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ancora tedio

Sono stanca di essere giudicata da persone che non conosco per il mio stile di vita e per qualunque cosa dico quando parlo di me.
Due persone che stavano insieme, due amici che hanno litigato, due famigliari che non si possono vedere, queste sono le persone che hanno motivo di dirsi cosa pensano l'uno dell'altro.
Una collega di liceo che non vedi e non senti da dieci anni non lo ha, neanche se passavi la mattina a scambiare pareri sui fumetti giapponesi.
Forse si aspettava che io me ne fossi rimasta con le mani in mano per tutto questo tempo solo perchè non ho più dato notizie di me attraverso i social?
Forse voleva dirmelo lei come andare avanti nella vita, come fa usualmente con le altre persone affette dal mio stesso problema?
Ancora una volta, le foto sui social non sono le pagine dei fumetti, non puoi immaginare la vita della gente da quattro foto e due commenti.
E come dimostra il mio caso, se una persona non ha un social non puoi pretendere di sapere come abbia usato il suo tempo e cosa abbia fatto della sua vita.
Da ragazzina sono stata male, l'ho scritto tante volte su questo forum, prima la mia vita era serena ma questo lo sa solo chi mi ha conosciuto a quei tempi.
Dopo quel periodo ho perseverato per riavere la mia serenità, sono stata anche male e avendo l'autismo e nessuno che mi potesse aiutare nel modo giusto ci ho messo più tempo di altri a riprendermi.
Negli anni sono diventata anche più adulta, ho superato diverse difficoltà che avevo ma non ho potuto raggiungere tutte le tappe negli studi che hanno raggiunto facilmente i miei coetanei.
Voglio realizzare la mia vita e le mie aspirazioni ma devo fare i conti anche con il fatto che gli anni passano, che attualmente non ho un lavoro e che i miei genitori invecchiano.
Non sono solo io che penso queste cose, tutti i miei conoscenti anche più grandi o più piccoli ragionano in questo modo, a seconda delle possibilità famigliari e lavorative loro personali.
Forse è che noi ci siamo resi conto dell'età che abbiamo, forse è che noi non cerchiamo di toglierci gli anni per far finta di avere ancora una possibilità con l'adolescenza mai avuta.
E chi l'ha avuta, di quelli che conosco, non la cerca più. Tutti hanno famiglia e figli, anche chi non ha un lavoro e non lo cerca.
Forse dovrei giudicare chi ha famiglia e figli e non cerca lavoro? Forse dovrei giudicare chi ha avuto una vita con poco e cerca di farsi mantenere da altri? Forse dovrei giudicare chi non ha talento ma cerca lo stesso di aprirsi una via in alcuni settori?
Forse dovrei giudicare il mio conoscente asperger che ha dovuto lasciare degli studi specialistici importanti perché non è stato bene? E adesso anche lui come me si fa mantenere dal padre?
Non lo faccio, il detto dice vivi e lascia vivere.
E nessuno lo fa con me, mi fermano per le strade per salutarmi e chiedermi che fine ho fatto semmai.
La vita è difficile per tutti.

Commenti

  • amnesiiaamnesiia Post: 218
    E aggiungo. Non sono le esperienze, le tappe che si raggiungono a fare di un individuo una persona adulta.
    È il cambio nel modo di pensare, di agire e di vedere le cose che rende un individuo una persona adulta.
    È questo che fa fermare per le strade i miei compagni di liceo, di classe o del gruppo di studi che siano per chiedermi come vanno le cose. Con un sorriso in nome di quanto ridevamo quei pomeriggi e con un arrivederci in nome di quanto siamo cresciuti.
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