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Da bambine vi piaceva giocare con le bambole?

Ciao, sto leggendo che i bambini Asperger amano i giochi concreti, come incastri e costruzioni (quindi immagino tipo Lego) e in solitudine. Non giocano mai al giorno del "far finta" in modo spontaneo, non impersonano una scena, dei personaggi ecc a meno che non siano spronati dagli adulti.

Io invece giocavo tutto il giorno con le Barbie, facevo quasi la regista a volte, leggevo i fumetti della Barbie, mi sembra che avessi immaginazione.

Poi sì, giocavo anche a giochi un po' più pratici, come alla cassiera (poi l'ho provato da grande come lavoro e sono scappata dopo il primo giorno di prova) oppure avevo un gioco che simulava un supermercato. Per il resto già a 7/8 anni giocavo molto al computer.

Voi cosa ne pensate?
LinnaRunning_Free

Commenti

  • giocato con le bambole solo se indispensabile a casa di amichette. a casa preferivo giochi diversi. giochi di immaginazione o imitazione tanti invece, diciamo giocare alla famiglia, alla scuola, al negoziante ecc ecc.
  • @Cuore_sanguinante @nory la mancanza di giochi di immaginazione è una dei tratti autistici più rilevanti nei bambini, da ciò che ho letto. Siete certi di essere nello spettro ? E in cosa ?
    Sniper_Ops
  • Non ho certezze, ho fatto i test che son risultati positivi e una visita medica in cui la dottoressa era convinta che fossi nello spettro ma mi ha suggerito di non farmi certficare per evitare problemi lavorativi. 
    Ho tante altre caratteristiche. Il gioco no. Mica posso averle tutte 
    AntaresmariadimagdaBlunotteRunning_Free
  • TonyTony Post: 12

    Non ho certezze, ho fatto i test che son risultati positivi e una visita medica in cui la dottoressa era convinta che fossi nello spettro ma mi ha suggerito di non farmi certficare per evitare problemi lavorativi. 

    Ho tante altre caratteristiche. Il gioco no. Mica posso averle tutte 
    Perchè mai dovresti avere problemi lavorativi?
    Running_Free
  • MononokeHimeMononokeHime Post: 2,450
    modificato 29 maggio
    mariadimagda ha detto:

    @Cuore_sanguinante @nory la mancanza di giochi di immaginazione è una dei tratti autistici più rilevanti nei bambini, da ciò che ho letto. Siete certi di essere nello spettro ? E in cosa ?

    Se si dà una macchinina ad bambino autistico, questo non la farà “andare in giro”, perché innanzitutto deve prima comprendere come funziona. Un bambino autistico ci giocherà “a modo suo”, mettendola in fila con altre macchinine, facendo girare le ruote, o mettendola capovolta e facendola girare come una trottola, oppure sbattendola in giro per sentirne il rumore. Se gli si fa vedere come ci si gioca, imparerà che la macchinina va messa sulle ruote e fatta andare su di esse. Ma il bambino autistico perderà presto interesse e non ci giocherà in questo modo, perché mancando di immaginazione non troverà interesse a far muovere in giro la macchinina, come invece farebbe un bambino neurotipico che immaginerà di fargli percorrere una strada, fargli fare un viaggio, farne scontrare due insieme per simulare un incidente e magari un’esplosione. Al bambino autistico bisognerà strutturare il gioco, in modo da dargli un senso, ovvero disegnare o creare una strada/un percorso, fare in modo che il gioco abbia un senso, che sia finalizzato, ad esempio far andare la macchina in garage percorrendo la strada. Ad un certo punto, anche togliendo la “struttura” sarà in grado di giocarci da solo. Un bambino nello spettro è in grado di imparare.
    Il gioco simbolico o di finzione è legato all’immaginazione, che è legata alla teoria della mente, che è legata alla capacità di imitazione, che a sua volta è legato al linguaggio e alla comunicazione più in generale.
    Una persona nello spettro ha una compromissione/difficoltà nell’interazione sociale, nella comunicazione e nell’immaginazione, ma queste persone/bambini possono differire anche moltissimo tra di loro e questo può dipendere da livello intellettivo, età di diagnosi, capacità comunicativa, ecc. Lo sviluppo delle abilità nel gioco simbolico sono direttamente proporzionali allo sviluppo del linguaggio.
    Sviluppando il linguaggio e la capacità comunicativa, il bambino autistico prendendo la macchinina arriverà a pensare/dire “il papà torna dal lavoro e parcheggia la macchina in garage, poi entra in casa e saluta la mamma e “bimbo”.
    Una bambina nello spettro potrà giocare con le bambole, ma un occhio esperto/allenato noterà che ci gioca in modo singolare, ad esempio non le farà interagire tra di loro ma crea “composizioni sceniche”, oppure le scene/interazioni che ricrea sono limitate oppure riprendono quelli di cartoni animati. Più il linguaggio e la comunicazione sono carenti, e più sarà deficitario il gioco simbolico.
    (leggendo ciò che ho scritto bisogna prendere in considerazione l’età del bimbo/a autistico/a in relazione ai suoi coetanei, perché ad esempio anche un bimbo piccolo NT che non sa cosa sia una macchinina può non giocarci in maniera “corretta”)

    (Parlo da persona che sta cercando di informarsi e capire sempre di più sull’autismo, mettendolo in relazione con la propria esperienza)
    Post edited by MononokeHime on
    BlunotteRunning_Free
    Che io abbia il corraggio di accettare le cose che non posso cambiare, la forza di cambiare le cose che posso cambiare, e la saggezza per poterle distinguere. (versione personale)
  • nory ha detto:

    Ciao, sto leggendo che i bambini Asperger amano i giochi concreti, come incastri e costruzioni (quindi immagino tipo Lego) e in solitudine. Non giocano mai al giorno del "far finta" in modo spontaneo, non impersonano una scena, dei personaggi ecc a meno che non siano spronati dagli adulti.


    Io invece giocavo tutto il giorno con le Barbie, facevo quasi la regista a volte, leggevo i fumetti della Barbie, mi sembra che avessi immaginazione.

    Poi sì, giocavo anche a giochi un po' più pratici, come alla cassiera (poi l'ho provato da grande come lavoro e sono scappata dopo il primo giorno di prova) oppure avevo un gioco che simulava un supermercato. Per il resto già a 7/8 anni giocavo molto al computer.

    Voi cosa ne pensate?
    Mio figlio a 3 anni non era in grado di fare gioco simbolico. Dopo 2 anni di psicomotricità con un coetaneo, ha sviluppato questa capacità e ora la padroneggia abbastanza... Ma ha 8 anni... Il dramma è che se si trova coi coetanei questi lo prendono in giro quando immmagina di stare su una nave pirata e finge di "issare le vele"...
    Quando finalmente si raggiunge un traguardo gli altri sono già andati oltre..
    MononokeHimeRunning_Free
  • Questa cosa che i bambini autistici non hanno fantasia è una stereotipo.

    Io facevo in continuazione giochi di fantasia. Anche con le bambole, ecc
    BlunotteClaraDiLunaRunning_Free
    How wonderful it is that nobody need wait a single moment before starting to improve the world. - Anne Frank

    La paura uccide la mente. La paura è la piccola morte che porta con sé l'annullamento totale. Guarderò in faccia la mia paura. Permetterò che mi calpesti e mi attraversi, e quando sarà passata non ci sarà più nulla, soltanto io ci sarò. - Frank Herbert, libro Dune
  • MononokeHimeMononokeHime Post: 2,450
    Non vuol dire mancanza di creatività e/o fantasia.
    ClaraDiLuna
    Che io abbia il corraggio di accettare le cose che non posso cambiare, la forza di cambiare le cose che posso cambiare, e la saggezza per poterle distinguere. (versione personale)
  • KamenKamen Post: 90
    Io giocavo sia con le bambole che con le macchinine.
  • LinnaLinna Post: 322
    modificato 29 maggio
    Non sono tutti uguali. Dipende anche se maschio o femmina.
    Mio figlio era uguale come ha descritto @nory .
    Giochi concreti. Costruzioni,puzzle.
    Blunotte
  • betbet Post: 390
    @Linna uguale mio figlio. Lego, creazioni con materiali...con il fratello ora gioca più simbolico ma ha 10 anni ormai. Poi tanto gioco fisico: lotte, chiapparella, nascondino, battaglie con spade e fucili...
  • BlunotteBlunotte Post: 747
    Facevo tanti giochi di fantasia, disegnavo, a volte giocavo con bambole e Barbie... ricordo che nel caso delle Barbie a volte mi piaceva prendere tutti i vestitini e ordinarli per colore, appesi a un filo (come i panni che si mettono ad asciugare)... Mi piaceva pettinare le Barbie e cambiarle, come fossi una stilista di moda.
    I videogiochi non mi hanno mai attirata... fin dalla fine delle elementari stavo al PC, ma per fare cose più "pratiche".
    ---- Per vari motivi, preferisco usare poco/per nulla la funzione messaggi privati. ----
  • vera68vera68 Post: 3,077
    Quando ero piccola non giocavo con le bambole. (con i pelouches, si) Poi avevo terrore delle bambole che parlavano o di muovevano. Per di più facevano qualcosa di "finto", non vero, non parlavano davvero, quindi mi disturbavo moltissimo.
    Verso i 10/12 anni ho giocato con le barbie.
    Non dovevo però farmi ingannare dalle pubblicità che presentavano l'ambientazione di un gioco (per dire: il caravan di barbie) perché poi ne rimanevo molto delusa.

    Eh sì... La scritta "l'immagine è puramente un suggerimento di presentazione e ha il solo scopo di presentare il prodotto" l'hanno creata per me :))
  • amnesiiaamnesiia Post: 218
    modificato 8 ottobre
    Da piccola le bambole e tutto ciò che riguardava il loro mondo erano il mio gioco preferito, giocavo da sola o con le mie amiche.
    Da sola mi piaceva mettergli i vestiti e creare gli scenari dove farle vivere, passavo ore solo a sistemare gli oggettini nelle case. Con le mie amiche giocavamo alla famiglia.
    Non mi sono mai piaciuti i bambolotti invece a meno che non fossero bambole già grandi ma in quella scala.
    Mi piaceva anche inventare giochi di ruolo con mia sorella e con le mie amiche e fare attività creative di ogni tipo da sola o in compagnia e alla fine delle elementari anche qualche videogioco.
    Tuttora ho una passione per le bambole e per i giocattoli in genere, sono un'esperta di giocattoli di diversi tipi.
  • Totalmente privo di fantasia.
    Dai 6 anni  in poi ho allenato l'immaginazione.
    *Se si può allenare , e ci sono voluti tanti anni per me.(ma sarà solo il mio caso: poi spiego questo)
    Intendo con mio caso di non considerare un continuum del tutto uguale o similare.
    E che molti giochi al femminile o al maschile dipendano esclusivamente dalla cultura dominante che gli si impartisce o che essi assorbano dalla società(Impregnata di maschilismo: i giochi ne sono solo un esemplificazione).
    Una bambina può apprendere benissimo strategie di gioco al maschile e viceversa in una cultura libera, e viceversa (evidentemente e se tipizzata non viviamo in una società scevra da imposizioni e da messaggi impliciti che condizionano "Pavlovianamente" la sua articolazione schematica e pragmatica)
    Teoria della mente (ToM), metacognizione ed emozioni/affetti sono tre aspetti del funzionamento psicologico.
    Esistono molte discrepanze tra i vari studi sulla ToM.
    Non esiste univocità negli studi.
    Soventemente si riferiscono a una “differente qualità” raggiunta attraverso lo scambio intersoggettivo, che è costruito primariamente dagli affetti. Il processo di decouple si sviluppa grazie alla discrepanza e conduce al suo riconoscimento. Si tratta innanzitutto di una discrepanza tra la mente e il mondo fisico, che costituisce una differenziazione rappresentazionale, in fluenzata , come sottolineano Fonagy e Target (1996)  dal rispecchiamento marcato dell’affetto e dalla finzione.
    Decouple .
    mammarosanna ha detto:
    Ciao, sto leggendo che i bambini Asperger amano i giochi concreti, come incastri e costruzioni (quindi immagino tipo Lego) e in solitudine. Non giocano mai al giorno del "far finta" in modo spontaneo, non impersonano una scena, dei personaggi ecc a meno che non siano spronati dagli adulti.

    Io invece giocavo tutto il giorno con le Barbie, facevo quasi la regista a volte, leggevo i fumetti della Barbie, mi sembra che avessi immaginazione.

    Poi sì, giocavo anche a giochi un po' più pratici, come alla cassiera (poi l'ho provato da grande come lavoro e sono scappata dopo il primo giorno di prova) oppure avevo un gioco che simulava un supermercato. Per il resto già a 7/8 anni giocavo molto al computer.

    Voi cosa ne pensate?
    Mio figlio a 3 anni non era in grado di fare gioco simbolico. Dopo 2 anni di psicomotricità con un coetaneo, ha sviluppato questa capacità e ora la padroneggia abbastanza... Ma ha 8 anni... Il dramma è che se si trova coi coetanei questi lo prendono in giro quando immmagina di stare su una nave pirata e finge di "issare le vele"... Quando finalmente si raggiunge un traguardo gli altri sono già andati oltre..
    Credo che incida l'età e la unicità(non viene mai considerata : ma non siamo tutti univoci seppure similarmente accomunabili in un deficit).
    (Conta anche il/i Caregiver)
    Se la mente è chiusa in ambiti ristretti e cosi "assimilabili" in  Pre - Concettualismi, non mi spiego persone come Alan Mathison Turing.


     “Io ho disteso i miei sogni sotto ai tuoi piedi; cammina delicatamente perché cammini sui miei sogni.”

    William Butler Yates
  • Sì, ma da più piccola perlopiù facevo giochi "statici" (le vestivo e le mettevo in posa, immaginandomi cose) o inscenavo trame basate su avventura, azione e suspance. Giocarci per esprimere la mia "femminilità classica" l'ho fatto dai 10 ai 12 anni circa.
    Running_Free
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