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La bolla dell'autismo il libro

Ciao già è stata aperta una discussione su questo libro ma la ripropongo perchè finalmente sono riuscito a leggerlo, ho parlato tempo fa con l'autore e mi è sembrato una persona competente voi avete mai avuto esperienze con de benedetti?? 
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Commenti

  • Perché invece non continui la discussione esistente? Ricordo era piena di spunti e riflessioni moooolto interessanti. Sono interessata anche io.
    vera68
  • mammaconfusa80mammaconfusa80 Post: 1,342
    modificato 2 giugno
    De Benedetti prima o poi lo abbiamo incrociati tutti in questo forum, di esperienza vissuta o attraverso la lettura del suo blog. Quello che esprime, a mio avviso, è un concetto che può essere facilmente distorto. È vero che oggi moltissimi bambini vengono marcati come “autistici”, in realtà bisognerebbe spiegare a noi genitori che il concetto di spettro ha allargato di molto il range infilando all’interno casi a volte diametralmente opposti. Cadiamo tutti nell’errore dell’autismo perché abbiamo in mente, io per prima ero così, quello a basso funzionamento e quello ad alto o medio-alto prima lo identificavamo con altro. Mio figlio, è nello spettro, lieve ma è quello e ringrazio chi si è esposto dandoci una diagnosi per prima. Se non fosse spettro sarebbe altro ma in sostanza le sue difficoltà sarebbero quelle. L’unica cosa su cui sono d’accordo con De Benedetti è il fatto che lo sviluppo di un individuo non può conoscerlo nessuno ma di una cosa sono certa, mio figlio in alcune areee è in svantaggio.
    damy
  • E' uno degli argomenti che mi trova più sensibile, quello del prof de Benedetti. non faccio nessun commento, né in un senso né nell'altro. tuttavia io sono donna di scienza, e a mio avviso proprio questo forum potrebbe aiutarci. bisognerebbe contattare tutti gli iscritti (genitori con figli nello spettro)  da 9 a 6 anni fa. far riempire loro un questionario affinché sia chiaro lo sviluppo del figlio nel corso degli anni, dall'infanzia all'adolescenza. quanti di questi bambini con difficoltà relazionali e nel linguaggio hanno superato i problemi, quanti ancora faticano a scuola e nell'inserimento sociale, quanti invece sono rimasti in una condizione di grave disabilità. Trascrivere la diagnosi di partenza e verificare quella attuale. ma soprattutto questi genitori potrebbero raccontarci la loro storia in questi anni, le difficoltà e i successi. E' ovvio che se l'80% di queste diagnosi (ATROCI) sono state smontante nel tempo, qualcuno sta speculando su di noi. Viceversa invece dobbiamo comprendere i confini di questa nuova 'pandemia'. La scienza dovrebbe venirci incontro. basterebbe anche guardare le cartelle di 10 anni fa di un qualunque centro per l'autismo, e verificare lo stato dei ragazzini all'oggi. io non ho visto nessuna di queste statistiche. 
    betvera68sunskyAntonioC
  • mammaconfusa80mammaconfusa80 Post: 1,342
    Non ci sono statistiche perché i nostri sono le primissime generazioni di diagnosticati a “più ampio spettro”. Saremo noi che aiuteremo chi verrà dopo di noi.
    betSniper_OpsLinnaclaluidamy
  • marcusmarcus Post: 150
    mariadimagda ha detto:

    Perché invece non continui la discussione esistente? Ricordo era piena di spunti e riflessioni moooolto interessanti. Sono interessata anche io.

    perchè non lo so fare, non so come si recupera una discussione, io volevo sapere se qualcuno di voi ha avuto esperienze dirette con de benedetti
  • sunskysunsky Post: 246
    modificato 3 giugno
    Ciao, avevo aperto io il topic su questo libro. A me ha dato sicuramente una chiave di lettura diversa e più ottimistica. Ovviamente è una percezione personale.
    Penso che la serenità dei genitori nell'affrontare queste situazioni sia indispensabile per lo sviluppo sereno dei figli e il successo della terapia.
    Ho notato che questa cosa non interessa particolarmente a chi si occupa di neurosviluppo infantile in questi tempi. Ma dopo quasi 5 anni lo prendo come un dato di fatto.
    vera68mariadimagdaLinna
  • vera68vera68 Post: 2,861
    Esattamente @sunsky. La serenità aiuta.
    Sentire che si è in mano a un team competente fa moltissimo. Alleggerisce in partenza, da fiducia e porta speranza.
    Linna
  • LinnaLinna Post: 269
    modificato 3 giugno
    mammaconfusa80 ha detto:

    Non ci sono statistiche perché i nostri sono le primissime generazioni di diagnosticati a “più ampio spettro”. Saremo noi che aiuteremo chi verrà dopo di noi.

    Penso che saranno le nostri figli,che aiuteranno a quelli che verranno dopo di noi.Intanto mio e convintissimo di fare lo psicologa o insegnante.
    mariadimagdamammarosannadamy
  • LinnaLinna Post: 269
    sunsky ha detto:

    Ciao, avevo aperto io il topic su questo libro. A me ha dato sicuramente una chiave di lettura diversa e più ottimistica. Ovviamente è una percezione personale.
    Penso che la serenità dei genitori nell'affrontare queste situazioni sia indispensabile per lo sviluppo sereno dei figli e il successo della terapia.
    Ho notato che questa cosa non interessa particolarmente a chi si occupa di neurosviluppo infantile in questi tempi. Ma dopo quasi 5 anni lo prendo come un dato di fatto.

    @sunsky.
    Sono daccordo con te.
    Ma te lo assicuro che professionisti non
    sono tutti uguali.
    Ci sono anche interessati.

    Sniper_Opsvera68mammarosanna
  • marcusmarcus Post: 150
    quello che dice l'autore del libro se l'ho interpretato bene è che oggi si rientra nello spettro qualsiasi scostamento dal normale sviluppo di un bambino senza vedere dove veramente sta andando quel bambino, facendo diventare lo spettro un contenitore dove ci si mette di tutto, dando psicomotricità praticamente a tutti tanto male non fa!! e facendo cadere le famiglie in un incubo che fa vivere male per primi i bambini
    mariadimagdavera68
  • sunskysunsky Post: 246
    @marcus esattamente. E su questo mi trova d'accordo.
  • mammaconfusa80mammaconfusa80 Post: 1,342
    Bisogna capire poi questi bambini “dove andranno”. Sicuro credo molti di loro evolveranno positivamente, alcuni rimarranno bizzarri o poco inseriti in società ma è impensabile che una quota parte non rientrerà nella disabilità vera e propria.
  • mariadimagdamariadimagda Post: 145
    modificato 5 giugno
    Fino a 10 anni fa I pediatri,in assenza di sintomi neurologici, come sfarfallii, o atteggiamenti tipici dell'autismo a basso funzionamento, erano soliti mettere in stand by I genitori, aspettando che il tempo sistemasse I problemi del bambino. Oggi si interviene subito, probabilmente a vantaggio del bambino, ma non di certo a vantaggio dei genitori. siamo entrati nel meccanismo perverso di 'salvarli' (senza sapere se hanno bisogno di essere salvati) a 1000 euro al mese per 10 anni, senza badare a spese perché in fondo abbiamo uno o due figli . E loro sono il nostro domani.... Chissà perché, se nel mentre il nostro presente diventa un inferno, nessuno se ne cura... Tuttavia un qualunque genitore di fronte ad un bimbo deficitario rispetto ai coetanei cosa farebbe oggi ? Aiutarlo subito a suon di quattrini, perché la sola parola, autismo, mette i brividi. Forse ha ragione de benedetti? E se aspettassimo che il tempo risolva ogni comportamento sbagliato,  e nel frattempo i nostri figli perdessero sempre più terreno, con quale animo affronteremo l'attesa ? e  potrebbe un genitore perdonarsi? Sarebbe probabilmente più corretto smettere di aleggiare il termine autismo su tutti i problemi dei bimbi, invitare comunque ad un intervento precoce, e posticipare la diagnosi ad un tempo in cui tutto è ben definito , permettendo ai genitori di non ritrovarsi un bambino disabile certificato, con la 104, di soli 4 anni e lo stesso bimbo a 14 potrebbe essere il primo della classe ed eccellere negli sport e non avere dunque nessun requisito per la disabilità. Il tema ovviamente infiamma animi e coscienze. Ma dovrebbe infiammare gli animi dei npi, più dei nostri. @marcus , se hai voglia approfondisci il tuo punto di vista. siamo tutt'orecchi. 
    sunsky
  • vera68vera68 Post: 2,861
    Sarebbe probabilmente più corretto smettere di aleggiare il termine autismo su tutti i problemi dei bimbi, invitare comunque ad un intervento precoce, e posticipare la diagnosi ad un tempo in cui tutto è ben definito , permettendo ai genitori di non ritrovarsi un bambino disabile certificato, con la 104, di soli 4 anni e lo stesso bimbo a 14 potrebbe essere il primo della classe ed eccellere negli sport e non avere dunque nessun requisito per la disabilità. Il tema ovviamente infiamma animi e coscienze. Ma dovrebbe infiammare gli animi dei npi, più dei nostri. @marcus , se hai voglia approfondisci il tuo punto di vista. siamo tutt'orecchi


    Esatto @mariadimagda, al di là dei toni che debenedetti usa é l'idea che ho sentito in un suo video. E su questo nulla da eccepire.
    mariadimagda
  • Sono d'accordo in linea di principio, se non fosse per un piccolo particolare: in quanti si potrebbero permettere un intervento precoce senza 104 dal punto di vista economico?
    Poi, a fronte di un'atipicità nello sviluppo io andrei comunque in ansia a prescindere dalla parola "autismo"...
    mammaconfusa80damy
  • sunskysunsky Post: 246
    mariadimagda ha detto:

    Fino a 10 anni fa I pediatri,in assenza di sintomi neurologici, come sfarfallii, o atteggiamenti tipici dell'autismo a basso funzionamento, erano soliti mettere in stand by I genitori, aspettando che il tempo sistemasse I problemi del bambino. Oggi si interviene subito, probabilmente a vantaggio del bambino, ma non di certo a vantaggio dei genitori. siamo entrati nel meccanismo perverso di 'salvarli' (senza sapere se hanno bisogno di essere salvati) a 1000 euro al mese per 10 anni, senza badare a spese perché in fondo abbiamo uno o due figli . E loro sono il nostro domani.... Chissà perché, se nel mentre il nostro presente diventa un inferno, nessuno se ne cura... Tuttavia un qualunque genitore di fronte ad un bimbo deficitario rispetto ai coetanei cosa farebbe oggi ? Aiutarlo subito a suon di quattrini, perché la sola parola, autismo, mette i brividi. Forse ha ragione de benedetti? E se aspettassimo che il tempo risolva ogni comportamento sbagliato,  e nel frattempo i nostri figli perdessero sempre più terreno, con quale animo affronteremo l'attesa ? e  potrebbe un genitore perdonarsi? Sarebbe probabilmente più corretto smettere di aleggiare il termine autismo su tutti i problemi dei bimbi, invitare comunque ad un intervento precoce, e posticipare la diagnosi ad un tempo in cui tutto è ben definito , permettendo ai genitori di non ritrovarsi un bambino disabile certificato, con la 104, di soli 4 anni e lo stesso bimbo a 14 potrebbe essere il primo della classe ed eccellere negli sport e non avere dunque nessun requisito per la disabilità. Il tema ovviamente infiamma animi e coscienze. Ma dovrebbe infiammare gli animi dei npi, più dei nostri. @marcus , se hai voglia approfondisci il tuo punto di vista. siamo tutt'orecchi. 

    Merita un lungo applauso il tuo riassunto! Impeccabile!
  • mammaconfusa80mammaconfusa80 Post: 1,342
    modificato 5 giugno
    Io onestamente continuo a preoccuparmi e mi preoccuperei anche senza la parola autismo. Già lo sviluppo di un individuo non è semplice, si possono prendere deviazioni di qualunque genere e alcune possono anche rovinarti la vita e rovinarla a chi ti sta accanto. Uno sviluppo atipico già ti pone tantissime sfide in più, quindi ok, purtroppo è normale che noi genitori viviamo una vita più stressante e piene di incognite.
    mammarosannamariadimagda
  • marcusmarcus Post: 150
    quello che non capisco se ha ragione il dott. de benedetti che l'autismo non esiste allora da cosa sono provocati i problemi sensoriali, sfarfallii ritardo nel linguaggio ecc ecc ??? come dovranno essere classificati i problemi dei bambini, perchè alla fine la parola autismo mette paura ma anche le parole ritardo mentale non sono meglio
    mammarosannachiocciolinabetsperanza82
  • mammaconfusa80mammaconfusa80 Post: 1,342
    @marcus confermo, stessa cosa io.
  • bigjoebigjoe Post: 123
    Oggi nel pentolone dello spettro autistico fanno rientrare di tutto. Se il bambino non ti guarda fisso, se ha ritardo del linguaggio, se non si attenziona, se è ipercinetico ecc......io sono convinto che i npi per primi non sappiano a cosa siano dovuti tutti questi aumenti di casi e come tale in assenza di indizi c'è il salvagente dello spettro dove far approdare tutti questi bambini con enorme sconforto dei genitori che poi trasmettono la loro ansia e depressione al proprio figlio. Credo che bisognerebbe fare una ricerca da parte degli addetti ai lavori molto accurata del perchè questi bambini seguono traiettorie evolutive diverse e/o in ritardo anzichè aggrapparsi sempre al salvagente dello spettro! Forse l'essere umano sta cambiando come conseguenza della combinazione di vari fattori nocivi e di cause genetiche, in quanto negli anni passati tutti questi casi di autismo lieve e/o moderato non esistevano. Personalmente quando si parlava di autismo (ad eccezione della sindrome di asperger) credevo si facesse riferimento a casi molto ma molto evidenti. Mi sono dovuto ricredere!
    chiocciolinasperanza82
  • LinnaLinna Post: 269
    modificato 6 giugno
    marcus ha detto:

    quello che non capisco se ha ragione il dott. de benedetti che l'autismo non esiste allora da cosa sono provocati i problemi sensoriali, sfarfallii ritardo nel linguaggio ecc ecc ??? come dovranno essere classificati i problemi dei bambini, perchè alla fine la parola autismo mette paura ma anche le parole ritardo mentale non sono meglio

    Io mi sono detta di non scrivere mai più in questa discussione inutile che , era anche stata chiusa. Ma per curiosità sono andata sul suo blog. Che cosa combina?
    Ha inventato una nuova diagnosi. Sindrome
    di difficoltà dello sviluppo reattiva transitoria.
    Suona molto meglio del spettro autistico e può anche andare bene tranne che,e che colpa della tv e anche del genitori che lavorano.
    Pensavo che questione di " Madre frigorifero "
    da un sacco di tempo e superata, invece no.Al posto di andare in avanti si torna indietro.
    Curiamo la ansia del genitori come?
    Dandogli la colpa.
    Come se fosse non hanno già abbastanza.


    mammaconfusa80damyclaluichiocciolina
  • damydamy Post: 1,196
    Anch'io mi ero rivolta al dottor Benedetti all'inizio del nostro percorso, quasi 10 anni fa. Secondo lui, i sintomi di mio figlio erano preoccupanti, ma il fatto che stesse migliorando era un indice positivo che escludeva l'autismo.
    Ricordo che per un po' ci credetti o ci sperai...ma alla fine come molti di voi hanno scritto, a noi genitori fa paura la parola autismo e preferiremmo sostituirla con altro, anche semplicemente "ritardo dello sviluppo"...ma mio figlio è Autistico al 100% e trovo molto pericolose le dichiarazioni di questo medico. Sicuramente bisogna guardare il bambino nella sua totalità, non partire in quarta...ma neanche avere il freno a mano tirato! Questo non lo accetto.
    claluichiocciolinaLinna
  • @damy, la tua testimonianza è davvero molto interessante. potresti parlare di tuo figlio 10 anni fa, al momento della visita, e del suo successivo sviluppo ? 


    Benedetti, quindi, non vi rassicura, ma voleva escludere l'autismo nella diagnosi. 
    Vostro figlio oggi parla ? Ha un ritardo mentale ? ha ancora sfarfallii e comportamenti autolesionistici, risate improvvise ed immotivate, o è un alto funzionamento che ben si mimetizza fra gli altri ? Capace di frequentare la scuola con profitto, che annovera solo difficoltà relazionali? Lui ha parlato di sintomi preoccupanti, il ritardo mentale a volte può essere ancora più grave dell'autismo.....

    O il dottor Benedetti, ormai infervorato dalla sua battaglia, rifiutava in toto la diagnosi di autismo anche nei casi più eclatanti? 
  • damydamy Post: 1,196
    Ho più volte parlato dello sviluppo di mio figlio, sicuramente i veterani ricorderanno la sua storia.
    Allora lui è partito a 3 anni con una condizione di autismo grave, con totale assenza di linguaggio, sfarfallii continui, lancio degli oggetti e incapacità totale di giocare in modo adeguato. Non guardava negli occhi, né indicava ma prendeva la mia mano e la buttava dove voleva, tipo come fossi io una sua appendice. Zero autonomie, portava il pannolino, non sopportava luoghi affollati e non tollerava la presenza degli altri bambini.
    Questa era la situazione a 3 anni, che giustamente lui ha ritenuto preoccupante.

    Ha iniziato a fare logopedia e psicomotricità 5 giorni su 7 ed io contemporaneamente mi sono dedicata a lui anima e corpo, impegnando la sua mente 24 ore su 24, perché era continuamente perso nel suo mondo a guardare il soffitto o a ridere senza motivo, io e mio marito facevamo anche a turno per mangiare, di modo che lui non venisse mai lasciato solo. Dopo circa 6 mesi fece progressi incredibili. Iniziò ad indicare, divenne autonomo nel mangiare e bere, tolse il pannolino in meno di una settimana e iniziò a giocare con i giochi.

    A 4 anni mi accorsi che sapeva leggere e quindi pensai che potesse anche imparare a scrivere, però era disprassico quindi gli comprai degli stencil in silicone con tutto l'alfabeto, poi gli ritagliavo dei piccoli rettangoli in modo che lui scrivesse dentro e così imparò anche a scrivere. Infatti a 4 5 anni ancora non parlava zero parole, nemmeno mamma e papà, però comunicava con noi scrivendo ciò che voleva dire.
    A 5 anni i medici vogliono mettergli un comunicatore perché secondo loro a questo punto ormai non parlerà più, ma noi genitori ci rifiutammo e andammo dalla Sabbadini, una specialista di Roma in disprassia che subito ci disse che il nostro bimbo era fortemente disprassico e che doveva fare una logopedia specifica. La nostra logopedista parlò al telefono con la dottoressa che le spiegò come lavorare con lui. Nel giro di un anno e mezzo mio figlio ha iniziato a parlare. Il2 febbraio 2016 ha detto per la prima volta mamma, poi papà...nonno nonna....fino a fare intere frasi.

    Attualmente ha 11 anni e fa la prima media con sostegno. Non ha ritardi mentali, anzi è tra i più bravi della classe. Non è un grande oratore, ma si sa far capire. Ha problemi relazionali relativamente all'approccio, ma sta continuando con la psicoterapia e continui incoraggiamenti. Prima del covid faceva judo e attualmente un giorno a settimana sta da solo a scuola senza sostegno e segue benissimo, appunta da solo l'assegno e mi racconta ciò che succede. Ha una discreta autonomia personale sul lavarsi, vestirsi, doccia, shampoo..etc..

    Mio figlio è un alto funzionamento ma di sicuro se noi genitori ci fossimo fermati ad "aspettare" soltanto la crescita, lui non avrebbe avuto questi risultati. Sicuramente dovremo continuare a seguirlo, ma sta diventando, come diceva una sua insegnante "proprio un bravo ragazzo ".
    lizbetmariadimagdaLinnamammaconfusa80MarkovchiocciolinaadiStarMum
  • @damy , ho provato a cliccare nel tuo profilo per leggere i tuoi contributi, ma c'è un bug nel sistema e non permette più di leggere nulla. Grazie per il tuo racconto. Ci riempie di speranza
    damy
  • @damy siete stati bravissimi, tuttavia dal mio punto di vista il tuo racconto porta acqua al mulino delle tesi di Benedetti. Ovvero era una situazione molto grave, ma i miglioramenti del bambino facevano ben sperare. Benedetti non dice di non fare terapia e di rimanere in una bolla, aspettando . O vi fu consigliato questo ? In fondo pare fu profetico, in un momento in cui chiunque vi avrebbe gettato nella disperazione. Vi ha ridato fiducia.
    vera68sunsky
  • damydamy Post: 1,196
    Non è stato Benedetti a darmi fiducia, ma solo la fede mi ha aiutata a non crollare. Quando a 4 a 5 a 6 anni non parlava il mio cuore era a pezzi, solo la preghiera mi ha dato una forza incredibile...ma questa è solo la mia esperienza, che spero dia speranza ai genitori, di non mollare mai. I risultati non sono scesi dal cielo, si è lavorato tanto e ancora tuttora è così, non abbassiamo la guardia, poi pure mio figlio è stato un grande, un lavoratore instancabile.
    Sostanzialmente alcune cose che dice non sono sbagliate, ma come dicevo è un'arma a doppio taglio, perché alcuni potrebbero cullarsi quando invece è il caso di agire.
    sunskyLinna
  • vera68vera68 Post: 2,861
    Secondo me occorre che l'npi abbia molta lungimiranza. Nell'osservazione e nel colloquio amnestico raccolga dati del bambino e tenga nella mente e nel cuore quelli dei genitori che raccontano di quel bambino.
    Se l'npi riesce a capire il tipo di genitore che ha davanti potrebbe capire quale strategia sia giusto usare e quanto sia opportuno dire. I figli devono avere tutte le possibilità per funzionare al meglio e i genitori non devono essere messi nelle condizioni di, loro malgrado, remare involontariamente contro. Ma se lasciati soli o con pesi troppo grossi da portare, il rischio c'è. Smanettando qua e là nel forum si trovano post e discussioni che trasudano ansia, genitori ossessionati dal numero di parole conosciute al tot numero di mesi ecc...
    Per questo la presa in carico di tutta la famiglia è indispensabile
    mariadimagdaLinnamammaconfusa80
  • amanitaamanita Post: 205
    modificato 9 giugno
    L'autismo non esiste come come condizione specifica. Esiste come "sintomo" in disparate situazioni di compromissioni dello sviluppo causate da fattori (organici, costituzionali, ambientali ecc ecc fattori sui quali nascono poi le diatribe) ma le situazioni andrebbero viste caso per caso proprio perché non esiste un unica "causa".
    Mettere tutto nel mucchione è una esigenza clinica e assistenziale, una scelta politica, non scientifica.
    Ben venga la ricerca ma certezze sulle cause attualmente, non ci sono.
    I così detti "sintomi" il più delle volte, non si riferiscono a anomalie cerebrali specifiche, sono pittosto segnali di uno sviluppo infantile non lineare.
    Non significano nulla di per se, va visto come procede la traiettoria di sviluppo e se questo si "armonizza" o no con la crescita, soprattutto in bimbi molto piccoli.
    Sono sostanzialmente la punta dell'iceberg di competenze che non sono state acquisite e va capito il perché per ogni bambino.
    Per cui nessun medico ( a meno che non abbia la sfera di cristallo) può dirti come crescerà quel bambino e darti certezze di qualcosa. L'unica cosa che si può fare è monitorare lo sviluppo , per capire se questo va avanti e come. Perché sostanzialmente la differenza la fa lo sviluppo, solo questo può fare prognosi.
    Il ritardo dello sviluppo NON
    È ritardo mentale.
    Non è che uno o è autistico o è ritardato!
    Le cose sono molto molto più complesse.
    E lo spettro autistico è un calderone che contiene tutti i disturbi così detti "neuroevolutivi" dall'autismo ai disturbi di attenzione o di linguaggio, quando questi diventano globali. Sono però situazioni diverse e con ricadute diverse.
    Infatti le etichette con la crescita cambiano e si può passare da una condizione all'altra o addirittura uscire da qualsiasi diagnosi clinica.
    Non esiste solo l'autismo o il non autismo.
    Ci sono un mucchio di situazioni e condizioni che possono creare difficoltà o disabilità più o meno permanenti.
    L'etichette psichiatriche sono fondamentalmente invenzioni e non è che un etichetta sia "veritiera" e l'altra no. Dipende da quale si decide di usare e con che criteri. Infatti np che vai etichetta che trovi..
    I genitori non sono la "causa" ma l'operato di quest'ultimi è fondamentale SEMPRE, pure nelle situazioni più gravi.
    L'accettazione delle difficoltà del bambino dovrebbe responsabilizzare e non deresponsabilizzare.
    Inutile far fare ore e ore di terapia per insegnare il linguaggio al bambino se in famiglia non si creano condizioni favorevoli per lo scambio comunicativo ad ex.. Occuparsi del bimbo e del suo ambiente di crescita è fondamentale e NON vuol dire dare "colpe" né tantomeno tirar fuori le madri frigorifero.
    I bambini son sempre bambini, in primis.
    Sono innanzitutto persone, con le loro simpatie e antipatie e i loro gusti e desideri. Se sono in difficoltà, va data ancora più importanza a questi aspetti e non riempire di terapie un bambino non significa non occuparsene, così come proporre terapie sbagliate non significa occuparsene.
    Guardare i bambini sotto la lente deformata di uno o l'altro disturbo può creare danni enormi. Per questo bisognerebbe prendersi cura dei genitori in primis, prima ancora che del bambino e non andrebbero MAI MAI emesse sentenze o diagnosi facili come invece avviene sistematicamente.
    I genitori sono fondamentali e possono fare davvero la differenza.
    Non curarsene è una leggerezza che non ci si può assolutamente permettere.
    C'è troppa facilità nel diagnosticare e pochissima volontà di capire.
    Il genitore invece ha bisogno di capire per aiutare.
    In ultimo, le differenze individuali non sono "patologie". Molti bambini necessitano di imparare per quelli che sono i loro profili di apprendimento ma medicalizzarli è spesso un pessimo modo di farlo e ha le sue conseguenze negative.
    Qualcuno sta perfortuna cercando di sollevare il problema perché evidentemente la cosa è sfuggita di mano e sta diventando insostenibile.

    Questo è un campo in cui esistono poche o nulle certezze e imparare a convivere con l'ansia è fondamentale.
    Inutile ricercare a tutti i costi risposte che nessuno può darvi. Meglio cercare di capire come si può mettere il bimbo nelle condizioni migliori per crescere.
    Per citare Galimberti.
    "Le risposte definitive servono per otturare le domande. Mentre le domande hanno senso se si amplificano.. Non se si chiudono".
    A volte servono più le domande che le risposte.
    Ciao a tutti.






    Post edited by amanita on
    betsunskyvera68mammaconfusa80
  • betbet Post: 235
    @amanita non mi basta metterti la spunta perché le tue parole sono sagge e il tuo pensiero da me condiviso in toto
    vera68
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