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Identità di genere nelle aspergirls

Ho finito da poco di leggere "Aspergirls" di Rudy Simone restandone sinceramente piuttosto delusa.
Però la mia domanda è se voi aspergirls -come sostiene la Simone- non si sentono di appartenere alla propria identità di genere, e se vi risulta che in effetti spesso sia così.
Personalmente rispondo no, io sono e mi sono sempre sentita una donna, a prescindere da apparenza fisica, mentalità, interessi o qualunque altra cosa.

Commenti

  • BlunotteBlunotte Post: 732
    modificato dicembre 2020
    Mi permetto di risponderti per prima perché noto che in questi giorni ci sono pochi utenti attivi.

    Nemmeno io ho mai messo in dubbio il mio essere di genere femminile.
    Allo stesso tempo, però, ho sempre sofferto nel sentire la differenza fra me e le altre ragazze.

    Esempi random. Ho sempre sofferto che mi mancasse quel certo non so che di femminilità e seduttività. Sono e mi sento ragazza/donna, ma sono poco femminile sotto molti aspetti. Vanno bene le mie forme morbide, ma farei volentieri a meno del ciclo. Non ho mai capito perché una dovesse avere l'accompagnatrice per andare in bagno (io sarei molto più contenta che non ci fosse nessuno a sentirmi mentre faccio la pipì!).
    Ho amiche strette, ma di fronte a certi gruppi compatti tutti al femminile mi sono spesso sentita esclusa.

    Da quando sono capitata "da queste parti" ho capito a cosa potrebbe essere dovuta quella sensazione di diversità rispetto "alle altre".

    Ti posso però confermare che sul forum c'erano/ci sono alcun* utenti che o faticano a riconoscersi in un genere definito o sentono proprio di essere dei maschi nel corpo sbagliato. Ma questo è un riassunto semplicistico mio, che di questi argomenti delicati so davvero poco.

    O.T. Perché il libro ti ha delusa?
    FloramarSSamigdalaLinna
    ---- Per vari motivi, preferisco usare poco/per nulla la funzione messaggi privati. ----
  • Blunotte ha detto:

    Mi permetto di risponderti per prima perché noto che in questi giorni ci sono pochi utenti attivi.

    Nemmeno io ho mai messo in dubbio il mio essere di genere femminile.
    Allo stesso tempo, però, ho sempre sofferto nel sentire la differenza fra me e le altre ragazze.

    Esempi random. Ho sempre sofferto che mi mancasse quel certo non so che di femminilità e seduttività. Sono e mi sento ragazza/donna, ma sono poco femminile sotto molti aspetti. Vanno bene le mie forme morbide, ma farei volentieri a meno del ciclo. Non ho mai capito perché una dovesse avere l'accompagnatrice per andare in bagno (io sarei molto più contenta che non ci fosse nessuno a sentirmi mentre faccio la pipì!).
    Ho amiche strette, ma di fronte a certi gruppi compatti tutti al femminile mi sono spesso sentita esclusa.

    Da quando sono capitata "da queste parti" ho capito a cosa potrebbe essere dovuta quella sensazione di diversità rispetto "alle altre".

    Ti posso però confermare che sul forum c'erano/ci sono alcun* utenti che o faticano a riconoscersi in un genere definito o sentono proprio di essere dei maschi nel corpo sbagliato. Ma questo è un riassunto semplicistico mio, che di questi argomenti delicati so davvero poco.

    O.T. Perché il libro ti ha delusa?
    Scusa per il ritardo.
    Ma in che senso "mi permetto di risponderti per prima"?
    Comunque: in generale non mi è piaciuto perché l'ho trovato poco approfondito, con consigli superficiali e banali; c'erano poi degli stereotipi assolutori e scorretti (tipo che le aspergirls da giovani hanno una cattiva igiene personale perché sono spaventate da ciò che contengono i cosmetici...mah!), a un certo punto dice che dovremmo assolutamente evitare lo zucchero, affermazione che trovo fastidiosissima nella sua perentorietà, e oltretutto priva di spiegazioni scientifiche!!
    Poi appunto la perplessità trattata in questo stesso topic, che mi fa credere che l'autrice abbia sbagliato, per ignoranza o sciatteria, intendendo invece che le donne asperger non si identificano con gli stereotipi di genere, cosa ben diversa.
    E infine la disgraziatissima traduzione italiana.




    Blunotte
  • @ClaraDiLuna Niente di particolare, quella frase è un residuo di un edit (ti avevo confusa con un'altra utente).

    Grazie della risposta.
    Anch'io ho notato qualche problema di traduzione, e non sono d'accordo con tutto quello che dice l'autrice (per esempio la proposta di scuole per sole Aspergirls, se non ricordo male), ma in generale il libro mi è piaciuto per l'approccio positivo che ha. A me è servito leggerlo.

    ---- Per vari motivi, preferisco usare poco/per nulla la funzione messaggi privati. ----
  • Il libro l'ho trovato interessante e l'ho preso per quello che è, cioè un punto di vista di una persona asperger, il suo punto di vista, che può non valere per tutt*.
    Ovviamente quindi non concordo con tutto ciò che dice.

    Sull'identità di genere, mi ha reso consapevole del mio essere agender. Non m'importa quindi del genere e tanto meno del pronome da usare nei miei confronti ^-^
    ClaraDiLunaLupaStarMum
    How wonderful it is that nobody need wait a single moment before starting to improve the world. - Anne Frank

    La paura uccide la mente. La paura è la piccola morte che porta con sé l'annullamento totale. Guarderò in faccia la mia paura. Permetterò che mi calpesti e mi attraversi, e quando sarà passata non ci sarà più nulla, soltanto io ci sarò. - Frank Herbert, libro Dune
  • KamenKamen Post: 90
    Ciao, io non ho ancora letto Aspergirls, ma ti dico come mi sento io.
    Non mi piace essere donna. Mi danno fastidio certe parti del mio corpo come il seno, trovo difficile trovare biancheria intima che mi faccia sentire a mio agio. Questo fastidio di essere donna tuttavia non è una percezione innata. Quando andavo alle elementari volevo a tutti i costi indossare le gonne, perché i pantaloni erano per i maschi. Adesso sarà da oltre 10 anni che non metto più una gonna. Non so se si tratti di identità di genere o insofferenza verso le disparità tra uomo e donna che percepisco nella società. Di certo mi è capitato spesso di sognare la notte di essere un maschio e avere una fidanzata. Quel che è certo è che sono asessuale da sempre.
    ValentaClaraDiLunaStarMum
  • Grazie a tutte le risposte ricevute finora, specifico se non fosse chiaro che ovviamente la domanda è rivolta a tutte, a prescindere che abbiano o meno letto il libro!
    Aggiungo un approfondimento alla mia risposta: mi sono sempre sentita lontana dagli stereotipi di genere (le donne devono vestirsi in modo femminile, le donne sono più emotive, tutte le donne vogliono diventare mamme ecc) sia perché ho sempre privilegiato l'unicità e la libertà di essere come ci pare del singolo, sia perché non ho mai creduto che una donna per essere tale dovesse appunto avere certe caratteristiche; però, pur essendo in questo senso un po' diversa dalla media femminile che mi circondava (maschiaccio da bambina, un po' affascinata un po' ribelle un po' sofferente dagli stilemi della femminilità in adolescenza, piuttosto libera adesso) non ho mai messo in dubbio il mio essere intimamente, intrinsecamente donna, né il mio essere in questo senso uguale alle altre donne, squillo, suore, fasciste, astronaute o qualunque cosa fossero.
    BlunotteStarMum
  • PonyoPonyo Post: 435
    Rispondo anche io anche se la discussione è molto vecchia.
    Non ho un'identità di genere definita. Non ho mai avvertito in me l'essere femmina, donna. Non ho mai sentito l'essere di un determinato genere come componente della mia identità. Spesso mi ritrovo a scrivere o parlare di me al maschile, usato in assenza del genere neutro in italiano. E quando mi relaziono con gli altri non avverto e non considero il loro genere. 
    StarMum
  • StarMumStarMum Post: 20
    (Il libro l'ho letto da mamma di aspergirl, non mi è piaciuto particolarmente, ma ho trovato qualche spunto interessante.) A che età avete iniziato ad essere consapevoli della vostra identità di genere? Mia figlia tredicenne al momento rifiuta alcuni stereotipi femminili (nell'abbigliamento, negli hobby) e non mostra alcun interesse riguardo all'esplorare la sua identità di genere. Non so se questo però dipende dalla sua età. È sicuramente indietro da un punto di vista di intelligenza emotiva, mi chiedo se esiste una relazione fra questo aspetto e il riconoscimento della propria identità di genere, qualunque essa sia.
  • amnesiiaamnesiia Post: 119
    Non ho letto quel libro ma rispondo lo stesso.
    Non ho mai percepito di dover riconoscere la mia identità in un'età particolare.
    Ho sentito da sempre una forte appartenenza al genere femminile e un forte senso di femminilità.
    Forse ha aiutato l'aver avuto sin da piccola un aspetto gradevole e una propensione verso i gusti raffinati di mia nonna.
    Da adulta, adesso, sento la mia femminilità anche come forma più consapevole del sé e dell'animus.

    Ho avuto una breve parentesi della mia vita dove sono stata avulsa dal mio genere senza poter fare niente. In questo caso non mi sono adattata a una nuova identità di genere ma ho dovuto subire la non più appartenenza al mio.
    Se non avessi avuto quel problema probabilmente sarei stata semplicemente una ragazza che si trascurava.
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