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Oppositivo - provocatorio: consigli

Io sono sempre stata una persona oppositiva - provocatoria. Da piccola prendevo un sacco di botte per il mio atteggiamento ma non chiudevo la bocca e peggioravo soltanto la situazione.

Ora questa cosa mi crea ancora problemi relazionali.
Provoco, trovando le frasi e i punti deboli del mio interlocutore, per farlo arrabbiare e cercare il litigio. Se mi si dice di fare una cosa, spesso faccio il contrario se mi gira male. E la rabbia che sento dentro aumenta e aumenta, in quantità smisurata, facendomi diventare ancora più tagliente.

Con le persone che non conosco di solito sto zitta perché sennò succederebbe il finimondo, invece con chi sono più a mio agio a volte succedono dei casini, soprattutto con il mio ragazzo e mia madre.

Non so come fare per controllare questa rabbia.
Se non la sfogo in questo modo rischio di sfogarla su me stessa, con l'autolesionismo.
How wonderful it is that nobody need wait a single moment before starting to improve the world.
Anne Frank

Il Nostro blog: My Mad Dreams
Le mie storie: Shiki Ryougi
betMononokeHimeLinnaBlunottemikired100

Commenti

  • Apgar7Apgar7 Post: 280
    Carissima, ti consiglio di tenerti la rabbia ben stretta... spesso quello che c'è sotto è peggio, la vergogna che brucia dentro, il deserto freddo dell'abbandono.
    betTima_AndroidBlunotte
  • betbet Post: 235
    @Tima_Android mio figlio tom è uguale ma a me sembra che lui cerchi lo scontro quando non è rilassato. Della serie sono nervoso io e devo rompere a qualcuno per scaricarmi. Lui cerca lo scontro fino a quando (non facilmente) assilla così tanto che scatta la punizione o uno sculaccione. A quel punto dopo un bel pianto si riprende ed è tutto felice e tranquillo fino a nuovo nervosismo! Il suo nervosismo credo dipenda dal fatto che è super rigido. Se le cose non vanno come vorrebbe lui...
    Tima_AndroidBlunotte
  • marco3882marco3882 Post: 1,862
    Io attacco (solo sul lavoro perché sul privato per fortuna non ne ho motivo) i maleducati, chi è in torto marcio, chi pensa di fare il furbo... E lì ci vado giù pesante anche se alla lunga logora.
    Alla fine tranne rari casi ormai penso quasi sempre fottesega affari vostri.
    Tranne i rari casi dove proprio mi attaccano per colpe che non ho. Li divento una iena e gli vomito addosso quello che si meritano.
    Ovviamente sempre in maniera educata ma tagliente come una mannaia
    Tima_AndroidLinnaBlunotte
  • Tima_AndroidTima_Android Post: 3,677
    modificato 6 luglio
    @Apgar7 non voglio annullare la mia rabbia, ma voglio controllarla, a modo che non manipoli le mie giornate e le relazioni con gli altri. Soprattutto perché non voglio fare del male, verbalmente e raramente fisicamente (piccoli pugni o schiaffi, niente di forte... infatti spesso dirigo i colpi su me stessa).

    @bet sì, anche per me è così. L'ansia e quando le cose non vanno come vorrei. Ma io non sono più una bambina... >.<

    @marco3882 capito. Comunque sembri avere una sorta di controllo. A me tutto questo mi logora parecchio ed è fuori dal mio controllo.
    BlunotteLinna
    How wonderful it is that nobody need wait a single moment before starting to improve the world.
    Anne Frank

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    Le mie storie: Shiki Ryougi
  • Apgar7Apgar7 Post: 280
    Apgar7 ha detto:

    Carissima, ti consiglio di tenerti la rabbia ben stretta... spesso quello che c'è sotto è peggio, la vergogna che brucia dentro, il deserto freddo dell'abbandono.

    Il fatto è che la rabbia bypassa le regioni più nuove del cervello, usa una via più semplice che esclude il ragionamento. Il trucco è cercare di aumentare il tempo di reazione in modo da permettere alle funzioni superiori di attivarsi... non è semplice, specie se hai subito tanti eventi stressanti, perché questo rende le reazioni emotive più intense e più rapide. Prima riesci ad identificare la rabbia e a distrarti per qualche secondo, maggiore è la probabilità che tu riesca a moderarti, ma devi affrontare il mostro quando è piccolo. Se poi riesci anche a capire cosa ti fa scattare e a risolvere il problema diversamente (es. Andandotene) è il top.
    betLinnaBlunottemammarosanna
  • betbet Post: 235
    @Tima_Android io credo che questo suo aspetto ( io spero e prego un pochino meglio gestito) rimarrà anche da grande, non sarà mai una persona che si adatta con facilità. Però come ha detto @Apgar7 si può gestire magari con una sospensione della reazione per qualche secondo, finché la razionalità non trova un compromesso...
  • betbet Post: 235
    Io a mio figlio dico sempre di cercare la soluzione, impiegare l energia che sprigiona l essere innervosito da una situazione, persona, imprevisto, frustrazione nel trovare una soluzione accettabile. Non perfetta ( come vorrebbe lui. (Lui vorrebbe la realizzazione immediata dei suoi "piani") ma qualcosa che gli somiglia in qualche aspetto, magari non ora dopo oppure riprovo oppure pazienza oppure non posso avere quello va bene anche questo!!!
    Blunotte
  • LinnaLinna Post: 269
    marco3882 ha detto:

    Io attacco (solo sul lavoro perché sul privato per fortuna non ne ho motivo) i maleducati, chi è in torto marcio, chi pensa di fare il furbo... E lì ci vado giù pesante anche se alla lunga logora.
    Alla fine tranne rari casi ormai penso quasi sempre fottesega affari vostri.
    Tranne i rari casi dove proprio mi attaccano per colpe che non ho. Li divento una iena e gli vomito addosso quello che si meritano.
    Ovviamente sempre in maniera educata ma tagliente come una mannaia

    Anche io .Solo che dopo sto male.Per giorni, settimane.
    Blunotte
  • LinnaLinna Post: 269
    Apgar7 ha detto:

    Apgar7 ha detto:

    Carissima, ti consiglio di tenerti la rabbia ben stretta... spesso quello che c'è sotto è peggio, la vergogna che brucia dentro, il deserto freddo dell'abbandono.

    Il fatto è che la rabbia bypassa le regioni più nuove del cervello, usa una via più semplice che esclude il ragionamento. Il trucco è cercare di aumentare il tempo di reazione in modo da permettere alle funzioni superiori di attivarsi... non è semplice, specie se hai subito tanti eventi stressanti, perché questo rende le reazioni emotive più intense e più rapide. Prima riesci ad identificare la rabbia e a distrarti per qualche secondo, maggiore è la probabilità che tu riesca a moderarti, ma devi affrontare il mostro quando è piccolo. Se poi riesci anche a capire cosa ti fa scattare e a risolvere il problema diversamente (es. Andandotene) è il top.
    Mica facile.
  • mikired100mikired100 Post: 152
    modificato 6 luglio
    Tima_Android ha detto:

    Io sono sempre stata una persona oppositiva - provocatoria. Da piccola prendevo un sacco di botte per il mio atteggiamento ma non chiudevo la bocca e peggioravo soltanto la situazione.


    Ora questa cosa mi crea ancora problemi relazionali.
    Provoco, trovando le frasi e i punti deboli del mio interlocutore, per farlo arrabbiare e cercare il litigio. Se mi si dice di fare una cosa, spesso faccio il contrario se mi gira male. E la rabbia che sento dentro aumenta e aumenta, in quantità smisurata, facendomi diventare ancora più tagliente.

    Con le persone che non conosco di solito sto zitta perché sennò succederebbe il finimondo, invece con chi sono più a mio agio a volte succedono dei casini, soprattutto con il mio ragazzo e mia madre.

    Non so come fare per controllare questa rabbia.
    Se non la sfogo in questo modo rischio di sfogarla su me stessa, con l'autolesionismo.
    Molte persone della mia famiglia dalla parte materna sono così...non solo anche io...sembra dovuto a genetica
  • Apgar7Apgar7 Post: 280
    Linna ha detto:

    Apgar7 ha detto:

    Apgar7 ha detto:

    Carissima, ti consiglio di tenerti la rabbia ben stretta... spesso quello che c'è sotto è peggio, la vergogna che brucia dentro, il deserto freddo dell'abbandono.

    Il fatto è che la rabbia bypassa le regioni più nuove del cervello, usa una via più semplice che esclude il ragionamento. Il trucco è cercare di aumentare il tempo di reazione in modo da permettere alle funzioni superiori di attivarsi... non è semplice, specie se hai subito tanti eventi stressanti, perché questo rende le reazioni emotive più intense e più rapide. Prima riesci ad identificare la rabbia e a distrarti per qualche secondo, maggiore è la probabilità che tu riesca a moderarti, ma devi affrontare il mostro quando è piccolo. Se poi riesci anche a capire cosa ti fa scattare e a risolvere il problema diversamente (es. Andandotene) è il top.
    Mica facile.
    Infatti, in pochi istanti bisogna convincere il cervello che non ti stanno aggredendo. Riesce particolarmente difficile a chi è stato effettivamente aggredito, ad esempio ai militari con disturbo post traumatico da stress, perché più sei esposto a violenza, più le aree deputate a reagire agli stimoli avversi diventano attive e le aree deputate all'autocontrollo si disattivano. È un adattamento funzionale.
    betBlunotteLinna
  • DreamLoopDreamLoop Post: 193

    Hai capito, anche solo in parte, da dove nasce questa rabbia?

    Anch'io sono sempre stato molto rabbioso, più crescevo più cresceva in me la rabbia, ero in lotta contro tutto e tutti: io contro l'universo. Ero arrivato al punto di odiare l'umanità tutta e di nutrire verso di essa pensieri di violenza sempre più frequenti, probabilmente per sfogare almeno tramite l'immaginazione ciò che fortunatamente non ho mai messo in pratica nella realtà.

    Le mie soluzioni?
    Intensa attività fisica per sfiancare il corpo, assenza di cibo per non permettere al cervello di avere energie da impiegare per alimentare la rabbia.
    Autolesionismo, abuso di alcol e droghe, distruzione di oggetti/mobili.

    Direi che tra i metodi che ho elencato l'intensa attività fisica è quello  che ha meno aspetti negativi, tuttavia ritorno alla domanda iniziale perché se non riusciamo a capire, almeno in parte, l'origine di un problema, le soluzioni che andremo ad attuare saranno momentanee e sarà solo questione di tempo ci ritroveremo ad affrontare il mostro senza avanzare di un millimetro.

    Quello che ho capito e in parte ho applicato (ma è ancora lunga la strada) è che la rabbia, come la paura, non sono controllabili, quello che possiamo controllare e il percorso che conduce verso di esse, un po' come il sovraccarico sensoriale: una volta consapevoli del problema possiamo evitare di esporci o comunque di esporci in misura minore per evitare o almeno dilazionare il più possibile il sovraccarico.

    Nel mio caso la rabbia nasceva anche dalla mancanza di fiducia e amore nei confronti di me stesso: ero io il primo a svalutarmi, a farmi del male, mi bastonavo continuamente, anche se speravo/pretendevo (ma la pretesa era sempre nascosta, dissimulata) di ricevere apprezzamento dagli altri e quando ciò non accadeva la delusione (delusione che non sapevo gestire, un po' come il cambiamento) alimentava ulteriore rabbia, rabbia verso di me e verso il resto del mondo, verso le ingiustizie a livello esistenziale, umane, e le ingiustizie che colpivano me come singolo.
    betLinnaBlunottemammarosanna
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