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" Sono genuino davanti agli altri? "

Ciao a tutti, sono nuovo. Ho 21 anni, e non ho una vera e propria diagnosi, ma un forte sospetto e i test di neuroscapes "positivi". Ad oggi, l'unico ad essere al corrente di tali sospetti, sono io.

Dunque, ciò che voglio chiedere è quanto segue:
Capita anche a voi altri, di domandarvi se ogni gesto compiuto in presenza di altri ( rivolgere una parola, affermare qualcosa, esprimere preferenze o tratti personali, muoversi in modo particolare e differente dalla norma ecc...) sia un gesto genuino? Ovvero, vi chiedete " Ma questo sono davvero io o sono così perché ci sono altri davanti? ".
Tale domanda sorge dal fatto che - essendo fondamentalmente un presunto Asperger -temo che potrei subire un certo grado di suggestione ( e dunque finire con il calarmi nella parte ). Tuttavia ciò non toglie che gli atteggiamenti esistevano anche precedentemente alla mia autodiagnosi ( e così anche il dubbio di essere "vero" ) e che spesso la domanda sorge dopo aver compiuto il gesto in questione, non precedendolo ma seguendolo.
Mi preme segnalare che in solitudine ( gli 8/10 del mio tempo ) questa cosa non succede, o se succede non ha la stessa incombenza di quando si presenta nelle situazioni sociali.

Grazie a tutti
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Commenti

  • Siamo tutti maschere. É inevitabile.
    Con pochi riusciamo a toglierle, spesso nemmeno guardandoci allo specchio.
    Sia chiaro, é solo la mia opinione.
  • neoneroneonero Post: 150
    Penso che la soluzione sia un sano menefreghismo di quello che pensano gli altri di te.
  • @Cuore_sanguinante Grazie della risposta. Sono perfettamente d'accordo con te: Siamo maschere, e io aggiungerei anche che siamo maschere con l'impossibilità di non esserlo. Non è possibile togliere la maschera perché vorrebbe dire accettare l'indifferenziato nelle cose. E noi umani ( Asperger o meno ) necessitiamo di attaccare un'etichetta a tutto per riuscire a comprenderla.

    @neonero Grazie della risposta. Non noto di dare particolare peso a quello che l'altro può pensare di me, infatti continuo imperturbato in qualsiasi atteggiamento io abbia ( comune o meno ). Il punto di interesse consiste semplicemente nel comprendere se sono un attore che, a questo punto, dà spettacolo a se stesso!
  • JAA005JAA005 Post: 825
    Se sono in mezzo alla gente sono...da..ciack si gira... Altrimenti vado in crisi....
  • Premesso che non sono certa di essere un Asperger, a me succede questo: in compagnia di altre persone, sia che si tratti di una sola persona sia che si tratti di moltissime persone, mi sento come una "spugna" che assorbe i loro pensieri, i loro stati d'animo, i loro sentimenti, la loro stessa natura. Se la loro natura, pensieri etc. li percepisco come "buoni" -nel senso di dettati da una predisposizione all'ascolto, al bene e alla sincerità-, mi sento bene, a mio agio.
    In caso contrario, mi sento sopraffatta dalla incompatibilità tra la mia natura "buona" (nel senso di cui sopra) e la loro natura "cattiva"; ciò mi crea ansia e disagio e mi fa desiderare di allontanarmi al più presto dal luogo in cui mi trovo in quel momento e da quelle persone.
    JAA005neonero
  • @JAA005 La sensazione è simile a quella del ciak, ma la differenza consiste proprio nel domandarmi se sono soggetto a questo effetto o se sto fingendo di esserlo...spero di essere comprensibile

    @Pimpirina Devi essere molto più empatica di me. Io mi fermo a percepire pensieri ed emozioni altrui, ma non arrivo mai a sentirli come miei...li guardo sempre con una certa estraneità ( credo che questo sia comune anche tra i non asperger ). E come ti senti in solitudine? come ti comporti senza nulla da assorbire?
  • JAA005JAA005 Post: 825
    @Nando5000 io so di fingere.. E chi mi conosce davvero mi dice che sono addirittura imbarazzante
  • Nando, quando non ci sono altri esseri umani, assorbo comunque sensazioni dalla realtà che mi circonda, che siano animali o piante o luoghi (specialmente se hanno una loro storia, come chiese o luoghi di lavoro); non mi vengono in mente posti che non mi trasmettano nulla.
  • @JAA005 Imbarazzante! Ahah Io noto senza dubbio di fingere. Ma quando mi chiedo "fingo perché sono a disagio, o perché fingo un disagio?" Lì vado un po' nel pallone...

    @Pimpirina Con una tale predisposizione a percepire l'esterno, scommetto saresti un'ottima scrittrice di romanzi...e viaggiatrice!
    Hai mai avuto da un umano l'impressione di non percepire nulla? Neutralità, diciamo.
  • JAA005JAA005 Post: 825
    Io fingo perché sono a disagio....
  • Cosa intendi per disagio? Io non provo un vero malessere...ma , diciamo nel corso di un sabato sera passato nella piazza del paese, una crescente voglia di evadere che giunge ad essere dopo un po' molto più accattivante che restare a fare il muto che tiene la coda agli altri.
  • @Nando5000, ti ringrazio, viaggio spesso ma non ho mai scritto romanzi, solo pubblicazioni scientifiche nel mio campo lavorativo. "Neutralità" non mi è mai capitato finora, al limite mi può capitare di sentire che una persona finga, nasconda qualcosa e non voglia esporsi.
  • Io divento una specie di automa in mezzo alla gente. Sennò sarebbe il disastro.
    How wonderful it is that nobody need wait a single moment before starting to improve the world. - Anne Frank

    La paura uccide la mente. La paura è la piccola morte che porta con sé l'annullamento totale. Guarderò in faccia la mia paura. Permetterò che mi calpesti e mi attraversi, e quando sarà passata non ci sarà più nulla, soltanto io ci sarò. - Frank Herbert, libro Dune
  • JAA005JAA005 Post: 825
    modificato luglio 2019
    Io fingo, divento addirittura l'attrazione della serata. Più mi sento a disagio, più esagero: Mi dò arie da rockstar e attacco con un bell'atteggiamento provocatorio che mi ha fatto ottenere i seguenti soprannomi: Jonny Katana (O Ninja) quando vesto i panni di giustiziere (E a volte meno pure), oppure l' AntiCRAIST (Scritto così) in cui mi lancio a rovesciare croci (Fatto, ufficio della Preside), bestemmio in modo creativo e fingo svenimenti davanti alle chiese. Sono personaggi che si " sposano" con l'idea del poeta maledetto o della rockstar. (La musica e la letteratura sono i miei punti di forza). Poi se invece sono a mio agio nel mio piccolo gruppo sono tranquillissimo, anzi, persino pacato.
    Post edited by Sniper_Ops on
    speranza82
  • @Pimpirina Credo che sentiresti questo nei miei confronti...almeno finché sono in una situazione sociale banale

    @Tima_Android Questo a me succede nelle situazione sociale di famiglia. Tra coetanei me la cavo meglio

    @JAA005 Questo è fantastico ahah ti è mai capitato qualcuni che abbia tentato di smascherarti, o semplicemente metterti con le spalle al muro, mentre impersonavi questa rockstar maledetta?
  • JAA005JAA005 Post: 825
    modificato luglio 2019
    Mmm. Tranne la mia migliore amica, mio fratello e il mio fidanzato, gli altri secondo me credono che faccia parte della mia personalità. Ah sì, la vicepreside per la storia della croce che mi fa: "Di rockstar io sono atea, ma ste cose alla Sid Vicious erano già vecchie ai miei tempi.". Mi sono sentito un idiota. :)
    Post edited by Sniper_Ops on
  • @Nando5000 Beh, dovresti essere proprio una "Sfinge"! Penso che tutti comunichiamo qualcosa, anche quando restiamo in silenzio.
  • neoneroneonero Post: 150
    modificato luglio 2019
    @Pimpirina Esattamente quello che succede a me ,poi mi rendo conto che può essere una brava persona e che somatizzo io ma non ci posso fare niente. Poi in genere il mio sesto senso mi fa capire subito chi può essere nelle mie corde e chi no. Anche per i luoghi era così adesso per fortuna molto meno. (Riguardo alle persone di non vederle proprio più).
  • @neonero Ecco, credo che "sesto senso" sia l'espressione giusta.
  • @JAA005 bella questa, ma opterei per "fingo perchè sono a disagio, o sono a disagio perchè fingo?" Io quando fingo quando mi sento a disagio, e quando mi sento a disagio fingo, ma cerco anche di non farlo più. Per non sentirmi a disagio e per non fingere più.
    Tornando alla questione di @Nando5000, bella davvero la domanda: "Sono genuino davanti agli altri?"
    E' una cosa che mi sono chiesta spesso anch'io o meglio da donna (probabilmente Aspie - test 80 su 60 in tutti gli ambiti) che lo ha sempre nascosto così bene, che percezione hanno di me gli altri? Mi vedono genuina oppure no?
    ciao a tutti

  • @Pimpirina vivo le tue stesse sensazioni :"mi sento come una "spugna" che assorbe i loro pensieri, i loro stati
    d'animo, i loro sentimenti, la loro stessa natura. Se la loro natura,
    pensieri etc. li percepisco come "buoni" -nel senso di dettati da una
    predisposizione all'ascolto, al bene e alla sincerità-, mi sento bene, a
    mio agio.
    In caso contrario, mi sento sopraffatta dalla
    incompatibilità tra la mia natura "buona" (nel senso di cui sopra) e la
    loro natura "cattiva"; ciò mi crea ansia e disagio e mi fa desiderare di
    allontanarmi al più presto dal luogo in cui mi trovo in quel momento e
    da quelle persone."
    Ho scoperto di recente che la gente (ma parlo di un ambiente bello e protetto) mi vede come una persona MOLTO RICETTIVA, che non solo assorbe tutto come una spugna, ma poi è capace di rielabolarlo e trasformarlo in qualcos'altro.
    Ecco forse perchè sono così portata - non da sempre - dalla scrittura. Da quando lo so ho deciso di dedicare molto più tempo a queto mio hobby.
  • Hummm...scusate gli errori di battitura....grrrr (perchè pubblicare prima di rileggere?)
  • Io spingerei la questione perfino un po' oltre...ossia:
    Come si può essere consapevoli delle proprie peculiarità, e tuttavia " Queste caratteristiche mi sono naturali" ? La consapevolezza non rappresenta la fine della recita?
    Ogni volta che sono davanti a qualcuno e compio un qualunque comportamento, a questo punto anche un po' spontaneo, ecco che penso " Questo è tipico di Ferdinando? Si addice a lui oppure no? "
    ( Sottolineo che in solitudine difficilmente sono sfiorato da riflessioni simili )
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