Salta il contenuto

Rapporto a distanza, senza saperlo, con un aspie

Buongiorno a tutti, 
sono nuova del forum e con una storia un pò problematica con un ragazzo a distanza, che ho scoperto solo dopo e indirettamente essere aspie, perdonatemi se userò molti dettagli ma credo siano importanti. 

Ci siamo conosciuti su un forum di musica, patiti per lo stesso gruppo: lui ha questa passione di scegliere tra gli utenti un vero fan e mandargli qualche demo e materiale raro, e quella settimana lo propose a me. Io ero fresca di separazione e con un bimbo piccolo, e lui la stessa cosa, quindi ci siamo subito intesi e presto la conversazione si è spostata su altri argomenti. Lui, che generalmente dopo l'invio di qualche materiale raro si ferma, con me sviluppa un vero attaccamento, e io anche, solo che abitiamo a più di 1000 km di distanza, per cui invece di incontrarci, lui mi videochiama con la scusa di farmi vedere dei cd doppi che ha e che vorrebbe regalarmi. E da li iniziamo a sentirci quotidianamente, più volte al giorno, a partire dal buongiorno per finire alla buonanotte. Parliamo di tutto, dei figli, dei problemi del divorzio, etc. In inglese, perchè abita in nordeuropa.

In due settimane da che ci scriviamo decidiamo di incontrarci nel mezzo, che sarà un mese dopo, per motivi di lavoro e di bambini da tenere. 
Nel frattempo mi parla di sè, mi confida alcune cose del suo passato, come un passato di dipendenza da droghe con cui ha chiuso da 6 anni, e della sua famiglia che non condivide mai con nessuno, perchè si fida di me, e io faccio altrettanto, ho un passato molto duro e sento davvero che può capirmi, lo sentiamo entrambi.
Mi confida che avendo chiuso con tutti gli amici della sua giovinezza per rimanere fuori dalle droghe non ha praticamente rapporti con nessuno se non con me (virtuale) e con suo fratello, che invece purtroppo ha ancora problemi di droga.

Cominciamo a parlare dei sentimenti che proviamo e siamo sulla stessa lunghezza d'onda, e soprattutto non giudichiamo. Le conversazioni passano da quelle più leggere e stuzzicanti a quelle più normali o pesanti, ed entrambi speriamo che comunque vada il nostro incontro, si rimanga amici. Me lo dice più volte, che ha paura che emergerà l'amore e poi dovremo di nuovo separarci e chissà quando ci vedremo. Ma che da quando mi ha conosciuto sorride di nuovo, sogna di nuova, addirittura arrossisce quando gli dico qualcosa che lo imbarazza.

Arriva finalmente il momento in cui ci vediamo é tutto meraviglioso, molto coinvolgente, e lui è molto emozionato in tutti i momenti, e anche se è una persona molto sicura di sè e sa che effetto ha sulle donne, ad un certo punto, dopo la nostra prima volta, ha una reazione davvero molto emotiva, ma felice. Io credevo fosse perchè entrambi arriviamo da un rapporto che si era raffreddato con il tempo, per cui mi sembrava "normale", forse un pò eccessiva, ma comprensibile, l'intimità era stata davvero molto intensa. Tanto che dopo mi dice che non era una cotta ma che mi amava. Ora, io riconosco di avere una certa dipendenza affettiva da chi mi dice che mi ama, e da quel momento mi lascio molto andare a sogni anche folli, considerando le nostre vite di separati con figli e alla nostra distanza. E dopo un primo momento in cui temporeggio, glielo dico anche io.

Ci salutiamo dopo tre giorni, con la promessa di rivederci dopo un mese: lui voleva già organizzare tutte le vacanze rimanenti con me, e io per essere cauta e saggia gli dico di iniziare con la volta successiva, senza parlare di relazione o altro. Solo vederci di nuovo, e questa volta da me. Desidera viaggiare, vedere il mondo che fino a quel momento non ha mai visto. Quella è stata la prima volta che viaggiava.

Per altre due settimane va tutto bene, come prima. Ma noto qualcosa di strano, come un'ombra. Penso che ci abbia ripensato e gli scrivo della mia paura che sia così. Mi risponde, scrivendo, che crede nelle parole che ha detto. Ma gli è arrivato un debiti inaspettato dovuta alla ex-moglie che lo mette in ginocchio finanziariamente. Lui considerate che era un collezionista di rarità, e che ha dovuto vendere tutto per pagarsi divorzio e mobili per la casa. Del suo passato gli rimane solo il vizio di fumarsi della marjuana, cosa che non mi è mai sembrata un problema, avendo addirittura smesso di bere, mentre con me si è sentito di riprovare a concedersi una birra. Dopo 6 anni.

Da quel debito va tutto in malora. Il divorzio va male e lui non vuole chiedere aiuto a nessuno, trova un secondo lavoro per pagarsi le spese, e tiene i due bambini a settimane alterne. E dopo qualche giorno arriva il silenzio. Dopo uno scambio freddo in cui mi dice che ha un aumento del carico di lavoro e che dovremo vederci dopo due mesi anzichè di lì a due settimane. Provo a chiamarlo solo una volta. Nulla. Provo a dirgli che cercherò di capire che ha bisogno di spazio e dopo giorno di silenzio sulla nostra chat gli riscrivo. Nulla. E io, da dipendente emotiva che sono... vado in tilt. Letteralmente. Mai capitato, ma con lui c'era qualcosa di assurdamente intenso ed emozionale che mi ha sbloccato ogni freno.

Dopo 3 settimane in cui lo prego di dirmi cosa succede mi scrive. Che si è reso conto che tra noi era impossibile anche solo rivederci. Che stava andando in depressione e che aveva ricominciato a fare uso di droghe, temo pillole.

Io gli dico che per me è importante la sua amicizia al di là del rapporto, un'amicizia che lui amava e che aveva paura di perdere. Nessuna chiamata, solo i miei messaggi in cui cerco di capire come rivolgermi a lui, che lui legge, ma a cui non risponde. Non lo chiamo, mai. Gli scrivo che posso andare io da lui, anche solo per un supporto. Mi scrive di non fare lo sforzo.
Lui ogni tanto si apre, solo in chat. Ma mi scrive solo di musica e di lavoro. Ogni tanto dei bambini. Mi invita in una chatroom per fan del gruppo che ci ha fatto conoscere. Mi scrive che ha bisogno di mandarmi delle demo del prossimo album del gruppo. Una volta gli sono arrivati dei miei disegni e mi ha detto che ha pensato di aver sentito il mio odore. é come se mi scrivesse un'altra persona, quel ragazzo che era prima di smettere con le droghe.

Io relazionavo questi comportamenti all'abuso di droghe. Ma ho scoperto indirettamente della diagnosi. Mai ha fatto menzione che all'età di 10 anni gli è stata diagnosticata la sindrome di Asperger. Ed è come se tutto si fosse incastrato, finalmente. 

La forte emozione che avevo visto, i pochi interessi molto specifici nei quali si buttava a capofitto, la distanza dalla compagnie di un tempo creando anche un secondo profile Facebook, i rapporti preferibilmente via chat, la riservatezza con tutti e le confidenze con me ad appena 1 settimana che ci conoscevamo, la rigidità dei suoi principi, anche il suo lavoro (fa il programmatore e ha imparato da solo i codici di scrittura in 8 mesi), e il cambiamento repentino quando è arrivato il grosso problema e il divorzio lo ha inginocchiato. 

Gli ho scritto chiedendogli perchè non mi aveva detto della sua sindrome.

Ma lui è di nuovo in silenzio. Io credo di averlo ossessionato, mi sentivo, egoisticamente lo riconosco, nel giusto, perchè mi aveva spezzato il cuore. Ma gli voglio davvero bene, al di là che lo capisco che non potrà esserci mai nulla tra noi di concreto. Ma mi risuona nella testa quella frase in cui mi dice che nella sua vita ci sono solo io e il suo fratello drogato. E mi devasta. Saperlo avrebbe cambiato il mio modo di agire.

Chiedo ancora scusa per la lunghezza del testo, ma chiedo consigli. Cosa devo fare? Rinunciare del tutto? Io temo di aver detto e fatto cose, non sapendo di questa sua sindrome, che hanno allontanato per sempre ogni chance di riavvicinarmi a lui, anche solo come amica. 

Grazie in anticipo a tutti

 
rondinella61Newton

Commenti

  • DomitillaDomitilla Post: 3,101
    L'errore che hai fatto è scrivergli sulla sindrome.
    Tu sei venuta a conoscenza di un suo fatto personale che non voleva evidentemente condividere con te, almeno al momento e gli hai chiesto spiegazioni, hai violato la sua privacy.
    Potrebbero essere mille i motivi del suo silenzio in merito, ma tu in qualche modo lo hai violato.
    Non c'entra che sia autistico, avrebbe potuto reagire così anche un neurotipico.
    In fondo siete due persone conosciute online.
    Se uno avesse informazioni su di te, reperite non si sa come e ti chiedesse spiegazioni, non avresti paura?
  • Danielac76Danielac76 Post: 4
    modificato ottobre 2018
    Ciao, in realtà ha scritto sulla chat dove mi ha invitato lui ad entrare, in un posto pubblico, per cui che potessi leggere era ovvio, nessuna violazione. E questa cosa risale a ieri, lui si è chiuso settimane fa.

    Daniela
    rondinella61
  • NewtonNewton Post: 5,326
    L'asperger, secondo quanto hai raccontato, è praticamente ininfluente.
    Il tuo errore è stato questo:

    "Del suo passato gli rimane solo il vizio di fumarsi della marjuana, cosa che non mi è mai sembrata un problema, avendo addirittura smesso di bere, mentre con me si è sentito di riprovare a concedersi una birra. Dopo 6 anni."

    Nessuno è un ex-tossicodipendente fumando marijuana. Un ex tossicodipendente non può permettersi di fumare marijuana, così come nessun ex alcolista può bersi una birra in tranquillità. 
    Infatti quando ha avuto un problema grosso, ci è ricascato.
    Il problema è questo, non l'asperger o il tuo averlo/non averlo saputo.

    Daniela, mi dispiace molto per la tua situazione. Non è facile avere storie sane con persone che hanno dipendenze. Non sono cattive, ma non ce la fanno.
    NemoLisaLaufeysonrondinella61BriseideBlackCrow
  • DomitillaDomitilla Post: 3,101
    modificato ottobre 2018
    Adesso
    Danielac76 ha detto:

    Ciao, in realtà ha scritto sulla chat dove mi ha invitato lui ad entrare, in un posto pubblico, per cui che potessi leggere era ovvio, nessuna violazione. E questa cosa risale a ieri, lui si è chiuso settimane fa.


    Daniela
    Ah, allora le cose stanno diversamente, ha voluto agire in maniera indiretta...
    Quindi per me non hai sbagliato niente.
    I rapporti devono dare gioia, anche se solo di amicizia e si fanno in due...
    Indipendentemente dall'Asperger, se non vuoi ridurti a crocerossina lascialo perdere, mi sembra che ti faccia star male e basta, adesso.
    ----
    Però... se 76 è il tuo anno di nascita, presumo che lui sia pressapoco tuo coetaneo.
    Ecco, dice di aver ricevuto la diagnosi a dieci anni, ma se non erro le prime diagnosi risalgono agli anni 90 (almeno in Italia, @Sophia mi sbaglio?)
    Boh, questa cosa non mi torna.
    Newton
  • MarkovMarkov Post: 10,886
    modificato ottobre 2018
    Ma l'hai saputo in maniera assolutamente dimostrata? Mi sembra sempre strano che quelli di queste storie abbiano sempre un'etichetta portata come la gioventù a 60 anni...


    * Cioè mi spiego meglio: si dice sempre Asperger ma poi emergono mille altri problemi di personalità, economici, di organizzazione, difficoltà a fare scelte quali tenere unito un nucleo famigliare... e tutto tranne la cosa che dovrebbe essere più evidente....
    DomitillaMignon
  • Domitilla ha detto:


    Domitilla ha detto:

    Adesso

    Danielac76 ha detto:

     Però... se 76 è il tuo anno di nascita, presumo che lui sia pressapoco tuo coetaneo.
    Ecco, dice di aver ricevuto la diagnosi a dieci anni, ma se non erro le prime diagnosi risalgono agli anni 90 (almeno in Italia, @Sophia mi sbaglio?)
    Boh, questa cosa non mi torna.

    Ciao, no siamo quasi coetanei, lui ha 28 anni, per cui nel 2001 è stato diagnosticato. 

    Io mi rendo conto che questo "rapporto" è nato in maniera davvero intensa e mi/ci ha travolto, in una fase molto vulnerabile della mia vita, come della sua. Diciamo che sapere della sua diagnosi mi ha dato quelle "spiegazioni" che non trovavano riscontro in altro, e questo mi fa ricollocare tutto.

    Diciamo che sapere anche che non è mai stato seguito dopo la diagnosi (al di fuori del percorso scolastico) e che ora si trova in una situazione davvero gravosa e senza voler chiedere un aiuto serio... beh, mi spezza un pò il cuore, perchè comunque gli voglio bene e sarà davvero difficile se non impossibile che ne esca fuori con i giusti strumenti.

    Grazie a tutti
  • Newton ha detto:


    Daniela, mi dispiace molto per la tua situazione. Non è facile avere storie sane con persone che hanno dipendenze. Non sono cattive, ma non ce la fanno.
    Sì, è vero. Ancora di più se è a distanza. Me ne devo fare una ragione... grazie
    alia
  • SophiaSophia Post: 5,904
    Domitilla ha detto:


    Però... se 76 è il tuo anno di nascita, presumo che lui sia pressapoco tuo coetaneo.
    Ecco, dice di aver ricevuto la diagnosi a dieci anni, ma se non erro le prime diagnosi risalgono agli anni 90 (almeno in Italia, @Sophia mi sbaglio?)
    Boh, questa cosa non mi torna.

    @Domitilla le prime diagnosi dovrebbero risalire più o meno al 2000.



    Domitilla
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
Accedi oppure Registrati per commentare.


Ehi, straniero!

Sembra che tu sia nuovo da queste parti. Se vuoi partecipare accedi con le tue credenziali oppure utilizza il modulo di registrazione!