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La bolla dell'autismo il libro

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Commenti

  • @amanita grazie per questo tuo contributo.
    adi
  • loconiloconi Post: 357
    mammaconfusa80 ha detto:

    Bisogna capire poi questi bambini “dove andranno”. Sicuro credo molti di loro evolveranno positivamente, alcuni rimarranno bizzarri o poco inseriti in società ma è impensabile che una quota parte non rientrerà nella disabilità vera e propria.

    Sono perfettamente d'accordo, però posso aggiungere, un po' come gli altri. Cosa diventeranno i nostri figli non lo sappiamo, mai e in nessun caso

  • damy ha detto:

    Ho più volte parlato dello sviluppo di mio figlio, sicuramente i veterani ricorderanno la sua storia.
    Allora lui è partito a 3 anni con una condizione di autismo grave, con totale assenza di linguaggio, sfarfallii continui, lancio degli oggetti e incapacità totale di giocare in modo adeguato. Non guardava negli occhi, né indicava ma prendeva la mia mano e la buttava dove voleva, tipo come fossi io una sua appendice. Zero autonomie, portava il pannolino, non sopportava luoghi affollati e non tollerava la presenza degli altri bambini.
    Questa era la situazione a 3 anni, che giustamente lui ha ritenuto preoccupante.

    Ha iniziato a fare logopedia e psicomotricità 5 giorni su 7 ed io contemporaneamente mi sono dedicata a lui anima e corpo, impegnando la sua mente 24 ore su 24, perché era continuamente perso nel suo mondo a guardare il soffitto o a ridere senza motivo, io e mio marito facevamo anche a turno per mangiare, di modo che lui non venisse mai lasciato solo. Dopo circa 6 mesi fece progressi incredibili. Iniziò ad indicare, divenne autonomo nel mangiare e bere, tolse il pannolino in meno di una settimana e iniziò a giocare con i giochi.

    A 4 anni mi accorsi che sapeva leggere e quindi pensai che potesse anche imparare a scrivere, però era disprassico quindi gli comprai degli stencil in silicone con tutto l'alfabeto, poi gli ritagliavo dei piccoli rettangoli in modo che lui scrivesse dentro e così imparò anche a scrivere. Infatti a 4 5 anni ancora non parlava zero parole, nemmeno mamma e papà, però comunicava con noi scrivendo ciò che voleva dire.
    A 5 anni i medici vogliono mettergli un comunicatore perché secondo loro a questo punto ormai non parlerà più, ma noi genitori ci rifiutammo e andammo dalla Sabbadini, una specialista di Roma in disprassia che subito ci disse che il nostro bimbo era fortemente disprassico e che doveva fare una logopedia specifica. La nostra logopedista parlò al telefono con la dottoressa che le spiegò come lavorare con lui. Nel giro di un anno e mezzo mio figlio ha iniziato a parlare. Il2 febbraio 2016 ha detto per la prima volta mamma, poi papà...nonno nonna....fino a fare intere frasi.

    Attualmente ha 11 anni e fa la prima media con sostegno. Non ha ritardi mentali, anzi è tra i più bravi della classe. Non è un grande oratore, ma si sa far capire. Ha problemi relazionali relativamente all'approccio, ma sta continuando con la psicoterapia e continui incoraggiamenti. Prima del covid faceva judo e attualmente un giorno a settimana sta da solo a scuola senza sostegno e segue benissimo, appunta da solo l'assegno e mi racconta ciò che succede. Ha una discreta autonomia personale sul lavarsi, vestirsi, doccia, shampoo..etc..

    Mio figlio è un alto funzionamento ma di sicuro se noi genitori ci fossimo fermati ad "aspettare" soltanto la crescita, lui non avrebbe avuto questi risultati. Sicuramente dovremo continuare a seguirlo, ma sta diventando, come diceva una sua insegnante "proprio un bravo ragazzo ".

    Damy ho le lacrime agli occhi ogni volta che leggo la storia di tuo figlio, grazie per averla condivisa con noi.

    damyLinna
  • mariadimagdamariadimagda Post: 145
    modificato 13 giugno
    Io continuo ad essere in difficoltà, perché come avete detto in molti, nessuno può sapere che ne sarà del proprio figlio diagnosticato autistico nella prima infanzia. Benedetti ribadisce concetti condivisibili, sulla abbandonza di diagnosi e non suggerisce di stare fermi a girare i pollici. Tuttavia questo forum non può darci esempi, perché i genitori che ancora scrivono qui sono in corsa, seppur con grandi miglioramenti, e probabilmente chi ne è uscito, non bazzica più in queste pagine. Eppure sarebbe davvero di aiuto sapere che ne è stato di questi bimbi strani, che non guardavano, che non parlavano, che ne è stato dopo anni di terapia. Si sono mimetizzati pur restando 'strani'? Sono rimasti disabili ? Sono perfettamente integrati nella società? Hanno ancora bisogno e di sostegno ? Che ne è stato?
    Post edited by mariadimagda on
  • @mariadimagda mio figlio è stato diagnosticato come moderato a quasi 4 anni, a 7 rivalutato e risulta dentro lo spettro per due punti di scala cars. L’intervento massiccio ha funzionato, così come la scuola e la rete fuori da scuola che gli ho costruito, fortunatamente ha compagni di classe che lo adorano. È servito anche lo sport per le regole e per la goffaggine motoria. È un percorso molto personale, essendo uno spettro qui troverai bambini molto differenti tra loro e che hanno storie differenti. La nostra strada è lunga ma sicuramente gli interventi adesso sono minori, nel senso che molto viene richiesto adesso dalla famiglia e dal contesto e meno dalla stanzetta di terapia. Penso sia giusto quando sono piccoli fare davvero il possibile, proprio perché il cervello più plastico ovvio che crescendo si spera diventino più funzionali e si possa lavorare sul ragionamento e sulle abilità sociali.
    damy
  • vera68vera68 Post: 2,861
    Io sono sempre più convinta, a livello intuitivo (non sono una persona del mestiere, non avrei le competenze per dimostrare punto per punto ciò che sto per dire) che stile di attaccamento e disturbo del linguaggio siano fortemente implicate, non si possono accantonare. Disturbo del linguaggio (verbale e non) alimentato anche da una comunicazione distorta quotidiana.
    Un approccio serio, cauto non allarmista credo sia quello giusto.
  • Sniper_OpsSniper_Ops Post: 1,170
    vera68 ha detto:

    Io sono sempre più convinta, a livello intuitivo (non sono una persona del mestiere, non avrei le competenze per dimostrare punto per punto ciò che sto per dire) che stile di attaccamento e disturbo del linguaggio siano fortemente implicate, non si possono accantonare. Disturbo del linguaggio (verbale e non) alimentato anche da una comunicazione distorta quotidiana.
    Un approccio serio, cauto non allarmista credo sia quello giusto.

    Questa domanda mi ha interessato, quindi ho cercato un po' e chiesto a chi del mestiere e (Come immaginavo) correlazione diretta non esiste:
    Parlando anche neurologicamente le aree implicanti le due funzioni sono fondamentalmente distaccate, quindi sarebbe parecchio strano un legame diretto tra le due.
    Una correlazione però esiste in quanto le persone con Attaccamento Disorganizzato tendono statisticamente ad avere disturbi del linguaggio. Il punto però non è nel fatto che un attaccamento non sicuro modifichi il modo in cui il linguaggio funziona (Correlazione "Diretta"), ma semplicemente se i caregiver sono assenti, lontani e disinteressati il bambino fa pochissima esperienza della lingua (Essendo sempre solo), con conseguenti problemi.

    Perciò esiste una piccola correlazione tra attaccamento disorganizzato e disturbi del linguaggio, ma solo dovuti a fattori "esperenziali" (E anche logici) e non a legami neuro-biologici (Attenti però a non farlo diventare l'unica causa, questo è solo uno dei possibili casi).
    Linna
  • vera68vera68 Post: 2,861
    modificato 14 giugno
    Sai @Sniper_Ops credo che anche una comunicazione non coerente debba essere presa in considerazione.
    Ora non ricordo più dove ho letto (o se sono incappata in un video) ma parlava proprio degli effetti di un attaccamento disorganizzato sullo sviluppo dell'ippocampo. Ma non vorrei addentrarmi in cose che non conosco, magari scrivo qualche castroneria.
    Era interessante perché non parlava di un atteggiamento disorganizzato come di un vissuto fortemente traumatico ma proprio di una comunicazione contraddittoria data da una grande difficoltà del caregiver a vivere l'intimità, che non è necessariamente la madre frigorifero.
    Post edited by vera68 on
  • marcusmarcus Post: 150
    io alla fine dei conti credo che il dott. de benedetti non abbia tutti i torti sia per esperienza personale sia per quello che vedo nelle varie discussioni, oggi tutti in questo forum possono fare gli PSI.
    se un bambino non segue i normali canali di sviluppo e si discosta dalle linee guida gli si da psicomotricità, se poi non parla vai di logopedia, tutti i miglioramenti sono merito delle ore di terapia ma siamo sicuri che questi bambini non avrebbero acquisito quelle competenze ugualmente. io da piccolo sfarfallavo le braccia, non volevo vedere nessuno e piangevo in continuazione ero un bambino timido che stava nel suo mondo e senza aiuto sono cmq diventato un imprenditore con 15 dipendenti, oggi sarei in terapia
    vera68
  • Sniper_OpsSniper_Ops Post: 1,170
    vera68 ha detto:

    Sai @Sniper_Ops credo che anche una comunicazione non coerente debba essere presa in considerazione.
    Ora non ricordo più dove ho letto (o se sono incappata in un video) ma parlava proprio degli effetti di un attaccamento disorganizzato sullo sviluppo dell'ippocampo. Ma non vorrei addentrarmi in cose che non conosco, magari scrivo qualche castroneria.
    Era interessante perché non parlava di un atteggiamento disorganizzato come di un vissuto fortemente traumatico ma proprio di una comunicazione contraddittoria data da una grande difficoltà del caregiver a vivere l'intimità, che non è necessariamente la madre frigorifero.



    [Discussione continuata su "Il regno dell'Off Topic", pagina 2297].


    <>

    marcus ha detto:

    [...] oggi tutti in questo forum possono fare gli PSI.[...]



    @marcus , ti assicuro di no. "Psicologia" (Psichiatrica in realtà in quanto l'Autismo non è un Disturbo di Personalità) è un intero corso di laurea, non un qualcosa di hobbistico. Non basta stare su un Forum a caso per apprendere tutte le nozioni e i concetti che si sviluppano in almeno 5 anni di corso.

    In generale, restate in guardia rispetto a questo flusso di pensiero; è così che nascono le teorie complottistiche e i preconcetti tossici che rallentano l'avanzamento umano.
    Internet (Ed anche i libri scelti a propria discrezione) non sono minimamente comparabili ad anni di studio attivo e ricerca in una comunità di peer preparati.


    marcus ha detto:

    [...]

    se un bambino non segue i normali canali di sviluppo e si discosta dalle linee guida gli si da psicomotricità, se poi non parla vai di logopedia, tutti i miglioramenti sono merito delle ore di terapia ma siamo sicuri che questi bambini non avrebbero acquisito quelle competenze ugualmente. io da piccolo sfarfallavo le braccia, non volevo vedere nessuno e piangevo in continuazione ero un bambino timido che stava nel suo mondo e senza aiuto sono cmq diventato un imprenditore con 15 dipendenti, oggi sarei in terapia
    Questo concetto è uscito molto spesso in svariate discussioni ma, nonostante ci abbia provato, non sono mai riuscito a comprenderlo.
    I bambini sono esseri molto duttili e molto variabili, quindi un'anomalia dello sviluppo è una cosa da tenere sotto controllo in quanto non è prevedibile un suo possibile "scoppio" o viceversa una sua regressione grave.
    Quando si è in stato di incertezza nella condizione del bambino trovo molto ragionevole usare il "Prevenire è meglio che curare" in quanto si è - appunto - in stato di incertezza sulla gravità della Sindrome (Sempre di più al diminuire dell'età).
    Io, te che leggi, l'insieme di questo Forum e i pazienti dei centri per l'Asperger non sono campioni rappresentativi de "L'Autismo". I genitori/Parenti di bambini che sono qui hanno un grado di "Speranza" sul fatto che la sindrome sia lieve nel loro caso e questa "Speranza" aumenta col diminuire dell'età del pargolo. Esistono al 100% altri forum di LFA con genitori che si mangiano tutt'oggi i polsi perchè non hanno iniziato terapia prima, quando gli era stato consigliato.
    Ricordate che questo Forum è solo un piccolo caso di Asperger. Non rappresentiamo nulla.

    Nell'Asperger esiste un circa 20% che con l'età adulta appiana i problemi derivati dalla sindrome, diventando subclinici, ma ciò non vuol dire che anche l'altro 80% non abbia bisogno di aiuto.
    clalui
  • MarkovMarkov Post: 10,795
    L'unica considerazione che farei è che la psicologia è tra le scienze meno esatte, se non la meno. Quindi su situazioni personali alla fine preferisco usar l'intuito (e con me funziona spesso). Questo è anche l'unico motivo per cui a volte parlo di situazioni psicologiche che mi riguardano da vicino e agisco nel modo in cui penso. Ciò invece non lo farei mai con la medicina, che pur essendo poco sopra nella gerarchia di esattezza è già molto più oggettiva e libera da interpretazioni. Se la psicologia fosse anche solo come la medicina penso non mi esprimerei su nulla.
  • Sniper_OpsSniper_Ops Post: 1,170
    Markov ha detto:

    L'unica considerazione che farei è che la psicologia è tra le scienze meno esatte, se non la meno. Quindi su situazioni personali alla fine preferisco usar l'intuito (e con me funziona spesso). Questo è anche l'unico motivo per cui a volte parlo di situazioni psicologiche che mi riguardano da vicino e agisco nel modo in cui penso. Ciò invece non lo farei mai con la medicina, che pur essendo poco sopra nella gerarchia di esattezza è già molto più oggettiva e libera da interpretazioni. Se la psicologia fosse anche solo come la medicina penso non mi esprimerei su nulla.



    Infatti tra parentesi ho esplicitato che in teoria dovremmo parlare di Psichiatria, che è tutt'altra cosa di Psicologia (Basti pensare che per fare Psichiatria devi per forza fare Medicina e poi specializzarti in Psichiatria, non puoi passare da Psicologia).

    Credo solo la Sociologia sia ancora meno oggettiva della Psicologia, ma se prendiamo questo discorso finiamo a parlare per massimi sistemi e non si conclude nulla.
    Per me la psicologia sta solamente avendo il corso che tutte le scienze agli inizi hanno avuto; prima partono da una visione molto umanistica e soggettiva della realtà e man mano passano ad un approccio più standardizzato e rigoroso, tanto che l'EBP non è da molto che sta venendo usato in maniera sistematica.
    Basta solo aspettare.
    E non direi neanche che è da buttare in quanto, anche se molto basata su "Castelli di Carta" i risultati ci sono eccome, le statistiche parlano chiaro.
  • MarkovMarkov Post: 10,795
    Nell'autismo ci sono pure tantissimi psicologi non medici, anche tra i luminari e tra chi pubblica paper ad alto impatto. Questo lo so pure se non sono particolarmente interessato ai contenuti profondi. Son d'accordo che non sia da buttare!

    I risultati (non parlo di casi specifici) se dipendono dalla felicità e dal benessere del paziente è buonissimo che ci siano ma la felicità non mi basta ad accendere l'interesse che provo per altre cose poco poco più oggettive. Nella corsa, che pure non è basata su evidenze forti, è possibile stabilire in maniera oggettiva se uno correva i 10K in 50 minuti e poi scende a 35 minuti dopo un allenamento con un coach. Passando tipo dal 50° percentile al top 2%. Nella psicologia un pochino più debolmente per me... Essendo tutto difficile da quantificare... Sicuramente però non ho mai conosciuto miglioramenti che io personalmente giudicherei così netti :)
    Sniper_Ops
  • Io penso che Marcus abbia utilizzato quella espressione, che spesso utilizzo anche io, perché come genitori di bambini nd ci accorgiamo subito dei tratti di altri bambini. Ovvio che non rilasciamo diagnosi ma fin adesso penso di non essermi sbagliata mai su alcune impressioni. Ho una coppia di amici che ha un bambino che secondo me è nd, in realtà gli e’ stata data ADHD, che sempre una neurodiversita’ e’ e in alcuni casi la differenza con lo spettro è molto labile. Concordo con Markov sul fatto che la psicologia è la scienza meno esatta: se ho un tumore ho delle evidenze scientifiche che lo attestino mentre per l’autismo ci si basa su test che possono variare di molto a seconda di chi lo somministra o dello stato in cui vessa il bambino in quel momento. A me è capitato che durante la stessa valutazione diagnostica, neuropsichiatra e psicologa dello stesso team mi consigliassero due approcci terapeutici differenti. Alla fine abbiamo seguito il buon senso e abbiamo scelto noi ciò che ci sembrava più adatto per nostro figlio.
  • marcusmarcus Post: 150
    scusate non mi sono spiegato bene e soprattutto parlo della mia esperienza personale, quando noi siamo stati indirizzati da un famoso dottore universitario siamo stati indirizzati ad una sua assistente che con una bella tabella ci faceva domande, senza interagire per niente con il bambino, quante parole dice a 22 mesi, vi guarda, indica quelle che conosciamo tutti per questo dico che questo lavoro lo può fare chiunque su questo forum per poi dire facciamo 2 ore di psicomotricità alla settimana poi vedremmo la logopedista. per fortuna mio figlio da solo a preso a parlare e adesso a 3 anni e mezzo parla 2 lingue e anche bene. insomma si è rimesso in linea con i normali canoni della crescita e per questo mi hanno fatto slittare la visita di controllo dicendomi che cerano troppi progressi, ma che significa?? ora sono meno angosciato per mio figlio, e ho fatto solo una considerazione ma se veramente avesse ragione in toto o in parte il dott. de benedetti??
    OrsoX2
  • OrsoX2OrsoX2 Post: 965
    marcus ha detto:

    ... e ho fatto solo una considerazione ma se veramente avesse ragione in toto o in parte il dott. de benedetti??

    La mia esperienza personale, da diagnosticato in età adulta con figlio diagnosticato da adulto, e da laureato in medicina che ha studiato per l'esame di pediatria il vetero-autismo negli anni '70 ( ... senza bolla), mi dice che la società ci etichetta "spietatamente" (forse, "darwinianamente", a ragione) in base al nostro funzionamento. Se e quando le nostre "stranezze" sono utili agli altri ci integriamo automaticamente, anche se non abbiamo amici e continuiamo a sentirci "diversi".
    betdamyMarkov

    ("Caducità delle umane cose!" - considerazione indifferentemente attribuibile a Umani e Non)

  • marcusmarcus Post: 150
    OrsoX2 ha detto:

    marcus ha detto:

    ... e ho fatto solo una considerazione ma se veramente avesse ragione in toto o in parte il dott. de benedetti??

    La mia esperienza personale, da diagnosticato in età adulta con figlio diagnosticato da adulto, e da laureato in medicina che ha studiato per l'esame di pediatria il vetero-autismo negli anni '70 ( ... senza bolla), mi dice che la società ci etichetta "spietatamente" (forse, "darwinianamente", a ragione) in base al nostro funzionamento. Se e quando le nostre "stranezze" sono utili agli altri ci integriamo automaticamente, anche se non abbiamo amici e continuiamo a sentirci "diversi".
    esattamente io da piccolo ero completamente isolato ma propio non volevo vedere nessuno sfarfallavo le braccia mi immergevo nel mio mondo s fossi nato nel 2017 come mio figlio sarei nello spettro
    betOrsoX2
  • @marcus per quello che è successo a tuo figlio intanto mi sento di dirti: evviva! Lo sviluppo di un individuo è una grandissima incognita e per questo non c’è bisogno che si esprima il dottor Benedetti, inoltre, non tutti i bambini hanno questa fortuna di evolvere con naturalezza magari soltanto in maniera un po’ più lenta o differente ma hanno bisogno di aiuto.
    chiocciolinaSniper_Ops
  • Sniper_OpsSniper_Ops Post: 1,170
    Markov ha detto:

    Nell'autismo ci sono pure tantissimi psicologi non medici, anche tra i luminari e tra chi pubblica paper ad alto impatto. Questo lo so pure se non sono particolarmente interessato ai contenuti profondi. Son d'accordo che non sia da buttare!


    [...]


    Questo perchè in ambito Psicologico, oltre all'ambito di insegnamento e di ricerca, c'è anche l'ambito clinico che permette di produrre pubblicazioni. Le ricerche degli psicologi sono - di norma - rivolte in qualche modo al lato operativo (Parlando parecchio genericamente).

    Markov ha detto:

    [...]

    I risultati (non parlo di casi specifici) se dipendono dalla felicità e dal benessere del paziente è buonissimo che ci siano ma la felicità non mi basta ad accendere l'interesse che provo per altre cose poco poco più oggettive. Nella corsa, che pure non è basata su evidenze forti, è possibile stabilire in maniera oggettiva se uno correva i 10K in 50 minuti e poi scende a 35 minuti dopo un allenamento con un coach. Passando tipo dal 50° percentile al top 2%. Nella psicologia un pochino più debolmente per me... Essendo tutto difficile da quantificare... Sicuramente però non ho mai conosciuto miglioramenti che io personalmente giudicherei così netti :)
    Certamente, è perfettamente normale che alcune cose non ti interessino! Non voglio spingere su nessuno passioni obbligate. :) (Chiedo scusa se sembrava così).

    <>

    mammaconfusa80 ha detto:

    Io penso che Marcus abbia utilizzato quella espressione, che spesso utilizzo anche io, perché come genitori di bambini nd ci accorgiamo subito dei tratti di altri bambini. Ovvio che non rilasciamo diagnosi ma fin adesso penso di non essermi sbagliata mai su alcune impressioni. Ho una coppia di amici che ha un bambino che secondo me è nd, in realtà gli e’ stata data ADHD, che sempre una neurodiversita’ e’ e in alcuni casi la differenza con lo spettro è molto labile. Concordo con Markov sul fatto che la psicologia è la scienza meno esatta: se ho un tumore ho delle evidenze scientifiche che lo attestino mentre per l’autismo ci si basa su test che possono variare di molto a seconda di chi lo somministra o dello stato in cui vessa il bambino in quel momento. A me è capitato che durante la stessa valutazione diagnostica, neuropsichiatra e psicologa dello stesso team mi consigliassero due approcci terapeutici differenti. Alla fine abbiamo seguito il buon senso e abbiamo scelto noi ciò che ci sembrava più adatto per nostro figlio.



    Tempo fa avevo letto un paper che studiava le capacità riconoscitive della popolazione comune nei confronti di patologie psichiatriche e i risultati riportavano come una percentuale altissima (86% mi sembra, ma non ricordo bene) riuscisse a distinguere le aree affette dalla patologia; quindi non è un'abilità "di pochi". In aggiunta non vedo perchè persone che hanno studiato questa particolare cosa da parecchi anni, tanto che hanno deciso di farne il loro cardine lavorativo debbano essere improvvisamente incompetenti. Anche loro vedono ogni giorno bambini/persone con quelle caratteristiche e ne vedono tanti e ripetutamente (Visto che devono farci terapia). E non vedo perchè dovrebbe essere controintuitivo i consigli su approcci differenti: Esistono veramente veramente parecchie scuole di pensiero, quindi mi sembra normale poter trovare consigli differenti.

    <>

    marcus ha detto:

    scusate non mi sono spiegato bene e soprattutto parlo della mia esperienza personale, quando noi siamo stati indirizzati da un famoso dottore universitario siamo stati indirizzati ad una sua assistente che con una bella tabella ci faceva domande, senza interagire per niente con il bambino, quante parole dice a 22 mesi, vi guarda, indica quelle che conosciamo tutti per questo dico che questo lavoro lo può fare chiunque su questo forum per poi dire facciamo 2 ore di psicomotricità alla settimana poi vedremmo la logopedista. per fortuna mio figlio da solo a preso a parlare e adesso a 3 anni e mezzo parla 2 lingue e anche bene. insomma si è rimesso in linea con i normali canoni della crescita e per questo mi hanno fatto slittare la visita di controllo dicendomi che cerano troppi progressi, ma che significa?? ora sono meno angosciato per mio figlio, e ho fatto solo una considerazione ma se veramente avesse ragione in toto o in parte il dott. de benedetti??



    Io direi che è una universalizzazione: Quel test lo hai visto fatto - da quell'assistente - una sola volta, magari era stanchissima, magari era tirocinante ed era tra le prime volte che lo faceva, magari qualsiasi altra possibilità.

  • betbet Post: 235
    Io sono un po' come Marcov molto razionale e bisognosa di riscontri oggettivi. Nel corso della mia vita ho incontrato diversi psicologi e devo dire che il loro approccio non mi.entusiasma, tante chiacchiere, alcuni poi privi di quella base naturale di capacità empatica e di analisi sottile della psiche umana che proprio fanno cadere le braccia. Ho sentito dire cose che voi umani...roba da dire: cambia mestiere che proprio non ci siamo!!! Molto meglio con gli psichiatri forse perché sono convinta che certe manifestazioni psichiche patologiche siano semplicemente malattie dovute a squilibri chimici
  • MarkovMarkov Post: 10,795
    modificato 24 giugno
    Io ho visto per tanto tempo solo una psicologa (a parte pochi incontri con una NPI e la sua psicologa assistente). Mi è parso prima di tutto che anche la NPI, pur essendoci andato solo 2 volte, avesse un approccio molto psicologico e non medico. Cosa che reputo pure molto giusta! Ci andavo per motivi psicologici e penso che una mappa del proprio sviluppo a 360° a lungo andare dica meno di un approccio intuitivo-esperto (lei era famosa a Roma, anche docente universitaria, non la prima che si specializza e lavora :) ). Mi è stata somministrata la batteria di test standard (standard nel 2007) da parte della sua assistente e tuttora non ho avuto né particolari riscontri né particolari benefici da quella relazione. Nel tempo ho avuto l'impressione che molti degli aspetti emersi in quella relazione erano in realtà viziati da una mia totale inesperienza - no internet - no rapporti diretti con i compagni - nessuna introduzione su cosa avrei dovuto fare lì, forse da una forma di epilessia che avevo in quel momento, forse dal fatto che alcune aree del cervello si sviluppano in modo accelerato a partire dai 12 anni... Sta di fatto che sarei dovuto essere una specie di umanista ma verboso e robotico. Si descriveva un lessico stereotipato ed una voce non prosodica che di certo non era il mio modo di essere interiore... Sicuramente era dovuta all'aver appreso tutto ciò che sapevo solo da libri scolastici e nulla di contorno.

    La psicologa da cui invece ho fatto la terapia usava un approccio intuitivo simile a quello della NPI (quindi non basato sulla relazione) ma con la differenza che quest'ultima diceva cose che ora potrei dire tranquillamente anch'io ahah


    _____

    Una cosa di cui son contento però se non altro è che ho potuto maturare affinità ed interessi da solo, anche andando in aperto contrasto con valutazioni psicologiche (notare che pure una psicologa di orientamento delle medie mi consigliava il Classico) e con limiti che la psicologa cercava di mettere. Per qualche strano motivo ad esempio la psicologa voleva che non entrassi in competizioni, senza le quali però non avrei conosciuto molte strade che ho potuto conoscere... Non è che posso rinunciare a tutto ciò che mi mette ansia solo per non essere ansioso.....
    Ora non so se tutto ciò è altrettanto possibile con la stessa naturalezza. A volte leggo commenti che mi danno la netta sensazione che si viva come in una specie di previsione. Non mi è ben chiaro se agli autistici venga definito un ventaglio di opzioni su come può essere la loro vita e su come non può essere.
    bet
  • betbet Post: 235
    Io non parlo di chi ha valutato mio figlio al centro infa. Lì anche lui era molto spaesato ma ci hanno anche detto che i test vanno interpretati e non sono analisi del sangue ( che poi vanno interpretate anche quelle!) . Io mi riferivo alla mia lunga storia dinpsicologi e psichiatri con cui ho avuto a che fare per la mia depre ansiosa. Io ero già grande quando la cosa si è fatta patologica . Stavo finendo l università e avevo la maturità per individuare chi mi stava vendendo fumo e chi parlava di cose chiare dimostrabili. Devo dire che il team del centro.infa dove ho portato mio figlio sono molto brave e soprattutto molto oneste " è difficile valutare suo figlio perché ha dei tratti chiari ma altri no...ci sembra di poter dire asperger ma molto ci farà capire lui con la crescita..." insomma c è qualcosa di non tipico ( e fino lì c ero arrivata anche io) come si chiama diciamo " asperger"....forse...Ma va bene così tom è tom punt
    Markov
  • betbet Post: 235
    Bisogna lavorare su quello che gli rende faticosa la vita per il resto vabene così meravigliosamente unico. E comunque il lavoro su tom lo facciamo noi ogni giorno, tra mille sbagli e tanta buona volontà...e soprattutto lo fa lui vivendo la sua vita di novenne e affrontando ogni giorno le sue rigidità
  • betbet Post: 235
    @Markov no nessuno di buon senso può fare previsioni è anche per questo che certe indicazioni date dagli psico mi lasciano perplessa. A me una psicologa disse che non avrei dovuto avere figli a breve per delle sue convinzioni su di me, io neanche un anno dopo ho avuto il mio primo figlio; ne ho tre e nel ruolo di mamma mi ci sento benissimo! Anzi la maternità mi ha dato una sicurezza in me stessa che nessuno immaginava...per cui boh si va a naso incrociando le dita. Anche in mio figlio può funzionare tutto e il contrario. Per cui si va per tentativi, per errori e aggiustamenti ma almeno si evita tutto quell affogare in teorie e terapie e incontri e sedute che mi sanno tanto di addestramento del cucciolo!
    Markov
  • marcusmarcus Post: 150
    io all'inizio ho parlato con il dott. de benedetti mi sembrava una persona competente che stava preparando il suo libro e mi diceva che tante famiglie venivano buttate nel baratro dello spettro per semplici discostamenti dal normale tracciato evolutivo dando come soluzione a tutti mali semplicemente psicomotricità
  • @marcus ok che De Benedetti attacca il fatto che la panacea di tutti i mali è effettivamente diventa la psicomotricità ma in cambio il dottore non offre altre alternative. I suoi discorsi sono distruttivi ma alla fine non conducono a soluzioni alternative
    bet
  • betbet Post: 235
    Infatti oltre a "sta famosa neuropsicomotricita' cosa altro ci sarebbe per i nostri figli?
    Logopedia no
    Terapia cognitivo comp. Mi hanno detto che è presto...
    Quindi?
    Prima si interviene meglio è...ma con che cosa????
  • sunskysunsky Post: 246
    @bet le stesse domande che mi faccio ogni giorno anch'io.
    La mia fa solo 2 ore in una ludoteca a giocare con un'altra bimba dove non manifesta difficoltà di alcun tipo...la sua fragilità invece a stare in un gruppo di suoi coetanei a scuola o fuori di essa rimane invariata.
  • marcusmarcus Post: 150
    sunsky ha detto:

    @bet le stesse domande che mi faccio ogni giorno anch'io.
    La mia fa solo 2 ore in una ludoteca a giocare con un'altra bimba dove non manifesta difficoltà di alcun tipo...la sua fragilità invece a stare in un gruppo di suoi coetanei a scuola o fuori di essa rimane invariata.

    le stesse domande che ci facciamo tutti, per questo ho detto che cosi possono fare tutti gli npi, ovviamente era una provocazione, ma alla fine non troppo lontana dalla realtà. la prima NPI che visito mio figlio neanche ha interagito con lui solite domande ci ha detto che 10 parole erano troppo poche a 22 mesi e vai con psicomotricità, la seconda NPI prima di dare il suo parere voleva sapere quello che aveva dello l'altre e pure lei psicomotricità, solo la psicomotricista ci chiese visto le abilità che cmq aveva mio figlio se lo avessero veramente visitato, ma tanto un po di psicomotricità non si nega a nessuno. per fortuna nella sfortuna è arrivato il covid e il blocco per noi della psicomotricità a solo 4 sedute, mio figlio parla bene anche 2 lingue ama il contatto e stare in mezzo alla gente sono finite le autostimolazioni e gli piace stare con gli altri bimbi, ma se avessimo continuato con le sedute a chi avremmo dato il merito alla normale crescita o alle psicomotriciste?? ovvio mio figlio è un caso 
    betsunskychiocciolina
  • betbet Post: 235
    Da noi il centro infa è molto più "onesto" conosco mamme cin bimbi che avevano stereotipie e basta e hanno detto loro, non importa è un modo per rilassarsi passa da sé se non ci sono altri aspetti malfunzionanti. Infatti stereotipie ridotte e funzionamento nella norma. A me hanno detto che mio figlio sembra abbia qualcosa di aspie ma non è detto...si vedrà con la crescita . Io credo che, a parte casi chiari e lampanti, anche loro ipotizzano, dove ci sono difficoltà intervengono e se no che crescessero sto benedetto figli così come sono : strani, imperfetti...e chi sente frega basta che siano felici. Ribadisco se ci sono aspetti che compromettono un sereno sviluppo si deve aiutarli ma soprattutto in casa, loro danno delle dritte poi tocca a noi aggiustarle sperimentare cambiare...io dopo tanto arrovellarsi credo di essere arrivata a questo
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