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Autismo e psicosi

PapaveroRossoPapaveroRosso Post: 68
modificato 1 novembre in Diagnosi, criteri e strumenti
Ciao a tutti,
come sapete uno dei miei temi preferiti è la psicosi negli ASD. 
A questo scopo posto il link a delle sintetiche slide del Royal College of Psychiatry per chi volesse unirsi a me in un piccolo viaggio nella storia della psichiatria

https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&url=https://www.rcpsych.ac.uk/docs/default-source/members/sigs/neurodevelopmental-psychiatry-special-interest-group-ndpsig/ndpsig-psychosis-and-asd.pdf?sfvrsn=7123216_2&ved=2ahUKEwinvduHwffzAhXO57sIHX2cCfgQFnoECBQQAQ&usg=AOvVaw1DTiZk2wkwR5bfXDFSKAsX
vera68

Commenti

  • vera68vera68 Post: 3,131
    A parte il mio pessimo inglese che non mi ha reso di facile lettura l'articolo, anche io trovo questa correlazione molto interessante.
    Penso anche che non sempre sia facile capire se è nato prima l' uovo o la gallina....considerando il fatto che non sempre si approda a una diagnosi con un'osservazione longitudinale a partire dalla più tenera età. 

  • vera68 ha detto:
    A parte il mio pessimo inglese che non mi ha reso di facile lettura l'articolo, anche io trovo questa correlazione molto interessante.
    Penso anche che non sempre sia facile capire se è nato prima l' uovo o la gallina....considerando il fatto che non sempre si approda a una diagnosi con un'osservazione longitudinale a partire dalla più tenera età. 

    È vero. Considera però che le psicosi di innesto sono frequenti nell'autismo e che esiste anche una forma di schizofrenia ad esordio molto precoce che fa parte dei disturbi del neurosviluppo. Senza contare che nei figli di pazienti schizofrenici e bipolari la prevalenza di ASD è più alta che nella popolazione generale. 
    Anche in queste persone ci sono difficoltà sociali evidenti spesso sin dall'infanzia,  se si ascoltano i genitori delle persone che la hanno.
    bet
  • vera68vera68 Post: 3,131
    Tu mi porti delle statistiche, il che avvalora ciò che per me è un sentore.


    (... Eppur si muove, direbbe Galileo...) 
    PapaveroRossobet
  • amnesiiaamnesiia Post: 305
    Rispondo a @PapaveroRosso.

    Un disturbo psicotico è una condizione dove si percepisce la realtà come alterata.
    Può essere di breve durata se causato da momenti di stress elevato e i sintomi scompaiono rapidamente e il recupero della normalità è completo. In questo caso si parla di episodio psicotico.
    Se fa parte di una malattia come la schizofrenia invece il sintomo psicotico rimane nel tempo.
    La schizofrenia è una malattia che ha sintomi psicotici come deliri e allucinazioni mentre i disturbi di personalità come quelli che sono correlati all'autismo sono caratterizzati da dei tratti di personalità disadattivi.

  • amnesiia ha detto:
    Rispondo a @PapaveroRosso.

    Un disturbo psicotico è una condizione dove si percepisce la realtà come alterata.
    Può essere di breve durata se causato da momenti di stress elevato e i sintomi scompaiono rapidamente e il recupero della normalità è completo. In questo caso si parla di episodio psicotico.
    Se fa parte di una malattia come la schizofrenia invece il sintomo psicotico rimane nel tempo.
    La schizofrenia è una malattia che ha sintomi psicotici come deliri e allucinazioni mentre i disturbi di personalità come quelli che sono correlati all'autismo sono caratterizzati da dei tratti di personalità disadattivi.

    Ti ringrazio per avermelo ricordato anche se è molto difficile che mi dimentichi 😆. Anche l'anoressia, il doc, la dismorfofobia e sicuramente la depressione maggiore possono avere caratteristiche di perdita di contatto con la realtà, con deliri molto ben riconoscibili. Sicuramente il disturbo bipolare, l'intossicazione da sostanze (cannabis, ad esempio, diffusissima tra i ragazzi ANCHE nello spettro), l'astinenza da sostanze, alcune malattie somatiche, alcune infezioni...
    Alcuni disturbi di personalità hanno dei micro fenomeni psicotici così come il disturbo post traumatico da stress.
    Una brevissima frequentazione di un centro diurno o di una comunità per ragazzi con disturbi psichiatrici ti chiarirebbe le evidenti differenze tra le psicosi presenti in ognuno di questi disturbi... Vorrei invitarti a fare volontariato per una conoscenza meno intellettuale e più diretta. Sono persone molto belle, ma povere di aiuto e sostegno. Noi che siamo ad "alto funzionamento" dovremmo dare una mano.
    vera68betLinna
  • vera68vera68 Post: 3,131
    Io credo di aver camminato sul filo della psicosi. 
    Oggi io sento, sempre più raramente per fortuna, montare una forza simile alla rabbia spesso accompagnata anche dalla paura incontrollata (sembra si alimentino l'un l'altra.... C'è bisogno di un "gancio" esterno che faccia da trigger e poi entro in un turbine incontrollato di pensieri in cui questi due si autoalimentano).
    Oggi io so che questa è la porta di ingresso per percepire la realtà alterata, ingigantita. Io non mi sono mai staccata dalla realtà per fortuna, l'ho estremizzata... credo si possa dire così: come se uno davanti a una lucertola credesse di trovarsi davanti a un drago di komoro.
    Oggi me ne accorgo e controllo molto meglio le situazioni. La mia parte stabile cerca di  razionalizzare e almeno mi dico che quando sarò più calma vedrò le cose diversamente.
    Sapere che c'è una fine è una cosa che mi ha sempre aiutato molto, sapere che domani, dopodomani o tra qualche giorno sarà meglio mi ha sempre aiutato, perché mi dava speranza certa perché avvalorata dall'osservazione oggettiva. Ci sono giorni buoni e giorni meno buoni. Non è sempre tutto nero. Anche se è grigio, non è nero.
    Io non ho diagnosi, sono una persona complicata con un vissuto molto complicato in un ambiente molto stressante. 

    Un conto è quando sono agitata, un conto è quando mi sta venendo un attacco di panico, un conto è quando il pensiero entra in questo turbine incontrollato che deforma la realtà. 
    3 cose diverse che riconosco. Oggi. 

    Nel passato, no, non riconoscevo un bel niente.
    Mi sono sentita spesso come una pallina da flipper sbattuta di qua e di là abbagliato da suoni e luci che mi stordivano. 

    La possibilità di accedere al proprio bagaglio emozionale, dare ad esso dei nomi è fondamentale. Senza di esso è come vagare su un altro pianeta. 
    Io credo che l' alfabetizzazione delle emozioni passi attraverso la relazione sicura con un altro, a maggior ragione quando si è piccoli. 



    betmammarosanna
  • amnesiiaamnesiia Post: 305
    modificato 15 novembre
    @PapaveroRosso Conosco solo qualcosa, non mi occupo di scienze. Buon per te per le altre cose.
  • vera68 ha detto:
    Io credo di aver camminato sul filo della psicosi. 
    Oggi io sento, sempre più raramente per fortuna, montare una forza simile alla rabbia spesso accompagnata anche dalla paura incontrollata (sembra si alimentino l'un l'altra.... C'è bisogno di un "gancio" esterno che faccia da trigger e poi entro in un turbine incontrollato di pensieri in cui questi due si autoalimentano).
    Oggi io so che questa è la porta di ingresso per percepire la realtà alterata, ingigantita. Io non mi sono mai staccata dalla realtà per fortuna, l'ho estremizzata... credo si possa dire così: come se uno davanti a una lucertola credesse di trovarsi davanti a un drago di komoro.
    Oggi me ne accorgo e controllo molto meglio le situazioni. La mia parte stabile cerca di  razionalizzare e almeno mi dico che quando sarò più calma vedrò le cose diversamente.
    Sapere che c'è una fine è una cosa che mi ha sempre aiutato molto, sapere che domani, dopodomani o tra qualche giorno sarà meglio mi ha sempre aiutato, perché mi dava speranza certa perché avvalorata dall'osservazione oggettiva. Ci sono giorni buoni e giorni meno buoni. Non è sempre tutto nero. Anche se è grigio, non è nero.
    Io non ho diagnosi, sono una persona complicata con un vissuto molto complicato in un ambiente molto stressante. 

    Un conto è quando sono agitata, un conto è quando mi sta venendo un attacco di panico, un conto è quando il pensiero entra in questo turbine incontrollato che deforma la realtà. 
    3 cose diverse che riconosco. Oggi. 

    Nel passato, no, non riconoscevo un bel niente.
    Mi sono sentita spesso come una pallina da flipper sbattuta di qua e di là abbagliato da suoni e luci che mi stordivano. 

    La possibilità di accedere al proprio bagaglio emozionale, dare ad esso dei nomi è fondamentale. Senza di esso è come vagare su un altro pianeta. 
    Io credo che l' alfabetizzazione delle emozioni passi attraverso la relazione sicura con un altro, a maggior ragione quando si è piccoli. 



    Esperienze psicotiche sono molto diffuse nella popolazione generale, figurati in chi ha disturbi del neurosviluppo.
    vera68
  • amnesiiaamnesiia Post: 305
    @PapaveroRosso Tenerti testa è dura perchè affronti argomenti difficili da trattare, però ne sai abbastanza per poterne parlare.
    Come hai detto tu ho conoscenze intellettuali perchè ho solo imparato delle cose, se le avessi portate a termine non mi sarei occupata delle persone ma della ricerca. Ma ho solo letto un po' di più, non è nulla che non può fare chiunque altro.
    Aiutare le persone con il volontariato è una cosa che devi sentire, io non riuscirei a farlo.
    Cercherò di non essere più troppo puntigliosa nei tuoi thread!
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