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Alla ricerca di Dio: un approcio scientifico

Ho ricevuto un educazione cattolica.
Ma sono senza fede. Credo solo nella scienza.

L'uomo e Dio.

Fin dall'antichità l'uomo ha cercato di motivare l'ignoto con la figura di uno o più esseri supremi dotati di poteri straordinari. Man mano che lo scibile umano aumentava la sua consistenza, la percezione fisica della divinità si affievoliva diventanto sempre meno concreta e sempre più astratta. Ciò nonostante il bisogno umano di dare un senso a ciò che resta incomprensibile continua a mantenere una correlazione diretta con la percezione che abbiamo della vita per come la conosciamo. Ogni religione attribuisce al divino creazione, vita e distruzione.

La vita: fra caos ed ordine.

L'universo è dominato da forze e principi che a diversi ordini di grandezza determinano il suo evolversi attimo dopo attimo. Creazione e distruzione coesistono sinergicamente nei principi di entropia e sintropia. Ciò che si trova nel mezzo è la vita stessa.

Sul piano della mera interpretazione scientifica, la vita viene definita come una qualsiasi successione di eventi caratterizzata da un inizio (creazione), un evoluzione (vita) ed una fine (distruzione). Così anche entità inanimate, come una roccia, un quark o una galassia, hanno una loro vita.

Nulla si crea. Nulla si distrugge. Tutto si trasforma. [Antoine-Laurent Lavoisier]

La fine del ciclo di una vita, contribuisce all'esistenza ed alla creazione di nuove entità viventi.
Una pianta trascorre la sua esistenza riordinando sintropicamente in carboidrati, l'anidride carbonica, l'acqua, i micronutrimenti e l'energia solare, rilasciate entropicamente da altre forme di vita. Durante la sua storia ed anche dopo la sua morte, rilascerà entropicamente prodotti dei suoi stessi processi sintropici. Forme di vita superiori od inferiori condividono lo stesso susseguirsi di queste dinamiche, anche se in modalità differenti.

L'energia della vita.

La letteratura scientifica descrive minuzionamente ogni tipo di energia che conosciamo. Da quelle che dominano il mondo dell'infinitamente piccolo a quelle dell'infinitamente grande. Ma nessuna di queste è in grado di spiegare quale sia e da dove arrivi, l'irreprensibile energia di un filo d'erba che cresce solitario su immensa distesa di cemento.

Nei suoi quattro miliardi e mezzo di anni, la terra, ha visto svilupparsi ed estinguersi svariate forme di vita. Per quanto siano note le ragioni di questa alternanza, che cosa spinga la vita, come energia a se stante, a trovare sempre una strada, ci è ancora completamente ignoto. L'unica evidenza è data dalla caparbietà con cui senza sosta, grazie a principi di selezione, evoluzione e ricombinazione, tenti ogni strada possibile. Come se la vita stessa fosse anch'essa, viva.

Il divino è in tutte le cose. [Eraclito]

Il panteismo identifica Dio con l'universo. Per definizione, quest'ultimo è un'altra forma di vita. Al di là di teorie attualmente non verificabili, come sia realmente iniziata e come finirà, non ci è ancora dato saperlo. Ma studiamo con ossessiva tenacia la sua imperscrutabile evoluzione.

Negli ultimi 30 anni abbiamo iniziato a cercare nell'universo altri luoghi capaci di ospitare forme di vita organica per come le conosciamo. Esopianeti di tipo terrestre e non, dove la vita potrebbe già essersi sviluppata. Abbiamo preso coscienza di come l'energia della vita permei tutto l'universo, instaurandosi ovunque sia possibile.

A sua immagine e somiglianza.

L'antropocentrismo cristiano riporta la divinità sul binario della forma umana. La vita per come la sperimentiamo. Un delicato equilibrio fra la fisicità del nostro corpo e la metafisicità della nostra anima.

Se qualsiasi elaborazione relativa all'anima resta relegata alla filosofia, il nostro corpo è costituito da elementi chimici che troviamo sulla tavola periodica. Una molteplicità di forme di vita diverse lo abitano tramandandosi di generazione in generazione, per più o meno tempo.

Come il nostro corpo, l'universo è costituito dagli elementi chimici della stessa tavola perodica, probabilmente molti di più. Allo stesso modo è abitato da generazioni di svariate forme di vita che si susseguono.
Come per la nostra anima, qualsiasi elaborazione relativa all'energia della vita resta relegata all'astratto filosofico.

Il quesito senza risposta.

Che sia questo connubio fra la fisicità dell'universo e l'energia della vita che lo permea, il Dio che la nostra natura ci spinge a cercare?

fearClaraDiLunaLinna

Commenti

  • Mi capita spesso di riflettere su questi temi, e avverto il bisogno di uno spazio spirituale dentro di me che non è mai nato.
    Questa opzione è forse la più sensata!
    malcom3D


  • aang91aang91 Post: 170
    modificato 4 gennaio
    Mi sono sempre chiesto come fosse ancora possibile dare per certa l'esistenza di dio dopo la shoah dei ebrei.
    Chi é uscito vivo da quella tragedia sicuramente gli sarà fatto questa domanda : come é possibile che un dio onnipotente e infinitamente buono e generoso possa permettere l'esistenza del male?
    Molti soppravvisuti a quel orrore hanno deciso di rinunciare definitavamente di trovare una  riposta definitiva bollandola come una ricerca vana e inutile. Io invece non ci vorrei rinunciare e trovare una riposta a questa domanda.
    忘れられる事は死よりも悪い


  • malcom3Dmalcom3D Post: 94
    Ciao aang91,
    temo che per la visione che ho cercato di rendere di cosa potrebbe essere Dio, sottolineando "cosa" in opposizione a "chi", tu stia cercando una risposta ad un Dio terreno, umano. Se Dio ha una volontà, credo diverga da ciò che noi intendiamo come tale.
    Linna

  • DreamLoopDreamLoop Post: 288
    aang91 SE l'eventuale dio che ha creato l'uomo non lo avesse lasciato libero di commettere anche le peggiori atrocità l'uomo non sarebbe mai stato libero di scegliere e se non esiste scelta consapevole non esiste crescita né coscienza, e la stessa cosa vale per i rapporti umani:

    finché una persona è costretta a fare qualcosa perché esiste la minaccia di un potere superiore, genitore/maestra/poliziotto/superman/etc tu non potrai mai sapere se quella persona agisce in una data maniera perché si sente obbligato dalla minaccia o se lo fa per una sua libera e consapevole scelta

    malcom3D mi piace leggerti, io ho sospeso il giudizio, pratico l'agnosticismo e considero l'antropocentrismo cristiano, insieme al paternalismo patriarcale di cui è intriso, uno dei peggiori eventi nella storia dell'occidente e più in generale della storia dell'essere umano. In generale ritengo i monoteismi dei passi indietro rispetto alla molteplicità politeistica soprattutto se penso alla carica di manicheismo che portano con sé e la relativa logica ossessiva dei due poli contrapposti che finiscono sempre col farsi col farsi la guerra.
    L'oriente lo ha capito molto bene, migliaia di anni fa, che l'unica via risiede nell'armonia degli opposti.
    malcom3DAntares
    Solo una condizione mi appare come desiderabile: quell'alto grado di saggezza per cui si rinuncia a credere, ma ci si limita a osservare, a studiare, a capire, in un a progressione indefinita e imprevedibile.
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