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Che cos'è che rende difficile mantenere le amicizie per le aspie donne?

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Commenti

  • EuniceEunice Post: 1,060
    @diego, il tuo discorso è sensato e per molti anni mi sono data la stessa spiegazione. Però ho modo di confrontarmi anche con persone che invece hanno e conservano amicizie di lunghissima data e sinceramente ritengo che ci sia un qualcosa, per me difficile da cogliere, che è qualitativamente diverso nel mio modo di rapportarmi con gli altri.

    Per esempio mio marito per alcuni versi è molto simile a me (bisogno di spazi e ritmi propri, difficoltà a comunicare e condividere le emozioni, etc.), ma per altri è completamente diverso. Tra questi la sua capacità di creare e mantenere le amicizie. Da questo punto di vista ho osservato che ha diversi livelli di amicizia, da quella superficiale e legata ad una specifica attività a quelle più profonde e durature. La cosa che mi stupisce è che si porta avanti dei carissimi amici fin dall'infanzia e dall'adolescenza e che queste persone tengono veramente a lui, in un modo che è palpabile ma insieme per me inafferrabile. In situazioni di crisi ho visto questi amici arrivare e aiutare in modo sostanziale, senza che mio marito nemmeno chiedesse. Desumo che probabilmente mio marito abbia fatto lo stesso per loro in passato. Ma, davvero, il comportamento, il modo di dialogare e comunicare è qualcosa che io non riesco a capire fino in fondo e che probabilmente non sono in grado di creare.

    Questo per le amicizie più profonde, ma noto che anche per le amicizie superficiali c'è un piacere e una leggerezza dello stare insieme, prendendo solo quello che la situazione può dare di buono, che a me fondamentalmente sfugge. Non credo che sia solo lo spettegolare o il divertirsi alle spalle di qualcun'altro. C'è qualcos'altro che io non so cogliere o vivere.

    Ho fatto l'esempio di mio marito, ma potrei sostituirlo con quello di mio fratello o della mia amica storica (donna dalle grandissime doti empatiche).

    Sono davvero convinta che ci sia un qualcosa che mi sfugge, che probabilmente non saprò mai comprendere e che mi induce a faticare per costruire e vivere una bella amicizia.

    Detto questo, accetto in ogni caso il fatto che ho tutto il diritto di vivere questo tipo di rapporti a modo mio e che, per fortuna, esistono persone, poche e scelte, che sanno apprezzare il mio modo di essere amica.
    PhoebeKaliaamigdalaPiu82
  • diegodiego Post: 1,136
    @Eunice sono perfettamente d'accordo con te, è ovvio che ci sono amicizie che noi non riusciremo ad instaurare mai.

    Ma la domanda chiave è: è veramente quello che vogliamo ?

    I problemi a socializzare ci sono, è vero, ma io penso che ci sia anche dell'altro. Che in fondo c'è una lucidità diversa che ti convince, magari inconsciamente, che non hai bisogno di quel tipo di amicizia e quindi non ti impegni più di tanto ad ottenerla.

    L'esempio del pettegolezzo come collante è solo un esempio, secondo me nelle amicizie NT-style c'è sempre una componente di questo genere se non è il pettegolezzo è il bisogno di condividere il tifo per la stessa squadra di calcio (per evitare di farsi sfottere dagli altri).

    Non so se mi spiego.

    Io ho la sensazione che a volte gli NT siano più tristi di noi e cercano di compensare questa tristezza con questo genere di rapporti.

    Partiamo dal presupposto che la vita è difficile per tutti, nessuno escluso.

    Un ND secondo me è più lucido invece, sa che nessuno ti può salvare se non te stesso, a volte ci illudiamo che il giusto amico o il giusto partner possa aiutare ma dentro di noi sappiamo che non è così.

    E' questa lucidità che ci frega secondo me, loro invece ci credono veramente che possa funzionare e a volte l'idealizzazione aiuta.

    Una volta ho letto un articolo che diceva che i rapporti più duraturi sono quelli in cui le persone idealizzano l'altro. Poi l'altro è un cretino ma per noi è sempre un grande amico. Ecco, è questa forma di idealizzazione che forse manca negli ND.

    Se proprio devo dirla tutta io preferisco non idealizzare, prendermi il buono di una persona e scartare tutto il resto.
    amigdalaLudoPiu82
  • PhoebePhoebe Post: 2,066
    @diego io ci credo nel rapporto dell'amicizia e sono ND e credo anche al rapporto con il mio ragazzo e ci credo veramente che possa funzionare, altrimenti neanche ci proverei.
    Ameliealexander_pope
    Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo ma poi ho pensato, ci sono così tante persone nel mondo, ci dev'essere qualcuna proprio come me, che si sente bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io. Vorrei immaginarla, e immaginare che lei debba essere là fuori e che anche lei stia pensando a me. Beh, spero che, se tu sei lì fuori e dovessi leggere ciò, tu sappia che sì, è vero, sono qui e sono strana proprio come te.

    Frida
  • Spesso capita anche a me che alcune relazioni d'amicizia non durino: ecco perché ho tanti conoscenti e pochi amici veri.
    Sono molto discontinua nelle relazioni, cerco di sforzarmi a contattare periodicamente (anche se non ne ho voglia) degli amici "fissi" che ho, dato che sono conscia del fatto che potrebbero allontanarsi, una volta carpita la mia discontinuità.
    Inoltre, personalmente, non mi fanno impazzire le discoteche ed i locali sovraffollati e rumorosi (per lo più frequentati dai ragazzi della mia zona).
    Ho letto un altro paio di commenti qui sotto, e questa motivazione pare andare per la maggiore.
  • Icaro89Icaro89 Post: 1,223
    modificato novembre 2015
    Credo che il commento di @Krigerinne sia molto prezioso. Purtroppo individuare il problema e trovare espedienti per risolverlo o attenuarlo sono due step di ben diversa portata... Però c'è da dire che se sono riuscito a salvare delle amicizie è stato proprio perché ad un certo punto, per motivi assolutamente esogeni, mi sono messo a fare un sacco di attività e a trascinare gli altri con me nel vivere qualcosa di nuovo o anche solo nel programmare qualcosa di semplice ma insieme, chiedendo esplicitamente la compagnia altrui. Magari quello che io descrivo come una "attività frenetica" dal punto di vista NT è un'attività assolutamente normale ed ordinaria, ma a parte questa ahimé inevitabile sfasatura di percezioni, il meccanismo funziona veramente così. C'è da aggiungere però che può essere molto stancante e stressante per un ND trattenersi troppo a lungo in un ritmo di vita così intenso e veloce. Prima avevo paura di questo, adesso sto cercando di darmi risposte meno ansiogene e drammatiche, accettando il fatto che sono necessari momenti di pausa per rigenerarmi mentalmente e periodi di down per prendere respiro e non essere eccessivamente focalizzati su questo aspetto della vita. Credo che un ragionamento simile potrebbe applicarsi anche alle relazioni affettive, anche se non ne sono del tutto certo.
    alexander_popePiu82
  • I miei amici si possono contare sulle dita di una mano, e devo dire che sono rapporti 1:1. Non sono mai riuscita ad avere il classico gruppo di amici con cui uscire, primo perché non mi interessa fare quello che fanno loro (locali affollati e rumorosi, discoteche e cose simili) e non ho alcuna intenzione di farlo, e poi perché ho difficoltà ad uscire in gruppo. Riesco a parlare solo con una, massimo due persone alla volta. I miei amici sono persone con cui condivido interessi, ma soprattutto valori e modo di vedere la vita. Sanno come sono fatta e mi accettano così come sono. Niente baci, abbracci e smancerie e ci si sente sporadicamente ma con tutta la voglia di esserci e l'interesse per l'altro. Sanno che per loro ci sono sempre se hanno bisogno di una mano e così io. Quello che mi manca è una miriade di conoscenti (anche perché e chi ce la fa a ricordarsi tutti quei nomi!) e qualcuno con sui uscire la sera, soprattutto ora che ho cambiato città. Ma devo dire che non ne sento la mancanza, anche se ogni tanto mi piacerebbe parlare con un gruppo di ragazzi senza che il cuore rischi di fermarsi per l'ansia...
  • Brutte esperienze si, assolutamente si. Ma non direi questo. La verità è che non ne ho mai sentito troppo il bisogno e quando arrivavo a sentirlo al punto tale da cominciarne una, dopo un poco provavo un tremendo senso di oppressione. Forse perchè solo un aspie ti lascia i tuoi spazi, perchè capisce quanto siano importanti per te...
  • PhoebePhoebe Post: 2,066
    [Si sta parlando di quali sono i problemi che rendono difficile mantenere le amicizie per le donne aspie]

    Ad oggi, credo che la difficoltà di mantenere amicizie sia data dalla difficoltà a trovare persone simili, che ragionino allo stesso modo, che percepiscano il mondo in modo simile a noi.

    Detto questo, per una donna aspie che percepisce il mondo il modo diverso rispetto alle altre donne è difficile instaurare legami profondi e per questo le amicizie con le donne NT tendono a finire. 

    Ho avuto modo, tramite questo forum, di instaurare relazioni di amicizia con altre donne aspie e all'inizio ero terrorizzata all'idea che l'amicizia potesse finire come quelle passate, che piano andasse a finire. Invece sono passati mesi e il legame non fa che diventare sempre più profondo e stabile, per quanto lontane, sento la loro presenza molto più di amiche che vivono a pochi metri di distanza. La differenza sta nell'essere compresi nelle difficoltà e nella diversità con cui si percepiscono le cose. 
    EstherDonnellyMikiKrigerinne
    Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo ma poi ho pensato, ci sono così tante persone nel mondo, ci dev'essere qualcuna proprio come me, che si sente bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io. Vorrei immaginarla, e immaginare che lei debba essere là fuori e che anche lei stia pensando a me. Beh, spero che, se tu sei lì fuori e dovessi leggere ciò, tu sappia che sì, è vero, sono qui e sono strana proprio come te.

    Frida
  • amigdalaamigdala Post: 6,362
    La mia incapacità di mantenere amicizie ha poco a che fare con l'affinità di carattere o di interessi.
    Sia che la persona mi somigli, sia che sia del tutto diversa non importa. Alla fine in qualche modo mi allontano.
    Più di una volta ho cercato un motivo, sono arrivata a pensare di essermi allontanata da S. perché mi ricordava un periodo difficile. Ma mi rendo conto io stessa che è una scusa per placare i miei sensi di colpa.
    Mi ritrovo molto nelle parole di @Eunice
    Eunice ha detto:

    Nella mia vita ho perso talmente tante amicizie che potrei riempire di croci un cimitero. E, almeno per la metà di esse, posso essere certa che la colpa/responsabilità sia stata mia, perché molte di queste persone hanno cercato in qualche modo di riavvicinarsi, di riagganciarmi, ma di fatto io non l'ho permesso.


    Non so perché questo succeda, è uno dei miei maggiori problemi, dettato dal fatto che probabilmente non capisco il concetto stesso di amicizia o la sua prassi. Se analizzo quel che succede le cose di solito si svolgono così:

    -;
    - la curiosità reciproca iniziale può portare anche all'instaurarsi di un intenso rapporto di scambio di idee e di frequentazioni;
    - dopo un po' di tempo, la cui lunghezza può variare molto, il mio cervello tende a spostarsi su altro e devo forzarmi a mantenere la comunicazione aperta ricordandomi cosa io debba fare;
    - nel momento in cui intervengono altre priorità o eventi per i quali mi è necessario usare energie, comincio a dimenticarmi dell'altra persona;
    - ad un certo punto mi rendo conto che è passato veramente molto tempo dall'ultima comunicazione avuta, me ne dispiaccio (ma sul serio), mi riprometto di fare qualcosa, magari agisco anche, ma alla fine la cosa esce comunque dalla mia sfera di attenzione e allerta;
    - nel caso in cui l'altra persona cerchi di recuperarmi, mi perdo lo stesso. Sul momento ne sono felice ma poi ripassa in secondo piano e ancora una volta dimentico di essere presente.

    .
    È uno sforzo per me mantenere un'amicizia. Mi devo ricordare di cercare l'altra persona, mi devo sforzare di uscire con lei, di farmi sentire. Quante volte mi sarò sentita dire "non ti fai sentire mai". E io ribatto "nemmeno tu". Ma forse cercare me è difficile, potrebbe essere che l'altra persona percepisca che sto perdendo interesse e per questo mi lascia scivolare via.

    Sul motivo del mio distacco mi ritrovo ancora una volta in una frase di @Eunice:
    "Credo di avere una seria difficoltà nell'espormi all'altro, per cui, per quanto mi possa piacere e stare simpatica una persona, posso sempre farne a meno. Non mi fido mai fino in fondo e non concedo mai (o quasi) una reale e complessiva conoscenza di quello che sono"
    Penso che questa frase riassuma quello che sono io e quello che la mia mente elabora di fronte all'altra persona.

    Le mie famose 4 amiche dell'università le sto purtroppo perdendo perché si sta risvegliando il meccanismo qui sopra. Devo ammettere però che mi sto sforzando per non fare che succeda, abbiamo un gruppo su whatsapp che mi aiuta in questo senso.
    Temo però che una di loro mi consideri un'approfittatrice, nel senso che la sento solo quando ho bisogno. Cosa vera in parte, ma perché per come sono fatta non sento la necessità di farmi sentire in continuazione, non so confidarmi e temo il giudizio.
    PhoebeEuniceEstherDonnellyMikiWBorgPiu82
  • chocolatchocolat Post: 455
    modificato novembre 2015


    Non ho letto tutti i post ma non credo sia utile separare la modalità di costruzione e rottura delle amicizie delle donne aspie da quella delle donne in generale. 
    E' invece utile un confronto con l'universo maschile. 
    Gli uomini, da una certa età in poi,  costruiscono  amicizie cameratesche basate su interessi comuni e luoghi di ritrovo abituali. Penso alle partite serali di calcetto, al campionato di calcio, allo sport in generale e persino alla politica. Gli uomini fanno manutenzione di tali amicizie anche se hanno una famiglia e responsabilità lavorative. Forse sono più egoisti o più bravi, o hanno più luoghi deputati all'aggregazione. 

    Le amicizie delle donne (GENERALMENTE) si basano sulla condivisione di stati emotivi, problemi con i figli se ne hanno, pettegolezzi talvolta. Ma la vera discriminante è che sacrificano gli spazi dell'amicizia a altri interessi (il partner, ad esempio, o il corso di uncinetto o i figli). Inoltre, non vi sono luoghi deputati al ritrovo: hai mai visto donne che si incontrano la sera per la settimanale partita di pallavvolo? Io no. O al bar a parlare di politica? Neppure. 

    Credo quindi che quando si parla di donne aspie bisogna tener conto anche di queste dinamiche che rendono la manutenzione dell'amicizia al femminile più impegnativa in termini di risorse. Ovviamente il mio è un discorso general generico che prevede eccezioni. 




    Valentaalexander_poperondinella61KrigerinneKalia
  • è vero. le donne hanno poca tendenza a parlare degli interessi quando si ritrovano. perfino quando questi interessi in comune ci sono! parlano delle altre cose della vita.

    d'altra parte io ho perso amicizie perché mi sentivo inferiore nel senso che non trovavo lavoro e quindi mi vergognavo di non essere all'altezza. ora uguale.
    rondinella61Speranza9
  • amigdalaamigdala Post: 6,362
    Leggendo @chocolat cercavo di classificare le mie amicizie. Eppure non trovo una casella in cui poterle inserire.
    Potrei dire che io ho una parte attiva nelle relazioni quando mi viene chiesta un'opinione su un argomento "non sentimentale". Quando si tratta di condivisione di stati emotivi o racconti "da donna" mi eclisso, interagisco con frasi fatte, rido e faccio battute che per alcuni sono inappropriate.
    Quindi potrei dire che nelle mie amicizie al femminile mi ritaglio un angolo maschile.
    Di amici maschi ne ho solo uno e andiamo davvero d'accordo, parlare con lui mi viene naturale.

    Il fatto che le ragazze aspie hanno una mente più maschile può interferire con la loro capacità di relazionarsi con le donne. Quindi si può pensare che ci si sforza di iniziare un'amicizia con una donna ma poi si perdono energie e interesse nel proseguirla.
    (Questa conclusione non riguarda le cause che portano me a isolarmi, anche se credo che possa essere fra le concause.)
    alexander_popeRobKrondinella61ValeymkupAdalgisaresetWBorg
  • Solitamente a me riesce difficile mantenere le amicizie "attivamente".
    Ai tempi della scuola, mantenevo giocoforza delle amicizie perchè ci si vedeva tutti i giorni, e anche al di fuori della scuola c'erano persone che mi invitavano a cena fuori o a casa loro, o a fare un giro da qualche parte, o al centro commerciale ecc.
    Spesso inventavo delle scuse perchè non ho mai potuto soffrire molto l'insistenza dell'invitarmi di qua e di là (e io considero già insistenza invitarmi una volta ogni chessò, due o tre settimane), vedersi era per me sempre un motivo di ansia, di dover reggere conversazioni che nell'80% dei casi non mi interessavano minimamente, di dover "ridere a comando" quando ridevano gli altri anche se la situazione non mi portava neanche ad accennare a incurvare le labbra ecc ecc. Dunque tutto troppo costruito, troppe forzature, troppo disagio, troppi stimoli.
    A un certo punto, finita la scuola ho iniziato a non rispondere più a nessuno e mi sono completamente isolata per anni.
    Ora ho qualche amica con cui mi scrivo di tanto in tanto in chat senza mai vedersi, e qualche altra con cui resto in contatto perchè la sera fanno le chiamate su skype (loro parlano e io no, spesso abbasso l'audio e non ascolto neanche proprio tutto quello che dicono, ma rispondo comunque quasi sempre alla chiamata), e con cui ci vediamo un paio di volte all'anno.
    Poi ogni tanto realizzo che sono sola come un cane, e allora provo ad essere leggermente più attiva cercando di "interessarmi" di più, ma dopo un po' è come se entrasse in atto un meccanismo del tipo "vabbè dai ok, quello che dovevo fare l'ho fatto, spero che ora siano a posto per un po'".
    Tendo a non saper molto parlare di cose che non mi interessano, per cui direttamente taccio.
    Le poche volte che parlo, quasi sempre parlo di me stessa, della mia infanzia o dei miei problemi, e capisco che questo alla gente non interessa (e grazie al c.. XD) e che faccio la figura dell'egoista, per cui appena me ne accorgo smetto.
    Non sono in grado di guardare negli occhi le persone, per cui anche quelle rarissime volte che sono con le mie amiche, mi rendo conto che per loro possa essere fastidioso parlare con una che osserva il muro alle loro spalle. Preferisco quasi sempre essere in 3 così, mentre io mi "isolo" per "riprendermi" le altre due possono tenere banco senza che io mi senta troppo imbarazzata a stare muta pensando ai fatti miei.
    Insomma, tutta questa serie di fattori rende abbastanza difficile per me mantenere le amicizie perchè do spesso l'idea di sbattermene (e purtroppo, spesso non è nemmeno solo l'idea). 
    chocolatrondinella61angelikaValeymkupPiu82
  • Ah, potrei scrivere miliardi di libri su come troncare un'amicizia e non restarci male.
    Non so quante ne avrò troncate finora, ho perso il conto, ma spesso sono loro ad allontanarsi da me e ormai non me ne frega proprio niente - e vorrei pure vedere alla mia età!
    Non so perché moltissime si sono allontanate da me, ma su una cosa sono certa: ci ho guadagnato.
    Spesso le amiche che ho tuttora mi invitavano a salsa e io proprio non ne avevo voglia. Una sera andai e ballai con un tipo sconosciuto. Lui chiacchierava, tutto solare, gentile, carino e io che ho fatto 9 anni di danza non riuscivo a stargli dietro dall'imbarazzo -.- Non riuscivo nemmeno a guardarlo in faccia, cioè... non è per me, loro lo sanno ma nonostante tutto mi vogliono bene e sono rimaste con me, non mi hanno mai fatto problemi nemmeno per la mia solitudine e so che a loro posso raccontare del mio sospetto di essere asperger. A differenza di altre non mi hanno trattato come una malata, sono rimaste zitte e non è cambiato nulla.
    Queste sono le amicizie che voglio, e non me ne frega niente se sono solo in quattro: sono le migliori e degli altri non me ne può fregare di meno.
    A meno che non siano persone semplici che non fanno problemi e siano DAVVERO disposte a un rapporto come dio comanda.

    Fondamentalmente adesso sono io che mi rifiuto di dare amicizia. Non voglio avere problemi e la gente è veramente troppo problematica per i miei gusti. 
    bloody81udamigdalareset
    I want out--to live my life alone
    I want out--leave me be 
    I want out--to do things on my own 
    I want out--to live my life and to be free
  • resetreset Post: 2,151
    modificato febbraio 2016
    Amicizia:
    La mia unica amicizia a 46 anni.

    Ho provato a 42 anni ad impegnarmi, a dedicare la mia disponibilità a due donne coetanee, ma mi sentivo estranea.
    Quando uscivamo insieme, dove si fermava una delle due, si fermava anche l'altra ed io. Quando mi fermavo io, loro continuavano a parlare ed andavano avanti. Mi sembrava d'essere invisibile. Un disagio.

    Questo mi crea problemi, non ho nessuno con cui confrontarmi, o a cui chiedere un aiuto.

    Non riesco a gestire il mio e l'altrui spazio, a volte troppo fredda, altre calorosa nei rapporti.
    Ascolto molto, ma ho l'impressione che i miei ragionamenti non provochino interesse.

    Credo che il problema di fondo è che sto bene con me stessa anche in solitudine, per cui sono poco motivata ad adeguarmi all'altro.
    L'amicizia che ho trovato a 46 anni, mi fa star bene come quando sono sola.
    rondinella61MalinalliKrigerinne

  • Speranza9Speranza9 Post: 579
    Geco ha detto:

    Penso che in primis sia il fatto di non avere la testa da donna, poi i problemi sociali (in parte amplificati dalla testa).
    Ammesso che la cornice fatta di chiamate, interesse reciproco e piacevolezza nello stare assieme sia nella condizione ideale, dopo una prima fase mi rendo conto che l'amicizia va a morire perché non riesco a dare alcuni  elementi che essa prevede, in quanto mi sono estranei. Non ho nella mia testa una componente femminile, sono quella, tanto per far capire di che sto parlando:
    - che nei negozi è un pesce fuor d'acqua e che gira come una scema in attesa che le altre finiscano di vedere
    - che non sa rispondere al "come mi sta?",
    - che non sa cosa sia vestirsi in maniera adeguata alla situazione
    - che non sa fare supporto amoroso,
    - che non ha argomenti e non è interessata a cose tipicamente femminili (trucco, parrucchiera, estetista)
    Insomma, come mi ha detto la mia amica ridendo "Uscire con te è come uscire con il mio fidanzato, anzi forse con lui posso pure lamentarmi che l'estetista ha fatto un lavoro alla cavolo, con te invece è come parlare ad un marziano del problemi della Luna".
    Non sto dicendo che l'amicizia tra donne preveda solo quei discorsi, ma da come ho capito fanno parte del mondo femminile ed avere un'amica con la quale ci si devo comportare come col fidanzato, non penso che sia il massimo a lungo andare; se poi ci si aggiungono i problemi sociali direi che il quadro è completo: dopo un po' è meglio cambiare aria.
    Ciao.

    Queste sono le ragioni per le quali preferisco le amicizie maschili 
  • resetreset Post: 2,151
    Non sono competitiva.
    Non accetto compromessi.
    Non ho argomenti o interessi da condividere.
    Non mi interessa il gossiop.
    Odio i luoghi comuni.
    Il lagnarsi, senza cercare la soluzione.
    Detesto le persone che hanno una sovrastruttura complicata.
    Amo i miei silenzi, e le mie abitudini.
    Sono diretta e se in disaccordo alla discussione (con persone che ritengo stupide) preferisco il silenzio.
    Pretendo dedizione ed ascolto.
    Per cui, considerando il mio caratteraccio, capisco il perché non ho amicizie.
    Fondamentale, non ho bisogno di amicizie come se fossero stampelle a cui aggrapparsi, quello che mi piace fare, (esempio cinema) posso farlo tranquillamente, da sola.
    Speranza9giovanna

  • SophiaSophia Post: 5,904
    Dunque ho avuto un'amica del cuore fino a 15 anni, che abitava sotto casa mia, mia mamma e sua mamma erano amiche ed io ho avuto un rapporto con lei esclusivo, è durato fino all'adolescenza e poi si è interrotto non saprei dire nemmeno perché. Forse una stupidaggine mai chiarita.
    Ho avuto poi un'altra amica con cui ho condiviso solo le mie notti brave e delle malinconie via messaggio. Anche lei un po' aspie.
    Per il resto ho avuto solo conoscenti, colleghe, clienti, vicine di casa, compagne di corso, amiche di mia madre, amici di mio fratello e del mio ex.
    Ora non ho amici. Spesso avvicino persone strane. Molto spesso sono tanto strane e problematiche (che in famiglia mi chiedono "ma tutti da te?" e con alcuni di questi è difficile la frequentazione. Vi dico perché mi rimane difficile avere amici.
    • Molte cose preferisco farle da sola. Anche lo shopping. Così non devo aspettare, chiedere, comunicare e decidere delle mie cose insieme ad altri.
    • Non mi piacciono le amicizie tipo "catena di sant'Antonio".
    • Non mi piace stare al telefono.
    • Non parlo volentieri delle mie cose, quindi finisce che ascolto tanto, do consigli, ma non dico le mie cose; prima o poi me le chiedono ed io rimango in silenzio, all'inizio sembro timida, poi timorosa, poi riservata, poi fredda e poi i rapporti si diradano, ovviamente (con mia massima felicità), perché posso rilassarmi. So che per un po' non mi cercherà nessuno.
    • Non mi piace essere contraddetta.
    • Non esco volentieri a meno che non si abbia qualcosa da condividere.
    • Non trovo interessanti i discorsi.
    • Difficile che mi piaccia davvero tanto qualcuno.
    • Se proprio decido di frequentare qualcuno si tratta di un mio avatar. E' uguale a me e allora mi sintonizzo facilmente.
    • Non mi ritrovo nella mamma tipo, ansiosa, preoccupata, che parla solo dei suoi figli, del nido, dei pannolini, delle recite, dei nonni, della scuola, della comunione, della cresima e via dicendo; quindi non ho argomenti.
    • Non mi piace essere invitata ma cosa ancora più importante odio dover prendere appuntamento pure per uscire, non amo sapere che avrò un impegno, perché poi sicuramente qual giorno non mi va.
    • Mi infastidisco perché gli inviti sono a mangiare il gelato (ed io non mangio gelati, men che meno davanti a tutti per strada), oppure a mangiare una pizza (ma io vado solo dove dico io, e mangio sempre la stessa cosa), non amo andare per case, né tanto meno a mangiare in casa di altri.
    • Non mi prendo a responsabilità dei figli degli altri. In genere non ho problemi, ma con i ragazzi neurotipici non me la cavo bene.
    • Non amo andare al cinema.
    • Mi preoccupa dover perdere tempo.
    • Fatico a far finta che non ho fastidi.
    • Difficile ce trovo una persona a cui dire come sono fatta.
    • Quando posso sto da sola, perché sto meglio.
    giovannaWBorgrondinella61Piu82mammarosanna
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
  • amigdalaamigdala Post: 6,362
    Rileggo i miei vecchi commenti e mi viene da aggiungere una considerazione. Nella smania di cercare di socializzare spesso diventavo uno specchio, riflettevo l'altra persona. Mi comportavo come lei e cercavo di avere le sue stesse idee per trovare un punto in comune. Ma a lungo andare è frustrante perché va a distruggere e a rinchiudere chi sono veramente. È un modo distruttivo di fare amicizia. Le amicizie più durature in effetti sono state e sono tutt'ora quelle con persone simili a me dove non serve che io rifletta perché in qualche modo ci riflettiamo a vicenda.
    riotrondinella61MelisandeLisaLaufeysonEstherDonnellymammarosanna
  • CharadeCharade Post: 1,378
    Io sono combattuta tra due poli: desidero davvero socializzare, tenermi degli amici, essere affettuosa con loro e ricevere affetto, d'altro canto anche una semplice uscita può essere emotivamente e fisicamente estenuante per me. Sento che devo "rispondere" alla mimica facciale, e quindi mi sforzo di riprodurre una serie di espressioni, stupore, contentezza, risata, che per me non sono quasi mai spontanee. Questo tentativo di empatizzare con l'espressività mi costa un enorme dispendio energetico. Potrei non farlo, ma se non lo faccio ricevo feedback negativi, in continuazione. Mi riferisco a segnali non verbali che non riesco nemmeno a descrivere, ma che vanno dritti dritti al mio cervello rettile. E l'impatto sull'autostima e sulla mia salute mentale non è esattamente il massimo. Stesso discorso vale per il contatto visivo. Mi costa tantissimo mantenerlo anche solo per la durata di una merenda al bar, a volte mi gira addirittura la testa e penso "adesso svengo", ma non posso evitare di farlo (pena gli stessi segnali non verbali di disapprovazione). Alla fine mi sforzo talmente per tenere su la maschera che me ne esco dagli incontri sociali sfiancata, con gli occhi fuori dalle orbite, e penso "mai più". Però vorrei, ed è un eterno tira e molla tra "vorrei, ma mi stanco troppo". 
    rondinella61mammarosannaSniper_OpsLupaalexander_pope
    Devo vivere guardando il fiume che scorre.
  • Apprezzo la tua domanda, dato che me la sono posta svariate volte. Ho sempre vissuto male l'avere pochi contatti sociali, soprattutto il non essere ricambiata, ma da circa un anno ho compreso che fa parte delle mie caratteristiche. Sono selettiva, molto, preferisco avere poche amicizie, ma vere. Le amicizie che ho si strutturano in modo differente in base al mio rapporto con l'altra persona (solo donne), in linea di massima i contatti non sono molto frequenti e questo spesso mi ha messo in difficoltà, in quanto non comprendevo se fosse un problema o meno. Difficilmente prendo l'iniziativa e fortunatamente le mie amiche lo sanno e in linea di massima lo accettano. 
    Una delle due amiche più importanti che ho ha interessi molto lontani dai miei, eppure siamo Amiche dalle scuole medie. Fatico molto a trovare un equilibrio con la frequenza dei contatti, ultimamente mi sforzo a scrivere alle poche persone che mi interessano almeno una volta alla settimana (o di più).
    Non è facile mantenere le amicizie e per me rimane sempre un'incognita
    LisaLaufeyson
  • gloriagloria Post: 1
    modificato gennaio 2020
    Ti capisco, anche io ho sempre avuto pochissime amicizie, che poi non sono durate neanche tanto. Mi rimproveravo di continuo, mi ripetevo sempre che per la mia età (Ne ho 18) non è una cosa salutare, eppure soffrivo molto di più quando mi sforzavo a fare cose che non rientravano nelle mie corde, come uscire con una grande comitiva, oppure uscire a fare "cose da adolscenti". Ho sempre dovuto confrontarmi e capire come io potevo raggiungere un appagamento e una rete sociale soddisfacente, perchè ero perfettamente in grado di fare come gli altri ragazzi che escono e si divertono. La differenza tra me e gli altri NT? A loro non costa nulla comportarsi così, invece a me provoca una fatica tremenda sfociante poi nei meltdown. Quello che ti consiglio è: Vivi nei tuoi ritmi, segui la tua melodia e se per gli altri stoni, beh, è un problema loro, non tuo.
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    Post edited by Sniper_Ops on
    noryMononokeHime
  • BettaBetta Post: 15
    modificato gennaio 2020
    Ciao, sono appena entrata e sospetto d'essere un'aspie, ma non sono sicura d volerlo sapere.
    Ho sempre avuto problemi con le amicizie femminili, tranne forse durante l'adolescenza. Ultimamente è un disastro: La mia unica amica mi dà sui nervi, mi infastidisce tutto di lei, persino il suo tono d voce! Ma non è colpa sua, mi costringo a non mandarla al diavolo perchè penso sia terapeutico avere almeno 1 persona vicina, ma non e' proprio cosa.
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    Post edited by Sniper_Ops on
  • BettaBetta Post: 15
    Vorrei chiedervi una cosa, ho letto che molte di voi parlano di "non avere una testa da donna", siccome l'ho sempre pensato anch'io di avere questa caratteristica, e' una tipicita'? Voi a cosa vi riferite esattamente?
    Grazie a chi vorra' rispondermi...
  • per me lo è stato non rendermi conto che erano amiche
  • Per me è molto più difficile iniziare che mantenere (in amicizia ma anche in generale): i rapporti che non sono proseguiti sono stati o rotti da parte mia per interruzione di compatibilità, o per problemi di comportamento da parte di altri, o si sono sfilacciati perché col senno di poi non si sono mai basati su presupposti solidi.
    amigdala
  • masamasa Post: 55
    Eunice ha detto:
    @diego, il tuo discorso è sensato e per molti anni mi sono data la stessa spiegazione. Però ho modo di confrontarmi anche con persone che invece hanno e conservano amicizie di lunghissima data e sinceramente ritengo che ci sia un qualcosa, per me difficile da cogliere, che è qualitativamente diverso nel mio modo di rapportarmi con gli altri.

    Per esempio mio marito per alcuni versi è molto simile a me (bisogno di spazi e ritmi propri, difficoltà a comunicare e condividere le emozioni, etc.), ma per altri è completamente diverso. Tra questi la sua capacità di creare e mantenere le amicizie. Da questo punto di vista ho osservato che ha diversi livelli di amicizia, da quella superficiale e legata ad una specifica attività a quelle più profonde e durature. La cosa che mi stupisce è che si porta avanti dei carissimi amici fin dall'infanzia e dall'adolescenza e che queste persone tengono veramente a lui, in un modo che è palpabile ma insieme per me inafferrabile. In situazioni di crisi ho visto questi amici arrivare e aiutare in modo sostanziale, senza che mio marito nemmeno chiedesse. Desumo che probabilmente mio marito abbia fatto lo stesso per loro in passato. Ma, davvero, il comportamento, il modo di dialogare e comunicare è qualcosa che io non riesco a capire fino in fondo e che probabilmente non sono in grado di creare.

    Questo per le amicizie più profonde, ma noto che anche per le amicizie superficiali c'è un piacere e una leggerezza dello stare insieme, prendendo solo quello che la situazione può dare di buono, che a me fondamentalmente sfugge. Non credo che sia solo lo spettegolare o il divertirsi alle spalle di qualcun'altro. C'è qualcos'altro che io non so cogliere o vivere.

    Ho fatto l'esempio di mio marito, ma potrei sostituirlo con quello di mio fratello o della mia amica storica (donna dalle grandissime doti empatiche).

    Sono davvero convinta che ci sia un qualcosa che mi sfugge, che probabilmente non saprò mai comprendere e che mi induce a faticare per costruire e vivere una bella amicizia.

    Detto questo, accetto in ogni caso il fatto che ho tutto il diritto di vivere questo tipo di rapporti a modo mio e che, per fortuna, esistono persone, poche e scelte, che sanno apprezzare il mio modo di essere amica.
    MA SCUSA, SE HAI UN'AMICA STORICA, EVIDENTEMENTE DAI MOLTO, ALTRIMENTI NON DUREREBBE DA ANNI LA TUA AMICIZIA, SEI D'ACCORDO?
  • mammamimmimammamimmi Post: 40
    modificato 25 agosto
    A 37 anni,ho avuto alcune amicizie ma tutte finite prima o dopo,un po' perche'io prendo sempre alla lettera le parole degli altri.Ad esempio ,ho chiuso un'amicizia perché mi era stato detto che ci saremmo visti tal giorno ,ma poi non è accaduto.Mio marito mi fece notare che a volte le persone dicono delle cose così per dire,ma poi non per forza devono accadere, soprattutto se non se ne è più parlato.Ma io ancora non capisco perché bisogna dire qualcosa senza intenzione...Mistero.
    Altre volte mi sono allontanata perché sono troppo pretenziosa,se io do 100 vorrei altrettanto... Questo è un grande errore ,lo ammetto.
  • amnesiiaamnesiia Post: 119
    modificato 30 agosto
    Ho avuto solo amicizie neurotipiche e non mi ha certo fermato il loro modo di concepire il mondo diverso dal mio.
    Finchè non si è trattato di fisicità e stili di vita che non condivido tuttora.
    Tendevo sin da piccola all'isolamento.
    All'asilo oscillavo tra l'isolamento e giocare con i bambini tranquilli.
    Alla primina (mai finita) avevo un'amica del cuore.
    Alle elementari me ne sarei rimasta tutto il tempo in disparte a fare disegni se non fosse stato per quella che sarebbe diventata la mia amica del cuore che veniva a cercarmi ogni giorno.
    Ho avuto diversi amici e amiche in quel periodo.
    Avevo fatto amicizia anche al catechismo e con la bambina che abitava di fronte casa della bisnonna.
    Alle medie avevo una migliore amica che si trovava bene solo con me.
    Al liceo ho avuto una condivisione di punti di vista ed interessi abbastanza forte con l'amica che avevo all'epoca.
    Avevo difficoltà a fare amicizia quando non conoscevo nessuno, erano sopratutto gli altri a cercare me e poche volte io a cercare loro.
    Ho imparato a conoscere i neurotipici e a stare con loro anche da semplice conoscente non senza passare per comportamenti che potevano apparire strani.
    È proprio quello che ricordano di me tutte quelle persone, che ero particolarmente propensa a combinare guai.
    Blunotte
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