Salta il contenuto

la differenza tra amore e amicizia è quantitativa o qualitativa?

AntaresAntares Post: 749
una persona neurotipica tende ad innamorarsi di una persona piuttosto che di un'altra per scelta (della serie "tizio non è il mio tipo, caio lo è perchè ha queste caratteristiche che tizio non ha"), oppure perchè sente dentro il convogliarsi il sentimento amoroso verso una singola persona (del tipo "non comparo tizio a caio perchè il primo non mi fa provare quella cosa che invece caio mi fa provare")? nel primo caso la differenza è di tipo quantitativo e per chi non è amato (ma semplicemente visto come un amico) la cosa può tradursi in un'esistenziale, per certi versi totalizzante complesso di inferiorità nei confronti di chi viene amato. nel secondo caso la persona non amata tendenzialmente accetta meglio la sua condizione, capisce che quel "non so che" posseduto dalla persona che viene amata non è una mancanza interiore, bensì una non comparabile diversità. ripeto, la domanda si riferisce ai sentimenti provati prevalentemente dalle persone neurotipiche. gli asperger, secondo me, propendono per il lato "quantitativo" di tale discernimento.
BlackCrowaliarondinella61mammarosanna

Commenti

  • RonnyRonny Post: 1,420
    Il primo caso di solito è una razionalizzazione quando si provano le emozioni del secondo caso.
    Antaresrondinella61
  • Sono tipi di relazione completamente diverse. L'amicizia poi ha varie sfumature, l'amore no. L'amore è un sentimento travolgente.
    Antares
  • DrMoodyDrMoody Post: 362
    L'amicizia si basa, stando a studi recenti (ma non del tutto confermati) su una similarità neurale_ https://www.nature.com/articles/s41467-017-02722-7
    L'amore – di cui esistono diversi tipi, in realtà – su risposte biochimiche ben precise scatenate dall'oggetto amoroso. Ogni tipologia di amore evoca una risposta di un certo tipo: l'amore di una coppia ben rodata, ad esempio, su una produzione di ossitocina. L'amore passionale su un'iperattivazione del circuito della ricompensa. Ovvio è una parziale semplificazione. 

    rondinella61AntaresBlackCrownebelMononokeHimealiaamigdala
  • AntaresAntares Post: 749
    vi ringrazio per le risposte e mi dispiace che alcune persone non abbiano compreso la distinzione che ho espresso, o quantomeno, non l hanno compresa per il modo in cui l ho espressa.
    alia
  • @Antares provo a risponderti: i sentimenti non sono razionali.
    Antaresamigdala
  • Bravo @DrMoody. Bella risposta!
    alia
  • aliaalia Post: 118
    modificato agosto 2018
    Dovrebbe essere insegnato nelle scuole come classificare le relazioni in base alla reazione neurologica o biochimica che determinano. Purtroppo sì dà ancora spazio alla sola idea di amore romantico, e poi di amicizia (spesso con un’accezione anch’essa romantica) e nelle scuole più evolute qualche volontario (e per fortuna succede) entra a parlare di omosessualità/bisessualità/transessualià. Sessualità, appunto. Emozioni e relazioni, sono tutte “demandate” alle ore di letteratura (!) . Educazione ai sentimenti e alle relazioni, nulla. Siamo al medioevo. Ho imparato più cose leggendo spazio Asperger, che nelle sedi in cui si presume che dovrebbe essere data una formazione ai giovani, perché almeno qui certe domande ve le fate, e spesso date anche delle ottime risposte. Grazie @antares
    rondinella61SophiaOrsoX2mammarosannaAntaresMononokeHime
  • DrMoodyDrMoody Post: 362
    modificato agosto 2018
    alia ha detto:

    Dovrebbe essere insegnato nelle scuole come classificare le relazioni in base alla reazione neurologica o biochimica che determinano. Purtroppo sì dà ancora spazio alla sola idea di amore romantico, e poi di amicizia (spesso con un’accezione anch’essa romantica) e nelle scuole più evolute qualche volontario (e per fortuna succede) entra a parlare di omosessualità/bisessualità/transessualià. Sessualità, appunto. Emozioni e relazioni, sono tutte “demandate” alle ore di letteratura (!) . Educazione ai sentimenti e alle relazioni, nulla. Siamo al medioevo. Ho imparato più cose leggendo spazio Asperger, che nelle sedi in cui si presume che dovrebbe essere data una formazione ai giovani, perché almeno qui certe domande ve le fate, e spesso date anche delle ottime risposte. Grazie @antares

    Mah io non so a) se è il caso che certe cose vengano insegnate. Ognuno dovrebbe impararle da sé. Anche perché "amicizia" o "amore" possono voler dire cose diverse per le diverse persone. Ad esempio io per "amicizia" intendo un rapporto molto stretto, altri possono intendere anche relazioni che io classifico sotto la "semplice conoscenza". Dunque non so quanto potrebbe essere standardizzato e condiviso.
    Inoltre b) accanto all'aspetto puramente neurobiologico entrano in gioco altri fattori, che per comodità potremmo chiamare psicologici (inconscio, ecc.). Il riduzionismo alla Kandel, per intenderci, tende a sottostimarne l'influenza. Che probabilmente si esplica tramite segnali biochimici, ma che va al di là della nostra (attuale) comprensione delle reti neurali e della segnalazione neuronale.
    AntaresamigdalaBlackCrow
  • RonnyRonny Post: 1,420
    Con amicizia i neurotipici intendono uno spettro di rapporti che non include l'amore chimico (con amore chimico intendo l'amore che hai verso un partner da cui sei attratto sessualmente).
    Questo spettro va dal semplice conoscere e stare bene con una persona al farci sesso. Ciò significa che nel termine amicizia rientrano tutta una serie di rapporti che possono essere più o meno simili e più o meno diversi da una relazione romantica. Dovresti spiegare più nello specifico a che sottotipo di amicizia ti stai riferendo per avere una risposta accurata
  • aliaalia Post: 118
    modificato agosto 2018
    Antares ha detto:

    una persona neurotipica tende ad innamorarsi di una persona piuttosto che di un'altra per scelta (della serie "tizio non è il mio tipo, caio lo è perchè ha queste caratteristiche che tizio non ha"), oppure perchè sente dentro il convogliarsi il sentimento amoroso verso una singola persona (del tipo "non comparo tizio a caio perchè il primo non mi fa provare quella cosa che invece caio mi fa provare")? nel primo caso la differenza è di tipo quantitativo e per chi non è amato (ma semplicemente visto come un amico) la cosa può tradursi in un'esistenziale, per certi versi totalizzante complesso di inferiorità nei confronti di chi viene amato. nel secondo caso la persona non amata tendenzialmente accetta meglio la sua condizione, capisce che quel "non so che" posseduto dalla persona che viene amata non è una mancanza interiore, bensì una non comparabile diversità. ripeto, la domanda si riferisce ai sentimenti provati prevalentemente dalle persone neurotipiche. gli asperger, secondo me, propendono per il lato "quantitativo" di tale discernimento.

    DrMoody ha detto:

    alia ha detto:

    Dovrebbe essere insegnato nelle scuole come classificare le relazioni in base alla reazione neurologica o biochimica che determinano. Purtroppo sì dà ancora spazio alla sola idea di amore romantico, e poi di amicizia (spesso con un’accezione anch’essa romantica) e nelle scuole più evolute qualche volontario (e per fortuna succede) entra a parlare di omosessualità/bisessualità/transessualià. Sessualità, appunto. Emozioni e relazioni, sono tutte “demandate” alle ore di letteratura (!) . Educazione ai sentimenti e alle relazioni, nulla. Siamo al medioevo. Ho imparato più cose leggendo spazio Asperger, che nelle sedi in cui si presume che dovrebbe essere data una formazione ai giovani, perché almeno qui certe domande ve le fate, e spesso date anche delle ottime risposte. Grazie @antares

    Mah io non so a) se è il caso che certe cose vengano insegnate. Ognuno dovrebbe impararle da sé. Anche perché "amicizia" o "amore" possono voler dire cose diverse per le diverse persone. Ad esempio io per "amicizia" intendo un rapporto molto stretto, altri possono intendere anche relazioni che io classifico sotto la "semplice conoscenza". Dunque non so quanto potrebbe essere standardizzato e condiviso.
    Inoltre b) accanto all'aspetto puramente neurobiologico entrano in gioco altri fattori, che per comodità potremmo chiamare psicologici (inconscio, ecc.). Il riduzionismo alla Kandel, per intenderci, tende a sottostimarne l'influenza. Che probabilmente si esplica tramite segnali biochimici, ma che va al di là della nostra (attuale) comprensione delle reti neurali e della segnalazione neuronale.
    Per “insegnare” non intendevo “dare schemi da seguire”. Intendevo “dare informazioni sulle basi neurologiche delle emozioni”. L'insegnamento, e tanto meno l’educazione, non dovrebbe mai essere un’indicazione di schemi.

    Antares
Accedi oppure Registrati per commentare.


Ehi, straniero!

Sembra che tu sia nuovo da queste parti. Se vuoi partecipare accedi con le tue credenziali oppure utilizza il modulo di registrazione!