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Alcune domande sul disturbo di processazione sensoriale

ThorvaldsThorvalds Post: 9
modificato 7 agosto in Domande e risposte tra AS e NT
Ciao a tutti!

Spero di aver messo la discussione nella categoria giusta. In questi giorni sto cercando un medico specialistico dello spettro autistico, nelle mie zone. 
Nel mentre, vorrei farvi alcune domande sul disturbo di processazione sensoriale nell'Asperger.

Vediamo dove iniziare. Leggo sui vari forum e pagine web, e anche video su youtube, che gli Asperger hanno un'ipersensibilità o iposensibilità in alcuni loro sensi. Come per esempio il fastidio delle luci troppo intense, o i rumori, ecc ecc.
Chi ha questa sindrome, e per esempio è ipersensibile, lo è per ogni senso? Mi spiego meglio. Una persona Asperger sarà ipersensibile a tutti gli stimolo che gli arrivano? Gli darà fastidio la luce, ogni suono, tutto ciò che tocca, o lo tocca? Cioè tutto il suo processo di elaborazione dei sensi sarà iperstimolato, o alcuni sensi gli daranno più noia e altri no? Potrebbe essere infastidito dalla luce, ma non dai suoni? E' questo che non ho capito.

Per quanto riguarda la mia esperienza sono un po in confusione. 

Se rifletto sulle mie sensazioni, per esempio gli stimoli luminosi non mi danno un fastidio tremendo. Se esco fuori di casa non percepisco la luce del sole troppo intensa da farmi impazzire. Lo stesso le luci in casa. Però se una giornata è nuvolosa la preferisco. Quando c'è il sole e tutto è illuminato, non è tanto la luce che la percepisco intensa, ma sento come se tutto fosse pieno di "energia", ed è questa sensazione che mi causa disagio. Una giornata uggiosa mi da tranquillità e pace, come se tutto fosse più lento. Non so come spiegare questa sensazione. Mi danno però fastidio le luci basse e calde. Sarà che essendo miope con poca luce vedo di meno, e quando un'illuminazione è fioca, mi da un senso di oppressione e fastidio agli occhi. Ma anche in questo caso non è un fastidio insopportabile e agonizzante. 

Per quanto riguarda i suoni è già diverso. La TV leggermente più alta, o anche a un volume normale, mi stressa parecchio. I miei genitori la tengono sempre accesa, anche quando non la guardano. Mia madre dice che le tiene compagnia!!  A me invece questo mi fa star male. Ho notato che quando sono solo nel silenzio, sono meno ansioso e di buon umore. Se poi a casa mia ci sono molte persone che parlano, tutto il brusio continuo mi darà parecchio fastidio. Non è un dolore, ma tutti quei suoni insieme mi mandano in confusione e dopo un po mi sentirò stordito e ansioso. Allo stesso tempo però posso sopportare un luogo affollato, come un centro commerciale o una fiera. Non so come mai. Forse perché so che in un posto con tanta gente, come un supermercato, ci starò per un tempo limitato e quindi non "sento" fastidio. O forse lo sento, ma non ne sono cosciente? E poi dopo, in un secondo momento sto male, mi viene l'ansia e poi scopro che forse è perché sono stato troppo caricato?
E' possibile essere sensibili a certi stimoli, non averci fatto mai caso, e poi scoprire che il malessere era dovuto a questi? Lo so sono domande assurde, ma sono in confusione e ho mille dubbi. Se fosse così, cioè non rendermi neanche conto di cosa mi da noia, mi fa pensare non di essere autistico, ma di essere uno stupido deficiente.

E' che trovo difficoltà anche solo a capire le mie emozioni, cosa provo, e cosa mi fa star male o bene.

Poi sono misfonico per certi suoni. Il rumore del masticare, o alcuni suoni fatti con la bocca, li trovo insopportabili. Mi causano tanta rabbia. E quelli sì mi fanno sentire quasi un dolore fisico agli orecchi quando li sento. Ho però letto che la misfonia e i disturbi sensoriali sono due cose diverse.

Poi ci sono gli odori. Profumi o altre fragranze anche se intense non mi danno fastidio. Ma invece per esempio l'odore dei formaggi lo trovo insopportabile. Il parmigiano è uno degli odori che più mi disgusta. E quando lo sento provo fastidio, e ho la sensazione di essere "contaminato" da quella puzza. Infatti a me i formaggi non mi piacciono. Anche toccarli mi da fastidio. Solo la mozzarella che ha un'odore meno forte la sopporto.
Trovo fastidiosi anche gli odori del frigorifero, anche se è un frigo pulito.

Quando mangio qualcosa deve essere assolutamente caldo o tiepido. Le cose fredde mi danno fastidio. La pasta il riso freddo in estate, se sono invitato fuori da qualcuno, la mangio, ma ogni forchettata è fastidiosa, mi sembra a volte di provare quasi nausea e uno strano disagio. Infatti a casa mangio sempre tutto caldo. L'insalata o i pomodori, o altre verdure che si mangiano fredde, le mangio poco. Preferisco la roba calda o cotta.  A questo punto mi chiedo se queste cose sono solo preferenze, o sintomo di un disturbo dei sensi. Perché in qualunque situazione questi cibi non è che se li mangio (a parte i formaggi) mi causano vomito o altri disturbi gravi, mi lasciano però uno strano disagio e fastidio.

Per quanto riguarda le sensazioni tattili, per esempio gli indumenti non mi danno noia. Non mi da noia l'etichetta dietro il collo, o i calzini troppo stretti.
Se qualcuno mi tocca, anche solo sfiorandomi una mano o una spalla, mi da fastidio. Specie se viene fatto tutto all'improvviso senza essere preparato. In questa categoria rientrano gli abbracci. Non amo abbracciare le persone. Al massimo queste manifestazioni di affetto le faccio con chi ho molta confidenza, e l'abbraccio non arriva mai di mia iniziativa. Se un'amico o amica mi saluta abbracciandomi, io ricambio l'abbraccio. Non sono io ad iniziare.
Ma le cose cambiano se mi trovo in intimità con una persona. Non mi succede spesso di avere qualche rapporto intimo con qualcuno, ma in quel caso gli abbracci e le coccole mi piacciono. Scusate se sono così paradossale, ma queste sono le sensazioni che provo.   

Mi chiedo se tutte queste sensazioni sono solo preferenze, o rientrano nella sensibilità sensoriale, o forse sono davvero strano io. Pieno di complessi e contraddizioni. 

Spero di non avervi annoiato col post lungo.
Post edited by riot on
Blunottewolfgang

Commenti

  • camaleontecamaleonte Post: 25
    Ciao,
    Penso che le tue domande siano del tutto sensate e legittime. Una diversa sensorialità rientra senz'altro nei criteri diagnostici per lo spettro autistico, ma pertiene anche ad altre condizioni, spesso concomitanti, come l'alta sensibilità (HS). Per quanto mi riguarda è stato proprio questa la strada che mi ha condotto a sospettare e quindi indagare sulla possibilità di AS. Cerco quindi di rispondere alle tue domande in base alla mia esperienza e conoscenze.

    Per quanto la sensorialità in queste condizioni di neurodivergenza sia di base atipica nel modo in cui gli stimoli sensoriali sono recepiti e processati a livello neurologico, non tutti i canali sono necessariamente esperiti con la medesima intensità, anzi di solito ogni persona è più sensibile, e di conseguenza soggetta a sovraccarico, attraverso canali specifici. Per esempio, nel mio caso sono soprattutto i rumori, forti e improvvisi o anche bassi ma continui, che mi causano disagio (in un range che va da fastidio sopportabile fino a meltdown), e per quanto riguarda la luce sono più che altro le variazioni che mi stressano. Gli stimoli olfattivi li percepisco intensamente e di norma è una caratteristica che non mi dispiace affatto, a meno di non trovarmi nella spiacevole ma rara situazione di non potermi sottrarre a un odore per me disgustoso.
    A livello tattile sono ipersensibile in alcuni punti specifici del corpo e non altrove, ma a prescindere dalla collocazione mi innervosiscono molto gli abiti stretti o scomodi e non tollero proprio avvertire sulla pelle le cuciture, le etichette e alcuni tessuti sintetici.
    Il contatto fisico in generale non mi disturba, o meglio mi disturba se imposto da parte di persone con cui o in circostanze in cui non lo desidero, ma non si tratta un disagio di tipo sensoriale quanto della percezione psicologica di sentire violati i propri confini, che può essere provocata altrettanto anche da un'interazione verbale indesiderata.

    Che certi stimoli siano più o meno disturbanti in situazioni diverse penso sia dovuto in parte alle condizioni ambientali e in parte alla situazione interna del momento in cui si verificano. Per esempio, il brusio di sottofondo può essere meno fastidioso se è costante e indistinto (non richiede attenzione), mentre se ci sono voci diverse che si sovrappongono, e magari ci si sforza purè di seguire il senso dei discorsi, diventata insopportabile. Inoltre, la reazione è determinata in misura consistente dal livello di stimolazione che si è già raggiunto quando arriva il nuovo input: se sono già al limite del sovraccarico basterà poco per scatenarmi un meltdown, se vengo da un momento di calma e tranquillità sarò in grado di fare fronte senza troppi problemi anche a uno stimolo impegnativo.

    È anche del tutto possibile, anzi è molto probabile, che non ci si renda conto nell'immediato che si sta vivendo un sovraccarico sensoriale e si sta accumulando stress. Questo può dipendere da effettive difficoltà di propriocezione, ma anche più semplicemente essere dovuto all'abitudine ormai inconscia di reprimere e censurare le esperienze che sappiamo non conformi alla norma socialmente accettabile piuttosto che di osservarsi in modo acritico. Se pensiamo che sono decenni che ci viene richiesto più o meno esplicitamente di ignorare le nostre sensazioni e comportarci "bene", non è affatto strano che abbiamo imparato a farlo e che non sia immediato invertire la tendenza per diventare più consapevoli dei nostri reali bisogni e salvaguardarci per quanto possibile dall'accumulo di stress e ansia.
    Io ci ho messo anni per arrivare a capire l'origine di quelli che erano stati etichettati come scoppi di rabbia immotivati e attacchi e panico, e sto ancora imparando a smettere di colpevolizzarmi per queste mie reazioni.

    Spero di averti risposto in modo utile. Ad ogni modo ti consiglierei di approfondire tutto questo discorso con una figura professionale competente, che in quanto tale ti può dare, oltre a spiegazioni migliori delle mie, quella validazione che non hai mai avuto e che è il punto di partenza per l'accettazione del proprio funzionamento.
    BlunotteLupaThorvaldsLinna
  • riotriot Post: 6,387
    modificato 7 agosto
    La sensibilità sensoriale è materia abbastanza recente nella valutazione dell'Autismo, in particolare per quanto ci riguarda, per la Sindrome di Asperger.

    Ancora pochi anni fa veniva detto "cosa c'entra la sensorialità con l'Autismo?"
    questo mi venne riferito direttamente da una neuro-psichiatra infantile, per dire quanto poco questo aspetto sia - ancora oggi - conosciuto e riconosciuto come parte dei criteri diagnostici.

    La sensibilità sensoriale varia da persona a persona e può essere iper-sensorialità per alcuni sensi e contemporaneamente ipo-sensorilità per altri sensi. Non c'è quindi una costante.

    La questione del cibo, ad esempio, vi rientra. Alcuni cibi possono avere colore, consistenza, odore e temperatura non gradevoli e questo appartiene alla sensorialità visiva, gustativa, olfattiva e tattile.
    Sempre nel tattile, per mia personale esperienza, io non percepisco il freddo ma, anzi, lo ricerco, mentre altri possono al contrario esserne infastiditi (come minimo).

    La variabilità della sensibilità sensoriale può essere associata ad una forma di esperienza sensoriale chiamata "Sinestesie", ovvero la "contaminazione" tra i sensi, per cui ad esempio, una immagine richiama immediatamente un sapore e/o un odore, oppure le cifre numeriche prendono un preciso colore, differente per ognuna.

    Per approfondire sui sensi c'è questo esautivo post di wolfgang:
    https://forum.spazioasperger.it/index.php?p=/discussion/7/breviario-dei-sensi



    BlunotteThorvaldsbetLinnaOrsoX2
  • Buongiorno!
    Grazie delle risposte esaustive!

    Grazie riot per avermi indicato la discussione sui sensi. E' molto interessante, e non conoscevo il fenomeno della sinestesia. 

    Grazie Camaleonte per la tua risposta e di avermi descritto un po le tue esperienze. 
    Ora ho un po più chiaro il senso. Ci possono essere campi più amplificati, e altri normali o meno stimolati.
    La sensazione di sentire "violati i propri spazzi" non mi è nuova. Per esempio quando mi siedo a tavola, ho bisogno di avere la mia "area di respiro", o in un posto dove c'è gente come una sala di attesa, cerco di stare in una zona dove non è seduto nessuno, o altrimenti stare in un punto dove lo spazio e gli oggetti vicini mi creano una sensazione piacevole. Per esempio se vicino a me c'è un corridoio, o uno spazio vuoto. O come al ristorante, mi piace stare seduto dalla parte dove dietro a me ci c'è il muro. Se non lo faccio, provo fastidio e ansia. 

    camaleonte ha detto:

    È anche del tutto possibile, anzi è molto probabile, che non ci si renda conto nell'immediato che si sta vivendo un sovraccarico sensoriale e si sta accumulando stress. Questo può dipendere da effettive difficoltà di propriocezione, ma anche più semplicemente essere dovuto all'abitudine ormai inconscia di reprimere e censurare le esperienze che sappiamo non conformi alla norma socialmente accettabile piuttosto che di osservarsi in modo acritico. Se pensiamo che sono decenni che ci viene richiesto più o meno esplicitamente di ignorare le nostre sensazioni e comportarci "bene", non è affatto strano che abbiamo imparato a farlo e che non sia immediato invertire la tendenza per diventare più consapevoli dei nostri reali bisogni e salvaguardarci per quanto possibile dall'accumulo di stress e ansia.
    Io ci ho messo anni per arrivare a capire l'origine di quelli che erano stati etichettati come scoppi di rabbia immotivati e attacchi e panico, e sto ancora imparando a smettere di colpevolizzarmi per queste mie reazioni.

    Ci sta che sia come hai scritto. Io spesso ho difficoltà a descrivere e capire cosa provo. Mi è successo molte volte di sentirmi in ansia dopo aver ricevuto una buona notizia, o quando succede qualcosa di bello. Inizio a stare male, e non capisco come mai. Più volte mia sorella si è accorta, e me lo ha detto, che vado in agitazione quando succede qualcosa di nuovo, bello o brutto che sia. E questo mi ha fatto riflettere.
    Come hai scritto, ci sta che l'educazione e l'ambiente dove si vive, ci condizioni al punto di reprimere le proprie sensazioni e pensieri.





    Blunotteriot
  • LupaLupa Post: 655
    A quanto ho letto frequentando questo forum oltre a ciò che è già stato scritto non è infrequente che la sensorialità si modifichi nel corso degli anni, forse in virtù della maturazione del sistema nervoso, forse dello stile di vita e quindi dell'allenamento nell'affrontare determinati stimoli.
    ThorvaldsBlunottebetLinnariot
  • Parlando della mia esperienza, da piccolo (già dai 2/3 anni) ricordo come per me il chiasso e la confusione dei bambini a scuola mi davano troppo fastidio. La notte facevo i peggiori incubi in cui ero intrappolato in una scuola piena di chiasso e non sapevo come uscirne. Quando gli insegnanti chiedevano di fare silenzio ero dalla loro parte, e non sopportavo quando i compagni disobbedivano e chi parlava era per me scostumato. Inoltre odiavo a morte e avevo la fobia per un palloncino che esplodeva così anche per i botti. Da grande di fatto la rumorosità mi dà ancora fastidio, ma, tranne per qualche rumore, sono finito per sopportarla e reprimerla inconsciamente non facendoci caso, ma arrivo spesso verso sera a desiderare solitudine estrema ed entro in uno stato in cui odio qualsiasi rumore (shutdown?). I rumori che comunque mi danno sempre fastidio sono quelli che provengono dalla strada (macchine, motorini, cani, persone, portoni, ecc) quando sto in casa specie quando cerco di rilassarmi, ma anche quelli che producono i miei familiari quando aprono porte, tende e finestre, oppure, talvolta, quando semplicemente si muovono intorno a me.

    Per quanto riguarda il tatto iniziai a detestare da piccolo certi tessuti quali jeans e velluto (il pantalone fatto di quest'ultimo strusciava in continuazione su se stesso) ed ebbi un picco verso gli 11/12 anni quando odiavo i polsini rigati (per me era un problema indossare la maglia della tuta quando facevo educazione fisica) e nemmeno la tovaglia e i tovaglioli di stoffa sopportavo e il tocco mi dava una sensazione tipo quando qualcuno grattava con le unghie su una lavagna (cosa che curiosamente a me non dà fastidio), e non potevo mettere i piedi sul divano se avevo i calzini. Persino il freddo in bocca era insopportabile e l'acqua dovevo riscaldarla. Da grande invece mi è rimasta soltanto un'ipersensibilità ai tessuti, pur ridotta rispetto a quando ero piccolo, per cui gli stessi tessuti non riesco a toccarli, e odio persino vedere e sentire il rumore che uno fa quando li tocca.

    Per quanto riguarda gli odori credo di essere generalmente iposensibile, gli altri li notano più facilmente ed io per rendermene conto spesso devo concentrarmi tanto oppure avvicinare il naso alla fonte. Altri odori come quello degli agrumi invece è per me forte e penetrante, ma gradevolissimo.

    Per quanto riguarda le luci si tratta generalmente di quelle variabili e non fisse. Quindi sempre alle feste non sto bene per niente in un ambiente con luce pulsata e non riesco per niente a divertirmi. Ricordo poi quando andavo alle superiori, c'era di tanto in tanto quella luce al neon che si fulminava e non riuscivo proprio a guardarla. Credo che anche oggi mi darebbe lo stesso effetto ma attualmente non frequento nessun ambiente con questo tipo di luce. Poi di tanto in tanto, la sera, trovo insopportabile (non sempre) le luci delle macchine, e qualche volta ho difficoltà quando guido. E poi cosa curiosa ho notato che certe luci o lucine blu non riesco a guardarle quando sono ansioso. E poi ricordo che qualche volte, sempre quando andavo alle superiori, tornando a casa non sopportavo la luce del sole, mi dava fastidio gli occhi. E da piccolo odiavo il flash quando mi facevano le foto.
    betBlunotteThorvalds
    Riflettendo su di me e sul mi passato credo di essere Asperger ma al momento non ho ancora una diagnosi.
  • Olorinbianco stranissima la cosa che ti dà noia il tessuto della tovaglia, e invece le unghie sulla lavagna no! 😆 Io per fortuna sui tessuti nn ho problemi. Anche a me diversi suoni come per esempio i motorini, che passano all'improvviso e con una marmitta scassata, mi trapano il cervello. Io ho trovato utile specie la sera quando sono stanco, ascolto con le cuffie un suono bianco statico, o il rumore della pioggia. Deve essere a un volume nn troppo alto, ma abbastanza da "coprire" tutti gli altri rumori. Così posso concentrarmi solo su un unico rumore. 
    betOlorinBianco
  • Thorvalds ha detto:
    Olorinbianco stranissima la cosa che ti dà noia il tessuto della tovaglia, e invece le unghie sulla lavagna no! 😆 
    Anche io lo trovo un po' strano, non sono i suoni acuti a darmi  fastidio, ma quelli intensi e improvvisi. Ricordo quando ero interrogato talvolta con il gesso nuovo capitava che dessi fastidio a qualche mio compagno senza rendermene conto. Tuttavia per sensibilità tattile non riuscirei a grattare comunque una lavagna.  Tramite un programma di audio editing (bazzicare su vari software è una di quelle cose che amo fare nel tempo libero) ho comunque individuato delle frequenze che percepisco più intense e fastidiose del solito, ma non sono quelle eccessivamente acute.

    Aggiungo che anche le trombette per il tifo sono per me un fastidio. Quando c'è una partita se sono in un ambiente con tanta gente che esulta io resto paralizzato. 

    I tessuti restano comunque il principale mio fastidio e i miei familiari mi vedevano un fissato perché dovevo mettermi in una certa posizione a tavola se avevo una maglia a mezze maniche, mettendo dei tovagliolini di carta sotto le braccia. Tutt'oggi pur non essendo più così "fissato"  non riesco proprio a passare una mano su simili tessuti, la trama mi dà fastidio e preferisco maglie che siano lisce e leggere al tatto. E vedere uno che lo fa mi fa lo stesso effetto. 

    Io ho trovato utile specie la sera quando sono stanco, ascolto con le cuffie un suono bianco statico, o il rumore della pioggia. Deve essere a un volume nn troppo alto, ma abbastanza da "coprire" tutti gli altri rumori. Così posso concentrarmi solo su un unico rumore. 

    Io invece amo ascoltare musica classica che trovo altamente rilassante. Mi fa sentire molto bene specie in quei periodi in cui cerco solitudine, dopo una giornata stressante.

    betThorvalds
    Riflettendo su di me e sul mi passato credo di essere Asperger ma al momento non ho ancora una diagnosi.
  • estremo_estremo_ Post: 70
    A me capita spesso con l’intensità dei suoni, delle luci, degli odori, dei sapori, delle immagini e dei tessuti. Una maglietta di cotone va bene, ma un maglione di cotone più spesso no. La tv a volume medio ok, ma a volume alto no. E così via. L’intensità mi crea sensazione di essere invaso e sopraffatto, facendomi stare male fisicamente e mentalmente.
    camaleonteOrsoX2ProtonDM
    Quello che non ti uccide ti fortifica 🪐
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