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Mamma di un bambino asperger di 9 anni

Buonasera a tutti, mio figlio di 9 anni è attualmente ricoverato in ospedale a causa di un fatto che i medici stanno diagnosticando ma che pensano sia un fattore psicologico. In pratica mio figlio ha grandi difficoltà ad esternare le emozioni, io e il padre siamo divorziati da 6 anni e lui passa da una casa all'altra come tutti i figli di divorziati. Purtroppo nelle ultime settimane ha iniziato ad avere episodi di rigetto durante i pasti e di inappetenza, fino ad arrivare a rigettare senza nemmeno aver toccato cibo. Ho provato in tutti i modi a chiedergli cosa avesse ma lui rispondeva non saprei oppure iniziava a piangere. Preoccupata per il suo calo di peso e da questi episodi di rigetto sempre più frequenti, l'ho portato al pronto soccorso. Ora è stato spostato in reparto di pediatria generale ma stamattina lo psicologo mi ha accennato che a suo avviso, mio figlio è troppo sballotato in diverse realtà con regole diverse ovviamente, lui sta con me ed il mio compagno, con il padre ed i nonni ed infine viaggia spesso con il padre nel weekend per andare a trovare la compagna di lui che vive in un'altra città. Ora io non so come fare a tirar fuori qualcosa da lui, nel senso che se gli domando se ha piacere di andare dal padre lui risponde di sì, lo stesso se gli chiedo dei nonni o dalla compagna del padre, insomma apparentemente sembra sempre sereno e tranquillo, non capisco davvero come aiutarlo. Noi naturalmente siamo seguiti da un centro da quando lui aveva 4 anni, ma mi piacerebbe avere anche un vostro parere per capire meglio. Grazie a chi vorrà rispondermi. 
betalexandra89mammarosannaMrs_DallowayOrsoX2Linna

Commenti

  • Ciao, penso che tuo figlio si sia sovraccaricato troppo per cercare di non ferire voi genitori e nonni, magari può capitare che vuole fare dell'altro ma per non dire di no si trova lo stesso ad andare a trovare i nonni o il padre reprimendo ciò che realmente avrebbe voglia di fare.
    Parlo anche per esperienza personale, ho scoperto da nemmeno un mese di avere l'asperger ma ho vissuto così senza saperlo per 32 anni e mi è capitata una cosa simile a quella che sta succedendo a tuo figlio,per altri motivi,rifiutavo il cibo, mi passava l'appetito e mi si chiudeva lo stomaco.  
    Penso che dovrebbe stare tranquillo per un periodo,dirgli che se non la sente di andare dai nonni o a trovare la compagna del padre nessuno se la prende e chiedergli ciò che desidera fare.




    riotmammarosannabet
  • Infatti è quello che penso anche io. Spesso ho la sensazione che lui non voglia mai ferirci o farci stare male e perciò non si esprime. Però molte volte gli ho detto che non si deve preoccupare di dire quello che vuole o che pensa perché è giusto che anche lui esprima i suoi sentimenti, ma lui mi risponde che va bene così e che non mi devo preoccupare. Si rivolge a me sempre dicendomi stai tranquilla oppure non ti preoccupare, come se avesse bisogno di rassicurarmi, vedo che soprattutto con me ha questo rapporto di protezione. Forse dovrei decidere io per lui e per un periodo, come dici tu, farlo stare un po' tranquillo e vedere come va. 
    betalexandra89
  • riotriot Post: 6,387
    io penso che se decidi lui deve comunque non essere passivo nelle scelte ma esprimere anche la sua volontà, cioè dovreste essere d'accordo entrambi.

    hai provato a fare una tabella da appendere da qualche parte in cui potrà leggere cosa lo aspetta secondo i giorni e i week end, in modo tale che sia gia pronto?

  • Io gli chiedo sempre se lui se la senta di fare le cose, come per esempio partire con il padre nel weekend, ma lui mi risponde di sì, che gli va. Il fatto è che non esprime mai i suoi sentimenti, è difficile per me capire cosa voglia veramente oppure no, cerco di andare a sensazione ma magari sbaglio. Proprio ieri pomeriggio ho parlato molto con lui a proposito della divisione dei giorni tra me ed il padre, perché in effetti è sempre uguale, lui sa perfettamente in che giorni sta con me ed in quali va dal padre. Non ho mai pensato di fargli fare una tabella ma potrebbe essere un'idea, in genere ne parliamo a voce perché effettivamente lui mi domanda oggi che faccio e domani ecc. Intendo quando non c'è scuola, ho notato che con la scuola è più tranquillo perché evidentemente il fatto di andare a scuola dal lunedì al venerdì gli dà una routine, una stabilità. Il suo disagio è iniziato con l'estate, quindi con la fine della scuola. Però ha frequentato il centro estivo ed è stato felicissimo quando l'ho iscritto, siamo andati insieme e non vedeva l'ora di cominciare. Ha fatto subito amicizia con un bambino in particolare. Il problema è nato perché questo centro estivo ha chiuso a fine luglio avvisandomi all'ultimo minuto, perciò dovendo lavorare ho dovuto trovarne un altro di corsa e spostarlo, io in tutto ciò ho avvisato mio figlio del cambiamento e lui non mi è sembrato turbato, mi ha solo chiesto se ci fosse la piscina anche qui. Il giorno stesso in cui ha iniziato ha fatto amicizia con 4 bambini suoi coetanei, me li ha voluti pure presentare. Insomma lì apparentemente stava bene, infatti non è mai successo che non abbia mangiato o che abbia rigettato. Succedeva solo con il padre all'inizio e poi ha cominciato anche a casa con me. Forse il problema siamo noi genitori... Comunque proverò con la tabella, grazie del consiglio. 
    riot
  • amnesiiaamnesiia Post: 108
    Ciao. Ti rispondo sul rigetto dei pasti che era il mio problema principale nei miei primi anni di vita.
    Il mio primo anno di vita mangiavo normalmente, poi ho iniziato ad avere rigetto per il cibo.
    Ho avuto problemi con il cibo per tutta l'infanzia, i pediatri non sapevano che fare e alla fine dissero a mia madre di lasciarmi mangiare quello che mi andava senza forzarmi.
    Mangiavo poco da piccola e mangio poco anche adesso.
    Da piccola avevo problemi di intestino irritabile prevalentemente con alvo costipato e gonfiore addominale e stavo anche molto male.
    Durante l'infanzia e l'adolescenza i problemi erano quasi scomparsi e vivevo normalmente anche se ero selettiva sul cibo.
    Nella prima età adulta ho avuto problemi digestivi e mi sono sottoposta a diverse analisi e esami più o meno invasivi senza trovare riscontro. Ho cambiato dieta diverse volte.
    Qualche anno dopo i problemi sono peggiorati e ho ricominciato a soffrire di intestino irritabile, lo stesso che avevo nei primi anni di vita.
    Ho trovato beneficio nella dieta per la sensibilità al glutine e facendo uso di probiotici, adesso la mia vita è più vivibile per certi aspetti anche se periodicamente non sto bene.
    Mangio poche cose, quelle che so farmi bene e divise in piccole dosi più volte al giorno. Mangio principalmente cibo passato e non mangio mai fuori di casa.
    Questa è la mia esperienza fino all'età adulta, dovute all'asperger non lo so ma sicuramente debilitanti e che mi trascino sin dai primi giorni di vita.
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