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Come pensate?

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Commenti

  • SophiaSophia Post: 5,904
    @Patriziaa ho unito il thread ad un altro già esistente.

    Ti lascio il link di un altro thread dove si parla di argomenti affini e attinenti alla tua domanda:
    http://www.spazioasperger.it/forum/discussion/9280/che-forma-hanno-i-tuoi-pensieri/p1
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
  • LifelsLifels Post: 1,851
    Non posso rievocare nella mente immagini visive, olfattive, tattili, e forse nemmeno uditive.
    Percepisco la presenza, nella mia mente, di informazioni relative a ciò che ho visto o toccato in passato, poche e vaghe informazioni, ma esse non sono “visive” né “tattili”.

    Quando “penso”, lo faccio a parole, sforzandomi di non aprire la bocca, sforzandomi di non parlare; non è per me facile e sento continuamente la tensione, lo sforzo.
    Non so nemmeno se sia “corretto” dire che io penso, il mio “pensiero” è strettamente collegato all’attivazione muscolare che avviene anche quando parlo.

    Le mie parole, udibili o non udibili, sono precedute da un’elaborazione mentale di cui non sono pienamente cosciente e che non è finalizzata soltanto al parlare.
    EliagioriotSniper_Ops
    Tutto “tra virgolette”

  • OlorinBiancoOlorinBianco Post: 115
    modificato agosto 2021
    Per me il modo di pensare è un argomento curioso. Io credo che nel corso della propria vita potrebbe non essere lo stesso e dall'infanzia all'età adulta potrebbe cambiare. Al di sopra di immagini e parole ci sono i concetti, i quali tuttavia una volta consolidato il modo di pensare risultano legati ai primi, ai quali si possono aggiungere ovviamente anche odori, sapori, sensazioni tattili se non anche elaborazioni astratte difficili da descrivere. Da molto piccoli io credo che il pensiero sia essenzialmente di immagini/sensazioni e/o elaborazioni astratte, poi una volta acquisito il linguaggio si possono aggiungere o meno le parole.

    Fatta questa premessa il mio modo di pensare è principalmente fatto di parole. Con questo intendo che nella mia mente faccio dei monologhi interiori, nei quali parla una voce simile a quando qualcuno (presumo) abbia quando legge un testo. Tuttavia non ho problemi ad utilizzare le immagini/sensazioni/astratto e soprattutto mi è più facile utilizzarle quando penso a concetti geometrici, matematici, fisici e spesso integro entrambi i modi di pensare. Tuttavia spesso mi è impossibile avere un pensiero fatto assolutamente di immagini, e per mettere ordine dentro di me ho bisogno certe idee di organizzarle in frasi, altrimenti sono confuso. Inoltre tali frasi per me è come se procedessero da sinistra a destra, al pari di come si legge.

    Edit: Spesso quando penso troppo mi stanco allo stesso modo come se avessi parlato troppo
    Running_Free
  • In maniera concreta, da consulente...individuo l'argomento, o il problema, o il punto principale, e parto da lì...come dico sempre in famiglia, sono un consulente, non un filosofo...
    bet
  • Running_FreeRunning_Free Post: 514
    modificato novembre 2021
    Andato47 ha detto:

    Come si fa a capire come si pensa?

    Ho visto che molti pensano per immagini ed anche io. Ma soprattutto mi accorgo che penso per esempi concreti. Devo trasportare il racconto verbale ad un vissuto pratico. Solo quando sogno o leggo o dipingo la mente si libera dal pensiero concreto. E il mio pensiero deve seguire un programma, penso a catena, tutto è legato e disposto secondo un procedere logico ed ergonomico, veloce e più pratico possibile. Quando vedo che i pensieri s'incartano, cioè che non trovano nessi logici, schemi da seguire, un senso composto e delle risposte, vado nel pallone.

    Potrei definire il mio pensiero teso a darsi sempre delle risposte sensate. Senza risposte, quando la catena si ferma, rimane uno spazio vuoto o non riesco a trovare l'anello mancante il mio pensiero s'ingrippa perché non accetta la mancanza di soluzioni e di risposte.

    Per Immagini: assolutamente la descrizione coincide.
    Avevo in  mente di scrivere cose similari:poi ho visto questo che coincide e tantissimo .
    Il problema è la trasduzione in parole .
    In genere è velocissima, e non riesco a star dietro con la vocalità per esprimerle, parlo velocemente dico cose complesse, sperando nell'attenzione degli interlocutori.
    Mi accorgo che ciò o non avviene, oppure se ci provano non riuscendo a starmi dietro perdono i nessi logici che a me servono per spiegarmi.
    Il punto è nel comunicare: quello avviene sempre più con difficoltà.
    Lo notavo oggi, parlavo a 6 persone,tra cui due plusdotate.
    Forse le uniche due che riuscivano a seguirmi.
    Seppure intuissi di debordare in descrizioni che a loro non interessassero,lo facevo ugualmente per portare a compimento il mio discorso.
    Essendo un collettore di informazioni di qualsiasi argomento di mio interesse, il discorso non risultava essere uniforme.
    Perchè le interazioni /domande lo interrompevano.
    Ora ascolto un brano, ed io ci vedo le parole, oltre al fluire dei suoni, colori,le parole come se si estendessero nel cantato.
    Penso spesso con riferimento ai numeri questo spiazza gli interlocutori : i numeri non piacciono disorientano.
    I numeri hanno una logica perfetta ,ogni numero un posto preciso, una sezione precisa, un posizionamento.
    A volte li immagino come muoversi e posizionarsi nel posto logico assegnato:
    Mi rendo conto che ricordi in maniera notevolmente maggiore rispetto alla media .
    A  volte il ricordo non è dettagliato se non ho un riferimento a cui attingere in presenza di persone, l'averlo mi aiuta nei casi di iper stress comunicativo.
    Pensare velocemente a diverse cose contemporaneamente.
    E anche il ricordare nel ricordare : ieri pensavo a un effetto Droste (per altra ragione, ora mi viene in mente)
    Mi sento avvantaggiato dal sentire il ritmo del pensiero, ecco perchè ponevo l'esempio della musica.
    Tra Asperger e funzioni uditive ci deve essere una correlazione tra forma pensiero e forma immagine traslata in parole

     




  • PapaveroRossoPapaveroRosso Post: 234
    modificato novembre 2021
    Krigerinne ha detto:
    Pensavo di averla già fatta questa domanda e invece non risulta.
    COME pensate? La modalità intendo. Più specifici siete e meglio è. 
    Pensare per me è una forma di autostimolazione, quando pratico la mindfulness combatto con una forte sensazione di noia. Sono ipovedente, quindi, sono cresciuta un po' ritirata in me stessa e questo è parte dei motivi per i quali ho una forte tendenza all'intellettualizzazione.
    Che non è sinonimo di intelligenza.
    Neppure il QI, benché alto, lo è.
    L'intelligenza nasce da un'accurata raccolta dei dati, dall'attenzione, altrimenti è creatività, arte, poesia.
    Running_Freebetvera68
  • Running_FreeRunning_Free Post: 514
    modificato novembre 2021
    Mi spiace,ricordavo.
    Sul QI guarda viviamo ina una sorta di grande balla mediatica.
    Ho un QI 154 non vuol dire nulla di per se.
    Le teorizzazioni di H.Gardner(vivente) 
    Ci dimostrano che non funzioni affatto cosi.
    La domanda da porsi è come sei intelligente e non quanto.
    9 aree (7+2) e e sottointelligenze )lo aggiungo io.
    Ecco anche nei test a lunga durata resisto.
    Ma quanto valgono?
    In alcune aree il mio QI sarebbe zero.
    Allora ho un QI alto o basso?
    L'avrò semplicemente settoriale, o multisettoriale, ma non alto , non ci stà penso come paragone.
    Tempo fa vidi la velocità di pensiero tra individui sordo muti figli e genitori.
    Che poi esistono situazioni dove i figli o i genitori non  lo siano.Tra pari condizioni vedevo le loro impressionanti velocità di pensiero.
    Mi sentivo molto meno dotato intellettivamente rispetto a loro.
    Cosa cambia?
    Penso che usino aree del "Cervello che io non uso"
    Forse.
    Perchè vedo che mimi i pensieri, me li rappresento, ho di più cosi, socialmente è un problema ti guardano , ti guardano se parli veloce o fai veloce.
    Allora mi costringo in ambiti minori:
    penso che una persona ipovedente sia superiore alla media e di molto:utilizza altre doti,le allena, fin da piccola.
    Vedevo un cieco con il  bastone(scusate: non è una mancanza di rispetto sia chiaro)
    Attraversava la strada da solo con un semplice bastone, prendeva la metrò, faceva  benissimo le cose.
    Un ragazzo Africano, lo guardava impietosito, loro sono molto sensibili e attenti: sanno vedere di lontano.
    Noi in società siamo abituati a vedere il vicino.
    Hanno di più.
    Seppure con i deficit pazzeschi dell'ipovedenza o della cecità.
    Noi Autistici ragioniamo sulle immagini.
    Le rappresentiamo.
    Siamo veloci se non a basso funzionamento, sono eccezionali alcuni Savant .
    Come pensiamo: Questo thread è affascinante



    betPapaveroRosso


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