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Quell'incapacità a farcela del tutto, orrore orrore

Ciao forum.
Perdonate la mia sporadica presenza.

Comunque, dopo un periodo di approssimativa calma, presa da impegni lavorativi quasi non mi sono accorta dello scorrere del tempo e, cosa ancor più soddisfacente, sono riuscita inspiegabilmente a tenere a bada il mio essere asperger.
Ora, però, vuoi per la stanchezza e l'imminenza delle mie ferie, sono di nuovo esplosa in tutta la mia meravigliosa aspergitudine.
Sembra sempre che nonostante l'impegno, nonostante i progressi, ci debba sempre essere quella piccola malevola scintilla di fissazione, problemi sensoriali, imbranataggine (a piacere) , che lascia trasparire la mia neurodiversità.
Per esempio quando dopo aver espresso un concetto avanzato e spiegato metodiche lavorative all'avanguardia vado a sbattere contro il calorifero come se non fosse stato lì da sempre.
AMO il mio essere asperger, ma qualche volta mi piacerebbe poter avere un'interruttore, un telecomando per autismo, in modo da poter consciamente decidere quando apparire del tutto normale.
Qualcuno ne ha uno?
O magari, qualcuno si ritrova in ciò che ho scritto?
Saturninewhatsername84alexander_popefriedenSirAlphaexaSimone85Sophiawolfgang

Commenti

  • Ciao,ti premetto che non ho una diagnosi (ho deciso di lasciar passare le ferie e iniziare con settembre questa avventura).
    Mi ritrovo molto in quello che hai scritto, mi sono sempre sentita altalentante nella vita ma che per quanto mi sforzassi non c'era verso di essere come tutti gli altri.
    A volte mi sembra meno evidente a volte mi sembra palese, anche se ho sempre il dubbio di come mi vedano gli altri.

    La stanchezza sicuramente non aiuta, le ferie sono un bene finché non bisogna rapportarsi con lo stress da vacanza... Se trovi l'interruttore fammelo sapere ;)
    Sophiavacamunquebene
    "Siamo tutti in un fosso, ma alcuni di noi guardano le stelle" - Oscar Wilde -
  • eresetereset Post: 345
    Mo ritrovo in questo.
    Nelle situazioni, cerco di conportarmi in modalità normale, ma evidentemente è una normalità fittizia. Mi spiego. Constatando che creo un muro tra me e gli altri, attuo strategie che mi aprono. Ma probabilmente, non ne comprendo esartamente il ritmo. Mi ritrovo quindi ad essere eccessivamente aperta, tanto che si crea un eccesso di disponibilità. Questo mi fa ritrovare in situazioni imbarazzanti.
    Constato che ricevo più richieste di quanto ne:
    Posso sostenere
    Di quante ne ricevoni gli altri.
    Quindi, con l'aspietudine, mi ricostruisco il muro.
    La percezione esterna è di una persona di umore variabile. In realtà sto riequilibrando i rapporti.
    Quindi, credo di avere un telefomando, che riesco a far funzionare.
    Razionalmente la mattina pianifico la mia strategia sociale. Ma non riesco a modulare il passaggio, o troppo aperto o troppo chiuso, secondo la normalità.
    friedenEowyn
  • SophiaSophia Post: 5,904
    Idem come voi. Pianifico fin dalla sera prima e tutto sommato riesco e anche bene. Molti al lavoro conoscono alcune mie particolarità e non ci fanno più caso. Poi però deve esserci qualcosa che non va come dovrebbe che mi svela. Potrebbe essere la mia impermeabilità agli altri, comunque sempre presente che, al di là della socevolezza che non mi manca, non fa trasparire le mie vere emozioni e non permette agli altri di agganciarsi a me. Quel che rimane sempre è un'aurea di distacco.... sapete quando si finisce di parlare che non si hanno più argomenti e c'è quell'attimo di silenzio che mette in difficoltà. .. beh ecco credo che gli altri provino questo con me. Fin quando si tratta di lavoro tutto ok, ma poi quando la conversazione si sposta su un altro livello dove cambiano le regole io non riesco a modificare l'intenzione interiore aprendomi. Anzi mi chiudo e sbarro più che posso
    whatsername84
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
  • NewtonNewton Post: 5,326
    @lollina, quell'attimo di silenzio è un po' la colonna sonora della vita :/
    Sophia
  • AuratusAuratus Post: 165
    Decisamente, concordo con @lollina e @Newton.
    Quel silenzio diventa fin troppo.
    Sophia
  • È la mia maggiore causa di frustrazione il riuscire nelle cose (se si tratta di scuola , esercizi , compiti e verifiche ) apparentemente più difficili e poi non riuscire neanche a cominciare una frase. Spesso nelle interrogazioni faccio frasi abbastanza ricche e in qualche senso complesse e poi mi perdo a rispondere si o no. Ciò mi fa sentire incompleta quasi carente , ma so che non è così e che dopotutto va bene lo stesso.
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