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Iperfocus: come lo vivete, come lo gestite?

Vi chiedo, se vi va, di raccontare il vostro iperfocus: come e quando si attiva? Riuscite a scegliere i momenti di immersione? Come ne uscite? Cosa provate? Ecc. Tutto quello che vi viene in mente :)
Giulor

Commenti

  • lucy84lucy84 Post: 261
    Ho passato tutto il pomeriggio di ieri a studiare la classificazione zoologica e filogenetica dei pesci.
    Ho trovato una marea di informazioni contrastanti tra loro e dopo 4 ore ne sapevo quanto prima. Mentre leggevo e cercavo informazioni me la passavo bene, concentrazione, attenzione a palla.
    Alla fine della giornata ero stanca morta, frustrata per non aver concluso niente.
    Si attiva quando vuole, se sono fortunata ho modalità di sfogarlo, altrimenti mi innervosisco in maniera progressiva e faccio davvero fatica a non sfogare su chi mi sta attorno. Solitamente mi chiudo in me stessa ma ho bisogno della collaborazione degli altri, che mi devono lasciare in pace. E possibilmente lasciare che io mi concentri su altro.
    BlunotteLupa
  • vera68vera68 Post: 3,042
    D'estate mi piace raccogliere i frutti di bosco.
    Quando vado per more e lamponi sembra che la mia vista, piuttosto scarsa, sono miope, si attivi come un radar. Riconosco ciò che sto cercando con una precisione, che di solito non ho.
    Non sono una grande osservatrice.
    Alla fine sono svuotata come se mi fossi iperconcentrata.

    lucy84LupaMare
  • DGreyDGrey Post: 9
    Credo sia da un bel po' che non passo una fase seria di Iperfocus. Era molto più comune da bambina alle elementari.
    Molte esperienze negative vissute, associate a incomprensione delle mie esigenze sia da parte mia che degli altri successivamente mi hanno portato ad una derealizzazione progressiva che ricordo ha raggiunto il suo picco massimo durante gli anni di Liceo, che mi ha fatto perdere la capacità di concentrarmi su qualsiasi cosa, capacità di cui mi sto riappropriando solo ultimamente, sei anni dopo la fine della scuola.

    Una delle cose che ho studiato recentemente è la genetica degli agrumi. Mi ha scoraggiato il fatto di non riuscire a ricordare i nomi dei tre agrumi originali, e ho pensato per l'ennesima volta di non essere in grado neanche di fare o ricordare le cose che mi piacciono. Poi, qualche settimana dopo, mentre lavavo le stoviglie mi è partito un flusso di coscienza mentale e ho scoperto di ricordarli alla perfezione.
    Il che mi fa pensare che il problema non sia tanto nella memoria a breve termine, quanto nella sua rievocazione.
    Ho sviato, scusate.
    LupamariadimagdaMononokeHime
  • CyranoCyrano Post: 1,041
    Si attiva automaticamente sugli argomenti che mi appassionano di più. Passo gradualmente ma velocemente da una relazione normale con il mondo esterno attraverso tutti i sensi a una relazione unica con l'oggetto di studio, in genere l'astronomia, ma non solo, può essere la lettura di un saggio su un'altra materia, storia, filosofia, o l'elaborazione di foto, una relazione soprattutto visiva. Tatto e udito scompaiono completamente. In particolare l'udito. Se sto elaborando una foto il campo visivo mentale si riempie della foto che sto elaborando, se sto leggendo si immerge nella ricostruzione visiva di ciò che legge. Se sto pensando a un argomento che mi appassiona molto mi si scollega anche la vista, e non sono più completamente cosciente di ciò che vedono gli occhi; mi è capitato anche di non essere cosciente di ostacoli che i miei occhi vedono. Quando riemergo sento di aver consumato parecchie energie, e sento un misto di soddisfazione per ciò che ho imparato, capito, pensato, e di leggero dispiacere, perché quella condizione è per me molto piacevole. Tutti i miei dottori, psicologo e psichiatra, si raccomandano sempre di stare attento, perché entrambi dicono che per il tipo di autismo che vivo potrei non riemergere e restare "dentro". Mi è già successo da ragazzo. In quel caso la relazione stessa con la realtà cambia, perché i pensieri diventano cosa reale, che può modificare quella relazione; sino a ribaltarla, per cui la realtà diventa distante e sentita come superflua, e il reale dipende dal pensiero. Ma arrivare a questi punti così estremi è capitato molto raramente e dipende da molti fattori, anche emotivi ed esistenziali.
    LupaOrsoX2
    I portoni del mio isolamento cingono parchi di infinito… (Pessoa)
  • OrsoX2OrsoX2 Post: 971

    Mi sono accorto si aver sfruttato l'iperfocus al lavoro soltanto dopo aver essere stato diagnosticato.

    Per me era addirittura incomprensibile ( ... e fonte d'incomprensioni) il fatto che i miei colleghi ricercatori NON fossero capaci di immergersi e di concentrarsi come me.

    Mi ha consentito di fare un lavoro con un feedback edonico: solo dopo la diagnosi ho capito che fare il lavoro che piace è una fortuna e privilegio.

    Adesso che sono pensionato, potermi ancora immergere negli interessi alla base del mio lavoro mi permette di avere un sano impegno cognitivo e culturale, anche se mi impedisce di uniformarmi alla mentalità di gregge dei miei coetanei ( ... esattamente come prima).  

    SmeagolCharade
    ("Caducità delle umane cose!" - considerazione indifferentemente attribuibile a Umani e Non)
  • Quando avevo 16 anni sono rimasta affascinata da Leopardi...(prima è stato Raffaello Sanzio, anche qui sapevo vita, morte e miracoli) che dire? Passavo ORE a studiare la sua biografia, le sue opere, le sue lettere! Avevo scaricato da internet l'impossibile su di lui e le mie domeniche le passavo a fantasticare sulla sua vita leggendo lo Zibaldone. Quando tornavo a "connettermi" alla realtà mi sentivo stranita, non mi piaceva, ero distratta ed anche nervosa. Così ho imparato a "staccarmi" gradualmente ... prima leggevo avida di conoscere! Poi pausa e guardavo le scarpe...o fuori dalla finestra... poi leggevo ancora!!! Poi facevo un giro nella stanza... toccavo i miei oggetti in camera, ecc... poi leggevo ancora ma senza avidità e poi ritornavo alle attività quotidiane senza problemi. Ho scoperto che questo metodo funziona con me per controllare l'iperfocus.
    Oggi sono appassionata di genealogia! Ho costruito la storia della mia famiglia attraverso archivi online e facendo ricerche al comune. Quando inizio posso stare tutta la giornata! Però quando smetto, anche solo per mangiare qualcosa o andare in bagno, il mio cervello lo sento iperstimolato (come in una centrifuga), i miei pensieri sono vividissimi e ho la smania di tornare a fare quello che stavo facendo! Ci vuole qualche minuto per farlo passare. :)
    Lupa
  • Tachipirina89Tachipirina89 Post: 56
    modificato 20 gennaio
    Aggiungo anche questo: quando guardo un quadro, io DIVENTO quel quadro. Quando leggo qualcosa che mi appassiona, io SONO quel testo. Una sensazione incorporea mi accompagna per tutto il tempo... mi perdo nei dettagli, nelle parole o nella musica. È bellissimo ma anche, a volte, pericoloso perchè quando ritorno alla mia realtà la percepisco come "estranea". Ecco perchè mi aiuta "staccarmi" gradualmente... (come ho già scritto). :)
    Lupamariadimagda
  • L'iperfocus mi uccide e mi disintegra il cervello e spesso si attiva senza che io lo voglia. Mando a puttane appuntamenti, responsabilità e necessità (sonno, alimentazione, ecc).
    Lupamariadimagdasperanza82
    How wonderful it is that nobody need wait a single moment before starting to improve the world. - Anne Frank

    La paura uccide la mente. La paura è la piccola morte che porta con sé l'annullamento totale. Guarderò in faccia la mia paura. Permetterò che mi calpesti e mi attraversi, e quando sarà passata non ci sarà più nulla, soltanto io ci sarò. - Frank Herbert, libro Dune
  • LupaLupa Post: 656
    @Tachipirina89 per me il distacco è sempre in qualche modo doloroso, però non ho mai provato a farlo gradualmente. Ci riesco perché devo (o perché sono sfinita), ma per diverso tempo mi resta addosso una sorta di ansia, un'urgenza a riprendere ciò che assorbiva la mia attenzione a cui però devo resistere.


    @Tima_Android non ho mai provato la sensazione di disintegrazione del cervello, neanche a posteriori quando ti accorgi della stanchezza, anzi, per me è rigenerante. Ma anche per me il grosso pericolo è mandare a puttane altre cose importanti.
  • DreamLoopDreamLoop Post: 206
    modificato 24 gennaio
    Mi pongo a metà strada tra Tima e gli altri.

    Quando sono riuscito a sfruttare il mio iperfocus in maniera funzionale ho ottenuto risultati anche notevoli, non solo quando si trattava di utilizzare il cervello ma anche nall'attività fisica, le arti marziali ad esempio.

    Tuttavia non ho il controllo completo quindi si attiva anche quando non voglio e comprendo cosa significa la sensazione di disintegrare il cervello.
    Non riesco a mangiare, a dormire, mi dimentico di tutto fino al punto di rischiare la pelle.

    Questo mi è successo pochi giorni fa: torno a casa e mi metto a scrivere, entro in iperfocus perché stavo trattando un argomento che mi interessa molto, mi dimentico che avevo messo del cibo in padella a scaldare. Non sento nemmeno la fame. Riemergo dopo ore e mi rendo conto che qualcosa non andava dalla puzza: fortunatamente ho le piastre elettriche e conoscendomi avevo messo la piastra al minimo così si è bruciato solo il cibo e non ha preso fuoco nulla. Il mio cervello era eccitato e iperstimolato quindi non ho preso sonno prima dell 2 di notte ed avevo iniziato a scrivere che erano le 18:30, non ho mangiato nulla, ho dormito pochissimo e male e il giorno dopo dovevo svegliarmi presto per andare a lavorare.

    Ma non è detto che si attivi necessariamente sopra gli argomenti che mi interessano, può attivarsi anche a casaccio tipo fissare le formiche o le ombre che scivolano lungo i muri o le macchie sui muri o le venature del marmo etc etc

    Una volta attivato non riesco a controllarlo a meno che non disgreghi i miei sensi e la mia mente utilizzando droghe ed alcol ma non è che lo controllo semplicemente tendo ad ottundermi e quindi crollare. A volte, sensazione veramente strana e anche sgradevole, sono arrivato a tremare dentro: era come se la mia mente e il mio corpo fossero scossi da un terremoto che si verificava solo dentro di me e la sensazione era quella di una vibrazione sempre più violenta, un movimento cinetico che mi perturba unito a un eccitamento sempre maggiore, fino al parossismo, al termine del quale sono svuotato.

    Come ogni aspetto che ci caratterizza, anche l'iperfocus può essere un enorme strumento a nostro vantaggio, ma se cambia il contesto e la capacità di sfruttarlo a dovere può diventare un ostacolo, anche pericoloso.
    Lupa
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