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Consigli e confronti.

GioGio Post: 28
modificato marzo 2015 in Sensi, percezioni, attenzione
Salve, vi capita mai di non ricordare eventi di quando eravate piccoli? Non so se questo argomento centri o meno con gli Aspie, magari non c'entra nulla ma non so a chi altro chiedere consiglio, visto che la mia famiglia crede che io sia semplicemente distratta. 
Vi spiego meglio: A volte mi ritrovo con amiche a ricordare i bei vecchi tempi. Ora ho vent'anni e di solito parliamo del liceo, e loro mi dicono sempre: "Gio ti ricordi quando in terza abbiamo fatto questo?" Ecco io non ricordo niente. Anzi se mi sforzo vedo buio. E' così per tutto ciò che riguarda gli anni delle elementari e del liceo fino al quarto anno circa. Magari qualcosa lo ricordo, ma è sfocato, come se fosse un sogno. Come se non fosse successo a me. Che ne pensate?
Post edited by yugen on
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Commenti

  • biancabianca Post: 1,380
    Forse hai vissuto un periodo sgradevole, che hai rimosso, oppure hai una cattiva memoria. Non credo c'entri con la AS: i miei ricordi partono da quando ero piccolossima.
  • I ricordi relativi all'infanzia restano impressi se sono legati a qualcosa di particolare, come un'evento molto divertente/triste/doloroso/inquietante, i meccanismi della psiche sono magici e misteriosi, per cui se non lo ricordi magari è solo perché non ci hai più ripensato da allora (non avendone il motivo) o non l'hai trovato rilevante, sarebbe come chiederti che hai mangiato a pranzo il 15 marzo del 2002 (data a caso).

    Questo se le lacune si limitassero all'infanzia, ma se non ricordi nulla di cose di cinque anni fa (numero di anni a caso), ne dovresti parlare a qualcuno.
    Always look on the bright side of life.
  • Andato_87Andato_87 Post: 3,049
    modificato febbraio 2013
    Io invece penso c'entri con l'Asperger.
    Dell'infanzia mi sembra di non ricordare assolutamente nulla.
    Ricordo qualcosina di quando avevo 11/12 anni.
    Ho iniziato a ricordare "seriamente" solo a 14/15 anni.
  • @Gio, neanch'io penso che il tuo sintomo c'entri qualcosa con l'AS: io, per esempio, ho una memoria fotografica quasi infallibile. Può essere che a volte mi dimentichi di qualcosa di importante, ma solo se, a esempio, sto attraversando un periodo di grande cambiamento grazie al quale mi sembra di aver superato (o star superando)  le situazioni, le emozioni o le circostanze che hanno a che fare con l'episodio di cui non mi ricordo più, forse proprio perché lo sto ridimensionando o comunque l'ho rimosso (o lo sto rimuovendo) inconsciamente. Per il resto io mi ricordo ancora come se fosse ieri di episodi risalenti persino alla mia prima infanzia...
  • Andato_87Andato_87 Post: 3,049
    A dire il vero ricordo qualcosina di quando avevo tra i 6 e i 10 anni: la fissazione di non voler stare seduto a scuola, i nomi di alcuni compagni delle elementari (ma non ricordo nulla di quando mia madre fece salire uno di loro un paio di volte a casa mia), le sere d'estate guardando il festivalbar in tv, una derisione sulla spiaggia, che però non ricordo per quale motivo venni deriso...mia madre tenta di ricordarmi l'estrema goffaggine che avevo quegli anni, insieme ad altre fissazioni e altre cose che preferisco non raccontare...
    Nel mio caso è come se il mio cervello stesso volesse rinnegare una parte di me, anzi ciò che è stato parte di me anni fa, e infatti in un altro thread mi pare di aver scritto una frase tipo "Voglio essere conosciuto per ciò che sono oggi, non per ciò che ero tanti anni fa".
  • Andato_87Andato_87 Post: 3,049
    modificato febbraio 2013
    @Coreute
    se non c'entra nulla con l'as, devo aver avuto un'infanzia traumatica.....
    ma comunque io ho una pessima memoria fotografica, riesco a ricordare molto bene numeri e nomi (meglio ancora se associati tra loro, ad esempio "13 Mario"); qualche volta sigle, e a riconoscere canzoni (ho la tv accesa in sottofondo proprio in questo momento, e ho appena riconosciuto al volo una canzone degli ZZ Top sentita in sottofondo per un secondo e mezzo XD).

    Sono un caso disperato per quanto ricorda il riconoscimento dei volti (ne ho già parlato qui).
    Il fatto che non me ne freghi nulla di rivedere un ex compagno di scuola, peggiora il tutto.
  • CoreuteCoreute Post: 403
    modificato febbraio 2013
    @A87, penso che le differenze tra noi abbiano a che fare con la varietà di manifestazioni dell'AS. Anche se non ho mai saputo modulare troppo bene il contatto oculare da bambino, a quell'età già memorizzavo facilmente i volti delle persone che incontravo o avevo intorno in qualità di amici, compagni di scuola o parenti. E riesco anche a riconoscere una persona, che ho già visto o meglio osservato per un certo tempo, da come si muove, anche se la vedo di spalle e dopo tanto tempo...senza bisogno di guardarla in faccia...
  • Andato_87Andato_87 Post: 3,049
    modificato febbraio 2013
    Il mio contatto oculare è sempre stato pessimo, dovrei impegnarmi di più.
    Se ho avuto quella diagnosi di autismo a tre anni, un motivo forse c'era...
    La mia manifestazione finora è stata di tipo "evolutivo", ma in questo thread è meglio non dilungarci sulle diverse manifestazioni, ce ne sarebbero tante quante sono le persone Asperger.

    ps. Sforzandomi meglio, in questo momento mi è tornata in mente una mia compagna di classe delle medie, ma il ricordo resta comunque vago. Non riuscirei a descriverla né la riconoscere se la incontrassi adesso. Questo è solo uno dei tanti esempi.
  • CoreuteCoreute Post: 403
    modificato febbraio 2013
    @A87, non demoralizzarti: il contatto oculare non è poi così importante dopo tutto (per esempio Temple Grandin e Bill Gates vivono benissimo senza saper usare da neurotipici il contatto oculare), tieni anche conto che, secondo me, è una questione individuale se e quanto si possa migliorare o cambiare rispetto ai vari sintomi: non tutto purtroppo è in nostro potere. Se ti può essere utile, però, ti consiglierei di sottoporti a una terapia cognitivo-comportamentale appositamente mirata a questo scopo, ho sentito dire che possono essere efficaci e dare qualche beneficio...
  • Andato_87Andato_87 Post: 3,049
    modificato febbraio 2013
    Altro esempio (stavolta positivo):

    Durante l'estate 2008, quando incontrai una mia ex compagna di classe delle superiori che ho visto per due anni e non vedevo dal 2003, la riconobbi subito e parlammo per bel un quarto d'ora...

    Questo mi fa credere nella teoria "evolutiva" circa la mia manifestazione dell'Asperger.
    In un certo senso imparare ad essere empatico con gli altri mi ha aiutato molto.
    Devo ancora imparare a fare molte cose, ma si sa, non si smette mai di imparare!
  • CoreuteCoreute Post: 403
    modificato febbraio 2013
    Beato te @A87, io alla tua età evitavo le mie conoscenze come appestati, tanto ero timido: ben difficilmente mi sarei fermato a parlare con loro se li avessi incontrati (e li riconoscevo tutti benissimo, anche da molto lontano, forse proprio a causa del fatto che in fondo temevo l'incontro ravvicinato...)
  • Andato_87Andato_87 Post: 3,049
    modificato febbraio 2013
    Quella fu comunque un'eccezione... di solito non mi fermo a parlare con gli altri.
    L'anno scorso sono andato un paio di volte a fare la spesa da solo, e sono entrato e uscito dal supermercato in silenzio, pagando ciò che mi serve senza parlare con la cassiera.

    Poi, come ho già detto, non me ne frega niente di rincontrare ex compagni di scuola, e non credo cambierò mai idea su questo, non erano un granché a parte qualcuno a cui mi affezionai, ma che comunque ho perso di vista perché, appunto, timido e incapace di mantenere relazioni sociali.

    Scrissi qui un'altro pensiero riguardante le vecchie conoscenze.
    http://www.spazioasperger.it/forum/discussion/495/ho-paura/p1
    ma in effetti ha ragione @icaro89
    dovrei farmi (ri)conoscere per come sono diventato ora, per come mi sono "ricostruito" (?).
  • CoreuteCoreute Post: 403
    modificato febbraio 2013
    Io ancora adesso ho problemi nei rapporti informali e nel condividere le mie emozioni con gli altri: a far capire che soffro o gioisco con...ben difficilmente mi cimento in una conversazione casuale che sia con i miei famigliari, i miei amici, i miei colleghi o altri, a meno che non abbia incontrato i miei interlocutori per la prima volta e abbia la quasi matematica certezza di non doverli rivedere....e prendere la parola in un gruppo mi è quasi impossibile, mentre nelle conversazioni faccia a faccia con al massimo altre due persone, me la posso anche cavare, date tutte le limitazioni precedenti beninteso...ma forse a questo punto stiamo andando un po' off-topic...
  • GioGio Post: 28
    @bianca in effetti questa mia apparente "perdita di memoria" l'associo al fatto che quegli anni non sono stati molto felici per me. E' possibile quindi che io abbia in un certo senso archiviato quegli anni perchè il loro ricordo mi portava dolore?
    @Coreute io ho un po' di memoria fotografica per lo studio. Per esempio un paio di giorni fa avevo un esame scritto e alcune cose non ero riuscita a studiarle in tempo, così un'ora prima del test mi sono letta tutto quello che mi mancava e quando, durante l'esame, mi è uscita un domanda su quello è come se avessi visto nella mia mente il libro aperto alla pagina in cui si trovava la frase che mi serviva per rispondere al quesito. Non so se ho reso l'idea. Questa capacità l'ho sempre avuta. Infatti è grazie ad essa che al liceo mi salvavo alle interrogazioni pur non sapendo nulla xD
    @A87 anche io ricordo qualcosina dell'infanzia. Tipo che quando avevo 4-5 anni io e mia sorella, quando dovevamo mangiare, ci nascondevamo sotto alla tavola e mamma ci imboccava e ad ogni boccone correvamo a farci una passeggiata sul balcone e non appena ingoiavamo rientravamo dentro per un altro boccone. :) Mi ricordo anche di quando gli altri bambini mi prendevano in giro e mia sorella mi consolava. Quindi sono d'accordo con @TheMitty i ricordi dolorosi sono quelli che mi sono rimasti impressi. 

  • GioGio Post: 28
    @A87Nel mio caso è come se il mio cervello stesso volesse rinnegare una parte di me, anzi ciò che è stato parte di me anni fa, e infatti in un altro thread mi pare di aver scritto una frase tipo "Voglio essere conosciuto per ciò che sono oggi, non per ciò che ero tanti anni fa".

    Ecco è proprio quello che penso io. Inoltre, anche io come te, sono più propensa a ricordare numeri, meglio ancora se associati a nomi e a riconoscere canzoni. Sono un caso disperatissimo a riconoscere i volti. Spesso per strada mi salutano ed io mi sento sempre a disagio perchè non riesco a capire chi è, a meno che non me lo ritrovi faccia a faccia.
  • LunaLuna Post: 525

    In questo no, non mi riconosco, io ricordo molti episodi avvenuti quando ero piccola, che neppure mia madre ricorda!! Sia cose fatte in famiglia che fatti avvenuti all'asilo ed alle elementari, dai nonni...

  • TsukimiTsukimi Post: 3,827
    Io l'infanzia in generale la ricordo abbastanza bene. Non ricordo i volti ma non li ricordavo nemmeno allora, anzi avevo molti più problemi a riconoscere la gente (due cugine le ho considerate intercambiabili fino all'adolescenza).
    "The Enlightened Take Things Lightly" - Principia Discordia
  • TsukimiTsukimi Post: 3,827
    "Voglio essere conosciuto per ciò che sono oggi, non per ciò che ero tanti anni fa".
    Io lo penso anche da un anno all'altro.
    "The Enlightened Take Things Lightly" - Principia Discordia
  • wolfgangwolfgang Post: 10,787
    @Gio è un fenomeno comune alle persone che stanno vivendo o hanno vissuto un momento di depressione. E' il tuo caso?
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • Andato_87Andato_87 Post: 3,049
    modificato febbraio 2013
    @Gio è un fenomeno comune alle persone che stanno vivendo o hanno vissuto un momento di depressione. E' il tuo caso?
    Rispondo io: spesso ho creduto di essere depresso, almeno finché non ho scoperto che la depressione è una malattia, e in quanto tale non dovrei neanche permettermi di nominarla.
    Ci sono cose brutte della mia infanzia che ricordo bene, le liti con papà, il bullismo a scuola, gli sfottò in spiaggia, e quella volta che mi affogai mangiando e mia madre dovette mettermi a testa in giù e schiaffeggarmi la schiena… Poi, per le mie intenzioni attuali, trovo poco rilevante ciò che sono stato nei primi dieci anni di vita (troppi pregiudizi addosso!), ma ho un’altra teoria sul mio “oblio infantile”: da piccolo, alla sera piangevo spesso e ci mettevo ore ad addormentarmi (questo lo so grazie a mia madre), e si sa che dormire poco non giova all’apprendimento e alla salute mentale…
  • GioGio Post: 28
    @wolfgang forse quand'ero piccola. Per piccola intendo il periodo delle elementari. Nelle discussioni precedenti ho detto che a quell'età vivevo praticamente su un altro pianeta, e non mi interessavo di ciò che mi circondava. Quindi non avevo interazioni sociali con gli altri bambini, anche se in quinta mi pare, ho avuto "un'amichetta del cuore". Nonostante ciò ero triste e arrabbiata perchè a scuola ero io a non voler comunicare, ma a casa invece parlavo e parlavo e volevo essere ascoltata, ma non lo faceva mai nessuno, anzi mi azzittivano :/ Mi svalutavo sempre e pensavo continuamente alla morte, anzi una volta pensai davvero al suicidio ma ebbi paura e lasciai perdere. E' essere depressi questo? Sinceramente non ne ho idea. E non vorrei dire sciocchezze. 
  • GioGio Post: 28
    modificato febbraio 2013
    @A87 le cose brutte della mia infanzia anche io le ricordo tutte. Ma è il resto che mi sfugge. Anche io piangevo spesso, beh quasi tutte le sere. Questo è uno dei ricordi brutti che ricordo bene. 
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