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Avete mai l'impressione di spaventare le persone

AdalgisaAdalgisa Post: 1,793
modificato aprile 2018 in Sensi, percezioni, attenzione
Quando "entrate in scena" perche' non sapete "introdurvi"? a me molte volte capita che mi dicano "oddio mi hai spaventato/a" perche' ad esempio entro all'improvviso in una stanza o chiamo a voce alta una persona girata di spalla o perche' nei luoghi pubblici esco da una porta e le persone che stanno fuori mi "trovano" di fronte (piu' di una volta aprendo una porta all'improvviso ho rischiato di fare male a qualcuno che me l'ha fatto notare. Insomma non riesco a "introdurmi" con naturalezza..non so se mi capite..qualcuno di voi si e' trovato nella mia stessa situazione?
E' vero se è vero che è vero che.. che mi fa impazzire se penso che le cose che ho toccato insieme a te debbano svanire...dimmi che non è, dimmi che non è tutta un'illusione...un'illusione"
Post edited by Sophia on
Landauer

Commenti

  • RonnyRonny Post: 1,420
    Io quando sono in ansia tendo ad avere uno sguardo forte, che anche se è tentennante ha una forte intensità e quando cade sulla faccia di qualcuno dà fastidio perché sembra ostile
  • LifelsLifels Post: 1,853
    Sì, mi è accaduto spesso di spaventare le persone involontariamente, per motivi simili a quelli esposti da Cicalina (ma anche per altri motivi).

    Un po’ di tempo fa mi capitava quasi tutte le volte che dovevo interagire con qualcuno che non fosse un familiare in casa.

    Non avendo amici, non mi sto riferendo a “situazioni sociali”, quindi quando devo interagire con qualcuno è quasi sempre qualcuno che non se lo aspetta.

    Forse in generale nessuno si aspetterebbe che io interagisca con lui, a meno che sia uno sconosciuto che mi vede per la prima volta, in quei primi istanti che occorrono perché “capisca” (non so bene cosa “capiscano” le persone di me).
    Tutto “tra virgolette”

  • Marco75Marco75 Post: 2,110
    Anch'io non riesco a introdurmi con naturalezza, per quanto spesso finisco per sfruttare volutamente l'effetto sorpresa, per fare un'entrata in scena un po' sui generis.
    Per esempio, se sto camminando dietro qualcuno che conosco, e devo farmi notare, non so bene come fare. Se lo chiamo da lontano, mi dico, temo di fare una piazzata e/o non riuscire a farmi sentire. Così finisco per camminare fino ad affiancarlo e iniziare a parlargli così, come se niente fosse, uscendomene con un "allora, che si dice?" Normalmente, quello si stupisce, magari non si spaventa ma sicuramente resta un po' perplesso...
    rondinella61nebelLandauer
    "There are those that break and bend. I'm the other kind"

    Cinema, teatro, visioni
  • LifelsLifels Post: 1,853
    Non ho ancora capito come far notare la mia presenza per iniziare un’interazione senza spaventare il mio interlocutore. 

    Quando mi avvicinavo senza dire nulla, dopo un po’ si “giravano” e “sussultavano” per lo spavento, o “urlavano”, o esclamavano “varie cose”.

    Qualcuno mi ha detto che dovrei chiamare il loro nome, così qualche volta ho fatto questo grande sforzo, ottenendo lo stesso risultato. Ho provato anche con “ehi”, o bussando su un oggetto vicino, o iniziando direttamente a parlare.

    Almeno una volta ho anche provato a urlare il nome dalla distanza, ma ho spaventato “la persona” anche in quel modo.

    A trovarmi fuori dalla porta sono solo i miei familiari, non sono solito passare nelle vicinanze delle porte di altre persone.

    Inoltre ho l’impressione che “spesso” “le persone” si spaventino anche nell'incontrare il mio sguardo, perché serio (non sempre, ma ho uno sguardo serio “di base”, inoltre l'ansia mi fa avere uno sguardo serio in quasi ogni tentativo di interazione).
    ale82rondinella61
    Tutto “tra virgolette”

  • LifelsLifels Post: 1,853
    Per quanto riguarda le persone che incontrano il mio sguardo, forse sarebbe più corretto dire che mi sembrano un po’ “intimorite”, non “spaventate” (non mi è capitato spesso che “sussultassero”).
    Tutto “tra virgolette”

  • ale82ale82 Post: 953
    Mi dicono che spesso faccio cose che "possono far paura".
    non so se si parla della stessa cosa o meno, spero di non andare ot.
    Avviene molto spesso che le persone non si aspettino da me determinati comportamenti o determinate modalità con le quali affronto i problemi,
    per poi rimanere basite, nel bene o nel male,
    quando mi "manifesto" per quella che sono.
    Io non faccio caso a questa cosa, di solito la elaboro molto a posteriori, rispetto a quando mi viene riferita.
    rondinella61marco3882Amelie
  • LifelsLifels Post: 1,853
    Mi sono ricordato che alcune persone mi hanno detto che il problema è che mi muovo troppo silenziosamente.
    Sniper_Opsale82NewtonLandauerkara
    Tutto “tra virgolette”

  • marco3882marco3882 Post: 1,871
    Non c entra molto con la tua domanda però io spavento le persone quando ricordo fatti successi a distanza di anni anche di persone non proprio vicine a me.
    E quando esordisco con queste frasi mi guardano come alieno.
    SirAlphaexaale82mandragola77
  • AdalgisaAdalgisa Post: 1,793
    modificato aprile 2018
    I comportamenti e il ricordare episodi passati non c'entrano in effetti. M'interessa il problema dell'entrata in scena che qualcuno ha descritto molto bene. Mi fa piacere ovviamente che avete comunque preso parte al topic e sono anche argomenti interessanti @ale82 e @marco3882 anzi se vi va potreste aprire un topic a parte che potrebbe aiutare molti.
    ale82
    E' vero se è vero che è vero che.. che mi fa impazzire se penso che le cose che ho toccato insieme a te debbano svanire...dimmi che non è, dimmi che non è tutta un'illusione...un'illusione"
  • Sniper_OpsSniper_Ops Post: 1,268
    Grazie all'aiuto dei miei fidati scarponi i quali generano uno strano rumore sul pavimento la popolazione smette (generalmente) di spaventarsi, perché finalmente sono in grado di sapere quando la mia persona è vicina, altrimenti il mio passo sarebbe estremamente silenzioso e la gente sarebbe presa di colpo ogni volta. :))
    nebelale82
  • AdalgisaAdalgisa Post: 1,793
    Esatto..io pero' non ho scarponi ahaha
    E' vero se è vero che è vero che.. che mi fa impazzire se penso che le cose che ho toccato insieme a te debbano svanire...dimmi che non è, dimmi che non è tutta un'illusione...un'illusione"
  • NewtonNewton Post: 5,327
    Mia madre, che si presume debba essere abbastanza abituata ad avermi per casa, si spaventa ogni volta che entro in una stanza. Sono giunta anche io alla conclusione di avere il passo da ninja.
    Ultimamente mi è capitato di notare che anche gli edicolanti si spaventano, non si accorgono mai che sono lì davanti ad aspettare che mi servano e quando alzano lo sguardo, saltano dalla sorpresa (penso sia questo, non credo di essere così brutta insomma!).
    LandauerSniper_Opsrondinella61ale82
  • nebelnebel Post: 344
    l'ho avuta in passato, ma non per l'entrata in scena, a quanto pare per via dello sguardo... perlomeno ricordo una ragazza mia conoscente che, quando mi giravo di scatto verso di lei, si lasciava scappare un urlo. non ho mai capito esattamente cosa la facesse spaventare.
    in passato ho fatto largo uso del "passo da ninja" per, al contrario, scomparire senza dovermi formalmente congedare, tant'è che per un periodo una ragazza mi ha chiamata "Casper".
    tra le due situazioni trovo molto più stressante la seconda, ma penso che sia perché attualmente non saluto nessuno (non ho nessuno da salutare) e non devo quindi preoccuparmi di come introdurmi.

    mi ha fatto sorridere il commento sugli scarponi rumorosi, in effetti è una tattica che può funzionare, purtroppo io odio avere ai piedi qualsiasi cosa che faccia anche solo il più piccolo rumore.
    Sniper_Ops
  • LandauerLandauer Post: 979
    modificato aprile 2018
    Mi ritrovo con tutte le vostre descrizioni. Anche io, curiosamente, tendo a muovermi silenziosamente (passo felpato e senza fare rumori di sorta), e molto spesso è capitato che entrassi in una stanza con una o varie persone senza essere notato, finendo per spaventare qualcuno.

    Mi è successo più di una volta di approcciare una persona alle spalle, e di starmene lì ad interrogarmi su come presentarmi/salutarla/che dire (non ho la naturalezza in questo, e impiego un tempo significativo a "ricordarmi" come fare), ma tutte le volte è accaduto che la persona in questione si girasse prima che io facessi alcunché e si spaventasse. 

    Mi ritrovo anche nei ragionamenti di @Marco75 circa l'approccio di una persona conosciuta che cammina davanti a me.
    Per evitare figuracce, spesso risolvo standomene zitto, aspettando magari che sia lei a riconoscermi (magari quando si ferma ad un semaforo e la raggiungo, senza così dare l'impressione di aver volontariamente affrettato il passo per raggiungerla, ed evitando al contempo entrate particolari).

    Credo che possa ricondursi tutto all'incapacità di "perspective taking", il percepire come appaiano fuori luogo questo tipo di entrate in scena agli occhi di un osservatore esterno (in senso istintivo).
    L'altra componente potrebbe essere, come sempre, la bassa ToM, il semplicemente non sapere come presentarsi.

    Comunque, il problema mi riguarda molto meno di quanto potrebbe in quanto sempre, quando passeggio, tendo a concentrarmi intensamente su qualche pensiero e ho delle difficoltà a riconoscere i volti, anche di persone notissime (non li riconosco istantaneamente, non "scatta" il riconoscimento, ma devo in qualche modo sforzarmi - a volte mi sembra di riconoscere un volto, ma poi mi accorgo che si tratta di un'altra persona). Per cui molte volte, semplicemente, passo oltre senza riconoscere le persone (non è infrequente che qualcuno mi dica "ti ho visto, mi hai guardato, ma non mi hai riconosciuto XD)
    Credo che non appena comincerai a vedere chiaramente dove vuoi andare, il tuo primo impulso sarà di applicarti allo studio. Per forza.
    Sei uno studioso, che ti piaccia o no. Smani di sapere. [...] comincerai ad andare sempre più vicino, se sai volerlo e se sai cercarlo e aspettarlo,
    a quel genere di conoscenza che sarà cara, molto cara al tuo cuore. Tra l'altro, scoprirai di non essere il primo che il comportamento degli uomini 
    abbia sconcertato, impaurito e perfino nauseato. Non sei affatto solo a questo traguardo, e saperlo ti servirà d'incitamento e di stimolante.                                                                         [J.D.Salinger - Catcher in the Rye]
  • Sniper_OpsSniper_Ops Post: 1,268
    Landauer ha detto:

    Comunque, il problema mi riguarda molto meno di quanto potrebbe in quanto sempre, quando passeggio, tendo a concentrarmi intensamente su qualche pensiero e ho delle difficoltà a riconoscere i volti, anche di persone notissime (non li riconosco istantaneamente, non "scatta" il riconoscimento, ma devo in qualche modo sforzarmi - a volte mi sembra di riconoscere un volto, ma poi mi accorgo che si tratta di un'altra persona). Per cui molte volte, semplicemente, passo oltre senza riconoscere le persone (non è infrequente che qualcuno mi dica "ti ho visto, mi hai guardato, ma non mi hai riconosciuto XD)
    Sei prosopagnosico?
  • AdalgisaAdalgisa Post: 1,793
    Pure io prosopoagnostica non riconosco le persone perche' in genere non m'interessno.ma restiamo sul tema .
    Sniper_Opsamigdala
    E' vero se è vero che è vero che.. che mi fa impazzire se penso che le cose che ho toccato insieme a te debbano svanire...dimmi che non è, dimmi che non è tutta un'illusione...un'illusione"
  • LandauerLandauer Post: 979
    modificato aprile 2018
    Sniper_Ops ha detto:

    Landauer ha detto:

    Comunque, il problema mi riguarda molto meno di quanto potrebbe in quanto sempre, quando passeggio, tendo a concentrarmi intensamente su qualche pensiero e ho delle difficoltà a riconoscere i volti, anche di persone notissime (non li riconosco istantaneamente, non "scatta" il riconoscimento, ma devo in qualche modo sforzarmi - a volte mi sembra di riconoscere un volto, ma poi mi accorgo che si tratta di un'altra persona). Per cui molte volte, semplicemente, passo oltre senza riconoscere le persone (non è infrequente che qualcuno mi dica "ti ho visto, mi hai guardato, ma non mi hai riconosciuto XD)
    Sei prosopagnosico?
    Forse lievemente, e lievemente nei due sensi: sia perché credo che per parlare di prosopagnosia propriamente detta occorra un caso ben più grave del mio, sia perché non mi causa tanti problemi, solo qualche imbarazzo: al massimo posso risolvere dicendo che ero con la testa fra le nuvole. L'attenzione credo giochi un ruolo: se mi ci metto d'impegno (sto ben attento ad osservare le fattezze dei visi che incontro), limito di molto le occorrenze di questo tipo. Ma mi costa, per l'appunto, impegno, e devo farlo "volto per volto": di norma, quando cammino tra la gente, capita spesso che non riesca a riconoscere le persone. Ma se sono assorto, può anche capitare che una persona, il cui volto "conosco", non venga da me riconosciuta neppure se mi si para davanti, se non dopo 1 o 2 secondi. E, quando succede, rimangono, ovviamente, stupite :)


    Credo che non appena comincerai a vedere chiaramente dove vuoi andare, il tuo primo impulso sarà di applicarti allo studio. Per forza.
    Sei uno studioso, che ti piaccia o no. Smani di sapere. [...] comincerai ad andare sempre più vicino, se sai volerlo e se sai cercarlo e aspettarlo,
    a quel genere di conoscenza che sarà cara, molto cara al tuo cuore. Tra l'altro, scoprirai di non essere il primo che il comportamento degli uomini 
    abbia sconcertato, impaurito e perfino nauseato. Non sei affatto solo a questo traguardo, e saperlo ti servirà d'incitamento e di stimolante.                                                                         [J.D.Salinger - Catcher in the Rye]
  • Piu82Piu82 Post: 1,549
    "Spavento" i miei genitori, soprattutto mia mamma.
    Non mi sentono arrivare nella stanza, ad esempio in cucina.

    Mi chiamano "la pantera rosa" xD

    (Eppure in altre circostanze, quando sono "per conto mio", so essere abbastanza "rumorosa". Sono gli spostamenti ad essere eseguiti con il mantello dell'invisibilità).

    Questo succede in casa e ci scherziamo sù, ma in un paio di occasioni mia mamma si è proprio arrabbiata, perché ha proprio avuto un sobbalzo di paura con tanto di batticuore prolungato, come se fossi "apparsa".

    Addirittura è successo che entrassi in cucina mentre lei era ai fornelli e mi accostassi al lavello, che è attiguo ma ad angolo retto, quindi non del tutto di spalle.
    Lei non si accorgeva di me finché non aprivo il rubinetto dell'acqua...
    E a quel punto si voltava spaventata e "se la prendeva" con me!

    A me viene sempre da ridere in questi casi, perché trovo eccessiva la sua reazione e perché davvero non lo faccio di proposito, così lei si "arrabbia" ancora di più perché io me la rido...

    Ho detto che potrei indossare uno di quei sonaglini per gatti...
    Più di questo non saprei cos'altro fare... :D


    Sniper_Opsrondinella61ale82
  • ale82ale82 Post: 953
    cicalina ha detto:

    I comportamenti e il ricordare episodi passati non c'entrano in effetti. M'interessa il problema dell'entrata in scena che qualcuno ha descritto molto bene. Mi fa piacere ovviamente che avete comunque preso parte al topic e sono anche argomenti interessanti @ale82 e @marco3882 anzi se vi va potreste aprire un topic a parte che potrebbe aiutare molti.

    sotto quel punto di vista, non sono affatto silenziosa, diciamo che di solito mi muovo con una certa goffagine che raramente mi consente di non far qualche rumore che mi faccia passare inosservata, tanto da far sussultare qualcuno per l'effetto "sorpresa".
    :)
    (mi stanno venendo in mente alcuni colleghi che strillano sovente "è arrivata” perchè spesso non misuro le forze e sbatto troppo forte la portiera della macchina, preannunciandomi cosí inevitabilmente )
  • karakara Post: 60
    Stesso problema! Non mi metto ad urlare per chiamare una persona.in pubblico ( perché poi si girano altre 25che non c'entrano nulla) e a volte sto lì vicino a qualcuno finché non si gira, con il risultato di spaventarli..effettivamente risulta abbastanza inquietante :))
  • PamazPamaz Post: 212
    sempre, perennemente.
  • vntlnzvntlnz Post: 41
    Anch'io preferisco non farmi notare e mi muovo silenziosamente, ma prima di entrare in una stanza faccio lo sforzo di raccogliere un'idea qualunque per fare small talk con il tempismo adatto. L'immediatezza del NT qui richiede di essere compensata con un accorgimento mimetico.
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