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Ipersensibilità e routine inesistenti

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Commenti

  • claluiclalui Post: 899
    modificato settembre 2019
    @mamma_francesca posso chiederti perché non è salutare che mangi quelle cose? Non ho specificato che sapendolo do tutto in porzioni piccole (il gelato è di quelli mini, il toast è fatto con fette di pan carré il formaggio glielo taglio quanto un mignolo). Aggiungo che non influisce sul sonno: l’ho potuto testare in vacanza quando come dicevo ha interrotto la consuetudine per un mese.
    Fossero state patatine fritte, bombolone al cioccolato e strutto posso capire. O se mangiasse solo quello e rifiutasse la cena. Ma alla fine sono cose che trovo abbastanza sane.
    Per il leggere il libro anche li non sono stata chiara io, mi scuso. Vuole lo stesso libro, a volte anche lo stesso pezzo, per un determinato tempo, poi lo cambia da solo e con il nuovo fa la stessa cosa. Come dici questa però la trovo una cosa abbastanza normale.

    A parte queste e qualche altra fesseria devo dire che è abbastanza “morbido”. Si adatta ai posti nuovi, non vuole fare sempre la stessa strada, si cambia da solo la musica nel suo lettore cd e ascolta qualsiasi cosa in macchina, non ha problemi con gli abiti(cosa che invece aveva quando era più piccolo).

    Bho, forse è solo un eccesso di preoccupazione il mio circa una possibile evoluzione più problematica o limitante per lui.

    Sottolineo il fatto che, nel caso in cui le varie routine vengano interrotte o bloccate, si adatta senza scenate o pianti. A volte non protesta neanche. Per questo vorrei capire cosa comportano per lui e quanto sia importante lasciarlo fare o bloccarlo per una sua crescita serena.
  • Se sono degli assaggi già è diverso ... però credo sarebbe più salutare uno solo dei tre visto che mi sembrano tutti latticini [mi ero immaginata tutta la cena più un toast più un gelato più il grana ... mi sembrava una dieta ipercalorica]
  • claluiclalui Post: 899
    modificato settembre 2019
    @mamma_francesca male non gli farebbe in realtà: è magro come un chiodo! A differenza di tuo figlio il mio è del tipo mai un secondo fermo! Ci sono dei giorni che, al di la del tris serale, mangia come un camionista dopo tre giorni di digiuno! e non mette su un etto beato lui!
    mamma_francesca
  • anche il mio pure stando fermo è magro come un chiodo ;-)
  • NewtonNewton Post: 5,326
    "Se siamo a casa e per un motivo qualsiasi non posso fargli il toast non chiede le altre due cose. Nel caso comunque non protesta più di tanto."

    Io dico che ognuno a casa dovrebbe avere anche un po' le abitudini o i "vizi" che preferisce, dal momento che non succede un dramma se questi saltano per qualche motivo, e che non sono dannose per la salute.

    Alla fine un sacco di gente le ha ma non vengono chiamate "rigidità", ma abitudini, preferenze.
    claluiMarkovMononokeHimeLisaLaufeyson
  • MarkovMarkov Post: 10,872
    Piuttosto andrebbe corretta l'antisportività direi...
  • Pavely ha detto:

    Speranza ha detto:

    Io vi leggo...e cerco di capire... E cerco di ricirdate se mio figlio ha mai dimostrato un senso di malessere...ma una cosa non ho chiara...gli occhi del bambino.quelli possono mentire?io capisco mio figlio dallo sguardo dai suoi occhi se non sta bene o se è felice...la sua prima faccia di stupore e gioia con tanto di bocca aperta sorriso e mani in faccia è stata di fronte a un parco acquatico...se a casa dico andiamo alla giotra si precipita fuori anche scalzo dicendo andiamo giostra...quando siamo lì i suoi occhi pieni di gioia e sorridenti parlano...non vedo nulla di male quindi... finché vedo i suoi occhi felici sono felice anch'io... anche perché le volte che non voleva stare l ha fatto capire...mi dice andiamo a casa..però mi avete fatto riflettere...spero che un giorno lui sappia dirmi mamma mi danno fastidio alcune cose...spero non soffra in silenzio...

    Io vorrei scriverti @Speranza una percezione che ho provato.

    Ti prego, osserva il punto di partenza: la diagnosi di Autismo. Una diagnosi di Autismo di cui siamo assolutamente sicuri.

    Lo sconcerto che sento nelle tue parole o in quelle di alcune mamme, le quali, sicuramente osservano come i loro Patuflini, pur diagnosticati Asperger, non abbiano molti tratti disfunzionali, erano anche i miei.

    Di tanti qui (penso, ad esempio, a @iie o a @LifeIs , con tutta la delicatezza e la responsabilità di cui sono capace) ho sempre pensato che abbiano un'Identità Asperger. Le loro parole sono per me un esempio, sono, se ci rifletto, la ragione più importante per cui rimango qui.

    Ascoltandoli, leggendoli, trovo le Chiavi interpretative per capire me stesso. Le mie emozioni, ciò che sento. Nei loro schemi mentali, io ritrovo i miei e trovo - grazie alla loro chiarezza espositiva, alla straordinaria percezione che hanno di sé stessi - la possibilità di capirmi e capire.

    Di altri, al contrario, pur in presenza di una chiarissima e provata diagnosi di Asperger, non riesco a percepire l'Autismo. Nessun nome. In verità, questi dubbi io li ho detti di persona. E lo stesso vicepresidente di Spazio Asperger, @wolfgang mi ha detto per ben tre volte che i miei giudizi hanno ferito gli Utenti a cui mi ero rivolto.

    Ogni giorno faccio un lavoro per me stesso per essere d o l c e. Non fare del male, non essere autoritario. L'ho giurato, lo faccio e non desisterò da questo proposito. Pure, parlo come un novello Galilei, il dubbio rimane. Ho imparato a tacere. Ho imparato a non giudicare. Ho imparato anche a tollerare discorsi come "Identità fluida", "importanza della diagnosi per avere diritti" e altri concetti che, sinceramente, non posso capire.

    Ho ascoltato storie di Asperger che da ragazzi hanno avuto amici. Ragazzi che a 19 anni avevano la patente. Che si sono sposati prima dei trenta, che hanno sempre lavorato. Che si sono laureati in tempo e con ottimi voti. Persone che hanno avuto la prima esperienza sessuale a 16, 18 anni. Che vanno di discoteca. Che amano divertirsi... che, da bambini, andavano alle giostre e le amavano. E si divertivano anche. La prima reazione che ho avuto è stata: "Non prendetemi per il cu*o. Dove sta il vostro autismo? Dove?".

    Poi, abbandonando completamente l'ascolto delle persone neurotipiche e le loro opinioni sull'Asperger, ho cominciato a vedere la mia identità grazie alla SOLA voce di persone autistiche. Ho iniziato ad ascoltare solo loro e attraverso le loro parole, costruire uno schema e una sintesi. Lo schema è stato spiegato in modo esemplare da @iie . Alle sue parole c'è ben poco da aggiungere. Ha detto praticamente tutto. Ed io sono completamente d'accordo con lui. Ad esempio: se rileggo le sue parole, io vedo che ci sono temi focali. In primo luogo: il "Tema del controllo". Personalmente, penso che le Donne rivolgano questo bisogno di controllo più verso sé stesse quando invece gli Uomini lo rivolgono all'esterno. Ragione per cui, ad esempio, se si osserva lo sterile dato delle Diagnosi si nota come i Maschi siano - ancora oggi - più diagnosticati rispetto alle femmine. Questo, immagino, perché se il Controllo è rivolto verso l'esterno è un comportamento più "visibile", più "chiaro".

    Quando @iie spiega gli Stimoli sensoriali dice una cosa verissima. Il bambino autistico nasce in un mondo in cui i Stimoli sensoriali sono estremi. Per fare un esempio pratico si può prendere il telefonino in mano. Andare sulla App delle Fotografia. E regolare l'Esposizione a +1,5. Sempre. Non a 0. A +1,5. I parametri NT di normalità sono fuori scala. Il bambino piccolo però non ha lo strumento per comprendere che gli NT non percepiscono il Mondo come lui. E' come la differenza che esiste nella percezione dei colori. Ad esempio: ci sono persone "tritanopiche" - che non vedono il blu - persone deuteronopiche - che non vedono il verde - o persone protanopiche - che non vedono il rosso - fino ad arrivare ad una acromatopsia in cui le persone vedono in bianco e nero. Se osservi un bambino deuteronoptico è possibilissimo che questi non sappia di esserlo fino a che una patologia oculare non lo riveli. Apprenderà a chiamare verde una particolare sfumatura di blu. Lui vedrà il verde come un blu chiarissimo. Ma spiegarlo non è possibile. Nell'autismo ogni percezione è estrema. L'estremo è la Normalità. E' il mondo. E' la sua bellezza. E' come vedere una realtà piena di luce...

    Ovviamente, l'impatto informativo è estremo. Dunque: il cervello autistico deve filtrare, deve abbassare il volume. Deve "spegnere" molti stimoli. Deve chiedere di abbassare la voce. Pure: dopo il periodo in cui il Cervello si è riposato, naturalmente chiede di rientrare in connessione con il mondo. E lo chiede secondo la propria identità autistica. Lo chiede secondo i propri parametri percettivi. Lo chiede essendo sé stesso. Ed essendo felice di esserlo. Ciò però significa rimettersi in contatto con un Mondo che ci stancherà. Tantissimo. Che ci darà tantissime informazioni, che ci porterà a scaricarci completamente... e il punto è difficile da spiegare. Non c'è un'alternativa. Non c'è un'altro modo di entrare in connessione con il mondo. Riprendendo l'esempio dell'Esposizione fotografica, non c'è modo di portare il dato da +1,5 a 0. Se fosse possibile, si avrebbe un Corpo e un Sistema nervoso centrale neurotipico ma non è così. Assolutamente. Cercare SS forti è l'unica via che abbiamo di connessione con il reale.

    In terzo luogo, ciò che scrive @iie sull'incapacità autistica di distinguere ciò che ci piace da ciò che non ci piace è verissimo. Fin da piccolissimo, ad esempio, a me è stato detto: "Paolo Emanuel: cosa ti piacerebbe fare da grande?". A questa domanda, più volte ripetuta anche dalla mia compagna, io non ho alcuna risposta. O meglio: non è che io non abbia una risposta. Una risposta nell'autismo non c'è. Le persone autistiche vivono il presente. E' come se non avessero né futuro né passato. Vivono ogni istante: con esso l'enorme mole di informazioni che esso porta con sé. Qui vige una regola: le persone autistiche non hanno - propriamente - l'emozione della Sorpresa (ciò che piace) o l'emozione del Disgusto (ciò che non piace). La Sorpresa è Paura: ragione per cui, ad esempio, è opportuno sempre "preparare" una persona autistica a ciò che sta per accadere. Il Disgusto è Odio: ciò che non piace è ciò che si odia. Ragione per cui gli Autistici hanno, alle volte, un pensiero binario: o si ama o si odia. Tra amore e odio, però, non c'è una differenza con il Disgusto. Sorpresa e Disgusto portano con sé gli elementi del Futuro (Sorpresa) e del Passato (Disgusto). Ad esempio: una persona può rifiutare i cavoli perché ricorda di aver provato disgusto per essi una volta. Non si vuole ripetere l'esperienza spiacevole.

    Ma un autistico può tornare alle esperienze spiacevoli. Ad esempio: alcuni bambini autistici continunano a parlare con i bulli che li hanno umiliati. Come se cercassero un contatto umano con loro. Non è stupidità: non sono riusciti a "interiorizzare" il sentimento del disgusto. Ci sono autistici che arrivano a ridere di ciò che i bulli gli stanno facendo e, a volte, si giunge all'estremo di autistici che affermano che i bulli sono loro amici. Davanti a queste affermazioni paradossali, quasi estreme, gli NT continuano ad affermare l'assurdo teorico che il Disgusto sia un'emozione universale. Questa come altre Verità NT rendono gli stessi NT ciechi a ciò che gli autistici realmente provano. Ed essendo ciechi, nell'educazione dei Young Aspergers sono incapaci di dare una corretta lettura educativa ai loro bambini. Che diverranno adolescenti con poca consapevolezza di sé.

    Anche il legame tra EP e EN è verissimo. E la discriminazione tra esse - interiorizzazione a ciò che a livello corporeo e relazionale è il Piacere - è quasi impossibile.

    Nell'Autismo, ad esempio, c'è una differenza tra Dolore - che è un'Emozione - e la Nocicezione - che la percezione corporea.

    Ma un bambino autistico incontrerà - soprattutto se è un parlante di lingua italiana - difficoltà grandissime ad incontrare questa lettura: sono pochi i genitori o i terapeuti o gli adulti in genere che usano la parola Nocicezione.

    Dolore allora è sia uno stato interiore sia qualcosa di corporeo. E questa cosa un bambino autistico non può capirla. Questo perché il Dolore non ha alcuna accezione negativa (nel modo più assoluto). È qualcosa come vedere o sentire. O gustare. Punto, ancora una volta, difficilissimo da spiegare.

    §

    Se percorro i Dati fondativi, così come spiegati da @iie ma anche da tantissimi altri - che mi vedono completamente d'accordo - io li ho sempre cercati in tantissime persone e li ho trovati in pochi.

    Quando tu o tante altre mamme vedete i vostri Patuflini "gioire" di andare alle giostre dobbiamo dare una lettura.

    Se partiamo dall'assunto logico che siamo ASSOLUTAMENTE CERTI della loro diagnosi, probabilmente stanno cercando stimoli molto forti e li interpretano secondo gli schemi che il Mondo NT dà loro.

    Cioè: che sia bello.

    La mamma è felice, il bambino è ugualmente felice.

    La mamma non si accorge di essere felice o pensa di essere felice perché il figlio è felice.

    Il bimbo vede la mamma felice e "pensa" di essere felice. Ma se dovessimo osservare DOVE stà la felicità delle giostre vedremo che è qualcosa che possiamo accostare ad una Folie à deux. Una felicità che è possibile, cioè, solo quando il bambino è con la mamma.

    Proviamo a guardare ai figli quando acquisiscono autonomia.

    Immaginiamo cosa fanno quando non ci sarà più la mamma che li porta alle giostre.

    Ci vanno spontaneamente?

    DA SOLI si divertono veramente?

    Oppure, si divertono solo quando la mamma ha un contatto diretto con loro?

    §

    Questo è il punto: nei luoghi del divertimento neurotipico, i bambini neurotipici arrivano ad un punto di DISTACCARSI completamente dalla mamma.

    Si divertono, fanno amicizia, si "perdono" nei rumori, quasi "dimenticano" di avere una mamma con loro. Ecco: i bambini autistici li riconoscono perché accanto ad ogni Stimolo Divertente CERCANO gli occhi della mamma, la sua presenza.

    Interpretano ciò che sta accadendo attraverso il Corpo e le Emozioni della mamma.

    §

    Sinceramente: è normale nell'Autismo che un bimbo possa chiedere alla mamma di andare alle Giostre. E' normale però nell'Autismo che il contatto Figlio-Mamma (o Figlio-Papà, certo...) non si interrompa.

    Ma, io mi domando, siamo veramente sicuri che i bimbi NT non cerchino "AUTONOMIA" nel divertimento? Che vogliano andare in una determinata giostra e dimenticare completamente il genitore?

    La Neurotipicità la riconosci in questo.

    Se la Felicità delle giostre non interessa più la mamma, il bimbo autistico chiede di tornare a casa.

    §

    Ma ciò significa anche che tante mamme si convincano che il proprio bimbo chieda "veramente" di andare alle giostre.

    In questo c'è una Cecità: non si accorgono che sovrappongono la propria lettura e le proprie emozioni a quelle del bimbo.

    Molti bimbi autistici quando la mamma non c'è, sono autistici. Fanno gli autistici. Ma quando la mamma è presente si crea come una corresponsione di eco.

    Strano a vedersi, un fenomeno che noi, osservatori autistici, vediamo benissimo.

    Ma di cui... dico... difficilmente si parla.
    @pavely è bellissima la descrizione che fai del bambino autistico che cerca la mamma in mezzo alla confusione anche quando sembra divertirsi è proprio la descrizione del mio piccolino mi hai emozionata

  • riotriot Post: 6,384
    chiocciolina ha detto:

    pavely è bellissima la descrizione che fai del bambino autistico che cerca la mamma in mezzo alla confusione anche quando sembra divertirsi è proprio la descrizione del mio piccolino mi hai emozionata

    chiocciolina, Pavely non è più sul forum da Marzo del 2018.
  • riot ha detto:

    chiocciolina ha detto:

    pavely è bellissima la descrizione che fai del bambino autistico che cerca la mamma in mezzo alla confusione anche quando sembra divertirsi è proprio la descrizione del mio piccolino mi hai emozionata

    chiocciolina, Pavely non è più sul forum da Marzo del 2018.
    Me ne sono resa conto un attimo dopo averlo citato... peccato i suoi interventi erano davvero illuminanti.

    claluiLinnaMononokeHimemammaconfusa80
  • riot ha detto:

    chiocciolina ha detto:

    pavely è bellissima la descrizione che fai del bambino autistico che cerca la mamma in mezzo alla confusione anche quando sembra divertirsi è proprio la descrizione del mio piccolino mi hai emozionata

    chiocciolina, Pavely non è più sul forum da Marzo del 2018.
    A me manca da morire. Un punto di vista autistico pulito e intelligente. I suoi interventi così sopra le righe, ma così utili a capire il pensiero autistico.
    chiocciolinaSniper_Opsanxiety
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