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scrivere di sè è utile

amnesiiaamnesiia Post: 382
Questo forum mi è stato di aiuto, raccontare di me qui è stato simile ad una terapia. Avrei voluto scrivere di più ma non sempre mi è stato possibile. E non sempre mi sarà possibile.
Raccontando delle cose che non mi facevano stare bene sono riuscita a rileggerle e a rivederle con altri occhi.
Non mi era capitato mai prima di scrivere e di raccontare di me con questo modo di guardare le cose, di poterlo fare sapendo di poter essere letta e senza sentirmi sempre giudicata.
Per me parlare anche se per lungo senza dover pensare alla forma di ciò che scrivevo o a dover ricevere un commento per ciò che scrivevo è stato di per certo rasserenante.
Non scriverò sempre, un giorno potrei non scrivere più. E ho avuto sicuramente bisogno di farlo in questo momento per me carico di difficoltà. Per un po' continuerò a farlo, credo. Non ne sono sicura.
Potrà capitare che non commenterò o che non racconterò di me per un po' oppure che lo farò poco.
Vorrei un giorno riuscire a dedicarmi di più alle mie cose, cercando di usare il mio tempo per le cose che ho lasciato incompiute tempo fa. Passioni sopratutto.
Però forse per farlo serve concentrazione e io ne ho sempre avuta poca. E serve anche serenità e non sempre ne trovo dovunque mi capita di andare. Leggere, forse non dovrei leggere più. Può servirmi anche questo per trovare un po' di serenità.
Nessuno ha fatto niente di particolare sul forum, non voglio farvi preoccupare. Però avevo già ridotto la mia attività e volevo scrivere anche di questo. Sono contenta che esista un posto per poter scrivere dell'autismo e delle altre cose che vivono le persone con l'autismo.
malcom3Dvera68Linnaalexandra89LaRosadiAndromeda

Commenti

  • DreamLoopDreamLoop Post: 288
    Posso chiederti se hai mai notato differenze tra lo scrivere in pubblico e lo scrivere ad esempio un diario strettamente privato?
    Nella forma come nei contenuti.

    Confrontandomi con una persona sopra questo tema mi disse: quando sono sola mi sento persa, è come se non esistessi quando non mi relaziono con le altre persone, ne ho bisogno, e tale situazione influenzava anche la sua scrittura: lei scriveva come scrive un giornalista o uno scrittore che viene pubblicato.
    malcom3DLinnafearLaRosadiAndromedaSniper_Ops
    Solo una condizione mi appare come desiderabile: quell'alto grado di saggezza per cui si rinuncia a credere, ma ci si limita a osservare, a studiare, a capire, in un a progressione indefinita e imprevedibile.
  • amnesiiaamnesiia Post: 382
    Ciao DreamLoop, sei uno degli utenti che ammiro di più su questo forum :)
    Tenere un diario per me è scrivere un resoconto delle mie giornate e delle sensazioni che ho provato, le nostre giornate possono essere rese felici da tante cose anche dalle persone con cui le abbiamo passate.
    Puoi sentire persa la tua felicità senza quelle persone, posso capire questo da quello che scrivi della persona di cui parli.
    Avere bisogno delle persone forse è una cosa che non posso capire perchè sento il bisogno di passare dei momenti da sola e di relazionarmi il meno possibile oppure fin dove posso.

    Linna
  • DreamLoopDreamLoop Post: 288
    Sì nemmeno io all'epoca ho capito cosa intendesse perché come te sento il bisogno opposto: staccare dalle persone e rigenerarmi attraverso la riflessione/contemplazione solitaria e il meglio di me come capacità di scrittura o disegno o qualsiasi altra attività l'ho quasi sempre dato quando ero solo e mi "esibivo" solo per me stesso, perché solo nella solitudine raggiungevo quella tranquillità che mi permetteva di tirare fuori il meglio, senza limiti, limiti che spesso ho imparato a darmi per evitare di sminuire l'ego troppo cresciuto delle persone che mi circondavano e ne uscivano puntualmente invidiose/gelose/rabbiose nei mie confronti.
    Quella persona ovviamente non rientrava nello spettro autistico.
    Ricordo quanto mi piaceva andare nelle aule vuote all'università e disegnare sui banchi, consapevole che quel disegno sarebbe stato cancellato il giorno dopo o poco più da qualche persona addetta alle pulizie che passando detergenti chimici avrebbe cancellato il mio disegno. O quanto mi piaceva scrivere sul muro di qualche periferia.

    La fragilità, così come i luoghi solitari e decadenti, le rovine e in genere i resti del passato, qualcosa che ora esiste ma domani potrebbe svanire, mi ha sempre sconvolto e affascinato in maniera molto intensa, e anche la vita di esseri fragili e mortali rientra in questa riflessione.
    LaRosadiAndromeda
    Solo una condizione mi appare come desiderabile: quell'alto grado di saggezza per cui si rinuncia a credere, ma ci si limita a osservare, a studiare, a capire, in un a progressione indefinita e imprevedibile.
  • Io scrivo un diario, quasi ogni giorno, da anni, e avevo letto che fosse terapeutico ma per me non lo è affatto perchè spesso non succede nulla, non ho cosa scrivere, la mia vita è monotona e quindi a volte immagino come potrebbe essere se fossi una ragazza normale e quante cose interessanti potrei scrivere. Ma sono solo io e non c'è mai nulla di entusiasmante. Quando scrivo qui mi piace leggere le vite degli altri e vedo che sono più piene delle mie. Ma neanche questo mi giova, anzi mi fa sentire più sola perchè vedo che molti utenti si conoscono tra di loro e io rimango sempre in disparte. Guardare o scrivere della mia vita mi rende ancora più triste perchè capisco che ho fatto molte scelte sbagliate ma non posso più rimediare. 
  • Io scrivo un diario, quasi ogni giorno, da anni, e avevo letto che fosse terapeutico ma per me non lo è affatto perchè spesso non succede nulla, non ho cosa scrivere, la mia vita è monotona e quindi a volte immagino come potrebbe essere se fossi una ragazza normale e quante cose interessanti potrei scrivere. Ma sono solo io e non c'è mai nulla di entusiasmante. Quando scrivo qui mi piace leggere le vite degli altri e vedo che sono più piene delle mie. Ma neanche questo mi giova, anzi mi fa sentire più sola perchè vedo che molti utenti si conoscono tra di loro e io rimango sempre in disparte. Guardare o scrivere della mia vita mi rende ancora più triste perchè capisco che ho fatto molte scelte sbagliate ma non posso più rimediare. 
    Che bello il tuo nick!
    Posso chiederti se ti è mai capitato di rileggere qualche passaggio del tuo diario anni dopo averlo scritto e aver notato delle differenze nella tua persona?

    Te lo domando perché scrivere un diario, anche se non produce nulla sul momento o così sembra, è comunque importante perché ferma nel tempo, un tempo a cui tu puoi tornare, dei pensieri, delle sensazioni, delle emozioni, e quindi una parte di te, e di conseguenza è come tracciare dei punti nello spazio punti che possono anche essere uniti successivamente per creare un disegno più ampio, che possa darti una visione di insieme della tua persona. Può aiutarti a conoscerti meglio, a prendere consapevolezza, soprattutto quando passa il tempo...
    Solo una condizione mi appare come desiderabile: quell'alto grado di saggezza per cui si rinuncia a credere, ma ci si limita a osservare, a studiare, a capire, in un a progressione indefinita e imprevedibile.
  • Qualche volta sí, son andata a rileggere qualcosa, ma in genere non mi piace leggere la mia grafia perchè quando scrivo il diario non lo faccio volentieri, a volte son anche di fretta e quindi rileggere non è facile, a volte non capisco neanche ciò che ho scritto. Rileggendo ho visto che in qualcosa sono cambiata, sono più triste, meno speranzosa, forse più realista. Alcuni eventi mi hanno causato molto dolore. Ancheper questo non amo molto andare a rileggere. 
  • aang91aang91 Post: 170
    Scrivere di sè è un ottimo modo per far emergere tutti quei pensieri e emozioni che ci teniamo dentro;spesso ne siamo consapevoli che ci siano ma non li vogliono affrontarli perché ci richiedono di dover prendere di petto il problema come di essere soli come un cane. Questo è il mio caso.
    Mi fa paura constatare di essere solo e non di poter trovare il confronto di qualcuno che possa capire quello che provo. Lo cerco per togliermi di dosso questa angoscia che mi porto dietro perché ne sono ossessionato.
    Più ne rendo conto di questo e cerco inultimente il confronto dei altri aspettandomi che mi tolgano di dosso questa sensazione e mi facciano stare bene. In realtà non è cosi perché non riesco a trovare una piena lunghezza d'onda quando sto con i altri nel senso che non riescono a capire perferttamente la mia sofferenza.


    忘れられる事は死よりも悪い


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