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Evento online per i 10 anni di Spazio Asperger

Mi presento e vi sentite soli? Ritenete importante avere degli amici?

Buongiorno,
Sono nuovo in questo forum e mi scuso anticipatamente per errori che potrei commettere!
Ho 21 anni e domani andrò per la prima volta da una psicologa (da un paio di mesi ho il dubbio di essere asperger, so che non esistono le autodiagnosi, però mi identifico in molti particolari di questa sindrome).

Posso raccontarvi la mia esperienza? (Se non vi interessa andate al paragrafo successivo, quello riguardante l'importanza degli amici e il sentirsi soli!)
Allora, sono sempre stato solitario, con pochi amici, con interessi particolari per la mia età e ho sempre vissuto in un mondo tutto mio. Questo non mi ha mai causato problemi, almeno non fino a due anni fa, quando grazie a una pesante litigata con una mia amica sono restato solo. Da quel giorno ho capito di non saper "attaccar bottone" e di non aver la minima idea di come fare amicizia (I pochi amici che avevo e che ho hanno fatto tutto loro, potremmo dire che a me non ha mai interessato fare amicizie o fidanzarmi, se non per apparire normale e non sfigato agli occhi dei miei coetanei). Da piccolo non sapevo mantenere un minimo di contatto visivo, ora mi succede il contrario e, per questo, posso risultare antipatico (a qualcuno è successa la stessa cosa?). Aggiungo che non ho mai amato il contatto fisico, anzi, mi è già capitato di allontanare delle persone che avevano solamente cercato di abbracciarmi. Più volte i miei amici hanno detto che una mia qualità è quella di saper ascoltare (ed è vero, ho una buona capacita di immedesimarmi negli altri... questa caratteristica non dovrebbe essere inusuale per un asperger?) ma di contro non so esternare le mie emozioni, comprese le mie gioie. L'unica volta che io ricordo essere stato felice, non so il perché, ma ho iniziato a girare intorno al tavolo per un quarto d'ora consecutivo (è normale secondo voi? Ricordo che da piccolo mi piaceva girare su me stesso fino a perdere l'orientamento e sentirmi disorientato) (Perché tutti esultano se si passa un esame, che senso ha? Non basta studiare?). I luoghi affollati non mi entusiasmano, se non ho le cuffie con me mi sale un senso di ansia incredibile; inoltre, ho sempre l'impressione che gli altri mi osservino e mi giudichino (nel senso, se sono sulla metro e poco distante da me c'è qualcuno che ride, allora penso immediatamente che stia ridendo di me. Questa cosa è all'ordine del giorno e mi mette molto a disagio). Non riesco a sopportare la maggioranza dei discorsi degli altri (Tizio mi ha fatto questo, domani uscirò con Tizio, Tizio si è visto con Tizia e non mi hanno invitato... ma scusate, a me cosa può interessare? Io vorrei parlare di progetti, di idee, di come va il mondo. Non certamente di persone! Capita anche a voi?). Credo che i miei interessi e i miei obiettivi vengano prima di tutto, prima di amici, eventuali partner e anche prima della famiglia (è normale secondo voi?). Aggiungo che ci sono state diverse frasi, dette da sconosciuti e non, che, analizzate adesso, mi fanno pensare... (Mi è stato detto di avere una "Poker face", ovvero non lascio trasparire emozioni, di avere interessi che sono delle ossessioni, di fare troppe domande... inoltre mi spavento troppo per i rumori forti e, a volte, ho come l'impressione di non saper camminare ed essere uno zoppo. Quando succede devo ripassare nella mia mente come si fa a camminare e ordinare ai piedi di farlo). Ho fatto diversi test online, inutile dire che il punteggio sembra indicare che io abbia l'asperger... ma non so quanto siano affidabili questi risultati.

Ora veniamo all'importanza degli amici! Sono fondamentali gli amici? Il mio unico scopo nella vita è raggiungere i miei obbiettivi e i miei sogni... non mi dispiacerebbe avere amici o partner al mio fianco, però non la reputo una cosa fondamentale! Penso che molte persone non sappiano stare da sole, anzi, penso che ne abbiano quasi paura. Per me è diverso. Quando sono nel mio mondo non potrei essere più felice. Ho deciso di andare dalla psicologa proprio perché era da un anno che non riuscivo più a entrare nel mio mondo, il mio mondo è la scrittura: grazie a essa immagino storie nuove, persone che vivono e si emozionano, cattivi e buoni, ecc ecc... (potremmo dire che è un meccanismo di evasione dalla realtà, dove, grazie alla mia immaginazione, sono felice). So che è strano da dire, ma era da un anno che non riuscivo più a immaginare, e di conseguenza, a scrivere nulla; mi ritrovavo molte sere solo nella mia camera ad ascoltare musica e, qualche volta, a piangere (qualcuno si ritrova nel mio racconto?). Ieri, invece, ero sul treno e, d'un tratto, mi è tornata l'immaginazione e ho "ritrovato la chiave per entrare nel mio mondo", ed ecco che non mi sono più sentito solo e non ho più trovato l'utilità di un supporto psicologico. Voi vi sentite soli o, pur avendo pochi amici, avete dei meccanismi di evasione? Qualcuno sarebbe così gentile da dirmi se è meglio approfondire il mio sospetto di asperger oppure se è solo una mia impressione?
alexandra89

Commenti

  • ShinjiShinji Post: 238
    modificato 18 novembre
    Ciao, intanto benvenuto!   :)
    Ho pochi anni più di te e ho cominciato un percorso con una psicologa anche io circa alla tua età. Inutile dire che per il 90% mi ritrovo in quello che hai scritto. Non credo la tua sia solo un'impressione o comunque lo lascerei dire ad uno specialista e andrei fino in fondo.
    Mi ritrovo sul non sapere attaccare bottone, sul fatto che facciano tutto gli amici (e poco interesse in amicizia o fidanzamento), sul contatto visivo assente da piccolo e anormale in seguito, sull'odio del contatto fisico (circa gli abbracci, non credo di averne mai dato uno di mia iniziativa e quando mi abbracciano faccio il palo). Sull'apparente contraddizione del sapere ascoltare i tuoi amici io te la spiego, come mi disse la psicologa una volta, che sei una spugna dei sentimenti altrui, quindi puoi sviluppare anche un'eccessiva empatia in alcuni casi. Anche a me capita che mi dicano che sono un buon ascoltatore, che analizzo la situazione con razionalità, che altri non lo fanno ecc (quindi tratto comunque aspie). E anche a me capita l'opposto invece quando devo esternare i miei sentimenti (il che ha causato tra l'altro diversi aneddoti imbarazzanti). Esternare la felicità con dei pattern motori mi sembra aspie (sai quante girate di tavolo mi sono fatto io). Anche io fuori vivo con le cuffiette, ho pensieri paranoici sulla gente che ride o che mi fissa per più di 2 sec in metro e odio le conversazioni del nulla cosmico stile canale 5 il pomeriggio. I rumori forti spaventano perché comunque c'è una diversa percezione/sensibilità sensoriale, forse ti succede anche con altri sensi qualcosa di simile (a me sì). I test online non sono inutili.

    Il periodo in cui io andai dalla psicologa ha coinciso con un momento della mia vita in cui non riuscivo ad appagarmi delle solite routine e ossessioni/interessi, come mi pare sia il tuo caso con la scrittura, il tuo mondo.
    Concordo in pieno con te che tante persone non sanno stare da sole (e poi ci stanno male quando lo sono), quindi in questo il saper stare da soli è un vantaggio. Poi da solo puoi approfondire quello che ti piace fare, avere un interesse che ti gratifica (non tutti ce l'hanno).
    Ti racconto quello che penso io sugli amici e la mia esperienza in generale, che dividerei in 3 fasi:
    Prima fase: molti 'amici', o comunque troppi per me, che mi hanno causato un sovraccarico emotivo (prima volta in discoteca ho avuto un meltdown) e incomprensioni. A cui segue inevitabilmente la
    Seconda fase: numero di amici tendente allo 0, periodo non molto piacevole, stavo sempre isolato, giravo da solo per ore, stavo in camera come te, piangevo ecc
    Terza fase: ho avuto una diagnosi, provato a fare chiarezza su di me, numero di amici stabilizzato a pochissimi esemplari. Adotto meccanismi di evasione per stare comunque da solo quando ne ho bisogno e mi sembra che questo dia un certo equilibrio, o una parvenza. Poi non è detto che quello che vale per me valga per altri.
    Non credo che gli amici siano fondamentali, nel tuo caso non mi sembra dato che stai bene da solo, ma è buona cosa averne.
    Spero di averti dato degli spunti utili!  =)
    betgiuseppeJustDifferent
    The closer you get to the light, the greater your shadow becomes.
  • amnesiiaamnesiia Post: 305
    Da piccola e fino ad una certa età sono stata più socievole e cercavo gli altri per non sentirmi da sola quando ero fuori di casa, erano sia gli altri a provare a parlarmi per fare amicizia sia io a provare con chi non conoscevo.
    A casa avevo il mio mondo e non sempre ne parlavo con i miei amici e amiche se non erano cose che piacevano ad entrambi.
    Non avevo problemi con il contatto visivo ma già da quei tempi non sopportavo il contatto fisico e facevo di tutto per evitarlo. Cosa che mi è rimasta tuttora tranne che per il contatto visivo che tendo ad evitare se mi sento giù.
    I luoghi affollati non li sopporto per la troppa calca di gente e perchè devi alzare la voce per parlare, non girerei con le cuffie alle orecchie perchè non riuscirei a concentrarmi su dove sto andando.
    Sul sentirsi sempre osservati mi è capitato in altri tempi e non era piacevole, mi capita anche adesso ma ho capito che se una persona ti passa davanti o siede davanti a te è inevitabile che guardi almeno una volta.
    Sui discorsi invece tendo a non parlare di me stessa se non per trasmettere vicinanza emotiva o per dare consigli, lascio parlare l'altro e rispetto i tempi della conversazione. Di interessi e pensieri personali ne parlo solo con poche persone, di solito però tengo per me queste cose e ne condivido poche.
    Sul dimenticarsi come si fa a camminare capita anche a me ma solo quando mi sento giù.
    Sul mettere i propri interessi prima di quelli degli altri non sono d'accordo, tutti devono avere modo di esprimersi e dire la loro allo stesso modo. Lasciare spazio agli altri e portare a termine i nostri obiettivi sono due cose diverse.
    Stare da soli e sentirsi soli sono anche due cose diverse. Stare da sola per me è più importante che stare con gli altri perchè sto bene in questo modo e ho più concentrazione. Sentirmi sola non è piacevole invece, sentirmi parte di qualcosa a modo mio senza isolarmi del tutto è l'equilibrio che non mi fa sentire sola.
    Ho pensato anche a cercare di ritrovare i miei vecchi amici in qualche modo essendo stati per me un tempo importanti ed essendo stati tutti piuttosto uniti. Ciò non toglie che non mi faccia piacere aver conosciuto anche altre persone.
    Ho anche io un mondo interiore ma per stare con gli altri non serve sempre condividerlo.
    JustDifferent
  • Ciao e benvenuto intanto! 
    Rivedo molto me stessa nel tuo racconto quando avevo la tua età e ti capisco perfettamente! 
    Per quanto riguarda avere degli amici ti dirò che per esperienza è molto difficile trovare qualcuno che ti capisca ma non impossibile, e siccome  sei ancora in tempo (data la giovane età)per iniziare un percorso di diagnosi e psicoterapia, avrai molte più possibilità di saper scegliere le persone più adatte a te ,sia Asperger che neurotipici... 
    JustDifferent
  • Shinji ha detto:
    Ciao, intanto benvenuto!   :)
    Ho pochi anni più di te e ho cominciato un percorso con una psicologa anche io circa alla tua età. Inutile dire che per il 90% mi ritrovo in quello che hai scritto. Non credo la tua sia solo un'impressione o comunque lo lascerei dire ad uno specialista e andrei fino in fondo.
    Mi ritrovo sul non sapere attaccare bottone, sul fatto che facciano tutto gli amici (e poco interesse in amicizia o fidanzamento), sul contatto visivo assente da piccolo e anormale in seguito, sull'odio del contatto fisico (circa gli abbracci, non credo di averne mai dato uno di mia iniziativa e quando mi abbracciano faccio il palo). Sull'apparente contraddizione del sapere ascoltare i tuoi amici io te la spiego, come mi disse la psicologa una volta, che sei una spugna dei sentimenti altrui, quindi puoi sviluppare anche un'eccessiva empatia in alcuni casi. Anche a me capita che mi dicano che sono un buon ascoltatore, che analizzo la situazione con razionalità, che altri non lo fanno ecc (quindi tratto comunque aspie). E anche a me capita l'opposto invece quando devo esternare i miei sentimenti (il che ha causato tra l'altro diversi aneddoti imbarazzanti). Esternare la felicità con dei pattern motori mi sembra aspie (sai quante girate di tavolo mi sono fatto io). Anche io fuori vivo con le cuffiette, ho pensieri paranoici sulla gente che ride o che mi fissa per più di 2 sec in metro e odio le conversazioni del nulla cosmico stile canale 5 il pomeriggio. I rumori forti spaventano perché comunque c'è una diversa percezione/sensibilità sensoriale, forse ti succede anche con altri sensi qualcosa di simile (a me sì). I test online non sono inutili.

    Il periodo in cui io andai dalla psicologa ha coinciso con un momento della mia vita in cui non riuscivo ad appagarmi delle solite routine e ossessioni/interessi, come mi pare sia il tuo caso con la scrittura, il tuo mondo.
    Concordo in pieno con te che tante persone non sanno stare da sole (e poi ci stanno male quando lo sono), quindi in questo il saper stare da soli è un vantaggio. Poi da solo puoi approfondire quello che ti piace fare, avere un interesse che ti gratifica (non tutti ce l'hanno).
    Ti racconto quello che penso io sugli amici e la mia esperienza in generale, che dividerei in 3 fasi:
    Prima fase: molti 'amici', o comunque troppi per me, che mi hanno causato un sovraccarico emotivo (prima volta in discoteca ho avuto un meltdown) e incomprensioni. A cui segue inevitabilmente la
    Seconda fase: numero di amici tendente allo 0, periodo non molto piacevole, stavo sempre isolato, giravo da solo per ore, stavo in camera come te, piangevo ecc
    Terza fase: ho avuto una diagnosi, provato a fare chiarezza su di me, numero di amici stabilizzato a pochissimi esemplari. Adotto meccanismi di evasione per stare comunque da solo quando ne ho bisogno e mi sembra che questo dia un certo equilibrio, o una parvenza. Poi non è detto che quello che vale per me valga per altri.
    Non credo che gli amici siano fondamentali, nel tuo caso non mi sembra dato che stai bene da solo, ma è buona cosa averne.
    Spero di averti dato degli spunti utili!  =)
    Grazie della risposta!
    Cavolo, per certi versi sembra che io stia vivendo dei pezzetti della tua vita! (Ho avuto anche io una specie di meltdown quando era morta una persona a me cara... E sono tutt'ora nella tua "seconda fase") Mi fa piacere non essere l'unico che non ama il contatto fisico e non ha mai abbracciato di sua spontanea volontà, sarà un dettaglio ma mi sembrava di essere un alieno sulla Terra (nel senso che gli altri lo facevano/fanno con estrema semplicità, mentre io proprio non ci riesco) Per il resto oggi sono andato dalla psicologa e, dopo averle raccontato metà delle cose che ho scritto qua sopra mi ha fatto capire che non è Asperger ma è una questione familiare irrisolta... Chissà cosa succederà quando saprà l'altra metà (l'importante è capire cosa ho e tornare ad essere felice, penso). PS, posso chiedere se quando sei/siete stati da uno psicologo ti sei/siete aperti facilmente? Perché per me è stato facile parlare. Sarà che penso che sia un professionista che ha come obiettivo quello di farmi stare bene e quindi cerco di aiutarlo dando più "dati" possibili sulla mia vita...
  • Sui discorsi invece tendo a non parlare di me stessa se non per trasmettere vicinanza emotiva o per dare consigli, lascio parlare l'altro e rispetto i tempi della conversazione. Di interessi e pensieri personali ne parlo solo con poche persone, di solito però tengo per me queste cose e ne condivido poche.
    Sul dimenticarsi come si fa a camminare capita anche a me ma solo quando mi sento giù.
    Sul mettere i propri interessi prima di quelli degli altri non sono d'accordo, tutti devono avere modo di esprimersi e dire la loro allo stesso modo. Lasciare spazio agli altri e portare a termine i nostri obiettivi sono due cose diverse.
    Stare da soli e sentirsi soli sono anche due cose diverse. Stare da sola per me è più importante che stare con gli altri perchè sto bene in questo modo e ho più concentrazione. Sentirmi sola non è piacevole invece, sentirmi parte di qualcosa a modo mio senza isolarmi del tutto è l'equilibrio che non mi fa sentire sola.
    Grazie della risposta!
    Posso chiederti in che senso ti dimentichi di camminare? A me capita di iniziare ad avere la sensazione di camminare male, tipo di zoppicare e di essere molto impacciato, e più ci penso più questa sensazione aumenta.
    Io penso che i miei interessi siano più importanti di quelli degli altri, lo penso perché la vita è la mia e boh vorrei viverla al meglio (questo non vuol dire che sminuisco o ostacolo gli altri, solamente che se dovessi scegliere fra gli altri e me, allora sceglierei me). Grazie per la differenza fra lo stare da soli e l'essere soli, non l'avevo mai pensata in questo modo!
    ClaraDiLuna
  • Per quanto riguarda avere degli amici ti dirò che per esperienza è molto difficile trovare qualcuno che ti capisca ma non impossibile, e siccome  sei ancora in tempo (data la giovane età)per iniziare un percorso di diagnosi e psicoterapia, avrai molte più possibilità di saper scegliere le persone più adatte a te ,sia Asperger che neurotipici... 
    Buonasera! Lo spero vivamente, l'unica mia paura è che questo percorso richiederà molto tempo, quando invece vorrei risolvere tutto in fretta... Vedremo cosa ci riserva il futuro!
    alexandra89
  • ShinjiShinji Post: 238

    @JustDifferent No per me non è stato facile aprirmi, c’è voluto tempo perché mi abituassi all’idea. Bene che tu ti sia subito sentito a tuo agio, però ti consiglio di essere chiaro sui punti che ritieni più importanti per la prossima volta.

    The closer you get to the light, the greater your shadow becomes.
  • amnesiiaamnesiia Post: 305
    @JustDifferent Sento che mi sto muovendo in modo sbagliato, come se non sapessi dove mettere le mani e trattenessi i piedi nel camminare. Mi capita anche di sentirmi così da seduta, come se fossi scomposta e faccio caso a come tengo le spalle. Succede sempre quando mi sento giù o quando non mi sento sicura di me.
    Ho capito cosa intendi per mettere prima i tuoi interessi, in quel caso sono daccordo anche io.
  • JustDifferent ha detto:
    Per quanto riguarda avere degli amici ti dirò che per esperienza è molto difficile trovare qualcuno che ti capisca ma non impossibile, e siccome  sei ancora in tempo (data la giovane età)per iniziare un percorso di diagnosi e psicoterapia, avrai molte più possibilità di saper scegliere le persone più adatte a te ,sia Asperger che neurotipici... 
    Buonasera! Lo spero vivamente, l'unica mia paura è che questo percorso richiederà molto tempo, quando invece vorrei risolvere tutto in fretta... Vedremo cosa ci riserva il futuro!
    Eh sì ti capisco, ho iniziato da poco la psicoterapia ma sarà un po' lungo il percorso per risolvere tutto!
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