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Rapporto difficile con mio padre

Sono una ragazza asperger di 28 anni e soffro molto il rapporto con mio padre. Nonostante siano autistici entrambi i miei genitori non ci capiamo proprio nè io e lui nè io e mia madre, solo che la seconda mi vive tutto il giorno e riesce a capire a fatica qualcosa di me.
Sono entrambi divorziati da anni e mio padre vive per conto suo da quando ero piccola. Con il tempo si è fatto una nuova famiglia, prima è venuta la moglie quando ero adolescente e poi subito dopo la figlia.
Non dico che odio questa che adesso è una ragazzina ma quasi, mio padre l'ha cresciuta come mia sostituta essendosi a poco a poco allontanato da me e avendo cercato letteralmente un'altra bambina piccola da crescere altrove.
L'ha cresciuta facendole fare tutto quello che faceva con me quando ero piccola e portandola in tutti quei posti dove non mi portava mai, mi faceva tante promesse e poi non le ha mai mantenute e questo mi ha fatta soffrire molto. Anche il vederla fare cose che non le piaceva fare e che invece facevo io spontaneamente con lui mi ha fatta soffrire molto.
Non ho mai incontrato questa ragazzina e vorrei non vederla.
Negli ultimi anni ho avuto una forte depressione per motivi di cui lui era a conoscenza ma che si ostinava a non capire finendo per farmi stare male qualsiasi cosa dicesse.
Mi dava della nulla facente e della dormigliona e questi erano solo effetti della depressione e dei farmaci che prendevo. Mi vedeva come una sfigata e mi parlava di conseguenza facendomi sentire infima. Mi dava della fannullona che non voleva studiare e io stavo male anche per l'autismo. E come lui anche mia zia, che una volta per me era come una seconda madre, a rincarare la dose.
Mi hanno rimproverata e mortificata insieme per anni facendomi venire ancora di più i sintomi depressivi anzichè darmi una mano con un po' di supporto per uscirne.
Da quando sa del mio autismo ha cambiato atteggiamento, si vergogna di essere stato poco comprensivo e anche se non capisce il mio malessere cerca di essere supportivo. Finchè può perchè la sua totale mancanza di riuscire a mettersi nei panni degli altri gli impedisce di capire i miei stati d'animo a meno che non gli vengano esplicitati da mia madre in un secondo momento.
Parliamo sporadicamente per telefono e non lo vedo da diversi anni, per me è diventato praticamente uno sconosciuto da quando ero adolescente e mi ha dato sempre la colpa per questo nonostante sia stato lui a non provare più interesse per la figlia forse troppo cresciuta per poterci passare del tempo assieme.
Avere due genitori autistici per me è stata una continua lotta per farmi capire. Se da un lato mi ha aiutata a vedermi normale in mezzo agli altri dall'altro è stato controproducente perchè far capire come ci si sente a due persone prive della teoria della mente, dure di testa e inconvincibili, senza empatia e con tratti narcisistici è quasi impossibile. Perchè loro di loro stessi non si sono mai chiesti chi erano e perchè la gente non li capiva, finivano sempre per volere avere ragione loro e l'hanno fatto anche con la figlia a costo di farla stare male.
Mia madre non si chiedeva cosa mi facesse stare male e perchè, mi costringeva ad obbedire a ogni suo volere in base a come, in modo distorto e privo di empatia, vedeva la vita.
Adesso è lei l'unica a cercare di capirmi, è molto cambiata negli anni perchè mi ha vista ogni giorno soffrire a causa sua. E da quando sa che sono autistica è cambiata ancora di più, sa di avermi provocato dei danni psicologici e soffre molto psicologicamente per questo al punto di stare male. Delle volte piange e mi chiede scusa.
Oggi mi chiedevo cosa ero per i miei genitori, un animale mi sono detta. Un animale da tenere in gabbia per non avere fastidio. Non mi hanno fatta viaggiare una sola volta da quando ero piccola. Sapevano che da sola non ce la potevo fare ma non mi hanno mai aiutata sebbene lo chiedessi sempre. Le scuse non servono alla mia età e almeno mia madre l'ha capito, per quel che può cerca di darmi un supporto fattivo e non solo psicologico.
Non voglio più vedere mio padre però e mia zia che è nt. Non li voglio vedere più perchè mi hanno fatta soffrire troppo e anche se adesso si forzano in un comportamemto supportivo io lo percepisco e sto molto male.
Arrivo a rendere inutili intere giornate per gli attacchi di panico nei loro confronti, e se ce li ho vuol dire che mi hanno fatta stare male proprio tanto.
Eppure una parte di me li rivorrebbe indietro, come erano una volta nei miei confronti.
Ho scritto tantissimo, scusate.

Commenti

  • Scusa in che senso i tuoi genitori sono autistici??
    Forse Asperger?loro hanno la diagnosi?
    Una famiglia di tre persone tutte e tre autistiche????mi sembra strano
  • maggiogiugno ha detto:
    Scusa in che senso i tuoi genitori sono autistici??
    Forse Asperger?loro hanno la diagnosi?
    Una famiglia di tre persone tutte e tre autistiche????mi sembra strano
    Perché strano?


  • inconscioinconscio Post: 343
    maggiogiugno ha detto:
    Scusa in che senso i tuoi genitori sono autistici??
    Forse Asperger?loro hanno la diagnosi?
    Una famiglia di tre persone tutte e tre autistiche????mi sembra strano
    Anche io ho genitori asperger e famigliari con tratti neurodiversi, non è poi così strano avere entrambi i genitori autistici.
    Non penso serva una diagnosi per dirlo se i tratti sono evidenti, io di me non ho dubbi.
  • OudiniOudini Post: 15
    maggiogiugno ha detto:
    Scusa in che senso i tuoi genitori sono autistici??
    Forse Asperger?loro hanno la diagnosi?
    Una famiglia di tre persone tutte e tre autistiche????mi sembra strano
    Sono asperger e non hanno la diagnosi. Potremmo fare a gare a chi è più autistico dei tre.
  • Oudini ha detto:
    Sono una ragazza asperger di 28 anni e soffro molto il rapporto con mio padre. Nonostante siano autistici entrambi i miei genitori non ci capiamo proprio nè io e lui nè io e mia madre, solo che la seconda mi vive tutto il giorno e riesce a capire a fatica qualcosa di me.
    Sono entrambi divorziati da anni e mio padre vive per conto suo da quando ero piccola. Con il tempo si è fatto una nuova famiglia, prima è venuta la moglie quando ero adolescente e poi subito dopo la figlia.
    Non dico che odio questa che adesso è una ragazzina ma quasi, mio padre l'ha cresciuta come mia sostituta essendosi a poco a poco allontanato da me e avendo cercato letteralmente un'altra bambina piccola da crescere altrove.
    L'ha cresciuta facendole fare tutto quello che faceva con me quando ero piccola e portandola in tutti quei posti dove non mi portava mai, mi faceva tante promesse e poi non le ha mai mantenute e questo mi ha fatta soffrire molto. Anche il vederla fare cose che non le piaceva fare e che invece facevo io spontaneamente con lui mi ha fatta soffrire molto.
    Non ho mai incontrato questa ragazzina e vorrei non vederla.
    Negli ultimi anni ho avuto una forte depressione per motivi di cui lui era a conoscenza ma che si ostinava a non capire finendo per farmi stare male qualsiasi cosa dicesse.
    Mi dava della nulla facente e della dormigliona e questi erano solo effetti della depressione e dei farmaci che prendevo. Mi vedeva come una sfigata e mi parlava di conseguenza facendomi sentire infima. Mi dava della fannullona che non voleva studiare e io stavo male anche per l'autismo. E come lui anche mia zia, che una volta per me era come una seconda madre, a rincarare la dose.
    Mi hanno rimproverata e mortificata insieme per anni facendomi venire ancora di più i sintomi depressivi anzichè darmi una mano con un po' di supporto per uscirne.
    Da quando sa del mio autismo ha cambiato atteggiamento, si vergogna di essere stato poco comprensivo e anche se non capisce il mio malessere cerca di essere supportivo. Finchè può perchè la sua totale mancanza di riuscire a mettersi nei panni degli altri gli impedisce di capire i miei stati d'animo a meno che non gli vengano esplicitati da mia madre in un secondo momento.
    Parliamo sporadicamente per telefono e non lo vedo da diversi anni, per me è diventato praticamente uno sconosciuto da quando ero adolescente e mi ha dato sempre la colpa per questo nonostante sia stato lui a non provare più interesse per la figlia forse troppo cresciuta per poterci passare del tempo assieme.
    Avere due genitori autistici per me è stata una continua lotta per farmi capire. Se da un lato mi ha aiutata a vedermi normale in mezzo agli altri dall'altro è stato controproducente perchè far capire come ci si sente a due persone prive della teoria della mente, dure di testa e inconvincibili, senza empatia e con tratti narcisistici è quasi impossibile. Perchè loro di loro stessi non si sono mai chiesti chi erano e perchè la gente non li capiva, finivano sempre per volere avere ragione loro e l'hanno fatto anche con la figlia a costo di farla stare male.
    Mia madre non si chiedeva cosa mi facesse stare male e perchè, mi costringeva ad obbedire a ogni suo volere in base a come, in modo distorto e privo di empatia, vedeva la vita.
    Adesso è lei l'unica a cercare di capirmi, è molto cambiata negli anni perchè mi ha vista ogni giorno soffrire a causa sua. E da quando sa che sono autistica è cambiata ancora di più, sa di avermi provocato dei danni psicologici e soffre molto psicologicamente per questo al punto di stare male. Delle volte piange e mi chiede scusa.
    Oggi mi chiedevo cosa ero per i miei genitori, un animale mi sono detta. Un animale da tenere in gabbia per non avere fastidio. Non mi hanno fatta viaggiare una sola volta da quando ero piccola. Sapevano che da sola non ce la potevo fare ma non mi hanno mai aiutata sebbene lo chiedessi sempre. Le scuse non servono alla mia età e almeno mia madre l'ha capito, per quel che può cerca di darmi un supporto fattivo e non solo psicologico.
    Non voglio più vedere mio padre però e mia zia che è nt. Non li voglio vedere più perchè mi hanno fatta soffrire troppo e anche se adesso si forzano in un comportamemto supportivo io lo percepisco e sto molto male.
    Arrivo a rendere inutili intere giornate per gli attacchi di panico nei loro confronti, e se ce li ho vuol dire che mi hanno fatta stare male proprio tanto.
    Eppure una parte di me li rivorrebbe indietro, come erano una volta nei miei confronti.
    Ho scritto tantissimo, scusate.


    Buon pomeriggio Oudini, la tua storia mi ha colpito perchè per molti versi ricorda la mia, anche io ho due genitori palesemente aspie e con tratti narcisistici, me ne hanno fatte passare letteralmente di tutti i colori ed ancora in parte lo fanno, dal mio posso darti qualche direzione su cose che sono riuscito un pò a raddrizzare (spero non mi riterrai invadente...se lo sono non lo faccio di proposito e ti chiedo di perdonarmi...).Da quanto ho potuto desumere dalle tue ultime sei righe sei combattuta tra il desiderio di non avere più a che fare con chi ti ha fatto soffrire ed il bisogno (perdona l'azzardo, mi sembra un pò dipendenza più che bisogno) di avere un rapporto con loro, a patto che sia sano. Personalmente mi sono dovuto rassegnare al fatto che, dato il fatto che i narcisisti sono dei vampiri emozionali e che traggono forza dalla sofferenza che riescono ad infliggere(parlo dei miei, i tuoi non so ma i narc sono così), rimanere emotivamente attaccati ad un narcisista è sempre deleterio, posso testimoniare che da quando mi sono distaccato emotivamente da loro, ho cominciato a stare meglio, mi sono praticamente spariti depressione e fobia sociale ed ho perso 30 chili. Purtroppo non possiamo cambiare le persone che amiamo, soprattutto se loro di migliorare non ne vogliono sapere, quindi l'unica cosa da fare è distaccati mentalmente da loro e pensa che per vivere non ti serve la loro vicinanza (sia essa mentale o fisica) e che anzi la loro influenza, come hai detto tu, ti fa soffrire. Con questo non voglio dire che non devi parlare o frequentare queste persone, ma prova a smettere di usarli come punto di riferimento spirituale...Per quello ti basta te stessa!

  • OudiniOudini Post: 15
    WA_Tarantino ha detto:
    Oudini ha detto:
    Sono una ragazza asperger di 28 anni e soffro molto il rapporto con mio padre. Nonostante siano autistici entrambi i miei genitori non ci capiamo proprio nè io e lui nè io e mia madre, solo che la seconda mi vive tutto il giorno e riesce a capire a fatica qualcosa di me.
    Sono entrambi divorziati da anni e mio padre vive per conto suo da quando ero piccola. Con il tempo si è fatto una nuova famiglia, prima è venuta la moglie quando ero adolescente e poi subito dopo la figlia.
    Non dico che odio questa che adesso è una ragazzina ma quasi, mio padre l'ha cresciuta come mia sostituta essendosi a poco a poco allontanato da me e avendo cercato letteralmente un'altra bambina piccola da crescere altrove.
    L'ha cresciuta facendole fare tutto quello che faceva con me quando ero piccola e portandola in tutti quei posti dove non mi portava mai, mi faceva tante promesse e poi non le ha mai mantenute e questo mi ha fatta soffrire molto. Anche il vederla fare cose che non le piaceva fare e che invece facevo io spontaneamente con lui mi ha fatta soffrire molto.
    Non ho mai incontrato questa ragazzina e vorrei non vederla.
    Negli ultimi anni ho avuto una forte depressione per motivi di cui lui era a conoscenza ma che si ostinava a non capire finendo per farmi stare male qualsiasi cosa dicesse.
    Mi dava della nulla facente e della dormigliona e questi erano solo effetti della depressione e dei farmaci che prendevo. Mi vedeva come una sfigata e mi parlava di conseguenza facendomi sentire infima. Mi dava della fannullona che non voleva studiare e io stavo male anche per l'autismo. E come lui anche mia zia, che una volta per me era come una seconda madre, a rincarare la dose.
    Mi hanno rimproverata e mortificata insieme per anni facendomi venire ancora di più i sintomi depressivi anzichè darmi una mano con un po' di supporto per uscirne.
    Da quando sa del mio autismo ha cambiato atteggiamento, si vergogna di essere stato poco comprensivo e anche se non capisce il mio malessere cerca di essere supportivo. Finchè può perchè la sua totale mancanza di riuscire a mettersi nei panni degli altri gli impedisce di capire i miei stati d'animo a meno che non gli vengano esplicitati da mia madre in un secondo momento.
    Parliamo sporadicamente per telefono e non lo vedo da diversi anni, per me è diventato praticamente uno sconosciuto da quando ero adolescente e mi ha dato sempre la colpa per questo nonostante sia stato lui a non provare più interesse per la figlia forse troppo cresciuta per poterci passare del tempo assieme.
    Avere due genitori autistici per me è stata una continua lotta per farmi capire. Se da un lato mi ha aiutata a vedermi normale in mezzo agli altri dall'altro è stato controproducente perchè far capire come ci si sente a due persone prive della teoria della mente, dure di testa e inconvincibili, senza empatia e con tratti narcisistici è quasi impossibile. Perchè loro di loro stessi non si sono mai chiesti chi erano e perchè la gente non li capiva, finivano sempre per volere avere ragione loro e l'hanno fatto anche con la figlia a costo di farla stare male.
    Mia madre non si chiedeva cosa mi facesse stare male e perchè, mi costringeva ad obbedire a ogni suo volere in base a come, in modo distorto e privo di empatia, vedeva la vita.
    Adesso è lei l'unica a cercare di capirmi, è molto cambiata negli anni perchè mi ha vista ogni giorno soffrire a causa sua. E da quando sa che sono autistica è cambiata ancora di più, sa di avermi provocato dei danni psicologici e soffre molto psicologicamente per questo al punto di stare male. Delle volte piange e mi chiede scusa.
    Oggi mi chiedevo cosa ero per i miei genitori, un animale mi sono detta. Un animale da tenere in gabbia per non avere fastidio. Non mi hanno fatta viaggiare una sola volta da quando ero piccola. Sapevano che da sola non ce la potevo fare ma non mi hanno mai aiutata sebbene lo chiedessi sempre. Le scuse non servono alla mia età e almeno mia madre l'ha capito, per quel che può cerca di darmi un supporto fattivo e non solo psicologico.
    Non voglio più vedere mio padre però e mia zia che è nt. Non li voglio vedere più perchè mi hanno fatta soffrire troppo e anche se adesso si forzano in un comportamemto supportivo io lo percepisco e sto molto male.
    Arrivo a rendere inutili intere giornate per gli attacchi di panico nei loro confronti, e se ce li ho vuol dire che mi hanno fatta stare male proprio tanto.
    Eppure una parte di me li rivorrebbe indietro, come erano una volta nei miei confronti.
    Ho scritto tantissimo, scusate.


    Buon pomeriggio Oudini, la tua storia mi ha colpito perchè per molti versi ricorda la mia, anche io ho due genitori palesemente aspie e con tratti narcisistici, me ne hanno fatte passare letteralmente di tutti i colori ed ancora in parte lo fanno, dal mio posso darti qualche direzione su cose che sono riuscito un pò a raddrizzare (spero non mi riterrai invadente...se lo sono non lo faccio di proposito e ti chiedo di perdonarmi...).Da quanto ho potuto desumere dalle tue ultime sei righe sei combattuta tra il desiderio di non avere più a che fare con chi ti ha fatto soffrire ed il bisogno (perdona l'azzardo, mi sembra un pò dipendenza più che bisogno) di avere un rapporto con loro, a patto che sia sano. Personalmente mi sono dovuto rassegnare al fatto che, dato il fatto che i narcisisti sono dei vampiri emozionali e che traggono forza dalla sofferenza che riescono ad infliggere(parlo dei miei, i tuoi non so ma i narc sono così), rimanere emotivamente attaccati ad un narcisista è sempre deleterio, posso testimoniare che da quando mi sono distaccato emotivamente da loro, ho cominciato a stare meglio, mi sono praticamente spariti depressione e fobia sociale ed ho perso 30 chili. Purtroppo non possiamo cambiare le persone che amiamo, soprattutto se loro di migliorare non ne vogliono sapere, quindi l'unica cosa da fare è distaccati mentalmente da loro e pensa che per vivere non ti serve la loro vicinanza (sia essa mentale o fisica) e che anzi la loro influenza, come hai detto tu, ti fa soffrire. Con questo non voglio dire che non devi parlare o frequentare queste persone, ma prova a smettere di usarli come punto di riferimento spirituale...Per quello ti basta te stessa!

    Ciao, il problema non è il loro narcisismo quanto la loro incapacità di mettersi nei panni degli altri.
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