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Linguaggio letterale..

ValentaValenta Post: 10,759
modificato gennaio 2015 in Apprendimento e linguaggio
Una delle difficoltà Aspie tipica è non capire i modi di dire.

Vi ritrovate?

Io non tanto, cioè prendo spesso alla lettera le cose che mi si dicono (magari rispondendo..davvero?) e mi si raccontano, 
ma mi piace usare le metafore nelle conversazioni, del genere furbo come una volpe, ingenuo come un gattino, "un sacco" per dire molto etc.

Domanda di riserva:
Ma voi..come parlate? Nel senso, intonazione, lessico, pronuncia.

Io di diverso dalla media delle persone ho che dico pochissime parolacce e pochissime espressioni di dialetto, parlo in modo molto pulito e che ho una brutta voce da papero.
Non so pronunciare GL come in AGLIO.

E uso molte formule fatte, che vanno bene sempre.

Buon pomeriggio.
Vale (egli\lui\gli)- feedback e reactions sempre graditi
Post edited by yugen on

Commenti

  • ValentaValenta Post: 10,759
    Per formule fatte intendo dire che saluto sempre alla stessa maniera, poi chiedo le cose nello stesso modo, solitamente, con le stesse formule.
    Vale (egli\lui\gli)- feedback e reactions sempre graditi
  • vanessavanessa Post: 1,163
    Qualche formula fatta la uso anch'io ma quando me ne accorgo cerco di evitarlo perché non mi piace.
    Le metafore di uso comune le conosco e le utilizzo, come intonazione boh c'è chi mi dice che si sente troppo il dialetto della mia zona e chi pensa che sia straniera. Se sto con persone che parlano dialetto mi contagiano
  • PhoebePhoebe Post: 2,066
    Io mi ritrovo nel non capire quando una persona dice sul serio oppure scherza, ma non sempre è cosi, a volte lo capisco... 
    Ad esempio, ieri era il compleanno di un mio collega e quindi ci siamo riuniti per mangiare la torta. Una persona gli ha chiesto quanti anni avesse e lui ha riposto '35', un altro mio collega gli ha detto che se li portava bene e fin qui tutto ok. Dopo, in pausa pranzo, hanno chiesto 'Ma quanti anni ha fatto?' ed io dico '35', scoppiano tutti a ridere, solo li mi è parso evidente che avesse molto più di 35 anni! 

    Per quanto riguarda il modo di parlare, anche io non uso parolacce, non mi piacciono, ma per il resto penso di essere nella normalità.
    Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo ma poi ho pensato, ci sono così tante persone nel mondo, ci dev'essere qualcuna proprio come me, che si sente bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io. Vorrei immaginarla, e immaginare che lei debba essere là fuori e che anche lei stia pensando a me. Beh, spero che, se tu sei lì fuori e dovessi leggere ciò, tu sappia che sì, è vero, sono qui e sono strana proprio come te.

    Frida
  • Anche io a volte non capisco certi tipi di battute... mi è successa ultimamente una cosa tipo quella di @kira91, un mio collega parlava di un altro ragazzo e ha fatto una battuta dandogli un età molto inferiore alla sua, io ovviamente l'ho preso alla lettera e ho risposto stupita... e ovviamente lui mi ha dovuto dire che stava scherzando...
    E poi abbocco a quasi tutto, infatti dopo avermi spiegato mi prendono in giro con la classica battuta: "Oh, guarda, un asino che vola!!"
  • Non capisco l'ironia, mi devo concentrare e ragionarci su. Non è innata in me come cosa.
    Parlo molto bene, sono abbastanza ossessionato dalla dizione (correggo spesso le persone che ad esempio dicono "vèrde" al posto di "vérde", quindi l'errore negli accenti tonici). Il parlare male mi infastidisce. L'intonazione è monotona e uso un linguaggio decisamente ricercato, talvolta anche con arcaismi.
  • fattore_afattore_a Post: 2,337
    Arriva la bidella con una circolare, il prof. ce la detta: "un concorso per beneficiare di una borsa di studio ecc.".
    Stupito e consapevole delle mie difficoltà in educazione fisica (correvo - si fa per dire - i 1000 metri in 8 minuti), chiedo al prof. che tipo di prove erano previste dal concorso: corsa, salto, piegamenti...

    Ci è voluto un po' per capire.
  • aspirinaaspirina Post: 3,054
    Uscivo dal supermercato carica di buste della spesa e un signore carinissimo mi disse : Le serve una mano?"
    Ed io, seria: "Grazie, ne ho già due!"
    Door
    Alla fin fine, amici, ecco la verità: è tutta una supercazzola
  • AJDaisyAJDaisy Post: 11,288
    Effettivamente questo tratto del linguaggio ambiguo lo percepisco poco in me (poco, non nulla, più o meno nella tua misura). Uso spesso doppi sensi nel parlare.
    Come parlo... Hahaha! Tono robotizzato e monotono, ultradescrittivo e prolisso (se non sono a mio agio al contrario ultrasintetico se non muto) utilizzo parole ed aggettivi più ricercati della media o troppo ricercati per un dialogo informale, viceversa in dialoghi "formali" se mi agito/arrabbio divento volgare e non poco, insomma fatico a contenermi. Ho una leggera r moscia a complicare il tutto e quando parlo se mi prendo nel discorso, sollevo il braccio, stringo il pugno o faccio pollice in su a pugno molto stretto, in più cammino avanti ed indietro imbacchettato e slanciando i piedi in avanti, inoltre gesticolo molto ed in maniera stereotipata con la mano che non fa "ok" (che in genere è la sx).
  • Uscivo dal supermercato carica di buste della spesa e un signore carinissimo mi disse : Le serve una mano?"
    Ed io, seria: "Grazie, ne ho già due!"
    Mia moglie: "Vai a stendere la lavatrice !"
    Io: "Va bene ma non so se il filo regge !"


    "Giusto per fare 2 chiacchere ..."
    "Allora abbiamo già finito !"

    :-)
    Non vorrei mai far parte di un club che accettasse tra i suoi soci uno come me. (G. Marx)
  • vanessavanessa Post: 1,163
    Non so se conoscete il giochino su facebook "So che probabilmente nessuno noterà questo status ma a volte, quando mi annoio ..." , una mia amica aveva scritto  "So che probabilmente nessuno noterà questo status ma a volte, quando mi annoio mi tingo i capelli di rosa" per me si era tinta i capelli di rosa veramente  :))
  • ValentaValenta Post: 10,759
    Io avevo creduto in un altro forum che due utenti stessero insieme,
    quando invece era uno scherzo e nessuno lo aveva preso sul serio..

    Vale (egli\lui\gli)- feedback e reactions sempre graditi
  • CoreuteCoreute Post: 403
    modificato aprile 2017
    Ciao,

    vorrei capire quanti tra voi sono come me: non ho quasi alcun problema a capire modi di dire ("fuori di testa", "avere le farfalle nello stomaco", etc etc) e sottintesi delle frasi che ascolto. L'unica difficoltà è quella dell'interpretazione delle sfumature delle intenzioni altrui, ma mi riesce bene, al contrario, immedesimarmi nel personaggio di un film o di un libro. Quanti di voi sono come me? Quanti, invece, si fermano alla lettera di ciò che leggono e ascoltano: come quella moglie nello spettro che alla domanda del marito "mi puoi passare del sale?" rispondeva con un semplice "sì"?
    Quindi:
    Ti fermi alla letteralità di ciò che ascolti/leggi?
    1. Sempre (sia ora, sia in passato, durante l'infanzia)
    2. A volte (dipende dal contesto/argomento e/o mi capitava spesso in passato, ma sto migliorando)
    3. Raramente (indipendentemente dall'età e/o dalla situazione e/o dall'interlocutore....)
    4. Mai (né ora né in passato; in nessuna situazione....)
    Grazie!!
  • pokepoke Post: 1,721

    Ti fermi alla letteralità di ciò che ascolti/leggi?
    No, ma amo i giochi di parole, quindi ironizzo sulla doppia interpretaIone (lettetale/metaforica).
    In ogni caso dipende dal contesto, ci sono situazioni in cui pur sapendo che ci sono altre interpretazioni, preferisco soffermarmi sul senso letterale.
    Distinguo se si è in un contesto scherzoso o serio.
  • Ciao, per me dipende. A volte mi fermo al significato letterale, altre no. 

     Sicuramente da piccola era diverso, coglievo meno le sfumature e prendevo le cose più alla lettera (per esempio, odiavo il latte la mattina e ne bevevo giusto due-tre sorsi ma quando mia mamma mi sgridava dicendo che non avevo bevuto NIENTE non capivo cosa intesse, visto che era evidente che avevo bevuto tre sorsi (tre sorsi sono qualcosa, non "niente" :), non sapevo fosse un modo di dire).

     Adesso ho imparato i modi di dire e i doppi sensi, capisco il sarcasmo ma non sempre il contesto scherzoso, spesso non so se l'altra persona è seria o sta scherzando, soprattutto nel contesto scritto, per cui mi arrovello per ore se si tratta di una battuta o meno (e finisco sempre per chiederlo) per cui per rispondere alla tua domanda direi: a volte
    Valenta
    "Siamo tutti in un fosso, ma alcuni di noi guardano le stelle" - Oscar Wilde -
  • TzahayTzahay Post: 15
    Trovo le metafore efficaci per descrivere come mi sento in un determinato momento anche se a volte tendo ad esagerare un po'.
    Il mio tono di voce invece è troppo squillante e spesso il mio modo di parlare sembra una cantilena. Mi capita anche che mi cadano delle lettere, per esempio il fuori non dico la r o invece di dire s dico la sh ma ora sono un po' migliorata.
    Uso spesso il sarcasmo e l'ironia ma se la usano gli altri non sempre capisco se son seri o scherzano.
    Le frasi fatte o i modi di dire se son nuovi o messe in modo diverso le prendo alla lettera se invece le conosco già le capisco. Per esempio "dov'è andato a pescare quel libro" nonostante sappia cosa significa mi immagino un vecchietto con il cappello e la canna da pesca davanti ad un lago come se fosse un cartone animato.
    Il dialetto lo capisco ma non riesco a parlarlo perché mi mancano dei suoni. Le parolacce le trovo da maleducati e di solito non le uso. Nel linguaggio quotidiano uso termini ricercati e a volte nel dubbio devo andare a controllare se una determinata parola esista davvero perché inusuale.
    Valentadavid
  • CorocottasCorocottas Post: 1,322
    modificato aprile 2017
    Forse proprio per ovviare alla difficoltà a capire, alle volte, il senso delle metafore mi soffermo con tanta cura su ciò che gli altri dicono da sfociare spesso nell'opposto, ovvero vedere metafore e doppi sensi laddove non ce ne sono, oppure dare tre o quattro sensi possibili a una frase che di ''sensi alternativi'' ne ha palesemente solo uno.

    D'altra parte metafore e similitudini ne uso molte anche io quando parlo (e quando scrivo, come chi mi legge si sarà accorto), faccio largo uso di simboli, il mio linguaggio è piuttosto altisonante, articolato e profuso di parole, non molto dissimile dallo stile che uso quando scrivo. Tendo all'ipercorrettismo grammaticale e a correggere gli altri anche su cose di pochissimo conto che nemmeno i peggiori grammar nazi: per esempio mi sale un odio rabbioso, ma proprio da rimescolarmi lo stomaco (è una metafora, a scanso di equivoci :)) ), quando sento le persone chiamare ''cioccolata'' il ''cioccolato'', del tipo ''tavoletta di cioccolata'' o ''uova di Pasqua di cioccolata'' e allora sbotto e dico ''CioccolatO, perdio! la cioccolatA è quella che si beve!'' e la gente, dalla reazione impietrita, capisco che non si rende conto quanto stia scherzando e quanto sia serio, ma in realtà sono serissimo.

    Le parolacce dipende, ho una definizione molto personale di parolaccia e quelle che per me sono realmente parolacce (ovvero gli insulti gravi alla persona) tendo ad evitarle. Non considero invece parolacce, e non capisco per quale anacronistico bigottismo siano considerate tali, le espressioni che si riferiscono semplicemente a parti anatomiche o funzioni fisiologiche e che non siano tratte dalla terminologia scientifica. Per me dire che ''merda'' è una parolaccia perché in realtà si dice ''feci'' è un po' come dire che ''gatto'' è una parolaccia perché si dovrebbe dire ''felis silvestris''. Di espressioni dialettali o gergali in realtà faccio un uso abbastanza abbondante, sia in italiano che in spagnolo, portoghese e inglese.

    Inoltre spesso invento parole ed espressioni che spesso si ''trasmettono'' a chi mi frequenta; diverse persone infatti, anche che non si conoscono affatto tra loro, utilizzano ormai regolarmente espressioni che ho coniato io.

    Il mio tono non è assolutamente monotono; piuttosto tendo al contrario, a un'estremizzazione delle espressioni facciali e a ''recitare'' anche quando sto dicendo qualcosa di relativamente banale. In italiano non ho un accento particolarmente marcato; quando bevo parecchio assumo comunque un'inflessione molto più meridionale della mia originaria. In spagnolo parlo invece con un accento andaluso talmente spaventoso che se parlo con madrelingua spagnoli, di dovunque essi siano, generalmente non mi chiedono da dove vengo perché da come parlo sembra palese, salvo poi dire dopo un po' che sono italiano e suscitare questa reazione O.O. Idem con l'inglese e l'accento di Dublino.
    Valentadavid
  • LuLLaByLuLLaBy Post: 3
    modificato aprile 2017
    Buonasera a tutti, io ho un bimbo Aspie di 5 anni e sui modi di dire mo fa davvero sorridere.. Ancora é piccolo per capire tutto ma già mi fa intendere quando non capisce se dico sul serio oppure no.. Ad esempio, siccome a lui non piace quado alzo la voce, se devo "sgridarlo" uso altri diversivi. Una volta gli h detto <<se non la smetti ti mangio un orecchio>> ovviamente ridendo! E lui mi ha guardato strano e mi ha chiesto <<stai scherzando vero?>> cosi l'ho tranquillizzato e abbiamo riso insieme
    davidSophiaMononokeHime
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