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Mi ero illusa di esser "guarita"....

cameliacamelia Post: 3,517
Non riesco, né forse riuscirò mai, a trovare un equilibrio tra l'orgoglio di essere chi sono e la voglia immensa, incontenibile, di essere accolta nel mondo....è come se fossi inebriata dalle attenzioni del mondo, finché non mi rendo conto che mi è impossibile vivere secondo regole che non sono le mie... e proprio nel momento in cui penso di essere "guarita", ecco che le mia altrettanto incontenibile diversità, magistralmente mascherata, viene fuori in tutta la sua devastante potenza...e mi ritrovo di nuovo a guardare video come questo qua sotto, che ho già linkato tempo fa' su questo forum.

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Commenti

  • TsukimiTsukimi Post: 3,827
    E' successo qualcosa in particolare?
    "The Enlightened Take Things Lightly" - Principia Discordia
  • Ti capisco,anche a me è successo spesso. Rispetto al passato oggi cerco ti mantenermi ad una "giusta distanza" da tutti, comprese le persone che mi piacciono. Prima mi facevo ,come hai detto bene tu, inebriare facilmente e pensavo "questa è la volta buona", ma non era mai così perchè anche quando non erano gli altri a deludermi ero io che comunque non riuscivo a reggere il "ritmo" e la maschera che mi ero creata si sgretolava. A quel punto subentrava la fase d'isolamento.Oggi cerco per quanto possile di essere  me stessa e poi di tenere in maggior considerazione quelle che sono le mie necessità : anche desiderandolo non riesco a  tollerare rapporti troppo stretti, frequentazioni assidue, essere inglobata in un gruppo di qualunque tipo. Probabilmente non mi sentirò mai parte integrante del mondo, non è nelle mie capacità, per quanto io possa desiderarlo, ma rispetto al passato ho molti più rapporti, anche duraturi e quindi sono un po meno sola.
  • cameliacamelia Post: 3,517
    Hai ragione @ariza, non sono fatta per reggere tutte le dinamiche che si vengono a creare in un gruppo, mi rendo conto che il mio percorso di accettazione è ancora lungo e forse non avrà mai fine. Il fatto di essere, oggi, relativamente a mio agio con gli altri, di sembrare perfettamente normale, non mi rende come gli altri e quindi devo tenere quella distanza di sicurezza che ultimamente non ho tenuto; non posso, non sono capace, di espormi troppo, seppur quei sorrisi intorno, quanto scaldano il mio cuore che però poi si scotta...sono una bimba di 35 anni anni che crede ancora che basti giocare insieme, rispettare le regole e poi riporre i giochi, perché tutto vada bene.
  • WBorgWBorg Post: 4,497
    Non riesco, né forse riuscirò mai, a trovare un equilibrio tra l'orgoglio di essere chi sono e la voglia immensa, incontenibile, di essere accolta nel mondo - See more at: http://www.spazioasperger.it/forum/discussion/3709/mi-ero-illusa-di-esser-guarita-#sthash.L6ur5rJd.dpuf

    Ciao Camelia, il tuo orgoglio come lo definisci ? In che consiste ?
    Io di ogni volta che lo tirato in ballo ho avuto dei rimproveri sia dalla parte dei aspie qui in forum che dagli NT nella vita reale.
    Grazie.

    Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale
  • ct87ct87 Post: 2,956
    @WBorg tu invece come Lo intendi ? così capisco il motivo di quelli che tu chiami "rimproveri" che non mi sembra di avere letto
    Sapere Aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza
  • WBorgWBorg Post: 4,497
    modificato settembre 2014
    Ho avanzato l' idea che siamo una specie distinta dalla specie umana conosciuta come Homo sapiens (ho trovato anche in internet riscontri del genere da parte di qualche psicologo e persone NT che ND).
    Il fatto che gli aspie sono quelli che fanno evolvere l' umanità e che gli NT hanno il ruolo di conservarla (mi riferisco ai grandi numeri non ai individui dove i ruoli si possono invertire).
    Che abbiamo bisogno di uno spazio tutto nostro con le regole nostre nella società etc.
    Che ci piace o no , ci sono comunque delle differenze insormontabile (che non ci devono dividere)-esempio il nostro modo di pensare basato sulla logica.
    Tutto quanto scritto in contesti specifici e con scopi diversi.
    Penso che ho reso l' idea almeno in parte.

    PS Commentando di ogni volta che sono orgoglioso delle nostre qualità e che rivendico con orgoglio i nostri diritti.
    Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale
  • Ti capisco,anche a me è successo spesso. Rispetto al passato oggi cerco ti mantenermi ad una "giusta distanza" da tutti, comprese le persone che mi piacciono. Prima mi facevo ,come hai detto bene tu, inebriare facilmente e pensavo "questa è la volta buona", ma non era mai così perchè anche quando non erano gli altri a deludermi ero io che comunque non riuscivo a reggere il "ritmo" e la maschera che mi ero creata si sgretolava. A quel punto subentrava la fase d'isolamento.Oggi cerco per quanto possile di essere  me stessa e poi di tenere in maggior considerazione quelle che sono le mie necessità : anche desiderandolo non riesco a  tollerare rapporti troppo stretti, frequentazioni assidue, essere inglobata in un gruppo di qualunque tipo. Probabilmente non mi sentirò mai parte integrante del mondo, non è nelle mie capacità, per quanto io possa desiderarlo, ma rispetto al passato ho molti più rapporti, anche duraturi e quindi sono un po meno sola.
    ahimè, ho deciso anche io di fare così, di recente.
  • cameliacamelia Post: 3,517
    Io sono orgogliosa di me soprattutto per due cose che mie contraddistinguono, in quanto Aspie ma non solo: onostà intellettuale, capacità di resistere alla pressione sociale.
    Non mi vedo come una super donna, tranne che nelle mie fasi maniacali....
  • BlindBlind Post: 2,575
    @WBorg: il tuo concetto di "conservazione vs. evoluzione" è, quanto meno, opinabile (ma discuterne qui sarebbe OT).


    @camelia: coraggio! Questo: "Il fatto di essere, oggi, relativamente a mio agio con gli altri, di sembrare perfettamente normale, non mi rende come gli altri" mi pare già un buon punto di arrivo (e di ripartenza) per una persona onesta e pienamente consapevole
  • HeronHeron Post: 45
    modificato settembre 2014
    Non riesco, né forse riuscirò mai, a trovare un equilibrio tra l'orgoglio di essere chi sono e la voglia immensa, incontenibile, di essere accolta nel mondo....è come se fossi inebriata dalle attenzioni del mondo, finché non mi rendo conto che mi è impossibile vivere secondo regole che non sono le mie... e proprio nel momento in cui penso di essere "guarita", ecco che le mia altrettanto incontenibile diversità, magistralmente mascherata, viene fuori in tutta la sua devastante potenza...

    STESSE sensazioni. Identiche.
    Soprattutto l'impossibilità, questa specie di muro, talmente basso da poter vedere quella luce della "normalità",
    ma inevitabilmente alto ed invalicabile per chi, come noi, ha da superare delle difficoltà molto grandi solo per guardarvi.
    Ti capisco,anche a me è successo spesso. Rispetto al passato oggi cerco ti mantenermi ad una "giusta distanza" da tutti, comprese le persone che mi piacciono. Prima mi facevo ,come hai detto bene tu, inebriare facilmente e pensavo "questa è la volta buona", ma non era mai così perchè anche quando non erano gli altri a deludermi ero io che comunque non riuscivo a reggere il "ritmo" e la maschera che mi ero creata si sgretolava. A quel punto subentrava la fase d'isolamento.Oggi cerco per quanto possile di essere  me stessa e poi di tenere in maggior considerazione quelle che sono le mie necessità : anche desiderandolo non riesco a  tollerare rapporti troppo stretti, frequentazioni assidue, essere inglobata in un gruppo di qualunque tipo. Probabilmente non mi sentirò mai parte integrante del mondo, non è nelle mie capacità, per quanto io possa desiderarlo, ma rispetto al passato ho molti più rapporti, anche duraturi e quindi sono un po meno sola.
    Anche io faccio così. Forse eccetto per i rapporti stretti. Sento la necessità di una persona che mi aiuti quando arriverà,
    e di sicuro arriverà, quel momento in cui non avrò la forza di fare nulla.
  • ct87ct87 Post: 2,956
    modificato settembre 2014
    @WBorg: il tuo concetto di "conservazione vs. evoluzione" è, quanto meno, opinabile (ma discuterne qui sarebbe OT). 
    @Blind sono d'accordo con te


    Sapere Aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza
  • WBorgWBorg Post: 4,497
    @WBorg: il tuo concetto di "conservazione vs. evoluzione" è, quanto meno, opinabile (ma discuterne qui sarebbe OT).


    @camelia: coraggio! Questo: "Il fatto di essere, oggi, relativamente a mio agio con gli altri, di sembrare perfettamente normale, non mi rende come gli altri" mi pare già un buon punto di arrivo (e di ripartenza) per una persona onesta e pienamente consapevole
    Non e VS, ogni specie ha il compito suo naturale. E una simbiosi.
    Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale
  • Andato34Andato34 Post: 4,027
    @camelia, non mi è chiara una cosa, qui sopra scrivi:
    Io sono orgogliosa di me soprattutto per due cose...: onostà intellettuale..
    mentre in un altro thread sempre in questi giorni hai scritto
    io sono capace di mentire eccome, posso inventare anche delle balle colossali con architettura assai raffinata,
    boh, non capisco come si possano conciliare..
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
  • andato21andato21 Post: 1,191
    Vabbe', ma esserne in grado e farlo o provarci gusto sono cose diverse.
  • Andato34Andato34 Post: 4,027
    Vabbe', ma esserne in grado e farlo o provarci gusto sono cose diverse.
    Se uno arriva a riuscire a farlo con architettura raffinata vuol dire che l'ha fatto una quantità significativa di volte... E la disonestà intellettuale non richiede il provarci gusto.
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
  • andato21andato21 Post: 1,191
    modificato settembre 2014
    Non necessariamente, potrebbe essere una sua "dote" innata e potrebbe esserne a conoscenza per motivi di auto-consapevolezza, dovuta a fatti episodici (magari innocui) o a semplice introspezione.

    È vero che la disonestà intellettuale non richiede il provarci gusto..
  • kachinakachina Post: 560
    modificato settembre 2014
    personalmente non vedo dicotomia tra l'onestà intellettuale e il mentire.
    uno riguarda lo stile di pensiero, per cui si ammette per esempio di aver torto se l'altro ci fa capire un pezzo in più, o si riconosce che uno che detestiamo stia dicendo una cosa corretta.
    Tanto per dirlo, onestamente credo che chi ne manca agisce , se non provandoci gusto, cmq per ragioni emotive (visto che logiche non sono) di difesa dell'ego e dell'identità.
    Mentire , in modo più o meno complesso , soprattutto nel thread originario, rimandava  agli aspetti sociali di relazioni in cui per noi spesso  dire la verità è improponibile cmq .
    e l'onestà tout court credo sia cosa complessa e  pure OT qua.

    tornerei al percepito, al vissuto,  altrimenti detto il ns faticoso campare;
    nel video la fanciulla diceva "venire accettate come normali" (grazie @camelia per averlo ripostato)

    credo che sia lì buona parte del problema, umanamente, "venire accettati" nella prassi è "sentirsi accettati". é appunto un sentimento, e un sentimento alquanto elettrizzante, inebriante dicevano a ragione,  per chi ne ha sperimentato tanto la lacuna.
    Purtroppo per noi qs spesso è basato su un pachidermico fraintendimento.

    la consapevolezza dello svolgimento logico dei fatti e delle mie illusioni di inclusione purtroppo non cancella il ritorno al "sentirmi" nemmeno esclusa, quanto invisibile per ciò che sono davvero.

    senza sarcasmo, ma proprio solo xè esco anch'io dall'ennesimo errore di valutazione,
    beati quelli per cui l'orgoglio di se stessi (in positivo o in negativo , dignità, integrità, o magari un ego grandioso) riesce a supplire del tutto al bisogno di appartenenza (che, noi magari ce lo dimentichiamo spesso, è uno dei bisogni psicologici fondamentali).

    cmq se qualcuno trova una soluzione a queste altalene di apertura e chiusura , prego prego, la posti a caratteri cubitali.





    Let us try to teach generosity and altruism, because we are born selfish.             -Richard Dawkins
  • Andato34Andato34 Post: 4,027
    Non necessariamente, potrebbe essere una sua "dote" innata e potrebbe esserne a conoscenza per motivi di auto-consapevolezza, dovuta a fatti episodici (magari innocui) o a semplice introspezione.
    Se tu credi che uno che dice "posso inventare balle colossali con architettura raffinata" stia intendendo che ha capito questo suo potere tramite semplice introspezione ok, ne prendo atto, ma ci credi solo tu. Bugie a fin di bene ok, ma se uno mente a fin di bene è sempre intellettualmente disonesto, come chi ruba a fin di bene è sempre disonesto, sarà equo, sarà buono, ma disonesto rimane.
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
  • andato21andato21 Post: 1,191
    modificato settembre 2014
    -Io credo che a raccontare balle, anche raffinate, non ci voglia un genio del male e che molte persone siano portate a farlo bene, senza superpoteri;
    -sono sicuro di aver articolato in discorso un po' più rispetto a come l'hai riportato (mi riferivo al vissuto in generale e soprattutto psicologico) e senza far menzione a "bugie a fin di bene", ho scritto "fatti episodici (magari innocui)". Se uno dice qualche bugia una volta o due nella vita, non è come quello di "al lupo, al lupo" e nemmeno come Mata Hari;
    -rimango dell'idea che non è interessante se sia onesto o no mentire a fin di bene. Il contesto non solo lo prevede, ma spesso lo pretende. Punto.
  • BlindBlind Post: 2,575
    @alessiodx credo tu stia confondendo l'onestà (= integrità, correttezza morale) con l'onestà intellettuale (= capacità di accettare e riconoscere la veridicità delle opinioni altrui anche se discordanti dal proprio pensiero).
    Secondo me sono due cose differenti: probabilmente, @camelia è in grado di fingere e, all'occorrenza, di comportarsi in modo "non onesto" ma ciò non implica che sia inconsapevole di ciò che sta facendo né, tanto meno, che non sappia riconoscere di essere in errore.
    Si può fingere pur rimanendo "intellettualmente" onesti. Credo...
    (così come possono esistere persone oneste che mancano di onestà intellettuale - magari perché non sono sufficientemente umili da riconoscere i propri errori)
  • WBorgWBorg Post: 4,497
    modificato settembre 2014
    Sarebbe interessante di sentire anche l' opinione di Camelia visto che la discussione l'ha aperta lei.
    Senza giudicare nessuno, anch'io sono capace di tutte due.
     l'onestà (= integrità, correttezza morale) con l'onestà intellettuale (= capacità di accettare e riconoscere la veridicità delle opinioni altrui anche se discordanti dal proprio pensiero) - See more at: http://www.spazioasperger.it/forum/discussion/3709/mi-ero-illusa-di-esser-guarita-#Item_13-citando Blind.
    E utile avvolte far ricorso al dizionario, almeno per me,grazie.
    Le mie non solo delle balle colossale, con certe persone che rappresentano un pericolo per me e che non riesco ad evitale manipolo la realtà intorno a loro,
    gli faccio vivere in un altra dimensione per il tempo necessario a me di allontanarmene. E importante di non scordarmi, se no, restano nel lembo per 1000 anni.

    :))

    E poi Camelia penso che ha un immaginazione molto acerba intendo forte, intensa, il suo bisogno non e di mentire bensì di creare, raccontaci qualche balla colossale, dai ti prego.
    Post edited by WBorg on
    Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale
  • cameliacamelia Post: 3,517
    Chiarisco che posso inventare palle balle per:
    Non ferire il prossimo (se una collega mi chiede se la trovo ingrassata e in effetti lo è, io comunque la rassicuro,raramente riesco a ad esser sincera in questi casi.
    Giustificare la mia assenza in occasioni relativamente importanti (in questo settore posso veramente essere mooooolto fantasiosa e al contempo credibile)
    Direi che questi ambiti racchiudo lo spazio delle mie palle colossali...ma, caro @alessiodx, potrei arrivare a danneggiare me stessa se si tratta di difendere un'argomentazione che io ritenga giusta o che lo sia oggetttivamente, anche qualora (la suddetta argomentazione) venga portata avanti dal mio più acerrimo nemico; allo stesso modo non ho problemi a riconoscere le capacita e il talento anche di chi mi sta sul c..o.
  • TsukimiTsukimi Post: 3,827
    Chiarisco che posso inventare palle balle per:
    Non ferire il prossimo (se una collega mi chiede se la trovo ingrassata e in effetti lo è, io comunque la rassicuro,raramente riesco a ad esser sincera in questi casi.
    Giustificare la mia assenza in occasioni relativamente importanti (in questo settore posso veramente essere mooooolto fantasiosa e al contempo credibile)
    Direi che questi ambiti racchiudo lo spazio delle mie palle colossali...ma, caro @alessiodx, potrei arrivare a danneggiare me stessa se si tratta di difendere un'argomentazione che io ritenga giusta o che lo sia oggetttivamente, anche qualora (la suddetta argomentazione) venga portata avanti dal mio più acerrimo nemico; allo stesso modo non ho problemi a riconoscere le capacita e il talento anche di chi mi sta sul c..o.
    Forse è la differenza fra essere onesti sui principi anziché sulla letteralità delle singole frasi?
    "The Enlightened Take Things Lightly" - Principia Discordia
  • Andato34Andato34 Post: 4,027
    @camelia Dire bugie per far star meglio qualcuno o per non offendere chi si aspetta che tu partecipi ad una occasione importante possono essere cose eque e giuste, potrebbero essere viste anche come "oneste", ma, per come vedo io l'onestà intellettuale, non sono cose "intellettualmente oneste".
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
  • andato21andato21 Post: 1,191
    @alessiodx
    Ma perché, scusa? Se menti per adempiere ad un'aspettativa sociale, sei coerente con il ruolo sociale che hai (perché ce l'hai sempre un ruolo sociale). Io ho sempre guardato all'onestà intellettuale in termini di coerenza. Al di là dell'aspetto emotivo della cosa..
  • cameliacamelia Post: 3,517
    modificato settembre 2014
    Non sono oneste, son bugie, non ho detto il contrario @alessiodx, ma l'onestà intellettuale si riferisce al giudizio espresso su prestazioni e/ argomentazioni proprie e altrui, e un giudizio intellettualmente onesto è tale se dipende esclusivamente dalla valutazione della coerenza interna della argomentazione altrui o dalla valutazione della efficienza ed efficacia della prestazione altrui (ad esempio una prestazione professionale); antipatie e tornaconto personale sono out, detto in soldoni, e io sono intellettualmente onesta.
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