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Empatia e compassione

ZeroneroZeronero Post: 128

Premetto che rispetto tutti. Per tutti intendo quasi tutte le forme di vita superiore, quindi includo Palomena prasina ed escludo il dominio dei procarioti.
Errare è umano (luogo comune) e mi sembra lecito fare critiche costruttive e vi esorto a fare lo stesso con me.
Ho notato che alcuni confondono il significato della parola "empatia".
Empatia significa capire istantaneamente i pensieri e gli stati d'animo di una persona. Link: http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/E/empatia.shtml
Su questo forum viene spesso scambiata per il termine "compassione", che significa partecipare alle sofferenze altrui. Link: http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/C/compassione.shtml
Generalmente le persone con la sindrome di Asperger sono meno empatici della media, ma non è detto che non siano capaci di compassione. I problemi legati alla condivisione dei sentimenti riguardano perlopiù la mancanza di Teoria della mente, che significa problemi con la mentalizzazione, ossia, la rappresentazione degli stati mentali propri e altrui e la metacognizione, ossia la capacità di riflettere sui propri stati d'animo. Link: http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_della_mente
Spero di non aver irritato nessuno, ma avervi arricchito di informazioni, come voi state facendo con me.

Post edited by wolfgang on

Commenti

  • biancabianca Post: 1,380
    Grazie @Zero! Immagino che quando anticipi razionalmente le reazioni altrui e sei in grado di pronunciare esattamente le parole che dirà (a me capita giornalmente sul lavoro) non sia empatia e nemmeno preveggenza, ma semplice osservazione della realtà. Mi chiedo spesso come gli altri vengano spiazzati da reazioni che a me sembrano prevedibilissime. Per questo sono convinta che la ToM sia una sovrastruttura che complica la comprensione altrui, anziché favorirla.
    Che ne dici?
  • PavelyPavely Post: 3,350
    Io non sono d'accordo.

    E' bene aggiungere che I NEUROTIPICI AFFERMANO QUESTO.

    Io sono ASSOLUTAMENTE CONVINTO CHE QUESTA OPINIONE NON SIA AFFATTO VERA.

    Esattamente: LA TEORIA DELLA MENTE è UNA T E O R I A. Cioè: NON è UNA VERITà. E' UN'IPOTESI.

    Affermare che il concetto di Teoria della mente entri nella descrizione dell'Autismo significa affermare che ciò che pensano i Neurotipici di noi sia vero.

    E' come dire che un Eterosessuale sappia cosa provi un Omosessuale. E potrei, su questa linea, fare molti esempi... ma mi astengo. Le teorie dei Neurotipici su di noi, non mi interessano e non gli do alcun valore.

    Soprattutto: A ME DISPIACE SE ESISTE ANCORA QUALCUNO CHE INVECE DI ASCOLTARE COSA PENSI UN AUTISTICO PROFONDO DI Sé, ASCOLTA NEUROTIPICI PONTIFICARE SU COSA L'AUTISTICO PROVI E SENTA.

    §

    In modo chiarissimo: GLI NT DEVONO ASCOLTARE I ND, E I ND DEVONO ASCOLTARE GLI NT.

    Dobbiamo conoscerci, amarci, comprenderci. Dobbiamo imparare a comunicare.

    Dobbiamo IMPEGNARCI seriamente a intavolare una discussione profonda in cui non solo ognuno parli di sé, ma in cui ognuno si muova verso l'altro, con amore, ammirazione, stupore e meraviglia.

    Ma i discursi sulla ToM, sulla Mancanza di Empatia non sono altro che IPOTESI degli Nt su di noi. Idee che si sono fatti... spiegazioni che hanno estrapolato dalle stelle per spiegarci. Ora: OGGI SAPPIAMO CHE UNA FRANGIA DI AUTISTICI (chiamiamoli "ad alto funzionamento") PARLA DI Sé.

    Dunque, si ascolti.

    Ma soprattutto: si spieghi agli autistici a NON VEDERSI CON GLI OCCHI DEI NEUROTIPICI.

    Come i Gay che, per secoli, usarono le categorie di pensiero e la cultura Camp mutuata dal mondo Neurotipico.

    No.

    E questo è quanto.




  • Non credo di aver capito cosa intendi bianca. Le reazioni legate alla teoria della mente sono immediate: per capire cosa pensa una persona dalla faccia io prima analizzo l'espressione secondo le regole che ho appreso, poi penso alle possibili cause che possono aver prodotto quell'espressione e alla fine penso a come reagire. Per gli altri è immediato.

    Pavely
    Beh, l'approccio clinico deve essere condivisibile, quindi deve essere comprensibile dalla maggior parte degli addetti ai lavori, che non sono autistici. Come ho precisato sopra io rispetto tutti e quindi ascolto tutti, in un altro post ho scritto che non credo nei concetti formulati a priori. Significa che mi riservo il diritto e il dovere di ascoltare il pensiero comune, il pensiero scientifico più accreditato e alcuni di quelli meno condivisi, poi confronto tutto con quello che penso io e quello che riesco a razionalizzare e ne esco con una mia opinione.
    Non ho mai scritto NT e ND, perché mi sa molto di preconcetto: non voglio pensare "i tipici fanno questo, i diversi quello". Come più volte chiarito l'autismo si presenta come spettro, quindi ha più senso parlare di "maggior parte". Appunto per questo nella discussione ho scritto di "media". Riguardo alla teoria della mente, la penso come Popper, non la considero una legge. Ma come direbbe lui è una teoria ben enunciata, per questo io ne faccio uso.
    Se devo poi parlare di me, affermo che le mie capacità di empatia (con il significato che ho esposto sopra) sono inferiori alla norma, perché ho fatto dei test, che sono basati su studi attendibili. Puntualizzo che mi rendo conto siano studi di persone non autistiche e per questo per me hanno più valore. Rifletti: ha senso un test visivo fatto da daltonici per daltonici?
    Persone daltoniche e persone autistiche hanno in comune differenze fisiologiche rispetto alla norma. Non ha senso, secondo me, paragonare autismo a omosessualità: questi non hanno differenze fisiologiche, la pensano in modo diverso su alcuni temi. Ho conosciuto e discusso con persone omosessuali e a quanto ho capito a loro piacciono persone dello stesso sesso, come a me piacciono quelle di sesso opposto. Per me non conta neanche come differenza, è come se io e un mio amico avessimo preferenze diverse sui gusti del gelato.
    Apprezzo molto quello che scrivi, perché lo fai con entusiasmo e convinzione. Però ti pregherei di non scrivere in questo modo, mi da molto fastidio. Puoi scrivere con lettere maiuscole solo dopo un punto e inserire in grassetto le parti che ritieni importanti. Oppure puoi scrivere tutto in maiuscolo. In questo caso È si scrive digitando ALT + 212, À con ALT + 183, è in maiuscolo non si può fare con questo software.
    Grazie.

     

  • biancabianca Post: 1,380
    Infatti, ho premesso che quella che utilizzo io non è empatia o ToM, ma un percorso più razionale. E quando dico che qs "presunzione" di saper leggere a volte porta fuori strada, intendo questo: in determinate circostanza, le persone che lavorano con me, pensano di intuire cosa pensi il cliente (empaticamente). Nel 90% dei casi sbagliano (e non sono tutti autistici, te lo assicuro!). Io guardo il cliente e mi rendo conto di non capire un tubo. Allora paragono il caso a quelli passati che gli somigliano e che hanno avuto una determinata evoluzione. Mi aspetto la stessa evoluzione e nella maggior parte dei casi è così (ho il soprannome di "strega", magari non solo per questo, ok...). A volte mi succede anche nella vita privata.
  • Sì, non è detto che il procedimento intuitivo sia più efficace di quello ricorsivo che adottiamo io e te.
  • wolfgangwolfgang Post: 10,799
    modificato marzo 2013
    @Zeronero

    Non sono d'accordo. O meglio, il discorso è diverso, non c'è una definizione comunemente riconosciuta dei termini in letteratura. Purtroppo le definizioni da vocabolario non sono adatte a descrivere la complessità dell'autismo.

    La divisione comunemente più accettata è che ci sia:

    - Empatia affettiva
    - Empatia Cognitiva

    Il fatto che siano confuse risiede nell'evento che per i neurotipici sono correlate (all'aumentare dell'una tende ad aumentare l'altra) ma per le popolazioni atipiche no.

    Con empatia affettiva si intende: la spinta a rispondere con un'emozione appropriata agli stati mentali altrui e la nostra capacità di entrare in empatia emozionale con lo stato emotivo di un'altra persona.
    Con empatia cognitiva si intende: la spinta ad identificare gli stati mentali di un altro. Il termine empatia cognitiva e teoria della mente sono spesso usati come sinonimi.

    In realtà la divisione è ancora più sottile:

    L'empatia affettiva può a sua volta essere separata in: Stress personale, coinvolgimento empatico.
    L'empatia cognitiva può a sua volta essere divisa in: empatia cognitiva intuitiva ed empatia cognitiva verbale.

    1) Lo Stress personale è: l'inclinazione a vivere sentimenti egocentrici  di disagio e ansia in risposta alla sofferenza di un altro.
    2) Il Coinvolgimento empatico è: l'inclinazione a sperimentare simpatia e compassione verso gli altri in risposta alla loro sofferenza.

    3) L'empatia cognitiva intuitiva è: la capacità istintiva di comprendere pensieri e sentimenti altrui.
    4) L'empatia cognitiva verbale è: la capacità di prevedere il comportamento altrui attraverso la logica.

    Nell'autismo e nell'asperger il punto 1 è maggiore della norma, il 2 è normale, il 3 è minore della norma ed il 4 dipende strettamente dal QI (raggiunge un valore normativo per un VIQ>120).

    In realtà poi andrebbe considerata completamente a parte la regolazione emotiva (cioé la capacità di rispondere correttamente da un punto di vista del comportamento).

    Se ti interessa questa è la trascrizione di un dialogo che ho avuto con Tiziana Zalla, una ricercatrice brillante che si occupa proprio di questo: La morale della storia.
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • ZeroneroZeronero Post: 128

    Grazie. È questo che intendevo: arricchire l'altro. Però ti chiederei, a questo punto, di creare una sezione "glossario", per i termini più o meno importanti. Ad esempio una delle parole che ho letto in quasi tutti i post è proprio "empatia", l'ho cercata subito e devo dire che mi stupisco ora a sapere che uno dei dizionari più diffusi sia errato o incompleto.

    Però hai scritto:

    Con empatia affettiva si intende: la spinta a rispondere con un'emozione appropriata agli stati mentali altrui e la nostra capacità di entrare in empatia emozionale con lo stato emotivo di un'altra persona.

    Non dovresti usare la parola stessa nella sua definizione. Perché questa diventa un loop logico.

    Grazie ancora dell'informazione.

  • Andato34Andato34 Post: 4,027
    Io vedo corrette le definizioni che hai dato tu @zeronero all'inizio, e corrispondono esattamente a quello che intendo io per quei termini. Poi però la compassione non credo neanche sia tanto una capacità ma più una scelta fatta sulla base di quello che si ritiene giusto.
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
  • CoreuteCoreute Post: 403
    Trovo molto interessante l'articolo di @wolf, a mio parere io provo sia empatia sia compassione. Presento però dei problemi a esplicitarle, a metterle in pratica: è un po' come se fossi imprigionato in me stesso e non riuscissi ad agire consequenzialmente a quel che provo. E' così anche nei rapporti personali quotidiani con le altre persone: è come se fossero troppo difficili od onerosi da portare avanti perché mi sento a disagio, ansioso quando sono in situazioni sociali, e poi perché tendo a essere focalizzato su me stesso e tutto il resto mi pare un po' una perdita di tempo...ma non è tanto egoismo quanto il non avere l'abitudine e l'attitudine a determinati rapporti interumani...anche se poi ne soffro e finisco per ritrovarmi isolato.
  • BrianBrian Post: 255
    1) Lo Stress personale è: l'inclinazione a vivere sentimenti egocentrici  di disagio e ansia in risposta alla sofferenza di un altro.

    Decisamente
    "Anything Anytime Anyplace For No Reason At All" - Frank Zappa
  • wolfgangwolfgang Post: 10,799
    Io vedo corrette le definizioni che hai dato tu @zeronero all'inizio, e corrispondono esattamente a quello che intendo io per quei termini. Poi però la compassione non credo neanche sia tanto una capacità ma più una scelta fatta sulla base di quello che si ritiene giusto.
    Perché l'empatia è una "funzione cognitiva" la compassione è un sentimento superiore
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • wolfgangwolfgang Post: 10,799
    @coreute infatti ho parlato di egocentrismo. Purtroppo in molti lo confondono con l'egoismo. Ma sono due cose molto diverse. Il primo significa vivere un evento dalla propria prospettiva, il secondo significa tenere solo a se stessi. Si può essere egocentrici ed altruisti, ne conosco diversi esempi nello spettro
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
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