Salta il contenuto

Il disagio che provoca il Natale.

Natale ormai è alle porte, e io comincio a provare sentimenti discordanti per esso. Da una parte sono contento, perché ha sempre rappresentato per me una festività dall'atmosfera elettrizzante e contornata da momenti di felicità che ancora trovo piacevoli.  Crescendo però, inevitabilmente, alcune dinamiche all'interno della mia famiglia sono diventate più chiare ai miei occhi e ho cominciato a provare un inquietudine crescente che aumentava ogni qualvolta stava per farsi più vicino il 24 Dicembre, e di conseguenza il 25.  Quindi se da una parte provavo, e provo, una felicità quasi infantile nei confronti del Natale dall'altra ecco che spunta all'occasione il sentimento di disagio che provo nel vedere i parenti.  E succede perché fondamentalmente io mi sento incompatibile con loro, e spesso provo addirittura una sensazione di essere un estraneo nei loro confronti. I miei zii, e su questo credo di non sbagliarmi, mi vedono ancora come un ragazzo ''tocco'' e poco avvezzo alla socializzazione.  Mi vedono ancora come il ragazzino che ero un tempo, quello che arrossiva quando veniva messo nel centro del discorso all'improvviso, che guardava gli altri negli occhi sempre con un sentimento di timore o che abbassava la testa perché imbarazzato da determinati atteggiamenti o che si rinchiudeva immediatamente in camera sua per stare da solo.  Hanno ragione solo sull'ultimo punto, dato che i precedenti son completamente spariti grazie ad un lavoro interno intrapreso nel corso degli anni che hanno migliorato il mio modo di vedere la vita e di interagire con gli altri. Non hanno idea dei passi avanti che ho fatto e delle sfide che ho dovuto affrontare, anche a caro prezzo, per essere quello che sono adesso. Quello che ho sempre voluto essere, ovvero una persona in pace con sé stessa e con gli altri.  Hanno una visione di me ancorata ancora a quegli anni, e che probabilmente il mio orgoglio odia così tanto perché erano gli anni in cui mi sentivo impotente nei confronti di ogni situazione.  Allora mi verrà naturale provare disagio appena vedrò le loro macchine parcheggiare nel vialetto di casa, e i momenti precedenti e dopo il cenone già prevedo saranno caratterizzati dalla mia chiusura verso di loro in questo caso attuata nei confini della mia stanza.  Un posto dove respirerò aria fresca.  Perché non importa quanto mi senta motivato o sereno, io non riesco ad ignorare il fatto che nei loro occhi vedrò il riflesso del mio vecchio me stesso e questo mi fa soffrire per due motivi: perché in questo modo sto soffocando una parte della mia esistenza e perché non riesco a capire il motivo per cui lo stia facendo.  Io spesso sto dicendo di essere una persona che non si lascia abbattere da nulla e che combatte con tutto sé stesso gli ostacoli che gli si presentano davanti, ma apparentemente certe vecchie ferite fanno più male di quanto possa immaginare.  Molto, molto male ragazzi.   Il fatto positivo del Natale ormai per me sono i regali, quello che si mangia al cenone e che sono solo due giorni di sacrificio.

Voi come percepite il Natale, e come sono i rapporti con i vostri parenti? Riuscite a sopportarli, ci andate di tacito accordo o è una situazione simile alla mia?

ありがとう ございます (Arigatou Gozaimasu, grazie mille) e buon Natale a tutti :)

''Non perdere mai la Via. '' (Myamoto Musashi,  ''Dokkodo'' )



SirAlphaexavanessaSophiaamigdalaauroraborealisAlniyatLudopixie_queenmandragola77Sheldone 1 altri.

Commenti

  • Io ho 16 anni e a Natale sto solo in casa con i miei genitori. Non vedo l'ora che finiscano le feste!!!!
    AlleliParalleliEirene
  • SophiaSophia Post: 5,904
    @AlleliParalleli nonostante lo stress che mi provoca il Natale continua a piacermi.

    Sarà che non devo vedere parenti inopportuni, non devo trascorrere le giornate insieme a gente che non approvo, ma sto con la mia famiglia che è molto simile a me quindi non ho grandi problemi, anzi.

    Il fatto poi che per qualche giorno la vita quotidiana rimanga sospesa per le feste mi dona un attimo di pausa dagli impegni giornalieri.

    A Natale infatti vado in ferie e queste feste mi permettono di riposare e di ricaricarmi.

    Il Natale è sempre la stata la festa della mia mamma. Lei ci ha fornito gli strumenti per essere gioiosi e per apprezzare le persone a noi vicine. Per fortuna lei, altrimenti oggi sarei sola e triste.

    A volte basta una persona capace per rendere tutto più semplice.

    Ovvio però che non ho costrizioni di sorta e questa cosa mi piace un sacco. Mangio solo quel che voglio, non devo fare convenevoli.

    Tutt'al più a casa ridono ormai delle mie particolarità è ne rido ormai anche io poiché per loro non sono un problema; in più ci prendiamo in giro spesso. Poi posso andare a teatro e girare per librerie, cosa che faro anche oggi; in genere regalo biglietti per mostre e teatri e libri e anche questa è una cosa che mi dà gioia.

    E poi finalmente a Natale posso rivedere una persona a cui voglio molto bene.
    Solitairepixie_queenAlleliParalleli
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
  • pokepoke Post: 1,721
    Il Natale mi provoca un disagio quando i neurotipici, non sapendo di esserlo, non si comportano in modo tipico.
    Ho schematizzato le regole delle feste, ma le persone non le rispettano, e questa sovversione mi stressa.
    Non si è più buoni, non tutti fanno i regali, non tutti creano e vivono in un ambiente festoso e danzante. Non tutti fanno gli auguri e sono cortesi.
    Quindi.... che senso ha? Oltre ad essere un palese rilancio dei consumi?
    I visi che incrocio sono tirati, le persone sono nervose, pochi sorridono, e tutti sembrano girare a vuoto in un meccanismo che si ripete annualmente.
    pixie_queenAlleliParalleli
  • WhoamiWhoami Post: 272
    Io il Natale lo passo solo con la mia famiglia, abbiamo i parenti lontani, ricordo quando andavo ancora alle elementari venivano ogni tanto, ma per me è sempre stato un disagio, anche se a volte ero contenta di vederli, non sapevo come comportarmi e casa mia è sempre stato un posto sicuro per me, quindi quando venivano altre persone che non fossero la mia famiglia mi sentivo come se fossi in gabbia, il problema delle ferie per me è il ritornare quando finiscono a quello che facevo ogni giorno, perché devo riabituarmi a tutto, ma questo credo sia così per tutti (o quasi).
    AlleliParalleliEinstein
  • Il programma del Natale qui è sempre uguale, non cambia da anni. Ci sono cose che mi piacciono, più che altro sono i simboli e gli oggetti: l'albero di Natale, le decorazioni in genere. Riguardo il resto, sono contenta che torni mio fratello e che mi sia stata risparmiata la compagnia di persone con le quali mi sentirei a disagio. Quest'anno, almeno, non mi toccherà fingere durante la Vigilia. Molto probabilmente non dovrò nemmeno isolarmi e andare in camera, perché avere ospiti in casa dopo un po' mi fa venire il mal di testa. 
    Non fingerò nemmeno a San Silvestro, passerò la serata facendo compagnia a mio padre - mia madre sarà a lavoro. Di solito era dedicato agli amici, ma è il secondo anno di fila che non ricevo inviti. :D
    A parte l'atmosfera, per me le feste sono diventate giorni come gli altri. Se mi accade qualcosa di bello, ogni occasione è degna di essere celebrata.
    Ormai contano più i momenti, anche se brevi, il resto mi lascia abbastanza indifferente.
    SophiaAlleliParalleli
  • MarkovMarkov Post: 10,876
    A me piace il Natale, non mi richiede troppi sforzi. Di solito studio bene.
    SophiaAlleliParalleli
  • Il Natale mi permette di dare sfogo alla mia creatività in cucina, che è uno dei miei interessi speciali. Subentra il disagio quando, dopo aver passato quattro ore e mezza a preparare vari dolci per accontentare ogni membro della mia famiglia, devo ricevere delle critiche perché ho glassato i biscotti seduta su una sedia siccome mi faceva male la schiena per il troppo stare in piedi. Subentra il disagio quando, facendo il giro dei vari parenti, devo fingere che vada tutto bene e devo essere sempre sorridente e controllata. Quest' anno però ho deciso che si cambia registro. Mi sono davvero rotta i cosiddetti.
    WBorgLudoAlleliParalleliSophiapixie_queenAndato_52
    "Non fingendum, aut excogitandum, sed inveniendum, quid Natura faciat aut ferat"
  • WBorgWBorg Post: 4,497
    modificato dicembre 2016
    Alniyat ha detto:

    Il Natale mi permette di dare sfogo alla mia creatività in cucina, che è uno dei miei interessi speciali. Subentra il disagio quando, dopo aver passato quattro ore e mezza a preparare vari dolci per accontentare ogni membro della mia famiglia, devo ricevere delle critiche perché ho glassato i biscotti seduta su una sedia siccome mi faceva male la schiena per il troppo stare in piedi. Subentra il disagio quando, facendo il giro dei vari parenti, devo fingere che vada tutto bene e devo essere sempre sorridente e controllata. Quest' anno però ho deciso che si cambia registro. Mi sono davvero rotta i cosiddetti.





    Brava @Alniyat, che si portassero le ciambelle da casa loro.
    Meglio regalare un panino ad un barbone che un dolce ad un parente che rompe.
    Buon Natale !
    Post edited by WBorg on
    LudoSophiapixie_queenShadowLineAlniyatrondinella61Andato_52manu_asociale
    Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale
  • fattore_afattore_a Post: 2,337
    Tutti si fanno gli auguri con gioia e non so se sia più grande la gioia di stare più tempo con la famiglia o la gioia di non vedere per qualche giorno le persone con cui dobbiamo stare quotidianamente al lavoro o a scuola.

    Per me è più grande la gioia di non stare dove lavoro e nei giorni scorsi ho manifestato l'intenzione di andarmene.
    rondinella61Andato_52
  • CorocottasCorocottas Post: 1,322
    modificato dicembre 2016
    Il mio rapporto con il Natale è naturalmente in continuo divenire, perché ovviamente il rapporto con ogni stagione e giorno dell'anno cambia con l'età, però devo dire che la festa in sé non mi ha mai provocato disagio. Indipendentemente da come uno voglia celebrarla (come festa cristiana o come festa del ritorno del sole, che è il suo significato originario), devo dire che il Natale - intendendo tutto il periodo allargato a Capodanno e fino alla Befana - è sempre stato per me fonte di ispirazione sotto molti aspetti.

    Sono cresciuto in una famiglia genovese vecchio stampo, dove il Natale era un rito quasi totalmente laico, materiale, fatto di abbondanza di cibo innanzi tutto, preannunciato già un mese prima o di più ancora, dal progressivo accumularsi, in belle file ordinate sui ripiani della cucina o del salone, di ogni prelibatezza alimentare: i miei genitori, molto tirati durante tutto il resto dell'anno in piena obbedienza allo stereotipo ligure, in quella stagione non badavano a spese.

    Arbanelle di porcini sott'olio e peperoni ripieni, montagne di frutta secca, vini pregiati e dolci d'ogni sorta si allineavano l'uno a fianco all'altro, giorno dopo giorno, che parevano le rondini quando prima di partire per la migrazione si mettono tutte sui fili della luce, vicine vicine, e più passa il tempo e più crescono di numero. Gran parte dello sfarzo di quelle cibarie si esauriva in realtà lì, nel fare bella mostra di sé nei giorni precedenti, ché era chiaro che anche se ci fossero stati trenta invitati, un giorno solo non sarebbe bastato a fare fuori tutto. Molti barattoli o scatole di panettoni erano ancora da aprire a metà gennaio, per intenderci.

    Ma soprattutto, l'incrociare ogni giorno quella parata gastronomica, andando e tornando da scuola o semplicemente passando accanto alla cucina, agiva da messaggio subliminale sulla mia mente bambina più ancora di quanto facessero il presepe e l'albero. L'abete lo prendevamo sempre vero, a gratis, dai miei nonni che vendevano appunto fiori e piante, e finite le feste lo trapiantavamo nel boschetto della casa di campagna. Oggi la parte alta di quel boschetto è una piccola abetaia dove gli alberi più alti sfiorano i 20 metri. Sono sopravvissuti tutti e sono rimasti in piedi anche quando la disastrosa alluvione dell'ottobre 2014 s'è portata via mezza collina, cambiando per sempre i connotati di quel luogo.

    Per il presepe, invece, mio padre aveva speso non so quanti soldi per farsene fare uno storico, scientificamente ricostruito. Un frate francescano aveva cucito uno ad uno, in scala, gli abiti di tutti i personaggi: i pastori con tela di sacco, gli artigiani con abiti più urbani, i Re Magi con sfarzosi abiti e complicati copricapi. Anche i cammelli indossavano gualdrappe ricamate d'oro. Le quinte e le casette le aveva commissionate a un pittore e a una scultrice. Era un presepe degno di una chiesa importante; per esporlo svuotavamo completamente un settore del mobile grande del salone e lo mettevamo lì, sviluppato su più piani. Restava in esposizione spesso fino ai primi di febbraio, proprio come quelli delle chiese.

    Il menù del giorno di Natale era seguito con cura quasi ossessiva, un anno dopo l'altro, senza la minima variazione, e così quello di Capodanno e dell'Epifania. Vedere i parenti non mi dispiaceva perché alla fine ero sempre al centro dell'attenzione, specialmente mi piaceva quando erano i parenti a venire a casa nostra, e noi allungavamo il tavolo del salone, accendevamo il caminetto e io mi mettevo a suonare il piano per tutti. Certo, vi sarà stato in quelle risate, in quel tintinnar di posate
    contro le stoviglie che faceva tanto allegria, anche molto di falso e
    d'ostentato; ma a me, che essendo bambino vivevo d'ostentazione, la cosa non tangeva.

    Poi vabbé, le cose sono cambiate. Dopo che mio padre si è ammalato, casa nostra ha chiuso per sempre porte e finestre al mondo esterno, polvere e cianfrusaglie hanno iniziato ad accumularsi in ogni angolo e nessuno, neanche i parenti più stretti, è mai più stato autorizzato a varcare quella soglia.

    Ma anche allora, negli anni della mia adolescenza, in ricordo degli antichi fasti, il Natale era un'eccezione, atteso, salutato e preparato come un ospite importante, e pur nella confusione e nel disordine che regnavano ormai sovrani, un posticino per la ''parata natalizia'' mio padre riusciva sempre a trovarlo.

    E si rinnovava, come negli anni dell'infanzia, l'allinearsi ordinato dei vasetti, delle confezioni, dei cesti; ma c'era come una nota di tristezza, non già dovuta alla polvere e all'ammonticchiarsi in tutta la casa di oggetti inutili e scartoffie - ché anche una casa in subbuglio può essere accogliente, se c'è il clima adatto - quanto al fatto che di quella lussureggiante mostra non godevano ormai altri occhi che i nostri. Era come se volessimo ricordare tra noi, da eremiti, i tempi di quando in quelle stanze e in quei corridoi risuonavano le allegre risate della combriccola banchettante.

    Finché è vissuta mia nonna, il Natale lo ha salvato lei: se la cena del 24 la facevamo a casa nostra, tra noi e basta, il giorno dopo andavamo da lei, venivano anche i miei zii e l'atmosfera somigliava a quella di una volta. O almeno, mi sforzavo di far sì che ci assomigliasse, anche se il disagio su cui è incentrato questo topic iniziava a farsi presente e pressante.

    Ho festeggiato il Natale con i miei finché non sono andato a convivere. Ho smesso di andare a pranzo da loro quando si sono rifiutati di invitare la mia fidanzata, sola nella mia città perché fuori sede, e con la quale stavo già da diverso tempo. Ho iniziato a passarlo da solo con lei, spesso in maniera molto anticonvenzionale e poco ''natalizia''. Da anni ormai non festeggio il Natale nella maniera canonica.

    Quest'anno però sarà diverso. Sarà il primo Natale in assoluto che passo fuori dall'Italia, e sarà per amarcord, sarà perché proprio non ho idea di come festeggiare un Natale all'estero, abbiamo deciso di onorarlo con un banchetto faraonico. Sia io che lei siamo ottimi cuochi e cucineremo anche per altri ospiti della nostra casa. Useremo quasi esclusivamente prodotti provenienti dai negozi nei quali lavoriamo, quindi tutto cibo italiano di ottima qualità e preso con forti sconti, qualcosa anche a gratis. Abbiamo dei vini da novanta euro o giù di lì. Voglio che sia una festa grandiosa. E naturalmente è già tutto allineato in bella mostra sulla credenza della cucina, come ai vecchi tempi.
    mandragola77ValentaAlleliParalleliSirAlphaexaAndato_52Kalia
  • Whoami ha detto:

    Io il Natale lo passo solo con la mia famiglia,
    anche io da solo con la mia famiglia come te


  • Non lo nego, vorrei tanto festeggiare le feste con una famiglia che ho scelto io, invece di quella "sanguigna"...
    Il problema é trovarla...

    La situazione é sempre la stessa, come tutte le altre feste; noiosa, stancante, e in alcuni casi anche inutile.
    Non posso nemmeno fidarmi dei regali perchè sono piu sicuro che saranno soldi, con cui devo aspettare le feste per poter comprare qualcosa.
    Odio i baci, mostro tutta la mia goffaggine.
    ...e questo dovrò ancora subirlo per un altro pò.
    AlniyatEstherDonnelly

  • Andato_52Andato_52 Post: 969
    modificato dicembre 2016
    Carissimo, vorrei che il topic fosse un momento di comunione tra noi due, una comunione per metà.
    Tu vivi la cosa a modo tuo, io la vivo a modo mio.
    Entrambi la viviamo, ma con intensità differenti.
    L'uno da soldato, l'altro magari da rematore, il fatto è che siamo compagni e viaggiamo nella stessa quinquireme da guerra. Fatichiamo ad accettare l'Io che un tempo ci apparteneva, e talvolta lo vediamo riflesso negli occhi degli altri.

    Lancio una provocazione che - restando in tema marittimo - rema contro il nostro approccio al Passato, Passato che - ribadisco - entrambi fatichiamo a tener vivo in quegli invisibili cassetti denominati "ricordi".
    Come avremmo potuto essere ciò che oggi siamo se non fossimo stati ciò che eravamo?

    Non sono molto adulto...sono presente all'appello da soli 25 anni. Eppure c'è una cosa che suppongo di aver compreso.
    E se l'evoluzione andasse ben oltre i cambiamenti delle specie nel lungo termine?!
    Noi nasciamo come creature imperfette, cresciamo macchiandoci di imperfezioni. Numerose imperfezioni del nostro Io che - non me ne volere se lo evidenzio per l'ennesima volta - si riversano sugli altri...
    Il fatto è che la Vita è un percorso. Un percorso in salita.
    Come dici?! Naturalmente, vi sono anche delle discese, ma è grazie alle discese che risaliamo: come diceva un cantautore nostrano, "E quando pensi che sia finita, è proprio allora che comincia la salita, che fantastica storia è la vita!".

    Noi tutti nasciamo come i Migliori (= il fatto di essere nati implica l'aver vinto una competizione contro millemila spermatozoi), ma siamo in continua evoluzione...
    Giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, il nostro nuovo senso della vita è diventare "meglio dei migliori che fummo".

    Noi autistici desideriamo ardentemente dare un senso logico ad ogni cosa. Talvolta le persone si comportano in maniera appartentemente indecifrabile o insensata, ma dobbiamo continuare a curiosare. Solo così potremo continuare il cammino verso la comprensione e dunque verso l'evoluzione.
    La nostra nello specifico è un'evoluzione maggiormente basata sulla socialità.
    Noi siamo esseri sociali, a modo nostro. Anche se ce ne stiamo appartati in solitudine per ore, per noi i rapporti con la gente sono fondamentali. Non è forse il sogno di tutti comprendere gli altri ed entrare in sintonia con i loro variopinti modi di essere?!

    Ebbene, oggi è Natale e molti di noi non sono cristiani.
    Dunque, a meno che non siamo in stretta confidenza con qualcuno, evitiamo di ragionare circa le differenze nel vivere questa giornata speciale: le differenze creano barriere e la chiusura non può permetterci di evolverci al meglio.

    Restiamo consapevoli del fatto che il Natale è condivisione e tolleranza. Forse incontreremo persone che non ci piacciono molto, forse no, ma cosa c'è di più fantastico nel trovare un'opportunità per rafforzare un rapporto traballante o un rapporto che sembrava perso ed irrecuperabile?!
    Proviamoci!!! E se fissiamo qualcuno che ci ricorda il nostro vecchio Io, teniamo a mente che anno dopo anno siamo sempre più forti. Anno dopo anno siamo sempre più evoluti.
    Natale significa "nascita". Ebbene, che ogni Natale rappresenti la nostra rinascita ed il nostro rinnovamento interiore!!!! Alla faccia di chi naviga nel passato, facendo memoria di ciò che eravamo ma dimenticando ciò che siamo diventati!

    Buon Natale, @AlleliParalleli .
    Buon Natale a tutto questo meraviglioso forum!!!

    SophiaElenajamigdalaAlleliParalleliEstherDonnelly

  • Noi tutti nasciamo come i Migliori (= il fatto di essere nati implica l'aver vinto una competizione contro millemila spermatozoi),

    Oh bè, e  io cosa ho vinto, il premio perché il mio ovocita è stato bravo a mettersi in prima fila per farsi infilzare da uno spermatozoo? 

    amigdalaSolitaireSirAlphaexaSophiapixie_queenEireneEstherDonnellyAndato_52
    Ogni passo verso l'orizzonte fa allontanare l'orizzonte (Swift)

  • SheldonSheldon Post: 621
    modificato dicembre 2016
    Io nel Natale trovo quasi tutto quello che mi crea più problemi: convenzioni sociali illogiche da rispettare pedissequamente, socializzazione forzata, ipocrisie parentali, gente che discute rumorosamente di qualsiasi cosa senza averne competenza, bambini, frivolezza... e poi i regali, che non so assolutamente gestire e che odio ricevere più ancora che fare, anche se preferirei fare a tutti un buono di Amazon!
    Quindi generalmente durante le feste sto abbastanza male, cercando di stare il più possibile da solo (tra l'altro sono in pessimi rapporti con la mia famiglia), comunque senza farmi mancare le cose che mi piacciono, tipo la cucina tradizionale (alla quale mi dedico cucinando da solo cose che mangerò da solo :D ) e la dimensione spirituale della festa, che da cristiano è l'unica che considero.
    A conti fatti, il 7 gennaio mi sento molto meglio.  :D
    SophiaAndato_52mandragola77WBorg
  • Sono un po' in ritardo visto che siamo quasi a capodanno....
    Mi piace il clima che si sente intorno, spesso mi fermo a guardare le luci festose, azzurrine e calde, mi fermo ad ascoltare le musichette natalizie che poi mi restano in testa per giorni, mi fermo ad annusare quell'aria diversa dal solito...... Ma il 24 e 25 sono giorni come tutti gli altri... Se posso la vigilia la passo al lavoro fino a mezzanotte ed il giorno dopo organizzo qualcosa coi miei cani..... gita al mare o in montagna.
    SophiaEinstein
  • Volevo ringraziare quelli che hanno partecipato a questo mio post.  Grazie di cuore. Spero abbiate passato tutti un bel Natale, ed io devo ammettere che questo è stato il primo in cui mi sono sentito meglio di quanto avessi preveduto.  Devo ringraziare in particolare mio cugino, che sebbene sia una persona particolare e con problemi abbastanza gravi, mi ha aiutato indirettamente a farmi sentire rilassato.  

    Ci mancava la serenità finale del 2016, dato che per me è stato un anno fondamentale e pieno di cambiamenti.  Sono veramente felice di ciò :)
    SophiaKaliavanessaEinstein

    ''Non perdere mai la Via. '' (Myamoto Musashi,  ''Dokkodo'' )



  • AspieSveAspieSve Post: 125
    Odio il Natale! Anche quando ero cattolico da piccolo e servivo messa come chirichetto...il Natale non mi convinceva. Non parlo del significato semplice e chiaro. Parlo di tutto il resto. Le luci, i regali, le feste....tutto questo mi urta il sistema nervoso. Odio le insegne luminosi, gli alberi di Natale, le musichette, i Babbo Natale in ogni dove... Vorrei un inverno come la natura lo ha concepito: freddo, buio e morto! Vero!
  • @AspieSve  come ti comprendo...io detesto dal profondo del mio cuore il natale a partire dalle pressioni "morali" fatte da terzi. 
    E il dovere dei regali, degli auguri, degli stupidi messaggini su whatsapp, degli inutili video, dei parenti che pressano per le visite...
    Scrivo malissimo ma provo a esprimermi comunque.
    Ogni natale sono costretta a sorbirmi pranzi, cene di cui io personalmente farei volentieri a meno.
    Il mio ragazzo vuole andare alla messa di mezzanotte "per tradizione" al che da 6 anni a questa parte ho imposto il classico compromesso:
    Il 24 sera si sta a casa mia dove non si festeggia un bel nulla, prima della mezzanotte lo lascio in chiesa e quando ha finito mi chiama.
    Cosa di cui farei volentieri a meno il 25 i faraonici pranzi tradizionali a cui la sua famiglia tiene così tanto (parlo di roba da 20 persone) roba da stress. Quest'anno è deceduto suo nonno, suo zio ha avuto delle complicanze mediche rilevanti e su madre ha avuto da operarsi non hanno potuto festeggiare e, so che non è moralmente bello perchè in fondo sono persone bravissime e fantastiche, ma mi sono sentita sollevata nel passare un'ordinaria giornata come le altre.
    Per non parlare le pressioni dei miei parenti dalla parte del mi babbo per il 26...persone che il 90% dell'anno non sopporto vedere figuriamoci in massa! 

  • fearfear Post: 83
    Sono anni che cerco un modo per sopravvivere meglio al Natale. Il Natale causa problemi a chiunque, non solo alle persone neurodiverse. 
    Ho avuto la sfiga  di nascere in una famiglia allargatissima di scoppiati perciò il Natale è un momento in cui le diversità di tutti esplodono sovrapponendosi tra loro e cozzando con quelle degli altri. 
    Ho fatto una lista di ciò che detesto per capire come non sprecare il mio tempo e tutelare le mie energie. Dopodiché  ho fatto una lista di strategie pratiche. 
    Ho quasi raggiunto una quadra:
    -solitudine prolungata prima e dopo i pasti obbligati, quindi voglio essere solo la vigilia , solo la mattina di Natale e solo il pomeriggio dopo il pranzo (obbligatorio vivere  Da soli e non ospitare nessuno a casa propria -Kevin di home alone è il mio idolo )
    -se questo non è possibile affittare un albergo dove stare sol* (può sembrare truce ma i miei parenti sono molto molto invadenti, a volte sono invischianti e  logorroici  e a volte persino violenti) 
    - trattenersi coi parenti giusto per la durata del pranzo (tendono a voler stare assieme 12 ore a Natale , 12 a santo Stefano ecc)
    -comprare i regali molto tempo prima in modo da sceglierli senza fretta ed evitare le folle

    -raggiungere l’abitazione  scelta per i pranzi (di solito casa di una zia o di un cugino) con la mia moto. In modo da essere completamente indipendente 
    -L indipendenza è fondamentale. Essere dipendente dai comodi altrui può farmi andare in md, per anni non ho saputo dare un nome a questa sensazione : era la frustrazione.







    ciao auguri 
    Linna
  • Ogni anno l'appuntamento col Natale per me diventa problematico.

    Da bambina era tutto molto semplice, aspettavo con gioia la Vigilia quando ci si riuniva tutti per il cenone e stavo con le mie cugine, anche se non sono mie coetanee ma mi trovavo ugualmente molto bene. Si mangiavano cose buone, si giocava a carte, si aspettava mezzanotte. 

    A 26 anni sono andata via di casa e non potendo avere mai ferie nel periodo natalizio ho dovuto per forza di cose invitare suoceri o genitori a casa mia mentre io faticosamente tentavo anche di lavorare e contemporaneamente fare gli onori di casa.
    In quel periodo ho iniziato a comprendere cosa significasse organizzare un cenone e tutto il resto.

    La magia del Natale degli anni passati è andata a farsi benedire per lasciare il posto alle code infinite al supermercato, alla corsa ai regali e al consumismo, ai convenevoli con i datori di lavoro e famiglia...alla testa distratta mentre ero a lavoro, e pensavo continuamente ai vari preparativi, alle tovaglie da smacchiare, ai gamberi da sgusciare, alla frittura da friggere, alla casa da far trovare pulita, ecc...
    Arrivavo al giorno festivo stressatissima e non vedevo l'ora che tutto fosse finito...

    Ho provato pure a trascorrerlo da sola io con mio marito e mio figlio, ma ci rendevano conto che era anche peggio. 

    Adesso che abbiamo nuovamente i famigliari vicino, ci rendiamo conto che dobbiamo lo stesso darci da fare e aiutarci avvicendandoci nei pranzi e nelle cene.

    Se sono ospite inizio a sentirmi un peso se a ospitarmi è mia suocera che fa trovare tutto perfetto e se vuoi aiutarla ti ritrovi a sentirti un'inetta perché le cose non le fai come le farebbe lei e finisce per stancarsi il doppio perché "ti deve seguire mentre fai le cose ".
    Poi il giorno dopo ti dice che la notte si è sentita male dalla stanchezza...

    Non so che problemi ho e cosa mi aiuterebbe a sentirmi meglio.
    Avrei bisogno di qualcuno che insieme a me organizzasse tutto e mi dicesse cosa fare e con quale ordine. Mi piacerebbe che mi accompagnasse a fare la spesa, che mi dicesse: "ok,  oggi ci vediamo e insieme prepariamo i dolci per Natale..." per esempio,  e soprattutto,  che non mi facesse sentire non all'altezza o indegna perché incapace di fare le cose.
     


    LinnaGecoBlunotte
  • LinnaLinna Post: 373
    Io con l'arrivo delle feste natalizie vorrei addormentarmi il tipo 20 di dicembre e svegliarsi 10 di gennaio.E un enorme stress.Una noia mortale.Sconvolgimento del routine enorme.
    @mammarosanna.
    Io trascorro sempre e solo :con mio marito, figlio e due gatti.Solo così posso sopravvivere.
    Buon Natale.
    mammarosannafearBlunotte
  • Ho sempre abbastanza detestato il Natale. C'è stato un solo periodo di qualche anno in cui mi piaceva perchè il mio ex-compagno ed io lo organizzavamo come piaceva a noi.
    Negli ultimi anni si è tornati alla noia mortale quando non alla solita ipocrisia dei pranzi e cene con parenti di cui non ti frega un beneamato accidente ma che non puoi evitare.
    Ho sempre desiderato poter partire e trascorrerlo lontano da tutti.
    E prima o poi ci riuscirò....

    Linna
    “ I'm pretty good at running human in emulation mode.”

    " Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi....."
  • vera68vera68 Post: 3,290
    modificato dicembre 2021
    Per me il natale è stato un trauma. L'incrinazione di un patto di fiducia.
    Mia madre mi faceva credere a babbo natale, scindendolo dalla festa per la nascita di Gesù bambino, facendomi vivere un'allucinazione.
    Preparavamo tutto, fieno e carote per le renne che puntualmente sparivano al mattino, mentre trovavo la cenere per terra attorno al caminetto (lo strascorrevamo sempre in montagna dove abbiamo un caminetto) e varie prove provate del passaggio di babbo natale.
    Stavamo alla finestra e mia madre mi diceva di aver visto un bagliore qua poi un bagliore là insistendo su dove fosse al momento.... "guarda Vera è quella luce laggiù..." dandomi delle indicazioni precise, come se davvero lo vedesse. 
    Io ho rimosso tutto, ciò che sto raccontando sono i ricordi di mia madre. 
    Una volta un paio di giorni prima di natale ho scovato la bicicletta, uno dei regali attesi. Mia madre mi diceva che sono arrivata dai miei urlando dicendo che babbo natale era già arrivato, ho detto ai miei che dovevano cercare perché ci sarebbero stati anche i loro regali. Mia madre è stata al gioco.
    Io non avevo neanche messo in conto il fatto che fosse tutta una montatura. 
    Prima che iniziassi le elementari, forse l'anno successivo alla scoperta della bicicletta, mia madre decise che doveva dirmi la verità. Mia madre mi diceva sempre che io ne feci una malattia, piansi ed ebbi una crisi nervosa.
    Mia madre mi disse che le chiesi di fare  finta ancora per quell'anno che fosse vero.
    Però non so, non so se quella richiesta fosse davvero partita da me o fosse a seguito di una delle fantastiche  opere di persuasione di mia madre in cui uno chiedeva di fare ciò che lei desiderava che fosse fatto, lasciando la persona persuasa di aver fatto una scelta libera.
    Di certo so che quando io sono diventata madre, provavo un fastidio intimo e profondo nel mettere in scena tutta la manfrina che mia madre voleva mettere in scena con le mie figlie. Ok.. Un po' va bene, poi si andava oltre, si rasentava l'allicunazione e c'era qualcosa che mi disturbava profondamente, ma avendo rimosso tutto non sapevo quanto questo mi avesse profondamente segnato.
    Oggi so che per credere a qualcosa che mi piace ho bisogno di più che una prova provata e poi mi riservo sempre la possibilità che non sia vero. Così non rischio. 
    Mia madre diceva che aveva fatto tutto questo scindendo babbo natale da Gesù, perché babbo natale poi passa, l'idea di Dio no. 
    Babbo natale è passato, la possibilità di credere a ciò che vedo e fare delle deduzioni su di essa è stata ed è ancora spesso compromessa. 


    Da adulta, un'amica con un bambino con sviluppo disomogeneo mi disse che le avevano assolutamente vietato di introdurre figure irreali come babbo natale, befana, fatina/topolino dei denti ecc..
    Quello è un bambino nato grande
    Quel bambino, oggi ventenne,  molto rispettato nei suoi tempi di sviluppo, oggi è un ragazzo intelligente autonomo, forse un po' rigido ma con molte porte aperte dinanzi a sé
    Credo che così abbia scansato il virus della paranoia
    Se avrò dei nipoti dirò loro la verità che ci si scambia doni a ricordo dei doni portati a Gesù. Nessuna manfrina. 
    Post edited by vera68 on
    Linna
Accedi oppure Registrati per commentare.
Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586


Ehi, straniero!

Sembra che tu sia nuovo da queste parti. Se vuoi partecipare accedi con le tue credenziali oppure utilizza il modulo di registrazione!

Libro Gratuito "Lo Spettro Autistico risposte semplici" Scarica il libro: Lo Spettro Autistico, Risposte Semplici