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Esistono casi di diagnosi negative nel privato?

Un po' di tempo fa ho letto un articolo in cui l'autore sosteneva che nel privato avere una diagnosi negativa è quasi impossibile: psicologi e psichiatri privati hanno tutto l'interesse a farti risultare "positivo" per poi "venderti" le loro sedute di psicoterapia  dopo la diagnosi (o almeno, questo è quanto sosteneva chi ha scritto quell'articolo). è davvero possibile una cosa del genere o comportamenti così scorretti vengono adottati solo da singoli professionisti poco onesti? Se loro capiscono che non sei autistico/asperger, ti danno una diagnosi negativa?

vera68bet

Commenti

  • vera68vera68 Post: 3,130
    modificato 15 novembre
    Ti rispondo con una frase che mi sono sentita dire nel privato da chi nel privato non ha voluto rilasciami diagnosi di alcun tipo. 

    "dipende dalla sensibilità del terapeuta... Se vai da qualche altro collega potresti avere un parere diverso dal mio" 

    Benché allora sentissi forte il bisogno di appoggiarmi ad una identità donatami da un'etichetta diagnostica che potesse definirmi, oggi io ringrazio questa terapeuta per non aver scelto la strada più "facile" ma che rischia l'ingabbiamento.
    Questa persona tanti anni fa mi promise la libertà più grande. Oggi capisco cosa intendesse allora, capisco quanto questa libertà dipenda dalle scelte personali del paziente. La libertà fa paura. Oggi capisco che, in certi periodi, non avrei potuto reggere il peso della libertà. Se avessi avuto il comodo rifugio certo di una diagnosi che mi autorizzava a rientrare in certi schemi, probabilmente a quella libertà non mi ci sarei nemmeno avvicinata. 

    Mi disse anche:
    "la sindrome di asperger ha per me un significato ben preciso" 
    Io ho interpretato quel "per me" inteso come "per i clinici" in opposizione a un ipotetico "per te" inteso come per te paziente generico che si chiede chi è, che si interroga sulle sue difficoltà 

    Altro non dico. Io non amo dare sentenze e tendo sempre a vedere il bene delle cose e non l'intento malizioso.


    Ci sono molteplici discussioni su questa  "bolla dell'autismo" 




    Running_Free
  • vera68vera68 Post: 3,130
    Se leggi tante discussioni del passato di questo forum, troverai molteplici testimonianze di questo tipo:

    Sono andato da questo terapeuta (privato/pubblico) e dopo un paio di sedute  mi ha detto che non sono asperger per il motivo xyz.. 
    Non capisce nulla.
     Poi sono andato da Tizio (non sempre lo stesso tizio) e mi ha subito riconosciuto in una sola seduta! Questo sì che è in gamba.


     in innumerevoli discussioni di questo tipo (ti assicuro che in 4 anni di permanenza qui ne ho lette a iosa, anche se ultimamente un po' meno) io ci leggo il bisogno del paziente di rispecchiarsi, di sentirsi riconosciuto in una identità. Di sentirsi "visto". 

    Ricordo che il bisogno di identità è il secondo gradino nella scala di Maslow, il primo è il bisogno di sopravvivenza. Senza aver soddisfatto il bisogno precedente non si può procedere nella scalata. 



    Running_Free
  • riotriot Post: 6,464
    Bisogna però dire che se si sospetta di essere Autistici, un fondamento di verità ci deve pur essere. Come scrisse qui un tempo wolfgang, "se vai dall'oculista è perchè probabilmente ci vedi male". Metafora che calza bene anche per l'Aspeger.

    Quello che importa è che lo/la specialista sia competente sull'Autismo e sulla Sindrome di Asperger. Deve cioè essere già riconosciuta la sua competenza in merito.

    Per questo possono esserci dei meri profittatori, però secondo me questi si riconoscono e, a quel punto,vale solo:
    - chiedere una diagnosi di verifica ad altri specialisti
    - valutare se le indicazioni che si hanno ricevute funzionano (ad esempio per il miglioramento delle abilità sociali). A questo punto, sbagliata o no, la diagnosi positiva si dimostra lo stesso utile.

    Insomma, o vengono denunciati pubblicamente i professionisti ingannevoli in quanto non adeguatamente formati, oppure si vuole solo sollevare un inutile polverone (magari a proprio favore).
    Running_Free
  • vera68vera68 Post: 3,130
    modificato 15 novembre
    Concordo con @riot sul fatto che una diagnosi positiva possa essere utile proprio perché il paziente si sente visto, si sente riconosciuto.
    Il bisogno di identità e di appartenenza sono fondamentali.

    Chiedi più pareri, potresti avere più risposte. 

    Ma non necessariamente se non ci vedo bene ho un deficit visivo, non necessariamente sono miope o astigmatico, magari sono strabico, ci vedo doppio, probabilmente se metto una benda su un occhio ci vedo bene e vivo serenamente  la mia vita, ma se con una opportuna ginnnastica correttiva sarò libero da bende, perché devo vivere convinto di poter avere solo mezza visione?

    Poi c'è chi ha necessariamente bisogno di occhiali e degli occhiali non ne può davvero fare a meno. Rispetto assoluto. 

    E poi c'è l'impotenza appresa.... Altro bel  capitolo! 
    Quanto questa è responsabile dell'identità che gli altri mi conferiscono e che quindi io mi sento? 
    Se deve evolvere questo senso di impotenza deve evolvere anche la mia identità. Ma se questa identità è messa nero su bianco, etichettata e io ci sono incasellata dentro da una persona che ritengo degna di fiducia, sarà  la mia identità a fermarmi a ostacolarmi. 

    Opinione personale eh.... Mica sono una persona esperta in materia. Sono sempre e  solo un paziente senza diagnosi che sta finendo il suo percorso e che si sta guardando indietro

  • Running_FreeRunning_Free Post: 431
    modificato 19 novembre
    riot ha detto:
    Bisogna però dire che se si sospetta di essere Autistici, un fondamento di verità ci deve pur essere. Come scrisse qui un tempo wolfgang, "se vai dall'oculista è perchè probabilmente ci vedi male". Metafora che calza bene anche per l'Aspeger.

    Quello che importa è che lo/la specialista sia competente sull'Autismo e sulla Sindrome di Asperger. Deve cioè essere già riconosciuta la sua competenza in merito.

    Per questo possono esserci dei meri profittatori, però secondo me questi si riconoscono e, a quel punto,vale solo:
    - chiedere una diagnosi di verifica ad altri specialisti
    - valutare se le indicazioni che si hanno ricevute funzionano (ad esempio per il miglioramento delle abilità sociali). A questo punto, sbagliata o no, la diagnosi positiva si dimostra lo stesso utile.

    Insomma, o vengono denunciati pubblicamente i professionisti ingannevoli in quanto non adeguatamente formati, oppure si vuole solo sollevare un inutile polverone (magari a proprio favore).
    Se vediamo il discorso da una prospettiva delle diagnosi di disturbi o altre situazionalità ,per mia esperienza, sottolineo che abbia incontrato solo una persona disonesta.
    Una su tante che si siano comportate sempre secondo le regole: per dirla chiaramente, hanno rinunciato al tenermi in terapie inutili per me. E vantaggiose ipoteticamente per i loro guadagni .
    Vorrei sottolineare che anche in ambito pubblico vengono pagate queste figure professionali per il loro lavoro(poco ma pagate)

    Una diagnosi da non esperti può valere poco .

    Interessante fu quando la madre di un ragazzino autistico si rivolse a uno psicologo che di autismo ne sapeva pochissimo.
    Con lui i risultati si erano rivelati eccellenti, non fece diagnosi, la possedeva già.

    Solo benissimo il proprio compito facendosi pagare la metà della media dei suoi colleghi:

    Carina quella citazione! :)

    In effetti : poche parole esprimono per intero un concetto importante.




     *Chiedi perché compro riso e fiori? Compro il riso per vivere e i fiori per avere una ragione per cui vivere.*

    Confucio.

  • vera68vera68 Post: 3,130
    Infatti @Running_Free. Non sempre la diagnosi sostengo debba essere rilasciata.
    Questo non vuol dire che il clinico non l'abbia fatta. Oltretutto ogni clinico fa la sua diagnosi, che può essere concorde o no a quella di un altro. È sulla base di quella diagnosi che poi attua un piano terapeutico 

    Parliamo di adulti
    Il bisogno di vedersi riconosciuti è immenso, sentirsi  capiti è una spinta forte. Sentirsi dire
    "tranquillo, tu sei così" abbassa ogni febbre.
    È una dose di paracetamolo potente. 
    Antidolorifico, antinfiammatorio. 
    All'inizio fa bene un po' per tutto... Caspita! Che sollievo! 
    È quando te lo prescrivono a vita che fa male, secondo me

    Running_Free
  • Per me è stato un problema enorme @vera68
    Non capivano.
    Vedevano solo quello che si affiancava alla mia condizione .
    Le diagnosi le rilasciavano sempre , ma erano su altro, non erano formati specificamente.
    *Il che non vuol dire fossero non persone competenti, lo erano ma solo in altro però.

    Diagnosi: farmaci , terapia sbagliata!
    La diagnosi era sbagliata in quanto inattinente.

    Quella giusta serve.
    Se non sai come sei non puoi valutare diversamente.

    Il resto per gli adulti è carente.

    L'ansiolitico lo assumo.
    Anche se proprio per riuscire a modificare mie interazioni.

    Ma sai che la persona che la diagnosi l'ha elaborata con un team di ricercatori, mi ha detto di non assumere alcun farmaco?
    Peccato non riesca.

    Seppure ne scriva non sono tanto favorevole ai farmaci .
    Quando servono non posso pensare diversamente però.

    *Poi dipende da come ci si ponga nell'usarli.

    A vita non lo so.

    Non credo neanche durerà molto la mia esistenza in vita.

    Vediamo.

    Non sono per il "Per sempre".

    E di farmaci ne farei volentieri a meno.

    A volte dimentico di assumerlo.

    Non ho questa modalità pensiero.

    Per mia fortuna non ne subisco effetti collaterali.

    Se  non lo assuma.

    Potrei smettere in una settimana, scalandolo .

    Se non lo assumo fisicamente sto molto meglio.

    Ma non funziono socialmente !

    Non so bene che fare.

    So solo che ho persone che si basano su di me  .

    Non ho la scelta "b".






    vera68
     *Chiedi perché compro riso e fiori? Compro il riso per vivere e i fiori per avere una ragione per cui vivere.*

    Confucio.

  • Running_FreeRunning_Free Post: 431
    modificato 21 novembre
    Vediamo : la diagnosi è come conoscere il tuo alfabeto specialissimo.

    Se lo conosci puoi riuscire a scrivere .

    Altrimenti non puoi.

    Riguardo ai medici, non ritengo giusto dargli contro.

    Molti lo fanno.

    Domanda : ma se ci rivolge per chiedere aiuto, allora un qualcosa di importante ti ci ha porto a quella riflessione.

    Non li capisco.

    Anche il pensare negativamente in tale ambito non aiuta nessuno.

    Trovo logico che un medico specialista tenda direi sempre a volere il nostro bene.
    bet
     *Chiedi perché compro riso e fiori? Compro il riso per vivere e i fiori per avere una ragione per cui vivere.*

    Confucio.

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