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Massa, 18 febbraio 2023, evento gratuito

impulsiva per paura dell'immobilità

Secondo voi l'impulsività può dipendere da un problema di funzioni esecutive?
Se non agisco subito mi prende l'ansia. Ad esempio se devo trasferirmi vado a vedere una o massimo due case. Se devo comprare un vestito lo compro nel primo negozio in cui entro. La paura di fondo è che se non agisco subito non agirò più. Può dipendere da una difficoltà di giudizio* e o da una difficoltà organizzativa?
*difficoltà di giudizio: Ho difficoltà a vedere il quadro generale. Sono molto analitica. Se facessi un elenco dei pro e dei contro ne risulterebbe un quadro distorto e confusionario che mi spingerebbe all'inazione. Dal mio punto di vista tutto questo può essere sconfitto solo dal buttarsi nelle cose "di pancia".
Dipende da difficoltà nelle funzioni esecutive oppure è solo uno stile cognitivo per il particolare misto ad altre cose?

Al di là della curiosità teorica quello che mi interessa sapere è: Si può migliorare? Come?
A me viene l'ansia quando evito di inseguire l'impulso del momento perché mi si apre davanti la prospettiva del dovermi organizzare e del dover agire a mente fredda che è molto difficile.
Backend developer ~ Asperger ~ ex tutor ABA
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Commenti

  • SophiaSophia Post: 5,904
    @Krigerinne penso che le funzioni esecutive potrebbero essere coinvolte con l'impulsività. Però credo tu debba analizzare anche se sono compresenti altri aspetti e altre difficoltà.

    Copio  incollo:

    Aspetti clinici delle Funzioni Esecutive

    Nonostante non esista una diagnosi specifica di deficit delle FE, numerosi sono i quadri clinici nei quali palese è una difficoltà di programmazione, organizzazione, controllo comportamentale o flessibilità nell’adattarsi a situazioni nuove. In generale in bambini ed adolescenti con problemi a carico di uno o più domini esecutivi è possibile osservare i seguenti comportamenti: incapacità ad imparare dall’esperienza, distraibilità e sbadataggine, difficoltà ad eseguire più compiti contemporaneamente, noncuranza e disorganizzazione, difficoltà a controllare le risposte automatiche, marcata altalenanza nelle prestazioni accademiche, scarsa consapevolezza dei sentimenti altrui e delle convenzioni sociali, instancabilità e loquacità o viceversa ipoattivazione, difficoltà nella regolazione delle emozioni, impazienza e scarsa tolleranza della frustrazione, difficoltà a passare da un’attività all’altra, difficoltà nello stabilire priorità e rispettare i tempi, perdita di cognizione del tempo, lentezza cronica, procrastinazione e/o difficoltà ad intraprendere compiti nuovi o impegnativi.

    Ti posto il link

    http://qi.hogrefe.it/rivista/le-funzioni-esecutive-aspetti-cognitivi-e-motivazionali-necessar/

    SapidCheeseEowynKrigerinne
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
  • SapidCheeseSapidCheese Post: 145
    modificato settembre 2016
    @lollina 'Sta roba che hai postato è interessante, credo di avere quasi tutte le caratteristche in elenco, tranne forse la prima.

    Solo che, semplificando, ho il problema opposto a @Krigerinne : io sto immobile (sarei tentato di dire "per paura dell'impulsività" per puro gusto di simmetria, in realtà credo sia soltanto una delle possibili cause... tipo anche l'assenza di motivazioni forti è per me un grosso cruccio).
    SaturnineSophia
  • AJDaisyAJDaisy Post: 11,278
    modificato settembre 2016
    Ho solo "estremi che si combinano": devo fare sempre tutto subito, ma poi per cercare di farlo (come dicono i toscani) per béne, mi complico la vita, spendo molto tempo tutto assieme e mi incasino.
    Non so dare soluzioni e possibilità di miglioramento.
    Post edited by AJDaisy on
    Sophiaalexander_pope
  • SophiaSophia Post: 5,904
    modificato settembre 2016
    @SapidCheese infatti diciamo che un problema delle funzioni esecutive porta più che altro ad immobilità e a non saper scegliere. L'ho postato ora in un altro thread ma credo stia bene anche qui.

    Post edited by Sophia on
    SapidCheeseKrigerinne
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
  • @Krigerinne , che argomento interessante.
    Cerco di copiare una pagina illuminante da "Intelligenza emotiva" di Goleman (pag.58-59-60), parla del processo di decisione e perché secondo Damasio  esso è compromesso
    <<.....Antonio Damasio, (..) ha compiuto ricerche ricche di importanti implicazioni per la nostra comprensione della vita mentale; in particolare, egli desiderava scoprire quali funzioni fossero compromesse nei pazienti con lesioni del circuito che collega i lobi prefrontali all'amigdala. La capacità di questi soggetti di prendere decisioni è spaventosamente compromessa, - e tuttavia essi non presentano alcun deterioramento del loro QI o di qualunque abilità cognitiva. Nonostante la loro intelligenza sia intatta, essi compiono scelte disastrose negli affari e nella vita privata, e possono anche tormentarsi all'infinito per prendere decisioni semplici come quella di fissare un appuntamento.

    Damasio sostiene che le scelte di questi pazienti sono tanto sbagliate perché essi hanno perso la capacità di accedere alla propria memoria emozionale. Essendo il punto di incontro fra pensiero razionale ed emozione, il circuito che collega lobi prefrontali e amigdala è una via di accesso fondamentale all'archivio contenente tutte quelle preferenze e quelle avversioni che andiamo accumulando nel corso della nostra vita. 
    (......)
    Dati come questi hanno portato Damasio su una posizione opposta a quanto suggerirebbe l'intuito; lo hanno cioè indotto a ritenere che i sentimenti siano solitamente indispensabili nei processi decisori della mente razionale; essi ci orientano nella giusta decisione, dove poi la logica si dimostrerà utilissima.
    Spesso la realtà ci mette di fronte ad una gamma di scelte molto difficili (come investire la liquidazione? Chi sposare?), in questi casi, gli insegnamenti emozionali impartitici dalla vita (ad esempio il ricordo di un investimento rivelatosi disastroso o di una dolorosa rottura sentimentale) inviano segnali c he restringono il campo della decisione, eliminando alcune opzione e mettendone altre in evidenza fin dall'inizio.
    In questo modo, secondo Damasio, io cervello emozionale è coinvolto nel ragionamento proprio come il cervello pensante.
    (......)
    La complementarietà del sistema limbico e della neocortecccia, dell'amigdala e dei lobi prefrontali, significa che ognuno di essi è solitamente una componente essenziale a pieno diritto della vita mentale.>>
     
    Insomma, se ho ben capito, Damasio evidenzia il fatto che molti di coloro che hanno difficoltà a scegliere non hanno accesso alla memoria emozionale, che non vuol dire che non ricordino, ma vuol dire che non sanno capire in quel momento cosa desiderano.

    Bene, per me è molto spesso  così, ma adesso va mille volte meglio per alcuni motivi.
    Primo, quando non riesco a scegliere cerco di ricordare cosa - in passato - sia stata per me la cosa migliore. E in quali situazioni la scelta sbagliata mi abbia dato sofferenza. Insomma, mi ancoro al mio passato per capire cosa preferisco. Spesso mi riesce, altre volte no, come quando mi son fatta convincere da mia sorella ad andare all'Aquapark (io?????) e sono rimasta all'ingresso ad osservare schifata il "carnaio". Se avessi pensato a quanto odio la folla ad agosto, mi sarei risparmiata una litigata e non avrei rovinato il gusto a mia sorella.

    Secondo, sono un po' meno ansiosa, non so se perché avere dei rinforzi positivi aumenta l'autoefficacia, ma penso di sì.

    Terzo, mi aiuto con la routine, gli orari e le abitudini mi alleviano la fatica di decidere volta per volta cosa fare.

    A proposito, devo andare in piscina

    :D
    ciao a dopo, e grazie per l'argomento interessante 


    SophiaSapidCheeseSolealexander_popeEowynKrigerinne
    Ogni passo verso l'orizzonte fa allontanare l'orizzonte (Swift)

  • SapidCheeseSapidCheese Post: 145
    modificato settembre 2016
    lollina ha detto:

    @SapidCheese infatti diciamo che un problema delle funzioni esecutive porta più che altro ad immobilità e a non saper scegliere. L'ho postato ora in un altro thread ma credo stia bene anche qui.

    @lollina grazie della segnalazione, il pezzo é interessante. Si tratta tuttavia di un articolo di @wolfgang su uno studio di una certa Oswald (dal nome mi pare che sia donna), non di una intervista ad Attwood. Se ci sta pure quella linkamela :) Non ho trovato l'altro thread, forse sarebbe più appropriato discuterne lì cmq.

    Mi interessa molto 'sta roba, sto cercando di capire bene le varie definizioni per verificare la mia sensazione di non avere alcun deficit in Tom, il cui massiccio utilizzo peraltro dovrebbe essere implicito nel lavoro che ho svolto per anni e che probabilmente sto per mollare, mentre invece sono un disastro nella gestione di molte altre funzioni esecutive.
    Sophia
  • SophiaSophia Post: 5,904
    Hai ragione @SapidCheese mi sono confusa. Ti posto l'intervista. Qui Attwood parla delle funzioni esecutive ma brevemente e in relazione ad altre problematiche come l'iperattività e alle difficoltà attentive. Non so se può esserti utile.

    SapidCheesewolfgang
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    Lorna Wing
  • Sì penso che se si è troppo analitici si ha paura di raccogliere troppi dati (vedere più case, visitare più negozi) perché poi diventerebbe una cosa infinita, a me succede. E certe volte va anche bene ma altre no. Mi va male soprattutto quando ho dovuto cambiare casa e magari non mi riuscivo ad organizzare il trasporto (anche perché avevo zaino e valigia e piedi) e allora magari ho lasciato cose indietro con la scusa "ve la lascio per regalo, tanto non mi serve più". Sì purtroppo a organizzare sono un casino, nonostante spesso gli altri non lo sappiano.
  • @EstherPrynne cavolo, illuminante quel pezzo che hai citato!
  • @alexander_pope, ti ringrazio (anche da parte di Goleman e di Damasio)

    ;)
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  • KrigerinneKrigerinne Post: 3,163
    modificato settembre 2016
    @lollina almeno un piccolo problema di funzioni esecutive ce l'ho. Mi chiedevo se covariasse con l'impulsività.

    L'altro ieri ho scelto dei vestiti nel negozio. Ho provato una cinquantina di capi. Mi è molto salita l'ansia. Ho scelto cosa comprare e non vedevo l'ora di andarmene. Alla cassa ho scoperto che se fossi andata lì il giorno seguente avrei pagato 70€ tutto invece di 85€. L'impulso è stato quello di pagare subito di più per non rimandare. Ma avevo appena scritto questo topic e ho deciso di fare la scelta più intelligente e di chiedere di mettermi i vestiti da parte per il giorno dopo.
    Ieri sono tornata e faceva caldo. Un km e mezzo sotto il sole su una strada provinciale con un piccolo marciapiede. Mi sentivo una profuga nel deserto. Al ritorno ancora più caldo e i vestiti pesavano e stavo sudando e ho pensato che forse le persone si organizzano meglio. Che forse era stata una scelta sbagliata proprio andare al negozio, senza macchina. Che forse potevo vedere gli orari dei bus. Che se il tempo è denaro il mio tempo vale pochissimo. E più camminavo veloce e più i pensieri diventavano frenetici sotto al sole. La realtà è che se avessi controllato gli orari dei bus avrei fatto altri pasticci. Se aumenta la programmazione aumentano gli errori possibili. Avrei dovuto controllare la durata della validità del biglietto e intrecciarla agli orari dei bus e non mi sarei potuta distrarre troppo all'interno del negozio. Pena: Pagare due volte il biglietto. Ma il motivo per cui stavo tornando era per risparmiare. Mille dico mille cose possono andare storte e io di solito opto per le scelte peggiori e mi stresso tanto.
    Ho provato 50 capi perché non sapevo di cosa avessi bisogno. Non sapevo cosa rientrasse nel mio stile. Alla fine il mio fidanzato ha detto che ho comprato una camicia da vecchia...
    Sembra impossibile evitare lo stress. Io mi impegno. Ci provo. Ma più faccio cose a casaccio, senza programma, sulla spinta del momento, e meno mi stresso. Quindi sono impulsiva. Una cosa ha un disegno che mi piace? Bene, la compro senza provarla e senza guardare se c'è altro di meglio. Questo è il mio stile. Le vie di mezzo sono inconcepibili.

    @estherprynne hai ragione, ho assolutamente problemi nel coinvolgere l'emotività nel processo decisionale in dosi ottimali.
    Dovrei fare come te. Ci provo ma poi non lo 'sento' e allora mi ignoro. Sai quante volte ho camminato sotto al sole e poi ho detto 'mai più'? Un'infinità. Ma poi dimentico l'emozione. Un po' come quando ripenso alla depressione adolescenziale. O al bullismo subito. O alla morte di una persona cara. Non ricordo le emozioni del momento e non provo neanche pena per me stessa.
    ValentaEstherDonnellyrondinella61WBorgEowyn
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  • SophiaSophia Post: 5,904
    modificato settembre 2016
    @krigerinne come giudichi la tua capacità attentiva?
    A scuola hai sofferto di iperattività o comunque pensi di avere questa caratteristica?
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
  • Ho appena letto l'articolo che hai linkato sulla relazione tra tom e fe e mi rivedo in pieno. Ho una bassissima (imbarazzante) memoria verbale e difficoltà inibitorie.
    Se si parla di materie non discorsive come la fisica, la biologia e la chimica ho un'alta attenzione. Se si parla di processi psicologici anche.
    Quando mi si fanno degli elenchi vacillo. Se mi si danno dei numeri ancora peggio. Mia cugina ad esempio ha un basso qi e le spiego la matematica. Eppure lei è in grado di fare calcoli a mente e di ricordare le sequenze. Se le dico x2 3x x lei lo ricorda. Se le mi dice anche solo x2 entro nel panico e le dico 'aspetta aspetta scrivimelo non ci capisco nulla'.
    Non ho mai incontrato nessun caso disperato come il mio. Devi generalizzare questo stile di pensiero ad altre cose.
    A scuola avevo professori che pensavano come me e che seguivo al 100% e professori magari di storia o diritto o matematica che seguivo allo 0%.
    Altri di matematica pensavano come me e li capivo. Altri di matematica invece mi spiegavano le cose VERBALMENTE, che per me è un CRIMINE. Se mi dai un elenco di numeri velocemente e non capisco e cerco di spiegarti perché non capisco e tu non mi stai a sentire perché per te uno o è bravo o è scemo che devo fare?
    Mettici che ho un interpretazione ritardata, frammentata e confusa dei suoni e che sono ipersensibile ad alcune frequenze.
    Passo da momenti di forte attenzione 'sanguigna' a momenti di totale assenza.
    Fisicamente lo stesso. Ho difficoltà ad iniziare e a inibire le azioni. Se comincio a fare una cosa non riesco più a smettere. Ciò significa che non riesco neanche a smettere di stare ferma.
    Magari trascuro la casa e quando inizio a lavarla non riesco a smettere. Tre giorni fa il mio fidanzato mi ha dovuto fermare perché ero proprio partita. Un altro po' e tiravo via le mattonelle per pulirci sotto.
    Blindrondinella61WBorg
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  • SophiaSophia Post: 5,904
    modificato settembre 2016
    Da come ti descrivi hai tante caratteristiche dello spettro, e quindi è tutto regolare direi!

    Non ho capito bene se a scuola avevi problemi tipo doverti alzare durante le lezioni, non riuscire a state ferma, difficoltà a stare zitta per troppo tempo, bisogno di andare in bagno spesso, gambe irrequiete che si muovono sempre, ecc?

    Scusa se insisto @Krigerinne ma questi elementi sonore molto importanti per scongiurare una sindrome da iperattività (come ti capisco quando parli di tirare via le mattonelle! :-< ).
    Post edited by Sophia on
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    Lorna Wing
  • giovannagiovanna Post: 3,905
    Io penso che la prima scelta d' impulso per me sia stata sempre la migliore, e che il problema sia dopo, il pensarci come se avessi sbagliato, il senso di aver scelto male.

    Scusa, ma se ho comprato quel tappeto e l' ho scelto io, deve essere il piu' bello tra tutti.
    Mai andare a guardare la casa del vicino e dire: ha il tappeto meglio abbinato, piu' bello.

    C' e' gente che vive bene perche' e' fatta cosi'.

    Il disturbo e' tornare sui propri passi, per un impulsivo. Ma puo' anche girare trenta o quaranta negozi e cambiare il tappeto, sara' sempre insoddisfatto.
    Krigerinne
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
  • giovannagiovanna Post: 3,905
    modificato settembre 2016
    Lo shopping compulsivo e' lampante, non e' paura dell' immobilita', e' cambiare tutto intorno a se' come se cambiando gli oggetti esterni cambiassi la tua realta' interiore.
    Quindi, c' e' anche il polo opposto, cincischio troppo e valuto tutti i pro e contro finche' non sto assolutamente immobile, non prendo alcuna iniziativa.

    Questa e' la paralisi vera, la vera paura dell' immobilita'.

    Ho paura talmente che sto immobile.

    Di solito e' gente che fisicamente ha a noia stare immobile, e' nevrotica, se sta ferma soffoca.
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
  • giovannagiovanna Post: 3,905
    modificato settembre 2016
    Riguardo al pulire tanto e non riuscire a fermarsi e' un desiderio di perfezione, secondo me, pulisci dove vedi e a quel punto vedi dovunque.
    Un sistema e' cambiare sistema di pulizia, per giorni e per stanze, non dove vedi, senno' ci vedi te stessa.

    Io le ho sperimentate un po' tutte, le nevrosi, avevo la donna delle pulizie e prima che arrivasse pulivo per non farle vedere le sporcizie, poi la pagavo per fare nulla.
    Krigerinne
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
  • BlindBlind Post: 2,575
    Krigerinne ha detto:

    quello che mi interessa sapere è: Si può migliorare? Come?
    A me viene l'ansia quando evito di inseguire l'impulso del momento perché mi si apre davanti la prospettiva del dovermi organizzare e del dover agire a mente fredda che è molto difficile.

    La prima domanda da porsi dovrebbe essere: quanto (e quando) è dannosa l'impulsività?
    La società in cui viviamo richiede che decisioni e risposte rapide, quindi non temere la tua impulsività, se non ti reca danno.

    Io, come già altri, ho il problema opposto e mi sto sforzando di essere più impulsivo proprio per combattere quell'immobilità che deriva dal non poter (o saper...) prendere rapidamente una qualsiasi decisione senza prima averne analizzato il contesto ed ogni possibile conseguenza - e sai, quando si tratta, ad esempio, di scegliere quale pizza ordinare perché quella che prendo sempre non possono farmela, la risposta deve essere rapida e decisa! ;)

    Un criterio che sto cercando di adottare per prendere decisioni più rapidamente - ma che potrebbe essere utile anche a te per prenderne di meno impulsive - è quello di stabilire il costo in termini di risorse (tempo, denaro, sforzo fisico/mentale, ecc) che ciascuna situazione richiede per poi dedicare più tempo solo a quelle con un costo maggiore.
    Potresti provare a fare la stessa cosa: dopo tutto, una valutazione minima della situazione la fai anche tu, nel momento in cui decidi, ad esempio, che non andrai a vedere più di uno o due appartamenti...
    D'altra parte, per non cedere all'ansia dell'organizzazione potrebbe esserti d'aiuto compilare una tabella per confrontare le caratteristiche delle diverse alternative.

    (Ps. Il rischio reale - e personalmente verificato :-S - di questo sistema è che l'amore per la classificazione superi la necessità di effettuare una scelta in tempi finiti, con conseguente immobilità)
    giovannaKrigerinneamigdala
  • Lollina no non ho mai avuto quel tipo di problemi. Alle elementari non seguivo ma riuscivo a stare ferma immobile.

    Blind grazie dell'idea. Per quanto riguarda la pizza mi rifiuto di leggere i menù. Perché gli elenchi sono poco sensati ai miei occhi. Prendo una margherita di default. 
    WBorg
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  • wolfgangwolfgang Post: 10,790
    @krigerinne hai fatto il test sull'impulsività presente sul nostro sito? Http://www.spazioasperger.it/test/
    Separa le diverse componenti.
    BlindEowyn
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • Screenshot_20160904-191037
    giovannaWBorg
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