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Senso dell'orientamento

PhoebePhoebe Post: 2,066
modificato luglio 2016 in Sensi, percezioni, attenzione
Mi sembra ci sia una domanda nell'aspie-quiz a riguardo, il senso dell'orientamento, il mio è completamente assente.

Direi che se è una caratteristica aspie è tra quelle che mi infastidiscono di più, ci rido sopra però a volte è proprio scocciante.

Questa sera sono andata in ospedale a trovare mio padre e a prendere mia madre per portarla a casa. Parcheggio davanti l'ingresso principale, entro, avanti per due metri, giro a sinistra e poi a destra e sulla destra trovo l'entrata del reparto. All'uscita giro a sinistra, poi di nuovo a sinistra e convinta vado dritta. Intanto mi donando com'è che la strada sia più lunga e perché non vedo ancora l'uscita. Mia madre prende e mi domanda 'perché non hai messo l'auto all'entrata principale?'. Io mi fermo e la guardo: 'l'ho messa all'entrata principale.'. Scuote la testa e comincia ad andare nel lato opposto.

Un paio di settimane fa, ho incontrato delle persone al bar di una piazza, ho parcheggiato e sono andata al bar. Quando sono uscita non ho più trovato l'auto, ho perso 40 minuti e fortunatamente google registra tutti i miei spostamenti altrimenti non so quando l'avrei trovata.

Quando entro in un nuovo ufficio o in una casa che non conosco ci metto un po' a ritrovare l'uscita.

Al centro commerciale, quando entro in un negozio e poi esco, vado sempre dal lato opposto.

La lista potrebbe essere infinita. Mi chiedevo: ma da cosa dipende? Ha a che fare con la difficoltà a riconoscere la destra dalla sinistra?

Oggi non ho difficoltà ad indicare la destra e la sinistra, ho un braccialetto che indosso da 13 anni (nomination) e che per me è la destra. Lo tolgo solo per disinfettarlo.

Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo ma poi ho pensato, ci sono così tante persone nel mondo, ci dev'essere qualcuna proprio come me, che si sente bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io. Vorrei immaginarla, e immaginare che lei debba essere là fuori e che anche lei stia pensando a me. Beh, spero che, se tu sei lì fuori e dovessi leggere ciò, tu sappia che sì, è vero, sono qui e sono strana proprio come te.

Frida
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amigdalaEstherDonnellyWandaAmelieKolymaAndato46MikiMarcelaEcamelia
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Commenti

  • EstherDonnellyEstherDonnelly Post: 2,737
    modificato ottobre 2015
    Anch'io manco COMPLETAMENTE di senso dell'orientamento. A distanza di un mese dal giorno in cui mi trasferii in un'altra città per studiare riuscii a perdermi in un bicchier d'acqua: casa mia era LETTERALMENTE dietro di me e io, anziché tornare indietro, svoltai a destra, arrivando sino alla stazione dei treni. E non me ne resi conto finché non la riconobbi (era il mio unico punto di riferimento assieme all'abitazione, ai tempi).
    Ce ne sarebbero altre, ma evito. Sarebbe interessante scoprirne il legame con l'asperger, di certo spiegherebbe molte cose. Io però, a essere onesta, non ho e non ho avuto molte difficoltà a riconoscere la sinistra dalla destra - almeno, non che io sappia. E' anche vero però che ho due anelli di famiglia alla mano destra da quando sono piccola (l'età non me la ricordo, nella mia memoria questo tempo è un tanto che equivale a "da sempre") e che questo potrebbe aiutare con l'identificazione, ma penso anche che questo mio ragionamento potrebbe essere un po' troppo voluto.
    Non so, però è interessante. Qualche parere?
    KolymaMarcelaEAmelie
    ❤️
    but the Earth refused to die
  • WandaWanda Post: 374
    Sono pessima anche io, non conosco nessuno che sia peggiore di me ad orientarsi, la tua testimonianza mi fa sentire meno sola, anche io sono capacissima di perdermi nei negozi e ho una predilezione magnetica per la direzione sbagliata. Da quando conosco l'AS mi sono spesso fatta la tua stessa domanda: da che cosa dipende?
    Mi sono detta che, oltre che con la confusione dx - sn come hai detto tu, forse ha a che fare con l'attenzione ai dettagli rispetto all'insieme, con i pensieri talvolta molto intensi che annebbiano l'ambiente circostante, e con la difficoltà a "scindere i sensi" tanto che se il canale uditivo è occupato quello visivo ne risente. (?)
    Sono tutte ipotesi, grazie per aver sollevato la questione, interessa molto anche a me leggere le risposte!
    EstherDonnellyKolymaMalinalliMarcelaEAmelie
  • amigdalaamigdala Post: 6,362
    modificato ottobre 2015
    Se raccontassi di tutte le volte che mi sono persa non finirei più di scrivere. L'ultima stamattina, quando ho percorso una strada al contrario e non capivo più da dove fossi arrivata (nonostante sia una strada che faccio quasi tutti i giorni).
    Nonostante l'insistenza di mio padre io non riuscirò mai ad usare i punti cardinali per orientarmi.
    La destra so qual è ma solo perché ho un callo sul dito medio per via della scrittura.
    Per il senso dell'orientamento dovrebbe c'entrare l'ippocampo e se non sbaglio si tratta di cellule che sono presenti fin dalla nascita. L'orientamento dovrebbe basarsi anche sull'apprendimento, più insegni alle cellule a orientarsi più sanno farlo. Non sono una grande esperta di neuroscienze però!!

    Edit: ho trovato questo articolo http://www.lescienze.it/news/2014/12/23/news/orientamento_corteccia_entorinale-2423818/

    Pensavo: e se ci fosse un deficit a livello delle sinapsi della corteccia entorinale?
    WandaMalinalliMarcelaE
  • WandaWanda Post: 374
    modificato ottobre 2015
    @amigdala guarda qua che ho trovato



    "A livello morfologico/istologico alcuni studi autoptici condotti su cervelli di soggetti autistici comparati con soggetti normali hanno mostrato che alcune strutture cerebrali, come il cervelletto, la corteccia entorinale, l’ippocampo e l’amigdala, presentano aumentata densità delle cellule nervose e ridotte dimensioni delle stesse [2]"


    amigdalaKolyma
  • WandaWanda Post: 374
    Ma perchè non mi pubblica il link?? Voi lo vedete?

  • amigdalaamigdala Post: 6,362
    modificato ottobre 2015
    Wanda ha detto:

    @amigdala guarda qua che ho trovato




    "A livello morfologico/istologico alcuni studi autoptici condotti su cervelli di soggetti autistici comparati con soggetti normali hanno mostrato che alcune strutture cerebrali, come il cervelletto, la corteccia entorinale, l’ippocampo e l’amigdala, presentano aumentata densità delle cellule nervose e ridotte dimensioni delle stesse [2]"


    In effetti se l'area dell'orientamento è proprio costituita da corteccia entorinale e ippocampo, queste differenze delle cellule nervose spiegano perché gli nd non si sappiano orientare..

    Mentre le differenze nel cervelletto non potrebbero spiegare la goffagine e la difficoltà nell'apprendere alcuni movimenti?
    Wanda
  • WandaWanda Post: 374
    amigdala ha detto:

    Wanda ha detto:

    Mentre le differenze nel cervelletto non potrebbero spiegare la goffagine e la difficoltà nell'apprendere alcuni movimenti?

    Penso sia proprio così! Che ci fossero differenze nel cervelletto, nell'amigdala e nei neuroni specchio già lo sapevo (perchè erano teorie che nel tempo mi ero fornita per spiegare le mie difficoltà e quando poi ho ritrovato l'AS ero allibita di vedere che forse ci avevo azzeccatto!) XD
    Quelle dell'ippocampo e della corteccia etorinale invece mi erano ignote
    amigdala
  • Andato46Andato46 Post: 5,160
    @Phoebe sai che io no riconosco la destra dalla sinistra, eppure penso di avere un buon senso dell'orientamento :)
  • RobKRobK Post: 1,267
    modificato ottobre 2015
    Io distinguo perfettamente la destra dalla sinistra (tramite una mia associazione di colori), ma ho comunque un pessimo senso dell'orientamento, ed ho difficoltá a leggere le mappe.
    Mi perdo ancora quando devo andare nel posto in cui lavora mio padre (e ci lavora da quando sono nata).
    Wanda
  • CyranoCyrano Post: 1,041
    modificato ottobre 2015
    Al contrario di alcuni di voi, io ho un ottimo senso dell'orientamento. Ho una mappa sempre orientata, una sorta di google maps mentale. Dal momento che mi piace camminare nei boschi è una fortuna, anche se in quei casi è sempre meglio affidarsi ai segni dei sentieri; ma può capitare che alcuni segni siano cancellati, o che il sentiero sia mal segnato, o si perda nella vegetazione; la situazione peggiore che mi sia capitata è stata in un bosco con la neve, che cancella il sentiero e rende il paesaggio uniforme, ma lì ero accompagnato da una guida del parco. 
    Se non conosco il luogo basta osservarlo, e fisso alcuni particolari, che poi metto in relazione con il contesto in una sorta di allargamento visivo mentale, fino a che il luogo sconosciuto non sia "agganciato" a uno conosciuto.
    WandaRobKEowynSniper_OpsNunkiAmelie
    I portoni del mio isolamento cingono parchi di infinito… (Pessoa)
  • Andato47Andato47 Post: 603
    modificato ottobre 2015

    Io non ho un grande senso dell'orientamento in luoghi sconosciuti (mi sono persa negli spogliatoi della piscina) ma mi basta andare in un luogo una volta che mi creo una mappa fotografica del luogo, e se mi capita di andarci anche dopo diverso tempo, ricordo benissimo come e com'è. Nella città dove abito, quando non la conoscevo mi perdevo. Poi ho iniziato a fare solo alcune strade e le ho memorizzate. Poi ne ho aggiunte delle altre e nella mia testa ho quasi una visione "aerea" dei luoghi. Ad oggi se mi capita di entrare in una strada che non conosco non mi perdo, perché so dove sono, in virtù del fatto che riconosco, ad esempio, di essere a sud della città, che alla mia destra ho lasciato quel certo luogo, e orientativamente so che girando a sinistra andrò dalla parte opposta... non so spiegarmi bene, ma avendo "mappizzato" una buona percentuale della città il mio cervello crea i collegamenti mancanti...

    Ieri sono stata vicino a Bergamo, ho guardato la strada cono Google maps (non ho navigatore in auto) e ho memorizzato tutto il percorso. Sono andata e tornata senza problema. E faccio sempre così. Se mi capita di essere in un luogo che non conosco (ma non mi capita mai! io mi programmo sempre il percorso) ma se capita, ad esempio, per una deviazione non segnalata cerco di pensare che se arrivo da destra... devo tornare verso destra per ritrovare la strada da cui sono stata deviata... spesso però devo fermare una persona ogni cento metri per chiedere... L-)

    Si ho difficoltà a dirti qual è la destra o la sinistra, ma se sono convinta che quel monumento era sulla sinistra, io mi oriento benissimo, anche se poi il monumento era sulla destra... :D

    A.A.D. (Asperger Auto Diagnosticata) Tutto ciò che vuoi sta al di là della tua paura...
  • DarwinDarwin Post: 1,503
    Mi aggiungo alla trafila di aspie disorientati.

    Il mio senso dell'orientamento è davvero penoso, ma davvero tanto.
    Nel centro cittadino in cui vado a scuola la distanza dal parco è irrisoria. Eppure se ci andassi da solo mi perderei. Sono l'unico cstanzarese a non sapere come andare dalla standa all'agraria (come dire dal Colosseo ai fori imperiali in pratica, solo con un po di palazzi in più fra le scatole).
    Fino a due anni fa mi perdevo anche nel mio quartiere.
    In compenso, mi oriento benissimo nelle zone selvagge e boschive.
    WandaAndato47
    La curiosità è quasi sempre egoismo: in pochi si accorgono di quanto qualcosa funzioni in modo preciso ed efficiente, finché non smette di farlo.
  • GecoGeco Post: 1,590
    Per me è una modalità, spenta quando c'è chi mi guida, quando sono sola è accesa e ben funzionante per mia fortuna, visto che quando sono nei boschi ho il brutto vizio di seguire sentieri non segnati, andare a vedere cosa si vede là dietro e poi proseguire perché ovviamente questa traccia si ricongiunge con il sentiero che ho lasciato etc.
    @Mikikii anche io mappizzo tutto, pian piano che avanzo mi creo una rete di riferimenti, mi vedo un po' come l'esploratore in un vecchio videogioco (Age of Empires mi pare): l'omino avanzava e tu iniziavi a scoprire le risorse del tuo scenario.
    Ciao.

    amigdalaAndato47
  • @Geco anch'io se c'è chi mi guida "spengo tutto"... e se poi dicono di tornare in quel tal posto, non so assolutamente come tornarci se mi ci hanno portato degli altri. Io invece nei boschi non ho un buon orientamento... ma non ci sono mai andata da sola, quindi probabilmente ero in modalità "off". Però mi spaventa pensare di andare in un bosco da sola... cioè, non parlo della paura di perdermi, perché io seguirei i sentieri e comunque non mi ci allontanerei mai troppo. Ma mi spaventa fare qualche brutto incontro, sia di quadrupedi che di bipedi... ;)

    A.A.D. (Asperger Auto Diagnosticata) Tutto ciò che vuoi sta al di là della tua paura...
  • Andato47Andato47 Post: 603
    modificato ottobre 2015
    Penso che focalizzare i dettagli e memorizzarli, mano a mano che si avanza in un luogo sia il metodo migliore per non perdersi, cioè per ritrovare la strada del ritorno. Io guardavo anche la strada "all'indietro" cioè mi voltavo e memorizzavo la svolta che avevo appena fatto, vedendola al contrario, cioè nel senso in cui l'avrei vista al ritorno. Facevo così quando visitavo le città d'arte, in gita, oppure quando mi dovevo spostare in una città sconosciuta per raggiungere un luogo di lavoro. Penso che se invece si guarda tutto complessivamente, tutto sembra uguale, mancano punti di riferimento e si rischia di perdersi. Mentre se guardi la forma di una casa, cerchi ad esempio un edificio più particolare degli altri, o un'insegna, un negozio, oppure una fontana, una statua e li memorizzi in successione e nel senso inverso a quello in cui stai andando, diventa facile non perdersi (a piedi però, la macchina è troppo veloce, quindi si riesce solo se il tratto di strada è breve e se ci sono poche svolte da fare).
    AmelieamigdalaGeco
    A.A.D. (Asperger Auto Diagnosticata) Tutto ciò che vuoi sta al di là della tua paura...
  • GecoGeco Post: 1,590
    modificato ottobre 2015
    I miei riferimenti non sono i dettagli, ma "Geco che si muove nello spazio", scusate, ma non so come spiegarlo.
    Ad esempio, quando ho iniziato ad esplorare il centro storico della mia città, all'inizio avevo chiaro solo discesa=mare, salita=[serie di vie principali] e vaga idea delle zone più pericolose da evitare (almeno all'inizio), poi ho iniziato a "mappare": piazza X l'ho trovata dopo che da Y sono andata un po' dritta lungo quella via larga, poi ho girato a destra ho proseguito per un po', poi ho girato a sinistra dall'edicola d'angolo e dopo poco c'era la piazza, quindi se la prima strada (quella da Y) prosegue dritta, trovo la piazza X anche svoltanto solo una volta a destra. Ah no cavolo, la strada da Y dopo la mia svolta a destra, non prosegue dritta, ma curva a sinistra ed infatti arriva a Z, ma a Z ci sono arrivata anche quando etc etc.
    Ora qui ho dovuto scrivere come se parlassi mentro mappo, in realtà è un processo che nella mia testa è silenzioso.
    I dettagli (il bar d'angolo, il nome di alcune vie) mi servono solo ogni tanto per dare dei nuovi punti di partenza e/o come appiglio per chiedere info in caso di smarrimento.
    Ciao.
    Post edited by Geco on
    Andato47amigdala
  • UllastroUllastro Post: 2,753
    Io mi oriento piuttosto bene ma ho sempre bisogno di punti di riferimento stabili. Fino a quando ho vissuto a Genova, era sufficiente guardare dove fosse il mare (o il sole e l'orologio) per riuscire a posizionarmi nello spazio. Più difficile all'interno di edifici chiusi se lontano dalle finestre. Arrivato in Lombardia invece, l'assenza del mare e del sole mi hanno mandato completamente in tilt. Ero arrivato al punto di cercare il muschio sugli alberi per capire dove cazzo fosse il nord...
    Ormai ho trovato i miei punti di riferimento anche qui, ma ci sono persone che mi prendono per il culo ancora oggi per le mie affermazioni sull'assenza del mare e sulla ricerca del muschio...
    Invece riesco piuttosto bene a visualizzare mentalmente l'orientamento di oggetti astratti e mappe (fin da piccolo), tanto che di fronte alle proiezioni ortogonali di solidi complessi non ho mai avuto bisogno di fermarmi a pensare e mi è sempre uscito tutto naturale.
    In ogni caso insisto a vivere senza navigatore per tenere il cervello allenato (e per avere una scusa quando faccio tardi) 
    Ogni calcio nel culo ti fa fare un passo avanti
  • EowynEowyn Post: 284
    Io mi sono sempre orientata benissimo, al punto di riuscire, a 3 anni di età, a spiegare la strada dall'asilo a casa mia (avevo disertato il mio scuolabus perché l'altro, che faceva un altro giro, era giallo e molto più bello). Mai riuscita a perdermi...e meno male. Con la destra e la sinistra non ho grossi problemi, ne avevo di più a svitare o avvitare.
  • Il senso dell'orientamento è stato un mio problemamare da piccola.
    Ricordo quando d'estate andavo a fare il bagno al mare, il senso di totale smarrimento e di panico che mi assaliva guardando quella distesa immensa di ombrelloni ed il terrore di non riuscire ad individuare quello con i miei genitori. (Mi succede anche ora, ma controllo di più).
    E l'ansia che mi impedisce di andare con la macchina in posti che non conosco per paura di perdermi.
    Io sono capace di perdermi in un albergo, in nave, ma anche semplicemente uscendo dalla porta di un ufficio e non sapere da quale parte ero venuta.
    Io non ho la diagnosi (ce l'ha mio figlio), ma mi ritrovo in tante caratteristiche della sindrome.
    Specialmente ripensando a com'ero da più piccola.
  • @chandra ti capisco... anche io ho un pessimo senso dell'orientamento e mi sono trasferita da due mesi in una nuova città. Prendo la macchina solo per fare tragitti "standard", e anche per imparare quelli ce ne è voluto di tempo... Anche perché secondo me più si è in ansia meno si riesce a memorizzare la strada. E comunque mi perdo ovunque... L'ultima volta ieri sera (e non ho messo più piede fuori di casa da allora)
  • SheldonSheldon Post: 617
    modificato luglio 2016
    Si dice spesso che gli asperger abbiano uno scarso senso dell'orientamento. 
    Per quanto mi riguarda, invece, il mio senso dell'orientamento è sempre stato molto sviluppato, credo sopra la media. In primo luogo ho una grande passione per la geografia, coltivata fin da piccolissimo con gli atlanti e le cartine e ora con Google Maps, poi l'osservazione e la logica mi consentono di capire sempre dove mi trovo e dove devo andare.
    Si tratta di un'eccezione? Voi come siete messi a orientamento?
    Post edited by Phoebe on
    amigdalaNunki
  • SophiaSophia Post: 5,904
    Allora...io ho uno scarsissimo senso dell'orientamento, e diciamo che la cosa mi mette spesso in difficoltà. A scuola non mi è mai piaciuta la geografia e non ho mai trovato interesse per cartine, mappe ed altri strumenti di orientamento, forse perché ho difficoltà ad orientarmi anche su carta. Ho difficoltà con la localizzazione mentale di regioni, stati e paesi del mondo. Ignoro l'ubicazione di molti paesi stranieri, ultimamente ho comprato un mappamondo, perché da piccola guardavo sognante quello di mio cugino, l'effetto che mi dà però è come quando senti parlare in lingua diverse dalla tua (non so se l'esempio regge): fatica a comprendere il meccanismo di come muoversi per cercare i posti.
    Faccio sempre le stesse strade, soprattutto in automobile, ma anche a piedi e fatico a trovare dei punti di riferimento. Se devo mentalmente calcolare la distanza o creare una mappa mentale di un luogo mi rimane impossibile, credo c'entri la mia discalculia, non so.
    Quando vado nei centri commerciali entro sempre dalla stessa parte per parcheggiare; odio quei parcheggi così grandi dove mi perderei spesso se non fosse per i simboli ( frutti, numeri, disegni, lettere) che ti aiutano a ritrovare la macchina, che però mi creano difficoltà di memorizzazione. Meglio se vado con qualcuno oppure se parcheggio direttamente vicino l'uscita.
    Se guida qualcun altro sono completamente disattenta alla strada, e posso farla anche 100 volte, non la ricorderò mai. Inoltre fatico a ricordare particolari delle strade che percorro. Spesso do indicazioni sbagliate anche agli altri, fornendo indicazioni non realistiche di luoghi e/o esercizi commerciali (non so magari dico guarda sarà qui a 300 metri, e invece si tratta di 1 km).
    Non amo andare nei posti nuovi che non conosco (stesso motivo per cui non mi piace viaggiare) e se devo andare in un posto nuovo mi guardo prima la posizione con Google maps; cerco qualcosa che conosco nelle vicinanze e da li mi sposto segnando sulla carta il tragitto per arrivare a destinazione, se però trovo un divieto di transito o una strada a senso vietato che non era segnata sulla mappa è finita.
    Nelle ultime settimane mi è capitato di sbagliare strada due volte, in luoghi conosciutissimi, non so se per disattenzione o cosa altro. Amo gli spazi piccoli dove mi oriento meglio rispetto ai grandi spazi.
    Insomma come puoi ben vedere con l'orientamento non me la cavo proprio, è uno dei miei punti deboli.
    vera68
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
  • E91E91 Post: 73
    Non ho mai avuto particolari problemi nell'orientarmi nelle città (sono ben altri gli elementi che mi recano fastidio). Se devo recarmi in un luogo mai visitato prima memorizzo preventivamente il percorso (attraveso Google Maps). Mi diverte "esplorare" nuovi luoghi e nelle occasioni in cui mi perdo riesco a trovare la strada del ritorno. Anche io sfrutto molto la logica, la memoria e l'osservazione.
  • resetreset Post: 2,151
    Ahimè anch'io rientro nella.casistica senso dell'orientamento non tipici.
    Ma, obietto sul fatto che le strade e le vie sono costruite male. Quello che mi confonde sono le traiettorie circolari. Se una strada è strutturata con linee, ed angoli retti mi oriento bene.
    Questa difficoltà si collega al mio essere ambidestra.
    Ma ho pianificato alcune strategie per superare e limitare la difficoltà.

    Pianificazione del percorso
    Utilizzo di mappe da portarmi dietro, navigatore anche se sono a piedi.
    Studio del percorso a casa, in luogo calmo, simulazione con programmi del punto di arrivo. Ricerca di punti di riferimento.

    1 ) Calcolo del tempo previsto tra arrivo (orario appuntamento/impegno - deve essere una costante) e partenza (variabile).

    Prevedere la modalità di avvertimento in caso di ritardo.


    2) Previsione della possibilità di perdersi
    Calcolo del tempo per ri - orientarsi

    Valutare l'ipotesi di chiedere informazioni.
    Pianificare una conversazione per chiedere informazioni

    Sommare 1 e 2, decisione di orario di partenza.
    Arrivare in anticipo. In quanto si ha modo di esplorare le zone circostanti. Dopo un appuntamento, si potrebbe essere sovraccarichi, e facendo la strada al contrario, perdersi. Ma se si esplorano i dintorni, la probabilità di perdersi, diminuisce sensibilmente.

    Uscire e sorridere di sé stessi, utilizzando l'ironia, per non cadere nel panico, nel caso in cui ci si perda

    Per orientarmi, in genere, uso questo sistema. Parto dal presupposto che devo andare sembre dritta, e che è l'ambiente circostante a muoversi. Quindi diventa si va' dritto per qui, poi la strada gira, e proseguo dritto per di là.
    Il problema entra quando chiedoinformazioni del tipo gira a destra: il mio cervello si domanda, ma destra li o destra là. Mi richiede sforzo. Cosa diversa se mentre spiegano, mimo le posizioni.




    SophiaSniper_Ops

  • NewtonNewton Post: 5,326
    Scarsa anche io. Controllo prima il percorso da fare e uso spesso il cellulare con le mappe.
    In città, però, non mi agito molto. So che un modo per trovarsi lo si trova, al limite chiedendo indicazioni. Quello che mi manda più in crisi è entrare in edifici o complessi, perché mi perdo nei corridoi e non ricordo mai come si esce. Gli ospedali per me sono labirinti. La perdita dell'orientamento negli edifici la sogno spesso anche di notte.
    Stranamente invece mi riesce più facile orientarmi in un bosco, prendendo un po' di punti di riferimento.
    In città sono un po' migliorata andando in bici, memorizzando dei percorsi di massima a seconda delle zone. Ma mi basta uscire dalla strada conosciuta per non raccapezzarmi più, anche perché la mia é una città su pianta circolare, dunque non basta calcolare le svolte.
    Sophia
  • Antonius_BlockAntonius_Block Post: 3,524
    modificato luglio 2016
    Anche io ho un pessimo senso dell'orientamento al quale abbino una memoria anche peggiore.
    Per andare da qualche parte DEVO cercare su Google maps E dare un'occhiata con street view alle strade che dovrò prendere e finisce lo stesso che 2 volte su 3 mi perdo e devo usare il navigatore del telefono.
    Da quando mi muovo in macchina (5 anni) ho imparato alcuni percorsi per andare in punti chiave della città e li ho percorsi innumerevoli volte fino a memorizzarli.
    Quando esco la sera offro sempre passaggi ad altre persone in modo da avere qualcuno a cui chiedere la strada o che soprattutto ricordi dove ho posteggiato.
    Spesso è capitato, sia in auto che a piedi, che mi fingessi un turista per farmi dare indicazioni (perché una volta uno sconosciuto mi ha preso in giro in quanto riteneva assurdo che non sapessi arrivare nel punto più famoso della mia città).

    A differenza di molti degli utenti precedenti però non ho nessuna difficoltà a distinguere destra e sinistra, anzi spesso mi stupisco quando qualcuno mi dice di avere problemi al riguardo.
    Post edited by Antonius_Block on
    NewtonSophia
  • SophiaSophia Post: 5,904
    Il mio cattivo senso dell'orientamento mi porta spesso a dire che non sono del luogo a chi mi ferma per strada per chiedere informazioni su una via (questo perché alla richiesta della via, non so mai formare un immagine mentale del quartiere in cui abito) . Provate...se siete in difficoltà vi toglie di impaccio.
    Mi capita anche che mi parlino di un posto (che io puntualmente non riesco a visualizzare a mente) e che la conversazione tra me ed il mio interlocutore proceda più o meno così:
    Interlocutore: <hai presente la pizzeria Peppone?, dai quella che si trova in via moretti?> 
    IO: <No non ho presente>
    Interlocutore:<ma come no....vicino via Aversa>
    Io:< Non sono molto pratica con le vie>
    Interlocutore:< dove sta anche la scuola elementare Enea>
    IO: <Non è molto tempo che abito qui>
    Interlocutore:< E se ti dico Giovanni il sarto, dopo il dottore Prisco, all'angolo la Farmacia l'hai presente?>
    Interlocutore:<Allora la piazza del Mercato eh?>
    Io< No non proprio>
    Giunta a questo punto, stretta tra la morsa del disagio e dell'incalzare delle domande, provo a dare un punto di riferimento al mio interlocutore, il primo che mi viene in mente, che in genere si trova all'opposto dell'ubicazione della pizzeria, e da lì cerco di fare il percorso a ritroso fino alla pizzeria, ma puntualmente nella mia testa mi perdo e sono costretta a dichiarare che non ce la posso fare.......
    A qualcuno capitano gaffe di questo tipo o sono la sola?

    : :-/
    Amelieamigdalawhatsername84
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
  • resetreset Post: 2,151
    @lollina
    Capisco che quanto sto per dire sembra stupido. Ho spesso ascoltato tristi commenti per questo.
    Prova a disegnare le direzioni delle vie che devi percorrere. Ho il tuo stesso problema, al quale si aggiunge la difficoltà nel chiedere aiuto. Quindi mi capita che se chiedo indicazioni, iniziano a darmene, come da te descritto nel dialogo. E mi si incasina la testa (ma ne conosco il motivo, è come se le informazioni fossero ridondanti, prolisse).
    Un disegno su foglio bianco, con una penna, con frecce che indicano il percorso. Quando devo spiegare una via, uso questo sistema.
    (Naturalmente, sono stata presa in giro, perché mi dicono che faccio i disegnini, ed è un modo di dire che sottintende che non sei sveglio).
    Ma io non la penso così. Per me è l'obiettivo il risultato, se poi ho utilizzato un metodo semplice, meglio essere chiari. Piuttosto che fraintesi.
    Sophia

  • amigdalaamigdala Post: 6,362
    modificato luglio 2016
    @lollina nella tua conversazione esempio io avrei iniziato a dire "sì sì" già alla seconda battuta, fingendo di capire tutto :D
    E se sapere la destinazione era indispensabile avrei chiesto nome e indirizzo precisi per guardarmi la strada su google maps :)
    Non sono molto abile ad orientarmi senza mappe :)
    Sophiawhatsername84
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