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Domande varie sulla diagnosi

Scrivo da ignorante che non ho mai fatto alcuna visita in ambito psicologico/neuropsichiatrico. Vorrei sapere nella diagnosi di Spettro Autistico o di qualunque altra condizione, quali sono le differenze nel rivolgersi ad uno psicologo oppure ad uno psichiatra? Quali differenze nel rivolgersi ad un pubblico o ad un privato? La diagnosi per essere valida deve essere rilasciata su un foglio con una descrizione dettagliata (soddisfa questo e quest'altro criterio allora ha questa condizione), basta che deve essere soltanto scritta anche su una breve riga oppure può essere solo orale? A che giova ad un adulto rivolgersi ad uno neuropsichiatra se esso è solo infantile (sempre se sia necessario)? Per diagnosi di Spettro Autistico basta rivolgersi ad una sola figura oppure è necessario vederne più di una? Con un qualsiasi tipo di diagnosi rilasciata da qualunque figura posso dire agli altri di essere ufficialmente asperger/autistico oppure no? La diagnosi che mi aspetterei secondo i canoni odierni sarebbe "disturbo dello spettro autistico di livello 1", o simile. Ma se qualcuno scrivesse/dicesse qualcosa di diverso ho il diritto di dire o pensare che sia la stessa cosa?

Non cerco alcuna agevolazione perché non ne ho bisogno, soltanto vorrei che uno specialista mi dicesse chiaramente se sono o non nello Spettro Autistico e perché. In ogni caso per iniziare sono intenzionato a fare delle sedute di psicologia clinica. Aggiungo altre questioni che riguardano la visita: Come funziona? È maleducazione se dico di sospettare di essere asperger oppure no? Tra le varie cose vorrei presentare documentazioni e filmati della mia infanzia come prova, è corretto? Potrei chiedere di fare un test sul QI o in generale chiedere io dei test da fare? Oppure io devo semplicemente rispondere alle domande che mi vengono poste e deve essere dunque lo specialista a dirmi cosa potrei avere? In tal caso però temo che potrei avere diagnosi errate e che  l'Asperger potrebbe sfuggire.
Riflettendo su di me e sul mi passato credo di essere Asperger ma al momento non ho ancora una diagnosi.
Linna

Commenti

  • LinnaLinna Post: 309
    Dalla mia esperienza (sono un genitore),si comincia con un colloquio conoscutivo.Dove tu descrivi le tue problemi.Poi si fanno del test.Ci sono parecchi.Dipende quale usa professionista.Tra quali, test sul QI.Filmati sempre opportuno portare e tutte valutazioni fatte prima.
    Non penso che sia un vantaggio dire  che tu pensi di essere Asperger,devi essere se stesso e affidarsi
    al professionista.
    Alla fine ti va rilasciata una relazione con risultati del test, osservazione e c.d.E raccomandazioni 
    per un percorso terapeutico.
    La psicologa di mio figlio non poteva fare diagnosi.
    Ha scritto nella relazione di rivolgersi a un n/p.
    Però con diagnosi ha azzeccato anche prima del test e c.t.E ha cominciato la terapia subito.Prima del diagnosi ufficiale.
    Se tu ti rivolgi a un pubblico, può rimanere la traccia se al privato no.
    Si .Ti possono anche fare una diagnosi sbagliata.
    Importante quando cerchi il professionista, chiedere se si occupa di spettro autistico lieve.(Asperger).
    betOlorinBianco
  • OlorinBiancoOlorinBianco Post: 22
    modificato 9 settembre
    Aggiungo un'altra domanda. Nella mia ricerca di uno psicologo mi sono accorto he non tutti fanno test psicodiagnostici. Non tutti dunque sono abilitati a fare diagnosi? Un qualunque psicologo clinico dal solo colloquio sarebbe capace di diagnosticare in maniera accurata qualsiasi condizione? 
    Riflettendo su di me e sul mi passato credo di essere Asperger ma al momento non ho ancora una diagnosi.
  • vera68vera68 Post: 3,035
    É una scelta di conduzione di terapia, credo.

    Io poi penso che i test "consci" del tipo a domanda rispondi con una scala di 4 punti che va dal pienamente d'accordo al pienamente in disaccordo o che va da "sempre" a "mai", siano facilmente falsabili, anche inconsciamente

    Un conto invece quando lo psicologo vuole osservare un comportamento, di cui il paziente non è a conoscenza e fa una prova e vede come si comporta...
    Oppure mette insieme le domande del test con cosa poi lui riscontra durante le sedute attraverso le narrazioni del paziente. 
    Io credo che un inquadramento occhio e croce sia abbastanza facile anche senza test. .. Un po' come distinguere a colpo d'occhio le tonalità del rosso da quelle del blu, ma per sapere quanto rosso e quanto blu c'è in quella particolare tonalità di viola.... Credo, ma è solo un'opinione da paziente, sia necessaria un'osservazione sull'asse temporale. 

    Un test poi dà la fotografia in quell'istante. É la fotografia di un istante, non è la storia di una vita. 


    OlorinBianco
  • vera68vera68 Post: 3,035
    modificato 11 settembre
    @OlorinBianco se sei intenzionato a trovare un equilibrio che ti faccia stare meglio, quello deve essere il tuo obiettivo ultimo, a prescindere dalla emissione di una diagnosi che credo sia una scelta del terapeuta dare

    La questione di sapere chi o cosa si è, coinvolge moltissimi fattori, io credo che lì si intreccino bisogni e desideri molto profondi e ognuno ha il suo intreccio personale. 







    OlorinBianco
  • LinnaLinna Post: 309
    .Non lo so come succede con la diagnosi per adulti.
    Ho scritto che , sono un genitore.Ma non ho specificato che mio figlio e un minorenne.Ho risposto alla discussione perche mi sembra strano,che tra tantissime persone diagnosticati sul forum non ha risposto nessuno.
    @vera68 . scusa mi ,ma non è così.I test servono per la indagine approfondita (come esame del udito,vista, EEG) per escludere altri fattori)e non valgono niente senza una osservazione e storia .
    Ad esempio a bambini più piccoli fanno test "Sali e Ann" per teoria della mente.Perche a volte a occhio e croce e difficile a stabilire.Un adulto e collaborativo un adolescente, bambino no.



  • vera68vera68 Post: 3,035
    modificato 11 settembre
    Si @linna io intendevo per adulti, non per bambini.
    Non è solo una questione di collaborazione ma anche di malizia che il bambino non ha. 

    Appunto un test da solo non vale nulla senza un incrocio di dati di anamnesi e di osservazione diretta. 
    Vanno messi all'interno di un contesto. 

    Ciò che mi fa storcere il naso, o per lo meno essere sospettosa, sono diagnosi fatte in una /due sedute (sarà perché ho in mente qualche esempio..... anche in 40 minuti, addirittura) 

    Forse non mi sono spiegata bene... 

    Non sto parlando di test per valutazioni cognitive.


    Linna
  • OlorinBiancoOlorinBianco Post: 22
    modificato 12 settembre
    vera68 ha detto:
    @OlorinBianco se sei intenzionato a trovare un equilibrio che ti faccia stare meglio, quello deve essere il tuo obiettivo ultimo, a prescindere dalla emissione di una diagnosi che credo sia una scelta del terapeuta dare

    La questione di sapere chi o cosa si è, coinvolge moltissimi fattori, io credo che lì si intreccino bisogni e desideri molto profondi e ognuno ha il suo intreccio personale.
    Fa parte di me che le cose incerte non mi piacciono e desidero cercare certezza in ogni contesto chiamando le cose per nome. Forse è a motivo della mia mente "matematica", non a caso studio fisica. Personalmente non ritengo di vivere un disagio temporaneo, forse tale disagio era presente durante l'adolescenza, ma ora mi sento nella fase migliore della mia vita. Ma la mia intenzione è, una volta che mi sono reso conto di avere e di avere sempre avuto fin da piccolo difficoltà ma anche punti di forza, di mettere insieme i pezzi di un puzzle per comprendere e capire meglio me stesso. L'avrei dovuto fare da tempo, potrei rimandare ancora ma ho deciso di non continuare più così ignorando tutto. Essendo dunque in questa fase, riscontrando innanzitutto difficoltà nel controllo del linguaggio, ho fatto una visita foniatrica e anche lì mi è stato richiesto di fare un approfondimento psicodiagnostico.

    È mia intenzione rivolgermi dunque ad uno psicologo che fa test per fare anche una valutazione oggettiva sulle mie capacità cognitive, per esempio ma non solo, l'intelligenza: fin da piccolo mi sono sempre sentito più avanti degli altri, ho imparato a leggere precocemente, ho sempre avuto una facile propensione nell'imparare gli argomenti studiati, e tante volte mi capitava di sapere un argomento prima che venisse affrontato in classe. Nessuno tuttavia ha mai preso in considerazione questa intelligenza, e tante volte sono stato chiamato "stupido" solo perché non ero stato capace di rapportarmi bene con gli altri, se non anche "presuntuoso" per avere la pretesa di conoscere più degli altri. Premetto che indipendentemente dall'esito non è mia intenzione sentirmi superiore agli altri, un numero non mi rende meglio di un altro, soltanto dare una lettura diversa della mia vita. Alcuni test online (ovviamente non ufficiali e non definitivi) mi darebbero valori di plusdotazione.

    Senza test io credo che uno psicologo saprebbe dirmi "sei intelligente", "hai questa e quest'altra capacità positiva", "devi lavorare su questo", ecc. però non potrebbe dirmi quanto. E temo (forse è un timore infondato) che potrebbe dare giudizi basati sulla sua soggettività che potrebbero essere errati. Ma una delle questioni che mi pongo, se leggo ovunque che gli psicologi clinici tra i vari strumenti oltre che del colloquio utilizzino anche dei test, perché non tutti lo fanno? È così oppure ho frainteso? Nel senso visto che io sono alla ricerca di una "valutazione psicodiagnostica" può essere che è che in realtà non faccino invece dei test specifici? Da come ho capito non fanno alcun tipo di test ma solo colloqui che credo che andrebbero bene per le persone che affrontino difficoltà quotidiane. Ma nel mio caso o in casi simili perché non tutti sono preparati e abilitati?

    Riflettendo su di me e sul mi passato credo di essere Asperger ma al momento non ho ancora una diagnosi.
  • vera68vera68 Post: 3,035
    Fai benissimo, fatti fare pure tutti i test che vuoi. Ti consiglio di non fermarti lì. Di non fermarti alla consegna di un referto senza un progetto terapeutico correlato

    Io capisco e condivido tutto ciò che scrivi per averlo provato, dal bisogno di certezze in poi... 
    OlorinBianco
  • OlorinBianco ha detto:
    Scrivo da ignorante che non ho mai fatto alcuna visita in ambito psicologico/neuropsichiatrico. Vorrei sapere nella diagnosi di Spettro Autistico o di qualunque altra condizione, quali sono le differenze nel rivolgersi ad uno psicologo oppure ad uno psichiatra? Quali differenze nel rivolgersi ad un pubblico o ad un privato? La diagnosi per essere valida deve essere rilasciata su un foglio con una descrizione dettagliata (soddisfa questo e quest'altro criterio allora ha questa condizione), basta che deve essere soltanto scritta anche su una breve riga oppure può essere solo orale? A che giova ad un adulto rivolgersi ad uno neuropsichiatra se esso è solo infantile (sempre se sia necessario)? Per diagnosi di Spettro Autistico basta rivolgersi ad una sola figura oppure è necessario vederne più di una? Con un qualsiasi tipo di diagnosi rilasciata da qualunque figura posso dire agli altri di essere ufficialmente asperger/autistico oppure no? La diagnosi che mi aspetterei secondo i canoni odierni sarebbe "disturbo dello spettro autistico di livello 1", o simile. Ma se qualcuno scrivesse/dicesse qualcosa di diverso ho il diritto di dire o pensare che sia la stessa cosa?

    Non cerco alcuna agevolazione perché non ne ho bisogno, soltanto vorrei che uno specialista mi dicesse chiaramente se sono o non nello Spettro Autistico e perché. In ogni caso per iniziare sono intenzionato a fare delle sedute di psicologia clinica. Aggiungo altre questioni che riguardano la visita: Come funziona? È maleducazione se dico di sospettare di essere asperger oppure no? Tra le varie cose vorrei presentare documentazioni e filmati della mia infanzia come prova, è corretto? Potrei chiedere di fare un test sul QI o in generale chiedere io dei test da fare? Oppure io devo semplicemente rispondere alle domande che mi vengono poste e deve essere dunque lo specialista a dirmi cosa potrei avere? In tal caso però temo che potrei avere diagnosi errate e che  l'Asperger potrebbe sfuggire.
    Ciao.
    La Diagnosi serve a capire come migliorarsi.
    Nel caso tu appartenga a questa condizione specifica: avrebbe molto senso comunque differenziare per non incorrrere in altre tipologie diagnostiche non confacenti il tuo specifico caso.
    Alcune sono più complesse e riguardano comorbilità.
    Cioè anche altre "problematiche annesse allo spettro autistico ad esempio.

    Se per pura curiosità : il rivolgersi al settore pubblico o privato(ammesso ne trovi in questo settore , e non è semplicissimo, ma possibile)
    può non avere differenze, tranne nelle tue possibilità economiche ad esempio.
    Per gli adulti è molto difficoltoso. Dipende : se sospetti di poterlo essere e vieni preso in considerazione e il centro è valido puoi trarne solo vantaggi.
    In genere si superano determinati step solo disfunzionalmente:
    In alcuni individui con caratteristiche diciamo speciali. Nel mio caso ne ho diverse e alcune molto dettagliate : durate vari mesi.
    Quindi l'osservazione è stata caratterizzata da tantissimi test , visite, precedute da una psichiatrica:Poi prettamente affidate a ricercatori scientifici. Psicologi/psicologhe.
    Le loro relazioni poi venivano valutate da chi era a capo del centro quindi nel mio caso uno psichiatra .
    Che sinceramente ringrazio per avermi preso in carico .
    Con il Servizio Sanitari Nazionale ho pagato solo ticket.
    Se in qualunque condizione intendi altro o anche altro la differenziazione potrebbero essere nella scelta delle terapie.
    Sempre ammesso capiscano la tua condizione , dovrebbero poi approcciarsi sulla base di quella.
    Ho perso tantissimo tempo prima in diagnosi strampalate.
    Alcune mi sono costate parte della mia esistenza.
    Terapie inadatte, farmacologiche .
    Questo ovviamente in buonissima fede da parte di medici che non avevano strumenti per dirimere tra autistici e non. Comunque ora non dovrebbe essere più cosi (anche se di fatto non vengono prese inconsiderazione le nostre condizioni, ma si agisce come se non esistessero: un buco nero nella nostra Sanità che sarebbe peraltro colmabilissimo,  il punto è che parrebbe non si voglia mutare indirizzo diagnostico e si faccia poche per diagnosi differenziali a mio avviso).
    Per quanto mi attenga ho delle relazioni molto dettagliate : il che è importante per il dopo.
    Il dopo non equivale al "Piangersi addosso"o trovare "colpevoli"ma al prenderne coscienza per migliorarsi.
    In molti asseriscono che siano gli  a doversi adattare a noi, , per quanto pensi è l'inverso semmai.
    Lavorare in maniera non disfunzionale, in modo coerente (quindi terapie adattate) e trovare con estrema calma soluzioni e strategie per migliorare il nostro funzionamento sociale (Nel mio caso da DSM 5 Autismo ad alto funzionamento):Definizione che è dal 2013 se non erro questa .Prima  nel DSM 4 era considerato primariamente l'Asperger. Le dirimenti sono impalpabili tra le due nosografie.

    Non ho capito del perchè dovresti dirlo agli altri.
    Se questo comporta una motivazione correlata a un tuo miglioramento si.
    Altrimenti non avrebbe tanta utilità se non verso le persone care, alle quali dovresti comunque spiegare tanti perchè che forse non comprenderebbero.
    Il che sarebbe però molto utile.
    Senza fossilizzarsi in un appartenenza.
    In molti vedo che divenga una scusante.
    Non lo è.
    Si è ,non si ha l'autismo.
    Attendersi una diagnosi specifica lo trovo sbagliato.
    Tanto quanto il non averne la possibilità di poterla ottenere nel caso vi si rientrasse .
    Non cerchi agevolazioni economiche.
    Il dire di valutare anche quella condizione, ha utilità.
    Il volervi appartenere no.
    Scrivo in generale rispondendo a te, perchè non ti conosco e potrei incorrere in errori sia di valutazione del tuo post dei quali mi scuso in anticipo, che di lettura del tuo post che magari ha una valenza maggiore rispetto alla mia risposta che potrebbe non confacerti.
    Il portare filmati presuppone che la/le persone che debbano valutarti abbiano la predisposizione al volerli valutare. Maleducazione il chiedere?Il chiedere non è mai maleducazione : certo se fatto con le dovute cautele e gentilezza.
    Ricordarsi sempre che chi si abbia davanti a se sia un medico ed abbia alle sue spalle anni di studio .
    Il chiedere una valutazione non è maleducazione e può evitarti di incorrere in errori che ti porteresti appresso per tantissimo tempo.


     
    LinnaOlorinBianco
  • OlorinBiancoOlorinBianco Post: 22
    modificato 16 settembre
    Per "qualunque altra condizione", intendevo che io cerco informazioni in un caso generale che riguardi non soltanto l'Asperger ma qualsiasi tipo di condizione, neurodiversità, punto di forza, difficoltà, disturbo, ecc.,  per curiosità perché non so come funziona, e se dunque la diagnosi rilasciata da uno psicologo abbia lo stesso merito e pari valore se rilasciata da uno psichiatra.  Similmente se la diagnosi abbia pari merito se rilasciata da un pubblico o un privato.

    Per "Dirlo agli altri" non intendevo esprimere una mia intenzione effettiva, ma nel caso mi ritrovassi a dirlo ad alcune (poche e forse nessuna) persone fidate se le circostanze lo costringono, in tutti i casi sopra citati (psicologo/psichiatra pubblico/privato), se cioè in tutte e quattro le combinazioni, sto dicendo appunto una verità oppure una bugia (nei confronti della legge), se per esempio uno psicologo privato mi rilascia una diagnosi è sufficiente per dire di essere Asperger oppure devo contattare un'altra figura e quindi devo rivolgermi necessariamente ad una pubblica? Non escluderei tuttavia di fare entrambe le cose, ricevere cioè una diagnosi da un privato e poi rivolgermi ad un pubblico per confermarla.

    In ogni caso ovviamente non è mia intenzione avere pretese di ottenere una diagnosi specifica, e potrebbe essere che nemmeno ne abbia bisogno e non escludo che il mio potrebbe essere un caso subclinico (ma io da solo non posso valutarlo), il mio è solo un timore che poiché è difficile trovare nelle mie zone uno specialista esperto di Asperger/Spettro Autistico mi vedo costretto (almeno per ora) di rivolgermi ad uno qualunque.
    Riflettendo su di me e sul mi passato credo di essere Asperger ma al momento non ho ancora una diagnosi.
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