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Curiosità: cosa fate durante il WE?

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Commenti

  • Andato34Andato34 Post: 4,027
    @Oskene, ecco io ad esempio il periodo di "trascinatore" degli altri l'ho vissuto fino alla seconda elementare. A 8 anni invece ho iniziato a vivere il periodo di "coscienza collettiva" che tu hai vissuto a 19. Il fatto di averlo vissuto quando eri già quasi adulta ti ha permesso di affrontarlo e gestirlo con la maturità di un adulto (o quasi). Immagina invece la situazione di una persona che lo vive nella sua infanzia, se non viene capito e aiutato dai suoi educatori il problema assume una dimensione molto più grande di quello che hai vissuto tu e lascia delle ferite molto più profonde. È per questo che ti dico di andarci piano con dei consigli di quel tipo, abbiamo difficoltà che sono su una dimensione diversa da quelle che hai avuto tu. E @A87 ha delle difficoltà che sono ancora ben più gravi rispetto alle mie. Quindi credo sia il caso di fare un po' più di attenzione nel comprendere la specifica situazione della persona a cui ci si rivolge quando si danno dei consigli, altrimenti si rischia di ottenere solo il risultato di far sentire le persone "stupide" o incapaci per non riuscire ad applicare regole che magari a te risultano banali.
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
  • anankeananke Post: 1,585
    Ti ringrazio del consiglio @Alessio e cercherò di seguirlo:) però ti dico, che quando parlo così lo faccio in assoluta buona fede, anzi memore di quello che mancava a me a 19 anni e che poi con il tempo ho imparato a risolvere. Purtroppo c'è da dire che io sbaglierò di certo i modi però in vari casi i concetti per ottenere un qualche margine di miglioramento si rivelano essere quelli, proprio perchè occorre trovare il modo di superare il peso delle proprie ferite e di tirare fuori il meglio da noi stessi, magari seguendo canali alternativi rispetto agli altri ma trasformando la propria diversità in una ricchezza e non in un motivo per emarginarsi. Io non è che sono meno "diversa" rispetto a quando avevo 19 anni, semplicemente ho imboccato una strada che mi ha portato dove sono ora, vale a dire ad essere in pace con me stessa, cosa che ognuno deve ottenere, certamente costruendosi e seguendo coi suoi tempi percorsi specifici, ma a meno di non voler restare a vita là dove si è, (soprattutto se non ci si sta bene) uno deve cercare di capire cosa fare per migliorare la propria condizione.
    Comunque è curioso il fatto che tu abbia definito quella fase di "coscienza collettiva":) sarebbe bello sapere in che senso secondo te quello è stato un periodo di coscienza collettiva:) Davvero interessante perchè non l'avevo mai vista sotto quell'aspetto.
    Comunque non vorrei andare off topic, ma per curiosità mia, raccontami/raccontateci la vostra percezione del mondo di quando avevate 8 anni (nel tuo caso) o prima o anche più tardi (quando è cominciato il periodo di cui parlava @Alessio) mischiando ricordi emblematici, ricordando le vostre difficoltà e se ci sono stati dei periodi "oscillatori" come quelli di cui si parlava sopra, di "distacco" dalla vostra condizione solita (qualunque essa sia) per diventare leggermente "altro".Sarebbe davvero molto interessante:)
    Ad ogni modo, specifico @A87 o chiunque altro che non era assolutamente mia intenzione risultare offensiva, indelicata, inopportuna ecc.. e se lo sono stata mi scuso.

  • Andato_87Andato_87 Post: 3,049
    modificato aprile 2013
    occorre trovare il modo di superare il peso delle proprie ferite e di tirare fuori il meglio da noi stessi, magari seguendo canali alternativi rispetto agli altri ma trasformando la propria diversità in una ricchezza e non in un motivo per emarginarsi.
    Ottima frase, in un contesto meno “proibitivo” e con più sbocchi, lo farei volentieri.
    Adoro mostrare il meglio di me, il problema è che non so come “utilizzarlo”.
    Inoltre, da un contesto in cui tutti ti danno del “perfettino” (non so che cavolo significa XD) cosa si può pretendere? Non ricordo quasi nulla di quando avevo 8 anni, mi dispiace.
    Probabilmente la mia percezione di me stesso e del mondo era così “autistica” che ho inconsapevolmente attuato un processo di rimozione, dato che mi vergogno di com’ero da piccolo.
    Il bello è che non riesco neanche a immaginare cosa potrei fare se potessi tornare a 8 o 10 anni con la mia coscienza di oggi, probabilmente la mia infanzia sarebbe stata peggiore, viste le testimonianze di molti aspie che da bambini avevano abilità non tipiche di un bambino.
  • Andato34Andato34 Post: 4,027
    @oskene ho scritto "coscienza collettiva" perché a livello intuitivo mi sembra il termine che riassume meglio quel modo di vivere per cui uno si accorge e gli importa delle volontà, stati d'animo, opinioni, pensieri delle persone che lo circondano o addirittura di tutte le persone del mondo, è quel passaggio dall'essere un "io" ad un "noi", dal voler massimizzare le proprie volontà al voler massimizzare le "nostre" volontà, cioè a quell'età ho cominciato a vivere in maniera "collettiva". Il problema è che questa cosa l'ho presa in modo molto più serio delle altre persone (soprattutto degli altri bambini), molte delle quali credo non ci siano neanche mai arrivate a questa fase. Se la prendessero tutti così seriamente le energie che uno spende a vivere così sarebbero forse ripagate dal fatto che anche gli altri si comportano così verso di lui/lei, ma visto che le altre persone sono quasi tutte orientate su filosofie di vita molto meno collettive ma più individualiste e menefreghiste quel modo di essere diventa un "suicidio", e se uno comincia ad averlo da bambino diventa un doppio suicidio.
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
  • anankeananke Post: 1,585
    Ah...ok ora mi torna:) Credevo parlassi di coscienza collettiva in riferimento allo sfasamento che ho avuto a 19 anni e invece stai parlando (se ho capito bene) della filosofia di vita che ho sviluppato in seguito (vale a dire quella attuale). Ma in realtà ho elaborato in seguito solo l' "equilibrio" in quanto quel tipo di mentalità che dici a ben pensarci è sempre stata presente in me fin da piccola. Un acutissimo senso della giustizia che ora con gli anni ho imparato a gestire:) (e ce la faccio proprio perchè ho un'attività emotiva più controllata rispetto al passato e ho ridimensionato le mie aspettative/pretese nei confronti dell'essere umano).
  • TsukimiTsukimi Post: 3,827
    In realtà ci sono molte persone disposte a uscire in 2-3, almeno nella mia esperienza non è eccezionali (e conosco nt piú selettivi di me su questo punto). @Alessio posso chiedere cosa intendi con il fatto di non essere compreso? Intendi che vieni trattato male o che semplicemente c'è in giro gente con cui non ti sentiresti di aprirti?
    "The Enlightened Take Things Lightly" - Principia Discordia
  • Sono solita passare la parte finale della settimana a casa. Faccio ricerche, disegno, leggo e soprattutto rifletto.
  • @alessiodx: Purtroppo, ho avuto questa fase, che di solito denominavo "fase democratica", in quarta e quinta elementare. Difendevo gli altri in ogni causa, anche contro le insegnanti, contro gli adulti.
    Le stesse persone (bambini crudeli) mi prendevano in giro per le solite cause, ma io le perdonavo sempre in nome dell'unità. Dopo un po' ho cominciato anche a negare che mi denigrassero, finché l'ultimo giorno di scuola non ho avuto uno sfogo con una maestra molto simpatica e comprensiva, che mi ha consolata dicendo che loro non mi capivano, ma avevo un enorme potenziale.

    Sì, in definitiva è stato un suicidio, doppio, triplo e quadruplo.
  • Andato34Andato34 Post: 4,027
    modificato maggio 2013
    @Alessio posso chiedere cosa intendi con il fatto di non essere compreso? Intendi che vieni trattato male o che semplicemente c'è in giro gente con cui non ti sentiresti di aprirti?
    Intendo che non viene compreso e accettato il mio modo di essere. Non sono mai stato trattato particolarmente male, anche perché quando qualcuno passa un certo limite con me reagisco in modo aggressivo. Però non è solo un fatto di non sentirsi di aprirsi, è proprio un fatto di non sentirsi accettato, di sentire che a quelle persone non interessa nulla di te e ti disprezzano per il tuo modo di essere e per cui per loro tu sei lì ma è come se non esistessi.

    @MintMind Mi piace "fase democratica", ma nel mio caso direi più "comunista" ;)
    Post edited by Andato34 on
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
  • anankeananke Post: 1,585
    A proposito di giustizia anche a me recentemente è venuta un'idea mica male per affermare un concetto qua da me;)
  • A proposito di giustizia anche a me recentemente è venuta un'idea mica male per affermare un concetto qua da me;)
    Lo illustreresti?  :)
    (Mi sa che stiamo uscendo dall'argomento principale...)
  • TsukimiTsukimi Post: 3,827
    Ah anch'io ho avuto la fase anarco-comunista! Ma piú che autentico idealismo era voglia di far polemica...
    AJDaisy
    "The Enlightened Take Things Lightly" - Principia Discordia
  • anankeananke Post: 1,585
    Grazie:D Faremo come Lutero che appose le sue 95 tesi alla porte del castello di Wittenberg :))
  • zisczisc Post: 1,603
    sarebbe da fare sul serio.....
  • Andato_87Andato_87 Post: 3,049
    modificato maggio 2013
    Dicono che gli vengono incontro perchè lavorano. Ma scusate, io ho sempre lavorato come la maggior parte degli studenti universitari e dovevo preparare esami - come voi ben sapete - che sono molto più corposi di qualunque programma delle superiori, dunque cosa dobbiamo dire, che pure da noi dovrebbero istituire un'università serale dove ti laurei con 5 esami anzichè 30?
    Non è giusto nei confronti di nessuno, tantomeno di quelli che si fanno il popò per 5 anni per conseguire un diploma e che vengono valutati per quello che fanno.
    Oskene, ti appoggio anch’io perché a le raccomandazioni non mi sono mai piaciute.
    Però bisogna dire che chi lavora tutto il giorno effettivamente si stanca e non può pensare anche di stare dietro allo studio per tante ore. Mi fa comunque schifo che molte persone possono diplomarsi (se non addirittura laurearsi) non sapendo nulla, perché poi si creano persone raccomandate e montate di testa. Ammiro il tuo aver fatto l’università mentre lavoravi, è una cosa che io, che mi stanco facilmente, non potrei mai fare, e infatti quando facevo le superiori non pensavo ad altro, per paura di deconcentrarmi o di stancarmi troppo. Sono uscito con un 91/100 e già mi sembrava un po’ troppo, perché avevo anche il sostegno a scuola, ma vabbè… se potessi tornare indietro nel tempo la penserei diversamente e mi sarei impegnato di più, pensando al futuro fin dal penultimo anno delle superiori, quando avevo già 18 anni (ora ne ho 25). In bocca al lupo per il manifesto!
    Oggi è il 1° maggio, la giornata giusta per protestare! XD

    Io se avessi un lavoro che mi soddisfa o che mi succhia abbastanza tempo ed energie, non penserei a un corso di studi… ma tanto io sono diplomato quindi non faccio testo, mi sono impegnato al momento giusto. Ho perso un po’ di occasioni, anche sociali, ma almeno i miei studi li ho fatti.
  • Andato_87Andato_87 Post: 3,049
    modificato giugno 2013
    Ora che fa caldo esco, con i miei familiari, pur di non stare a casa a morire di caldo.
  • Andato46Andato46 Post: 5,160
    Oddio i weekwnd...che depressione...

    Al liceo li evitavo, le mie compagne mi invitavano, ma dopo un po' mi ero stufata. Per fortuna giocavamo a D&D con degli altri compagni. Già il fatto che fossero tutto maschi mi aiutava (mi trovavo decisamente meglio con loro).

    All'università disastro...mai avuto vita sociale. Giusto ogni tanto capitava che mi invitava una mia amica, ex compagna del lice (tutt'ora una delle mie pochissime amiche), ma per il resto zero. A volte mi dispiaceva, nel senso che una passeggiata me la sarei fatta volentieri, altre volte era più il dispiacere di passare per sfigata. Davvero, all'università anche volendo non avevo nessuno con cui uscire.

    Qui a Bologna il deserto. L'unica mia amica (conosciuta in Erasmus) ora sta a Berlino, per cui davvero non ho nessuno. Mio marito (ma ora manco lui ce sta) ha provato a farmi fare amicizia con il suo gruppo...ma per me è una tortura ogni volta, così decisamente non abbiamo legato. Quindi i miei weekend sono relegati in casa. O sto davanti al computer, o mi metto a fare lavori muliebri (faccio la pasta, ricamo, lavoro a maglia), o vado a farmi un giro in bici, ovviamente da sola. Al massimo mi costringo ad accettare l'invito a pranzo dai miei suoceri. Se proprio devo.
  • IndecisoIndeciso Post: 2,754
    mmm, più o meno ero nelle stesse situazioni di tutti voi, adesso non cambia molto essendo che vivo da solo 7 giorni su 7. il mio problema è il lavoro: ho l'incubo di non sapere cosa fare e se lo so di non saperlo fare, e questo mi stressa anche nel weekend, ultimamente non vedo l'ora che sia già vicino il prossimo weekend per tentare di staccare,ma è difficile. Per il resto qualche volta mi costringo a uscire con il mio collega e i suoi amici (è una situazione tragicomica, loro tutti ventenni amanti della discoteca e delle serate sociali classiche, e io dieci anni di più che faccio finta di essere un ventenne) ma almeno è un modo per cominciare a conoscere qualcuno in un posto tutto nuovo.
  • ..mi spiace più che altro per mia madre, è più triste lei che di me per il vedermi sempre sola
    Ahah, anch'io quando abitavo coi miei ero più preoccupato del fatto che i miei erano preoccupati che non uscivo il sabato sera rispetto al fatto stesso di non uscire. In realtà non solo di quello che pensavano i miei ma anche di quello che pensavano/pensano le persone a cui lo dicevo/dico.


    A me capita la stessa cosa, le persone pensano che sono triste per il fatto che non faccio nulla il sabato sera e a me rattrista il fatto che loro si rattristino.
  • Oddio i weekwnd...che depressione...

    Al liceo li evitavo, le mie compagne mi invitavano, ma dopo un po' mi ero stufata. Per fortuna giocavamo a D&D con degli altri compagni. Già il fatto che fossero tutto maschi mi aiutava (mi trovavo decisamente meglio con loro).

    All'università disastro...mai avuto vita sociale. Giusto ogni tanto capitava che mi invitava una mia amica, ex compagna del lice (tutt'ora una delle mie pochissime amiche), ma per il resto zero. A volte mi dispiaceva, nel senso che una passeggiata me la sarei fatta volentieri, altre volte era più il dispiacere di passare per sfigata. Davvero, all'università anche volendo non avevo nessuno con cui uscire.

    Qui a Bologna il deserto. L'unica mia amica (conosciuta in Erasmus) ora sta a Berlino, per cui davvero non ho nessuno. Mio marito (ma ora manco lui ce sta) ha provato a farmi fare amicizia con il suo gruppo...ma per me è una tortura ogni volta, così decisamente non abbiamo legato. Quindi i miei weekend sono relegati in casa. O sto davanti al computer, o mi metto a fare lavori muliebri (faccio la pasta, ricamo, lavoro a maglia), o vado a farmi un giro in bici, ovviamente da sola. Al massimo mi costringo ad accettare l'invito a pranzo dai miei suoceri. Se proprio devo.


    Anch'io mi sento piu' a mio agio con i maschi.
  • Oddio i weekwnd...che depressione...

    Al liceo li evitavo, le mie compagne mi invitavano, ma dopo un po' mi ero stufata. Per fortuna giocavamo a D&D con degli altri compagni. Già il fatto che fossero tutto maschi mi aiutava (mi trovavo decisamente meglio con loro).

    All'università disastro...mai avuto vita sociale. Giusto ogni tanto capitava che mi invitava una mia amica, ex compagna del lice (tutt'ora una delle mie pochissime amiche), ma per il resto zero. A volte mi dispiaceva, nel senso che una passeggiata me la sarei fatta volentieri, altre volte era più il dispiacere di passare per sfigata. Davvero, all'università anche volendo non avevo nessuno con cui uscire.

    Qui a Bologna il deserto. L'unica mia amica (conosciuta in Erasmus) ora sta a Berlino, per cui davvero non ho nessuno. Mio marito (ma ora manco lui ce sta) ha provato a farmi fare amicizia con il suo gruppo...ma per me è una tortura ogni volta, così decisamente non abbiamo legato. Quindi i miei weekend sono relegati in casa. O sto davanti al computer, o mi metto a fare lavori muliebri (faccio la pasta, ricamo, lavoro a maglia), o vado a farmi un giro in bici, ovviamente da sola. Al massimo mi costringo ad accettare l'invito a pranzo dai miei suoceri. Se proprio devo.


    e la mia amica, conosciuta in erasmus sta in Brasile. E il mio ragazzo ha cercato di farmi uscire con il suo gruppo di amici ma, dopo vari e vani tentativi, ci esce solo lui e io resto a casa. E non mi dispiace per niente. Ogni volta i suoi amici mi guardavano come se fossi un alieno cercando di capire se fossi matta e fino a che punto...Francamente preferisco stare a casa: è l'unico posto in cui non sono obbligata a vedere gente e posso essere me stessa senza far finta di essere qualqun altro come il resto della settimana.
  • Andato46Andato46 Post: 5,160
    La seccatura è che mio marito vuole portarmi con sé, che insomma, je pare brutto uscire coi suoi amici senza di me. Ne abbiamo parlato spesso ma non siamo ancora giunti ad un accordo.
  • fattore_afattore_a Post: 2,337
    Dei week-end mi piace soprattutto il sabato mattina. Se c'è bel tempo, esco per un giro in bici, come sono solito fare ormai dal 20/06/2005 quando ho rotto il ghiaccio e superato il fatto di essere visto sulla bici per strada.
    D'inverno è più difficile e viene buio prestissimo.
    Non esco la sera e ormai non mi pesa neanche più.
    Un amcio dice che gli sembro vecchio dentro, nonostante io dica sempre di sentirmi come se avessi 19 anni e non abbia rughe. Rispondo che neanche a 19 anni andavo in discoteca o nei locali.

    È successo, fino al 2012, di non riuscire a dormire la domenica e quindi di alzarmi alle 4 e prendere un treno, scendere in una città particolare, prendere il caffè al bar della stazione e girovagare, magari in un museo.

    Quando sono a casa, tengo la tv sempre accesa anche se non la guardo.
  • Andato_SimAndato_Sim Post: 2,046
    Accidenti.
    Aspetto il lunedi.
    Cambia tutto, nei weekend.
    Cambia tutto.
    E poi ci sono gli imprevisti, e le persone e c'e' rumore e tensione.
    Aspetto il lunedi correndo o saltando o leggendo, MA e' moltissimo stressante, perche' cambiano i ritmi.
    Come l'estate.

    Ciao. Grazie. Simone
    Tutto ciò IO penso (e scrivo).
  • amigdalaamigdala Post: 6,362
    odio il weekend, lo odio perchè sono quella che non esce. Ma più che il non uscire non sopporto quando al lunedì mi chiedono:"cosa hai fatto nel weekend?" e lì mi barcameno fra scuse di ogni tipo "sono stata male" "sono uscita con tizio" e soprattutto mai dire "sono andata al cinema" perchè ti chiederanno "cosa hai visto?" e lì parte il panico...
    e poi altro problema è l'estate... "dove vai in vacanza?" altra domanda a cui non so dare risposta
  • Cosa faccio nel weekend?

    Sabato:
    Dormire
    Spesa grossa
    Passeggiata (forse, e solo se fa bel tempo)/shopping se strettamente necessario/di rado altre cose (eg. cinema)
    Hobbies (a casa)

    Domenica:
    Messa (il più delle volte ascoltata alla radio)
    Pulizie di fondo
    Cibo che ci mette tanto a cucinare
    Lavatrice
    Hobbies

    Di solito, se mi trovo con qualcuno, lo faccio durante la settimana dopo il lavoro, così mantengo i miei ritmi pur socializzando.

    Il mio Aspie blog: http://happilyclueless.me
  • ValentaValenta Post: 10,759
    modificato gennaio 2015
    Rispondo visto che negli ultimi mesi ho cambiato casa e abitudini.

    Il sabato vado in biblioteca sino a tardo pomeriggio,
    dopo di che guardo un film in dvd, poi ceno e a letto.

    Sono anni che non esco al sabato sera.

    La domenica mattina o esco per conto mio o a volte invito qualcuno a casa, mangio, poi leggo e guardo film.

    Stendo se c è da stendere.Innaffio la pianta.

    A volte mi compro la pizza.

    La spesa di solito la faccio in settimana.
    Kolyma
    Vale (egli\lui\gli)- feedback e reactions sempre graditi
  • Dipende dal weekend, qualche volta esco, ma è fondamentale anche ritagliarmi il tempo per le cose che é necessario fare, come lo studio e le lavatrici.
    Oh, how I wish for soothing rain all I wish is to dream again
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