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Perchè le persone sembrano infastidite quando provo a spiegare la mia condizione?

Ho 23 anni e sono stato diagnosticato appartenente allo spettro autistico ad alto funzionamento quest'anno. Ultimamente sto facendo lo sforzo di spiegare alle persone più vicine le mie difficoltà in diversi ambiti (attenzione, relazioni sociali, routine e ipersensibilità sensoriale) ma molte di queste persone, compresa mia sorella, hanno sempre delle reazioni che sono parecchio frustranti:

D1. Ma non è che stai esagerando? Non sembri autistico...
D2. Si, ma tutti abbiamo un po' alti e bassi, mica è una cosa così strana!
D3. Se sei asociale non c'è bisogno di una diagnosi per spiegarlo
D4. Vedi, sei fortunato! Questo è un dono che ti rende un genio!

1. Non sto esagerando e non voglio usare la diagnosi come scusa per certi lati del mio carattere, però diavolo! Che vuol dire che non sembro? Riuscite a vedere com' è cablato il mio cervello dalla mia espressione? Bravissimi allora!

2. Alti e bassi ok che sono nella norma, ma non capire cosa si prova e non sapere come regolare le proprie emozioni per le minime cose è un'altra faccenda secondo me. Tendo ad avere un umore cupo e se non vengo stimolato a livello creativo posso peggiorare sempre di più. Quindi non è questione di strano, ma di diverso. Non possono fare uno sforzo e capire qualcosa in più, magari informandosi meglio su cosa siano depressione, ansia, disturbo bipolare, OCD, ADHD ecc... ?

3. "Potrei diventare asociale per evitare persone come te, davvero."
La diagnosi mi ha reso più consapevole, ma sembra non rendere più consapevoli gli altri, anzi li allontana nella maggior parte dei casi.

4. Questa la prendo come scocciante solo per metà. Non è un dono, è un modo diverso di vivere e vedere le cose secondo me. L'ansia non è un dono. L'umore fluttuante non è un dono. Essere un visual thinker può essere un dono se l'ambiente circonstante valorizza certe qualità, ma se l'ambiente è fatto di ottusi idioti che dono dovrebbe uscire allo scoperto? Bho.

Non so veramente quale sia il modo più giusto per parlare alle persone della diagnosi o di questa condizione più in generale. Il primo mio tentativo ha portato il mio coinquilino ad irrigidirsi con me, e alla fine a decidere di voler cambiare casa. Questa cosa mi ha lasciato un amaro in bocca intriso di tristezza, perchè non ho mai voluto far male a nessuno e non inizierò di certo da domani.
Avete dei consigli?

Grazie, a tutti.
"Può darsi che non sarai mai felice. Perciò non ti resta che danzare, danzare così bene da lasciare tutti a bocca aperta."
(Haruki Murakami)
MelisandeShiki_Tima_Ryougirondinella61Marco75

Commenti

  • JAA005JAA005 Post: 825
    modificato luglio 2019
    Ciao, ti capisco eccome. Anche a me dicono: non sembri autistico.
    E per forza, loro sono rimasti a Dustin Hoffman in Rain Man. E noi ci distinguiamo dall'immaginario collettivo dell'autismo. Credo ci preferirebbero ciondolanti a contare le carte.
    Per il punto 2: alti e bassi li hanno tutti. Ok, prendiamo atto; forse però noi vediamo le cose in modo tutto bianco tutto nero, ergo i nostri alti e bassi sono più totalizzanti.
    3. Asociale: Beh, se mi invitano alla pizzata di classe dopo che per un anno mi sono sentito dire autistico del c., gay del c. e secchione di m.
    Chi ha dei problemi sociali? Sono gli ipocriti che mi hanno invitato. Ergo condivido, piuttosto di stare con voi la pizza me la mangio a casa ascoltando musica.
    4. Genio? Anche qui luogo comune. Ho/Abbiamo punti di forza, ma le ali che ci rendono grandi sono quelle che a terra ci rendono goffi (Cit Baudelaire).


    Cosa fare?
    Semplicemente non parlare di ciò a chi non può capire .Io ormai a tutti dico : sono Jonathan e basta.Non parlo di autismo di ADHD di ansia.Tanto è una perdita di tempo. Con le poche persone che reputo intelligenti parlo anche della diagnosi.
    Post edited by Sniper_Ops on
    MelisandeAnnaCimarco3882loconirondinella61speranza82MononokeHime
  • IkurahIkurah Post: 40
    Sono all'inzio e sto iniziando solo ora a capire cosa voglia dire parlarne. Non pensavo che le persone fossero così ottuse e dovrò imparare a selezionare meglio le persone. Inoltre, per chi una volta selezionato continuerà a non voler capire ... dovrò imparare a staccarmi o lasciar andare.
    JAA005AnnaCi
    "Può darsi che non sarai mai felice. Perciò non ti resta che danzare, danzare così bene da lasciare tutti a bocca aperta."
    (Haruki Murakami)
  • Lascerei perdere il fatto di spiegarlo agli altri se non strettamente necessario. Tanto è improbabile che comprendano. Comunque il punto 4 è piacevole dai, non lo trovo scocciante. È vero che quello che lo dice non comprende la tua condizione ma quantomeno ti ha fatto un bel complimento :)
  • È difficile da spiegare alle altre persone perché spesso per loro l'autistico è solo quello stereotipato, non concepiscono il concetto di spettro. Devi scegliere accuratamente le persone a cui dirlo, se vuoi parlarne ti consiglio persone che si informano e che non hanno pregiudizi sugli altri in generale. A meno che non sia strettamente necessario cerca di non parlarne troppo, è il prezzo da pagare per l'ignoranza di molti che o minimizzano come hai potuto notare o si spaventano come il tuo coinquilino.
    JAA005
  • AnnaCiAnnaCi Post: 23
    Anche io ho i tuoi stessi dubbi siccome da poco sono consapevole di questa mia caratteristica. A me sinceramente mette tanta tristezza il fatto di non essere capita e anche di non poterla condividere. È come se censurassi una parte di me e tra me e gli altri ci fosse un muro ancora più spesso.
    Dunque io ti consiglierei di selezionare per bene le persone a cui intendi parlarne, ma comunque se ti va di parlarne fallo, perchè altrimenti ti sentirai ancor più distante da quelle persone
    Charade
  • sunskysunsky Post: 246
    Infatti io continuo a chiedermi se proprio dovevano chiamare autismo una condizione come la tua e di tanti in questo forum, bambini inclusi? Era così difficile trovare un'altro nome? È impossibile cambiare il significato che la parola autismo ha da quando è stata coniata. Hanno fatto un danno a tanti e a tante famiglie e non vedo il beneficio sociale di tutto questo.
    JAA005
  • JAA005JAA005 Post: 825
    modificato luglio 2019
    AnnaCi ha detto:

    Anche io ho i tuoi stessi dubbi siccome da poco sono consapevole di questa mia caratteristica. A me sinceramente mette tanta tristezza il fatto di non essere capita e anche di non poterla condividere. È come se censurassi una parte di me e tra me e gli altri ci fosse un muro ancora più spesso.
    Dunque io ti consiglierei di selezionare per bene le persone a cui intendi parlarne, ma comunque se ti va di parlarne fallo, perchè altrimenti ti sentirai ancor più distante da quelle persone

    Non sono così d' accordo, ma forse sono in una fase diversa. Fino a qualche mese fa la pensavo come te (Con risultati risibili...). La vedevo come una specie di selezione all'ingresso, ora mi sto ponendo in maniera diversa. Mi chiedo: Ma l'autismo è davvero una caratteristica così determinante?
    Ed ho notato che mi è più semplice parlare di altro e qualche amico me lo sto facendo (E anche qualcosa di più). Ovviamente al "qualcosa di più" ho parlato anche di autismo e non è in viaggio verso l'Uganda con il terrore negli occhi, ma è una persona speciale.
    J
    Post edited by Sniper_Ops on
    Melisande
  • @sunsky veramente la parola diversa l'avevano trovata ed era asperger .... non capisco perchè hanno dovuto cambiare ... socialmente aveva più senso ed inoltre riesce a rappresentare molto meglio persone con caratteristiche simili!


    e comunque la penso come @JAA005 non credo sia per forza una caratteristica così determinante ed è più facile essere se stessi con gli altri senza usare l'etichetta.
    riot
  • loconiloconi Post: 357
    Ma usatele le parole diverse se vi aiutano. Sono asperger, punto! Ma siete sicuri che risolva i problemi?
    Io non tanto, ma il mio punto di vista è diverso.
    JAA005
  • andreapandreap Post: 71
    Se dici questo alle persone cosa speri di ottenere?
    Che ti dicano "poverino"?
    Oppure speri di fare colpo su una ragazza dicendole "sono un aspie e vengo dal pianeta asperger "?
    La gente ha già i problemi suoi per la testa, non è interessata a sentire i tuoi XD
    JAA005
  • MarkovMarkov Post: 10,873
    Sei ancora nuovo qui.
    Nella realtà funziona:
    "poverino" -> no. Sono solo diverso non poverino.

    "Capisco" -> no. Non puoi capire perché tu sei normale e i tuoi problemi sono tutti fuffa rispetto ai miei.

    "Non sembri" -> offensivo, perché sennò i miei sforzi sembrano vani e quindi non sono sufficientemente poverino.

    Ah.

    Puoi provare con "evviva" :D
  • andreapandreap Post: 71
    Penso a questo punto che la risposta più adeguata sia "e quindi?" XD
    Markov
  • JAA005JAA005 Post: 825
    andreap ha detto:

    Se dici questo alle persone cosa speri di ottenere?
    Che ti dicano "poverino"?
    Oppure speri di fare colpo su una ragazza dicendole "sono un aspie e vengo dal pianeta asperger "?
    La gente ha già i problemi suoi per la testa, non è interessata a sentire i tuoi XD

    In effetti mi sono fidanzato quando ho snesso di presentarmi con l' etichetta....
    ;-)
  • andreapandreap Post: 71
    Mia moglie l'ho conosciuta facendola spaventare con i cagnolini giocattolo cinesi da 2 euro...a saperlo prima era meglio comprare un kilo di cozze e mangiarle crude XD
    vera68
  • LifelsLifels Post: 1,849
    Forse un problema è che ad altri potrebbe sembrare che tu cerchi di sostituire la loro percezione di te con delle informazioni non corrispondenti. Inoltre, forse “lo fai” mettendo un’etichetta davanti persino a te stesso.

    Se non ti considerano “autistico”, forse hai anche maggiori possibilità che la loro immagine di te si possa avvicinare a ciò che “sei”. 


    Se fino ad ora ti sei sforzato di dare di te un’immagine che non senti corrisponderti, forse potresti provare a “smettere” di farlo, soprattutto se (e nella misura in cui) “smettere” corrisponderebbe a “prenderti cura di te”.

    Potresti incontrare altre incomprensioni, qualcuno potrebbe pensare che ti comporti così a causa della tua fissazione di essere autistico. In tal caso, potresti provare a dire che tu non lo sei, provando a mettere “te stesso” davanti all’etichetta (te stesso, non una maschera da portare nel tentativo di farti accettare).  

    Potresti anche non venire mai “compreso”. Non cercando questa comprensione, non incolpando gli altri, e concentrandoti su ciò che nello stare con gli altri ti da piacere, forse potresti sentirti meglio, riducendo la sensazione di “repulsione”.

    Purtroppo, spesso le alternative mi sembrano essere:
    - isolarsi sempre di più, rifiutando il contatto con gli altri;
    - lasciare che gli altri vedano un’etichetta prima che noi stessi (quando possibile).

    Forse ciò che speri è che partendo da ciò che tu comunichi agli altri, loro si possano informare, ma senza anteporre l’etichetta a te, e iniziare a crederti dopo aver ampliato la propria consapevolezza della “diversità”.
    Trovare qualcuno che possa fare questo e in questo ordine, forse è molto raro. 

    Forse, potrebbe essere utile anche considerare che la propria percezione di diversità fra sé e l’altro, potrebbe essere maggiore dell’effettiva diversità.




    itLinnaMononokeHime
    Tutto “tra virgolette”

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