Salta il contenuto

Farmaco

Salve sono la mamma di un bambino di 10 anni con spettro autistico diagnosticato molto presto, all' età di 3 anni circa. Premetto che non conosco bene il forum anche se mi sono iscritta parecchi anni fa.
Mio figlio, è un bambino nello spettro ad alto funzionamento ma con tante difficoltà.
Una costante che lo accompagna da sempre e che purtroppo è andata ad aumentare nonostante le svariate terapie negli anni, è l ansia e l ossessione per tantissime cose... Questa ansia, ad oggi smisurata, l ha portato ad essere molto aggressivo nei confronti del prossimo. Arrivando ad alzare le mani, lanciare oggetti in aria ecc ecc .
Ne io né mio marito riusciamo più a gestire certe situazioni, è diventato difficile, vederlo stare male, andare in crisi , è una grande sofferenza. 
Al colloquio con l n.p.i. mi è stato consigliato il farmaco risperidone, difatti a breve verremo contattati dall ospedale per effettuare i controlli.
Chiedo se qualcuno ha esperienza in merito.  Grazie

riot

Commenti

  • Running_FreeRunning_Free Post: 17
    modificato 16 settembre
    Ciao.
    Mi  scuso se magari stia scrivendo in una sezione dedicata a persone qualificate.
    Ti rispondo da non medico.
    A 10 anni eviterei un farmaco.
    Non spiego il perchè, pur potendo argomentare.
    Punterei sulle terapie adattate allo spettro degli Autismi.
    Centri Pervasivi dello sviluppo ad esempio.
    *Se nella tua Regione è presente.
    Comunque cercherei un consiglio in un centro di tale tipologia.
    A 10 anni ha tantissimo per migliorare .
    Ascolta i medici ma consultane di più.
    Se esprime quell'ansia c'è un motivo e va compreso quale sia
    riot
  • Io in un bambino, tranne casi psichiatrici, se bisogna dare un farmaco prima valuterei tutte le possibilità. E non deve essere un sostituto delle terapie ma aiutare.
    riotbet
    How wonderful it is that nobody need wait a single moment before starting to improve the world. - Anne Frank

    La paura uccide la mente. La paura è la piccola morte che porta con sé l'annullamento totale. Guarderò in faccia la mia paura. Permetterò che mi calpesti e mi attraversi, e quando sarà passata non ci sarà più nulla, soltanto io ci sarò. - Frank Herbert, libro Dune
  • riotriot Post: 6,387
    in generale, la somministrazione di farmaci alle persone Autistiche deve essere dimezzata nel dosaggio rispetto alla popolazione neurotipica.

    comunque, come ti hanno consigliato, meglio passare per altre possibilità. io consiglio sempre attività sportive ma non di squadra.  gli sport individuali come le arti marziali ed il nuoto sono i più indicati.
    bet
  • Running_FreeRunning_Free Post: 17
    modificato 16 settembre
    Io in un bambino, tranne casi psichiatrici, se bisogna dare un farmaco prima valuterei tutte le possibilità. E non deve essere un sostituto delle terapie ma aiutare.
    Ciao : piacere!
    Si.
    Non sono completamente contrario ai farmaci nei bambini.
    Mettiamo un caso reale di ADHD.
    Il farmaco andrebbe valutato dai medici: sempre meglio avere diversi pareri
    Anni fa ho conosciuto un bimbo di circa quell'età con vero ADHD ed il farmaco gli consentiva di potere stare con gli altri per almeno 8 ore.
    La madre era stata vessata dalle altre madri che la consideravano pessima per la sua scelta in questa vicenda.
    Si rivelò giusta , mi chiese parere da amico.
    Le risposi che comprendessi le motivazioni e che nel suo caso viste le relazioni dei medici fosse una potenziale scelta utile.
    Mi ringraziò perchè non la giudicai come "cattiva madre".
    In alcuni casi ed un limitatissimo range di farmaci appositi è utile.
    Stesso farmaco non ha responsività in individui adulti.
    Concordo su quanto hai scritto: deve aiutare .
    E non essere un sostituto delle terapie psicologiche che esistono e funzionano benissimo.
    A dieci anni poi un farmaco di quella classe non può essere scevro da ripercussioni.
    Valutiamo che gli psicofarmaci in individui neurotipici vengono prescritti di norma dopo i 25 anni di età:
    Valutiamo anche che prima non esisteva una medicina di genere.
    E valutiamo che il ragazzino sia autistico  e non vengano di certo sperimentati su soggetti  neurodiversi.
    Infatti: se il dare un farmaco è un lavarsene le mani per non intervenire diversamente ...
    quando si può sondare eventualmente se possibile riuscirvi e penso lo sia...
    questo mi arreca un senso di fastidio.
    Perchè non provare prima con le terapie adattate in centri specializzati?
    Dare dei farmaci già agli adulti autistici è un problema.
    Figuriamoci ai bambini.
    Con me e da non bambino furono testati vari farmaci per anni.
    Risultati zero.
    Anzi era peggio (nel mio caso: ogni caso è a se, non voglio scrivere che si  sia tutti similari perchè ND, sarebbe semplicistico e non onesto da parte mia asserirlo)
    A 10 anni ha un Mondo di possibilità da esplorare, valutare, considerare.
    Il saltare questo riducendolo al sintomo, il ragazzino reagisce a degli stimoli forse indotti da altri (?) oppure è un suo modo per dire basta alle interazioni sociali (ha raggiunto il culmine della sua resistenza), può essere stato sottoposto a fattori stressanti dai suoi compagni di classe o di giochi, perchè non accettato, o vessato (il che è frequente purtroppo).
    Se un bambino reagisce cosi c'è sempre una motivazione.
    Un farmaco preso cosi non risolverà mai nulla .

    Mi chiedo il perchè non si cerchino strade alternative (che esistono).

    Non ci fosse null'altro comprenderei, o ci fossero evidenze esperimentate ...
    ma a 10 anni cosa si è fatto finora per aiutarlo ?
    Tanto? Poco? Nulla?
    Oltre l'amore dei suoi genitori come funziona territorialmente quella zona in cui vive?
    Si attuano aiuti di entità differente dal ridurre tutto e subito a un farmaco?
    Per davvero: le terapie potenziali sono tante .
    E comunque andrebbe valutato da personale qualificato per capire il perchè delle sue reazioni.
    Mia sensazione : sono una sua reazione e basta.
    Disfunzionale ok.
    Ma si cura una reazione con quella tipologia di farmaci?
    Si ha una letteratura medico scientifica che comporti statisticamente percentuali di responsività al farmaco e aiuto reale dello stesso?
    La mia sensazione è stata quella da parte dei medici del non cercare neanche di volere capire, o delegare a loro colleghi con formazioni specifiche adeguate.
    *Se non fossi competente e fossi un medico ,prima delegherei dei miei colleghi medici formati appositamente al valutare la situazione.




  • Running_FreeRunning_Free Post: 17
    modificato 16 settembre
    riot ha detto:
    in generale, la somministrazione di farmaci alle persone Autistiche deve essere dimezzata nel dosaggio rispetto alla popolazione neurotipica.

    comunque, come ti hanno consigliato, meglio passare per altre possibilità. io consiglio sempre attività sportive ma non di squadra.  gli sport individuali come le arti marziali ed il nuoto sono i più indicati.
    riot ha detto:
    in generale, la somministrazione di farmaci alle persone Autistiche deve essere dimezzata nel dosaggio rispetto alla popolazione neurotipica.

    comunque, come ti hanno consigliato, meglio passare per altre possibilità. io consiglio sempre attività sportive ma non di squadra.  gli sport individuali come le arti marziali ed il nuoto sono i più indicati.
    Ciao : piacere riot!  

    Ti scrivo del mio caso.
    Dimezzati a me davano serissimi problemi, SSRIs ad esempio.

    Ma sempre nel mio caso: non so, poi, noto tu sia molto informato e competente ed avrai sicuramente più informazioni anche in questo rispetto a me.
    Non c'è ironia o sarcasmo in questa risposta: ti ammiro molto per la qualità dei tuoi interventi e la competenza che dimostri, oltre all'utilità al forum della tua presenza come valore aggiunto.
    *Ritengo utilissime le tue considerazioni*
    Preziosa la tua presenza

    Grazie
    riot
  • A me facevano stare male anche dosi molto ridotte, alla fine ho dovuto smettere di prendere qualunque cosa perchè avevo solo effetti avversi.

    Questa è la mia esperienza.
    L'antipsicotico mi causava perdita di lucidità, anche se non era tra gli effetti collaterali possibili. Penso che mi inducesse in un forte stato depressivo che mi causava anche perdita di lucidità.
    Ho avuto anche casi di allucinazioni ipnagogiche continue e impossibilità a un sonno tranquillo mentre assumevo questo farmaco inizialmente da solo.
    L'antidepressivo che prendevo associato in seguito mi provocava uno stato di eccitazione mentale che mi esauriva e mi causava un violento stato di ossessioni e compulsioni impossibili da controllare.
    Prendevo anche una benzodiazepina, ne ho cambiate tre a dire la verità, e mi causavano stati di panico subito dopo l'assunzione, effetto avverso riportato anche sul foglio illustrativo e avvertito anche da altri miei parenti più anziani.
    Nel migliore dei casi non riuscivo a stare sveglia e in associazione all'antidepressivo mi era diventato impossibile dormire di notte.
    Non ho avuto benefici sull'umore dall'uso dell'antidepressivo, dopo la sospensione ho avvertito una forte dipendenza che spesso sfociava in stati depressivi ossessivi insopportabili.
    A distanza di un periodo di tempo abbastanza distante dall'ultima somministrazione mi chiedo se questi stati che avverto tuttora anche se di tanto in tanto non siano l'effetto ancora in atto della sospensione che devo lasciare andare a sfinire.
    Me li devo sopportare per non ricadere nei farmaci, forse adesso hanno più senso.
    Mi è venuto in mente adesso, ho chiesto in famiglia e mi è stato risposto che è plausibile.
    Preferirei non scrivere più questo tipo di post.
  • riotriot Post: 6,387
    modificato 17 settembre
    Running_Free ha detto:
    riot ha detto:
    in generale, la somministrazione di farmaci alle persone Autistiche deve essere dimezzata nel dosaggio rispetto alla popolazione neurotipica.

    comunque, come ti hanno consigliato, meglio passare per altre possibilità. io consiglio sempre attività sportive ma non di squadra.  gli sport individuali come le arti marziali ed il nuoto sono i più indicati.
    Ciao : piacere riot!  

    Ti scrivo del mio caso.
    Dimezzati a me davano serissimi problemi, SSRIs ad esempio.

    Ma sempre nel mio caso: non so, poi, noto tu sia molto informato e competente ed avrai sicuramente più informazioni anche in questo rispetto a me.
    Non c'è ironia o sarcasmo in questa risposta: ti ammiro molto per la qualità dei tuoi interventi e la competenza che dimostri, oltre all'utilità al forum della tua presenza come valore aggiunto.
    *Ritengo utilissime le tue considerazioni*
    Preziosa la tua presenza

    Grazie

    Grazie la stima e per il "competente" :) ma non sono uno specialista, solo che memorizzo cose importanti.

    La questione del dimezzamento è già stata suggerita su questo forum, in passato, da wolfgang.
    Per precisione ti riporto quanto mi ha detto il Dot. Davide Moscone relativamante ai bambini ed adulti Asperger:

    "Il discorso di fondo è di partire da dosaggi più bassi di quelli previsti, se non erro dalla metà della dose minima"

    Quindi addirittura metà di quanto viene presctritto già come somministrazione cautelare. Sarebbe da approfondire qui sul forum la questione degli effetti secondari dei farmaci prescritti agli Autistici e, non ultimo, gli effetti che dei SSRIs hanno provocato in te.

    Personalmente ho applicatto questa regola quando 3 anni e mezzo fa ho avuto bisogno per un breve periodo di tempo dell'Alprazolam, ma anche questo dosaggio mi causava come effetto collaterale la tachicardia.

    (per inciso, appllico lo stesso principio anche per cose tipo l'Aspirina)


  • Running_FreeRunning_Free Post: 17
    modificato 17 settembre


    Si: questo è ciò che comunichi.
    Competenza.
    Un tuo post in un altro thread dove hai inserito un "rimando" a un tuo precedente thread, lo trovo molto tecnico e utile.
    Vedi: per diversi anni non mi sono più applicato all'argomento Autismi.
    E il vedere post complessi mi fa piacere.
    *Devo riprendere con più calma e pazienza l'argomento.
    Se ne avrò la possibilità a livelli di competenza Universitaria: per ora è un'idea, e, potrò dedicarmi solo a quella più alla mia portata(Ragioni di tempo e lavoro non mi consentiranno studi che mi appassionano):
    Dunque: il pare di Wolfgang non lo discuto nemmeno.
    Persona a mio avviso unica .
    Il dottor Moscone credo abbia ragione.
    Partire dai dosaggi bassi è fondamentale.
    Anche per capire l'asset giusto per la persona autistica(in questo caso).

    Sull'alprazolam credo sia un farmaco delicato come gestione.
    Ha un''emivita plasmatica bassa e quindi andrebbe assunto con la massima cautela e per non lunghi periodi.
    Poi come per i nt ha potenziali efficacia e il contrario di essa.
    Con due benzodiazepinici differenti ho avuto problemi anche a dosaggi bassi.
    Uno in particolare mi creava disagi maggiori(Agitazione invece di lenirla), ma questo è descritto nel foglietto illustrativo dei farmaci perche possono dare effetti controproducenti(Potrei usare un linguaggio più tecnico ma evito non essendo un medico).
    Si!Sarebbe interessante quanto proponi.
    Si potrebbero creare due linee di discussione.
    Una relativa a noi non medici e una relativa ai medici per avere una risposta competente.

    Vedi ne avevamo anche discusso tanti anni fa.
    La questione ha anche due linee di valutazione anzi tre.
    1)Quella dell'azione soggettiva
    2) Quella dell'azione non credo testata su specificamente su soggetti con autismi(Magari  negli anni ciò è  mutato ed allora chiedo scusa: non vorrei scrivere cose inesatte)
    3)L'efficacia delle varie classi di farmaci : cambiano.
    Andrebbero anche valutate le comparazione farmaco _farmaco per classe di appartenenza, su pubmed si può trovare modo di farlo per i medici:

    Ce ne sarebbe una quarta che mi arreca stupore: non si applica una Medicina di Precisione che esiste da tempo sia come teorizzazione che come  pratica adottata solo in alcuni centri e non in altri.

    Al Fatebenefratelli Sacco di Milano esiste questa possibilità, utilizzando semplici valutazioni ad esempio su dei markers specifici si può trovare fin da subito il farmaco idoneo per le depressione (Pongo questo esempio, ma potrebbe valere per tanto altro
    Con grande risparmio sia di risorse per la Sanità Pubblica e la collettività, che di sofferenze per le persone che ne soffrano:
    Quindi sia il farmaco migliore per quella persona specifica che il dosaggio congruo ne più e ne di meno, ma quello esatto.
    * Un 'ipotesi per la nostra maggiore sensibilità è forse correlata al Fattore BDNF (brain-derived neurotrophic factor)  (?)
    All'Amigdala (?)



    Personalmente ho riscontato un peggioramento del tono dell'umore assumendo farmaci che dovrebbero aiutare a invertire questo processo.
    Stavo peggio e mi privavano del sonno notturno (1 h in 24 ore era il mio massimo durante quelle terapie
    Le classi di farmaci sono tante come tantissimi i farmaci...
    Uno solo mi è di aiuto anche a dosaggi molto bassi .
    Non ho alcuna problematica correlata alla loro sospensione, preciso che non è  un consiglio ne un atteggiamento in alcun modo da imitare e mai (Quindi non scalo con alcuna fatica anche da dosaggi molto elevati: ribadisco che lo sconsiglio a chiunque)

    Sull'Aspirina sino ai 18 anni era un taboo anche assumere un farmaco come quello, che è da assumere con le dovute cautele 
    Quindi ti capisco

    Chi è autistico in genere se non ne ha indispensabilità può farne a meno, il nostro SSN tende a medicalizzare tutto e tutti , il discorso è esteso a tute le malattie e non ...
    Tachicardia ne ho avuto anche io, e nelle fasi iniziali può essere un effetto comune.
    * Se non indispensabili sarebbe utile provare con terapie psicologiche , o cambiando stili di vita (si può: invece anche per alcune malattie si medicalizza poichè questo crea meno problemi ai medici e permette ai pazienti di mantenere i medesimi stili di vita (erronei e correggibili altrimenti però con impegno laddove ciò fosse possibile , in alcuni casi questo ovviamente non lo è !)











  • VenusVenus Post: 29
    Grazie a tutti per avermi risposto.
    Ho idee abbastanza confuse.
    Mio figlio non sa controllarsi quando è arrabbiato, le due crisi sono aumentate sia in numero che in tempi. Chiaramente non parlo di un farmaco x l autismo,anche xké nn esiste. Quello di cui parlo è un qualcosa per l ansia. Mio figlio fa terapie comportamentali da anni ma dubito che queste siano in grado di controllare le crisi. Quando siamo in auto, dobbiamo fermarci se ha una crisi, perche da continuamente botte. I no per lui sono inaccettabili e si tramutano in rabbia. Io non sono pro- farmaco, anzi, mi fa davvero paura. Ma sono veramente allo stremo delle mie forze... Sono convinta che le crisi di rabbia di mio figlio siano date da un altro disturbo che probabilmente va a pari passo con l autismo. 
    bet
  • VenusVenus Post: 29
    Running_Free ha detto:
    Io in un bambino, tranne casi psichiatrici, se bisogna dare un farmaco prima valuterei tutte le possibilità. E non deve essere un sostituto delle terapie ma aiutare.
    Ciao : piacere!
    Si.
    Non sono completamente contrario ai farmaci nei bambini.
    Mettiamo un caso reale di ADHD.
    Il farmaco andrebbe valutato dai medici: sempre meglio avere diversi pareri
    Anni fa ho conosciuto un bimbo di circa quell'età con vero ADHD ed il farmaco gli consentiva di potere stare con gli altri per almeno 8 ore.
    La madre era stata vessata dalle altre madri che la consideravano pessima per la sua scelta in questa vicenda.
    Si rivelò giusta , mi chiese parere da amico.
    Le risposi che comprendessi le motivazioni e che nel suo caso viste le relazioni dei medici fosse una potenziale scelta utile.
    Mi ringraziò perchè non la giudicai come "cattiva madre".
    In alcuni casi ed un limitatissimo range di farmaci appositi è utile.
    Stesso farmaco non ha responsività in individui adulti.
    Concordo su quanto hai scritto: deve aiutare .
    E non essere un sostituto delle terapie psicologiche che esistono e funzionano benissimo.
    A dieci anni poi un farmaco di quella classe non può essere scevro da ripercussioni.
    Valutiamo che gli psicofarmaci in individui neurotipici vengono prescritti di norma dopo i 25 anni di età:
    Valutiamo anche che prima non esisteva una medicina di genere.
    E valutiamo che il ragazzino sia autistico  e non vengano di certo sperimentati su soggetti  neurodiversi.
    Infatti: se il dare un farmaco è un lavarsene le mani per non intervenire diversamente ...
    quando si può sondare eventualmente se possibile riuscirvi e penso lo sia...
    questo mi arreca un senso di fastidio.
    Perchè non provare prima con le terapie adattate in centri specializzati?
    Dare dei farmaci già agli adulti autistici è un problema.
    Figuriamoci ai bambini.
    Con me e da non bambino furono testati vari farmaci per anni.
    Risultati zero.
    Anzi era peggio (nel mio caso: ogni caso è a se, non voglio scrivere che si  sia tutti similari perchè ND, sarebbe semplicistico e non onesto da parte mia asserirlo)
    A 10 anni ha un Mondo di possibilità da esplorare, valutare, considerare.
    Il saltare questo riducendolo al sintomo, il ragazzino reagisce a degli stimoli forse indotti da altri (?) oppure è un suo modo per dire basta alle interazioni sociali (ha raggiunto il culmine della sua resistenza), può essere stato sottoposto a fattori stressanti dai suoi compagni di classe o di giochi, perchè non accettato, o vessato (il che è frequente purtroppo).
    Se un bambino reagisce cosi c'è sempre una motivazione.
    Un farmaco preso cosi non risolverà mai nulla .

    Mi chiedo il perchè non si cerchino strade alternative (che esistono).

    Non ci fosse null'altro comprenderei, o ci fossero evidenze esperimentate ...
    ma a 10 anni cosa si è fatto finora per aiutarlo ?
    Tanto? Poco? Nulla?
    Oltre l'amore dei suoi genitori come funziona territorialmente quella zona in cui vive?
    Si attuano aiuti di entità differente dal ridurre tutto e subito a un farmaco?
    Per davvero: le terapie potenziali sono tante .
    E comunque andrebbe valutato da personale qualificato per capire il perchè delle sue reazioni.
    Mia sensazione : sono una sua reazione e basta.
    Disfunzionale ok.
    Ma si cura una reazione con quella tipologia di farmaci?
    Si ha una letteratura medico scientifica che comporti statisticamente percentuali di responsività al farmaco e aiuto reale dello stesso?
    La mia sensazione è stata quella da parte dei medici del non cercare neanche di volere capire, o delegare a loro colleghi con formazioni specifiche adeguate.
    *Se non fossi competente e fossi un medico ,prima delegherei dei miei colleghi medici formati appositamente al valutare la situazione.




    Scusi a cosa si riferisce per: strade alternative? A parte le varie terapie comportamentali, cognitive, relazionali? 
  • betbet Post: 358
    @Venus io sono pro farmaci quando prescritti da specialisti e attentamente valutati rischi e benefici. Se tuo figlio avesse crisi epilettiche ti faresti così tante domande sul dargli o meno un farmaco?! Poi con i minorenni ci vanno con i piedi di piombo vedo anche come ins di sost alle scuole medie che il farmaco viene dato quando si evidenzia la più assoluta necessità.  Quindi fidati affidati e stai tranquilla
    Sniper_OpsRunning_Free
  • Running_FreeRunning_Free Post: 17
    modificato 19 settembre
    bet ha detto:
    @Venus io sono pro farmaci quando prescritti da specialisti e attentamente valutati rischi e benefici. Se tuo figlio avesse crisi epilettiche ti faresti così tante domande sul dargli o meno un farmaco?! Poi con i minorenni ci vanno con i piedi di piombo vedo anche come ins di sost alle scuole medie che il farmaco viene dato quando si evidenzia la più assoluta necessità.  Quindi fidati affidati e stai tranquilla
    Interessante l'esempio.
    Si : in quel caso non se ne potrebbe fare a meno , e concorderei con quanto affermi.
    Ma a 10 anni senza provare terapie alternative che esistono e andare su un antipsicotico ....

    Di solito prima si ricorre a consulti in centri per i disturbi pervasivi dello sviluppo.
    Che attuano terapie che di solito funzionano molto bene e non sono farmacologiche.

    Ci sono in prevalenza ottime psicologhe, nella mia città sono meravigliose, la maggior parte di loro ricercatrici scientifiche.
    Ecco: il mio non era che un suggerimento, non intendevo dare la sensazione differente da quella proposta.

    Mettiamo che quel farmaco dato a un bambino cosi piccolo lo rovini?

    *Attenzione alla classe del farmaco.*

    Poi ok nemmeno io sono contrario ai farmaci se opportuni.

    Ma almeno sondare se lo sia?

    Ciò è stato fatto?

    Questo non mi è chiaro.

    Quanti pareri medici sono stati chiesti? Uno solo?

    Scrivo per esperienza personale.
    Pessima.
    E se la diagnosi non è centrata nemmeno negli adulti servono .
    E allora avevo anche superato quella soglia dei 25 anni che viene posta come limite minimo nelle prescrizioni per tanti motivi dalle aziende stesse che li commercializzano ed a ragion veduta.
    E qui stiamo scrivendo di un bimbo di soli 10 anni, autistico , quindi molto sensibile a un trattamento cosi intenso.
    So che il tuo post è stato scritto con i  migliori intenti e per dare un parere che ritieni giusto:
    Mi scuso con te se non lo condivido in questo caso.















  • "Grazie a tutti per avermi risposto.
    Ho idee abbastanza confuse.
    Mio figlio non sa controllarsi quando è arrabbiato, le due crisi sono aumentate sia in numero che in tempi. Chiaramente non parlo di un farmaco x l autismo,anche xké nn esiste. Quello di cui parlo è un qualcosa per l ansia. Mio figlio fa terapie comportamentali da anni ma dubito che queste siano in grado di controllare le crisi. Quando siamo in auto, dobbiamo fermarci se ha una crisi, perche da continuamente botte. I no per lui sono inaccettabili e si tramutano in rabbia. Io non sono pro- farmaco, anzi, mi fa davvero paura. Ma sono veramente allo stremo delle mie forze... Sono convinta che le crisi di rabbia di mio figlio siano date da un altro disturbo che probabilmente va a pari passo con l autismo. "

    Non riesco a citare correttamente.
    Per questo ho copiato il testo : spero sia comprensibile nella risposta.
    Mi era sfuggito questo  post.
    Quindi la precedente è suscettibile di integrazione da parte mia.

    Potrebbe darsi che vi sia un altro disturbo comorbile all'autismo,
    Ipotesi possibile.
    Mi spiace non era mia intenzione metterle paura, ma  dare una risposta di aiuto.

    In alcuni e limitati casi un farmaco può aiutare.
    Dubito fortemente su alcune classi ecco.

    Mancava questa parte esplicativa nel suo post.

    Vale il chiedere nei centri di cui ho scritto nel post precedente.
    E non è detto che le terapie siano state quelle idonee.

    In alcune regioni non è facile avere la fruizione di centri specializzati.
    Questo può cambiare moltissimo per suo figlio.

    Chiedo se possibile un parere di uno psicologo se presente nel forum.
    Perchè sarebbe utilissimo.

    Se il bambino reagisce (reagisce , la sensazione non agisce, ma reagisce magari sbaglio io in questa risposta)
    Credo ci siano situazionalità comportamentali indotte,e correggibili.

    Molti si attendono da un farmaco la soluzione a problematiche che non riescono ad affrontare .
    Allora si ricorre ad un farmaco sperando risolva un qualcosa .
    Spesso la complica.
    Esperienza personale: si aumenta il dosaggio perchè la sintomatologia non passa.
    Con questa classe di farmaci è frequente lo si faccia.
    Con zero risultati (mio caso)

    Non sono contrario ai farmaci.
    Se indispensabili.
    Ecco il mio dubbio è se lo sia per davvero a 10 anni ...




  • DomitillaDomitilla Post: 3,101
    Per l'ansia e la rabbia c'è la mindfulness, ma deve essere d'accordo.
    Provare non costa nulla, trovi gli esercizi su youtube, se non vuoi o puoi fargli fare un corso.
    L'unica cosa appunto è che sia collaborativo lui.
    Gli esercizi di respirazione, se fatti con costanza, dopo un po' funzionano.
    Running_Free
Accedi oppure Registrati per commentare.