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Massa, 18 febbraio 2023, evento gratuito

Quanti siamo nel forum?

Domanda per gli amministratori del forum:

Ma quanti siamo iscritti al forum e che partecipiamo alle discussioni?
Vedo numeri enormi in certe discussioni... siamo davvero migliaia o molti di più?
O questi numeri sono così alti perché ciascuna persona interviene decine o centinaia di volte nella stessa discussione?

Commenti

  • NemoNemo Post: 3,737
    Conto 4704 iscritti (comprensivi di "andati" e "bannati"), ma ovviamente moltissimi sono inattivi. Se andiamo a vedere chi ha visitato il forum negli ultimi 12 mesi (tra gli utenti registrati, ancora comprendendo bannati e andati), troviamo 1332 utenti. Che però possono aver visitato senza interazione, ossia senza commentare o aprire discussioni.

    In certe discussioni "storiche" ci sono migliaia di interventi che, per gli stessi motivi, solitamente sono la somma di più interventi di un certo numero di utenti. @wolfgang detiene il record di thread aperti (770), mentre @AJDaisy quello dei commenti (10138).
    ValentaSirAlphaexaAntaresAJDaisyPimpirinaOrsoX2Dipo
    Memento Mori
  • antant Post: 196
    La domanda più interessante sarebbe: quanti siamo in Italia e nel mondo?
  • luli12367luli12367 Post: 727
    Penso 200.000 🤣🤪🤪🤪hihi non lo so 
    ant
    Il mio canale su YouTube: canale YouTube Asperger 
  • riotriot Post: 6,855
    Uno studio effettuato dal gruppo di Gillberg in Svezia (è uno psichiatra riconosciuo come esperto per l'infanzia), ha concluso che quasi lo 0.7% di bambini studiati ha un quadro clinico diagnostico o, in un qualche modo, rientra nell'Asperger.
    Però, includendo i bambini che hanno caratteristiche riconducibili alla Sindrome, ma più lievi, cioè che sfumano verso la neurotipicità, essa appare una condizione maggiormente frequente.
    Considerando una popolazione di 59 milioni di persone, lo 0,7% equivale a 413.000 persone. Come detto, non si tratta di diagnosticati quanto di persone che in qualche modo possono rientrare nell'Asperger.
    Antaresant
  • AntaresAntares Post: 841
    @riot si sa la percentuale se si includono i bambini con caratteristiche Aspie ma che sfumano verso la neurotipicità?
  • riotriot Post: 6,855
    Antares ha detto:
    @riot si sa la percentuale se si includono i bambini con caratteristiche Aspie ma che sfumano verso la neurotipicità?

    Lo studio non è pubblico.
    Ti riporto l'abstract che comunque riporta le percentuali:
    "Questo documento descrive uno studio totale della popolazione della sindrome di Asperger utilizzando una procedura in due fasi. Tutti i bambini delle scuole in un quartiere esterno di Goteborg sono stati sottoposti a screening. La selezione dei casi finali basata sul work-up clinico ha mostrato una prevalenza minima di 3,6 per 1.000 bambini (7-16 anni di età) utilizzando i criteri di Gillberg e Gillberg e un rapporto maschio-femmina di 4:1. Compresi casi sospetti e possibili di sindrome di Asperger, la prevalenza è salita a 7,1 per 1.000 bambini e il rapporto maschio:femmina è sceso a 2,3:1. Questi risultati sono discussi in quanto si riferiscono ai risultati precedentemente pubblicati sul campo e ai risultati ottenuti utilizzando i criteri di progetto di Szatmari et al. e ICD-10 per il disturbo. "

    Antares
  • antant Post: 196
    riot ha detto:
    Uno studio effettuato dal gruppo di Gillberg in Svezia (è uno psichiatra riconosciuo come esperto per l'infanzia), ha concluso che quasi lo 0.7% di bambini studiati ha un quadro clinico diagnostico o, in un qualche modo, rientra nell'Asperger.
    Però, includendo i bambini che hanno caratteristiche riconducibili alla Sindrome, ma più lievi, cioè che sfumano verso la neurotipicità, essa appare una condizione maggiormente frequente.
    Considerando una popolazione di 59 milioni di persone, lo 0,7% equivale a 413.000 persone. Come detto, non si tratta di diagnosticati quanto di persone che in qualche modo possono rientrare nell'Asperger.
    Già i termini di inclusione/esclusione nella categoria sono piuttosto vaghi. Lo 0,7 per cento, se ho ben capito, sono coloro che sono riconosciuti con autismo "lieve" conclamato, ma tutti gli altri? I non diagnosticati, quelli che si avvicinano appunto alla neurotipicità? Io credo che siano molti di più di questi 413.000 di cui si parla e che costituiscono un mero calcolo sui 59 milioni di italiani che attualmente siamo. Ma un'altra domanda non meno importante è: quanto uniformemente questi sono suddivisi sul territorio nazionale? Come sono ripartiti tra nord, centro, sud, isole? O tra campagna e città, tra grossi centri e piccoli centri? O tra zone montane/collinari e zone pianeggianti/marine? Come si fa a riconoscere un proprio simile e ad entrare in contatto tra loro per supportarsi a vicenda, se molti di quelli che lo sono non sanno o non si rendono conto di esserlo?

    Perchè lo studio non è pubblico? Cosa temono così da volerlo tenere non dico nascosto ma quantomeno riservato?
  • riotriot Post: 6,855
    modificato 31 gennaio
    ant ha detto:
    riot ha detto:
    Uno studio effettuato dal gruppo di Gillberg in Svezia (è uno psichiatra riconosciuo come esperto per l'infanzia), ha concluso che quasi lo 0.7% di bambini studiati ha un quadro clinico diagnostico o, in un qualche modo, rientra nell'Asperger.
    Però, includendo i bambini che hanno caratteristiche riconducibili alla Sindrome, ma più lievi, cioè che sfumano verso la neurotipicità, essa appare una condizione maggiormente frequente.
    Considerando una popolazione di 59 milioni di persone, lo 0,7% equivale a 413.000 persone. Come detto, non si tratta di diagnosticati quanto di persone che in qualche modo possono rientrare nell'Asperger.
    Già i termini di inclusione/esclusione nella categoria sono piuttosto vaghi. Lo 0,7 per cento, se ho ben capito, sono coloro che sono riconosciuti con autismo "lieve" conclamato, ma tutti gli altri? I non diagnosticati, quelli che si avvicinano appunto alla neurotipicità? Io credo che siano molti di più di questi 413.000 di cui si parla e che costituiscono un mero calcolo sui 59 milioni di italiani che attualmente siamo. Ma un'altra domanda non meno importante è: quanto uniformemente questi sono suddivisi sul territorio nazionale? Come sono ripartiti tra nord, centro, sud, isole? O tra campagna e città, tra grossi centri e piccoli centri? O tra zone montane/collinari e zone pianeggianti/marine? Come si fa a riconoscere un proprio simile e ad entrare in contatto tra loro per supportarsi a vicenda, se molti di quelli che lo sono non sanno o non si rendono conto di esserlo?

    Perchè lo studio non è pubblico? Cosa temono così da volerlo tenere non dico nascosto ma quantomeno riservato?
    ant, lo studio è stato svolto in Svezia alcuni anni fa, ed è a pagamento. Che ce ne faremo oggi? Nulla, perché non è riferito alla nostra popolazione e quindi è solo indicativo.

    In Italia non è mai stata fatta una ricerca statistica del genere, per cui non ci sono altri dati di riferimento.

    "Come si fa a riconoscere un proprio simile": cosa intendi per simile? Persone neurodiverse immagino. Beh, mica è difficile percepire una qualche neurodivergenza in persone con cui si ha la possibilità d'interagire. Ma poi, quale similarietà? E se sono gli aspetti caratteriali a superarne i criteri Autistici? E se le comorbidità sono completamante divergenti dalle proprie, di quale similitudine si tratterebbe? Al massimo potrai pensare di una persona che "ha tratti neurodiversi". Basta questo per assimilarla a se? Io non lo penso perché l'esperienza mi dice che potrei trovare più distanza da me in una persona Asperger completamante chiusa in se stessa, piuttosto che so, rispetto ad una timida (è solo un'ipotesi) e molto creativa.
  • antant Post: 196

    Pertinenza del quesito
    Anche qui (come dicevo nella discussione riguardo gli insegnanti di sostegno) bisogna distinguere tra princìpi/quadro generale e casi particolari. Io non volevo dire che ci sarebbe stato utile quello specifico studio (e ormai superato) che è stato fatto in Svezia, ma mi riferivo al principio generale. Diciamola in un altro modo. Ritiro la mia precedente affermazione ovvero "perchè QUELLO studio nello specifico non è pubblico?" e la sostituisco con la seguente: "Perchè (anche in Italia, ma non soltanto in Italia) non si fanno troppi studi pubblici su questo argomento e non se ne divulgano i risultati (in maniera chiara, esplicita, semplice  e comprensibile da tutti?)"

    Affinità con altre persone
    Vengo ora al secondo punto: capisco che il mio quesito potesse essere frainteso (perchè ne parlavo a proposito della percentuale di popolazione che si ritiene essere Asperger), ma se c'è una cosa che volevo evitare (è noto come la penso riguardo le "definizioni" strette e rigide, ormai si dovrebbe essere capito da tempo) era proprio di andare a puntare (e rimarcare) il concetto di "neurotipicità" VS quello di "neurodiversità", continuando ad alimentare questa contrapposizione. Io intendevo dire in senso lato, volevo passare dal piano più specifico degli Asperger anche ad un piano più in generale. Per "similitudine" o viceversa "diversità" intendevo (che si sia Asperger oppure no, e io non so se lo sono o quanto lo sono) altri con interessi comuni ai miei (intendo dire senza andare a cercare su internet su forum per "interessi comuni" dove ci sono tizi che non sai davvero chi sono e che rispetto a te stanno a destra e a manca dispersi per l'Italia o per il mondo, quindi non potrai mai stringere un'amicizia "dal vivo" a livello personale), altri che abbiano modi di ragionare comuni ai miei ma (proprio per questo) divergenti dalla massa, dalla maggioranza. Ad esempio come fa un bambino che si accorge di non avere gli stessi interessi degli altri bambini (il calcio, le corse automobilistiche) o una bambina che si accorge di non avere gli stessi interessi delle altre bambine (lo shopping, le bamboline) a trovare (e stringere amicizia con) un altro bambino o bambina che ha i suoi stessi interessi non comuni (ad esempio ferrovie o autostrade) e che ragiona in maniera diversa dalla massa, ad esempio che si rifiuta di parlare in classe perchè sa che disturberebbe la lezione (o semplicemente vuole evitarsi rimproveri e castighi), mentre invece gli altri suoi compagni parlano e disturbano?

    Alcune esperienze personali
    Non mi riferivo a commorbilità e cose gel genere, proprio perchè rifuggo dalle etichettature! (E con questo non voglio certo negre la realtà e dire che le disabilità non esistono, ma solo che l'elemento "disabilità" non deve prevalere ed essere discriminante al solo fine di escludere le persone!). Io all'epoca dell'infanzia non ho mai trovato qualcuno che facesse per me, che condividesse i miei interessi e per questo volesse stare con me o giocare con me. Anzi quando "gli adulti" mi obbligavano a stare in una squadra, spesso gli altri coetanei mi accusavano che se perdevano era per causa mia (e non posso dargli tutti i torti!) ma il calcio e gli sport in generale non erano la mia passione, erano semplicemente "la norma" con cui gli adulti "tenevano impegnati" i bambini nella speranza di farli socializzare. Molto spesso questo funzionava. Poi c'erano le eccezioni. Come me


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