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come preparare psicologicamente i propri genitori prima di dichiararsi trans?

MiticalexMiticalex Post: 1,326
Sarà una mia ossessione, ma ho come impressione che la mia anima è nel corpo sbagliato mi immagino sempre come una trans è la cosa persiste, è ho letto sempre su questo sito chè la disforia colpisce almeno il 10% degli autistici.
Come mi è stato detto in un forum che ho aperto precedentemente su questo sito (ecco indirizzo:http://spazioasperger.it/forum/discussion/9043/spesso-mi-immagino-di-essere-una-transessuale-secondo-voi-ho-la-disforia-di-genere#latest) chè chi soffre di disforia di genere disdegnia i propri genitali discorso che con me non vale.
Secondo voi cosa può portare a immagginarmi nei panni di una donna transessuale?
E se veramente fossi trans, come preparare psicologicamente i propri genitori?
Post edited by Sophia on
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Commenti

  • ValentaValenta Post: 10,759
    Cerco di risponderti, non sempre immaginarsi dell'altro sesso ha a che fare con la disforia di genere, esistono tante altre problematiche che possono portare a questo sentire.

    So che alcuni uomini etero hanno di queste fantasie e nel privato danno sfogo a questo lato.

    A pelle, da quello che racconti, non mi pari Mtf, ma una risposta precisa te la può dare solo un percorso di psicoterapia.
    NewtonamigdalaEirene
    Vale (egli\lui\gli)- feedback e reactions sempre graditi
  • ValentaValenta Post: 10,759
    Qui c'è un articolo sul desiderio di alcuni uomini di vestire da donne/immaginarsi donne:
    http://stellaborghesi.blogspot.it/2013/07/autoginefilia.html?m=1
    Vale (egli\lui\gli)- feedback e reactions sempre graditi
  • KrigerinneKrigerinne Post: 3,163
    È fondamentale la motivazione di tale immedesimazione.
    Perché ti immagini come una donna?
    È un pensiero ossessivo che ti dà fastidio?
    Oppure pensi a come sarebbe bello essere una donna? Saresti più felice se tu fossi donna?
    E nella tua immaginazione hai solo il corpo da donna e l'orientamento sessuale da donna oppure sei una donna in tutto e per tutto? Cioè con caratteristiche riconducibili al sesso femminile come, chessò, una spiccata sensibilità, una tendenza più sviluppata al compiacere gli altri, un istinto materno, magari?
    Oppure è un pensiero che ti eccita?
    Valenta
    Backend developer ~ Asperger ~ ex tutor ABA
    You split the sea so I could walk right through it
  • MiticalexMiticalex Post: 1,326
    Rispondo solo ad alcune di queste domande.
    Penso che sarebbe più bello essere donna.
    Ormai questa cosa mi sta facendo impazzire, mi sento inferiore alle donne, le donne le considero più fortunate, ormai al mondo contano solo loro.
    Noi maschi non contiamo più niente, mia madre mi picchiava mia sorella oltre a picchiarmi mi sottometteva è sta cosa mi a portato a pensare che forse se fossi nato donna, sarebbe stato meglio? 
  • EireneEirene Post: 500
    @Miticalex Secondo me questa è una di quelle situazioni in cui sarebbe indicato scambiare due parole con uno specialista, più che continuare a rimuginare in privato. :°\
    amigdalaValentamandragola77Door
  • ValentaValenta Post: 10,759
    Comunque i tuoi pensieri, del tipo "pensare che la vita da donna sarebbe più facile", sono di quelli che proprio escludono la disforia di genere :|
    Vale (egli\lui\gli)- feedback e reactions sempre graditi
  • NewtonNewton Post: 5,326
    Le persone con disforia non desiderano essere di un altro sesso: lo sono già, dentro di loro, nella mente. Il desiderio di avere una posizione sociale diversa che identifichiamo con un determinato sesso, è altra cosa e non offre nessun accesso a una terapia per disforia di genere.

    Tu sei una persona che sta soffrendo. Dipende dai cattivi rapporti che hai avuto con due donne della tua famiglia. Dovresti lavorare su questo punto e ricordare che tua madre e tua sorella non sono "le donne" in generale, ma due specifiche persone, che si sono comportate male con te.
    Questo è il consiglio che mi sento di offrirti, anche se la tua domanda era un'altra: lavora con uno psicologo sul tuo passato e cerca di chiarire quello che hai provato e che provi tutt'ora. Troverai una via per liberarti dai tuoi tormenti.
    Ricorda sempre che non vali meno di qualcun altro, e che meriti di essere rispettato e di essere felice.
    Sophiamandragola77DoorValentaEirene
  • YonaYona Post: 13

    Ciao. Il mio nome anagrafico è Raffaele; Yona è il nome che ho scelto quando mi sono convertito all'ebraismo umanista (http://www.shj.org). Letteralmente significa "colomba", è il nome originale del profeta biblico Giona, ma in Israele è considerato un nome unisex, e l'ho scelto per questo.

    Sono un attivista LGBTQIA+ (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Trans, Queer/Questioning, Intersessuali, Asessuali, eccetera), non uno psicologo, e parlo sulla base di quello che mi hanno detto altre persone trans, e della mia limitata esperienza.

    Secondo il DSM5 (riassunto in http://www.psychiatry.org/patients-families/gender-dysphoria/what-is-gender-dysphoria), "La disforia di genere riguarda un conflitto tra il genere corporeo od attribuito [dalla società] ad una persona, ed il genere con cui egli/ella/questi si identifica. Le persone con la disforia di genere possono essere molto a disagio con il genere assegnato loro, un disagio talvolta descritto come il sentirsi a disagio con il proprio corpo (specialmente con gli sviluppi puberali), o con il sentirsi a disagio con i ruoli che ci si aspetta di recitare avendo il genere assegnato loro".

    Quindi, la disforia di genere è un concetto molto generale, il disagio con il proprio corpo ne è un aspetto particolare e facoltativo. La confusione spesso però è frequente, e lo dimostrano molte risorse in rete anche carine (come http://everydayfeminism.com/2016/05/transgender-without-dysphoria/ - questa è decisamente migliore: http://everydayfeminism.com/2015/08/not-all-trans-folks-dysphoria/), che partono però dal presupposto che la disforia di genere sia sempre un disagio fisico, e si affaticano a dimostrare quello che ora dovrebbe essere ovvio, cioè che non serve provare questo disagio fisico per essere trans.

    Dici che i tuoi genitali non ti mettono a disagio. Mi permetto di dire "Meno male!" Infatti le operazioni di riassegnazione chirurgica del sesso sono estremamente delicate, e spesso riescono peggio del previsto. Ti dico solo che in Gran Bretagna hanno ricorso ad un rimedio eroico: sono consentite solo al Charing Cross Hospital di Londra, costringendo così i medici dell'ospedale a diventare degli specialisti che, grazie alla continua pratica, fanno un lavoro almeno discreto. In Italia invece anche chi non sarebbe capace di tagliare le unghie al suo gatto le può fare, e molte volte i risultati sono orripilanti.

    È possibile transizionare legalmente anche senza quest'operazione (lo ha stabilito la giurisprudenza recente), ma c'è un problema ancora da risolvere: i tribunali esigono tuttora che chi transiziona sia sterile o reso sterile. A me pare un sopruso: avere in un certificato di nascita scritto: "Madre: Giuseppe" e/o "Padre: Maria" fa al massimo ridere, costringere chi non vuole a sterilizzarsi fa sicuramente piangere. Le associazioni trans stanno cercando con delle cause mirate di mutare l'orientamento giurisprudenziale, e si spera che tra qualche anno il problema sia risolto. La Svezia si è già resa conto dello sbaglio ed ha deciso unilateralmente di indennizzare le persone trans costrette a sterilizzarsi.

    Il consiglio che ti do è cercare un'associazione trans. Ti possono dare dei buoni consigli, ti possono inserire in un gruppo di auto-mutuo-aiuto che ti permetterà di confrontare la tua esperienza con quella di altre persone, ti possono mettere in contatto con uno psicologo o psichiatra esperto, un endocrinologo (non barare con le medicine: prendi solo quelle che consiglia lui, nella dose prescritta, e se qualcosa non va parlagliene subito!) e, se del caso, consigliarti un chirurgo che ha dato buona prova di sé e sconsigliarti quelli che hanno già fatto danno e sono inseguiti da cause milionarie.

    Esistono anche risorse online e gruppi Facebook per le persone dello spettro trans, ma non possono sostituire la conoscenza personale e la presenza fisica - devi proprio trovare un'associazione da frequentare personalmente per impostare il tuo percorso.

    Non voglio con questo dire: "Se ti piace, fallo". La mia limitata esperienza personale (sono più "genderfluid" che "trans", ovvero la mia identità di genere svolazza tra il maschile ed il femminile) dice che è quando cominci a frequentare altre persone dello spettro trans e ti rispecchi in loro cominci a capire se è proprio quella la tua strada. Lo psicologo si sentirà in dovere di mettere in discussione i tuoi motivi, ed una diagnosi di Asperger lo obbligherà ad essere particolarmente attento, perché non è garantito che il tuo disagio venga risolto da una transizione, e talvolta il desiderio di transizionare viene attivato da motivi spuri.

    Una volta ho litigato ferocemente con un attivista trans perché convinto che si abusasse delle diagnosi di Asperger, ed indispettito del fatto che molte persone trans abbandonassero l'identità trans dopo essere state diagnosticate Asperger; questo attivista ha una visione parziale delle cose, ma è intelligente, e mi sono dovuto chiedere che cosa ci fosse di vero.

    È stato notato che nelle persone "genderqueer" (l'ho notato in me stesso - vedete anche qui: http://linfraser.com/wp-content/uploads/2010/06/OBSTG.pdf) l'identità di genere "svolazza" più vigorosamente in situazioni di stress, allo stesso modo in cui un uccello in gabbia svolazza moltissimo quando ci sono dei rumori o dell'agitazione in casa, per cui un uomo "genderqueer" come me si sente più "donna" quando sotto forte stress.

    Per esempio credo che il tutor alla Facoltà Valdese di Teologia sia caduto dalla sedia quando, mentre preparavo dei tostissimi esami, gli chiesi se potevo avere il "doppio libretto" - ovvero che gli esami fossero registrati con il mio nome anagrafico maschile, ma io mi potessi presentare ai professori con un libretto che riportava il mio nome Yona, interpretato come femminile. Ci sono dei seminari rabbinici americani che ordinano rabbini gay, rabbine lesbiche, rabbini trans, ma per l'Italia è ancora presto.

    Una diagnosi di Asperger, innescando un processo di autoaccettazione, può ridurre lo stress del soggetto, anche se non gli regala l'illusione di essere una Temple Grandin in sedicesimo, e smorzare anche lo "svolazzare" dell'identità di genere.

    Mi pare l'interpretazione più benigna del fenomeno; se poi (come quell'attivista) si parte dal presupposto che non si può essere trans ed Aspie insieme (questo documento presume il contrario: http://autisticadvocacy.org/wp-content/uploads/2016/06/joint_statement_trans_autistic_GNC_people.pdf), allora si finisce con il farsi la guerra anziché l'amore.

    Per quanto riguarda il "preparare psicologicamente i propri genitori", credo che non sia possibile. O meglio, è comune esperienza che alla mamma non si può nascondere nulla, e di solito il figlio che fa il "coming-out" con lei si sente rispondere che lo aveva già capito da molto tempo.

    E non sono solo le mamme ad avere questo intuito. Conosco una persona che si dichiara omosessuale, ma che ha avuto due mogli e tre figli, ed a questi, ormai per giunta adulti, aveva cercato di nascondere il suo orientamento, e di far passare il suo compagno come un "coinquilino" con cui divideva solo le spese e non anche l'amore - ma i figli avevano mangiato la foglia e cercavano gentilmente di indurre il padre a svelarsi. Alla fine lo ha fatto, e nel suo caso è andata anche bene.

    Io non l'ho dovuto dire a mia madre (è morta prima e sapeva solo che ero un attivista), l'ho dovuto dire a mia moglie. In teoria, sarebbe dovuta essere una passeggiata: lei aveva diretto l'Arcilesbica di Verona per 10 (dieci!) anni, conosceva delle persone trans, aveva avuto una relazione decennale con una donna (che ora sta transizionando e diventando un uomo), ma ... non mi ha creduto!

    Ora ci scherziamo sopra, ed oggi mi ha detto: "Vedi, Raffaele, di femminile hai solo il culo grosso!", ed io ho ribattuto: "Lo dici perché non mi guardi mai le tette!"

    Il problema che abbiamo noi trans e noi Aspie sono i pregiudizi: tutti si ritengono esperti di autismo o transgenderismo, e sono convinti di saper riconoscere le persone autistiche o trans guardandole. Invece, ci sono le persone che hanno iniziato un percorso canonico di transizione, e diventano sempre più visibili come appartenenti al genere di destinazione, e quelle che hanno i loro motivi per non farlo, e che si possono individuare solo guardandole dentro.

    Il "preparare psicologicamente i propri genitori" vuol dire secondo me innanzitutto preparare se stessi a confutare gli eventuali pregiudizi che i propri genitori possono aver incolpevolmente assimilato. Esistono associazioni come "Famiglie Arcobaleno" che forniscono informazioni e sostegno ai genitori di figli omosessuali, bisessuali, transessuali, ma il terreno lo dobbiamo dissodare noi per primi.

    Penso che una diagnosi di Asperger, se già certificata ed accettata dalla famiglia, possa spianare il terreno: come già detto qua, molte persone Asperger sono anche trans, e questo rende più difficile mostrarsi increduli al momento del "coming-out".

    Inoltre, una cosa che molti genitori si chiedono quando il figlio fa il "coming-out" è dove hanno sbagliato; ma se c'è già stata una diagnosi di Asperger, la domanda probabilmente è già stata fatta, e la risposta che è valsa per l'Asperger (che quasi sempre è: "in mezzo ai tanti possibili fattori, non si riesce ad individuare quello decisivo, e se è stato opera dell'uomo o del caso") vale anche per il transgenderismo. Il dramma è stato già recitato, il sipario è calato, non servono repliche.

    Finora ho parlato dell'incredulità e dei pregiudizi dovuti ad ignoranza; esiste però anche un'animosità dovuta alle attese tradite.

    Mia moglie ha fatto tante storie, così come la moglie di una simpatica signora MtF (da Maschio a Femmina) che ho conosciuto, perché se avessi iniziato una transizione, sarebbe cambiato il mio corpo e lei non lo avrebbe più riconosciuto, e forse nemmeno amato. Un ragazzo trans FtM (da Femmina a Maschio) ha spiegato una volta che il testosterone che gli somministravano aveva cambiato l'odore del suo corpo, e la sua ragazza perciò lo aveva lasciato (non le posso dare torto: gli odori nelle relazioni intime sono fondamentali).

    Un genitore ovviamente non ha queste attese (se non si chiama Donald John Trump, che una volta disse papale papale che sarebbe uscito con Ivanka se non fosse stata sua figlia), ma molti genitori si aspettano che i loro figli li rendano nonni, ed una transizione (per i motivi suesposti) impone loro di rinunciare a quel sogno.

    Tecnicamente non è impossibile essere trans e genitori: ci sono persone che hanno transizionato dopo aver procreato; nei paesi in cui è consentito transizionare pur conservando i genitali originari capitano le notizie di cronaca come questa: http://www.huffingtonpost.it/2016/06/22/trevor-macdonald-transgender-allatta-figlio_n_10609098.html; ed in Israele è consentita una cosa vietatissima in Italia - ovvero congelare i propri gameti prima di tansizionare, per poter eventualmente ricorrere alla fecondazione assistita ed alla maternità surrogata (e le persone trans israeliane si permettono il lusso di lamentarsi che gli tocca pagare di tasca loro - se avessero la diagnosi di un oncologo anziché uno psichiatra, pagherebbe invece l'assicurazione contro le malattie).

    Ma sono tecniche difficili e costose, ed un genitore a queste eventualità in quel momento non ci pensa. Per lui il "coming-out" è comunque un evento luttuoso, e di questo bisogna consolarlo.

    In bocca al lupo, RYL

    ValentaMononokeHimeEirenewolfgang
  • YonaYona Post: 13
    Krigerinne ha detto:

    È fondamentale la motivazione di tale immedesimazione.
    Perché ti immagini come una donna?
    È un pensiero ossessivo che ti dà fastidio?
    Oppure pensi a come sarebbe bello essere una donna? Saresti più felice se tu fossi donna?
    E nella tua immaginazione hai solo il corpo da donna e l'orientamento sessuale da donna oppure sei una donna in tutto e per tutto? Cioè con caratteristiche riconducibili al sesso femminile come, chessò, una spiccata sensibilità, una tendenza più sviluppata al compiacere gli altri, un istinto materno, magari?
    Oppure è un pensiero che ti eccita?



    Non esiste un "orientamento sessuale da donna". Gli orientamenti sessuali più comuni, per tutte le persone, sono: eterosessuale (ama le persone di sesso opposto al proprio), bisessuale (ama le persone di più di un sesso e/o genere), pansessuale (ama le persone indipendentemente dal sesso o dal genere), omosessuale (ama le persone del proprio genere), asessuale (non prova attrazione sessuale - i suoi sentimenti non hanno perciò componente sessuale).

    riotwolfgang
  • YonaYona Post: 13


    La Corte Europea dei Diritti Umani ha stabilito che l'obbligo di sterilizzare le persone trans viola i loro diritti umani. Il problema è stato risolto prima di quanto sperassi.

    wolfgang
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