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Rivalutazione e rischio adhd

Rieccomi, era da tempo che non scrivevo.
Ieri, ho avuto i risultati della rivalutazione di mio figlio, cinque anni e mezzo.
Secondo la npi il bambino è migliorato per alcuni aspetti, ma rientra ancora nel moderato, il cognitivo è sotto la media per l'età, ma è da rivalutare perché il bambino è facilmente distraibile ancora, quindi il dato non è veritiero, e infine, c'è un alto rischio adhd.
Io mi chiedo, perché facciano delle dichiarazioni e poi scrivano tutt'altro.
Il bambino è migliorato , ma il vecchio ados era 16 il nuovo 19. Bel miglioramento!
Il cognitivo è da rivalutare, passa da un 87 a un "udite, udite", 69, un bel granchio accidenti! Ma, come ho detto prima, potrebbe essere errato,anche se, nella relazione non scrive "cognitivo da rivalutare", ma bensì "il bambino si mostra più collaborativo rispetto alle valutazioni precedenti, ma facilmemte distraibile. I singoli subtest rimangono stabili, ma ancora al di sotto della media relativa all'età".
Infine, - rullo di tamburi- in base all'adi, risulta un alto rischio per il disturbo di deficit d'attenzione e iperattività, più marcato per quanto riguarda l'attenzione.
In pratica il rischio adhd è calcolato in base alle nostre dichiarazioni.
Io sono scioccata! Mio figlio fa terapia in modo continuativo e costante da quando aveva 29 mesi, con un dispendio economico, di forze e di energie non indifferente, con promesse di miglioramenti incredibili (che io non vedo) ma che a detta del centro che lo segue, ci sono eccome, perché fortunatamente è un bambino intelligente, non c'è deficit cognitivo e può fare tutto, certo, deve apprendere delle abilità, ma è sulla buona strada.
Sono spaventata dall'opinabilità della valutazione, dal fatto che chi lo conosce dichiara una cosa, chi valuta un'altra, o meglio, dichiara a voce delle cose, ma ne scrive altre.
Lo so che il test è la foto di un momento, ma la relazione dovrebbe aiutare a capire i test. Che senso ha dire a voce delle cose che non sono state incluse nella relazione?
Inoltre quel foglio è il biglietto da visita di mio figlio, da lì viene fuori la diagnosi funzionale, l'immagine che altri avranno di lui, la sua programmazione didattica, e linfluirà sull'immagine che lui avrà di sé stesso..
mammarosannavera68Smeagol
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Commenti

  • Guarda io sono contraria a tutto il sistema di diagnosi, credo che sia tutto discrezionale ..... bisogna concentrarsi solo sui bimbi e fare in modo che diventino adulti capaci di autodeterminarsi .... guarda solo se le terapie raggiungono i risultati che tu vuoi ottenere per lui, ragiona con la tua testa ..... non ha senso pagare tantissimo e stressarsi tantissimo per ottenere molto poco .... se aspetti che sia il centro a fare autocritica stai fresca!
    Per la scuola, non credo che delle brave maestre abbiano bisogno di una valutazione fatta da qualcuno che vede i bimbi per fargli dei test, per me delle brave maestre sono capaci loro di farsi un'idea di come lavorare con tuo figlio ..... in passato non c'erano tante diagnosi .... alcune maestre erano brave e sapevano cosa fare altre no .... io credo che sia ancora così ....
    loconivera68damy
  • riotriot Post: 6,384
    loconi,
    queste perplessità è bene manifestarle subito alla npi direttamente, senza temerne l'autorità.
    cioè, non è giusto andarsene via con una valutazione così incongruente perché anche se sono specialisti, non è che siano degli dei intoccabili, ed è loro dovere dare ai genitori risposte precise e circostanziate.
    quindi è bene che tu ritorna da lei e gli esprima tutto quello che hai riportato qui. e se, invece, tutto rimane così sul vago, allora è bene chiedere una valutazione in un altro ambito.

    loconiadiLisaLaufeysonmammaconfusa80mariadimagda
  • loconiloconi Post: 357
    modificato settembre 2020
    Avete perfettamente ragione entrambi.Se devo dirla tutta, adesso il bambino è stato inserito in un programma terapeutico intensivo della durata si sei mesi, al termine del quale verrà rivalutato. Purtroppo ho pensato che ci sia una valutazione peggiorativa per dimostrare i buoni risultati della terapia.
    Probabilmente sto esagerando, ma il dubbio mi viene.
    Inoltre a causa del Covid, anche i colloqui con i genitori si fanno singolarmente e mio marito deve ancora ricevere la spiegazione della diagnosi, quindi, nonostante non sia un buon periodo, spero che faccia da portavoce.
    riotSmeagol
  • Hai perfettamente ragione su alcune cose che sto notando anche io, è come se neuropsichiatra e supervisori aba o comunque psicologi a capo di percorsi terapeutici siano sempre in disaccordo, a volte mi sembra proprio che non si stimino fra loro. Il neuropsichiatra lo trovo molto spesso duro, autoritario e in alcuni casi disfattista mentre lo psicologo o il supervisore che è a capo del percorso terapeutico molto positivo. Io ho capito che bisogna fare come a scuola, la media matematica, ognuno dice la sua ma alla fine si capirà bene cosa sara accaduto nello sviluppo in un bambino un po’ più in là. Forza e coraggio!
    loconiriotLinnadamySmeagol
  • @mammaconfusa80 già! Intanto però ci proporzionano bastone e carota. Anche questo metodo secondo il quale loro parlano e alla fine del discorso consegnano la relazione non mi piace. Se mi permetti di leggerla ti faccio delle domande. Sono andata a riguardarmi le precedenti, chiaramente in casa e dopo che ho parlato con loro. Sono una discesa in picchiata.
    So che molto dipende dall'evoluzione del bambino, se però la terapia, non solo non porta miglioramenti, ma non riesce ad arginare questa deriva perché continuare?
    Si cambia terapia! L'aba è quella più accreditata, ma se non funziona, non funziona, mica tutti gli autostico sono uguali.
    Vi terrò informati per quanto riguarda i risultati dei test dopo i sei mesi di intensivo.
    riotSmeagol
  • LinnaLinna Post: 309
    @ loconi.
    Volevo chiedere se,tu vedi migliorare il bimbo?
    Nonostante relazione del N.p.
    chiocciolina
  • Ma infatti @loconi la penso come @Linna tu come lo vedi tuo figlio migliorato o peggiorato? Puoi farti questa domanda sia nei confronti dei suoi coetanei: è aumentato il divario o è diminuito?, sia in termini assoluti ...... per te a casa e per le maestre a scuola la sua gestione è più facile o più difficile?  Se le domande in termini assoluti sono negative devi cambiare strada .... in linea generale un alto funzionamento con il tempo, prima dell'adolescenza, migliora perchè impara anche da solo delle strategie .... se il suo comportamento è peggiorato vuol dire che tuo figlio ha imparato delle strategie sbagliate e quantomeno qualcuno queste strategie sbagliate le ha rinforzate invece di insegnargli strategie giuste.

    Non è che tuo figlio si è "adagiato" nella sua posizione e qualcuno gli ha permesso di farsi l'idea che lui può non impegnarsi e avere sempre un trattamento speciale? Magari non è così, ti faccio queste domande solo per darti punti di riflessione. 

    Io penso che il comportamento umano sia troppo complesso per essere descritto con dei punteggi e su delle relazioni. Penso che per capire se le terapie funzionano bisogna farsi altre domande: tuo figlio è sereno, riesce a imparare cose nuove, ha degli amici, la vita della vostra famiglia ha una buona qualità.

    Cosa significa che ora farà per 6 mesi un programma intensivo?
    gufomatto79
  • Guarda i bambini secondo me sono imprevedibili e poi non hanno con tutti gli stessi livelli di attenzione e ciò
    dipende anche dal luogo. Mio figlio con la terapista, con me e con mia moglie e qualcun altro della famiglia gioca, interagisce e si relaziona quanto basta per capire che interessato a noi, poi lo porto privatamente da un npi che non ha visto mai nel suo studio che non ha mai visto e diventa autoreferenziale con tutte le mie imprecazioni e sconforto. Magari sarà abituato, come mio figlio che ha 29 mesi però, a relazionarsi solo con chi vede spesso e non con chi vede una tantum!
    marcus
  • Le vostre domande sono legittime. Io non lo vedo migliorato, nel senso che i miglioramenti non sono dovuti alle terapie, ma alla normale crescita del bambino. A cinque anni e mezzo, rispetto ai coetanei c'è molta distanza. Non ha nessun amico, comunica con richieste, comprese quelle di andare in determinati luoghi come casa dei nonni ecc, è interessatissimo ai cartoni animati e agli animali. Non ho mai visto una regressione, ma neanche i progressi meravigliosi che vengono promessi.
    Per quanto riguarda la terapia, secondo me la impara come un pappagallo, perché non è interessato.
    I professionisti dicono che bisogna insistere per sbloccarlo, ma nè io, nè il padre crediamo in questi meravigliosi progressi.
    Vi dirò di più mi sento un po' presa in giro e sfruttata, anziché sprecare tempo facendo terapie inutili, avrei potuto passarlo al parco, in giro o a fare attività gratificanti per me e per mio figlio.
    A volte mi chiedo per chi stiamo lavorando, se per lui, che magari è felice così com'è o per gli altri.
    Per la società che non accetta differenze, per la scuola che lo vorrebbe gestibile e collaborativo, per noi genitori che vorremmo essere gratificati da un figlio compagnone, brillante e non avendolo ci affanniamo con terapie e npi che hanno il potere di costruire la lente attraverso la quale la società guarda il bambino e modifica anche il nostro sguardo.
    mammaconfusa80sunskyLinnagufomatto79damycarla_75mariadimagdaSmeagolLudo
  • loconi ha detto:

    Rieccomi, era da tempo che non scrivevo.
    Ieri, ho avuto i risultati della rivalutazione di mio figlio, cinque anni e mezzo.
    Secondo la npi il bambino è migliorato per alcuni aspetti, ma rientra ancora nel moderato, il cognitivo è sotto la media per l'età, ma è da rivalutare perché il bambino è facilmente distraibile ancora, quindi il dato non è veritiero, e infine, c'è un alto rischio adhd.
    Io mi chiedo, perché facciano delle dichiarazioni e poi scrivano tutt'altro.
    Il bambino è migliorato , ma il vecchio ados era 16 il nuovo 19. Bel miglioramento!
    Il cognitivo è da rivalutare, passa da un 87 a un "udite, udite", 69, un bel granchio accidenti! Ma, come ho detto prima, potrebbe essere errato,anche se, nella relazione non scrive "cognitivo da rivalutare", ma bensì "il bambino si mostra più collaborativo rispetto alle valutazioni precedenti, ma facilmemte distraibile. I singoli subtest rimangono stabili, ma ancora al di sotto della media relativa all'età".
    Infine, - rullo di tamburi- in base all'adi, risulta un alto rischio per il disturbo di deficit d'attenzione e iperattività, più marcato per quanto riguarda l'attenzione.
    In pratica il rischio adhd è calcolato in base alle nostre dichiarazioni.
    Io sono scioccata! Mio figlio fa terapia in modo continuativo e costante da quando aveva 29 mesi, con un dispendio economico, di forze e di energie non indifferente, con promesse di miglioramenti incredibili (che io non vedo) ma che a detta del centro che lo segue, ci sono eccome, perché fortunatamente è un bambino intelligente, non c'è deficit cognitivo e può fare tutto, certo, deve apprendere delle abilità, ma è sulla buona strada.
    Sono spaventata dall'opinabilità della valutazione, dal fatto che chi lo conosce dichiara una cosa, chi valuta un'altra, o meglio, dichiara a voce delle cose, ma ne scrive altre.
    Lo so che il test è la foto di un momento, ma la relazione dovrebbe aiutare a capire i test. Che senso ha dire a voce delle cose che non sono state incluse nella relazione?
    Inoltre quel foglio è il biglietto da visita di mio figlio, da lì viene fuori la diagnosi funzionale, l'immagine che altri avranno di lui, la sua programmazione didattica, e linfluirà sull'immagine che lui avrà di sé stesso..

    Ciao Loconi,
    queste sono tutte domande da rivolgere alla npi! Capisco l'imbarazzo, ma è fondamentale per voi sapere. L'adhd si valuta esclusivamente sulla base dell'osservazione clinica e dei sintomi riportati da persone che conoscono il bambino in almeno due contesti, di solito genitori e insegnanti. Chiaramente i genitori tendono ad essere più sensibili ai cambiamenti, gli insegnanti meno. L'unico test abbastanza specifico per questa diagnosi è il go/no go, che è una specie di Sapientino in cui tu devi chiudere il circuito con la penna se senti go e non farlo se senti no go. Questo test valuta l'impulsività.
    Il bello di una diagnosi di adhd è che potrebbe avere un qi più elevato di quanto rilevato dai test e che alle più brutte per trattarlo ci sono farmaci che sono i più efficaci in medicina. Ci si può anche automedicare facendo tantissima attività fisica, con qualche buon risultato.
    In bocca al lupo!
    riotLisaLaufeysonloconiLinnagioiaSmeagol
  • Da quello che dici @loconi mi pare che più di progressi i terapisti ti hanno promesso di "cambiarlo" ..... non c'è niente di male a non essere "compagnoni" .... e veramente che questo venga visto come "patologia" mi sembra gravissimo ..... è molto male che non abbia tempo di andare al parco ..... piuttosto dovresti trovare un terapista che lo porta al parco e riesce ad insegnargli come interagire con gli altri bimbi - se ne ha voglia. Per la socializzazione il punto di partenza è far capire al bimbo che "insieme" agli altri è più divertente, ma questo comporta che sia sul serio più divertente per lui e quindi nel rispetto di come è fatto .... solitamente dovrebbe piacergli avere il migliore amico quindi invitare un bimbo dal carattere affine con cui abbiano interessi in comune .... 
    Per me l'ABA non è indicato per l'alto funzionamento, perchè è molto più utile spiegare i meccanismi del comportamento e i perchè delle cose piuttosto che modificare i comportamenti sostituendoli con altri .... può essere utile per diminuire i comportamenti problema e insegnargli delle strategie alternative di gestione della frustrazione e delle emozioni .... però non ho capito cosa ti hanno promesso di ottenere nei confronti di tuo figlio. Quali sono gli obiettivi perseguiti?  
    vera68Smeagol
  • riotriot Post: 6,384
    Apgar7 ha detto:

    Il bello di una diagnosi di adhd è che potrebbe avere un qi più elevato di quanto rilevato dai test e che alle più brutte per trattarlo ci sono farmaci che sono i più efficaci in medicina. Ci si può anche automedicare facendo tantissima attività fisica, con qualche buon risultato.

    beh senz'altro è meglio la seconda ipotesi! se non altro come primo tentativo.
    e sport individuali vanno benissimo
    loconi
  • @mamma_francesca ci hanno sempre detto che il potenziale era tanto, che avremmo dovuto raggiungere ottimi risultati, Purtroppo, sia la npi che la terapista hanno detto che "l'intervento tempestivo serve per modificare certi processi, che in un cervello in sviluppo sono più facilmente modificabili" e che "il nostro obiettivo è normalizzarlo il più possibile". Ricordo bene entrambe le frasi e sono rabbrividita.
    Riguardo al parco era una battuta, volevo intendere che anziché fare terapia, che comporta spesso stress e fatica, avrei impiegato il tempo a fare altro
  • @riot Per forza, in alcuni casi c'è anche una bella disprassia abbinata... Puoi avere quello che vuoi, ma non puoi giocare a pallavolo se non hai la coordinazione occhio mano e non riesci a modulare i movimenti. Lo so per esperienza :)

    loconiriot
  • Modificare un comportamento maladattivo a mio avviso può risultare utile per qualsiasi funzionamento, mettete poi che lì dove c’è difficoltà di comunicazione il dramma è servito. Bambini frustrati, perennemente in moto per cercare da soli una soluzione che un bimbo nt di due anni riesce a risolvere chiedendo a mamma e papà o alla maestra. Quando mi sono messa nei panni di mio figlio ho capito che andava aiutato a modificare alcuni suoi comportamenti maladattivi ma soprattutto aiutato a raggiungere una comunicazione piu funzionale. Non a caso, questo ovviamente è il nostro di caso, quando è migliorato il linguaggio anche i comportamenti problema si sono attutiti e oggi riesco a mediare tantissimo con lui attraverso il ragionamento ne più ne meno di tanti suoi coetanei nt. il lavoro in una stanzetta di terapia è l’inizio di un grande lavoro a scuola e a casa, sono bambini che vanno spinti con amore, incoraggiati, potenziati nella loro autostima, io credo che un bambino nd abbia tempi di maturazione sociale più lenti e che magari per il tuo bimbo non sia ancora arrivato il momento di sbocciare, non ti arrendere ma se vedi che quella non è la strada giusta, cambiala perché una mamma sente quando qualcosa non va bene.
    LisaLaufeysonmammarosannaDomitillagufomatto79LinnaloconigioiaSmeagol
  • DomitillaDomitilla Post: 3,100
    modificato settembre 2020
    Normalizzare... se significa renderlo capace di entrare a gamestop da solo, chiedere alla commessa il videogico, pagare e dare la tessera punti per poi tornare da mamma ok... Se invece si intende trasformate da nerd in tamarro ho i miei dubbi... (sono esempi, eh)
    Mio figlio era terrorizzato dai negozianti, ci siamo impuntati e ora è autonomo... Ma i "Chad" proprio non li sopporta... Preferisce i suoi amici nerd e secchioni.
    mamma_francescaloconi
  • rimane il fatto che normalizzare è un termine orrendo ...... in primo luogo perchè significa che non viene visto come "normale" ..... io sono d'accordo con tutti gli interventi che aiutano a superare i propri limiti ...... con il fine di TROVARE LA PROPRIA STRADA ..... non con interventi che ti fanno diventare una persona diversa ...... cosa che tra l'altro mi sembra impossibile!
    Poi le relazioni sono un modo orrendo e poco utile per conoscere una persona; io penso che ci si debba limitare a colmare i deficit utilizzando i punti di forza!
    Domitilladamy
  • loconi ha detto:

    Le vostre domande sono legittime. Io non lo vedo migliorato, nel senso che i miglioramenti non sono dovuti alle terapie, ma alla normale crescita del bambino. A cinque anni e mezzo, rispetto ai coetanei c'è molta distanza. Non ha nessun amico, comunica con richieste, comprese quelle di andare in determinati luoghi come casa dei nonni ecc, è interessatissimo ai cartoni animati e agli animali. Non ho mai visto una regressione, ma neanche i progressi meravigliosi che vengono promessi.
    Per quanto riguarda la terapia, secondo me la impara come un pappagallo, perché non è interessato.
    I professionisti dicono che bisogna insistere per sbloccarlo, ma nè io, nè il padre crediamo in questi meravigliosi progressi.
    Vi dirò di più mi sento un po' presa in giro e sfruttata, anziché sprecare tempo facendo terapie inutili, avrei potuto passarlo al parco, in giro o a fare attività gratificanti per me e per mio figlio.
    A volte mi chiedo per chi stiamo lavorando, se per lui, che magari è felice così com'è o per gli altri.
    Per la società che non accetta differenze, per la scuola che lo vorrebbe gestibile e collaborativo, per noi genitori che vorremmo essere gratificati da un figlio compagnone, brillante e non avendolo ci affanniamo con terapie e npi che hanno il potere di costruire la lente attraverso la quale la società guarda il bambino e modifica anche il nostro sguardo.


    Salve @Ioconi. Io penso che tu debba soltanto avere il coraggio di osservare da sola ciò che va e ciò che non va. I terapisti a volte ti dicono che va tutto benone solo perché alla fine vogliono che tu continui ad andare da loro. Io con Aba ho avuto questa esperienza. Mi sono ritrovata a fare un'osservazione fuori dal centro dove andavo e mi sono sentita dire che le cose non andavano affatto. Un bimbo nello spettro è ovvio che sia più in difficoltà di un nt in luogo nuovo, con persone che lo osservano etc... Ma quelle persone che lo osservano a mio parere avranno pure la competenza per farlo. Tornata al centro Aba il mio supervisore mi dice di non riconoscere mia figlia in quella osservazione. Mi espongo ma lo penso. Aba è fatta in modo tale che funzioni nelle sue stanzette nelle quali i bimbi, non parlo ovviamente per tutti, svolgono un compitino imparato a memoria. Peccato però che nella stanzetta non si può imparare ciò che invece sta alla base di tutto il resto, la regolazione e l'attenzione. Perché se il bimbo poi verrà osservato altrove non sarà quello che è nella stanzetta Aba ma sarà se stesso in preda all'ansia, alle emozioni, agli stimoli che ci sono ovunque. E se questo non gli permette di essere attento a ciò che gli altri gli dicono o gli propongono di fare, quella è la cosa verrà osservata. Ovvio che questa è una mia riflessione.

    Domitilladamycarla_75Smeagol
  • Ti consiglio di seguire le tue sensazioni riguardo ciò che stai vivendo, partendo soprattutto da tuo figlio come lo vedi tu. Se non vedi più progressi da un po', puoi interrompere Aba. Devi dare ciò che tu senti. Le cose possono cambiare in base a ciò di cui il bimbo ha bisogno e se adesso non l'aba, magari tornerà ad esserlo in futuro. Io di aba ne ho fatta tantissima e non me ne rammarico ma penso che ad un certo punto mia figlia non ne potesse più. Tu faccio un esempio. A 3 anni le facevano fare pregrafismo perché loro sostengono che visto che i bimbi nello spettro sono molto lenti nell:apprendere certe abilità/competenze, si anticipano. Mia figlia ha iniziato ad impugnare quasi perfettamente la penna adesso a 6 anni. A 3 anni non sapeva neanche dove fosse il figlio, il suo corpo e la sedia(secondo me), insomma visuospaziale zero.a mia riflessione è questa: se molti bimbi nello spettro necessitano di molto più tempo per elaborare i dati, imparare a muoversi nello spazio, comprendere le sequenze degli eventi, dobbiamo seguire, accompagnare, facilitare il loro percorso piuttosto che imporre obiettivi troppo alti. E come se insegnassimo la matematica partendo dalle espressioni piuttosto che da 1+1. Aba è così. Può essere utile per competenze facilmente misurabili come stappare una bottiglia(anche se ne ho da ridire anche su quello) ma non interviene alla base del neurosviluppo. Da ultimo sono convinta anche che i grossi risultati non sono promettibili e chi lo fa non è onesto. Lo hanno fatto anche con noi proprio i terapisti Aba. Quando i bimbi nello spettro crescono restano comunque bimbi verso i quali dobbiamo avere grandi attenzioni. Quando hanno 2 o 3 anni e ci dicono che crescerà ottimamente, spesso noi crediamo che diventerà identico alle persone nt.E 'inutile girarci intorno, desideriamo che ci dicano questo. Non sappiamo che cosa sarà di noi e di nessuno nel mondo ma ragazzi non è onesto dire sarà sicuramente uguale agli altri. Sarebbe meglio dire che c' è da lavorare e che possiamo fare tantissimo ma niente è detto così come viene scritto nei programmi Aba. Non lo è per nessuno, allora perché dovrebbe esserlo per loro?
    mammaconfusa80damySmeagol
  • mammaconfusa80mammaconfusa80 Post: 1,343
    modificato settembre 2020
    @gufomatto79 mio figlio fa ancora aba e sono perfettamente d’accordo con te che a V olte può diventare meccanica e che quindi fuori non si generalizzi l’abilità appresa, io però penso che questo avvenga un po’ con tutte le terapie. Intendiamoci, il basso funzionamento con un ritardo mentale importante credo che sia maggiormente aiutato da aba per trovare delle strategie più funzionali per stare nella vita cosa che però nn avviene all’alto funzionamento che molto spesso proprio perché intelligente si ribella a tale addestramento. Penso che lì dove non ci siano problematiche comportamentali importanti infatti l’ABA per L’hf non vada bene ma una terapia di gruppo o una neuropsicomotricità fatta bene più logopedia per curare la discussione e la teoria della mente siano più idonei. Noi abbiamo diminuito le ore e ancora continueremo a farlo perché mio figlio adesso ha bisogno di imparare molto nel sociale ma per farlo adeguatamente ha ancora bisogno di un supporto.
    Post edited by mammaconfusa80 on
    gufomatto79Smeagol
  • bigjoebigjoe Post: 123
    modificato settembre 2020
    mammaconfusa80 ha detto:

    @gufomatto79 mio figlio fa ancora aba e sono perfettamente d’accordo con te che a V olte può diventare meccanica e che quindi fuori non si generalizzi l’abilità appresa, io però penso che questo avvenga un po’ con tutte le terapie. Intendiamoci, il basso funzionamento con un ritardo mentale importante credo che sia maggiormente aiutato da aba per trovare delle strategie più funzionali per stare nella vita cosa che però nn avviene all’alto funzionamento che molto spesso proprio perché intelligente si ribella a tale addestramento. Penso che lì dove non ci siano problematiche comportamentali importanti infatti l’ABA per L’hf non vada bene ma una terapia di gruppo o una neuropsicomotricità fatta bene più logopedia per curare la discussione e la teoria della mente siano più idonei. Noi abbiamo diminuito le ore e ancora continueremo a farlo perché mio figlio adesso ha bisogno di imparare molto nel sociale ma per farlo adeguatamente ha ancora bisogno di un supporto.

    Sono d'accordo con te, l'Aba è una terapia che funziona per chi ha problemi comportamentali evidenti e disabilità intellettiva. Chi si trova nello spettro lieve e/o moderato credo abbia bisogno di lavorare nella relazione e nella comunicazione soprattutto con i pari, per questo in genere si raccomanda sempre l'inserimento all'asilo dove ovviamente il bambino non può essere gettato nella mischia selvaggiamente, ma deve essere seguito a parte e aiutato a relazionarsi nel giusto modo coi i pari età. Ti faccio l'esempio di mio figlio che a casa si relaziona e si diverte con noi, cioè con chi vede tutti i giorni mentre con gli estranei e i pari età ci sono evidenti problemi relazionali e quindi di comunicazione. Speriamo che il Covid non crei problemi con la scuola.


    Post edited by Sniper_Ops on
    Smeagol
  • loconiloconi Post: 357
    modificato settembre 2020
    mamma_francesca ha detto:

    rimane il fatto che normalizzare è un termine orrendo ...... in primo luogo perchè significa che non viene visto come "normale" ..... io sono d'accordo con tutti gli interventi che aiutano a superare i propri limiti ...... con il fine di TROVARE LA PROPRIA STRADA ..... non con interventi che ti fanno diventare una persona diversa ...... cosa che tra l'altro mi sembra impossibile!

    Poi le relazioni sono un modo orrendo e poco utile per conoscere una persona; io penso che ci si debba limitare a colmare i deficit utilizzando i punti di forza!
    Sono perfettamente d'accordo con te! Normalizzare, indica che essere nello spettro è una cosa brutta,quando secondo me non è così. Intendiamoci, mio figlio ha le sue difficoltà e le vedo, vorrei aiutarlo e accompagnarlo, ma per me è ancora molto difficile capire come. Ho tentato la logopedia, ma pareva ci seguisse la nuvoletta di Fantozzi! Una logopedista non poteva, un'altra ci disse prima di sì, ma poi ci lasciò al nostro destino e al centro ci continuavano a dire " ma non ne ha bisogno!I suoni sono puliti!"Peccato che l'organizzazione della frase sia parecchio deficitaria, eccetto che per le richieste.
    @mammaconfusa80 anch'io penso che la mancanza di capacità espressiva sia il problema più grosso.
    Spero sempre in un miglioramento del linguaggio che mi risolverebbe molti altri problemi. Certo sarebbe strano lo stesso, ma tra un bambino particolare che dice "non voglio" " mi dà fastidio" "non ci riesco" ecc e uno che urla, c'è una bella differenza!

    Post edited by Sniper_Ops on
    mammaconfusa80Smeagol
  • mamma_francesca ha detto:

    rimane il fatto che normalizzare è un termine orrendo ...... in primo luogo perchè significa che non viene visto come "normale" ..... io sono d'accordo con tutti gli interventi che aiutano a superare i propri limiti ...... con il fine di TROVARE LA PROPRIA STRADA ..... non con interventi che ti fanno diventare una persona diversa ...... cosa che tra l'altro mi sembra impossibile!

    Poi le relazioni sono un modo orrendo e poco utile per conoscere una persona; io penso che ci si debba limitare a colmare i deficit utilizzando i punti di forza!
    Normalizzare non significa "far diventare normale". Si normalizza l'esperienza della persona, facendole capire che non è l'unica a sperimentare difficoltà relazionali, problemi sensoriali, incomprensioni con i familiari, scoraggiamento, eccetera. Normalizzare significa anche far capire al bambino che anche se gli altri gli sembrano tutti uguali, sono tutti diversi come funzionamento, con i loro limiti e le loro risorse, solo che alcuni riescono a trovare una "nicchia" più facilmente di altri.

    mammaconfusa80LisaLaufeyson
  • @Apgar7   Ma sinceramente "normalizzare" non vuol dire ciò a meno che non venga esplicitato dai terapisti ..... "normalizzare il più possibile" per me vuol dire "farlo sembrare uguale agli altri" ..... e non fare in modo che il suo modo di essere venga accettato in un contesto di pluralità e differenze .... stiamo parlando di ABA che lavora sui comportamenti da modificare e non una terapia più cognitiva che può spegare al bimbo che è più uguale agli altri di quello che pensa. Comunque mi auguro che @loconi a cui è stato detto sappia cosa intendevano di preciso, perchè sono due versioni diametralmente opposte.
    Smeagol
  • mamma_francesca ha detto:

    @Apgar7   Ma sinceramente "normalizzare" non vuol dire ciò a meno che non venga esplicitato dai terapisti ..... "normalizzare il più possibile" per me vuol dire "farlo sembrare uguale agli altri" ..... e non fare in modo che il suo modo di essere venga accettato in un contesto di pluralità e differenze .... stiamo parlando di ABA che lavora sui comportamenti da modificare e non una terapia più cognitiva che può spegare al bimbo che è più uguale agli altri di quello che pensa. Comunque mi auguro che @loconi a cui è stato detto sappia cosa intendevano di preciso, perchè sono due versioni diametralmente opposte.

    Se lei non ha molta familiarità con la terminologia usata dagli psicoterapeuti avrebbe dovuto chiedere, è lecito sa?

    mamma_francesca
  • Non ho capito chi avrebbe dovuto chiedere
  • mammaconfusa80mammaconfusa80 Post: 1,343
    modificato settembre 2020
    @mamma_francesca forse hai in mente l’aba rigida della vecchia scuola, fortunatamente come tutte le cose ha subito e subisce continue modifiche, insomma è una scienza e come tale evolve. Come ogni programma cucito su misura dipende chi si ha in terapia. Per intenderci, un caso di autismo grave punterà sulle autonomie di base e sulla richiesta (mand) ma ovviamente un bambino di cinque anni asperger curerà la teoria della mente o l’eccessiva verbosita’. Al centro che frequenta mio figlio i genitori iniziano con cercare la normalizzazione, ne ho visti arrivare tanti con la speranza del miracolo che non è mai avvenuto, almeno fin adesso, mentre ho visto andar via celermente i casi più lievi. Io credo che anche volendo nessuno riuscirebbe a “normalizzare” un neurodiverso che come sappiamo ha un “software “ differente dal nt.
    Smeagol
  • mamma_francesca ha detto:

    Non ho capito chi avrebbe dovuto chiedere

    Lei, tu, non volevo passare subito al tu, anche se immagino abbiamo più o meno la stessa età. "Normalizzare" è un termine tecnico, come "resistenze", come "depressione". È importante uscire dai colloqui neuropsichiatrici con le idee chiare su quello che è stato detto, piuttosto che azzardare ipotesi confrontandosi solo con sé stessi.
  • @Apgar7 fammi capire gentilmente una cosa, i genitori non siamo del mestiere e quindi possiamo effettivamente distorcere i significati di alcuni concetti, “normalizzare” dovrebbe essere sinonimo di “rendere pari alla norma” quindi “rendere più socialmente accettabile o funzionale”?
  • @Apgar7 io non sono la mamma che ha aperto quasta discussione che è @loconi .... a me nessuno mi ha mai detto "normalizzare" e mio figlio non ha mai fatto ABA, però da quello che ho capito nel caso del figlio di @loconi "normalizzare" voleva dire "rendere come gli altri il più possibile" .... quindi forse sono i terapisti che non hanno capito cosa vuol dire "normalizzare" ......
    Anche @mammaconfusa80 in effetti ha una visione del termine "normalizzare" diversa dalla tua .... che è molto condivisibile .... se vuol dire fare in modo che il bimbo venga "trattato alla pari degli altri" e si consideri lui per primo "normale" perchè tutti diversi ..... però sinceramente non mi sembra la versione che si usa del termine "normalizzare"
    Smeagol
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