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Rinuncia

È tanto non scrivo
Mia figlia Asperger la scorsa estate ha compiuto 18 anni ed ha deciso di interrompere tutto medicinali risperidone e la terapia che faceva una volta la settimana.....andava anche una volta ogni due mesi a fare due chiacchiere con il neuropsichiatra ma niente ha cancellato tutto....
Non posso dire che è peggiorata ma nemmeno migliorata

Purtroppo il problema più grande è la socialità...a scuola mai legato aveva qualche amicizia  ma purtroppo piano piano si sono dileguati gli altri ma anche lei

Ci ha confidato che per paura di essere considerata strana preferisce non avere quasi più rapporti con i coetanei ...infatti a scuola sta più con i professori che con i compagni.....

Non vuole fare corsi , attività, sport.....sembra che abbia un po' mollato 
Il confronto con i coetanei tanto non riesce a legare e sta meglio a casa da sola nel suo mondo.....

Siccome è consapevole della sua sindrome abbiamo provato a dirle di presenziare a delle uscite o merende con altri ragazzi Asperger che male ci sarebbe???
Ci aggredisce dicendo con quegli strani sfigati non ci esco...ma come faccio a farle capire che sono gente normale come appunto lei ma solo un po' defilati dalla società.....
Ho anche suggerito di scrivere su questo forum o altre ma aggredisce come pochi


vera68mammaconfusa80mammarosanna

Commenti

  • malcom3Dmalcom3D Post: 94
    Ciao @maggiogiugno,
    premetto di non essere un genitore, ma di avere un funzionamento autistico diagnosticato in età adulta.

    Non mi sembra assolutamente anomalo il comportamento di vostra figlia. Ha 18 anni, è maggiorenne e sente di poter decidere per se stessa. Sicuramente essere spronata ad una vita tra terapie farmacologiche, psicoterapeutiche, psichiatriche e/o neuropsichiatriche, non è il massimo. Se a questo ci si aggiunge il dover socializzare forzatamente con persone che non la capiscono e probabilmente nel medio/lungo termine tendono ad emarginarla, perchè è troppo "faticoso" fare un passo verso di lei, credo di poter dire con una certa confidenza che la sua reazione è più il risultato di un equazione matematica, che un colpo di testa.

    Forse quello di cui ha bisogno è di poter fare quello che sente la faccia stare bene, al di là di quello che il sistema sociale a predominanza neurotipica in cui viviamo creda lei debba fare, ovvero quella che io chiamo "integrazione ad ogni costo". D'altra parte non è certo reprimendo se stessa, le sue emozioni, i suoi impulsi ed istinti che acquisirà coscienza di se stessa e del suo funzionamento, molto probabilmente invece, finirà per odiarsi, se non lo fa già. Parlo per esperienza.

    Dopo due anni dall'inizio della pandemia, chi più chi meno, tutti i neurotipici hanno provato sulla loro pelle che cosa voglia dire essere costretti a vivere contronatura. Provate ad immaginare come ci si può sentire quando tutta la tua vita è destinata ad essere così, dalla diagnosi in poi.

    Mi scuso se quanto ho scritto è estremamente crudo, ma spero in ogni caso possa essere di qualsiasi utilità.
    ClaraDiLuna

  • Grazie Malcolm di avermi scritto tra l'altro sei stato l'unico speravo di leggere più interventi e consigli
    Si tu hai centrato in pieno la situazione ma vorrei un po' aiutarla a sbloccarla
    Le rare volte che esce torna contenta stimolata ci racconta un sacco di cose....lo stare sempre in casa da sola spesso le fa fare mille pensieri mille seghe mentali assurde che potrebbe evitarsi.....
    Cosa ci sarebbe di male ogni tanto ripeto ogni tanto fare le uscite con i gruppi della sua età ND.....gliel'hanno proposto tante volte dove andava prima ma si è sempre rifiutata ....
    Anche noi genitori a lungo andare non sappiamo cosa fare.....un po' secondo me e bisogna stimolarla 
  • PapaveroRossoPapaveroRosso Post: 234
    modificato 22 marzo
    maggiogiugno ha detto:
    È tanto non scrivo
    Mia figlia Asperger la scorsa estate ha compiuto 18 anni ed ha deciso di interrompere tutto medicinali risperidone e la terapia che faceva una volta la settimana.....andava anche una volta ogni due mesi a fare due chiacchiere con il neuropsichiatra ma niente ha cancellato tutto....
    Non posso dire che è peggiorata ma nemmeno migliorata

    Purtroppo il problema più grande è la socialità...a scuola mai legato aveva qualche amicizia  ma purtroppo piano piano si sono dileguati gli altri ma anche lei

    Ci ha confidato che per paura di essere considerata strana preferisce non avere quasi più rapporti con i coetanei ...infatti a scuola sta più con i professori che con i compagni.....

    Non vuole fare corsi , attività, sport.....sembra che abbia un po' mollato 
    Il confronto con i coetanei tanto non riesce a legare e sta meglio a casa da sola nel suo mondo.....

    Siccome è consapevole della sua sindrome abbiamo provato a dirle di presenziare a delle uscite o merende con altri ragazzi Asperger che male ci sarebbe???
    Ci aggredisce dicendo con quegli strani sfigati non ci esco...ma come faccio a farle capire che sono gente normale come appunto lei ma solo un po' defilati dalla società.....
    Ho anche suggerito di scrivere su questo forum o altre ma aggredisce come pochi


    Pensa che c'è chi sostiene che gli psicofarmaci siano una specie di "droga" che da dipendenza...La dipendenza da droga non sanno neppure dove sta di casa.
    Comunque, è normale che in questa fase tua figlia cerchi l'accettazione da parte dei pari più socialmente adattati. Aiutala in questo, aiutala a seguire la moda, portala dal parrucchiere, dall'estetista, falle mettere il gel sulle unghie, spiegale che fare sport la renderebbe più popolare. Prova a farle studiare uno strumento o canto, se no. Se anche voi siete stranetti come i miei genitori cercate di adeguarvi un po'. La fase dell'autonomia viene dopo, adesso c'è la fase dell'uniformarsi e cercare un fidanzato. 
    Dimenticavo, ha smesso il risperidone di colpo? L'irritabilità e la labilità emotiva ci stanno.
    vera68
  • Ciao @maggiogiugno,
    mio figlio è un pò più piccolino, perciò non posso parlare per esperienza di madre ma una cosa mi è divenuta chiara: mio figlio è un tantinello rigido, e se lo lasciassi stare lui non farebbe mai nulla....

    La chiave di tutto è in quella frase: le poche volte che esce torna stimolata...

    Provo a pensare a tutte le volte che io non voglio fare qualcosa perché mi pesa troppo e la rimando, alla soddisfazione che poi provo quando finalmente riesco a farla, e immagino che i nostri figli provino lo stesso nelle situazioni sociali.
    Diventa una cosa che devono in qualche modo imporsela per farla divenire la volta successiva meno difficile e così via...
    Non viene naturale e di certo la tentazione di lasciar perdere è veramente tanta perché costa meno ..
    Se rinuncia oggi e rinuncia domani affrontare il mondo esterno le riuscirà sempre più difficile e stressante. 

    Sono d'accordo con te. Peccato mollare.

    Piuttosto cercare una via di mezzo: provare a uscire, sforzarsi e poi per un pò gratificarsi e ricaricarsi standosene per conto proprio, ma continuare a provare cercando situazioni con esito quasi certamente positivo: creare situazioni dove bisogna fare qualcosa insieme come guardare un film insieme o andare ad un concerto insieme, dove non si deve solo interagire tutta la sera....

    Sulle medicine e terapie non mi esprimo.
    Spero di averti offerto spunti.
  • vera68vera68 Post: 3,399
    Io parlo da bambina "un tantinello rigida " che se non stimolata non avrebbe fatto nulla.
    Io ho sempre avvertito queste pressioni come una macchina spaccapietre su di me. 
    Riconosco la validità per i risultati ottenuti, riconosco anche i lividi interiori che queste forzature mi hanno lasciato. 
    Io non impongo nulla a nessuno ancora oggi oppure sono un dittatore.... dipende se esce il mio bambino interno o il genitore che ho introiettato.
    Quoto totalmente la proposta di @PapaveroRosso.
    I miei hanno fatto dei tentativi nel senso proposto da papaveroRosso, ma io mi sentivo derisa, avvertivo un che di manipolatorio e costrittivo. Io ero un'inetta, con lo smalto e i capelli ordinati... Ma pur sempre un'inetta



  • vera68 ha detto:
    Io parlo da bambina "un tantinello rigida " che se non stimolata non avrebbe fatto nulla.
    Io ho sempre avvertito queste pressioni come una macchina spaccapietre su di me. 
    Riconosco la validità per i risultati ottenuti, riconosco anche i lividi interiori che queste forzature mi hanno lasciato. 
    Io non impongo nulla a nessuno ancora oggi oppure sono un dittatore.... dipende se esce il mio bambino interno o il genitore che ho introiettato.
    Quoto totalmente la proposta di @PapaveroRosso.
    I miei hanno fatto dei tentativi nel senso proposto da papaveroRosso, ma io mi sentivo derisa, avvertivo un che di manipolatorio e costrittivo. Io ero un'inetta, con lo smalto e i capelli ordinati... Ma pur sempre un'inetta



    Io per fortuna avevo i capelli lunghi, altrimenti sarei sembrata un ragazzo e perdipiù problematico, completamente acqua e sapone (neutro), sempre spettinata, sempre in jeans, scarpe da ginnastica e magliette a caso tipo quella dell'Avis. Non sopportavo niente ed ero così intenta a ponzare tutto il giorno che neppure mi accorgevo di come mi combinavo. Non era per quello che mi sentivo meno degli altri comunque, come te @vera68. Non riuscivo a capire il meccanismo dell'amicizia, le altre ragazze mi...infastidivano, troppo imprevedibili, chiassose, chiacchierone, mi parlavano dei loro problemi e io sentivo che dovevo risolverglieli, con grandissima ansia. Ecco, mi mettevano ansia, ero brusca, indelicata...come adesso 🙄

  • Il mio passato da bambina invece è proprio di chi, con genitori strani, senza nessuna attenzione affinché la figlia si uniformasse, sceglieva di isolarsi pomeriggi interi tra TV e letture ( non c'era internet)...

    I miei genitori non hanno fatto proprio nulla per incoraggiare la mia socialità e il risultato è stato che quando finalmente sono uscita di casa all'università ero socialmente indietro rispetto a tutti gli altri...

    Se non si fa nulla si sbaglia, se si forza si sbaglia....
    vera68
  • mammarosanna ha detto:
    Il mio passato da bambina invece è proprio di chi, con genitori strani, senza nessuna attenzione affinché la figlia si uniformasse, sceglieva di isolarsi pomeriggi interi tra TV e letture ( non c'era internet)...

    I miei genitori non hanno fatto proprio nulla per incoraggiare la mia socialità e il risultato è stato che quando finalmente sono uscita di casa all'università ero socialmente indietro rispetto a tutti gli altri...

    Se non si fa nulla si sbaglia, se si forza si sbaglia....
    Definisci strani per favore
  • mammarosannamammarosanna Post: 778
    modificato 23 marzo
    PapaveroRosso ha detto:
    mammarosanna ha detto:
    Il mio passato da bambina invece è proprio di chi, con genitori strani, senza nessuna attenzione affinché la figlia si uniformasse, sceglieva di isolarsi pomeriggi interi tra TV e letture ( non c'era internet)...

    I miei genitori non hanno fatto proprio nulla per incoraggiare la mia socialità e il risultato è stato che quando finalmente sono uscita di casa all'università ero socialmente indietro rispetto a tutti gli altri...

    Se non si fa nulla si sbaglia, se si forza si sbaglia....
    Definisci strani per favore
    Mia mamma non aveva nessuna attenzione per il modo in cui andava vestita e pettinata, e nemmeno di come ci andassi io, se una calza era smagliata diceva che "tanto non si nota ",
    non aveva amiche e diceva che le amiche vere non esistono....

    Il loro motto era "ce ne freghiamo di quello che pensano gli altri"

    Mio padre tutte le volte che organizzavano feste alle superiori non ne voleva sapere di accompagnarmi o venirmi a prendere...

    Se un vestito era fuori moda ma "sano" non si buttava ma doveva continuare ad essere indossato.....
    Così come ogni oggetto in casa, a meno che non cadesse a pezzi proprio, ma si rattoppava piuttosto....

    Non mi potevo lavare i capelli anche se erano unti perché li avevo lavati solo poco tempo prima...

    Niente parrucchiere, estetista poi non ne parliamo....
    Se qualcuno chiamava a casa tutti ascoltavano le conversazioni di tutti. Non c'erano telefonini o cordless.

    Tutto sommato loro non si chiedevano come mai non avessi amici
    Né perché venissi presa in giro: capelli unti? Scarpe o vestiti retrò? Era forse il fatto che non partecipassi mai a nessun compleanno? 

    Tutto sommato a loro faceva comodo che non uscissi così non si dovevano preoccupare né di venirmi a prendere, né dovevano rimanere svegli finché non mi riaccompagnasse qualcuno, in più non si spendevano soldi...
    Tutto sommato a me stava anche bene starmene a casa lontano dai miei coetanei che mi avrebbero certamente presa in giro per i miei vestiti o altro...

    I miei genitori non si uniformavano agli altri, né erano disposti ad ammettere che potesse esserci un altro modo di vedere le cose oltre al loro.
    Mio padre aveva solo un amico.

    All'epoca i miei genitori erano molto attenti alle spese e risparmiavano più che potevano.
    Non posso farne loro una colpa se hanno messo al primo posto lo studio e la possibilità un domani di lasciarci una casa.
    Tutto il "superfluo" per loro si poteva evitare.
    Lo sport, le uscite, gli interessi...

    È buffo che però,  proprio loro adesso, mi incitino a creare occasioni in cui mio figlio possa socializzare con i suoi pari.



    Post edited by mammarosanna on
  • PapaveroRossoPapaveroRosso Post: 234
    modificato 23 marzo
    mammarosanna ha detto:
    PapaveroRosso ha detto:
    mammarosanna ha detto:
    Il mio passato da bambina invece è proprio di chi, con genitori strani, senza nessuna attenzione affinché la figlia si uniformasse, sceglieva di isolarsi pomeriggi interi tra TV e letture ( non c'era internet)...

    I miei genitori non hanno fatto proprio nulla per incoraggiare la mia socialità e il risultato è stato che quando finalmente sono uscita di casa all'università ero socialmente indietro rispetto a tutti gli altri...

    Se non si fa nulla si sbaglia, se si forza si sbaglia....
    Definisci strani per favore
    Mia mamma non aveva nessuna attenzione per il modo in cui andava vestita e pettinata, e nemmeno di come ci andassi io, se una calza era smagliata diceva che "tanto non si nota ",
    non aveva amiche e diceva che le amiche vere non esistono....

    Il loro motto era "ce ne freghiamo di quello che pensano gli altri"

    Mio padre tutte le volte che organizzavano feste alle superiori non ne voleva sapere di accompagnarmi o venirmi a prendere...

    Se un vestito era fuori moda ma "sano" non si buttava ma doveva continuare ad essere indossato.....
    Così come ogni oggetto in casa, a meno che non cadesse a pezzi proprio, ma si rattoppava piuttosto....

    Non mi potevo lavare i capelli anche se erano unti perché li avevo lavati solo poco tempo prima...

    Niente parrucchiere, estetista poi non ne parliamo....
    Se qualcuno chiamava a casa tutti ascoltavano le conversazioni di tutti. Non c'erano telefonini o cordless.

    Tutto sommato loro non si chiedevano come mai non avessi amici
    Né perché venissi presa in giro: capelli unti? Scarpe o vestiti retrò? Era forse il fatto che non partecipassi mai a nessun compleanno? 

    Tutto sommato a loro faceva comodo che non uscissi così non si dovevano preoccupare né di venirmi a prendere, né dovevano rimanere svegli finché non mi riaccompagnasse qualcuno, in più non si spendevano soldi...
    Tutto sommato a me stava anche bene starmene a casa lontano dai miei coetanei che mi avrebbero certamente presa in giro per i miei vestiti o altro...

    I miei genitori non si uniformavano agli altri, né erano disposti ad ammettere che potesse esserci un altro modo di vedere le cose oltre al loro.
    Mio padre aveva solo un amico.

    All'epoca i miei genitori erano molto attenti alle spese e risparmiavano più che potevano.
    Non posso farne loro una colpa se hanno messo al primo posto lo studio e la possibilità un domani di lasciarci una casa.
    Tutto il "superfluo" per loro si poteva evitare.
    Lo sport, le uscite, gli interessi...

    È buffo che però,  proprio loro adesso, mi incitino a creare occasioni in cui mio figlio possa socializzare con i suoi pari.



    Già 🤔. I miei erano stranetti per quanto riguarda la passione eccessiva e fuori contesto per la cultura e le convinzioni politiche molto forti, avevamo centinaia di libri. Erano veramente persone sociali, con tantissimi amici, ma senza alcun senso pratico. Io sono l'opposto.
    mammarosanna
  • vera68vera68 Post: 3,399
    I miei erano contraddittori. La parte femminile era contraddittoria. Io ho vissuto a lungo con una zia, ecco perche parlo di parte femminile.
    Mia madre aveva integrato (a forza , direi) sua sorella nel nucleo famigliare. Mio padre è come se avesse avuto due mogli... La zia era sempre presente, come la nonna paterna. Per me non c'era distinzione di casa, due alloggi sullo stesso pianerottolo erano per me un unico alloggio.
    La mamma e la zia ci tenevano molto all'aspetto fisico, tuttavia deridevano le donne sempre in tiro come gattemorte, donne che usavano l'aspetto seduttivo come mezzo per ottenere i servigi di un uomo a fini manipolativi perche erano donne che non sapevano cavarsela da sole, erano delle solenni oche. 
    Poi mi obbligavano ad andare dall'estetista (per me voleva dire prendersi il titolo di oca manipolante) e mi dicevano pure che ero ingrata... Del resto mi dicevano continuamente che divevo svegliami e "farmi furba" in tutti i sensi
    Oggi scindo assolutamente il binomio donna curata=oca. Una cosa non implica l'altra. Allora no...
    In casa mia vigeva il motto "o con noi o fuori da noi". E io non potevo accettare di stare fuori dal nucleo famigliare, il mondo mi faceva paura. Adeguarmi per molti versi è diventato um modo per sopravvivere. 
    Ad un certo punto ci tenevo ad avere un aspetto gradevole, era importante a livello sociale, ma potevo dire io "mamma: aspiro ad essere un'oca"? 
    E poi quale aspetto? L'aspetto di una 15enne degli anni 80 o di una 15enne degli anni 50? Visto che non sceglievo nulla e la mamma e la zia sceglievano per me, con una loro immagine di 15enne
    Mi ricordo che una volta mia madre mi portò in un negozio di abbigliamento casual, apposta perche glielo avevo chiesto. mi invitò a scegliere dei vestiti. Io scelsi un paio di pantaloni verdi. Li provai. Mia madre disse : "se ti piaci..." alzando le spalle. 
    Io non avrei saputo dire se mi piacevo, non avrei saputo scegliere. Uscii senza niente. Forse mi avesse detto "come stai bene!".. 

    Certo come la si fa, si sbaglia
    Io avrei sentito il giudizio su di me comunque. Io mi sentivo sotto giudizio, anche il mio giudizio. Il giudice piu integerrimo io ce l'ho dentro... Però da dove nasce questo giudice? 
    Come chiedersi se è nato prima l'uovo o la gallina.. 

    Certo è che oggi che sono una bambina più libera di essere cio che è, non mi curo particolarmente. Non perché non sia cosa buona, ma per pura pigrizia e sicuramente non la ritengo ina cosa cosi importante. Molto piu comodo non avere lo smalto alle unghie se poi devo fare attenzione che non salti... 
    Quando mi mettevo lo smalto poi andava via da solo a forza di saltare... E allora.!

    Una volta la mia terapeuta mo raccontò che con mia figlia 12enne faceva le prove davanti allo specchio si come stesse con un certo abbigliamento o con un altro, con una pettinatura o con un'altra, con un certo atteggiamento o con un altro... 
    Le dissi che ero molto contenta di questo e che avrei voluto avere io un'occasione cosi alla sua età... 
    Mi rispose: "è la cosa piu bella che potevi dirmi.... Ne avresti avuto tutto il diritto" 


  • mammarosannamammarosanna Post: 778
    modificato 23 marzo
    Secondo me se un genitore è preoccupato per un comportamento del proprio figlio perché nuoce prima di tutto a sé stesso deve comunque tentare in qualche modo di cambiare le cose.  

    Vorrei sapere se questa ragazza ha preso o prenderà la patente, se frequenterà l'università o si troverà un lavoro....
  • vera68 ha detto:
    I miei erano contraddittori. La parte femminile era contraddittoria. Io ho vissuto a lungo con una zia, ecco perche parlo di parte femminile.
    Mia madre aveva integrato (a forza , direi) sua sorella nel nucleo famigliare. Mio padre è come se avesse avuto due mogli... La zia era sempre presente, come la nonna paterna. Per me non c'era distinzione di casa, due alloggi sullo stesso pianerottolo erano per me un unico alloggio.
    La mamma e la zia ci tenevano molto all'aspetto fisico, tuttavia deridevano le donne sempre in tiro come gattemorte, donne che usavano l'aspetto seduttivo come mezzo per ottenere i servigi di un uomo a fini manipolativi perche erano donne che non sapevano cavarsela da sole, erano delle solenni oche. 
    Poi mi obbligavano ad andare dall'estetista (per me voleva dire prendersi il titolo di oca manipolante) e mi dicevano pure che ero ingrata... Del resto mi dicevano continuamente che divevo svegliami e "farmi furba" in tutti i sensi
    Oggi scindo assolutamente il binomio donna curata=oca. Una cosa non implica l'altra. Allora no...
    In casa mia vigeva il motto "o con noi o fuori da noi". E io non potevo accettare di stare fuori dal nucleo famigliare, il mondo mi faceva paura. Adeguarmi per molti versi è diventato um modo per sopravvivere. 
    Ad un certo punto ci tenevo ad avere un aspetto gradevole, era importante a livello sociale, ma potevo dire io "mamma: aspiro ad essere un'oca"? 
    E poi quale aspetto? L'aspetto di una 15enne degli anni 80 o di una 15enne degli anni 50? Visto che non sceglievo nulla e la mamma e la zia sceglievano per me, con una loro immagine di 15enne
    Mi ricordo che una volta mia madre mi portò in un negozio di abbigliamento casual, apposta perche glielo avevo chiesto. mi invitò a scegliere dei vestiti. Io scelsi un paio di pantaloni verdi. Li provai. Mia madre disse : "se ti piaci..." alzando le spalle. 
    Io non avrei saputo dire se mi piacevo, non avrei saputo scegliere. Uscii senza niente. Forse mi avesse detto "come stai bene!".. 

    Certo come la si fa, si sbaglia
    Io avrei sentito il giudizio su di me comunque. Io mi sentivo sotto giudizio, anche il mio giudizio. Il giudice piu integerrimo io ce l'ho dentro... Però da dove nasce questo giudice? 
    Come chiedersi se è nato prima l'uovo o la gallina.. 

    Certo è che oggi che sono una bambina più libera di essere cio che è, non mi curo particolarmente. Non perché non sia cosa buona, ma per pura pigrizia e sicuramente non la ritengo ina cosa cosi importante. Molto piu comodo non avere lo smalto alle unghie se poi devo fare attenzione che non salti... 
    Quando mi mettevo lo smalto poi andava via da solo a forza di saltare... E allora.!

    Una volta la mia terapeuta mo raccontò che con mia figlia 12enne faceva le prove davanti allo specchio si come stesse con un certo abbigliamento o con un altro, con una pettinatura o con un'altra, con un certo atteggiamento o con un altro... 
    Le dissi che ero molto contenta di questo e che avrei voluto avere io un'occasione cosi alla sua età... 
    Mi rispose: "è la cosa piu bella che potevi dirmi.... Ne avresti avuto tutto il diritto" 


    Secondo me stai descrivendo una famiglia molto normale finora, non devi pensare che le famiglie siamo tutte come quella del Mulino Bianco, le persone sane sono in minoranza rispetto alle nevrotiche. 
  • vera68vera68 Post: 3,399
    modificato 24 marzo
    @PapaveroRosso.... Va bè.. 
    Certo rispetto a certe cose che si leggono qui... Rosa e fiori!
    Ma normale proprio no... Disfunzionale è piu appropriato
    (i coltelli però erano tenuti consapevolmente sotto chiave perché non fossero mai a pronta presa). Segno che erano consci che c'erano delle linee rosse da non superare. Di questo era conscia più mia madre che mio padre

    Poi credo che molto dipenda dalla sensibilità personale. Da essa dipendono le nostre risposte emotive
    Post edited by vera68 on
  • Grazie a tutti 
  • Comunque mia figlia si cura si trucca fa foto sexy su Instagram ma finisce lì.....evita i rapporti sociali.....non entra da sola nei negozi non va in giro da sola ......
    Per questo non capisco se non si sente a sua agio con i coetanei NT perché non provare con gruppetti Nd????
    E' inutile cerchi il fidanzato fighetto Nt  ha già provato 4 volte e tutte e 4 dopo un po' viene lasciata anzi la bloccano su WhatsApp e la sfanculani 
    Meglio provare con un Nd ....che starsene sola uscire pochissimo....passare giornate interminabili senza concludere niente 


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