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Non lo faccio se non sono convinta; ma quando mai son convinta?

Forse il mio problema n.1 nella vita è fare le cose a cui non sono abituata e che quasi sempre non mi piacciono; se però sono cose che mi piacciono MA per qualche motivo sono "faticose" (in più sensi) è un casino lo stesso.
E penso: ma che lo faccio a fare? Ma davvero voglio farlo? Come faccio a sapere se voglio farlo o meno? Cose di questo tipo...
Non ho ancora capito quale è il problema, se queste sono solo pippe per avere un alibi o se c'è un problema antecedente da prendere in considerazione: mancanza di autostima e fiducia? Autosabotaggio? Inerzia autistica? Motivazione che non c'è mai e perché?
Sono sicura di non essere sola in questa giungla di confusione e difficoltà, per favore datemi un parere, dite la vostra e se magari qualcuno è riuscito a cambiare...
Mi piacerebbe conoscere donne asperger (senza secondi fini, solo per socializzare) o virtualmente o dal vivo, zona Emilia Romagna. Se vi interessa mandate un messaggio e vediamo se andiamo d'accordo 🙃

mammarosannaBlunottealexandra89

Commenti

  • Anche io fatico molto nella fase di avviamento.

    Anche perché magari per certi progetti parto con entusiasmo e il desiderio di fare le cose in grande... troppo in grande. E alla fine mi sembrano cose enormi, e non comincio neanche perché non sono sicura di riuscire a finirle.

    Ecco, per quanto mi riguarda ho notato questo fattore: se non sono sicura di ottenere un risultato fatico a cominciare qualcosa. Non mi piace l'incertezza. Mettere fatica e sacrificio senza sapere di ottenere qualcosa è difficilissimo... Perché so quanto costa a me fare certe cose: ansia dell'attesa, tempi lunghi di produzione, controllare e ricontrollare quanto fatto, investimento emotivo...
    E poi odio quando le cose non diventano e devo rinunciare, lasciarle incompiute. Si tratta di qualcosa di frustrante, che mi fa provare un senso di fallimento.

    Un altro fattore "rallentante" è il fatto che tendo a ponderare tutti i possibili risvolti e le possibili conseguenze delle cose... E di solito tendo a farlo al negativo. A me sembra di considerare tutte le variabili in campo, ma in realtà ciò non è possibile: io parto dal mio punto di vista limitato. Quelle poche volte che mi sono confrontata con qualcuno in casi simili è emerso che queste persone avevano una visione delle cose diversa... 
    Ecco, sotto questo aspetto entra in gioco la necessità di avere il controllo della situazione.

    Se tengo molto a qualche obiettivo o mi piace comunque il percorso da fare per raggiungerlo, invece posso essere molto decisa e metodica nel mio agire. E alla fine riesco a ottenere anche qualcosa.

    Comunque di fatto non sono ancora riuscita a capire perfettamente questo meccanismo di blocco e di sblocco nel fare. C'entrano anche l'emotività del momento, l'urgenza delle scadenze, gli incoraggiamenti dall'esterno, la paura del giudizio altrui...

    Ora, nei periodi bui, di disperazione riguardo al futuro, per me era impossibile riuscire a concepire l'idea di poter combinare di nuovo qualcosa di buono, nonostante ciò fosse accaduto in passato e avessi avuto dimostrazione di essere una persona che se vuole può fare qualcosa.
    Magari tu ora ti trovi in una situazione simile?
    Prova a pensare per un momento in modo razionale al tuo passato, mettendoti nei panni di una persona che osserva la tua vita dall'esterno. Individua (e solo se ti va raccontalo, condividilo qui) qualche episodio in cui hai cominciato qualcosa, magari procrastinando un po' all'inizio, ma alla fine riuscendo a portare a termine quanto ti eri prefissata...


    vera68mammarosannaClaraDiLuna
    ---- Per vari motivi, preferisco usare poco/per nulla la funzione messaggi privati. ----
  • vera68vera68 Post: 3,268
    Eccomi. Sono la regina delle indecisioni. 
    Scegliere per me è una fatica enorme, perché enorme è la paura di sbagliare. 
    In effetti io faccio molto meglio se ho una persona a fianco, che alla fine non considero neanche, a cui solo alla fine chiedo un parere, ma che so che c'è e potrebbe intervenire se ci sono aspetti che non considero o errori di valutazione.
    Queste mille domande mi portano a iperdettagliare tutto facendo diventare complesse anche situazioni più semplici.
    Non è una cosa che ho risolto ancora, forse nei momenti di stress uscirà sempre, come modalità atavica di funzionamento. Però con la psicoterapia va meglio, comincio a riconoscere il problema e soprattutto riconosco quando la mente va a sbriglia sciolta in modo da bloccarmi

    Le cause possono essere molteplici, le mie sono tipiche di un vissuto complicato: adattamento all' ambiente
    ClaraDiLuna
  • simba10 ha detto:
    Ciao non so se sto scrivendo nella sezione giusta . Mi presento sono una ragazza di 29 anni e ho iniziato una relazione con un ragazzo aspi 5 mesi fa , inizialmente i sentimenti hanno prevalso e non mi rendevo conto dei suoi atteggiamenti finché non ha cominciato a chiedere spazi e a sparire ad innervosirsi se io cercavo di stargli vicino .. alla fine abbiamo avuto una discussione in cui lui ha deciso di lasciarmi .. è passata una settimana ... io ho capito solo ora che era un aspo e che ho sbagliato tutto nel modo di relazionarmi a lui . Ma la domanda che mi attanaglia di più è se è il caso di scrivergli e spiegargli le cose e cercare udì recuperare la relazione oppure è tutto inutile  e il mio messaggio lo innervosirebbe ancora di più .. ? 
    No, hai risposto al mio topic.
    Devi aprire una nuova discussione.
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  • Rispondo a @ClaraDiLuna e @Blunotte.
    Anche io mi sono sentita così. È la mancanza di fiducia nel futuro che non ci fa cominciare i progetti neanche i più piccoli.
    Faccio così. Divido le cose che vorrei fare in cose fattibili a breve termine, cose fattibili a medio-lungo termine e cose poco fattibili.
    Provo a portare avanti quelle a breve termine, di solito più semplici, tenendomi sul semplice per essere sicura di riuscire a portarle a termine.
    Se non ci riesco pazienza, cambio progetto o mi fermo.
    Per quelli a medio-lungo termine e per quelli poco fattibili ma che vorrei provare a fare lo stesso, comincio ad annotare idee e a raccogliere quello che può servirmi. Non lo faccio sempre, quando mi viene un'idea buona o che penso sia buona o quando trovo qualcosa di utile.
    Con il tempo mi trovo diverse raccolte di idee di progetti e di cose che mi possono servire per farli. Anche più di un'idea per la stessa cosa, delle volte te ne vengono di più buone o le cambi.
    Annoto tutto, preparo il più possibile. Così mi tengo attiva nel mio campo di interesse, mi tengo attiva nell'ideazione, mi automotivo finchè non arriva il momento in cui mi sento sicura di poter realizzare qualcosa con più decisione.
    È come iniziare qualcosa che non sai dove ti porta, ma non puoi sapere cosa ti aspetta lungo il percorso. Un'occasione o qualcosa di buono che non potevi prevedere.
    È importante anche essere decisi con se stessi. So che sono brava in questa cosa. So che in passato ho fatto una cosa buona e che potrei farne un'altra altrettanto buona in futuro. So che ho il mio modo di fare le cose per farle bene e che ho bisogno di queste cose perchè tengo al mio progetto.
    Se mi butto giù e non voglio proprio più continuare, mi fermo e riprendo dopo un po' di tempo.
    Blunotte

  • Pre-vedere, ovvero ricreare una data situazione nella nostra immaginazione per analizzarla e trarne le dovute conseguenze prima che essa accada.
    Può essere utile per prepararsi e abbassare l'ansia. Oppure al contrario alimentare ansia.


    Prevedere "totalmente" non credo sia possibile, a meno che tu non sia in un laboratorio e ricrei la condizioni che ritieni ottimali per vedere se succede quello che in teoria dovrebbe succedere se tutte le condizioni sono state rispettate.

    Vogliamo il controllo (e ne siamo consapevoli o meno) e quando ci rendiamo conto che non possiamo averlo qualcosa si blocca, qualcosa scatta, e potrebbe anche succedere che il tuo cervello pensi: ma io questa situazione non la posso prevedere né controllare come vorrei e allora tanto vale lasciar perdere, troppa ansia, troppi imprevisti, e nessun risultato certo. Oppure dice: è meglio continuare ad analizzare aggiungendo sempre più elementi così la "previsione" sarà corretta, e cos'ì continua e continua e continua e tu nel frattempo ti esaurisci, esaurisci le risorse fisiche e mentali perché è un processo che non smette e scava...

    Questo perché quando parliamo di "vita" potresti stare lì ad aggiungere elementi all'infinito perché è un campo troppo vasto e non delimitabile e non prevedibile come quello di un esperimento in laboratorio nelle condizioni ottimali.

    L'incapacità di passare dalla teoria all'azione POTREBBE anche essere causato da un eccessiva stimolazione mentale che entra in iper-focus e non ne esce più perché entra in una spirale che si autoalimenta non avendo gli elementi per concludere l'indagine e stabilire un risultato certo e prevedibile.

    Occorrerebbe lasciarsi andare, abbandonarsi, capire che non possiamo avere il controllo su tutto e non esiste altro che rischiare senza tutte le certezze e le sicurezze che la nostra mente tiranna vorrebbe.

    La flessibilità di un sistema logico che deve in qualche modo contemplare prevedere e smaltire eccezioni perché senza quella flessibilità il sistema andrebbe in blocco al primo imprevisto.
    bet
  • @DreamLoop Lungo un percorso imprevedibile l'unica certezza che puoi avere è di star percorrendo quel percorso.
    Puoi percorrerlo con un'altra persona ma non puoi sapere se tornerà indietro o se cambierà strada.
    Puoi sempre fare in modo che rimanga accanto a te, compiacendola.
    Potrebbe rimanerti lei accanto senza che tu debba chiederglielo.

    Riflettere ci aiuta ad uscire da una situazione, può richiedere poco tempo o più tempo.
    Più tempo riflettiamo sulla stessa cosa più ci sembra di non venirne a capo, di rimanere fermi in un punto.
    Pensiamo, pensiamo anche troppo qualche volta. Pensare va bene se fa riflettere.
    Pensare va bene se fa cercare soluzioni. Pensare aiuta.
    Rimurginare sempre intorno alla stessa cosa senza riuscirsi a lasciare in dietro il passato è inutile.
  • Amensiia, se vai da un estremo all'altro tutto può diventare fonte di squilibrio e di stress e problemi, come hai ben detto riflettere fa bene, è fondamentale la riflessione nei riguardi di ste stessi e di ciò che esiste fuori di noi, però come sempre se ti sfugge di mano è non è più funzionale a qualcosa ma ti ci perdi e non fai che aumentare la confusione. A quel punto è meglio fermarsi, smettere e magari agire liberando l'energia/tensione accumulata e come va va, sbagli? Ok impari dallo sbaglio. Ci sono dei cocci da raccogliere per riunirli e riparare? Bellissimo. Non servono a nulla? Li butti via.

    Tipo se non dormi perché la tua mente non smette di ruminare pensieri oppure non riesci ad agire, pensieri che siano tipo fiume in piena o qualche pensiero preciso tipo un ricordo o delle parole dette da te o da qualcuno, e magari oltre a non dormire sei sovrappensiero e ti dimentichi di mangiare e le chiavi di casa e sei scollegato dal momento presente e magri fuori piove e fa freddo e tu te ne accorgi solo quando ti ritrovi in maglietta sotto il diluvio...

    Così la riflessione non ti aiuta ma ti può devastare soprattutto se alla fine non ti rimane mai nulla in mano, non realizzi nulla, non fai passi in avanti ma alimenti solo questa spirale di pensieri che non si sa dove ti conducono e non si sa quando tornerai.

    Il passato ad esempio è molto importante, ma se diventa una prigione che non ti consente di andare oltre e ti obbliga a rimanere lì nei tuoi 3 metri quadrati, a soffrire in un loop senza soluzione, non va bene, anche se conoscere e analizzare il passato può darti la chiave per vivere meglio il presente e affrontare il futuro che altro non sarà che un ripetizione di momenti presenti, perché il futuro esiste solo come proiezione astratta dentro la nostra mente.

    Però se il passato è solo un limite che ti costringe e ossessiona, devi in un modo o nell'altro liberartene altrimenti tu rimarrai lì nella tua cella per il resto della tua vita. E con passato intendo anche ragionamenti del tipo: eh ma io sono così, se vado lì poi succede questo, mi è già successo, tutte le persone sono fatte così non cambierà mai nulla...


    p.s. quando faccio esempi estremizzo per rendere più "visibili" i concetti che si trovano dietro...
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