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Domanda ai sospetti Asperger non diagnosticati

CharadeCharade Post: 1,378
modificato settembre 2019 in Diagnosi, criteri e strumenti
Cosa non vi spinge a cercare una diagnosi? Non è una cosa per voi importante, non credete davvero di essere Asperger o a contrario pensate che l'eventuale scoperta avrebbe un impatto tale sulla vostra vita da stravolgerla completamente (perché in effetti così è stato, per quanto mi riguarda). Ci pensavo oggi e sarei curiosa di saperlo, perché nel momento stesso a cui a me è nato il sospetto dell'Asperger ho saputo che avrei indagato oltre, perché non avrei più potuto vivere con il tarlo "sono o non sono". È una semplice curiosità la mia, grazie a chi vorrà rispondere
Post edited by Charade on
Devo vivere guardando il fiume che scorre.
it

Migliori Risposte

  • RobKRobK Post: 1,267
    Risposta ✓
    Io temo le conseguenze che potrebbe avere su di me.
    Per adesso mi riconosco nell'Asperger, ho analizzato quali sono i miei pregi ed i miei difetti, grazie al percorso di psicoterapia che ho intrapreso per un anno e mezzo ho gli strumenti per lavorare sui miei punti deboli.
    Sapendo per certo di essere Asperger, rischierei di adagiarmi sugli allori.
    Forse in futuro...
    CharadeBlunotte
  • MarkovMarkov Post: 10,800
    Risposta ✓
    Principalmente mancanza di disabilità, quindi pure mancanza di tratti seri.
    CharadeOrsoX2AJDaisyLupaamigdalaValenta
  • NewtonNewton Post: 5,326
    Risposta ✓
    Di base penso che se cercassi una diagnosi, non sarei comunque convinta del risultato, dunque tanto vale tenermi i dubbi senza dovermi sottoporre a test e spendere tempo soldi e stress. 
    CharadeAJDaisyDomitillavera68marco3882GecoLupaBlunotte
  • BlunotteBlunotte Post: 702
    Risposta ✓
    Per me al momento le cose stanno così...

    Preferisco restare nel limbo del sapere e non sapere. Una diagnosi vera e propria un po' mi farebbe paura. So che è brutto da dire, ma anche se razionalmente so che non ci sarebbe nulla di male o da vergognarsi, emotivamente non so se reggerei la cosa.
    Al momento mi basta quel po' di auto-consapevelezza e di auto-accetazione che ho da quando ho iniziato a pensare "ma anch'io potrei essere così...".
    Vengo da un paio di anni buietti e secondo me uno degli aspetti che mi ha aiutato a riemergere è stato anche l'aver scoperto di poter quella famosa "differenza invisibile".

    Comunque sia, ce l'ho fatta ad arrivare alla mia età, anche se con momenti difficili e forse "un po' in ritardo" su certe (tante) tappe. Come altri hanno detto: un'eventuale diagnosi, magari, mi farebbe pure adagiare sugli allori, e non mi sforzerei più di migliorare quel che si può migliorare. Rischierei anzi di auto-assolvermi per delle cose che magari nulla hanno a che fare con l'Asperger...

    Magari un domani vorrò andare più a fondo, chissà.
    La mia scoperta d'altra parte è ancora fresca (relativamente alle mie tempistiche mooooolto dilatate, eh! :D)...
    Charade
«1

Risposte

  • OrsoX2OrsoX2 Post: 965
    modificato settembre 2019

    Ho cercato la diagnosi soltanto perché mi sono "riconosciuto" in una pubblicazione scientifica, letta proprio per puro caso: questo mi ha fatto incuriosire e decidere di andare fino in fondo. Altrimenti la mia situazione sarebbe stata  quella che dice @Markov, perché il mio comportamento era compatibile con un'esistenza quotidiana "normale": quello che trovavo fastidioso era il peso della sensazione di disagio interno che provavo "sempre" per cercare di essere all'altezza della vita di tutti i giorni.

    Anche a me la diagnosi ha "stravolto la vita", ma nel senso che l'ha migliorata, perché mi ha permesso di comprendere aspetti che prima ignoravo completamente, sia di me che degli altri, inclusi i miei familiari. :) 

    Post edited by OrsoX2 on
    MarkovCharadeGiulorbet
    ("Caducità delle umane cose!" - considerazione indifferentemente attribuibile a Umani e Non)
  • NemoNemo Post: 3,717
    Ho indagato attraverso il Ssn, risultando non diagnosticato: per loro, diagnosi = disabilità o bisogno di cure.

    Che ha un senso e ne condivido lo spirito, in tempi di risorse pubbliche scarse.

    A 52 anni, se si è sopravvissuti a noi stessi, vuol dire che le risorse per adattarsi le avevamo.

    Questione di molta fortuna, secondo me.
    OrsoX2LisaLaufeysonSniper_Opsmarco3882AJDaisyAntaresLupabet
    Memento Mori
  • Se anche un domani qualcuno mi dicesse che faccio così fatica a stare al mondo perché sono Asperger o qualsiasi altra cosa..in soldoni cosa cambierebbe?
    Continuerei a fare la stessa fatica e a convivere con l'ansia.
    E, conoscendomi, non mi assolverei comunque da quelle che ritengo le mie sconfitte personali e le mie occasioni mancate..
    Anzi..ho persino paura che subentrerebbe anche un irrazionale senso di colpa nei confronti di mio figlio.
    marco3882AJDaisyAntaresBlunotteamigdalabet
  • MarkovMarkov Post: 10,800
    Non credo a particolari fortune, il grosso mi deriva dall'essere nato in Italia (posto dove l'inclusione è spontaneamente tra le più flessibili del mondo, pure per chi non se ne accorge) e in una famiglia benestante pure come comprensione. Se fossi nato handicappato non sarebbe bastato assolutamente.
    bet
  •  ... scusa @Markov , non voglio polemizzare, ma per me le tue circostanze (come pure le mie, sostanzialmente analoghe) sono davvero "fortunate". :) 

    Nascere in un'area geografica e in un ambiente poveri, anche culturalmente, avrebbe creato degli ostacoli difficili da superare. :( 

    Markovmarco3882AJDaisyMononokeHimeNemoamigdalaDrMoodybet
    ("Caducità delle umane cose!" - considerazione indifferentemente attribuibile a Umani e Non)
  • MarkovMarkov Post: 10,800
    modificato settembre 2019
    D'accordo ma è una fortuna ragionevole, non eccezionale.
    Non sono pochissime le famiglie sane.

    Certo, se penso che già mia nonna era ai livelli imbarazzanti del credere che la bravura dei nipoti dipendesse dal piacere con cui mangiano il cibo da lei preparato sì... sono stato fortunato. Ma l'assenza di insufficienza mentale parentale e l'assenza di imbarazzi culturali sono fortune normali.

    Secondo me il grosso è nascere in Italietta :D
    Ci siamo evitati sia il terzo mondo sia quei paesi ansiogeni come usa e urss.
    bet
  • CharadeCharade Post: 1,378
    modificato settembre 2019
    LisaLaufeyson ha detto:

    Se anche un domani qualcuno mi dicesse che faccio così fatica a stare al mondo perché sono Asperger o qualsiasi altra cosa..in soldoni cosa cambierebbe?

    A me è cambiato che mi accetto molto di più. Ho certe difficoltà sociali contro cui combatto da una vita, da sempre mi dico "un giorno riuscirò a essere come gli altri, serve solo più allenamento" e lì mortificarmi e a non capire perché con me l'allenamento non funziona, cosa non funziona, in cosa non funziono. Adesso non ci provo nemmeno più, non mi colpevolizzo più e sto da Dio, per me la diagnosi è stata una panacea sotto questo punto di vista. Non devo per forza farlo, non devo per forza sforzarmi di fare quello che fanno gli altri perché io non sono come gli altri
    lucy84Blunottebet
    Devo vivere guardando il fiume che scorre.
  • CharadeCharade Post: 1,378
    Nemo ha detto:

    Ho indagato attraverso il Ssn, risultando non diagnosticato: per loro, diagnosi = disabilità o bisogno di cure.

    Io non mi fiderei di quelli del SSN. Quanti sono gli specialisti in Italia che hanno una vaga idea di come diagnosticare l'Asperger in un adulto? 5? 10?
    Devo vivere guardando il fiume che scorre.
  • vera68vera68 Post: 2,877
    modificato settembre 2019
    Io ho cercato una diagnosi. Precisamente e cronologicamente devo specificare. Sono andata in terapia perché non riuscivo a gestire le relazioni con marito e figli e in più quella con mia madre, ultima persona rimasta della complicata famiglia in cui sono nata. Dopo che per mia figlia ha parlato di spettro autistico e di alcuni miei tratti ho desiderato avere una diagnosi che lei però non mi ha dato. Ho provato una delusione, ma non volevo cercare altrove, non solo per via della dipendenza, ma perché temevo di finire da qualcuno che non valutasse il fatto che fosse solo dovuto ai miei traumi e a cause ambientali. Per cui sono rimasta. Ho trovato una persona molto competente che mi ha preso per mano e mi sta de-complicando.
    Io sono una persona molto fortunata, questo proprio a suo dire, perché sono passata tutto sommato acciaccata ma intera, attraverso ben 2 lavaggi di cervello.
    A livello di sanità mentale mi è andata molto bene.
    Trovare autenticità per me è la cosa prima.
    Io sto uscendo da una dipendenza affettiva molto molto forte. (e questo è solo uno dei problemi) Se lei mi avesse detto tu sei.... qualsiasi cosa, avrebbe impedito a me di dirlo in modo indipendente.
    Grazie @Charade per avermi dato l'opportunità di esprimere questo pensiero.
    Non sempre se uno psicologo o psicoterapeuta non ci sciolina li una diagnosi in quattro e quattr'otto (che ci soddisfi o no) è per incompetenza o per chissà quale secondo fine monetario.
    Sono io che non ho una diagnosi, non lei che non la sa.
    Io non sono andata a cercare un verdetto, sono andata a cercare aiuto.
    Questo non vuol dire che cammin facendo io non mi capisca sempre di più, non venga a contatto con i miei punti di forza e di debolezza e impari a gestirli, probabilmente li integrerò e faranno parte di me
    Lei mi ha sempre detto che alla fine avrò tutto e forse allora io saprò attraverso cosa sono passata da un punto di vista clinico.
    Mi spiego meglio. Che rientri clinicamente o no nello spettro autistico non mi sentirò più un alieno, ma una persona che vive con naturalezza ciò che sente di essere.
    Post edited by vera68 on
    MononokeHimeAntaresCharadeOrsoX2lizNemoGiulorCyranobet
  • Non ho bisogno di una diagnosi ufficiale perché non cambierebbe nulla alla mia vita attuale. Mi è stato sufficiente scoprire per caso cos è la sindrome di asperger nel 2013.
    Ho visto che mi ci incastro nello spettro. Mi ci sono rivisto ampiamente.
    Piu che sufficiente.
    Anche perché sono in un età in cui ormai che la linea della mia storia personale è tracciata da un pezzo tra casa famiglia e lavoro. Devo solo trovare il coraggio di parlarne a mia moglie. Anche se per me sarebbe più facile raggiungere l Australia senza navigatore che fare questo
    X_X
    vera68AJDaisyLisaLaufeysonCharadeGecoNemoBlindBlunotterondinella61amigdalae 1 altri.
  • GecoGeco Post: 1,582
    1 - Pigrizia.
    2 - Pigrizia.
    3 - Tanto oramai che cambia.
    4 - Rischierei di entrare in un loop di ricerca di continue conferme/smentite
    Ciao.
    Charademarco3882AJDaisyrondinella61amigdalaCyranobet
  • NemoNemo Post: 3,717
    Charade ha detto:

    Nemo ha detto:

    Ho indagato attraverso il Ssn, risultando non diagnosticato: per loro, diagnosi = disabilità o bisogno di cure.

    Io non mi fiderei di quelli del SSN. Quanti sono gli specialisti in Italia che hanno una vaga idea di come diagnosticare l'Asperger in un adulto? 5? 10?
    Sono stato al laboratorio autismo di Pavia, un centro specializzato, trovando diversi NP molto competenti e disponibili. Nel precedente commento non ho riportato che una sintesi: in realtà mi hanno confermato la neurodiversità, il QI > 130, le difficoltà specifiche, il vissuto infantile ed adolescenziale  che comunque li faceva sospettare come probabilmente fossi stato un bambino asperger. Fortunatamente - insisto, fortunatamente - una serie di casualità ha fatto sì che riuscissi a superare quegli scogli dove altri purtroppo naufragano, e si trovano ad affrontare problemi sociali senza scudi.

    Faccio un ulteriore passo: comunque riconoscermi neurodiverso mi ha portato ad indagare maggiormente su me stesso e sui rapporti con le altre persone, alla luce di una consapevolezza che già avevo comunque maturato. Che per me è sempre stato e sempre sarà impossibile capire cosa pensa un'altra persona, a meno che non me lo dica chiaramente.
    Charadevera68Sniper_OpsMononokeHimemarco3882rondinella61amigdalaCyranobet
    Memento Mori
  • LupaLupa Post: 634
    La mia attuale consapevolezza è: ho molti tratti autistici. Sapere se questi sono tanti e tali da farmi ricevere una diagnosi però non mi cambierebbe la vita. Ho cercato quali possibilità di diagnosi ho nei dintorni della mia città e ho scoperto che per gli adulti non è affatto agevole; per come sono fatta io nel momento in cui decidessi di approfondire non mi basterebbe una diagnosi perché non sarei convinta di un solo risultato. Forse sarei più motivata a cercare una diagnosi se sentissi la necessità di un aiuto.
    vera68Charademarco3882
  • Nel mio caso sono alcuni i motivi:
    1) non ho la forza di occuparmi di problemi di salute veri e propri figuriamoci capire se sono o non sono nello spettro
    2) significherebbe rientrare a contatto con psichiatri e non mi va la cosa proprio per niente
    3) non ho la forza di organizzare alcun progetto di nessun tipo (vacanze, viaggi, cosa mangiare stasera...) figuriamoci prenotare una visita che avverrebbe tra mesi, andare chissà dove per aver uno psichiatra/équipe specializzata in Asperger, quindi salire in auto, fare quei 300 km, colloqui, altri colloqui, quiz, attese, ecc.
    Charadeloconimarco3882
  • cameliacamelia Post: 3,517
    Nemo ha detto:

    Charade ha detto:

    Nemo ha detto:

    Ho indagato attraverso il Ssn, risultando non diagnosticato: per loro, diagnosi = disabilità o bisogno di cure.

    Io non mi fiderei di quelli del SSN. Quanti sono gli specialisti in Italia che hanno una vaga idea di come diagnosticare l'Asperger in un adulto? 5? 10?
    Sono stato al laboratorio autismo di Pavia, un centro specializzato, trovando diversi NP molto competenti e disponibili. Nel precedente commento non ho riportato che una sintesi: in realtà mi hanno confermato la neurodiversità, il QI > 130, le difficoltà specifiche, il vissuto infantile ed adolescenziale  che comunque li faceva sospettare come probabilmente fossi stato un bambino asperger. Fortunatamente - insisto, fortunatamente - una serie di casualità ha fatto sì che riuscissi a superare quegli scogli dove altri purtroppo naufragano, e si trovano ad affrontare problemi sociali senza scudi.

    Faccio un ulteriore passo: comunque riconoscermi neurodiverso mi ha portato ad indagare maggiormente su me stesso e sui rapporti con le altre persone, alla luce di una consapevolezza che già avevo comunque maturato. Che per me è sempre stato e sempre sarà impossibile capire cosa pensa un'altra persona, a meno che non me lo dica chiaramente.
    @Nemo sei stato dal professor Politi a Pavia?

  • CharadeCharade Post: 1,378
    modificato settembre 2019
    Preferisco restare nel limbo del sapere e non sapere. Una diagnosi vera e propria un po' mi farebbe paura. So che è brutto da dire, ma anche se razionalmente so che non ci sarebbe nulla di male o da vergognarsi, emotivamente non so se reggerei la cosa. 
    Grazie @Blunotte, trovo la tua risposta molto sincera
    Post edited by Charade on
    Blunotte
    Devo vivere guardando il fiume che scorre.
  • Io non so. Ma più leggo le esperienze e i pensieri di persone asperger più mi ritrovo simile ma forse è solo empatia. Ci rivedo molto della mia infanzia, della mia adolescenza e anche della mia età matura. Tante cose.Non lo so. In ogni modo una diagnosi,un 'etichetta, con rispetto parlando, non cambierebbe nulla. Cioè io resterei sempre io, nel bene e nel male. La questione è accettare se stessi e accogliersi per quello che si è, nel bene e nel male.
    Blunotte
  • fattore_afattore_a Post: 2,337
    La diagnosi deve essere corretta per avere un senso. Nel caso dell'Asperger, non trovo che ci sia tanta certezza nella diagnosi, perché mancano dati oggettivi e misurabili o esami strumentali. Tanto dipende dalle osservazioni da parte del medico.

    Quando ero un bambino negli anni Ottanta non sentivo parlare di queste cose. I risultati a scuola erano buoni. I problemi erano altri, come per esempio i numerosi tic e il rifiuto di ricercare gli altri, specie se comportava la necessità di adeguarsi ai loro giochi, ai loro modi di fare, alle loro "lingua". Oggi sarei stato un BES o chissà che cosa.

    Ripensavo a questo. Dopo l'incidente di Chernobyl nel 1986, tutti parlavano di quanto fossero pericolose le centrali nucleari e che era necessario salvaguardare l'ambiente. In risposta a ciò che dicevano gli altri, a me invece cominciava a interessare l'atomo, le reazioni a catena, la fusione e la fissione. Ero tra quelli che difendevano il nucleare (per quanto possa fare un bambino di 10 anni).
    CharadeBlunotteLupavera68volpinabluNemo
  • Io mi sono bloccato dopo che i miei hanno reagito in modo strano..ancora devono fare i test sulla mia infanzia..perchè tra procrastinazione e ansia causa la loro reazione sto rimandando tutto
  • ValentaValenta Post: 10,672
    Io non penso di essere Asperger, mi ritrovo in alcuni tratti ma non mi identifico pienamente nello spettro.
    Anzi, stando degli anni qui credo che non sia la mia risposta.

    Non sono una persona "tipica" sicuramente, ho una diagnosi che mi fa rientrare nella neurodiversita e un percorso di vita che mi ha portato ad alcune difficoltà.

    Sono però una persona tutto sommato abbastanza "funzionante".

    Pronomi maschili (egli\lui\gli)- mi piace ricevere feedback ai miei interventi :)
  • DrMoodyDrMoody Post: 362
    Io sono stato diagnosticato, quindi sono un po' un intruso in questo post, però mi sembra che tra i criteri per la diagnosi ci sia «un impatto clinicamente significativo» in aree di funzionamento sociali, occupazionali o altrimenti importanti. Dato questo, chi non cerca la diagnosi in alcuni casi almeno potrebbe non farlo perché l'eventuale ASD non dà problemi troppo significativi.
    ilsensodellombra

  • Se vivi "bene" non cerchi una diagnosi.
    Do per scontato che la vita non è semplice per nessuno, qualsiasi genere di persona si troverà ad affrontare problematiche/sfide personali più o meno dure, ma esistono gradi differenti.
    Se hai delle difficoltà che pregiudicano la tua esistenza in maniera importante e non riesci ad affrontarle da solo cerchi delle soluzioni per stare meglio, e tra di esse potrebbe esserci anche una diagnosi: il pezzo di carta in sé non significa nulla, non offre alcuna certezza, ma di certo può essere un mezzo che può aiutarti a capire meglio una situazione con tutto ciò che ne consegue.

    Se rischi di affogare dovrai pur trovare un appiglio, di qualunque genere esso sia.

    1,0 e √-1


  • MarkovMarkov Post: 10,800
    Affogare non sempre è oggettivo, anzi, molto spesso le persone che stanno affogando affogano dentro ma non tanto fuori.
    mikired100AJDaisyOrsoX2Charade
  • LupaLupa Post: 634


    Se vivi "bene" non cerchi una diagnosi.

    Dal mio punto di vista la cambierei con Se vivi "bene" non ti è indispensabile una diagnosi.
    Si può cercare una diagnosi non solo come appiglio ma anche come approfondimento di sé o come una mappa che ti dà una visione più ampia, magari coerente delle strade percorse e che potresti percorrere.
    anxiety
  • MarkovMarkov Post: 10,800
    Penso che se un giorno avrò figli in Italia farò in modo di evitare che diventino casi speciali più in psichiatria che nei fatti. L'autismo sarà medicalizzato da tipo 2 in su, mentre sul piano dello sviluppo mentale generale penso che cercherei un aiuto serio e cronico solo se dovesse rivelarsi davvero un caso unico ed eccezionale, deve essere proprio al punto che non è possibile trovare eguali già conosciuti di persona. Userei l'approccio delle persone colte che hanno conosciuto tanta deviazione in tante direzioni diverse. Quindi quest'è.
    Blunotte
  • riotriot Post: 6,320
    modificato aprile 2020
    fa strano leggere dopo tanti anni di permanenza sul forum come un aspetto fondamentale sfugga spesso.

    prima di arrivare qui, prima di arrivare a chiedersi se vale la pena di affrontare la diagnosi, qualcosa di disfunzionale deve esserci stato da sempre per far si che si abbia di se stessi/e la percezione di una tale diversità che è altrimenti inspiegabile.

    diversità che ha reso soprattutto talmente difficili, impossibili o sofferte le relazioni con le persone, ma quelle a cui si tiene particolarmente, da non riuscire da soli/e a risolvere mai questa impasse che si scopre essere ricorrente.

    perché il primo luogo dei criteri Asperger è esattamente relativo alle dinamiche sociali.

    se per tutta la vita ti trovi a dover far fronte ogni volta, ancora, di nuovo, con questa problematica e non sai come si fa ad uscirne, se il tempo passa senza che sei riuscito/a a costruire relazioni stabili e soddisfacenti, se sei isolato/a dal resto del mondo anche perché gli altri non hanno facilità nello starti vicino, se i tuoi vecchi amici hanno tutti una famiglia, hanno raggiunto uno standard sociale accettabile (e non parlo di "omologati" come intende @Marcov, ma di persone che sono state da sempre più affini a te), un problema deve esserci per forza.

    arriva così un momento nella vita in cui non hai più modelli a cui riferirti. nulla funziona, nulla delle esperienze passate ti è stato utile veramente, e sei sempre al punto iniziale.
    allora scopri che c'è la possibilità di una analisi da un punto di vista esterno, da parte di uno specialista che conosce bene queste dinamiche.
    e ti fa scoprire, attraverso i colloqui di diagnosi, che mentre tutto sommato credevi di essere risolto/a perché "vivi bene" (ma allora perché sei arrivato/a all'Asperger?) in realtà sei distante anni luce dal minimo richiesto per poterti relazionare in un modo soddisfacente, soprattutto costruttivo, ovvero che hai tali compromissioni nell'interazione sociale da non poterne più.

    poi scopri che ci sono altri tratti: sensoriali, e il focus intenso sugli interessi ristretti, e una debole se non assente Teoria della Mente, e una capacità espressiva imperfetta eccetera, e che questi aspetti sono tutti legati tra loro al punto che ti spiegano perché ti hanno sempre definito una persona "strana", "eccentrica", "che quando parli non ti capisco", che "sbagli quando sei troppo diretto", e così via.

    arrivi alla diagnosi e tutto viene facilitato (ovvio che serve uno specialista in Autismo per questo) ed è come se davanti a te una fitta nebbia improvvisamente inizi a diradarsi: vedi il cammino della tua vita farsi più nitido, acquisisci nuovi strumenti in grado di permetterti delle scelte che, fino ad allora, neanche immaginavi.
    ed inizi a padroneggiare meglio il livello sociale della tua vita, che piano piano inizia a migliorare.

    se non si hanno mai avute di queste difficoltà, o se si crede di essere risolti nonostante l'aver cercato questo forum, allora non si è nello spirito giusto per affrontare il discorso "diagnosi si/diagnosi no".

    ma ci vuole una mente veramente Asperger per avere sempre il dubbio e per non essere mai contenti di ciò che si sta facendo per migliorare. Se si ha una caratteristica positiva in tutto ciò, è proprio nella capacità di focalizzarsi anche su se stessi analizzando, mettendo sempre tutto in dubbio, prendendo spunto anche da considerazioni eterne che possono ferire, per cercare sempre di migliorarsi per quanto possibile.

    tutto può iniziare proprio dalla diagnosi, ma ci vuole anche umiltà per potersi aprire completamente ad un estraneo come in fondo è lo specialista che, se tale, mai verrà ingannato dalle parole che userai, in quanto capace di osservarti soprattutto su di un livello che tu non conosci, o che non prevedi, o che se conosci non sai padroneggiare proprio perché carente negli aspetti comunicativi ed espressivi.



    OrsoX2anxietyilsensodellombraBlunotteCharadevolpinabluTat

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