantenere le amicizie, di solito se diventi amico mio poi NON HAI PIU' SCAMPO.
    Ma con alcuni amici ND che ho trovo che troppo spesso manchino di reciprocità, di iniziativa e di reattività.
    1 Se uno ti dice una cosa "dovresti" ridere, replicare, annuire, sorridere, raccontare qualcosa a tua volta.
    2 Dovresti proporre iniziative: facciamo un pic nic, andiamo lì, buttiamoci in un progetto, ecc...
    3 Dovresti dire molti "Sì" e scendere a compromessi. Se per un paio di volte declini l'offerta di partecipare a un'uscita o a un'iniziativa senza una scusa buona e credibile e non conosci bene bene l'altra persona questa potrebbe già smettere di contattarti per eventi futuri.

    Io sono una che spinge fisicamente se necessario, che replica sempre, che ride e che costringe gli altri a muovere il culo. Ci metto un po' a prendere confidenza ma alla fine diventa così il rapporto con me: tutti sdraiati e io che saltello e dico partiamo all'avventura. E così mi conquisto i cuori della gente. XD
    Bisogna migliorare il rapporto con il proprio corpo, con l'ambiente e con il tempo (?) perché i miei amici ND (non tutti) sembrano troppo in ritardo rispetto a quello che sta succedendo ORA, e questo può fare strano, può far pensare di essere usciti da soli, in realtà, o con uno spettro.
    Andato46RobKwolfgangKolymaAmeliediegoValentasilvia78KaliaIcaro89e 5 altri.
    Backend developer ~ Asperger ~ ex tutor ABA
    You split the sea so I could walk right through it
  • Mi rendo conto che ho una soglia bassa di sopportazione per tante cose che rovinano le amicizie:
    L'invadenza. Già se mi contattano troppo mi da' fastidio. E sì ci provo a farmela andare bene. Lo capisco che mi chiedono cosa c'è che non va per il mio bene, però non mi va di confidarmi.
    I tempi e i luoghi di contatto. C'è una serie di cose; uscire di sera tardi, guidare di notte, andare troppo lontano da casa, mangiare in posti che non mi piacciono, mi rovinano decisamente l'umore. Mi rendo conto che non posso nemmeno chiedere sempre loro di venirmi a prendere e di andare al mio locale preferito però da qualche mese si va sempre alla stessa panineria buzzurra che mi fa vomitare e il pensiero di uscire mi deprime. Il mio locale preferito è una birreria dove suonano musica metal e le mie amiche si rifiutano categoricamente di andare lì. Non è da signorine. Boh.
    Poi non mi trovo bene in gruppo. Ci sono occasioni in cui le ragazze cercano di inserirmi a forza in qualche loro gruppo di amiche, sorelle, cognate e io non riesco mai a socializzare con le altre, resto fuori. Se le altre sono già amiche tra loro e io sono nuova, 100% resto fuori.
    Non capisco quanto tempo dovrebbe passare tra un contatto e l'altro per non essere invadente e allo stesso tempo dimostrare che me ne frega qualcosa.
    La gente tende ad avere poca pazienza/offendersi per i miei shutdown che sono lunghi periodi di isolamento quasi totale. Anche questo scambiato per disinteresse. a me importa delle persone ma nel mio mondo dovrebbero darmi tempo. Più tempo.
    Dopo che mi è passata ho paura a mandare un messaggio, perché sento che saranno offesi con me.

    AmelietestadimortoValentaKaliaWBorgPiu82

  • GecoGeco Post: 1,585
    Penso che in primis sia il fatto di non avere la testa da donna, poi i problemi sociali (in parte amplificati dalla testa).
    Ammesso che la cornice fatta di chiamate, interesse reciproco e piacevolezza nello stare assieme sia nella condizione ideale, dopo una prima fase mi rendo conto che l'amicizia va a morire perché non riesco a dare alcuni  elementi che essa prevede, in quanto mi sono estranei. Non ho nella mia testa una componente femminile, sono quella, tanto per far capire di che sto parlando:
    - che nei negozi è un pesce fuor d'acqua e che gira come una scema in attesa che le altre finiscano di vedere
    - che non sa rispondere al "come mi sta?",
    - che non sa cosa sia vestirsi in maniera adeguata alla situazione
    - che non sa fare supporto amoroso,
    - che non ha argomenti e non è interessata a cose tipicamente femminili (trucco, parrucchiera, estetista)
    Insomma, come mi ha detto la mia amica ridendo "Uscire con te è come uscire con il mio fidanzato, anzi forse con lui posso pure lamentarmi che l'estetista ha fatto un lavoro alla cavolo, con te invece è come parlare ad un marziano del problemi della Luna".
    Non sto dicendo che l'amicizia tra donne preveda solo quei discorsi, ma da come ho capito fanno parte del mondo femminile ed avere un'amica con la quale ci si devo comportare come col fidanzato, non penso che sia il massimo a lungo andare; se poi ci si aggiungono i problemi sociali direi che il quadro è completo: dopo un po' è meglio cambiare aria.
    Ciao.

    wolfgangValentamillyValeymkupAmeliePhoebeSperanza9mammarosanna
  • vanessavanessa Post: 1,163
    Anch'io ho problemi a mantenere le amicizie nel tempo penso che i problemi macroscopici siano la mancanza di iniziativa ad esempio chiamare per primi proporre di uscire, scarse dimostrazioni di empatia abbracci baci andare al bagno insieme saper accogliere gli sfoghi lagnosi nel modo che la persona vuole, rifiutare alcuni inviti, a volte mancanza di interessi comuni, talvolta difficoltà a flirtare con gli uomini. Poi ci sono le piccolezze i piccoli gesti, il camminare in modo buffo o solo troppo veloce o troppo lento o comunque non in sincrono col resto del gruppo o il contatto oculare non proprio perfetto di cui magari non si rendono pienamente conto neppure loro ma con cui si sentono a disagio. I tempi sfasati di cui parlava @Kringerinne
    millyValeymkupValentaKaliaPiu82
  • PietbonuPietbonu Post: 60
    modificato giugno 2015

    io sono un maschietto, ma di difficoltà a mantenere amicizie ne ho a sufficienza. Soprattutto con gli uomini. Non riesco proprio a starci insieme. Preferisco amicizie femminili. Forse la mia parte femminile del mio cervello riesce ad interagire meglio con voi. Purtroppo però spesso vengo individuato come il maschio tipico pronto a saltarvi addosso con la bava alla bocca, in cerca di soddisfazioni sessuali egoistiche. Niente di tutto questo, anche se talvolta posso provare attrazione e desiderio, se non è esteriorizzato, richiesto e condiviso dalla controparte è come se non ci fosse proprio. Non credo, quindi, che sia un problema strettamente femminile, anzi, penso proprio che coinvolga in maniera unilaterale chi ha diverse percezioni sensoriali.


    Valeymkup
  • KrigerinneKrigerinne Post: 3,163
    modificato giugno 2015
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    You split the sea so I could walk right through it
  • AmelieAmelie Post: 5,373
    Non ho mai avuto problemi a mantenere le amicizie, di solito se diventi amico mio poi NON HAI PIU' SCAMPO.
    Ma con alcuni amici ND che ho trovo che troppo spesso manchino di reciprocità, di iniziativa e di reattività.
    1 Se uno ti dice una cosa "dovresti" ridere, replicare, annuire, sorridere, raccontare qualcosa a tua volta.
    2 Dovresti proporre iniziative: facciamo un pic nic, andiamo lì, buttiamoci in un progetto, ecc...
    3 Dovresti dire molti "Sì" e scendere a compromessi. Se per un paio di volte declini l'offerta di partecipare a un'uscita o a un'iniziativa senza una scusa buona e credibile e non conosci bene bene l'altra persona questa potrebbe già smettere di contattarti per eventi futuri.
    @Krigerinne , i problemi 1 e 2 li riscontro anche in persone che sono ragionevolmente certa non essere ND. Soprattutto il 2. 
    Anzi, solitamente sono io quella che ogni tanto propone ma non ho mai adesioni :(


    I tempi e i luoghi di contatto. C'è una serie di cose; uscire di sera tardi, guidare di notte, andare troppo lontano da casa, mangiare in posti che non mi piacciono, mi rovinano decisamente l'umore. Mi rendo conto che non posso nemmeno chiedere sempre loro di venirmi a prendere e di andare al mio locale preferito però da qualche mese si va sempre alla stessa panineria buzzurra che mi fa vomitare e il pensiero di uscire mi deprime. Il mio locale preferito è una birreria dove suonano musica metal e le mie amiche si rifiutano categoricamente di andare lì. Non è da signorine. Boh.
    Quello che scrivi mi ha molto stupita. Perché io non l'ho mai considerato un "problema", ed è per questo che ho parlato di compatibilità e di alcuni gusti simili. 
    (Ed è anche il motivo per cui mi dicono sono troppo rigida).

    A me non piace fare troppo tardi la sera a meno che non si stia facendo qualcosa (quindi non vagare senza meta al freddo), non mi piacciono i pub e i locali con la musica troppo alta, la confusione e l'aria soffocante, non mi piacciono le discoteche e ho problemi a mangiare determinati cibi (sia per un fatto di gusti sia che alcuni non li digerisco). 
    Quindi, semplicemente, non ci vado. 

    Credo che non abbia senso andare in un luogo o fare un'attività che a una delle due persone crea problemi o non le piace. Che senso avrebbe? 
    Ok, in una relazione è necessario un compromesso, però se ad amica X piace andare a ballare (esempio), tanto vale ci vada con un'altra amica a cui piace. Perché dovrebbe andarci con me, che non ballo, starei più fuori che dentro il locale e finirei con l'irritarmi con il mondo che mi circonda e lo "spegnermi"? (Ci ho provato, è stato orripilante e ho creato anche disagio alla persona che mi ha invitato e ai suoi amici).

    Ecco, io credo che se una persona è tua amica e sa che ti crea problemi un determinato luogo o un'attività non ti piace, semplicemente ti invita a fare altre cose, che piacciono a entrambe. Anche a stare in casa, bere tè e vedere un film, non è necessario fare chissà che cosa. Perché le interessi TU, non solo l'attività da svolgere. Certo, anche tu dovresti fare altrettanto, per la reciprocità. 

    Quando esco con le pochissime persone che ho vicino, mangiamo sempre negli stessi posti. Ho anche detto che possiamo andare altrove, però mangio a casa e faccio compagnia senza mangiare (per me non è un problema).

    Credo che se a una persona piaci davvero, non solo per compagnia, questi problemi non si pongano affatto. 
    O forse è perché frequento persone abbastanza particolari?

    (Però possono esserlo con persone nuove con gusti molto diversi, non per mantenere l'amicizia).

    PhoebeValentaPiu82
  • @Amelie il problema è proprio quello. Tra i tanto vale che ci vadano da sole, finisce che io resterei sempre a casa. E poi quando resto a casa tra loro nasce una complicità più forte per cose di cui si sono dette quella sera, altra esclusione. Per cui ben venga il compromesso. A volte chiedo loro di venire da ma a prendere il tè, ma so che preferirebbero uscire, specialmente la mia amica single che sfrutta le serate per guardarsi intorno.
    è difficile trovare cose in comune. Io a parte pochi interessi (es.a una mia amica piace vampire diaries e parliamo di quello, momentaneo isolamento dell'altra a cui non piace) non credo di avere niente in comune con le persone che frequento. Non l'ho mai considerato indispensabile. Però non arrivo a chiedermi se a queste persone piaccio davvero o no. Anche solo pensarci è un dolore.
    è bello che le persone che hai vicino facciano lo sforzo di capirti. :)

    Amelieamigdala

  • diegodiego Post: 1,136
    Io penso che ogni caso sia a se però le ultime risposte proprio non Ie non capisco: da un lato vorremmo che la gente facesse uno sforzo e ci accettasse per quello che siamo, dall'altro però noi non vogliamo fare lo sforzo di adeguarci un po.

    E ci stupiamo anche che facciamo fatica a tenerci strette le amicizie ?

    Io penso che ho cominciato a vivere serenamente quando ho "compreso" ed "accettato" che sono diverso dagli altri e che se proprio voglio pretendere qualcosa, prima devo dare qualcosa.
    Andato46testadimortoIcaro89
  • Andato46Andato46 Post: 5,160
    modificato giugno 2015
    Son d'accordo con @diego, la reciprocità è tutto nei rapporti :)
    Però da quel che conosco di lei, direi che non è il problema di @Phoebe, non so se per altre sta lì il problema.
  • ValentaValenta Post: 10,759
    Io ho un numero normale di amici, circa 10 e sono gli stessi da anni.

    Un gruppo che frequentavo sino ai 23 l ho perso per complicazioni sentimentali con una delle persone e quello dell adolescenza nel mio borgo li ho persi di vista ma ad esempio in eventi come matrimoni e lauree ci si rivede.

    E sono una persona poco cool, non esco la notte, non guido, in gruppo mi ammutolisco e ho un look delle volte pessimo.
    Poi ho un brutto carattere e ho passato una malattia mentale.

    Eppure qualcuno continua a volermi bene, anche se delle volte non so perché.
    KaliaEstherDonnelly
    Vale (egli\lui\gli)- feedback e reactions sempre graditi
  • diegodiego Post: 1,136
    Ad ogni modo secondo me la domanda andrebbe girata. Non è tanto importante capire perchè certe amicizie finiscono ma cosa fare per non farle finire.

    Come diceva @Elanor penso anch'io che sia una questione di interessi comuni. E' come se io sperassi di diventare amico di qualcuno che ama il calcio e va tutte le domeniche allo stadio. Sarebbe una cosa impossibile per me.

    Se invece andiamo in bici insieme potrei stare giornate intere con una persona. 

    Aggiungo anche che non bisogna struggersi tanto perchè è anche possibile che in fondo certe amicizie vogliamo perderle, magari non proprio in maniera cosciente, proprio perchè non ci stiamo bene.


    Andato46vanessa
  • PhoebePhoebe Post: 2,066
    Non m'interessa molto avere amicizie di circostanza, il gruppo, ci ho già rinunciato tempo fa. Se mi ritrovo a far parte di un gruppo, ed è capitato molto raramente, sono la ragazza invisibile e generalmente nel gruppo non è nessuno mio amico ma tutti conoscenti. Inoltre mi è più facile sviluppare un rapporto 1 a 1. In gruppo è molto più difficile.

    Parlo di amicizie profonde, quelle a cui teniamo veramente, le persone per cui proviamo affetto anche se magari non glielo dimostriamo. Anche quelle sono difficili. In realtà ogni relazione è difficile per me, sia con genitori, sorelle, fidanzato, mi sembra sempre di fare qualcosa di male. 

    Indubbiamente il mio problema non è la reciprocità, se una persona mi piace tendo a contattarla e a chiederle di fare qualcosa insieme, forse ho il problema opposto, ossia che divento troppo appiccicosa e quando me ne rendo conto cerco di limitarlo. 

    Credo che il problema sia quando le persone cominciano a capire come sono fatta, quando mi lascio un po' andare. Ma non so esattamente cos'è che non va che porta un'amicizia a finire. In passato ho pensato che fosse perché sono noiosa, perché riporto la conversazione sempre sugli stessi argomenti o che sono molto atipica, come mi definiscono i miei colleghi, rispetto alle altre donne. In realtà non ne ho idea. 

    Non ho nessuna amicizia di vecchia data, ho avuto varie amicizia a cui tenevo ma quando capisco che la cosa diventa a senso unico (contatto solo io e chiedo solo io di uscire) smetto di farlo e quelle persone non le sento più.

    AmelieKrigerinnePiu82
    Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo ma poi ho pensato, ci sono così tante persone nel mondo, ci dev'essere qualcuna proprio come me, che si sente bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io. Vorrei immaginarla, e immaginare che lei debba essere là fuori e che anche lei stia pensando a me. Beh, spero che, se tu sei lì fuori e dovessi leggere ciò, tu sappia che sì, è vero, sono qui e sono strana proprio come te.

    Frida
  • diegodiego Post: 1,136
    Hai escluso il gruppo ma dovresti anche escludere le persone sbagliate e secondo me se una persona sparisce dopo un po vuol dire che non era la persona giusta.

    Forse dovresti essere più tu a scegliere invece che aspettare che siano gli altri a farlo. 

    Io ho due modalità di relazione nelle amicizie:

    1: se capisco che la persona con cui sto interagendo è troppo diversa da me smetto di aspettarmi qualsiasi cosa da questa persona. Non è colpa di nessuno, questa cosa va accettata così com'è.
    2. può succedere che una persona è interessata alla mia amicizia ma io no (a te non è mai capitato ?)
    3. ci può essere qualche interesse comune e allora qualcosa si può costruire ma se devo dirla tutta non penso che esistano veramente persone con cui si possa avere un intesa totale, per nessuno NT o ND che siano. (e questa è un altra cosa che va accettata)

    Capite queste cose, tutto sta nel cercare di trarre il meglio da ogni amicizia o conoscenza, e alla fine, qualcosa di buono si trova sempre.
    Se proprio non si fanno sentire quanto tu vorresti ma quelle volte che si fanno sentire stai bene, che male c'è ?

    come diceva Woody Allen: Basta che funzioni ! in quel film si parla della storia con la più bassa probabilità di funzionamento della storia ma non per questo bisogna farsi spaventare dal fatto che una relazione non è per sempre e totalizzante.
    Andato46Krigerinne
  • diegodiego Post: 1,136
    Aggiungerei anche che il mito dell'amicizia totalizzante in realtà è, appunto, un mito. Ho potuto constatare diverse volte che ste grandi amiche si baciano e si abbracciano ma poi sparlano allegramente a vicenda.

    Ecco una cosa che lega tanto le persone: il pettegolezzo.

    Di solito è una cosa che funziona sempre e lega tantissimo. Se riesci a farlo senza essere troppo cattiva di sicuro è qualcosa che consolida tanto le amicizie.
    vanessaValeymkupEstherDonnelly
  • Andato46Andato46 Post: 5,160
    @Phoebe non è che ti fai anche troppe paranoie? Siccome, come dice giustamente @diego, le amicizie totalizzanti non esistono, non è che vai in crisi per nulla? Magari una tua amica non ti risponde e vai subito a pensare che ce l'abbia con te.
    EstherDonnelly
  • Andato46Andato46 Post: 5,160
    @Phoebe non è che ti fai anche troppe paranoie? Siccome, come dice giustamente @diego, le amicizie totalizzanti non esistono, non è che vai in crisi per nulla? Magari una tua amica non ti risponde e vai subito a pensare che ce l'abbia con te.
  • PhoebePhoebe Post: 2,066
    @diego quindi l'amicizia non esiste? Perché se hai potuto constatare che grandi amiche si baciano e si abbracciano e poi si sparlano a vicenda, non sono amiche. Inoltre non è che chiunque con cui ho a che fare voglio che sia mio amico, sono comunque poche le persone con cui faccio amicizia. Perché mi piacciono. 

    E che cosa sarebbe l'amicizia totalizzante? 

    @Elanor non sono in crisi, sto solo riflettendo e nessuna paranoia.
    Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo ma poi ho pensato, ci sono così tante persone nel mondo, ci dev'essere qualcuna proprio come me, che si sente bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io. Vorrei immaginarla, e immaginare che lei debba essere là fuori e che anche lei stia pensando a me. Beh, spero che, se tu sei lì fuori e dovessi leggere ciò, tu sappia che sì, è vero, sono qui e sono strana proprio come te.

    Frida
  • Andato46Andato46 Post: 5,160
    Non è che l'amicizia non esiste, semplicemente si è amiche/amici senza necessità né di vedersi troppo spesso né di sentirsi con costanza. Ognuno ha sicuramente modalità diverse, però se penso a quelle persone che considero realmente amiche, se guardo a quanto spesso ci sentiamo e vediamo mi salta subito all'occhio che non sono quelle che vedo più frequentemente né sento più spesso. Per le amicizie consolidate ci sentiamo quando ci va e se ci va. E' un processo molto naturale, per me l'unica cosa che realmente fa la differenza sono le persone con cui si hanno a che fare: con chi c'è sintonia, anche se per tre mesi non ci sentiamo, quando poi stiamo di nuovo assieme stiamo ancora bene, se non c'è realmente sintonia allora la lontananza o il non sentirsi pesano.
    ValentaPhoebevanessaAmelieEstherDonnellyPiu82
  • PhoebePhoebe Post: 2,066
    uhm @Elanor penso che persone che non sento da mesi e che non vedo, alcune, dall'anno scorso (e sono della mia zona), che in questi mesi non mi hanno mandato neanche un messaggio se non io a loro, non le posso considerare amiche, non credi? 

    Ancora non ho capito con esattezza chi posso considerare realmente amico, ma ho capito chi posso considerare per niente amico! 


    Amelie
    Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo ma poi ho pensato, ci sono così tante persone nel mondo, ci dev'essere qualcuna proprio come me, che si sente bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io. Vorrei immaginarla, e immaginare che lei debba essere là fuori e che anche lei stia pensando a me. Beh, spero che, se tu sei lì fuori e dovessi leggere ciò, tu sappia che sì, è vero, sono qui e sono strana proprio come te.

    Frida
  • Andato46Andato46 Post: 5,160
    Io considero amiche le persone di cui mi posso fidare, con cui mi sento a mio agio quando ci sto assieme, con cui mi diverto anche quando ci sto assieme, che mi stanno vicino e mi aiutano se ne ho bisogno (nei limiti delle loro possibilità, ovvio).
    PhoebeAmelieEstherDonnelly
  • GecoGeco Post: 1,585
    @Phoebe un buon discrimine potrebbe anche essere il desiderio e l'impegno per vedersi, non il vedersi in sè.
    Ho solo un'amica ed è normale avere a 35 anni, ma anche alla tua età, la propria vita: lavoro/studio, fidanzato, orari differenti, problemi logistici e di trasporto.
    Per quel che mi riguarda ci vediamo ogni tre o quattro mesi per due o tre ore, poi torniamo ai rispettivi impegni e non ci sentiamo neanche una volta al mese. Quello che noto con lei è che quanto ci sentiamo e cerchiamo di vederci, prima di dire rimandiamo, proviamo a fare la quadratura del cerchio e contorsionismi di ogni genere, perché vogliamo vederci. Anche questo per me fa la differenza, anzi fa tanta differenza, almeno quanto "l'esserci nel momento del bisogno".
    Ciao.
    ValentaAndato46AmeliePhoebePiu82
  • AmelieAmelie Post: 5,373
    modificato giugno 2015
    Secondo me andrebbe fatto un distinguo: io ho quattro amicizie profonde, tutte con le modalità descritte da @Elanor. Una di loro vive all'estero e ci siamo riviste a Natale dopo due anni. Se il rapporto è profondo e reciproco resiste, perché l'amicizia non richiede di sentirsi/vedersi assiduamente. L'altra persona c'è, anche se non te lo dice sempre. 
    (Ma non solo c'è, anche se non ti risponde sempre e subito, ma desidera anche vederti e, compatibilmente ai propri impegni, ci si incontra ogni tot tempo).
    Come dice @Geco, ognuno ha la propria vita: la mia migliore amica che vive all'estero ha un'attività, convive e ha un figlio piccolo, quindi è normale che abbia meno tempo da dedicare alle amicizie italiane. Idem le altre tre che vivono in Italia (ma solo una di loro vicino a me). Nel loro caso, il rapporto funziona ed è equilibrato. (Io voglio vedere loro e loro vogliono vedere me con frequenza più o meno analoga).

    Però alcune persone -per indole, per l'assenza di rapporti sociali nel luogo di studio/lavoro, per le motivazioni più varie- desiderano anche rapporti di amicizia più assidui. Dove si condivide di più, ci si sente e ci si vede più spesso. Forse anche più esclusivi.

    Sono due tipi di amicizia con frequenza diversa. Non è un discorso qualitativo, almeno non sempre.

    @Phoebe, per te quanto incide la frequenza? Senti il desiderio di amicizie più assidue, o solo più "diluite" come quelle descritte da me e da altre?

    (Mi scuso se eventualmente ho scritto una cosa che non c'entra, però nel mio specifico caso è significativa).

    Piu82
  • KrigerinneKrigerinne Post: 3,163
    Amelie ha detto:

    Non ho mai avuto problemi a mantenere le amicizie, di solito se diventi amico mio poi NON HAI PIU' SCAMPO.
    Ma con alcuni amici ND che ho trovo che troppo spesso manchino di reciprocità, di iniziativa e di reattività.
    1 Se uno ti dice una cosa "dovresti" ridere, replicare, annuire, sorridere, raccontare qualcosa a tua volta.
    2 Dovresti proporre iniziative: facciamo un pic nic, andiamo lì, buttiamoci in un progetto, ecc...
    3 Dovresti dire molti "Sì" e scendere a compromessi. Se per un paio di volte declini l'offerta di partecipare a un'uscita o a un'iniziativa senza una scusa buona e credibile e non conosci bene bene l'altra persona questa potrebbe già smettere di contattarti per eventi futuri.
    @Krigerinne , i problemi 1 e 2 li riscontro anche in persone che sono ragionevolmente certa non essere ND. Soprattutto il 2. 
    Anzi, solitamente sono io quella che ogni tanto propone ma non ho mai adesioni :(







    E' possibile che ci riferiamo a persone differentemente autistiche. Nel senso che io parlavo di problemi che riguardano soprattutto alcune persone aspie che non hanno amici, ma non tutte. Poi c'è invece chi ha qualche amico ma comunque ha difficoltà sociali, ma queste sono nettamente più sottili. In quel caso sistematizzare è molto più complesso perché bisogna andare a vedere i casi singoli.
    Io sono uscita un paio di volte con un ragazzo per il quale ero la figura del compagno adulto (poi ho dovuto cambiare città e non se ne è fatto più niente) e lui così come tanti altri aspie meno funzionali ha grossissime difficoltà in quei tre domini che ho elencato.
    Il fatto di essere fuori sincrono e sembrare degli spettri invece forse è più generalizzabile e ci si potrebbe riflettere. Gli aspie con i quali faccio più amicizia sono quelli che hanno un luccichio negli occhi che ti dice "sono qui, non sono altrove". Forse si tratta anche di espressività dei movimenti, di capacità a ironizzare, e cose del genere. Non lo so di preciso.

    Nel fare amicizia penso sia fondamentale che la persona alla quale si è rivolti debba piacere nel modo di ragionare e di comportarsi. Fortunatamente non esistono solo donne fissate con il trucco e cose del genere.
    AmelieKolymaKaliaPiu82
    Backend developer ~ Asperger ~ ex tutor ABA
    You split the sea so I could walk right through it
  • EuniceEunice Post: 1,060
    Nella mia vita ho perso talmente tante amicizie che potrei riempire di croci un cimitero. E, almeno per la metà di esse, posso essere certa che la colpa/responsabilità sia stata mia, perché molte di queste persone hanno cercato in qualche modo di riavvicinarsi, di riagganciarmi, ma di fatto io non l'ho permesso.

    Non so perché questo succeda, è uno dei miei maggiori problemi, dettato dal fatto che probabilmente non capisco il concetto stesso di amicizia o la sua prassi. Se analizzo quel che succede le cose di solito si svolgono così:

    - le persone mi si avvicinano facilmente, l'entrare in contatto con qualcuno di nuovo per me non è un problema (anche se ovviamente con l'avanzare degli anni e il modificarsi dello stile di vita la cosa è cambiata);
    - la curiosità reciproca iniziale può portare anche all'instaurarsi di un intenso rapporto di scambio di idee e di frequentazioni;
    - dopo un po' di tempo, la cui lunghezza può variare molto, il mio cervello tende a spostarsi su altro e devo forzarmi a mantenere la comunicazione aperta ricordandomi cosa io debba fare;
    - nel momento in cui intervengono altre priorità o eventi per i quali mi è necessario usare energie, comincio a dimenticarmi dell'altra persona;
    - ad un certo punto mi rendo conto che è passato veramente molto tempo dall'ultima comunicazione avuta, me ne dispiaccio (ma sul serio), mi riprometto di fare qualcosa, magari agisco anche, ma alla fine la cosa esce comunque dalla mia sfera di attenzione e allerta;
    - nel caso in cui l'altra persona cerchi di recuperarmi, mi perdo lo stesso. Sul momento ne sono felice ma poi ripassa in secondo piano e ancora una volta dimentico di essere presente.

    Ho cercato di capire le cause di questo mio comportamento. Le conclusioni parziali e ancora in fieri a cui sono giunta sono che:
    - per quanto non abbia apparentemente problemi a relazionarmi con gli altri (ma qualche danno lo faccio sempre), credo che di fatto io usi una grande quantità di energie per riuscire a gestire un'amicizia. Nel momento in cui ho bisogno di quelle energie per fare altro, l'amicizia viene privata del carburante necessario e quindi non riesco più a gestirla.
    - Credo ci sia una mia componente feroce nella cosa, nel senso che mi rapporto alle persone come ad un interesse speciale. Sono curiosa, veramente curiosa di conoscerle, di capire la loro storia e, se posso o quando serve, anche desiderosa di supportarle con tutti gli strumenti che ho a mia disposizione. Però, quando l'interesse fondamentalmente intellettuale comincia ad esaurirsi, non riesco più a concentrarmi su quelle persone.
    - Credo di avere una seria difficoltà nell'espormi all'altro, per cui, per quanto mi possa piacere e stare simpatica una persona, posso sempre farne a meno. Non mi fido mai fino in fondo e non concedo mai (o quasi) una reale e complessiva conoscenza di quello che sono.

    A conferma di queste mie teorie c'è il fatto che le uniche, pochissime amicizie sopravvissute sono con persone che in qualche modo sono riuscite a forzare le mie barriere difensive e per le quali provo non solo la curiosità intellettuale ma anche il bisogno emotivo di sentirle e di parlarci (anche in modo discontinuo ma sempre vivace e coinvolto).
    MikiPhoebevanessaAndato34Andato46amigdalaPiu82
  • diegodiego Post: 1,136
    E questo @Eunice porta al discorso che facevamo prima e cioè che una persona per diventare veramente amica deve essere un po come te.

    Quel tipo di amicizia di cui stiamo parlando è un po come un fidanzamento. Quanto tempo ci vuole a trovare un fidanzato/a degno/a ?

    Ecco, è la stessa cosa per l'amicizia.

    La differenza con gli NT secondo me è che loro se ne fregano, sono promiscui in fatto di amicizie, stanno con tutti salvo poi pugnalarsi alle spalle, si fanno andare bene tutto o quasi, un ND invece è molto più selettivo.

    Ma è inutile farsi dei problemi per questa cosa. Bisogna saper aspettare e prima o poi succederà e quando l'amicizia finirà (perchè finirà in un modo o nell'altro, sono veramente rarissimi i casi di amicizie durate decenni) accettare la cosa godendosi il ricordo del bel tempo passato insieme.


    Andato46Piu82amigdala
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