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Riconoscersi allo specchio.

HjoralHjoral Post: 119
modificato marzo 2015 in Sensi, percezioni, attenzione
Ciao.
Mi chiedo se anche voi abbiate questo problema. Specie quando sono stressata o comunque agitata, ma diciamo il 70% delle volte in cui mi guardo allo specchio, non mi riconosco. Ossia: so perfettamente che logicamente quella devo essere io, e perciò lo capisco, ma comunque c'è qualcosa che non va. Quella cosa sembra fatta di gomma e si muove in maniera strana. Ha una strana espressione, cerca di imitare le mie ma arriva con qualche millesimo di secondo di ritardo (o almeno, questa è la sensazione che mi dà). Sono sempre pronta a vederla impugnare una spazzola mentre io ho in mano un pettine, per dire. Come se sapessi perfettamente che prima o poi sbaglierà qualche dettaglio, e io allora la smaschererò.
Ma il concetto non è nemmeno così filosofico. Semplicemente, io sono qui, quella lì SO che devo essere io ma contemporaneamente SO ANCHE che non c'è corrispondenza fra le due. Nessuna biezione. O non sufficienti biezioni. Qualcosa non quadra. E mi agito. Mi agito ancora di più. Inizio a tremare. E non posso guardarmi.
Una cosa che faccio da sempre, che io ricordi, è lavarmi i denti non di fronte allo specchio. Mentre mi lavo i denti sono sempre e solo sulla destra, appena fuori il perimetro dello specchio, e guardo fisso davanti a me. 
Anche a voi succede? E' una peculiarità di noi Aspie? Perché mi manca qualcosa? Manca un passaggio. Quello che mi fa percepire la simultaneità di me QUI e di me LI'. Qualcosa. Sento distintamente che è come salire una scala dove un gradino è alto il doppio degli altri. In mezzo, dove doveva esserci il normale gradino a metà, non c'è niente. E lo salto.
"Per me i matti erano loro, per loro il matto ero io; ma loro - maledetti - erano molti di più."
Post edited by yugen on

Commenti

  • anankeananke Post: 1,585
    Ciò che posso ipotizzare, anche sulla base di quello che mi pare di aver letto in altri topic, è che tu non abbia ancora avuto modo di porti al centro della tua esistenza delimitando dei confini entro i quali esprimere la tua vera identità, mettendo dei paletti che impediscano al mondo esterno di irrompere indiscriminatamente al suo interno portandoti a fare cose che non sono nella tua natura.
    Io credo che tirare in ballo l'Asperger, o pensare che queste e altre siano caratteristiche attribuibili allo spettro autistico, serva a poco. E' semplicemente qualcosa su cui devi trovare il modo di lavorare per diventare una persona adulta solida che sa ciò che vuole e sa imporsi nel mondo mettendo a frutto le proprie capacità e realizzando le proprie aspirazioni.
    Se ti guardi allo specchio e non ti piace ciò che vedi o non ti ci riconosci, l'asperger c'entra ben poco. Piuttosto significa che in te c'è una dissociazione, una divisione, fra ciò che sei e ciò che vorresti essere e ancora ciò che il mondo che hai attorno ti chiede di essere.
    Devi mediare fra tutte queste cose e trovare il modo per essere Uno. Un uno variegato per l'amor del cielo, pieno di sfumature come ogni essere umano è, ma senza tutte queste spaccature interne che sono proprie più dell'adolescenza che di una donna adulta.
    Non so se ti sono stata molto d'aiuto ma questo era ciò che mi sembrava giusto dire:)
  • wolfgangwolfgang Post: 10,790
    Leggendo anche i tuoi altri post mi sembra possibile (prendilo con le pinze) che tu possa avere una depersonalizzazione.
    http://spazioasperger.it/forum/discussion/20/depersonalizzazione-e-derealizzazione/p1
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • HjoralHjoral Post: 119
    Ho parlato di Asperger unicamente perché, come dici anche tu c'è un dualismo, una spaccatura fra ciò che sono e "ciò che il mondo che ho attorno mi chiede di essere". Spesso non riesco affatto a rispondere alle aspettative del mondo esterno. Forse riesco a stupire, e talvolta a inorridire o a sbalordire; a essere di più; ma per il 90% delle volte, per le poche azioni meccaniche richieste dalla normale sopravvivenza quotidiana, non sembro niente di speciale, anzi, tutt'altro. Ma capisco il tuo intervento e lo apprezzo. Anch'io penso che il fenomeno sia più legato alla dissociazione, tant'è che spesso esperisco momenti o anche ore di pura derealizzazione e/o pura depersonalizzazione. Sono i momenti in cui creo meglio e ho bisogno di stare in totale solitudine. Non mi accorgo di niente e nessuno oltre a me e il mio romanzo.
    Il discorso è molto lungo, ma credo che la parola "adolescenza" c'entri parecchio, nel mio caso. Però non decido razionalmente di lavarmi i denti senza guardarmi. Semplicemente, a metà del lavaggio mi rendo conto che anche questa volta sono di fronte al muro. E' una cosa totalmente automatica sulla quale non esercito la minima volontà.
    Comunque, ti ringrazio per i consigli. E' tutto molto difficile, ma cercherò di fare del mio meglio. In ogni caso, ho 26 anni, non sono una ragazza piccola e dopo molti anni di autoanalisi e psicoterapia so di aver lavorato molto e a lungo su tutta me stessa. Ho inoltre lavorato moltissimo anche sul mio aspetto fisico, tanto che ora suggerisco ad altre ragazze come truccarsi per far risaltare i loro tratti fisionomici. Forse il fenomeno potrebbe essere connesso al fatto che ho perso 40 chili in due anni, ma per quel che mi riguarda non noto differenze da com'ero prima. Sarebbe una spiegazione logica, se solo questa sensazione di non corrispondenza allo specchio non l'avessi da quando ero bambina (una bella bambina).
    Ci rifletterò su. Ancora. Grazie.
    "Per me i matti erano loro, per loro il matto ero io; ma loro - maledetti - erano molti di più."
  • HjoralHjoral Post: 119
    @wolfgang Ci siamo incrociati :)
    "Per me i matti erano loro, per loro il matto ero io; ma loro - maledetti - erano molti di più."
  • Andato34Andato34 Post: 4,027
    modificato marzo 2013
    Comunque, a proposito di dualismo, non vorrei ridicolizzare il problema di @Hjoral e la risposta molto saggia di @oskene, e giuro che sto parlando seriamente, ma proprio ieri ho realizzato di avere una doppia personalità su certi comportamenti e volontà che riguardano la sfera sessuale e la scelta di una possibile partner. Ovvero, quando, sia nella realtà che in video, vedo una donna mi ritrovo sempre inevitabilmente a fissarle una sua certa parte anteriore del corpo come se fossi ipnotizzato. Fin qui nulla di strano, ma il fatto è che quella parte del corpo non la valuto assolutamente nei ragionamenti che faccio per una possibile scelta di un partner neanche a livello sessuale. Cioè quando sto valutando se una ragazza la posso accettare o meno come possibile partner non considero quella parte del corpo importante per la scelta, anzi non la considero proprio, ma quando quella parte del corpo ce l'ho davanti diventa istintivamente quasi irresistibile ed a livello di comportamento sembra essere fra le cose più importanti che ci siano per me, ad esempio nell'atto sessuale negli ultimi anni quella parte del corpo è stata almeno fra le prime 3 cose su cui mi sono concentrato di più. Però ad esempio a livello di fantasie sessuali non ho mai una fantasia su quella parte del corpo, sembra assurdo. Da un lato mi fa ridere questa cosa, però sembra veramente che abbia uno sdoppiamento di personalità fra la teoria e la pratica riguardo a quell'argomento. 
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
  • TsukimiTsukimi Post: 3,827
    modificato marzo 2013
    @alessiodx se una mi mette le tette sotto il naso le guardo perché boh é una di quelle cose che attirano lo sguardo? Però non ci ho mai fatto fantasie erotiche, né tantomeno cerco un fidanzato con delle belle tette :p e anche quando ho avuto fantasie su delle donne erano difficilmente su un particolare fisico. Secondo me certe cose attirano l'attenzione al di là del sesso, per una feticizzazione culturale generale.
    Un'altra possibilità é che razionalizzi non ti interessi per la scelta di una compagna solo perché lo trovi un criterio "stupido", mentre il tuo istinto direbbe il contrario. Può essere? PS ora mi rivelerai che la parte del corpo in questione erano le rotule e l'esperimento psicologico sarà riuscito. ;)
    "The Enlightened Take Things Lightly" - Principia Discordia
  • Andato34Andato34 Post: 4,027
    Sì ok, quello che hai scritto @tsukimi può spiegare le basi del fenomeno, però la distanza che ho percepito quando ho realizzato questo sfasamento è stata così grande che mi ha fatto sembrare quasi di avere due cervelli che vanno ognuno per conto loro, come se avessi un task di istinto/inconscio che va per conto suo e fa delle scelte diverse oltre che indipendenti da quelle del task conscio/razionale, una sorta di multi-tasking verticale e incoerente. Con questo non voglio dire che non riesco a controllarmi sulle cose serie o pericolose, però ad esempio mi è capitato ancora di fare figure di m. per essere stato chissà quanti secondi a fissare il seno di una donna mentre ero sovra pensiero e sono stato "risvegliato" da un suo gesto di mettere le braccia conserte o chiudere la maglia per nasconderle alla visione. O un'altra volta ad un appuntamento con una ragazza mi sono reso conto solo il giorno dopo di aver passato parte della serata a fissarle la scollatura e me l'ha confermato anche lei quando le ho chiesto se l'avevo fatto. Poi mi disturba un po' il fatto che non so rispondere alla domanda se quella parte del corpo è importante per me o no, perché razionalmente direi di no, però nei fatti la risposta sembra sì, e quindi non so rispondere alla domanda su cosa voglio riguardo a questo aspetto. Non è un problema, ma è una cosa strana :)
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
  • HjoralHjoral Post: 119
    Ti chiedo scusa @alessiodx se salto di palo in frasca, ma per tornare all'argomento del topic mi ero dimenticata di dire che fin da bambina non sono mai stata in grado di pensare a me stessa. Mi spiego: se mi concentro molto, riesco a evocare le immagini nella mia mente dei miei cari, dei miei amici; sento le loro voci. Contrariamente, non ho la minima capacità di pensarmi. Non mi vengo in mente. Né il viso, né la voce. Non so se a voi capita. Magari capita anche ai nt.
    Per rispondere a te, io penso che sia come dice Tsukimi. Capisco ciò che vuoi dire. Almeno credo. Potrebbe assomigliare al meccanismo descritto nel momento in cui, per esempio, nonostante si abbia già mangiato in quantità si avrebbe ancora voglia (gola) di divorare "quel bel dolcetto rimasto"? La parte più primitiva del cervello è ancora quella sviluppatasi nell'era preistorica, quando l'essere umano era un cacciatore nomade e non aveva mai la certezza di un pasto assicurato, perciò quando poteva divorava tutto il possibile. Era un comportamento ovvio, dettato dalle necessità. Forse la medesima parte della corteccia più antica in te si manifesta con questa ossessività nei confronti delle parti più giunoniche e anche anticamente apprezzate ed evidenziate nelle donne, mentre la parte del cervello moderno rifiuta tutto ciò e decide di non indulgere in determinati appetiti. Potrebbe essere?
    "Per me i matti erano loro, per loro il matto ero io; ma loro - maledetti - erano molti di più."
  • TsukimiTsukimi Post: 3,827
    Hjoral rispondevo ad Alessio, lascia stare. Sul tuo problema non so che dire ma propongo di riportare il thread on topic cosí magari qualcuno risponde.
    "The Enlightened Take Things Lightly" - Principia Discordia
  • Andato34Andato34 Post: 4,027
    @hjoral Scusami tu se ho invaso il tuo thread. Comunque sì, la tua spiegazione può spiegare parte del fenomeno.
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
  • HjoralHjoral Post: 119
    @alessiodx Nessun problema. :)
    "Per me i matti erano loro, per loro il matto ero io; ma loro - maledetti - erano molti di più."
  • ggianinaggianina Post: 309
    @Hjoral leggendo quello che scrivi mi è venuto in mente, cosa che non avevo per niente in testa in questo momento, che a volte, quando ero piccola, soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà mi capitava di guardarmi allo specchio e avere la sensazione di non essere quella... :-O
    E' parecchio che non ho la stessa sensazione, anche se, in realtà, è davvero difficile che mi guardi allo specchio e comunque ancora più raro che mi guardi in faccia...del resto non lo faccio con gli altri non vedo perchè debba farlo con me...
    "...il cammino di noi uomini presuppone mete che con la perseveranza possono essere raggiunte..." C. Dickens
  • cameliacamelia Post: 3,517
    Si chiama depersonalizzazione, io ne soffro nei periodi di stress elevato, mi guardo allo specchio e mi chiedo chi sia quella persona che vedo , oppure sento la mia voce e nn la riconosco come mia...è una stratagemma della psiche per prendere le distanze dalle emozioni negative...
    Adalgisa
  • SophiaSophia Post: 5,904
    Riporto su dopo un commento di @AJDaisy sulla fatica a riconoscersi con la barba tagliata.

    Mi capita quando taglio i capelli, se cambio il genere o il colore dei vestiti (infatti amo portare le stesse cose. Compro vestiti in serie e scarpe identiche ma di diverso colore) e se non porto con me i miei oggetti familiari.
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
  • Apgar7Apgar7 Post: 280
    Ciao @Hjoral,
    quella che descrivi sembrerebbe proprio dissociazione, che è una cosa abbastanza comune, anche se sgradevole. Per comune non intendo dire che è una bazzecola e dovresti riderci su (succede anche a me e io non rido per niente), ma che succede quando una persona è sotto forte stress. Non credo sia una caratteristica degli aspie, ma piuttosto espressione di stati che spesso fanno parte della vita di un aspie come ansie, fobie, depressione, trauma, ecc. 




    Simone85
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