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Vi Presento La Mia EX

Ciao a tutti

Vorrei pubblicare qui cercare di mantenere l'anonimato al massimo nelle conversazioni che intercorrono tra me e la mia ex.

Non ve la presenterò in senso stretto. Vi presenterò situazioni limite nelle quali mi farebbe piacere avere sia un'opinione oggettiva della situazione che una soggettiva.

Ovviamente voi non conoscete tutta la storia che c'è dietro e potrete trarre le vostre conclusioni dai brevi/non brevi scambi di parole che seguiranno.

Il mio intento è capire le intenzioni reali sue e ciò che si nasconde dietro le sue parole oltre che indirizzarla verso persone che la possano aiutare essendo una ragazza particolarmente bipolare nelle emozioni.

Questa è la nostra discussione di oggi su Instagram:



Io: Io sto da cani
Io: Con quello che è capitato questa settimana a parte ieri non ho avuto nessuno vicino che mi facesse sentire meglio. A lavoro è stato un incubo con i colleghi che non ti dico. Ti dico solo che dopo lavoro mi sentivo ancora più solo e senza qualcuno che mi facesse sperare davvero...

Lei: Io invece ho pianto talmente tanto che mi sono svegliata senza emozioni. Infatti non sto provando nulla e non mi interessa nemmeno di provare qualcosa

Io: A nessuno interessa di me
Io: Io non valgo niente

Lei: Ok
Lei: Va a sfogarti con qualcuno che non è una troia vergognosa
Lei: Io ho da fare
Lei: Magari una delle persone che ti ha fatto un regalo migliore del mio
Lei: Davvero, non mi interessa niente di quello che ti è successo e non mi interessa di come stai. A te non è fregato un * di come sono stata stanotte e ieri in generale, e non te ne frega un * di tutte le stronzate che mi dici, tu le pensi, le dici e fine. Il male che mi hai fatto ora ti si ritorcerà contro

Io: Posso anche farmi del male che tanto a nessuno fregherebbe

Lei: Si bravo continua ad imitarmi
Lei: Ciao

Io: Non è che non ti interessa niente. Nemmeno ieri ti interessava qualcosa della mia felicità. Stavi solo guardando la tua e nonostante io volessi essere felice hai provato in tutti i modi a buttarmi giù con il tuo egoismo
Io: E io non ti ho fatto nulla. Ripeto: stai facendo tutto da sola
Io: Infatti ieri invece di preoccuparti della mia felicità ti stai solo preoccupando della tua tristezza e il fatto che stavo cercando in tutti i modi di essere felice il giorno del mio compleanno non ti ha nemmeno sfiorata
Io: Ti è più facile pensare che io abbia la sostituta. Sei soltanto mediocre. Io sto male e sei solo capace di pensare a quello

Lei: Ora mi lasci stare?
Lei: Devo uscire ciao
Lei: Ti ho già detto che abbiamo chiuso
Lei: Ciao
Lei: Non doveva andare così
Lei: Per niente
Lei: Basta, dobbiamo separarci per sempre. Anche se è difficile
Lei: Addio


Questa situazione è abbastanza recente e ci tengo a fare una premessa: ieri era il giorno del mio compleanno e alcuni miei compagni di classe mi hanno fatto dei regali e poi abbiamo organizzato un'uscita al pub per festeggiare.

In tutto questo lei centra perchè io le avevo promesso che avremmo passato la giornata assieme solo che lei ha dato per scontato che l'avremmo passata da soli e ha provato a farmi sentire in colpa per essersi impegnata ad aver prenotato un tavolo al ristorante.

Questo lo penso io però io comunque non ho mai escluso la possibilità che i miei compagni avrebbero organizzato qualcosa ed essendomi organizzato con loro prima mi sentivo in difetto a dover declinare un'uscita organizzata per una decisa e proposta sul momento così le ho chiesto se le andava di unirsi e mi ha detto "divertiti con loro ciao".

Quel messaggio era solo l'inizio delle sue crisi. Ieri mi era anche andata male a lavoro e sono stato trattato con estrema sufficienza da un responsabile, situazione che avevo spiegato alla mia ex, aggiungendo inoltre che preferivo che si unisse con me e i miei compagni per festeggiare tutti assieme ma a lei non interessava.

Le ho fatto capire che avevo passato una giornata brutta e che i miei compagni avevano organizzato una serata per me ma a lei interessava solo la sua di proposta e ci ha messo pochissimo a farmi sentire colpevole di menefreghismo nei suoi confronti quando la realtà era che io stavo cercando in tutti i modi di integrarla e in questo caso lei stava facendo la figura della menefreghista e dell'egoista.

Ho provato a farle notare questo suo comportamento ma ogni volta stava sulla difensiva e mi girava i discorsi dicendo che io posso divertirmi con chi voglio, che lei non ci sarà, che piangerà tutto il tempo, che lei di mattina è andata a cercarsi un lavoro per me e io non le sto dando niente in cambio, dicendomi varie volte addio e ciao.

Le ho ricordato di aver passato una bruttissima giornata e che avrei voluto almeno passare una serata migliore ma lei non sembrava interessata tanto che mi rispose "bene divertiti con loro" e dicendomi che al ristorante ci avrebbe portato qualcun'altro.

Abbiamo continuato con questo andazzo per tutta la sera fino a notte e il giorno dopo ovvero oggi mi ha scritto ciò che avete letto.

Io capisco perfettamente lei, la sua emotività, la sua unicità e tutto il resto ma tuttora non riesco a capire perché ogni volta che provo a spiegarle le mie sensazioni e miei pensieri ho come l'impressione che a lei non interessi tanto ciò che riguarda me ma ciò che riguarda lei o tutto ciò che riguarda me in funzione di lei. Io non sono un'oggetto e questo è un atteggiamento che considero possessivo.

Lei non è mai andata da psicologi e da dottori in generale, è una ragazza particolarmente lunatica, emotiva, ingenua, suscettibile e che risponde istintivamente alle situazioni che le capitano. Riconosco in lei atteggiamenti passivo-aggressivi che derivano dalla sua instabilità emotiva e comportamenti estremamente possessivi che derivano da sue profonde insicurezze.

Io ci tengo tantissimo a lei al punto che vi sto scrivendo e ci tengo a continuare a scrivere su di lei perchè come oggi mi ha detto "Addio" settimana scorsa mi diceva "Ti amo" e via discorrendo. Non riesco però a tenere traccia di tutte le sue variabili comportamentali e dei suoi schemi che sto notando essere molto ripetitivi.

Una domanda che mi sta girando in testa in questo momento ad esempio è da cosa possono essere basate le sue risposte e i suoi comportamenti e come posso aiutare sia a me sia lei a capire come riconoscerli e prevenirli.

Io continuo a pensare che sia menefreghista ma è una semplificazione errata del suo modo di essere. Molte volte ho provato ad aiutarla come lei ha provato a capire se molte sue caratteristiche si possono ritrovare nell'Asperger e io le ho detto "Sì, ma secondo non sei Asperger" perchè molti tratti comportamentali che si trovano anche nella schizofrenia, nel disturbo borderline e nel bipolarismo e non essendo psichiatra evito di esprimere certezze in merito.

Un giorno ho avuto un'illuminazione notando che gli schemi comportamentali che adotta riflettono molto il narcisismo e che ha difficoltà oppure proprio non gli interessa chiedersi ciò che provano gli altri e che provando a farla riflettere sugli schemi degli altri la maggior parte delle volte tendeva a basare il comportamento degli altri in funzione di se stessa, giustificando se stessa come vittima ad esempio "tutti i miei ex mi hanno presa in giro, dicevano di amarmi ma mi hanno lasciata sola e sono corsi subito da un'altra oppure mi hanno lasciata perchè non ho un lavoro"

Dalle sue risposte evinco una tendenza a giustificare se stessa come vittima e valutare i rapporti solo in funzione di se stessa. Provando a farla riflettere sulle motivazioni che avrebbero spinto i suoi ex a lasciarla ho notato la sua propensione a sentirsi vittima del rapporto e immacolata come se non fosse dipesa da lei la scelta.

Ora, a distanza di 8 mesi da quando ci frequentiamo, è migliorata sotto questo aspetto, ma noto che tende sempre a ritornare nei suoi schemi comportamentali e molte volte mi ha detto "io sono fatta così e le persone mi devono accettare così come sono", "So di avere dei problemi ma non voglio curarmi", "Nessuno mi capisce, andatevene via tutti, ora scappo, addio", "Io non ho nessun problema", "A nessuno importa nulla di me", "io non ho bisogno di cure" e via discorrendo.

Spesso dice di vivere in una sorta di depressione e che tutti ce l'hanno con lei. Parlando con i suoi genitori loro mi hanno risposto che ogni giorno è stressata come se avesse il ciclo perenne ed è una ragazza lunatica. Da lei mi sento rispondere che non è stressata, che i suoi la obbligano a fare la tavola, a pulire in casa, a buttare la spazzatura. Parlando di nuovo con i suoi mi sono sentito dire invece che loro non l'hanno mai obbligata far nulla, che lei spesso si alza dopo mezzogiorno e guai a chiederle un aiuto, che non ha un lavoro, che il tempo in casa lo passa sempre a letto o sul telefono.

Si è re-iscritta a scuola alle serali ma è incostante e ha fatto più della metà del monte ore massimo di assenze. Quando ci va prende dei bellissimi voti. Dice che i suoi compagni/e non la aiutano e nessuno si preoccupa per lei con lo studio e ho sentito che tende a sfogarsi di certi comportamenti che hanno le sue compagne con lei.

Si lamenta anche di certi comportamenti che hanno le sue amiche o che ho io e conoscendo chi frequenta ho notato che lei tende a lamentarsi in generale di tutti e che anche con gli altri quando si lamenta tende a descrivere se stessa come la vittima della situazione.

Ho le dita che fanno fatica a scrivere quindi concludo chiedendo a chi è interessato di farmi un'analisi oggettiva e soggettiva della situazione e di tutto quello che ho raccontato che, per quanto io abbia provato ad essere oggettivo e imparziale nei fatti, sono umano e passibile di errore indotto dall'essere emotivo per natura

Commenti

  • DomitillaDomitilla Post: 3,101
    Mah, dal tuo racconto non si possono esprimere pareri se sia Asperger o meno, secondo me.
    Però, se è la tua ex, se avete rotto, perché ancora ti comporti come fossi il suo ragazzo?
  • Domitilla, nonostante il tema del forum la mia intenzione è cercare di capire andando anche oltre l'Asperger.

    Io mi sto comportando da ex che vuole bene alla sua ex quindi la tua domanda si risponde da sola.

    Mi sto interessando a lei a livello esterno e personale. Tutto quello che ho scritto l'ho scritto prima di tutto per me stesso e per rendermi consapevole a livello oggettivo di certi suoi tratti comportamentali che può benissimo avere qualsiasi altra persona. Di conseguenza ciò che mi può insegnare esternalizzare i fatti mi può anche aiutare a capire in generale situazioni di questo tipo con altre persone, non solo con lei.
  • DomitillaDomitilla Post: 3,101
    Quello che ti sto cercando di dire è che forse (forse) tu possa essere una persona che tende alla codipendenza.
    Le poche informazioni che fornisci fanno pensare ad una ragazza borderline, ovvero una persona che convive con un oceano di sofferenza che non potrai mai e poi mai minimamente immaginare.
    Per aiutarla puoi solo aspettare che sia lei a decidere di farsi aiutare e spesso purtroppo finché non tocca il fondo fondo questo non accade.
    Se le vuoi bene fa male vederla soffrire, ma non si può agire diversamente.
    Poi vabbeh, usarla come oggetto di studio mi lascia un po' perplessa, ma tu sei libero di fare come credi.
  • pokepoke Post: 1,721
    Sono perplessa.

    Capisco i suoi schemi comportamentali, la parte relativa al tuo compleanno, e scusa la schiettezza ma dal mio punto di vista non credo sia gradevole per una persona fidanzata, sentirsi in secondo piano.
    Lei forse pensava che un giorno speciale, foste tu e lei e semmai, previo accordo anche altri.
    In qualche modo si è sentita tradita, forse il ricordo di altri abbandoni l'ha fatta sprofondare nella malinconia, sentirsi dire "hai fatto tutto da sola" produce in chi la riceve un senso di chiusura verso i propri ragionamenti.

    Ma nell'insieme dei tuoi racconti, probabilmente perché scrivi in un momento triste, non sento descrivere la felicità che questa ragazza ti provoca.
    Sembra un intreccio di incomprensioni, un non dialogo.
    Tu vuoi essere capito lei vuole essere capita, in questa storia dov'è l'incontro?

    Uno dei due dovrebbe fare un passo indietro, senza cercare colpe (che utilità avrebbero?), e se la storia merita di proseguire l'altro dovrebbe reintegrare l'altro con sé, senza infierire per questa pacifica retrocessione.
    In merito al fatto da te ipotizzato che la ragazza possa essere asperger, non mi pronuncio, in quanto non ne ho titolo né competenza.

    Domitillamandragola77
  • Simone85Simone85 Post: 2,798
    modificato gennaio 2018
    Ma se lei voleva farti due coccole a che ti servivano gli amici, a farti filmare il tutto?
    A me pare che il comportamento di questa ragazza sia normale. Non è di lei che si dovrebbe parlare secondo me.
  • NewtonNewton Post: 5,326
    Non ho capito se quando avevate pensato alla cena, eravate ancora fidanzati. E se avevate già organizzato la cena, perché tu hai detto sì all'uscita con i compagni? Se era già stabilito, è chiaro che lei si sia arrabbiata. 

    Per il resto, da come la racconti sembra una persona che tende a vedere sempre le colpe dei suoi insuccessi negli altri, e questo è un problema perché - per quanto le persone possano essere pessime - quando non si riesce mai in nulla bisogna anche cercare il problema dentro di sé e non sempre prendersela con gli altri. Ma questo lo fanno tantissime persone.
    Domitilla
  • Domitillia.

    Non la sto usando alla "soggetto di laboratorio" se è questo ciò che hai inteso alla fine del tuo commento. È ovvio che le voglio bene e di tutto ciò che si discuterà qui sarà di aiuto anche per lei quando avrò occasione di discuterci nuovamente.

    A me fa malissimo vedere lei farsi del male da sola con le sue stesse credenze, convinzioni o con la sua immaginazione, mi fa male non riuscire spesso a farla scendere dall'universo immaginario e idealizzato che la sua mente crea e che spesso le provoca delusioni. Anch'io ho la mia vita, le mie preoccupazioni, i miei problemi e vorrei essere ascoltato, vorrei potermi sfogare liberamente senza paura di essere giudicato però non posso. Non riesco.

    Ci ho provato a sfogarmi anch'io con lei dei miei problemi ma appena legge che nomino una persona che non le piace o un posto dove non vuole che io vada mi rigira il discorso sfogando istantaneamente le sue emozioni e puntando il focus del discorso su di lei.

    Togli pure il forse. Anch'io penso di essere codipendente che, secondo me, è una conseguenza della vita di coppia (quasi) scontata quando due persone si amano e ho faticato a immaginare un mondo senza di lei fino a quando ho incominciato a sviluppare un po' più di realismo durante la relazione, evitando di idealizzare la relazione e prevenendo le sue idealizzazioni.

    Il tuo discorso mi fa presagire un senso di impotenza guidato dalla presunzione che non si possa fare diversamente e, correggimi se sbaglio, che se la sua intenzione è il suicidio io non ci posso fare nulla a parte assistervi se credi a questo.

    Io nei suoi momenti bui ci sono stato così come l'ho aiutata a rialzarsi ma bisogna anche dire che è lei a dover fare il passo in più per non ricaderci e non posso farlo io al posto suo. A parte indicarle la strada non la posso obbligare a scegliere ciò che la sua mente ancora non accetta.



    Poke.

    Quello che mi hai scritto mi ha reso molto perplesso.

    Lei ha dato per scontato che festeggiassimo soli, io ho dato per scontato che festeggiassimo in compagnia, penso che tutta la diatriba sia esplosa a causa di questo e io mi sento responsabile tanto quanto lei di non aver specificato fin da subito l'eventualità che ci fossero altre persone.

    Mi ricorda molte volte di come ha vissuto l'abbandono e di come è stata abbandonata. Spesso mi paragona ai suoi ex dicendo che Io sono esattamente come loro quando vede in me un comportamento che non le piace e ciò genera fastidio in me per essere paragonato a delle persone che lei non stima e nonostante sappia che non mi fa piacere continua a fare paragoni.

    In queste situazioni le ricordo che anch'io ho vissuto negativamente alcuni abbandoni ma per rispetto suo e delle ex evito di fare paragoni, paragoni che mi piacerebbe se evitasse anche lei.

    Io mi sento profondamente triste, a dimostrazione che sto vivendo nella malinconia e che tengo alla sua felicità quasi quanto alla mia e quando mi rendo conto che lei non è felice io non è che lo sia tanto di più.

    Di situazioni piacevoli ce ne sono moltissime e il pensiero mi fa tornare il sorriso. Sono solo tanto triste per quelle negative che sono anche più recenti purtroppo e mi stanno tuttora emotivamente coinvolgendo.

    Passi indietro? Ne ho fatti tantissimi. Ho rivalutato spesso le situazioni negative che sono successe non ritenendole importanti per garantire la felicità e ho ricordato a lei che si può essere felici se entrambi si fa un passo avanti e se si evita entrambi di basare i propri sulla colpa, che se solo uno dei due fa questo non ci sarà mai un rapporto equlibrato.

    Anche lei qualche volta ha rivalutato situazioni successe. Situazioni che si è resa conto la maggior parte dipendono da sue paranoie e mi ha chiesto conferme a livello sentimentale così come dopo essersi resa conto di aver sbagliato ha reagito allontanandosi e dicendo che non lei non merita di vivere, che vuole salutare tutti per sempre, che preferisce stare da sola, che non devo scriverle e via discorrendo.

    Dov'è l'incontro? In questo caso mai a metà e ciò mi fa perdere le speranze. Io l'impegno per prevenire situazioni di questo tipo ce lo metto ma non è che adesso devo calibrare ogni singola parola con la bilancia elettronica per evitare che da un congiuntivo messo male lei pensi di non essere amata. Venirsi incontro vuol dire anche imparare a capirsi a vicenda senza pretendere solo e unicamente dall'altra persona un cambiamento.

    Giusto per fare un paragone io non posso diventare un professore per imparare ad assimilare un vocabolario forbito tale da non venire frainteso per sopperire alla sua tendenza a fraintendere anche ciò che si può considerare assioma. In un universo ipotetico io posso cambiare all'infinito ma se è lei l'unica persona che mi fraintende il problema più che da me parte da lei e dovrebbe fare lei un passo indietro per rendersene conto. Se lei non lo fa Io non la posso obbligare mi capisci?



    Simone85

    Sembri un troll quindi ti provoco, scherzosamente si intende.

    Perchè? Tu con la tua ragazza ti metti a fare le coccole in ambienti pubblici?

    Io sinceramente preferisco passare il compleanno assieme a tutte quelle persone che mi vogliono bene e che si meritano di passare una giornata fuori dall'ordinario, senza scadere nell'eccesso, una giornata votata sulla condivisione di esperienze felici.

    Secondo me Simone, quando si esprime un giudizio bisognerebbe anche motivarlo, onde evitare fraintendimenti, quindi ti chiedo di specificare meglio le tue opinioni, per rispetto della comunità e di chi legge.
    Simone85
  • Simone85Simone85 Post: 2,798

    Perchè? Tu con la tua ragazza ti metti a fare le coccole in ambienti pubblici?

    Io sinceramente preferisco passare il compleanno assieme a tutte quelle persone che mi vogliono bene e che si meritano di passare una giornata fuori dall'ordinario, senza scadere nell'eccesso, una giornata votata sulla condivisione di esperienze felici. 

    In che modo una mia eventuale risposta potrebbe aiutarti a comprendere la tua ragazza?
    Si sono capite le tue intenzioni, è per questo che hai scelto di andare al pub.
    Ma la tua ragazza ha avuto un pensiero diverso dal tuo, se vuoi cercare di comprenderla dovresti soffermarti a pensare alle sue ragioni.

  • Newton.

    Io l'ho lasciata più di 1 mese fa a causa della sua possessività nei miei confronti e da allora mi sento meglio nel senso che non mi sento più in obbligo a fare quello che dice lei. Prima mi sentivo in colpa addirittura quando mi mettevo a parlare con una mia compagna di classe perchè lei non voleva che io parlassi con le ragazze o che le conosca.

    Certo, poi mi sono reso conto che questa mancanza di fiducia che prova nei miei confronti non è motivata da me ma da lei e dipende dalle sue insicurezze, dalle situazioni che ha più subito che affrontato. E da questo ho cominciato a dirle:

    "tu ti devi fidare di me. Se mi ami veramente non continuare a mettermi alla prova che qua mi sento come sotto corte marziale. Dovresti lasciarmi le mie libertà e accettare che non puoi controllare le vite degli altri pertanto non puoi nemmeno limitare la mia vita dandomi continuamente delle imposizioni. Non è mia intenzione tradirti e ricordati che penso sempre a te quando sono con altre persone. Non accetterei nemmeno per me stesso l'eventualità che qualcun'altra mi possa conquistare facendo leva sulla mia ingenuità come dici tu. Io non sono ingenuo in quel senso. Se amo una persona amo solo quella e credo fermamente nella monogamia"

    Questo è solo uno dei tanti messaggi che le ho scritto per tranquillizzata ma vedendo che le sue paranoie si alimentavano comunque al punto che mi faceva domande sempre più personali e si metteva a giudicare amiche che conoscevo da anni credo per compensare la sua possessività, alla fine ho convenuto che era meglio optare per un gesto simbolico, lasciandola, per farle capire che se è davvero interessata a me non può continuare a scadere in comportamenti possessivi e manipolatori.

    Non era stato ancora stabilito niente. Lei mi aveva scritto un messaggio di pomeriggio con tutto il programma ma io tra lavoro e scuola non ho avuto il tempo materiale di leggerlo e quindi nemmeno sapevo del fatto che me l'avesse inviato quando a scuola mi ero già messo d'accordo con i miei compagni e avevano già organizzato la serata. Si è sentita tradita del fatto che avevo dato la mia disponibilità a vederla ma non ho mai escluso che avrei organizzato una piccola festa e che quindi ci sarebbero state altre persone.

    Lei è una ragazza che si reputa essa stessa depressa e malinconica, consapevole del suo stato e che nessuno la capisce, consapevole che molto di tutto queste dipende anche dalla sua visione del mondo e dal suo modo di essere ma il problema è che, appunto, si ferma alla consapevolezza.

    Le ho consigliato servizi di assistenza alla persona specifici per persone che hanno difficoltà psicologiche ma lei essendo piena di preconcetti è tornata sulla difensiva dicendo che non è una malata psichiatrica, non è autistica, non ha bisogno di farsi aiutare. Allora le ho detto "se sai di avere un problema e sai che da sola non riesci a risolverlo hai bisogno di aiuto e non devi assolutamente vergognarti a chiederlo" ma lei non voleva sentire ragione e allora si è concluso il discorso così com'è partito: io non posso obbligarla a scegliere.

    Questo è un problema che posso vivere tutti come dicevi prima ed è così, non crescerà mai con il vittimismo.




    Domitillia.

    Ti ringrazio per le ricerche che hai fatto, le leggerò volentieri non appena finisco di scrivere questo messaggio.





    Simone85.

    In che modo una tua eventuale risposta potrebbe aiutarmi a comprendere la mia ragazza? Partendo dal presupposto che se hai capito che lei è la mia ex si evitano moltissimi fraintendimenti una tua eventuale risposta, se fosse argomentata sulla base di ciò che ho scritto e che appunto esponi di aver capito, mi aiuterebbe a riflettere. In che modo dipende da ciò che esprimi.


    Immagino si sia capito allora che si è inevitabilmente in due e che per capire la situazione o un comportamento non si può ragionare solo in funzione di una persona o dall'altra

    Le sue ragioni non sono inscindibili. C'è da dire anche io non sono onnisciente e posso aver bisogno di un punto di vista esterno quale può essere il tuo o di qualsiasi altro lettore. A me aiuta sapere cosa ne pensano gli altri. Se tu la pensi diversamente è un altro discorso
  • Simone85Simone85 Post: 2,798
    modificato gennaio 2018

    Partendo dal presupposto che se hai capito che lei è la mia ex si evitano moltissimi fraintendimenti una tua eventuale risposta, se fosse argomentata sulla base di ciò che ho scritto e che appunto esponi di aver capito, mi aiuterebbe a riflettere.

    Mi pare un po' insolita e inutile una mia risposta. Al mondo ci sono milioni di persone che non si fanno problemi a scambiarsi effusioni in pubblico, alcuni si spingono anche troppo. Trovo strano che una mia risposta positiva possa farti riflettere e scoprire questo aspetto, dato che una cosa del genere avresti dovuto già conoscerla.
    Si, ho compreso che si tratta della tua Ex, è difficile non leggere quel EX grande nel titolo della discussione.

    Mi potresti spiegare meglio questa frase? (Riporto di seguito)
    Immagino si sia capito allora che si è inevitabilmente in due e che per capire la situazione o un comportamento non si può ragionare solo in funzione di una persona o dall'altra
    Le sue ragioni non sono inscindibili.


    Che regalo di compleanno ti ha fatto o avrebbe voluto farti? La cena al locale era il regalo di compleanno?



  • pokepoke Post: 1,721
    Quindi sei stato tu a lasciarla, un mese fa.

    Una domanda, le vostre discussioni e la decisione finale, si sono svolte di persona o tramite chat?

    Poi non mi è chiaro se tu hai ancora il desiderio di riappacificarti con la tua ex o vuoi solo capire i suoi schemi di ragionamento e da quali differenze sono giunte le incomprensioni.
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