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La generazione dei nostri genitori non ci ha insegnato ad essere adulti autonomi?!

Salve, sono rimasto un po' perplesso da un articolo che ho letto sulla rivista online "Thevision": https://thevision.com/cultura/genitori-figli/

Questo articolo, a distanza di anni, tuttora non mi convince, anzi, lo trovo assolutamente moralista e saputello.

Voi cosa ne pensate?

Linna

Commenti

  • LinnaLinna Post: 322
    modificato 22 luglio

    Penso che dipende non solo dal genitori,ma anche dallo Stato, se un figlio trentenne sta ancora con genitori. Che prospettive ha? Non può trovare un impiego perché ancora stanno lavorando quelli con "posto fisso".
    Poi ogni epoca è diversa: I miei genitori sono stati diversi dal miei nonni ed io sono diversa dai miei genitori.
    "Al miei tempi" non vuol dire oggi, vuol dire in preistoria.

    BlunotteTormalinaNeraKamen
  • marco3882marco3882 Post: 1,871

    L articolo in parte lo condivido perché molto è l errore che fanno i genitori (e conosco molti esempi) di crescere un figlio dove mano a mano gli spianano la strada, sistemano eventuali casini che combina, non gli danno la possibilità di capire le difficoltà della vita.
    Anche quando è fuori di casa lo trattano ancora come un bambino.

    Ma anche i figli ci mettono del loro.
    Come ad esempio che ogni domenica vanno a mangiare dai genitori 52 weekend all anno.
    Bisogna staccarsi dai genitori quando si es e di casa stop.
    Andateli a trovare. Chiamateli, ma non permettete di averli con il fiato sul collo e soprattutto non devono sapere tutto di tutto della vostra vita fuori di casa.

    Linnavera68ValentaBlunotte
  • vera68vera68 Post: 3,077

    Vero @marco3882. Quando però insinua un legame tentacolare, (e si insinua fin dalla tenerissima età) tagliare il legame non è così facile.
    Il genitore probabilmente nemmeno si accorge, il figlio è sempre "il bimbo"; per il figlio spesso si attivano sensi di colpa.
    Io sono figlia di un legame tentacolare.
    Se avessi provato (e l'ho fatto) a mettere uo stop, iniziava sempre lo stesso teatrino.
    Mi venivano solleticati i sensi di colpa, i rinfacci, mi sentivo un mostro... E non riuscivo a far capire a mia madre che "un po'" fuori dalla mia vita, non voleva dire totalmente fuori, né rinnegamento totale.

    L'idea che se mi fossi staccata sarebbe stata in primis un'operazione che necessitava di passare attraverso una "tragedia emotiva" per entrambe, poi avrei dovuto affrontare la rabbia e lo scontro, senza possibilità di rientro, di riavvicinamento se non attraverso una resa incondizionata, mi ha bloccato. La paura della solitudine mi ha fermato, la paura del dolore , la paura di essere egoista e ingrata mi hanno bloccato.

    Solo quando ho capito che l'Amore è un'altra cosa, non è ricatto, non è imposizione, ma è pazienza vera e generosa, di cui avevo un esempio vivo e concreto in una persona che entrambe conoscevamo, che ho avuto la forza di ribaltare la situazione.
    Nel momento in cui mia madre si è resa conto che io ero insensibile ai suoi ricatti (più o meno... Ha avuto la forza di farmi piangere fino all'ultimo) pur di non lasciarmi, ha incominciato a seguirmi.
    Anziché tirarmi verso di lei, era lei che seguiva me.... Eravamo pur sempre un duo... Era cambiato solo chi menava la danza

    LinnaBlunottebetSniper_Opsmarco3882
  • betbet Post: 390

    Il legame anche se tentacolare e fatto di ricatti emotivi a me si è spezzato con la nascita dei miei figli. Loro sono stati da subito al primo posto: prima di me, di mia madre, di mio padre e di tutto il resto...i rapporti con la mia famiglia di origine oggi sono molto più sani.

    riotvera68Linnawolfgang
  • vera68vera68 Post: 3,077

    A me hanno incaprettato ancora di più, rendendo la situazione veramente difficile e senza spazio di manovra. C'è ne è dovuta passare di acqua sotto i ponti...

    betLinna
  • LinnaLinna Post: 322
    modificato 28 luglio

    Dipende.Dal figli obbedienti o quelli ribelli.
    Che vogliono fare da soli e non hanno questa possibilità.

    vera68
  • marco3882marco3882 Post: 1,871

    @vera68 se si è indipendenti economicamente e si ha la volontà di farlo i genitori li si mette all angolo a costo di litigarci.
    Mia mamma non era tentacolare però era un po' invasiva soprattutto con mia moglie. Io mia mamma, un po' per cose successe negli anni precedenti, ho incominciata ad ignorare sempre di più. Solo che per il carattere di mia mamma non si è fatta nessuna domanda a tal riguardo.
    Tornando a mia moglie, dopo un anno di convivenza, sono andato esplicitamente da mia mamma a dirle di lasciarla stare e non scriverle mille messaggi al giorno ecc ecc.
    Si è data una calmata.

    Con i miei suoceri, stile simile un po' più distaccati ma sempre oppressivi con la figlia e del tipo di genitori che vogliono sapere tutto di tutto, è stata un po' più difficile ma da un 2 3 anni siamo riusciti a metterli al loro posto. Ultimi mesi ancora di più.
    Che non vuol dire ignorarli ma mantenere comportamenti distaccati di parenti che vivono separati

    Blunotte
  • vera68vera68 Post: 3,077
    modificato 29 luglio

    Forse è questione di carattere o chissà cos'altro...
    Io so che non ho avuto il coraggio di farlo.
    Forse per questo dico che è difficile, perché per me è andato oltre le mie forze

    Invadente e tentacolare non sono la stessa cosa.

    Tentacolare è senza uscita. È... "ti amo" e "ti odio" ... È ti sprono all'indipendenza e urlo appena ti allontani.
    E questo dalla nascita, dai primi "no" che ogni bambino sano deve poter dire.

    Non so chi non risulterebbe confuso...

    Blunotte
  • LupaLupa Post: 657
    "Questo è determinato dall’educazione imposta dai genitori che, per espiare l’autoritarismo che hanno subito nella loro epoca, hanno assunto un modello permissivo e autoreferenziale". Questo, nella mia limitata esperienza (familiari, genitori di amici), lo vedo spesso. Aggiungo che soprattutto nei padri il rigetto di un modello autoritario è spesso associato a capacità emotive inesistenti perché all'epoca l'emotività era roba "da donne". Il risultato è una iperprotezione senza la reale comprensione di chi è il figlio e dei suoi bisogni. Fragilità che si accumulano di generazione in generazione. Noi forse, rispetto a chi ci ha preceduto, abbiamo il grande vantaggio dell'informazione e di poter raggiungere più facilmente la consapevolezza, punto di partenza per poter spezzare la catena delle fragilità.
    bet
  • amnesiiaamnesiia Post: 218
    modificato 9 ottobre
    Vivo in una cittadina di pochi abitanti, quasi un paesino con una mentalità tutta sua.
    La vita scorre spensierata per gran parte delle persone, chi passa le giornate seduto al bar, chi ci passa le serate, qualcuno seduto alle panchine.
    Chi cresce i figli e ha qualche possibilità in più cerca di fare in modo che anche la loro vita scorra tranquilla.
    Quasi tutte le persone che conosco dopo aver concluso gli studi in altre città più grandi sono tornate a vivere in questo posto, sebbene capita che affermino il contrario.
    E quasi tutte le persone che conosco hanno ricevuto certezze per il futuro dai propri genitori, prima con gli studi adeguati e poi con quello che serve per vivere tranquilli. Una casa, un'auto, qualche aiuto anche solo per potersi godere la gioventù in spensieratezza.
    Avere un lavoro oppure non avercelo per le persone della mia età non fa molta differenza, è così che si crescono i figli in questo posto.
    Semmai mi sorprenderei del contrario, di sapere che c'è ancora qualche famiglia che non ha provveduto in questo modo ai propri figli.
    È questione di modo di vivere l'incertezza lavorativa che permea questo luogo, come forse anche altri.
    Dare ai figli ciò che si può per metterli al sicuro di fronte ad un futuro lavorativo incerto e alle possibilità di guadagno incerte.
    Non c'è molto che si può fare per chi decide di rimanere, non tutti se la sentono di andare a cercare lavoro lontano da casa, amici e famiglia.
    Non era come avrei voluto vivere io, che mi piace avere idee e trovare soluzioni. Ma devo parte dei miei problemi a questo modo di intendere l'indipendenza dei figli da quando sono ancora piccoli e da crescere.
    einstein14Geco
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